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Ondata di allarmi bomba nelle scuole: evacuati circa 50 istituti in tutta Italia

19 October 2026 at 17:47

Allerta bomba e panico nelle aule: 50 scuole sgomberate in quattro regioni

Mattinata di forte tensione nelle aule di mezza Italia per una sequenza di allarmi bomba rivelatisi poi infondati. Da Padova fino a Chieti, passando per Verona e Lucca, sono circa cinquanta i plessi scolastici evacuati d’urgenza. Sul posto sono dovute intervenire le pattuglie di polizia e carabinieri per ispezionare gli edifici e mettere in sicurezza i ragazzi.

Paura tra Verona e Padova: 27 plessi sgomberati

I primi problemi sono emersi nella provincia veronese, dove numerosi istituti sono stati fatti evacuare a causa di un messaggio di minaccia arrivato via posta elettronica, apparentemente redatto in lingua araba. Per evitare qualsiasi rischio, il magistrato di turno ha stabilito la chiusura cautelare di ventisette strutture, dagli asili nido fino alle medie.

Le famiglie sono state subito contattate per riprendere i figli, raccolti momentaneamente nelle palestre prima del rientro a casa. Poco più tardi il panico si è spostato nel Padovano, con nuovi sgomberi alla Rodari del capoluogo, al Newton di Camposampiero e alla Vivaldi di Montegrotto Terme. I controlli dei nuclei artificieri hanno confermato che si trattava di falsi allarmi.

Allerta anche in Toscana

Stesso identico copione in Toscana. Al liceo Vasari di Arezzo intorno alle 11 circa seicento persone, tra studenti e lavoratori, hanno abbandonato la struttura dopo una nota anonima che segnalava la presenza di un ordigno. Oltre alle forze dell’ordine e ai vigili del fuoco, è scattato il protocollo di maxi-emergenza sanitaria. I ragazzi sono stati radunati nei giardini di via Emilia nell’attesa dei genitori.

Controlli e verifiche a Chieti

L’ondata di segnalazioni ha toccato infine l’Abruzzo. A Chieti circa mille alunni hanno dovuto lasciare otto strutture dell’Istituto comprensivo 4, incluse le medie Mezzanotte e Ortiz, oltre a diverse primarie e scuole dell’infanzia di zona. La minaccia è giunta tramite una mail inviata alla segreteria della scuola. L’amministrazione comunale ha comunque chiarito che non è stato necessario chiudere tutti gli istituti della città e che non sono emersi pericoli reali.

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Allarme super batteri, Pregliasco sui rischi per la sanità: “Servono soldi in Manovra”

17 October 2026 at 14:38

Super batteri e uso errato dei farmaci, Pregliasco: “Non sacrifichiamo la prevenzione”

“Non fa rumore come una pandemia virale, non provoca necessariamente ondate improvvise di contagi e raramente conquista le prime pagine. Eppure l’antibiotico-resistenza rappresenta una delle più gravi minacce per la salute pubblica dei prossimi decenni”. Lo afferma il virologo Fabrizio Pregliasco, commentando l’appello lanciato attraverso l’Adnkronos Salute da Pierangelo Clerici, presidente dell’Associazione microbiologi clinici italiani (Amcli).

“I dati sono impressionanti”, ricorda Pregliasco: entro il 2050 la resistenza batterica potrebbe causare oltre 39 milioni di decessi nel mondo, di cui 12mila l’anno in Italia. “Il rischio più grave è che gli antibiotici perdano progressivamente efficacia proprio quando ne abbiamo maggiormente bisogno. Un intervento chirurgico, un trapianto, una chemioterapia o il trattamento di un paziente fragile possono diventare molto più pericolosi”. Non si tratta solo di malattie infettive: il fenomeno “mette in discussione la sicurezza dell’intera medicina moderna”.

Molte prescrizioni restano inappropriate e mancano i test veloci sul territorio. “Bisogna portare le possibilità diagnostiche vicino ai pazienti – esorta Pregliasco – integrandole con i laboratori ospedalieri e con il lavoro dei medici di medicina generale”. Per questo, occorre che la politica destini risorse certe nel nuovo Pncar 2027-2031: “La prossima legge di Bilancio deve essere un banco di prova: servono finanziamenti identificabili, destinazioni vincolate e risultati misurabili. La prevenzione non può essere la prima voce che si sacrifica quando si devono far quadrare i conti“.

Servono infine interventi ambientali e veterinari. “La prevenzione dell’antibiotico-resistenza richiede inoltre una visione One Health che consideri insieme salute umana, salute animale e ambiente. Non possiamo pensare di contrastare l’antibiotico-resistenza intervenendo soltanto sulle prescrizioni dei medici”.

Con il Covid abbiamo visto cosa significa farsi trovare impreparati, conclude l’esperto: “La sfida non è soltanto sviluppare nuovi antibiotici, pur indispensabili, ma preservare l’efficacia di quelli già disponibili. Un antibiotico che oggi funziona e domani non funziona più è una possibilità di cura che abbiamo perduto. La vera emergenza è questa. E il tempo per intervenire non è infinito”.

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