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🔴IL GAS RUSSO NON TORNERÀ | TG 28.8.26

28 August 2026 at 19:00

– Mosca: “Nulla come prima” di Margherita Furlan
– Santa Sede, il canale di dialogo di Margherita Furlan
– Germania, il gas russo non tornerà di Margherita Furlan
– L’Europa sul tavolo del Pentagono di Margherita Furlan
– Guardian, l’intervista contro l’Iran era un falso di Jeff Hoffman
– Doha media, Washington urla, Hormuz resta chiuso di Jeff Hoffman
– Gaza al punto di non ritorno di Jeff Hoffman
– Tel Aviv contro tutti meno Roma di Jeff hoffman
– Washington riesuma i tribunali per i bottini di guerra di Jeff Hoffman
– Washington chiude: stop alle Green Card di Jeff Hoffman
– Pechino avanza in Asia centrale di Margherita Furla
– Buon giro intorno al Sole

A cura di Margherita Furlan Con la collaborazione di Jeff Hoffman Editing di Mario Ferdinandi e Simone Orletti

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Domiziano II: l’imperatore romano restituito alla storia da due monete

28 August 2026 at 10:50

di Matteo Forlani

Per oltre diciassette secoli il suo nome rimase sepolto in un campo dell’Oxfordshire. A riportarlo alla luce, nell’aprile del 2003, fu il segnale di un metal detector.

Brian Malin stava esplorando un terreno nei pressi di Chalgrove, a meno di sedici chilometri da Oxford, quando lo strumento reagì a qualcosa nascosto fra trenta e sessanta centimetri di profondità. Per lui non era un luogo qualunque: nel 1989, appena trenta metri più in là, insieme al fratello Ian aveva già trovato 4.145 monete romane chiuse in due vasi.

Il nuovo recipiente, modellato in una ceramica grigia di produzione locale, sembrava la continuazione di quella scoperta. I due depositi avevano dimensioni e composizione simili; entrambi terminavano con emissioni di Probo del 278-279. Jérôme Mairat ha proposto che appartenessero alla stessa persona, forse qualcuno che aveva preferito dividere i propri risparmi in nascondigli separati. Non possiamo sapere chi fosse né perché non tornò a recuperarli. Resta però difficile considerare casuale la presenza di due fortune quasi gemelle nello stesso campo.

Dentro il secondo vaso c’erano 4.957 monete coniate fra il 251 e il 279. Erano quasi tutte monete radiate di lega povera, rese più brillanti da un velo d’argento ormai in gran parte scomparso. Sette su dieci provenivano dall’Impero delle Gallie; le altre dalle officine controllate dagli imperatori di Roma. Chi aveva raccolto quel denaro, insomma, usava senza distinzione le valute dei due poteri che si contendevano l’Occidente romano.

Quando venne estratto dal terreno, il tesoro non aveva l’aspetto di una cascata di monete. La corrosione aveva saldato i pezzi fra loro e alle pareti del contenitore, formando un blocco compatto. Il vaso arrivò intatto all’Ashmolean Museum e fu poi affidato ai restauratori del British Museum. Per mesi, acqua tiepida e alcol sciolsero il terreno, mentre ultrasuoni e solventi rimossero le incrostazioni. Ogni esemplare venne separato, asciugato, stabilizzato e protetto. Fu un lavoro lento, quasi una seconda esplorazione del tesoro. All’inizio del 2004, da quella massa indistinta comparve un volto che non avrebbe dovuto esserci.

Il pezzo era ben battuto e mostrava pochissimi segni d’usura. Sul diritto si vedeva il busto barbuto di un uomo con la corona radiata, il mantello e la corazza. Intorno al ritratto correva la legenda:

IMP C DOMITIANVS P F AVG

Per esteso significava Imperator Caesar Domitianus Pius Felix Augustus. Il nome era quello di Domiziano, ma non dell’imperatore flavio assassinato nel 96. Lo stile del ritratto e il tipo monetale appartenevano alla seconda metà del III secolo. Gli studiosi lo chiamano Domiziano II soltanto per distinguerlo dal sovrano vissuto quasi duecento anni prima.

Non bastava a raccontare un regno, ma bastava a dimostrare una pretesa. Un uomo chiamato Domitianus aveva assunto il titolo di Augusto, ottenuto l’appoggio necessario per usare una zecca e fatto incidere il proprio nome sul denaro. Le cronache lo avevano dimenticato; il metallo no.

Il falso che non era falso

La scoperta di Chalgrove aveva però un precedente. Il 28 novembre 1900, durante alcuni lavori in un vigneto di Les Cléons, presso Nantes, era emerso un ripostiglio di 1.456 radiati. Fra le monete di Gordiano III, Aureliano e Tetrico ce n’era una intestata a Domiziano. La notizia fu pubblicata l’anno seguente. Proprio l’eccezionalità del ritrovamento, tuttavia, finì per renderlo sospetto.

Nel 1929 l’esemplare entrò nelle collezioni del Musée Dobrée. Poi se ne persero le tracce fra i depositi del museo e per decenni rimase accessibile soltanto attraverso fotografie, disegni e un calco in gesso riprodotto nel Roman Imperial Coinage. Il numismatico Lodovico Laffranchi lo interpretò come una moneta di Tetrico ritoccata; Lawrence Okamura riassunse i dubbi nel titolo di uno studio del 1992, Forging a Usurper in Late Roman Aquitania.

La moneta ricomparve nel 1996 e fu portata a Parigi per essere pulita ed esaminata. Il risultato incrinò l’ipotesi del falso: le lettere di DOMITIANVS erano incorporate in prodotti di corrosione antichi. Nessun falsario moderno poteva averle reincise sopra una legenda precedente senza alterare quelle incrostazioni. Anche il ritratto, pur vicino ai modelli di Vittorino e Tetrico, mostrava caratteristiche proprie.

Poi il presunto falso trovò il proprio gemello.

L’antoniniano inglese era identico per conio a quello di Cléons e persino un poco meglio impresso. Coincidevano il profilo del volto, la posizione delle lettere e le irregolarità più minute. I conii antichi erano incisi a mano: due monete che condividono gli stessi piccoli difetti provengono dalla medesima coppia di matrici, come fogli stampati dallo stesso torchio.

A chiudere la discussione fu soprattutto il contesto. Il nuovo pezzo era ancora saldato a un deposito romano intatto, in mezzo a migliaia di emissioni comuni recuperate in condizioni documentate. Nessuno avrebbe potuto introdurlo in quella massa di corrosione. Domiziano continuava a non avere una biografia, ma da quel momento ebbe un’esistenza storica.

Il vuoto lasciato da Vittorino

Il momento in cui Domiziano tentò la fortuna era uno dei più confusi della storia romana. Nel 260 l’imperatore Valeriano era caduto prigioniero del re sasanide Sapore I. Suo figlio Gallieno si ritrovò solo al comando di un impero attaccato su più fronti e attraversato dalle rivolte degli eserciti.

In Occidente le truppe acclamarono il generale Postumo, che diede forma a quello che oggi chiamiamo Impero delle Gallie. Comprendeva la Gallia e la Britannia, per qualche tempo anche la Hispania. Il nome può trarre in inganno: non era uno Stato nazionale staccatosi da Roma. Postumo e i suoi successori si consideravano imperatori romani, nominavano consoli e governatori, proteggevano le frontiere e battevano moneta come qualunque altro Augusto.

Postumo riuscì a governare per quasi dieci anni. Nel 269 sconfisse il rivale Leliano, ma vietò ai soldati di saccheggiare Magonza e fu ucciso dai suoi stessi uomini. Gli succedette Mario, rimasto al potere per poche settimane o pochi mesi, quindi Vittorino. Nella primavera del 271 anche Vittorino morì assassinato. Per la terza volta in meno di due anni, il trono gallico era disponibile.

Secondo una tradizione tarda e non del tutto affidabile, Victoria, madre di Vittorino, usò denaro e influenza per favorire Tetrico, allora governatore in Aquitania. Ma un imperatore non poteva imporsi nello stesso istante da una provincia all’altra. Nel tempo necessario a Tetrico per raccogliere consensi, guarnigioni e officine monetarie potevano scegliere altri candidati.

Fu con ogni probabilità in quel vuoto che Domiziano fece la sua mossa.

Le monete lo collocano come un concorrente di Tetrico alla guida dell’Impero delle Gallie, non come il sovrano di un regno britannico e neppure come un avversario in grado di minacciare direttamente Aureliano. La città in cui fu proclamato e i reparti che lo sostennero restano sconosciuti. Il suo tentativo, però, superò il fragore di un’acclamazione militare: arrivò fino a un’officina monetaria.

Per battere denaro servivano incisori, metallo, tondelli, incudini, martelli e maestranze abituate a lavorare in serie. Domiziano controllò quell’organizzazione almeno per il tempo necessario a preparare due conii e avviare la produzione. Non era dunque soltanto un nome gridato dai soldati: uomini, strumenti e metallo erano stati messi al servizio della sua candidatura.

La concordia dei soldati

Il pezzo di Chalgrove è un antoniniano di 22 millimetri e 2,07 grammi. La corona radiata indossata dal sovrano identifica la denominazione. Il colore attuale è quello del bronzo, ma all’origine una sottile argentatura copriva la lega povera e faceva apparire la moneta assai più preziosa di quanto fosse davvero.

Dal ritratto non ricaveremo il vero volto di Domiziano. Barba, sguardo fermo, mantello e corazza appartenevano al repertorio con cui gli incisori costruivano l’immagine di un imperatore. Eppure non si limitarono a cambiare il nome su un modello di Tetrico. Il diritto venne preparato appositamente per Domiziano, e il rovescio fu inciso per la stessa emissione. Anche un potere destinato a durare pochissimo volle dunque un’immagine propria.

Sul rovescio compare Concordia, con la coppa delle libagioni in una mano e una cornucopia nell’altra. La legenda CONCORDIA MILITVM significa «la concordia dei soldati». Nessun messaggio poteva essere più opportuno. In un’epoca in cui gli imperatori salivano al potere sulle spalle delle legioni e spesso morivano per mano delle stesse truppe, Domiziano presentava l’esercito come compatto attorno a lui. Forse descriveva una realtà momentanea; forse esprimeva soltanto un desiderio.

I conii conservano anche una traccia del disordine di quei mesi. Il diritto sembra opera dell’incisore legato alla cosiddetta officina II; il rovescio ricorda invece la mano attiva nell’officina I e anticipa alcune monete di Tetrico. Una matrice, o forse lo stesso artigiano, potrebbe essersi spostata fra le due zecche durante la crisi. Persino la sede della coniazione è ancora discussa: il catalogo dell’Ashmolean indica Colonia, mentre MER-RIC assegna l’emissione a Treviri. Sono divergenze che raccontano quanto poco conosciamo ancora dell’organizzazione delle zecche galliche.

Quei piccoli dischi erano il mezzo di comunicazione più capillare di cui disponesse un sovrano. Entravano nelle paghe, passavano di mano nei mercati e viaggiavano insieme agli eserciti. Il ritratto annunciava chi comandava, i titoli ne proclamavano l’autorità e il rovescio spiegava su quale sostegno diceva di fondarsi. Domiziano parlò lo stesso linguaggio degli imperatori che lo avevano preceduto.

I due esemplari sicuramente autentici provengono dalla stessa coppia di conii, un indizio forte di una produzione limitata. Non significa che fossero le uniche matrici: altre monete possono essere state ritirate, rifuse o perdute. Per questo i «quattro giorni di regno» spesso attribuiti a Domiziano sono una formula giornalistica senza fondamento. Possiamo dire che la sua occasione durò poco, non contare i giorni.

Il ritrovamento inglese non prova che Domiziano governasse la Britannia. Il vaso fu sepolto negli anni Ottanta del III secolo, anni dopo l’emissione. L’antoniniano ebbe tempo per attraversare la Manica: documenta il viaggio della moneta, non i confini del suo potere.

Un uomo senza biografia

Una volta accertata l’esistenza di Domiziano, restava da capire chi fosse. Le fonti antiche offrono due possibili tracce, entrambe troppo incerte per trasformarsi in un’identità.

La Historia Augusta attribuisce la vittoria sui Macriani nel 261 a Domitianus, «il più valoroso e attivo» dei comandanti di Aureolo. Aggiunge che si diceva discendente dell’imperatore Domiziano e di Domitilla. Se quel comandante fosse l’uomo delle monete, il tentativo del 271 sarebbe l’ultima tappa di una carriera militare lunga almeno dieci anni, non il gesto improvviso di uno sconosciuto.

La fonte, però, impone prudenza. La Historia Augusta mescola documenti, errori e personaggi inventati ed è stata composta molto tempo dopo i fatti. La discendenza dalla dinastia flavia assomiglia a una genealogia costruita per nobilitare il protagonista. Il racconto può custodire un dato autentico, ma non basta a sovrapporre con sicurezza il generale e il pretendente.

All’inizio del VI secolo Zosimo ricordò invece Epitimio, Urbano e Domiziano come innovatori rapidamente arrestati e puniti durante il regno di Aureliano. Non disse dove avessero agito, quali truppe li sostenessero o quale autorità avessero sfidato. Nome e cronologia possono adattarsi all’usurpatore gallico; la certezza, ancora una volta, resta fuori portata.

La sua fine resta completamente oscura. Potrebbe essere caduto combattendo Tetrico, essere stato abbandonato dalle truppe o essere sopravvissuto abbastanza da subire la punizione di Aureliano. Quando Tetrico consolidò il potere, il rivale era già scomparso dalla scena. Tre anni più tardi anche l’Impero delle Gallie cessò di esistere e le province occidentali tornarono sotto Roma.

Persino il numero ordinale «II» appartiene alla storiografia moderna. Sulle monete compare soltanto DOMITIANVS e nessun contemporaneo lo chiamò «secondo». Un possibile terzo antoniniano proveniente dalla regione bulgara di Vidin è stato attribuito allo stesso pretendente, ma stile, dimensioni e rovescio sono diversi. Finché l’attribuzione resterà discussa, la sua storia continuerà a poggiare sui due esemplari di Cléons e Chalgrove.

Uno rimase dimenticato nel deposito di un museo. L’altro trascorse oltre diciassette secoli dentro un vaso, confuso fra migliaia di pezzi corrosi. Insieme conservano ciò che gli storici antichi non raccontarono: nel 271 un uomo assunse il titolo di Augusto, riuscì per breve tempo a servirsi di una zecca e cercò di prendere il controllo dell’Impero delle Gallie.

Il suo potere scomparve quasi subito. Le due monete sopravvissero abbastanza a lungo da restituirgli un posto nella storia.

L'articolo Domiziano II: l’imperatore romano restituito alla storia da due monete su Vanilla Magazine scritto da Arianna Mecozzi

Il disperato piano dell’UE contro la Russia e l’avvicinamento del Vaticano a Mosca

28 August 2026 at 09:20

di Cesare Sacchetti A Mosca, lo scorso mercoledì, i commentatori Occidentali sono rimasti a dir poco a bocca aperta, se non presi da una vera e propria rabbia. Appena il mastodontico aereo militare C-17 ha iniziato a sorvolare i cieli della capitale moscovita, sono proliferate ipotesi di vario tipo, depistaggi in larga parte secondo i […]

L'articolo Il disperato piano dell’UE contro la Russia e l’avvicinamento del Vaticano a Mosca proviene da La Cruna dell'Ago - di Cesare Sacchetti.

Il Punto

28 August 2026 at 08:37

Il governo ha di nuovo prorogato, fino al 5 settembre, lo sconto sulle accise sul gasolio. Anche se il provvedimento fosse finanziato da un’imposta sui profitti eccezionali dei raffinatori, non cambierebbe il meccanismo che genera i prezzi elevati. Per farli scendere alla pompa si potrebbe pensare, in sede europea, a un sistema di price cap. […]

L'articolo Il Punto proviene da Lavoce.info.

L’autobus della politica monetaria e le cinture fiscali

28 August 2026 at 08:32

Una stretta monetaria energica può riportare stabilmente l’inflazione all’obiettivo solo se il bilancio pubblico è in grado di assorbirne il costo. Altrimenti la disinflazione perde credibilità e i rendimenti a lungo termine segnalano il rischio di una sbandata.

L'articolo L’autobus della politica monetaria e le cinture fiscali proviene da Lavoce.info.

Sorpresa: la spesa sociale per gli anziani è in calo

28 August 2026 at 08:32

Negli ultimi anni c’è stata una ricalibratura del nostro welfare, malgrado il crescente peso elettorale degli anziani. Sono diminuite le spese in sanità, mentre sono cresciute quelle dirette ai giovani, per esempio per famiglia ed esclusione sociale.

L'articolo Sorpresa: la spesa sociale per gli anziani è in calo proviene da Lavoce.info.

Col diploma di scuola alberghiera non si ha la cultura generale per governare

28 August 2026 at 08:14

LA CATASTROFE MELONI

In quattro anni ha combinato una catastrofe: ci ha trascinato nella follia ucraina senza mettere mai in dubbio nulla, ha regalato le infrastrutture telecomunicative della Telecom agli americani della KRR, ha favorito le mafie impedendo ai giudici di applicare l’ergastolo ostativo e ne ha limitato gli strumenti d’indagine ostacolando i procuratori i quali non possono più combattere concretamente la criminalità organizzata.

Inoltre ha affidato la cybersicurezza ad Israele, e mi fermo qua…stiamo parlando di uno dei peggiori Governi della storia d’Italia ed è proprio per tal ragione che ha resistito per così tanto tempo poiché ha messo d’accordo tutti gli svendipatria che riempiono le istituzioni!

Francesco Centineo

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🔴 LIBERTÀ E DEMOCRAZIA
👉  Canale Libertà e democrazia
[27/08/2026 18:03] Maurizio Blondet: La Lituania chiede agli Stati Uniti un resoconto: qual è stato lo scopo del viaggio del direttore della CIA a Mosca?

Il leader dei conservatori lituani, Laurynas Kasčiūnas, intende ottenere la convocazione della commissione del parlamento lituano per la sicurezza nazionale e la difesa, per capire “cosa è successo, perché è andato, quale è stata la reazione e di quali scenari si sta parlando”.

Secondo lui, i deputati che lavorano nel settore della sicurezza sono tenuti a possedere “un certo livello di conoscenza” delle trattative tra il direttore della CIA e il Cremlino.

L'articolo Col diploma di scuola alberghiera non si ha la cultura generale per governare proviene da Blondet & Friends.

La Russia minaccia di rispondere a Londra: il rischio di una guerra senza più confini

27 August 2026 at 23:58
L’estate del 2026 potrebbe rappresentare uno dei passaggi più pericolosi dell’intero conflitto russo-ucraino. Non tanto perché sul campo sia comparsa una nuova arma decisiva, quanto perché stanno progressivamente saltando alcuni ...

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ll vescovo di Kharkiv sfida la diplomazia del Vaticano: «Non ci fidiamo di Putin» Ma chi vuole davvero la pace?

27 August 2026 at 23:47
C’è un passaggio dell‘intervista concessa dal vescovo di Kharkiv-Zaporizhzhia Pavlo Honcharuk a Tempi a margine di una conferenza al Meeting, che, a mio giudizio, merita molta più attenzione di quella ...

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Mosca avverte che potrebbe colpire installazioni militari britanniche con una dichiarazione senza precedenti

27 August 2026 at 20:09

Dall’inizio della guerra in Ucraina, il Regno Unito è stato costantemente tra i più aperti e ferventi sostenitori militari di Kiev, trasferendo ripetutamente armamenti pesanti, inclusi missili a lungo raggio all’avanguardia come lo Storm Shadow.

All’inizio di questa settimana, la Gran Bretagna ha annunciato l’intenzione di fornire all’Ucraina tecnologia classificata per consentire la produzione locale del missile da crociera aviolanciato SCALP, di progettazione anglo-francese (noto nel Regno Unito come Storm Shadow). Gli alleati prevedono di avviare una linea di produzione in Ucraina entro la fine dell’anno.

L’Ucraina ha già utilizzato il suo missile da crociera Neptune, prodotto e progettato internamente, per colpire raffinerie di petrolio e siti militari in profondità nel territorio russo. Un missile SCALP di produzione nazionale aumenterebbe la probabilità che l’Ucraina utilizzi questo missile di progettazione occidentale per attaccare direttamente la Russia, il che non farebbe altro che accrescere la possibilità di un potenziale scontro tra Mosca e la NATO. Le forze ucraine sembrano aver già utilizzato il missile a Donetsk e in altre località più vicine al fronte nel Donbass. Giovedì, il Cremlino ha lanciato uno dei suoi avvertimenti e minacce più forti a Londra, accusando il Regno Unito di “partecipare pienamente alla guerra al fianco di Kiev” e, di conseguenza, di ostacolare qualsiasi possibilità di colloqui di pace, alimentando ulteriormente le tensioni. Mosca ora sostiene che anche le installazioni militari britanniche potrebbero diventare bersaglio di attacchi diretti. La portavoce del Cremlino, Maria Zakharova, ha dichiarato in una conferenza stampa giovedì: “Abbiamo ripetutamente avvertito che la risposta agli attacchi ucraini con armi britanniche contro il territorio russo potrebbe essere diretta contro qualsiasi installazione e equipaggiamento militare britannico in Ucraina e altrove”.

Zakharova ha esortato “tutti i residenti del Regno Unito a riflettere sulle inevitabili e catastrofiche conseguenze delle misure ostili adottate dalle loro autorità”. Ha inoltre dichiarato: “Proponiamo che la leadership britannica rianalizzi attentamente la situazione e abbandoni immediatamente, nel modo più risoluto e inequivocabile, la linea ostile e aggressiva, che non può che… creare il rischio di un’escalation del conflitto a un livello completamente nuovo.”

Ironia della sorte, queste dichiarazioni giungono subito dopo una rara visita a Mosca del direttore della CIA. Funzionari statunitensi affermano che l’incontro di martedì tra John Ratcliffe e alti funzionari dell’intelligence del Cremlino avesse lo scopo di avvertire il presidente Putin di non attaccare alcun membro della NATO. Tuttavia, molti analisti dubitano che questa fosse la motivazione ufficiale.

La Russia potrebbe colpire installazioni militari britanniche in Ucraina e altrove in risposta ad attacchi ucraini con armi britanniche – portavoce del Ministero degli Esteri britannico pic.twitter.com/JRrPaRipUX — Sputnik (@SputnikInt) 27 agosto 2026 Giovedì Zakharova ha anche affermato che Gran Bretagna e Francia stavano “giocando con il fuoco” dopo anni di crescente coinvolgimento in Ucraina. Londra, tuttavia, sembra irremovibile, come ha dichiarato giovedì un funzionario del Ministero della Difesa britannico: “La Gran Bretagna è al fianco dell’Ucraina e ci impegniamo a fornirle l’equipaggiamento necessario per difendersi dall’invasione illegale di Putin. La Russia non deve avere dubbi sulla determinazione di questo governo a opporsi all’aggressione russa, in Ucraina e contro il Regno Unito e i nostri alleati”, ha affermato il funzionario.

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THE POSEIDON PROBLEM. What the United States should do vs Russia. Exclusive Analysis by former Intel advisor Gordon Duff

27 August 2026 at 19:49

By Gordon Duff for TID Iceland and the Russian Academy of Sciences

All links to previous Gospa News invetigation have been added in the aftermath

How I Learned to Stop Worrying and Realize the Missile Defense System Doesn’t Work

Let’s start with a simple question: What happens when you spend a trillion dollars building a shield, and the other guy builds a spear that goes right through it?

This isn’t a hypothetical. It’s 2026. And the answer is: you panic. Or you pretend it isn’t happening. Or you double down on the same policies that got you here and hope nobody notices.

America has chosen option three.

WARS in VIDEO. TRUMP HIT IRAN: Massacre in a Wedding. “US Bases on Fire” after IRGC Missiles Retaliation. ESCALATION Germany-Russia on Drone Incident

The Poseidon Problem Nobody Wants to Talk About

There’s a submarine out there. Actually, there are several. But one in particular — the Belgorod — has been the subject of more nervous whispering in Pentagon hallways than just about anything else. It’s a special-purpose submarine, which is military-speak for “we don’t really know what it does, but we’re pretty sure we don’t like it.”

It carries six Poseidon torpedoes. Each one, according to Russian sources, carries a 200-megaton nuclear warhead. That’s 1.2 gigatons of explosive power sitting on one submarine. For comparison, the entire world’s nuclear arsenal during the Cold War peaked at around 70,000 warheads with a combined yield of roughly 18,000 megatons.

The Belgorod carries six percent of that total destructive power on a single hull. Western analysts have spent years trying to talk this down. “Maybe it’s only 50 megatons.” “Maybe it’s just a test vehicle.” “Maybe the Russians are bluffing.”

Maybe. And maybe the moon is made of cheese.

The Soviet Union built a 100-megaton warhead in 1961 and detonated half of it just to prove they could. They scaled it down to 50 megatons because the bomber couldn’t carry the full version. The technology isn’t the problem. The engineering isn’t the problem. The only question was whether they wanted to build it. They did. They have. End of story.

But here’s where it gets interesting — and by “interesting,” I mean terrifying.

Why 200 Megatons? The Tsunami Question

The Poseidon isn’t designed to destroy a city. It’s designed to destroy a coastline. The 200-megaton warhead isn’t for blast damage. It’s for the wave. A detonation of that size underwater, close to a coastal target, generates a tsunami measured in hundreds of feet. Not tens of feet. Hundreds.

You don’t need to hit New York. You need to hit fifty miles off the coast of New York. The wave does the rest. New York Harbor is gone. The ports are gone. The financial district is underwater. The same applies to Los Angeles, to Miami, to Norfolk — any coastal city with strategic importance.

This isn’t science fiction. It’s the stated purpose of the weapon. Russia has been remarkably straightforward about this. They built it to make coastal defenses irrelevant. And you know what? They’re right.

Six Poseidon torpedoes. Six coastal targets. One submarine.

TOWARD ATOMIC WARFARE… Russia launches NUCLEAR submarine Khabarovsk (VIDEO) with Poseidon Torpedo. US showed B61-13 Atomic Bomb for B-21 Stealth Bomber

The Belgorod reportedly left its base in the White Sea in October 2022. NATO lost track of it. It turned up later in the Barents Sea, surfaced, and waved hello. But in between? Nobody knows. That’s the point. A submarine designed to operate at depths over 1,000 meters, with a nuclear reactor that gives it effectively unlimited range, carrying six weapons that can end life as we know it on a continental scale

And what did America do? The CIA Director flew to Moscow and apparently had a chat. No meeting with Putin. Just a chat with the security services. “Please don’t do anything reckless,” presumably.

The Russians must have nodded politely and thought: “We have six Poseidons. What exactly are you going to do about it?”

The Hypersonic Reality Check

Now let’s talk about speed. Specifically, 13,000 miles per hour.

That’s the reported speed of Russia’s hypersonic weapons. The Avangard glide vehicle. The Zircon cruise missile. The Kinzhal air-launched system. All of them travel at speeds that make interception functionally impossible.

Here’s why. Missile defense systems work on a very simple principle: detect, track, predict, intercept. You detect the missile. You track its trajectory. You calculate where it’s going to be. You launch an interceptor to meet it there.

PUTIN: “Decision-making Centers in Kiev could be targeted in Oreshnik Strikes. Powerful as Meteorites… ”

This requires the target to follow a predictable path. A ballistic missile does that. It goes up, it goes down, and the math is straightforward. Hypersonic glide vehicles do not do that. They maneuver. They change direction. They change altitude. They zig. They zag. And they do all of this at 13,000 miles per hour.

Let me put that in perspective. A bullet from a high-powered rifle travels at around 2,000 miles per hour. A hypersonic weapon travels at six times that speed. By the time your radar detects it, tracks it, and computes an intercept trajectory, the weapon has already changed course three times. The intercept solution you computed is worthless. And there’s no time to compute a new one.

The math simply doesn’t work. You cannot intercept a maneuvering target at 13,000 miles per hour with current technology. You can’t do it with future technology, either, unless you invent something that breaks the laws of physics.

Now, the Pentagon has issued confident statements about being “on track” to develop anti-hypersonic defenses. They’ve awarded billions in contracts. They’ve held press conferences. They’ve assured Congress that the problem is being addressed.

This is what we call in the journalism trade: a comforting lie.

The people who run these programs know the truth. The physics is the physics. You can’t cheat it. You can throw money at it, and you can promise results, but at the end of the day, you’re trying to hit a bullet with a faster bullet, except the first bullet is actively dodging. Good luck with that.

Iran, North Korea, and the Spread of Unstoppable Systems

And here’s the part that keeps strategic planners awake at night. Russia isn’t the only country developing these systems. China has them. North Korea has them. Iran has demonstrated hypersonic capabilities that Western analysts initially dismissed — until they saw the footage. Then they stopped dismissing it.

The Chinese AJX002 underwater drone is essentially a Poseidon clone. North Korea’s “Haeil” system does exactly what the Poseidon does, on a smaller scale. Iran’s hypersonic missile test in 2024 reportedly achieved speeds of over Mach 15 with terminal maneuvering.

CHINA AIR CARGO AND SHIP OF WEAPONS TO IRAN like “Carrier-Killer” Hypersonic Missile. CNN, other Sources Reported (5 Videos)

The old rules of missile defense are dead. They just haven’t been buried yet.

Every country that develops these systems is making a simple calculation: we can’t match the United States in conventional military power. But we don’t need to. We just need one or two of these weapons. One is enough. One gets through, and the game changes.

And the United States cannot stop them. It cannot intercept them. It cannot defend against them. All it can do is promise retaliation. But retaliation against whom? The submarine that launched the Poseidon is already gone. The hypersonic missile came from a truck on a highway somewhere in a country the size of Iran. Good luck finding it. Good luck bombing it.

This is the new strategic reality. America’s missile defense shield — the one that cost a trillion dollars, the one that was supposed to make the nation safe — is effectively useless. It works against old technology. It does not work against new technology. It’s like building a castle wall to defend against arrows, while the enemy shows up with cannons.

The Ukrainian Factor: Arming a Proxy Against a Nuclear Power

Now we get to the part that nobody in Washington wants to discuss honestly.

Since 2022, the United States has provided tens of billions of dollars in military aid to Ukraine. Tanks. Artillery. Air defense systems. Missiles. Intelligence. Training. Logistics. All of it aimed at one goal: weakening Russia.

This is not an unreasonable policy. From America’s perspective, it makes perfect sense. Weaken a strategic rival without putting American boots on the ground. It’s cheap. It’s effective. It’s the kind of warfare the United States has been practicing for decades.

CIA-GATE – 14. Money Laundering Network Hidden under the Guise of Charity among US Intel, Soros NGO, Afghanistan, Ukraine

Here’s the problem: Russia is a nuclear power. And Russia is not Afghanistan. It’s not Iraq. It’s not Syria. It’s a country with 5,000 nuclear warheads, hypersonic weapons, Poseidon torpedoes, and a military doctrine that explicitly allows nuclear first-use in response to existential threats.

Ukraine has been conducting strikes inside Russian territory. Long-range drones hitting air bases. Missiles hitting infrastructure. Sabotage operations. Attacks on Russian border regions. These are not incidental. They are part of the Ukrainian war plan. And the United States has provided the intelligence and the weapons to make them possible.

WEAPONS LOBBY – 21. NATO’s WarCrimes! Attack to Moscow, SCHOOLGIRLS’ Massacre by DRONE of Ex CIA Chief POMPEO. Behind UAV FP-1 the Satanic Kiev Gang of Corruption funded by SOROS too

From Russia’s perspective, this is not “helping Ukraine defend itself.” This is the United States arming a proxy to conduct attacks on Russian soil. This is an existential threat. And Russia has stated, repeatedly, that they will respond to existential threats with nuclear weapons.

This is not a bluff. This is not a negotiation tactic. This is Russian doctrine.

What Happens When the Conventional War Goes Badly

America’s conventional military forces are struggling. It’s an open secret that the Pentagon doesn’t discuss publicly, but the numbers don’t lie.

The defense industrial base in the United States is atrophied. The factories that produced tanks, artillery shells, and missiles in vast quantities during the Cold War are largely gone. Defense contractors prioritize high-tech, high-profit systems like fighter jets and stealth bombers. They don’t make conventional artillery shells in sufficient quantity.

They don’t make armored vehicles quickly. They don’t have the surge capacity for a major war.

The Army is struggling to meet recruitment goals. The Navy’s shipbuilding capacity is at a historic low. The Air Force is trying to field a new generation of fighters while maintaining an aging fleet. The logistics tail is enormous.

The cost of doing business is astronomical.

Meanwhile, Russia has put its economy on a war footing. Production of artillery shells is three times what it was before the war. Tank production has been restarted. Missile production continues around the clock. The Russian military is in the process of learning from its mistakes in Ukraine and rebuilding accordingly. And Russian air defenses — despite the criticism they’ve received from Western analysts — are actually quite effective. Russian sources claim their air defense systems are 25 times more effective than anything the United States fields. That’s probably an exaggeration. But not by as much as you’d hope.

Now imagine a conventional conflict between the United States and Russia. Not a nuclear exchange. Just a conventional war. Where is America going to get the ammunition? The spare parts? The replacement vehicles? The surge capacity? The answer is: it won’t. The supply chains are gone. The factories are gone. The workforce is gone.
And Russia knows this. Russia also knows that America’s only credible response to a conventional defeat would be nuclear escalation. And Russia has the systems to survive that escalation and retaliate. The Poseidon. The Avangard.

The Zircon. The Sarmat. The air defenses. This is not a fair fight. This is not a contest that America can win.

The Trump Factor: Bull in a China Shop

Now we come to the current American president. Donald Trump. A man who has built his political career on negotiating from what he calls “strength.” A man who threatens, cajoles, blusters, and insists he can make deals that nobody else can make. A man who genuinely believes that his personal relationships with foreign leaders can overcome strategic realities.

The problem is, strategic reality doesn’t care about relationships. It doesn’t care about deal-making. It doesn’t care about bluster.

Trump has threatened Russia with military force. He has said he would “destroy” the Russian economy. He has suggested that America’s missile defenses are so effective that Russia should be intimidated. He has mocked Putin publicly. He has talked about the strength of the American military as if it were 1990 instead of 2026.

And the Russians are watching. They’re watching the American military struggle with recruitment. They’re watching the defense industrial base struggle to produce shells. They’re watching the missile defense system fail again and again in tests. They’re watching the hypersonic weapons that America has been promising for years remain stubbornly in development, while Russia’s systems are already deployed.

From Moscow’s perspective, Trump’s bluster is empty. It’s noise. It’s the sound of a man who doesn’t understand the strategic reality he’s confronting. And the Russians are patient. They’ve been patient for decades. They can wait out another American presidency. They can wait out the political cycle. They’ve been playing this game a long time.

WEAPONS LOBBY – 20. HUGE BUSINESS OF ZIONIST TRUMP’s WARMONGERS. How a German Industry Became the Golden Goose for the US

But here’s the danger: Trump is not rational. Or rather, he’s rational in a way that’s unpredictable. He might actually believe his own threats. He might actually think he can bluff his way to victory. And bluffing against a country with a 200-megaton Poseidon torpedo is not a winning strategy.

What America Doesn’t Understand About the Russian Mindset

Americans, by and large, don’t understand how Russians think. They assume that Russians want what Americans want. Peace. Prosperity. Freedom. Democracy. They assume that trade and engagement will eventually win the day.

They assume that economic pressure will force Russia to change its behavior.

This is all wrong. Russians have a fundamentally different worldview. They have been invaded three times in the last two hundred years by European armies. They have suffered tens of millions of casualties. They have starved. They have been betrayed by allies. They have been encircled, threatened, and pushed to the brink. And they have survived.

The Russian mindset is survivalist. It’s existential. Russians don’t think in terms of “winning.” They think in terms of “not losing.” They don’t care about prosperity if it comes at the cost of security. They will endure hardship, poverty, and sacrifice, because they have done it before. And when they are threatened, they respond with overwhelming force.

PUTIN: The Powerful, Winning CHRISTIAN! A Great Statesman among Devilish Clowns of NWO-NATO’s Circus

This is what America doesn’t understand. When Russia says “this is an existential threat,” they mean it. When they say “we have red lines,” they mean it. When they say “we will use nuclear weapons if necessary,” they mean it. It’s not a game. It’s not a negotiation tactic. It’s survival.

And America keeps pushing. Every shipment of weapons to Ukraine. Every intelligence assist. Every drone strike on Russian soil. Every threat from Donald Trump. It’s pushing the Russians closer to the edge. And the Russians have weapons that America cannot stop.

The Poseidon Deployment Question: Have They Already Done It?

Now we come to the question that nobody in Washington wants to ask: Has Russia already deployed Poseidon torpedoes off America’s coasts?

There’s no way to know. That’s the whole point of the system. It operates at depths of over 1,000 meters. It’s virtually silent. It has unlimited endurance. It could sit off the coast of New York or Los Angeles or Miami for months, waiting. It could move into position and wait for the order. And nobody would know.

The Belgorod has been out of sight. NATO has lost track of it multiple times. Russian naval exercises have been conducted in unpredictable patterns. The United States claims to know where Russia’s submarines are. The United States has claimed this for decades. And Russia’s submarines have managed to show up in surprising places — including the Atlantic coast — on multiple occasions.

If a Poseidon is already off the coast of the United States, there is no defense against it. There is no way to detect it. There is no way to intercept it. There is no way to stop it. The only thing that stops it is a Russian decision not to detonate it.

And that’s the point. That’s the strategic reality. The United States cannot defend against a Poseidon. It cannot threaten Russia into disarming the Poseidon. It cannot negotiate away the Poseidon. It can only hope that Russia doesn’t use it.

And Russia is watching American behavior. They are watching the threats. They are watching the arming of Ukraine. They are watching the attacks on Russian territory. They are watching Donald Trump. And they are asking themselves: How long can we tolerate this before we need to prove our capability?

What the United States Should Do

I am a policy advisor, not a journalist. But the truth is the truth, and the truth needs to be told.

The United States should stop threatening Russia. It should stop arming Ukraine with weapons that can strike Russian territory. It should stop pretending that its missile defense system actually works. It should stop talking about “winning” a confrontation with a country that has weapons America cannot stop.

Carlson & Waters (VIDEO): “HOW US, UK, EU and NATO are Triggering WORLD WAR III”. The BOJO Fake-Peace Plan in Ukraine to Provoke Russia

Instead, the United States should talk. Seriously. Quietly. Without cameras. Without bluster. Without threats. It should acknowledge that Russia has legitimate security concerns. It should acknowledge that Russia’s red lines are real. It should acknowledge that America’s conventional military power is less formidable than it appears.

And it should negotiate. A deal. A settlement. A strategic pause. Something that gives Russia an off-ramp and gives America a chance to rebuild its military capacity without pushing the world to the brink.

Because right now, the United States is doing the opposite. It’s threatening. It’s provoking. It’s pretending. And Russia is watching, quietly, with six Poseidon torpedoes, hypersonic glide vehicles, nuclear cruise missiles, and the patience of a people who have survived everything history has thrown at them.

A Final Word

This is not a column about Russia being virtuous. Russia is not a nice country. It’s authoritarian. It’s aggressive. It has done terrible things in Ukraine and elsewhere. The United States has plenty of legitimate grievances.

But grievances don’t matter when a 200-megaton torpedo is sitting off your coast. Right and wrong don’t matter.

What matters is survival. And survival requires a clear-eyed understanding of reality.

The reality is this: the United States cannot defend against Russia’s newest weapons. It cannot stop a Poseidon. It cannot intercept an Avangard. It cannot track a Zircon. It has bankrupted itself on a missile defense system that doesn’t work against the threats that actually exist. And it has provoked a nuclear power to the point where that nuclear power is starting to ask very hard questions about its own survival.

150 US Nuclear Weapons in Europe but Moscow Holds more Atomic Warheads in the World and the New Powerful Russian Sarmat ICBM

This is not a lecture. This is not a threat. This is a warning. Written by a journalist. For average readers. Because someone needs to say it clearly, without jargon, without political bias, without comforting lies.

The United States is pushing toward a confrontation it cannot win. The clock is ticking. And the only thing worse than admitting that reality is pretending it isn’t true until it’s too late.

By Gordon Duff for TID Iceland and the Russian Academy of Sciences


 

🔴SEDUTI SU UNA POLVERIERA | TG 27.8.26

27 August 2026 at 19:00

– Londra, torna il Libro di Guerra vs Mosca di Margherita Furlan
– Il fronte orientale carica le batterie di Margherita Furlan
– Dopo Mosca la Casa Bianca convoca i generali di Margherita Furlan
– Kiev, il silenzio colpevole di Roma di Jeff Hoffman
– Hormuz, lo stretto che smentisce Trump di Jeff Hoffman
– Cina-India, il disgelo parte dall’Himalaya di Margherita Furlan
– Mar Cinese Meridionale: Pechino versa sabbia di Margherita Furlan
– Meta paga e il processo si ferma di Margherita Furlan
– Buon giro intorno al Sole

A cura di Margherita Furlan Con la collaborazione di Jeff Hoffman Editing di Mario Ferdinandi e Simone Orletti

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Gasolio: meglio un cap europeo*

27 August 2026 at 13:36

Il governo ha prorogato fino al 5 settembre lo sconto sul gasolio, spendendo altri 105,6 milioni. Ma il taglio fiscale non si trasferisce automaticamente alla pompa. Un’imposta sugli extraprofitti può finanziare gli aiuti, non correggere il prezzo: più coerente studiare in sede europea un tetto dinamico agli spread eccezionali, con salvaguardie per le importazioni.

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Perché è difficile tassare gli extraprofitti

27 August 2026 at 10:14

Al di là dei proclami, tassare gli extraprofitti non è un compito semplice. Già è difficile definire esattamente cosa siano e altrettanto è stabilire come attuare la loro tassazione. Forse sarebbe meglio pensare a un contributo di solidarietà.

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il caso Lindsay Clancy

27 August 2026 at 07:25

Usa.lancy

 

Il caso Lindsay C

Roberto Pecchioli
Dagli Stati Uniti arrivano tutte le follie che ci stanno distruggendo. Una tra le più
devastanti è la proliferazione di nuove malattie per alimentare il potere di Big Pharma e
della classe medica, specialmente psicologi, psichiatri e psicoterapeuti, una delle caste più
potenti della postmodernità occidentale. In questo mesi negli Usa si è acuito il dibattito
sulla depressione post parto, un problema reale enfatizzato ad arte non solo per interessi
economici, ma per l’irruzione del femminismo più radicale, che odia la maternità.
Le violentissime polemiche in corso riguardano un episodio terribile, al quale occorrerebbe
accostarsi con il rispetto, l’equilibrio e il silenzio dovuto alla tragicità dei fatti. E’ il caso di
Lindsay Clancy, a processo per avere strangolato e ucciso, nel gennaio 2023, i suoi tre figli,
di cinque e tre anni, mentre l’ultimo aveva solo otto mesi. La sventurata si è poi gettata
dal balcone. Rimasta paraplegica per le conseguenze del gesto autolesionistico, è adesso
davanti ai giudici. La straordinarietà del caso non riguarda solo i drammatici fatti, ma la
sua dichiarazione di non colpevolezza per infermità mentale dovuta alla depressione post
parto, che sarebbe dunque una vera e propria esimente. Lindsay è la vittima, non i suoi
bambini dalle vite spezzate, urlano Erinni sovreccitate: un capovolgimento non nuovo in
questa degradata fase storica . Sembra che la donna avesse consultato vari medici senza
assumere i farmaci prescritti, o forse i suoi disturbi si sono acuiti a seguito dell’assunzione
di uno di essi.
Solo una civiltà agonizzante può seriamente discutere la punibilità di Lindsay Clancy. O la
donna era in grado di intendere e allora la pena che deve scontare è la più pesante, o è
impazzita e va quindi esclusa dalla società. Al contrario, da giorni nel mondo parallelo dei
social media , centinaia di donne americane pubblicano video con le immagini dei figli e la
scritta “ same, Lindsay”, ovvero anch’io ho le tue stesse pulsioni. Sgomenta che la nostra
epoca produca un numero significativo di donne la cui reazione davanti a una madre che
strangola i figli è l’identificazione con l’assassina e con una malattia. Si svolgono
manifestazioni a favore della Lindsay, considerata innocente, anzi vittima . Una giornalista
italiana ha svolto una riflessione non banale: se ai tempi del delitto di Cogne ( l’omicidio
del piccolo Gioele da parte della madre nel 2002 N.d.A.) avessi pubblicato un video mentre
abbracciavo mio figlio con la didascalia “provo lo stesso, Annamaria Franzoni”, sono sicura
che qualcuno avrebbe chiamato la neuro e mi avrebbe fatto internare.
In America è nato un piccolo, combattivo movimento Mom Lives Matter ( le vite delle
mamme contano) che diffonde video di donne col pugno alzato, organizza raduni in divisa
da infermiera ( la professione della Clancy) e pubblica video generati dall’Intelligenza
Artificiale in cui l’assassina è circondata da donne che la proteggono. Da che cosa? Alcune
pubblicano video in cui lanciano ghiaccio nella vasca da bagno “per sublimare la
depressione”. Altre si filmano mentre piangono con un neonato in braccio e lo scuotono
violentemente. Comunque vada il processo, registriamo una nuova tappa dell’odio per la
vita che sta distruggendo dalle fondamenta la decrepita civilizzazione occidentale.

Non riusciamo ad esprimere giudizi: ciò che sgorga dalle labbra non è in sintonia con lo
spirito del tempo. Autocensura per estraneità radicale. Che una madre uccida i propri figli
è una tragedia orribile,ma non è un evento senza precedenti. Straordinario è che, sulla scia
di questo caso, sia emersa un'ondata di opinioni favorevoli all'omicida; una corrente che
giustifica il crimine, considera vittima l'autrice e arriva a presentare l’uccisione dei figli
come segno di potere femminile. Dopo la notizia, i media – in particolare le reti sociali,
dannato sottoprodotto della postmodernità tardiva- sono stati invasi da donne che
difendono Lindsay, da madri che maltrattano i figli e da qualche teorica femminista
allucinata che eleva l'infanticidio a gesto rivoluzionario.
Sono emerse madri che hanno imitato Lindsay Clancy: il potere mimetico della
comunicazione. In Italia non ha avuto il rilievo che meritava il caso della giovane
parmigiana che ha ucciso e occultato i cadaveri dei suoi due figli neonati, una tragedia in
cui la crisi devastante della famiglia e l’evaporazione colpevole dei padri hanno fatto da
tristissima cornice ai delitti. Non è fuori luogo collegare tutto ciò ad altri eventi che
rappresentano lo spirito dei tempi ostile alla vita. Nel Regno Unito è stata promulgata
l'estensione dell' aborto fino al momento della nascita, mentre il Massachusetts –
undicesimo Stato Usa a farlo – ha appena approvato analoga legge. Le immagini della
governatrice Healey ( cattolica !) e di un folto gruppo di donne in posa euforica al
momento della firma sono inquietanti.
Lo fu l’entusiasmo dei deputati francesi che inserivano in costituzione il diritto universale
all’ aborto e lavorano instancabili all’eutanasia di Stato. Il messaggio di fondo è lo stesso di
chi sostiene Lindsay Clancy, il diritto di uccidere e l’indifferenza per la vita. In un celebre
passo di Così parlò Zarathustra, Friedrich Nietzsche introdusse la figura dell'ultimo uomo.
“Prossimo è il tempo in cui l’uomo non potrà più generare nessuna stella! Ahimè! Prossimo
è il tempo del più spregevole tra gli uomini, che non saprà neanche più disprezzare se
stesso. La terra sarà allora divenuta piccina, e su di essa saltellerà l’ultimo uomo che
rimpicciolisce ogni cosa. La sua razza è tenace come quella della pulce; l’ultimo uomo vive
più a lungo di tutti. Noi abbiamo inventato la felicità, dicono, ammiccando, gli ultimi
uomini. “ E ancora: “di quando in quando un po’ di veleno: ciò produce sogni gradevoli. E
molto veleno alla fine, per procurarsi una piacevole morte. “
La caratteristica dell’ultimo uomo occidentale è l'estrema mediocrità del suo spirito che
cerca solo comodità e sicurezza a norma di legge, rifuggendo ogni rischio. Un essere stanco
della storia che ha trasformato il proprio io minimo nella misura universale del mondo;
piccolo e grigio, edonista ed egoista, allergico a tutto ciò che sa di grandezza o di passione,
indifferente alla bellezza e al dolore, che chiama felicità la sua meschinità. L'ultimo uomo
è l'archetipo del nichilismo passivo, che distrugge attraverso l’ indifferenza e la negazione
generalizzate. L’intuizione nietzschiana fu incompresa. Oggi la capiamo perché è sotto i
nostri occhi: viviamo in società plasmate dal nichilismo degli ultimi uomini.
La vicenda di Lindsay Clancy conferma che il presente è non solo l'epoca dell'ultimo uomo,
ma anche dell'ultima donna. L’ uno esprime l'estinzione dei valori classici della virilità,

l’altra incarna la scomparsa dei valori femminili. Il discorso femminista, soddisfatte da
tempo le richieste di uguaglianza materiale e giuridica, si è spostato su temi che celano i
germi dell'annientamento. In primo luogo l'idea che chiunque possa essere donna se si
percepisce come tale (l’impostura queer), che implica la scomparsa della donna reale,
materiale, in carne ed ossa. Poi la nozione secondo cui l'emancipazione consiste nell’odiare
ciò che fonda la specificità femminile, il potere immenso di dare la vita, sino all’
infanticidio.
Se la tua identità consiste nel cancellare i tratti oggettivi che la definiscono; se la tua libertà
risiede nel distruggere ciò che soltanto tu puoi generare, uccidere il frutto del tuo grembo,
allora tu, donna, cessi di esistere. La narrazione femminista estrema ha finito per portare
alla morte della donna, manifestazione suprema di un'ideologia che ha già dissolto
l’universo maschile. L'aspetto positivo di ciò che segna una fine è la speranza di un nuovo
inizio. Nessuna società può sopravvivere con uomini che hanno smesso di essere uomini e
donne che hanno smesso di essere donne. Goethe chiamò Mefistofele “ spirito che sempre
nega”, una definizione magistrale del nichilismo. La vorace sequenza di negazioni del
mondo moderno ci ha condotti al punto in cui non si può più negare nulla perché tutto è
già stato negato. Dobbiamo ricostruire sul vuoto e recuperare le nozioni antropologiche
fondamentali — uomo, donna, bene, male—uniche condizioni per la

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Londra prepara un false flag per far scattare l’articolo 5

27 August 2026 at 07:19
© ANSA/EPA

Wsj, capo della Cia ha avvertito Putin di non attaccare i Paesi Nato

Durante il suo viaggio a sorpresa a Mosca

NEW YORK, 27 agosto 2026, 00:34

Redazione ANSA

Il viaggio a sorpresa del capo della Cia a Mosca è stato per avvertire la Russia di non attaccare i Paesi della Nato. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti informate sulla prima visita nota di John Ratcliffe a Mosca.

L’avvertimento segue le nuove valutazioni dell’intelligence americana, secondo le quali Vladimir Putin potrebbe mettere alla prova la determinazione della Nato con un attacco limitato contro un paese dell’alleanza nei prossimi anni.

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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🔴PUTIN QUANTO TEMPO RESTA | TG 26.8.26

26 August 2026 at 19:00

– Mosca, quanto tempo resta di Margherita Furlan
– Leonardo sbarca a kiev per colpire Mosca di Jeff Hoffman
– Kiev premia Musk per la libertà di Margherita Furlan – USA
-Iran, il bersaglio è la Cina di Margherita Furlan
– Ma la Russia è l’àncora petrolifera di Margherita Furlan
– Astana scopre di non avere un’uscita di Margherita Furlan
– USA, salta l’esercitazione in Corea di Jeff Hoffman
– 40mila operai contro 1 robot di Margherita Furlan
– Cervello, ultima frontiera della sovranità di Margherita Furlan
– Buon giro intorno al Sole

A cura di Margherita Furlan Con la collaborazione di Jeff Hoffman Editing di Mario Ferdinandi e Simone Orletti

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From SONG ON COVID-VACCINE (Video) to the “Brief Battle” vs LETHAL TURBO-CANCER. The Tragic and Mysterious Story of Dolly Parton

26 August 2026 at 15:49

by Carlo Domenico Cristofori

VERSIONE IN ITALIANO

«She Believed in it with her whole heart. Dolly Parton’s hope for the genetic vaccine was as pure as anything she ever sang — and then her immune system turned on her, and a “brief battle” took her away».

This is what the famous American cardiologist Peter McCullough wrote on his Substack Focal Points, who, through his eponymous Foundation, sponsored the disruptive studies of epidemiologist Nicolas Hulsher on Turbo-Cancer from vaccines.

BOMBSHELL on CANCER DANGERS after COVID VACCINES (Video). Korean Study on 8 millions Individuals confirms the Italian Alarm: Higher Risks to Lung and Prostate

This pathology entered the world medical literature after the publication of a peer-reviewed study in the American Journal of Independent Medicine.

The Mystery Behind the Form of Cancer That Affected the Singer

«Dolly Parton died Tuesday at Vanderbilt-Ingram Cancer Center in Nashville. She was 80. The estate’s official line — delivered first by a nephew in a recorded video, then repeated by publicist Marcel Pariseau and “Team Dolly” — is that she faced “a brief battle with cancer” and departed surrounded by loved ones» adds McCullough, referring to what was officially communicated by the singer’s entourage.

“COVID-19 mRNA-Induced TURBO CANCERS”. Extremely Serious Oncological Disease enters Medical Literature after Peer-Reviewed US Study

«In a statement to PEOPLE on Aug. 25, reps for the country star confirmed that the “Jolene” singer’s death at 80 on Tuesday followed a “brief battle with cancer.”The type of cancer was not disclosed» People wrote yesterday.

“Our beloved Dolly Parton spent her life and career bringing joy, laughter, hope and integrity into everything she touched. Her unmatched generosity reached the lives of countless people whom she would never meet, yet she was always there to offer a helping hand,” the statement read.

Autoimmune Damage Typically from Adverse Reactions to Covid Vaccine

«What type of cancer? Not disclosed. Hospitalized four days prior with, per one outlet, kidney and autoimmune issues. And that’s the whole story the public is getting» adds the American cardiologist, referring to the autoimmune disasters that represent one of the main causes of lethal adverse reactions to Covid mRNA genetic serums.

«For a woman worth a reported $600 million, with access to the absolute best medicine money can buy, the opacity is striking» highlights McCullough.

COVID VACCINES. The Most CHILLING STUDY on GENETIC DAMAGES in USA! mRNA Jabs Induced Severe, Long-Lasting Disruption Linked to Cancer and Chronic Disease

It’s quite disconcerting, given the long list of vaccinated celebrities who have died or fallen ill from extremely rare forms of turbo-cancer, which have emerged and been detected by oncology experts in Italy, as well as the disturbing statistical analyses by Professor Patrizia Gentilini.

VIDEO – In 2021, Dolly Parton, a testimonial humming for the Covid-19 vaccine…

It’s disconcerting because, just over five years ago, in March 2021, she was the “testimonial” for the Covid-19 shot, appearing in a video circulated by mainstream media around the world while humming about the vaccine during the injection.

Trump declared National Mourning but he Defends Covid Vaccines which can Trigger Cancer

It’s even more disconcerting because one of her most famous fans, US President Donald Trump, wanted to honor her as a true star by declaring a week of national mourning while continuing to defend Operation Warp Speed, which funded Moderna’s dangerous and suspect vaccine, released on the market despite Big Pharma in Cambridge, Massachusetts, having known since 2019 that the new mRNA biotechnology could cause cancer…

INSIDE VACCINES’ NIGHTMARE: 5 Footages by US Epidemiologist Hulscher on Cancer, Microclots, Miscarriages, Genomic Integration, Autism

 

R.I.P. Dolly! Your songs have sadly given way to your silence on the origin of the turbo-cancer that took your life.

Carlo Domenico Cristofori


MAIN SOURCES

MC CULLOUGH SUBSTACK

PEOPLE

GOSPA NEWS – TURBO-CANCER and VACCINES DOSSIER


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TURBO-CANCER FOR BIDEN AFTER COVID VACCINES. Pfizer-Sponsored President Funded Fauci’s SARS Risky Tests, Hid Lab Origins and Forced US to Get Vaccinated

Moderna AWARE that mRNA Jabs cause CANCER due to DNA Fragments. Malone Unveils Patent

ITALIAN ARTICLE BELOW CAN BE READ IN ENGLISH THANKS TO MACHINE TRANSLATION AVAILABLE

Clicking on th flags up left inside the post

VACCINATI COVID: TURBO-CANCRO DOPO POCHI GIORNI-ORE! 26 Casi SHOCK in Studio di Oncologa Italiana sul Rischio Cancerogeno mRNA


 

Il Vaticano e la guerra di Trump contro l’Iran

26 August 2026 at 12:55

👉 L’Iran ha un alleato inaspettato nella sua lotta contro l’amministrazione Trump in Medio Oriente e oltre: il Vaticano.

Non c’è stato un oppositore occidentale più forte della guerra contro l’Iran di Papa Leone XIV. Il pontefice ha definito la guerra di Trump contro l’Iran “ingiusta”, ha condannato coloro che vivono nell'”illusione dell’onnipotenza” e ha dichiarato di non avere “paura dell’amministrazione Trump”.

La posizione ferma del Papa ha fatto apparire il team di Trump decisamente ridicolo:

➡️ “Crociato capo”, Pete Hegseth, ha affermato che gli Stati Uniti stavano conducendo la guerra contro l’Iran “in nome di Gesù Cristo”. Ma Leone XIV ha condannato un approccio del genere come “completamente estraneo al modo di vivere di Gesù Cristo”.

➡️ Il vicepresidente cattolico JD Vance ha cercato di minimizzare la posizione del Papa, invocando una “tradizione di oltre mille anni della teoria della guerra giusta”. Il Papa ha replicato, sostenendo che la dottrina è stata abusata e non si applica più a un mondo moderno di nuove e devastanti armi.

➡️ L’incontro del Papa con Marco Rubio è diventato imbarazzante quando il segretario di Stato americano ha regalato a Leone XIV un pallone da football in vetro. “Wow. Ok”, ha risposto il pontefice, in modo conciso.

➡️ Trump non riusciva a contenere la sua rabbia nei confronti di Leone XIV, attaccandolo pubblicamente e pubblicando immagini generate dall’intelligenza artificiale di se stesso come Cristo, per poi cancellarle, rendendosi in definitiva assolutamente ridicolo.

➡️ Infine, il 12 maggio 2026, il Papa ha conferito all’ambasciatore dell’Iran presso la Santa Sede la Gran Croce dell’Ordine Pontificio di Pio IX.

Iran e Vaticano

🌏 La posizione del Papa non è affatto nuova. Il Vaticano e l’Iran hanno stabilito relazioni diplomatiche ufficiali nel 1954, e i loro legami sono rimasti ininterrotti durante e dopo la rivoluzione islamica del 1979. Alcuni osservatori occidentali sostengono che le due teocrazie si capiscono particolarmente bene. Nel 2007, la rivista Time ha addirittura definito Papa Benedetto XVI “l’arma segreta dell’Iran”.

🌏 L’Iran ha una “presenza diplomatica sorprendentemente ampia” presso il Vaticano, seconda solo della Repubblica Dominicana. Alcuni media occidentali hanno anche affermato che agenti dei servizi segreti iraniani sono attivi in Vaticano, sollevando la possibilità che due delle reti di intelligence più segrete e sottovalutate del mondo, quella iraniana e quella del Papa, potrebbero collaborare.

Iran, Vaticano e Spagna: scacchi geopolitici in 3D

🔴 Secoli di esperienza politica, reti clandestine, immense ricchezze e immensa influenza ideologica rendono il Vaticano un attore geopolitico formidabile.

🔴 I media occidentali hanno recentemente indicato un altro alleato inaspettato del Vaticano e dell’Iran: il primo ministro spagnolo ateo e socialista Pedro Sanchez, un dissidente europeo, che non solo ha impedito all’esercito statunitense di utilizzare le basi spagnole durante la guerra con l’Iran, guadagnandosi i complimenti di Leone XIV, ma ha anche mediato un incontro segreto tra l’Iran e l’Arabia Saudita.

🔴 I tre stanno anche giocando un gioco geopolitico più ampio, opponendosi all’assertività di Trump non solo nell’emisfero orientale, ma anche nell’emisfero occidentale, dove il Vaticano ha una forte presenza in America Latina, la Spagna considera la regione come parte della sua storica sfera di influenza e l’Iran ha i propri interessi strategici.

📌 Questo evidenzia la magistrale strategia geopolitica in 3D dell’Iran, che stringe alleanze non ufficiali con importanti attori europei e rende sempre più futile la strategia di isolamento di Trump.

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🤥🇪🇸 Taking the US imperialist bull by it

 

 

 

 

Aveva dettto  a ppppppppppproposito degli aiuti USA a Zelenski: “Muoiono dei russ

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