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Economia non osservata, oltre 218 miliardi tra sommerso e illegale: aumenta il lavoro nero

16 October 2026 at 09:20

È di 218 miliardi il valore dell’economia non osservata nel solo 2024. Si tratta di un dato in aumento rispetto al 2023 (+0,3%) a fronte di una crescita del Pil del 3,2%. L’incidenza di questo valore rimane inferiore rispetto allo scorso anno (dal 10,2% al 9,9%). Mentre l’economia sommersa si attesta intorno ai 198,4 miliardi, con le attività illegali che scendono a 19,8 miliardi, il lavoro irregolare è di 3.277.000 unità, in aumento rispetto al 2023.

Sono questi i dati dell’ultimo report sull’Economia non osservata nei conti nazionali per gli anni 2021-2024, pubblicati dall’Istat il 16 ottobre 2026.

Economia non osservata: oltre 218 miliardi nel 2024

L’Istat ha pubblicato il report su “Economia non osservata nei conti nazionali”, ovvero tutte quelle attività produttive di mercato che sfuggono all’osservazione diretta. Si parla di economia sommersa ed economia illegale, che insieme raggiungono un valore di 218,2 miliardi di euro, in aumento dello 0,3% rispetto all’anno precedente (217,6 miliardi).

Un valore a fronte di una crescita del Pil a prezzi correnti del 3,2%, sul quale l’economia non osservata incide per il 9,9%, in diminuzione rispetto al 10,2% del 2023.

La dinamica dell’economia non osservata viene sostenuta dalla crescita del valore aggiunto generato dall’impiego di lavoro irregolare, che aumenta del 3,9%. Nel 2024 cambia la composizione delle componenti dell’economia non osservata:

  • sale al 36,8% la quota del valore aggiunto generato dall’impiego di lavoro irregolare;
  • scende il valore delle sotto-dichiarazioni al 49,3%.

Per gli anni 2021-2024, la tabella:

Tabella economia non osservata Istat
Istat
Tabella economia non osservata Istat

Aumenta il sommerso

Il valore dell’economia sommersa si attesta intorno ai 198,4 miliardi di euro, in aumento rispetto all’anno precedente (+0,4%). Incide sul Pil per il 9%, tornando ai livelli del 2021 e interrompendo la tendenza mostrata nel biennio precedente. La componente delle sotto-dichiarazioni è pari a 107,6 miliardi di euro, mentre quella connessa all’impiego di lavoro irregolare raggiunge gli 80,3 miliardi di euro.

La diffusione del sommerso, spiega l’Istat, è legata al tipo di mercato di riferimento e non alla tipologia di bene o servizio prodotto. Nel complesso il peso del sommerso sul valore aggiunto è più elevato:

  • negli altri servizi alle persone (30,7%);
  • nel commercio, trasporti, alloggio e ristorazione (18,5%);
  • nelle costruzioni (17,7%);
  • negli altri servizi all’impresa (5%);
  • nella produzione di beni di investimento (4%);
  • nella produzione di beni intermedi (1,4%).

Cresce il lavoro irregolare: i settori

Aumenta anche il lavoro irregolare, ovvero le posizioni lavorative per le quali non viene rispettata la normativa in materia fiscale e contributiva, relative ad attività illegali e quindi non osservabili direttamente attraverso le fonti amministrative. Di queste unità di lavoro, nel 2024 se ne contano oltre 3 milioni (nello specifico 3.277.000) e di queste 2.396.000 sono occupate come dipendenti, ma con contratti irregolari.

L’incremento del tasso di irregolarità è dovuto alla crescita del lavoro non regolare (+4,6%) e si conferma più elevato tra i dipendenti rispetto agli indipendenti.

Il lavoro irregolare è aumentato in numerosi settori; gli unici comparti in controtendenza sono l’istruzione, la sanità e l’assistenza sociale. Mentre i comparti dove si osserva l’aumento più consistente sono:

  • altri servizi alle persone (+0,9%);
  • agricoltura, silvicoltura, pesca e costruzioni (+0,8%);
  • commercio, trasporti, alloggio e ristorazione (+0,5%);
  • produzione di beni di investimento (+0,5%);
  • produzione di beni intermedi, energia e rifiuti (+0,3%);
  • produzione di beni alimentari e di consumo (+0,2%);
  • servizi professionali (+0,1%).

In generale, l’incidenza del lavoro irregolare pesa di più nel terziario e raggiunge livelli particolarmente elevati nel comparto degli “altri servizi alle persone”. Ma risulta significativa anche la presenza di lavoratori irregolari nell’agricoltura, nel commercio, nei trasporti, negli alloggi e nella ristorazione.

Economia illegale in lieve calo

Un dato positivo è quello riferito all’economia illegale, che nel 2024 è stimata a 19,8 miliardi di euro. Si tratta di un dato in diminuzione di 0,2 miliardi di euro. Tra questi risalta il traffico di stupefacenti, che registra una lieve diminuzione, mentre si confermano marginali l’attività di contrabbando di sigarette e le irregolarità nel settore dei trasporti e del magazzinaggio.

Manifestazione 17 ottobre a Roma, Cgil chiama “La Via Maestra”: orario e percorso

16 October 2026 at 08:51

Per la Cgil, la politica non si sta concentrando sui problemi degli italiani, che sono i salari, la sanità, la scuola, il fisco, l’ambiente e la pace. Al contrario si spendono soldi in armi e si volta la testa di fronte agli studenti nelle tende per il caro affitti, agli agricoltori, agli autotrasportatori e agli operai che da giorni stanno bloccando strade e attività.

È da qui che parte La Via Maestra, una manifestazione nazionale che si radunerà in Piazza della Repubblica a Roma il 17 ottobre, a partire dalle 13:30, fino a raggiungere Piazza del Popolo.

Manifestazione 17 ottobre: La Via Maestra

Si chiama “La Via Maestra” la manifestazione della Cgil e di oltre 100 associazioni che si sono riunite per rilanciare “un nuovo protagonismo sociale” e “la piena attuazione della Carta Costituzionale”. Come si legge sul sito della Cgil Milano, si tratta di una mobilitazione resa necessaria di fronte a una “torsione autoritaria del Paese, ma anche in Europa e nel mondo”.

Tra i tanti temi, uno molto sentito è la pace, perché questa non passa attraverso la conversione dell’economia in un’economia di guerra.

Altri temi toccati nella piazza del 17 ottobre saranno:

  • fisco;
  • welfare pubblico universalistico;
  • ambiente;
  • lavoro e occupazione;
  • emergenza salariale;
  • contrasto alla precarietà;
  • disuguaglianze e divari territoriali;
  • democrazia costituzionale.

Orari e percorso

La manifestazione nazionale “La Via Maestra” è in programma per sabato 17 ottobre. Le associazioni che si sono unite alla chiamata della Cgil si ritroveranno a Roma per chiedere politiche che rimettano al centro lavoro, diritti, casa, sanità e le nuove generazioni.

Il raduno è previsto in Piazza della Repubblica intorno alle 13:30. La partenza dipenderà dalle persone in arrivo, ma si stima un orario di conclusione del corteo intorno alle ore 17:00 a Piazza del Popolo.

Cosa chiede la Cgil

Il segretario generale, Maurizio Landini, denuncia il peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro e le difficoltà che colpiscono soprattutto i giovani. Per questo, per il leader del sindacato, è arrivato il momento di “far emergere i bisogni reali del Paese” e di costruire un fronte comune capace di “unire le lotte sociali che sono in campo sul lavoro, per il diritto allo studio, per il diritto alla casa, per una sanità che funzioni”.

Nel suo intervento, Landini ha richiamato l’attenzione anche sui lavoratori dell’Ilva in sciopero a Genova, Taranto e Alessandria, chiedendo che non venga interrotta quell’attività affinché l’Italia non diventi l’unico Paese industriale al mondo dove la produzione di acciaio viene cancellata.

Poi il focus critico sull’aumento delle spese militari (pari a 14 miliardi) annunciato dal governo:

Oggi noi abbiamo bisogno di investire sul lavoro perché non sia precario, sugli stipendi perché si arrivi alla fine del mese, per la scuola, per la sanità pubblica, per il diritto alla casa.

 

Enel blocca il prezzo delle bollette, sconto del 50% per tre anni: i requisiti

16 October 2026 at 08:04

Con l’arrivo del freddo e del maggior consumo di energia, arriva la preoccupazione per gli effetti in bolletta della crisi energetica. Enel conferma il sostegno alle famiglie e alle imprese con uno sconto del 50% rispetto al prezzo attuale dell’elettricità. Lo fa con l’offerta a prezzo fisso “Enel Digital Luce”. Offerta che si affianca alle proposte del governo, che in Europa punta a interventi anti-ricavi.

Un paracadute che al momento è segnato soprattutto dalle società del settore e dalla scelta dei clienti rispetto all’offerta più conveniente o protetta. Oltre il 50% delle famiglie infatti ha scelto il mercato libero con contratti a prezzo fisso. I clienti Enel hanno scelto questa strada nell’85% dei casi. Da qui la conferma dell’offerta a prezzo fisso.

Caro energia: le mosse sul prezzo fisso

ARERA, l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente, ha stimato un quarto trimestre di aumenti, con un balzo del 37,3% della bolletta elettrica per i clienti vulnerabili a maggior tutela.

Il governo ha lanciato un appello agli operatori energetici, che di conseguenza hanno iniziato a muoversi con sconti e tariffe di varia natura, da Eni ad Enel, fino agli operatori più piccoli.

Al momento, con l’attuale quadro geopolitico, è difficile immaginare un ridimensionamento dei prezzi. Nel nostro Paese il gas continua ad avere un ruolo determinante e le tensioni internazionali incidono fortemente sul suo prezzo. A causa di questa instabilità, i consumatori stanno cercando certezza nella spesa e quindi si spostano verso soluzioni a prezzo fisso.

Le aziende stanno intervenendo su quelle voci della bolletta dove possono mettere mano, mentre il resto del conto finale comprende i costi di trasporto, la gestione della rete, gli oneri di sistema e le imposte.

Enel rinnova l’offerta Digital Luce

In un comunicato ufficiale di Enel, la società conferma l’offerta a prezzo fisso Enel Digital Luce. Si tratta di una soluzione della durata di tre anni che prevede un prezzo della componente energia di 108 euro al megawattora, pari a circa il 50% dell’attuale valore di mercato dell’elettricità all’ingrosso (attualmente superiore a 230 euro al megawattora).

Nell’annuncio si legge che è il prezzo più basso per la componente energia che si trova sul mercato dei grandi operatori ed è una tariffa inferiore anche a quella offerta nel servizio di maggior tutela per i consumatori vulnerabili.

Chi può ottenere l’offerta?

Si tratta di un’offerta compatibile con un requisito fondamentale: essere un nuovo cliente. Si rivolge sia a chi cerca un’alternativa alla tariffa di maggior tutela, sia a chi ha un contratto con un altro operatore in cui la componente energia si trova a prezzi più elevati.

L’offerta è destinata ai nuovi clienti e in modalità “Digital”. Questo significa che può essere sottoscritta unicamente sul sito internet di Enel.

A chi conviene?

L’offerta Enel Digital Luce non è pensata per tutti, ma per rispondere alle necessità delle famiglie. Sempre dal comunicato di Enel si apprende che è pensata per le famiglie medie il cui consumo annuo non supera i 2,1 megawattora.

Attenzione: il prezzo di 0,108 euro al kilowattora per la componente energia è applicato fino a un consumo mensile massimo di 175 kWh, superato il quale si applicano 0,175 euro per ogni kilowattora aggiuntivo.

Con questa soluzione si può arrivare a risparmiare fino a 200 euro rispetto all’attuale prezzo all’ingrosso.

Carburante esaurito e scaffali vuoti, l’Ilva blocca il Sud: rischio stop nazionale

16 October 2026 at 07:04

I blocchi degli operai dell’Ilva di Taranto, degli autotrasportatori e degli agricoltori stanno mostrando i loro effetti: le pompe di benzina appendono cartelli con la scritta “carburante esaurito” e nei supermercati gli scaffali sono vuoti.

La disponibilità ridotta di carburanti si fa sentire in ampie zone di Puglia e Calabria, dove per tutto il giorno (e anche la notte) sono state registrate lunghe code alle stazioni di servizio. Situazione critica segnalata nella provincia salentina, a Foggia, in Basilicata, nel Cosentino e nel Catanzarese.

Carburante esaurito: in quali regioni

Dal 12 ottobre, da quando gli operai dell’Ilva di Taranto hanno bloccato la raffineria Eni, le scorte di carburante hanno iniziato a scarseggiare. Per chi si muove in aereo e, peggio ancora, per chi si muove su strada, iniziano a diffondersi bollettini e cartelli con la scritta “carburanti esauriti”.

Così all’aeroporto di Bari si parte ancora, ma senza bagaglio per alleggerire il peso; mentre gli automobilisti cercano benzina e diesel anche di notte, alle volte senza successo.

È quello che sta avvenendo in diverse regioni d’Italia:

  • Puglia;
  • Basilicata;
  • Calabria.

Si tratta delle regioni che si riforniscono alla raffineria Eni di Taranto. A dare i numeri della carenza sono i sindacati di categoria: in Puglia sono rimasti a secco 7 distributori su 10. A Matera la polizia è dovuta intervenire per regolare il traffico nei pressi di alcune stazioni di servizio, mentre in Calabria aumentano i controlli in vista delle manifestazioni contro il caro carburanti promosse da agricoltori e autotrasportatori.

Verso il blocco nazionale

Le proteste a Taranto, quelle degli agricoltori e quelle degli autotrasportatori si stanno intrecciando in una non volontaria maxi manifestazione contro il caro carburanti. Nei prossimi giorni i blocchi all’Ilva potrebbero esaurirsi perché i sindacati hanno ottenuto la convocazione a Palazzo Chigi il 27 ottobre, mentre la protesta degli altri due settori potrebbe decollare.

Il presidente di Conftrasporto, Pasquale Russo, spiega:

La situazione è molto preoccupante perché l’eccesso di prezzo che sta subendo l’autotrasporto ha generato una situazione di alta tensione fra le imprese del settore che è sfociata in proteste spontanee in alcune aree del Paese.

Proteste che si stanno allargando soprattutto nel Mezzogiorno d’Italia, dove si stanno organizzando blocchi stradali spontanei, non proclamati da associazioni di categoria. Per Russo “si stanno muovendo nell’ambito della disperazione degli imprenditori”.

Cosa chiedono al Governo

Anche se si tratta di proteste spontanee, il rappresentante di Conftrasporto ricorda al Governo la promessa fatta: le risorse stanziate e non ancora arrivate per il caro carburante. Che comunque non basterebbero, fanno notare: servirebbero tariffe fisse e il riconoscimento dei ristori anche a veicoli Euro 4 e di classe inferiore. Secondo Russo si dovrebbe mantenere l’impegno di prevedere ulteriori stanziamenti di risorse qualora il caro gasolio dovesse continuare ad avere queste dinamiche di prezzo.

Il rischio, prosegue, è che i focolai di protesta si compattino in un unico grande fronte. Anche per questo è stata chiesta una convocazione urgente delle associazioni, che il Ministero delle Infrastrutture ha accolto sempre per il 27 ottobre.

Scaffali vuoti: l’appello del settore agroalimentare

Anche dal settore degli agricoltori arriva il malcontento. In queste ore, con i serbatoi dei camion vuoti, si stanno registrando difficoltà di approvvigionamento nei supermercati. Iniziano infatti a scarseggiare i prodotti freschi come frutta e verdura.

Raffaella Altamura, presidente di Confesercenti Puglia, fotografa la situazione:

Se nei prossimi giorni non arriveranno segnali concreti o provvedimenti da parte del governo, le ripercussioni finiranno per incidere direttamente sulla vita quotidiana dei cittadini.

Raffaele Drei, presidente di Confcooperative Agroalimentare, sottolinea la necessità di evitare che la protesta finisca per penalizzare produzioni che per loro natura non possono attendere.

Chiede agli autotrasportatori di pensare agli agricoltori come alleati, garantendo la circolazione di prodotti ortofrutticoli freschi e deperibili “che non possono attendere ai margini delle strade”.

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