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Morto Roberto Bernabai, storica voce sportiva di La7: “Indelebile il suo ricordo di uomo garbato e vecchio stampo”

21 October 2026 at 11:47

È morto a 70 anni il giornalista Roberto Bernabai. Dal 1992 conduceva i notiziari e i programmi sportivi, prima per Tmc (Telemontecarlo) e poi per La7. Giornalista professionista, era nato a Roma il 6 febbraio 1956 si legge sul sito di La7. Mosse i primi passi nel giornalismo nel 1975, collaborando con vari periodici. Dal 1985 al 1990 è stato radio-cronista e conduttore per emittenti regionali laziali. Nel 1990 entrò a far parte della redazione sportiva di Tmc. Lavorò come inviato e telecronista a tre Mondiali (Usa 94, Francia 98 e Corea e Giappone 2002) e tre Europei di calcio e ha seguito le Olimpiadi di Barcellona del 1992. E, per sei stagioni, fu commentatore delle partite della Liga spagnola.

“È stato e continuerà a essere per tutti noi un punto di riferimento, un grande professionista, esemplare”, si legge nella nota della redazione di La7. Il comunicato prosegue così: “Oltre alla sua competenza e al suo rigore, ci rimarrà per sempre indelebile il ricordo di un uomo garbato, onesto, vecchio stampo, nel senso più rispettabile del termine. Ai suoi cari, le nostre più sincere condoglianze”. A partire dalla stagione 2006–2007 Roberto Bernabai ha condotto per due anni “Area Gol”, programma trasmesso prima e dopo le partite di Serie A sui canali del digitale terrestre Cartapiù, oltre che degli studi pre e post partita dell’allora Coppa UEFA, oggi Europa League.

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Il ritorno dei bomber di provincia: Raimondo e Varela costavano poco e segnano tanto, mentre le big restano a secco

21 October 2026 at 11:12

Ci sono voluti 44 anni per ritrovare uno scenario simile in Serie A. Dopo 7 giornate, in cima alla classifica marcatori ci sono gli attaccanti di due neopromosse: Raimondo del Frosinone, capocannoniere solitario con 7 gol, e Varela del Monza, secondo a quota 6 insieme a Malen. Un ribaltamento delle gerarchie che, dopo anni, mette nuovamente in mostra i bomber di provincia. Per trovare un precedente simile bisogna tornare alla stagione 1982-83, quando dopo 7 turni comandavano Penzo del Verona, Berggreen del Pisa e Selvaggi del Torino, tutti con 4 reti.

Da allora, un’attesa lunga oltre quattro decenni. La sorpresa è doppia perché, accanto al ritorno degli attaccanti delle cosiddette “piccole”, c’è anche un altro dato che merita attenzione: il capocannoniere è italiano. Raimondo, classe 2004, è in prestito dal Bologna e fa parte dell’Under 21 allenata da Baldini. La sua eccellente partenza lancia un segnale anche in chiave azzurra, in un momento in cui la Nazionale è alla ricerca di un centravanti capace di garantire continuità realizzativa. Gli ultimi italiani a conquistare il titolo di capocannoniere sono stati Ciro Immobile, con la Lazio nel 2021-22, e Mateo Retegui, con l’Atalanta nel 2024-25.

Sono anche i numeri a raccontare la distanza tra questi protagonisti inattesi e gli attaccanti delle big. Gonçalo Ramos e Hojlund sono fermi a 2 gol, Kolo Muani a uno. Le assenze di Malen nell’ultimo turno e di Lautaro Martinez hanno probabilmente inciso sull’andamento della classifica, ma non bastano a spiegare un divario che coinvolge anche gli altri centravanti più attesi. Il minutaggio, infatti, non giustifica da solo la differenza: Raimondo ha giocato 572 minuti, Varela 509, mentre Ramos è a 625, Hojlund a 460 e Kolo Muani a 629.

A fare la differenza è anche il contesto tattico in cui giocano. Ramos, costato circa 70 milioni di euro, riceve pochi palloni e spesso deve abbassarsi per entrare nel gioco: appena il 9% delle sue giocate avviene nell’area avversaria. Hojlund, riscattato per circa 50 milioni, ha calciato 12 volte, centrando la porta solo in 5 occasioni. I suoi expected goals sono pari a 1,02: con 2 reti, sta già segnando più di quanto suggeriscano le opportunità create. Nel Napoli di Allegri, costruito su una difesa compatta e un blocco basso, il centravanti rischia di rimanere isolato contro i difensori avversari. Hojlund sa attaccare bene la profondità, ma senza lanci e sostegno adeguati fatica a ricevere palloni giocabili. Alla Juventus, invece, Kolo Muani viene impiegato da boa, un ruolo poco adatto alle sue caratteristiche. Le prestazioni migliori sono arrivate da ala d’attacco, posizione nella quale, però, la concorrenza è più ampia.

C’è poi il fattore economico. Ramos è costato circa 70 milioni di euro, Hojlund e Kolo Muani circa 50 milioni ciascuno. Varela, classe 2005, è arrivato dal Benfica per 2,5 milioni. Raimondo, invece, sta sfruttando il prestito dal Bologna per ritagliarsi uno spazio da protagonista. Per la punta gialloblù, adesso, il banco di prova sarà la continuità. Le prossime convocazioni per la Nations League potrebbero rappresentare un’occasione per attirare l’attenzione del commissario tecnico Roberto Mancini, e per capire se il suo avvio di stagione possa tradursi in una candidatura concreta per la Nazionale maggiore. Il campionato è ancora lungo, ma il messaggio delle prime 7 giornate non poteva essere più chiaro: i bomber di provincia sono tornati a farsi sentire e, in cima alla classifica, c’è un italiano che prova a prendersi la scena.

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Il giudice sportivo multa Thuram per simulazione in Bologna-Inter: cosa era successo

20 October 2026 at 16:54

Marcus Thuram è stato multato per 2mila euro per “avere simulato di essere stato sottoposto ad intervento falloso in area di rigore avversaria“. Questo il responso del giudice sportivo dopo Bologna–Inter. Il riferimento è al contatto con Matteo Darmian in area di rigore al 61esimo del secondo tempo nella sfida di sabato, vinta dall’Inter per 1-3 dopo il vantaggio iniziale del club bolognese. In quella circostanza l’arbitro Doveri ha punito Thuram con un cartellino giallo per simulazione.

Dall’Haier Cam dell’arbitro è stato possibile capire lo scambio che c’è stato con l’attaccante dell’Inter. “Niente, niente“, dice subito Doveri. “Te lo giuro, te lo giuro”, controbatte Thuram. Il fischietto romano la chiude così: “Non t’ha fatto niente”. Andando a rivedere nel dettaglio l’episodio sembra evidente che un tocco ci sia e almeno il cartellino per simulazione è sicuramente un grande errore. A confermarlo anche Luca Marelli prima e Gianpaolo Calvarese dopo.

Marelli aveva dichiarato: “Un episodio che fortunatamente non ha avuto nessuna conseguenza sul risultato perché poi l’Inter ha vinto lo stesso per 3 a 1, però dalle prime immagini sembrava un contatto molto marginale e molto accentuato. È apparso subito esagerato, eccessivo, il cartellino giallo per simulazione perché un contatto pareva esserci. Poi da questa immagine si nota che invece c’è stato proprio un chiaro aggancio sulla gamba di Thuram, la gamba di appoggio perché la gamba sinistra era in appoggio per la sterzata. In questa circostanza bisogna considerare l’intensità“, aveva premesso Marelli.

E ancora: “Detto ciò, considerando anche il fatto che il giocatore è stato ammonito per simulazione, pertanto è evidente che Doveri ha visto qualcosa che in realtà non è accaduto, a mio parere c’è molto di chiaro e evidente errore e c’è molto margine per un intervento del VAR con un on field review. Poi a limite poteva decidere che il contatto fosse leggero, ma per quanto mi riguarda questo era un calciatore di rigore da assegnare”.

Ai microfoni de La Gazzetta dello Sport, invece, Calvarese aveva detto: “Niente rigore ma neanche simulazione: sarebbe questo il verdetto di Orsato e della commissione sul contatto Darmian-Thuram in Bologna–Inter. Il tocco del difensore c’è, ma non è sufficiente per l’assegnazione del rigore: al tempo stesso Doveri sbaglia ad estrarre il giallo al francese“. Insomma, sul rigore o non rigore si può discutere, ma la simulazione è sicuramente da considerare eccessiva, visto il contatto.

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Beppe Signori torna in nazionale: la chiamata dell’Under 20. “Aiuterò i giovani a fare il passo verso il grande sogno”

20 October 2026 at 14:21

Giuseppe Signori torna in Nazionale. L’ex attaccante è il nuovo capo delegazione dell’U20, guidata dal tecnico Carmine Nunziata. Un ritorno in azzurro in una veste diversa, dopo una carriera da protagonista sul campo: 28 presenze, 7 gol e una medaglia d’argento al Mondiale del ‘94. Ora Signori metterà la propria esperienza al servizio delle nuove generazioni, con l’obiettivo di accompagnare i giovani nel loro percorso di crescita e rafforzare il legame con la maglia azzurra. “Tornare in azzurro è un’emozione speciale e un grande motivo d’orgoglio. Metterò la mia esperienza a disposizione dei ragazzi dell’Under 20, accompagnandoli in questo percorso di maturazione e aiutandoli a fare l’ultimo passo verso il loro grande sogno per essere in grado di affrontare il salto sui palcoscenici di primario interesse“, ha dichiarato Beppe Signori dopo la nomina.

La nomina arriva da parte di Giovanni Malagò, commissario della Figc, in accordo con Claudio Ranieri, direttore tecnico federale e presidente del Club Italia, che ha evidenziato il valore sportivo e umano dell’ex bomber: “Siamo molto felici di accogliere Giuseppe Signori in FIGC, come capo delegazione della Nazionale Under 20. Beppe è stato uno dei più grandi attaccanti del nostro calcio, protagonista in Serie A e con la maglia azzurra, unendo talento, senso del gol e grande professionalità. Una storia umana e sportiva verso cui la Federazione è particolarmente sensibile. La sua esperienza, le sue competenze e l’entusiasmo con cui ha accettato questa nuova sfida saranno un valore importante per la crescita dei nostri giovani e per rafforzare il loro senso di appartenenza alla Nazionale”.

La carriera di Beppe Signori è stata segnata in passato anche da una lunga vicenda giudiziaria legata all’inchiesta sul calcioscommesse. L’1 giugno 2011 l’ex attaccante venne arrestato e posto ai domiciliari nell’ambito dell’indagine della Procura di Cremona. Dopo quasi dieci anni, nel febbraio 2021, fu assolto dal Tribunale di Piacenza dall’accusa di aver contribuito ad alterare il risultato della partita Piacenza–Padova del 2010, con la formula “perché il fatto non sussiste”. Un mese dopo arrivò un’altra assoluzione, in primo grado, dal Tribunale di Modena, per le presunte combine relative alle gare Modena–Sassuolo e Modena–Siena del 2011, anche in questo caso perché il fatto non sussiste.

Nel filone principale dell’inchiesta di Cremona, invece, il procedimento si era concluso con la prescrizione. La vicenda ebbe conseguenze anche sul piano sportivo: nel 2011 Signori era stato squalificato per cinque anni con preclusione definitiva e, nel giugno 2021, ricevette la grazia dal presidente della FIGC, Gabriele Gravina, ottenendo la riabilitazione sportiva. Nel 2022 l’ex calciatore poi raccontò la sua versione dei fatti nel documentario “Fuorigioco – Beppe Signori. Una storia di vita e di sport di Pier Paolo Paganelli”, dopo aver scritto il libro nello stesso anno “Fuorigioco – perde solo chi si arrende“: erano stati i suoi commercialisti a invitarlo a un incontro dove gli fu proposto di investire in delle gare truccate, ma lui rifiutò. Nonostante ciò venne coinvolto nello scandalo poiché, durante la perquisizione dell’1 giugno 2011, la polizia trovò nella sua abitazione un pizzino sospetto scritto da lui, con le richieste di uno dei partecipanti di quella riunione.

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Cassano contro tutti: “Allegri è presuntuoso, Mourinho bollito. Dybala va a un cilindro e cade, Malen capocannoniere dopo 8 anni in panchina”

20 October 2026 at 12:17

“Giocherei in infradito“, “Sono stato un fenomeno“, “Ho giocato al Real Madrid, al Milan e all’Inter“. Nuova puntata di “Viva El Futbol”, vecchia narrazione. Anche nel secondo episodio della nuova stagione della trasmissione condotta insieme a Lele Adani e Nicola Ventola, Antonio Cassano è partito dal livello basso nel campionato italiano e ha finito criticando diversi calciatori e allenatori di Serie A. “Con questa Serie A, se perdo due chili e gioco in infradito faccio la differenza. E se io e Nicola Ventola giocassimo insieme in attacco, faremmo meglio di tutti gli altri”, ha esordito l’attaccante barese.

Poi ha rincarato la dose, attaccando la coppia della Roma: “Dybala va a un cilindro e cade, Malen dopo otto anni di panchine tra Dortmund e Aston Villa fa il capocannoniere”, ha proseguito Cassano che è poi passato agli allenatori. I bersagli principali sono sempre gli stessi: Massimiliano Allegri e Luciano Spalletti. “Allegri non allena. Quando ha preso la Juventus, quella squadra poteva allenarla anche Orio, andava da sola”. Poi il discorso si è spostato sul Napoli: “Sono convinto, anche se non lo so, che Manna gli abbia fatto un favore. Ha convinto De Laurentiis a prendere l’allenatore peggiore che si potesse scegliere”.

Secondo l’ex attaccante, il tecnico livornese non si è adeguato ai tempi, tenendo sempre lo stesso modo di allenare le proprie squadre: “Lui deve capire che ormai il suo calcio è andato. Dovrebbe crearsi uno staff competente che possa aiutarlo, dargli idee, suggerirgli come fare. Ma è complicato, perché ha la presunzione di voler fare sempre come dice lui: uno a zero, tutti in posizione e convincere con la chiacchiera. Ma la chiacchiera è finita“, prima di definirla “presuntuoso e sbruffone“. Infine, per chiudere sul tecnico livornese fa una previsione su un possibile esonero e sul prossimo piazzamento del Napoli in campionato: “Con questo allenatore non arriva nemmeno tra le prime sei. Non parliamo neanche del panettone, mi sa che arriva prima dei morti, prima del 2 novembre“.

Cassano è poi passato a José Mourinho. “È bollito, è finito. Deve smettere di allenare. Sono più di dieci anni che è così”, attacca Cassano, andando più nel dettaglio e parlando del Real Madrid: “Una squadra di fenomeni la fa giocare in maniera indegna, fuori da ogni logica. Io mi vergognerei al posto suo. Ha un calcio antico, vecchio, senza idee. Gli è rimasta soltanto la chiacchiera”, prima della bordata finale: “Ha la fortuna di avere il miglior procuratore del mondo, che se vuole gli trova posto anche sulla Luna”.

Infine Cassano ha parlato anche di Inter, rivelando un retroscena su Cristian Chivu, allenatore con cui ha un contatto diretto: “L’ho sentito in estate. Appena gli mando un messaggio mi chiama, abbiamo parlato un pochettino. Gli ho detto che voglio vedere la difesa a quattro e lui mi ha spiegato alcune cose che rimangono tra me e lui. Ma il vero Cristian lo vedrò quando giocherà a quattro”.

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Serie A: Raimondo fa tripletta, Stankovic mura De Bruyne. Male Napoli e Juve. I top e flop della settima giornata

20 October 2026 at 10:14

Raimondo diventa capocannoniere, Stankovic trascina il Venezia alla prima vittoria e il Monza travolge il Cagliari. L’Inter continua a vincere, la Lazio fa tre gol alla Juventus e il Napoli di Allegri affonda. I promossi e bocciati della settima giornata.

La settima giornata incorona Raimondo e rilancia Venezia e Monza. Pagelle disastrose per Napoli e Juventus

Una settimana fa era tra i Flop, oggi è il capocannoniere della Serie A. Antonio Raimondo ne fa tre al Sassuolo e saluta tutti. Il Venezia cambia allenatore, affronta il Napoli e conquista i primi tre punti del campionato. Sarà l’effetto Nicola? Intanto Stankovic si trasforma in un muro e De Bruyne finisce dall’altra parte della nostra rubrica. Il Monza ne rifila quattro al Cagliari, la Roma scopre un altro giovane e il Como continua a divertirsi con Nico Paz e Liberali.

L’Inter di Chivu non conosce ostacoli e passa anche a Bologna, la Lazio di Gattuso continua a volare e la Juventus incassa tre schiaffi in casa. Il Milan vince, soffre e ringrazia il solito Rabiot. Allegri, invece, può cominciare a preoccuparsi. Il suo Napoli si ferma a Venezia e i primi sette turni di campionato non sono certamente quelli che ci si aspettava.

Dalle grandi firme ai portieri, dai ragazzi terribili alle difese che sembrano porte girevoli, ecco i Top e Flop della settima giornata di Serie A.

I top della giornata: Raimondo scatenato, Stankovic fa il muro e Varela trascina il Monza

Raimondo: tripletta e ciao. Ci vediamo nei Top!

La settimana scorsa lo avevamo messo tra i Flop perché contro il Napoli la palla l’aveva vista poco. Evidentemente Antonio Raimondo ha letto la nostra rubrica e ha deciso di rispondere. Come? Con una tripletta al Sassuolo. Ventisettesimo minuto, gol. Trentesimo, ancora gol. Cinquantasettesimo, terzo gol. Sipario. Certo, Muric (che incontreremo più avanti) gli dà una bella mano sui primi due, ma un attaccante deve anche saper scartare i regali. Raimondo lo fa benissimo e con sette reti in sette giornate sale in testa alla classifica marcatori. Il tutto nella serata in cui, prima del fischio d’inizio, riceve il premio di miglior giovane dei primi due mesi del campionato. Alvini, premiato a sua volta come miglior allenatore, si gode un Frosinone che continua a stupire.

La settimana scorsa Flop, questa volta tre gol e primo posto tra i cannonieri. Antonio, messaggio ricevuto. Tripletta e ciao.

Stankovic: papà, oggi il muro l’ho fatto io

Sette giornate fa il Venezia cominciava il campionato con ben altre ambizioni. Sei sconfitte dopo, arriva Davide Nicola e al Penzo si presenta il Napoli. Servirebbe un miracolo. Filip Stankovic decide di mettersi al lavoro. Para tutto quello che può, tiene in piedi il Venezia e quando il Napoli ha l’occasione di pareggiare dal dischetto, si trova davanti Kevin De Bruyne. Il belga calcia, il serbo respinge. Fine delle speranze azzurre. O quasi, perché il Napoli continua ad attaccare ma il portiere lagunare non vuole proprio saperne di prendere gol.

Il figlio di Dejan si prende la copertina e regala a Nicola una prima da sogno. Da zero punti in sei partite a tre punti contro il Napoli. E con una porta finalmente inviolata. Stankovic, alla dogana non si passa. Neanche con il passaporto belga.

Varela: il Monza ha trovato il suo bomber. E che bomber!

Gustavo Varela continua a segnare e il Monza comincia finalmente a vincere. Contro il Cagliari il portoghese decide di esagerare. Prima riceve da Foe Ondoa e firma il 2-0, poi serve a Robinson il pallone del terzo gol e infine si fa trovare al posto giusto sulla respinta del palo per completare la doppietta. Due gol e un assist, sei reti in sette giornate di campionato e una squadra che passa dalla paura della retrocessione a una serata da applausi. Il Monza rifila quattro gol a un Cagliari che nelle precedenti sei partite ne aveva subiti appena tre. Juric cercava una scossa, Varela ha deciso di portare direttamente l’alta tensione al Brianteo. E a forza di segnare, il portoghese comincia a meritarsi ben più di una semplice menzione tra i Top.

Kouadio: la prima volta non si scorda mai

Il Monza fatica a trovare il vantaggio contro il Cagliari e Eddy Kouadio decide di fare una cosa che normalmente non si chiede a un difensore. Recupera palla, accompagna la ripartenza, attacca la profondità e si presenta davanti a Caprile. Dany Mota lo serve, lui non sbaglia. Primo gol in Serie A, Monza avanti e Brianteo in festa. Una rete che premia la personalità del giovane difensore, capace di trasformare un recupero nella propria metà campo in una cavalcata fino alla porta avversaria. Nella ripresa continua a dare una mano anche quando il Monza dilaga. Kouadio, te la immaginavi così la prima volta?

Foe Ondoa e il Monza: finalmente, signori, si gioca a calcio!

Doveva essere la partita del Cagliari dei miracoli, reduce da un inizio di stagione sorprendente. E invece il Brianteo si trasforma nel palcoscenico del Monza di Juric. Manga Foe Ondoa sta diventando una delle sorprese più interessanti del Monza. Vent’anni, nato a Parigi da una famiglia di origini camerunesi, arrivato in estate dopo un’esperienza nella seconda divisione portoghese con l’Oliveirense. Il ragazzo sta scalando rapidamente le gerarchie di Juric, che contro il Cagliari lo preferisce addirittura a Folorunsho. E il campo gli dà ragione. Una partita incredibile per intensità, personalità e qualità. Recupera palloni, corre per due, accompagna ogni azione e confeziona l’assist che permette a Varela di firmare il 2-0. Il Monza conquista la seconda vittoria casalinga consecutiva e rifila un 4-0 al Cagliari, la sua vittoria più larga in Serie A. Juric ha ancora parecchio da sistemare, ma intanto può godersi lo spettacolo. Folorunsho resta a guardare, Foe Ondoa si prende il centrocampo. E a vent’anni, con queste prestazioni, comincia a diventare difficile rimetterlo in panchina. E adesso non fermarti proprio sul più bello.

Nico Paz: quando il prezzo del biglietto vale

Nico Paz è uno di quei giocatori per i quali vale la pena comprare il biglietto. A Firenze il Como si presenta con l’ambizione di tornare a vincere e l’argentino fa esattamente quello che ci si aspetta da lui. Al 36′ si inventa un colpo di testa che non lascia scampo a De Gea e vale il raddoppio. Nella ripresa parte palla al piede, accelera e lancia Douvikas verso il gol del definitivo 3-1. Una rete e un assist, ma soprattutto una partita nella quale ogni volta che prende il pallone sembra poter succedere qualcosa. Il Como vince al Franchi e sale al quinto posto. Fabregas si gode il suo talento e la Fiorentina passa buona parte del pomeriggio a cercare di capire come fermarlo. Nico, ci sarebbe una domanda. Ma quando hai intenzione di diventare un giocatore normale? Perché così è difficile per tutti.

Simeone: il Cholito è tornato

Giovanni Simeone decide che è arrivato il momento di interrompere il digiuno. E quando il Cholito ha fame, qualcuno deve pur pagare il conto. Stavolta tocca al Parma. Quattro minuti, cross di Belghali e conclusione al volo che vale l’1-0. Il Torino prende coraggio, Adams raddoppia e nella ripresa Simeone completa l’opera. Al 69′ prende la mira da lontano e lascia partire un destro che si infila sotto la traversa. Due gol, tre punti e prima doppietta stagionale. Il Torino di Abate conquista la seconda vittoria consecutiva e si allontana dalle ultime posizioni. Il Cholito torna a fare quello che gli riesce meglio e il Parma rimane a guardare. Ci aveva messo sei giornate a sbloccarsi. Alla settima, evidentemente, ha deciso di recuperare con gli interessi.

Thuram: due su due. Marcus non conosce pause

Una settimana fa aveva segnato contro il Parma, questa volta tocca al Bologna. Marcus Thuram continua a timbrare il cartellino e, soprattutto, continua a farlo quando l’Inter ne ha bisogno. I nerazzurri sono sotto al Dall’Ara dopo il gol di Pobega e per buona parte del primo tempo faticano. Poi, al 44′, Barella mette un pallone in mezzo e il francese sale in cielo. Colpo di testa, pareggio e partita riaperta. L’Inter nella ripresa ribalta tutto con Carlos Augusto e Bonny, ma senza quella rete prima dell’intervallo sarebbe stato un altro pomeriggio. Thuram lavora, attacca gli spazi, fa reparto e continua a segnare. Seconda partita consecutiva a bersaglio. Chivu ha una squadra che sa vincere anche nelle giornate più compolicate. E Marcus, a quanto pare, ha preso gusto a finire nei nostri Top.

Carlos Augusto: entra, segna e ribalta il Bologna

L’Inter è sull’1-1 al Dall’Ara quando Chivu decide di cambiare qualcosa. Fuori Dimarco, dentro Carlos Augusto. Passano pochi istanti e il brasiliano si presenta sul secondo palo per raccogliere il pallone di Zielinski. Gol del 2-1 e partita ribaltata. Carlos Augusto non perde tempo. Entra, attacca lo spazio, trova il gol e contribuisce anche all’azione del definitivo 3-1 firmato da Bonny.

Ancora una volta Chivu dimostra di avere una panchina che potrebbe tranquillamente giocare titolare in molte altre squadre della Serie A. E il brasiliano ne è uno degli esempi migliori. C’è chi entra per dare una mano. E chi entra per decidere le partite. Carlos Augusto appartiene alla seconda categoria.

Rabiot: meno male che Adrien c’è. Parte seconda

Ci risiamo. Una settimana fa lo avevamo premiato perché aveva svegliato un Milan che rischiava di addormentare tutti. Contro l’Atalanta Adrien Rabiot decide di concedere il bis, questa volta con una prestazione ancora più convincente.

Prima, però, c’è spazio anche per un bel siparietto con Chiffi. Al 41′ si becca il giallo per proteste e continua a mandare platealmente a quel paese l’arbitro, facendo infuriare persino Amorim. E due minuti dopo, con tutta quella rabbia addosso, arriva il gol. Al 43′ riceve da Moreira, si sistema il pallone e con il destro, il piede meno educato, firma il 2-0. Nella ripresa si procura uno dei due rigori concessi ai rossoneri e soprattutto serve a Gila la sponda per il terzo gol. Corre, recupera, si inserisce e trascina una squadra che nell’ultima mezz’ora rischia perfino di farsi rimontare tre reti.

Il francese continua a essere indispensabile per Amorim. Gol, assist e una partita da padrone del centrocampo. E da vero leader si comporta anche davanti ai microfoni, senza farsi addolcire dalla vittoria. “Non possiamo fare un primo tempo del genere e poi crollare così”, dice Rabiot, che bacchetta anche i compagni subentrati: “quelli che entrano devono fare di più”. Insomma, arrabbiato con l’arbitro durante la partita e con i compagni dopo. Ma soprattutto uno che pretende sempre il massimo. Da sé stesso e dagli altri.

A Milano, sponda rossonera, il ritornello è sempre quello. Meno male che Adrien c’è. E comincia a diventare un tormentone.

Gonçalo Ramos: il gol è tornato, ma… Il meglio deve ancora venire?

Gonçalo Ramos torna a segnare in campionato e il Milan ritrova il suo centravanti nel tabellino. Contro l’Atalanta il portoghese si presenta sul dischetto al 24′, spiazza Carnesecchi e porta avanti i rossoneri. Finalmente. Il problema è che la sua partita continua a lasciare qualche dubbio. Si muove poco, attacca l’area meno di quanto ci si aspetterebbe e quando arriva il secondo rigore cambia esecuzione e si fa parare il tiro. Il Milan trova comunque il 3-0 sugli sviluppi dell’angolo successivo, ma Ramos perde l’occasione di chiudere definitivamente il discorso. Lo mettiamo tra i Top perché un numero 9 che torna al gol merita di essere premiato. Ma il giudizio rimane sospeso a metà. Gonçalo, bene esserti sbloccato. Adesso però bisogna cominciare a muoversi un po’ di più. Il centravanti del Milan non può vivere soltanto di calci di rigore.

Gila: Ramos sbaglia? Nessun problema, ci penso io

Il Milan è avanti 2-0, ha appena conquistato il secondo rigore della partita e Gonçalo Ramos ha l’occasione di chiuderla. Carnesecchi para e concede un calcio d’angolo. Ci pensa Mario Gila a sistemare le cose. Modric mette il pallone in mezzo, Rabiot prolunga e il difensore spagnolo si fa trovare pronto sul secondo palo. Colpo di testa e 3-0.

L’ex Lazio gioca una partita di grande attenzione difensiva e trova anche la soddisfazione personale del gol. Una rete che diventa fondamentale quando l’Atalanta prova a rimontare, arrivando fino al 3-2.

Ramos sbaglia, Gila rimedia. E alla fine quei tre gol servono tutti. Il difensore ha fatto anche il centravanti. A San Siro c’è un nuovo idolo.

Castro, come si direbbe da quelle parti: “Mo je faccio er cucchiaio”

La Roma fatica contro il Genoa e per un tempo sembra non riuscire a trovare la soluzione. Poi arriva Santiago Castro e si inventa un gol di quelli che meritano di essere rivisti più volte. Il giovane argentino prende la mira e disegna un pallonetto che supera il portiere e si infila sotto la traversa. Un colpo da applausi, di quelli che fanno alzare lo stadio anche prima di capire dove sia finito il pallone.

La Roma passa in vantaggio, acquista sicurezza e trova poi il raddoppio con Lulli. Gasperini deve fare a meno di Malen e Dybala, ma trova in Castro un attaccante capace di stappare una partita complicata con una giocata fuori dal comune. Santiago, per segnare si poteva anche scegliere una soluzione più semplice. Ma così ci piace decisamente di più.

Liberali: una bellissima prima gioia

Mattia Liberali parte titolare al Franchi e decide di festeggiare l’occasione nel modo migliore. Al 32′ riceve il pallone al limite, si sistema il sinistro e trova una traiettoria a giro che lascia De Gea senza possibilità di intervento. Primo gol in Serie A, primo con la maglia del Como e prima da titolare nella massima serie con i lariani. Niente male come pomeriggio. Fabregas continua a dare spazio ai giovani e Liberali gli restituisce una prestazione piena di personalità. Corre, si propone, prova a inventare e soprattutto non ha paura di prendersi la responsabilità di calciare. Servivano giovani? Servivano ragazzi con talento e coraggio? Bene, eccolo. A Firenze Mattia si presenta con un sinistro da applausi.

Ramon: ci sta prendendo gusto, il ragazzo

Una settimana fa lo avevamo premiato per la prestazione contro la Roma. Contro la Fiorentina Jacobo Ramon decide che stare tra i Top gli piace e fa di tutto per tenerselo. Fabregas lo manda in campo dopo appena un quarto d’ora per l’infortunio di Chalobah. Non proprio il modo più semplice per entrare in partita. Eppure lo spagnolo impiega pochissimo a prendere le misure agli avversari. Chiusure, anticipi, letture e quella tranquillità con il pallone che ormai stiamo imparando a conoscere. Il Como segna tre gol e nel finale gestisce il vantaggio anche grazie alla solidità del suo difensore. La settimana scorsa sembrava giocare in giacca e cravatta. Questa volta è entrato praticamente a freddo e non ha perso nemmeno un bottone. Jacobo, ci stai prendendo gusto.

Lulli: primo gol con la Roma, davanti a tutti

La Roma deve fare i conti con assenze importanti e Gasperini dà ancora fiducia a Emanuele Lulli. Il giovane esterno risponde con una prestazione di personalità e soprattutto con un gol che difficilmente dimenticherà. Soulé inventa sulla destra, il pallone arriva a Lulli che deve soltanto accompagnarlo in porta. Sembra facile, ma la prima rete in Serie A, all’Olimpico e con la maglia della Roma, facile non lo è mai. Pochi minuti dopo lascia il campo tra gli applausi della gente dell’Olimpico. Gasperini incassa tre punti, la Roma continua a inseguire l’Inter e scopre di avere un’altra soluzione sulla fascia. Il primo gol non si scorda mai. Figurarsi se lo segni sotto gli occhi dell’Olimpico. Emanuele, benvenuto tra i grandi.

Gaspar: comanda la difesa, poi va a segnare

Il Lecce arriva a Udine e impiega dieci minuti per mettere le cose in chiaro. Angolo di Gallo, stacco di Kialonda Gaspar e pallone in rete. Primo gol stagionale e partita subito indirizzata. Il difensore angolano torna poi a fare il suo mestiere, guidando una retroguardia che concede pochissimo a un’Udinese incapace di trovare spazi. Gli uomini di Runjaic provano a reagire, ma la squadra di Di Francesco tiene il controllo e finisce per vincere 3-0. Quando un difensore apre la partita nell’area avversaria e contribuisce a chiuderla nella propria, il Top è praticamente obbligatorio. Gaspar mette la firma sul gol e sulla porta inviolata. En plein.

N’Dri: il migliore in campo ha pure segnato

Konan N’Dri si prende la scena a Udine con una partita piena di corsa, iniziative e soprattutto un gol che indirizza definitivamente la gara. Al 33′ il Lecce batte un altro angolo, Tiago Gabriel prolunga di testa e l’ivoriano si fa trovare sulla traiettoria. Deviazione di petto, pallone in rete e 2-0. Non sarà il gol più elegante della stagione, ma vale esattamente come gli altri. N’Dri continua poi a essere uno dei più vivaci, cerca ancora la porta e costringe la difesa friulana a rincorrere. Il Lecce domina e lui è uno dei protagonisti principali. Un gol di petto, una partita di sostanza e tanta voglia di giocare. Il migliore in campo? Per noi sì. Anche senza averla messa dentro con i piedi.

Isaksen: Gustav, ma dove vuoi arrivare?

La Lazio di Gattuso continua a correre e Gustav Isaksen sembra avere sempre più voglia di essere protagonista. Contro la Juventus è uno dei più pericolosi fin dall’inizio, punta gli avversari, cerca il tiro e costringe la difesa bianconera a continui interventi. Al 66′ Nuno Tavares lo pesca dalla parte opposta del campo. Il danese controlla, rientra sul sinistro e trova un diagonale che vale il 2-0. La Juventus non riesce a reagire e nel finale arriva anche il terzo gol di Dele-Bashiru. La Lazio vince 3-0 a Torino, sale a 19 punti e rimane in vetta insieme all’Inter. Isaksen corre, segna e si prende una bella fetta di merito. Gattuso ringhia, Gustav vola. E dalle parti di Formello cominciano a chiedersi dove possa arrivare questa Lazio.

Adams: il Venezia si sveglia, Akor presenta il conto al Napoli

Sei sconfitte consecutive, zero punti e un nuovo allenatore in panchina. Il Venezia affronta il Napoli sapendo che un’altra sconfitta renderebbe la situazione ancora più complicata. Poi arriva Akor Adams. A inizio ripresa l’attaccante trova lo spazio per calciare e batte Meret con un destro preciso. Primo vantaggio, tre punti in cassaforte e un intero stadio che comincia a credere nell’impresa. Il Napoli prova a reagire, Allegri manda in campo i suoi big e De Bruyne fallisce il rigore del pareggio. Adams ha fatto il suo, Stankovic completa l’opera. Nicola debutta con una vittoria contro il Napoli e il Venezia cancella finalmente quello zero dalla classifica. Akor, bel modo di presentarsi al nuovo allenatore.

Juan Jesus: l’ex presenta il conto

Juan Jesus conosce bene il Napoli. Ci ha giocato, ha condiviso lo spogliatoio con molti degli avversari che si ritrova davanti e probabilmente sa anche quali siano le loro abitudini. Al Penzo, però, non c’è spazio per la nostalgia. Il difensore brasiliano gioca una partita di grande concentrazione, guida la retroguardia del Venezia e si rende protagonista anche di un salvataggio fondamentale nella propria area. Quando il Napoli prova a forzare il risultato, l’ex azzurro è sempre lì a dare una mano. Il Venezia conquista la prima vittoria del campionato e Juan Jesus si prende una bella rivincita personale. Gli ex spesso segnano. Qualche volta, invece, decidono semplicemente che alla loro vecchia squadra non deve segnare nessuno. Juan Jesus, oggi niente regali agli amici.

Belghali: due assist, prego. Qualcun altro?

Il Torino vince 3-0 a Parma e Rafik Belghali decide di fare il cameriere di lusso. Dopo appena quattro minuti mette in mezzo un pallone che Simeone trasforma nel vantaggio granata. Nella ripresa serve ancora il Cholito, questa volta per il gran destro del definitivo 3-0. Due assist, tanta corsa sulla fascia e un Parma che non riesce praticamente mai a prendergli le misure. Abate trova in Belghali un esterno capace di accompagnare l’azione e di mettere gli attaccanti nelle condizioni di fare male. Simeone segna due volte, Adams una. Belghali prepara il tavolo. Il menù del Torino oggi prevedeva tre portate. Due le ha servite lui. Cameriere, complimenti.

I flop della giornata: il Napoli di Allegri inciampa, la Juventus affonda e l’Udinese in caduta libera

De Bruyne: KDB è tornato a Houston, abbiamo un problema

Sette giorni fa lo avevamo premiato con un titolo abbastanza chiaro. Houston, KDB è tornato. Kevin De Bruyne, però, contro il Venezia decide di farci cambiare completamente opinione. Allegri lo lascia inizialmente in panchina, poi lo manda in campo quando il Napoli è sotto di un gol. Il belga avrebbe anche l’occasione perfetta per rimettere tutto a posto. Calcio di rigore, pallone sul dischetto e davanti Filip Stankovic. Tiro, parata. Venezia ancora avanti e Napoli che ci prova senza trovare il gol. Dopo la doppietta contro il Frosinone ci aspettavamo un’altra prestazione trascinante. Arriva invece un rigore sbagliato che costa carissimo. Una settimana fa Houston festeggiava. Stavolta bisogna chiamare davvero la centrale operativa. KDB, abbiamo un problema.

Muric: due regali, tre gol di Raimondo. Buon Natale in anticipo

Il Sassuolo va a Frosinone e Arijanet Muric decide di dare una mano agli avversari. Una mano, anzi due. E purtroppo non quelle giuste. Al 27′ Raimondo segna il primo gol approfittando di un intervento sbagliato del portiere. Tre minuti dopo il copione si ripete. Altro errore, altra rete e Frosinone che comincia a prendere il largo. Sul terzo gol Muric ha molte meno responsabilità, ma ormai il disastro è compiuto. Il Sassuolo perde 4-2 e Raimondo torna a casa con il pallone della tripletta. Due regali in tre minuti. Per essere ottobre, Babbo Natale è arrivato decisamente in anticipo. Muric, il sacco dei doni potevi anche lasciarlo a casa.

Massimiliano Allegri: Max, il Napoli doveva essere un’altra cosa

Il Napoli perde a Venezia, contro una squadra che nelle prime sei giornate aveva raccolto zero punti. E già questo basterebbe per inserire Massimiliano Allegri tra i Flop. Ma c’è anche il modo in cui arriva la sconfitta. Il tecnico sceglie di lasciare inizialmente in panchina De Bruyne, Hojlund e Anguissa, si affida ad altre soluzioni lasciando molti dubbi. Quando il Venezia passa in vantaggio, richiama i suoi big e prova a cambiare tutto. Troppo tardi. De Bruyne sbaglia il rigore del pareggio, Stankovic para il resto e il Napoli torna a casa a mani vuote.

La partenza del Napoli è ben lontana dalle aspettative di una squadra costruita per stare ai vertici. Allegri ha qualità, alternative e giocatori di livello internazionale, ma dopo sette giornate continua a cercare una formula convincente. Max, il problema non è perdere una partita. È che il Napoli, per il momento, sembra molto lontano dalla squadra che ci si aspettava di vedere.

Il Bologna: una vittoria in sette partite. Non era facile, eh…

Il Bologna parte bene contro l’Inter, segna con Pobega dopo dieci minuti e per buona parte del primo tempo mette in difficoltà la capolista. Poi Thuram pareggia e nella ripresa la squadra di Palladino si scioglie. Finisce 1-3 e i rossoblù rimangono a cinque punti dopo sette giornate. Una vittoria, due pareggi e quattro sconfitte.

Certo, contro l’Inter di Chivu non era facile. E questo va riconosciuto. Ma il problema del Bologna non comincia e non finisce contro la capolista. Una squadra che ha giocatori di qualità, ambizioni europee e un organico costruito per stare nella parte sinistra della classifica non può accontentarsi di una sola vittoria in sette partite. Palladino cerca risposte e intanto continua a perdere terreno. Non era facile battere l’Inter. Ma, a quanto pare, quest’anno non è facile battere quasi nessuno.

L’Udinese: cinque sconfitte consecutive. Qualcuno suoni la sveglia

Una sconfitta può capitare. Due anche. Ma cinque consecutive cominciano a essere un problema piuttosto serio. L’Udinese perde 3-0 in casa contro il Lecce e lo fa nel peggiore dei modi. La squadra di Di Francesco domina, crea occasioni, segna due volte nel primo tempo e avrebbe potuto chiudere la partita con un vantaggio ancora più largo. Runjaic prova a cambiare tre giocatori all’intervallo, ma la reazione è troppo debole. I friulani si fanno infilare ancora nel finale e rimangono nelle ultime posizioni con appena quattro punti. Il dato più preoccupante è che il Lecce sembra quasi sempre arrivare in porta con una facilità disarmante. Okoye evita un passivo ancora più largo. Cinque sconfitte di fila, tre gol presi in casa e una difesa che sembra aver dimenticato come si fa a difendere. Udinese, la sveglia è suonata da un pezzo. Qualcuno vuole alzarsi?

Kolo Muani e Woltemade: cercasi attaccanti, disperatamente

La Juventus prende tre gol dalla Lazio, ma il dato che dovrebbe preoccupare maggiormente Spalletti riguarda quello che succede nell’altra metà del campo. Kolo Muani parte titolare e prova a muoversi, a cercare palloni e a dare profondità. I compagni, però, non riescono quasi mai a servirlo nelle condizioni giuste e il francese finisce per girare a vuoto. Woltemade entra all’intervallo, sfiora subito la porta e poi sparisce progressivamente dalla partita. Due centravanti, zero gol e una Juventus che produce pochissimo nonostante il bisogno disperato di rimontare. Una settimana fa Kolo Muani aveva finalmente segnato contro il Cagliari, prima di divorarsi il pallone della vittoria. Stavolta non arriva nemmeno quello. Spalletti ha a disposizione attaccanti importanti, almeno sulla carta. Ma il numero 9 della Juventus deve segnare. E quando non segna, dovrebbe almeno mettere paura alle difese. Contro la Lazio non succede né una cosa né l’altra. Juve, cercasi centravanti. Di nuovo.

Njie: tre occasioni, tre rimpianti. La porta è quella!

La Fiorentina perde 3-1 contro il Como e Alieu Njie ha parecchio da rimproverarsi. L’esterno viola trova spazi, attacca, arriva alla conclusione e avrebbe più di un’occasione per cambiare il risultato. La più clamorosa arriva a inizio ripresa. Butez esce male, Njie lo supera con un pallonetto ma non trova nemmeno lo specchio della porta. Un gol che sembrava già fatto.

Nel finale colpisce anche un palo di testa. In mezzo altre opportunità sprecate e una Fiorentina che continua a rincorrere. La porta del Como non è diventata improvvisamente più piccola. Eppure Njie riesce a sbagliare praticamente tutto quello che avrebbe potuto trasformare in gol. Un pomeriggio così, per un attaccante, rischia di diventare un incubo. Alieu, va bene creare occasioni. Ma prima o poi bisogna anche metterla dentro.

Pellegrino: il centravanti c’è, il gol no

La Fiorentina ha bisogno di qualcuno che trasformi in gol le occasioni e Mateo Pellegrino continua a non dare le risposte che Vanoli si aspetta. Contro il Como passa novanta minuti a cercare spazio tra i difensori lariani, ma quando arriva il momento di incidere manca la cattiveria necessaria. Qualche movimento, una conclusione da distanza ravvicinata e poco altro. La Fiorentina segna con Pongracic, un difensore, mentre il suo centravanti rimane a secco. E non è esattamente quello che ci si aspetta da chi dovrebbe guidare l’attacco viola.

Pellegrino, a Firenze cercano disperatamente gol. Al momento, però, la ricerca continua.

Viery: fa acqua da tutte le parti

Il Como si presenta a Firenze con diversi giocatori capaci di attaccare gli spazi, ma Viery sembra non riuscire quasi mai a trovare le contromisure. Liberali trova spazio per il sinistro che apre la partita, Nico Paz si inserisce e firma il raddoppio. La fascia del brasiliano diventa una delle zone nelle quali gli ospiti riescono a creare i problemi maggiori alla Fiorentina. Vanoli prova a sistemare le cose, poi al 64′ richiama il difensore in panchina. Il Como è già avanti e i viola continuano a inseguire.

Viery è arrivato a Firenze con prospettive diverse, ma ancora (come tutti i nuovi arrivi viola) queste prosepttive sono un orizzone molto lontano.. Diciamo che l’esperimento non è andato esattamente come speravano al Franchi.

Puczka: a Roma il Genoa perde anche la bussola

Una settimana fa il Genoa aveva finalmente trovato la prima vittoria stagionale. All’Olimpico, invece, arriva un’altra sconfitta e David Puczka finisce tra i nostri bocciati. L’austriaco prova a dare spinta sulla sinistra, ma il Genoa fatica a trasformare le sue iniziative in occasioni realmente pericolose. Nel primo tempo i rossoblù riescono a tenere testa alla Roma, poi Castro inventa il vantaggio e la squadra di De Rossi perde progressivamente terreno. Puczka cerca di accompagnare l’azione, ma il rendimento non basta per cambiare il pomeriggio del Genoa, che finisce sotto di due gol e non trova la forza per reagire. Una prestazione che, nella nostra lettura, merita il Flop. Genova aveva appena ritrovato il sorriso, a Roma torna subito il mal di testa.

Solet: che fine hi fatto?

Oumar Solet dovrebbe essere uno dei punti di riferimento della retroguardia friulana. Contro il Lecce, invece, anche lui finisce nel naufragio generale. Il Lecce trova spazi con troppa facilità, arriva ripetutamente nell’area avversaria e segna tre volte. Solet prova anche a rendersi pericoloso dall’altra parte, con una conclusione dalla distanza, ma dietro la squadra non riesce mai a trovare la giusta compattezza. Gaspar segna su calcio d’angolo, N’Dri raddoppia e nella ripresa Siebert chiude definitivamente la partita. Il difensore francese ha qualità e mezzi fisici per fare molto meglio. Ma se la difesa dell’Udinese concede occasioni a ripetizione, anche uno come lui deve prendersi la propria parte di responsabilità.

Rowe: una giocata e poi chi l’ha visto?

Jonathan Rowe ha talento, velocità e la capacità di creare problemi alle difese avversarie. Contro il Milan, però, si vede soltanto a sprazzi. Nel primo tempo inventa un buon pallone per Krstovic, che riesce a saltare Maignan ma poi conclude sull’esterno della rete. Una giocata importante, rimasta senza risultato. Per il resto l’inglese fatica a incidere e al 58′ Sarri decide di sostituirlo con Zalewski. Una scelta che cambia immediatamente la partita, perché il polacco entra con ben altra energia e contribuisce alla rimonta sfiorata dall’Atalanta. Rowe esce sullo 0-3, l’Atalanta comincia finalmente a giocare e arriva fino al 3-2. Un confronto che non depone a suo favore. Jonathan, il talento c’è. Contro il Milan, però, è rimasto quasi tutto negli spogliatoi.

Mina: quando la vecchia scuola prende quattro schiaffi

Due settimane fa era tra i Top per la prestazione contro l’Udinese. Una settimana fa lo avevamo bocciato per l’atteggiamento contro la Juventus. Yerry Mina sembra ormai essersi affezionato alla nostra rubrica. Contro il Monza, però, le provocazioni e i duelli psicologici servono a ben poco. Il Cagliari incassa quattro gol, la difesa perde completamente le distanze e il colombiano si ritrova a rincorrere avversari che sembrano arrivare da tutte le parti. Nel primo tempo rischia perfino un’autorete su un traversone di Robinson. Nella ripresa prova a rendersi pericoloso nell’area avversaria, ma il risultato è già compromesso. Mina, questa volta il calcio vecchia scuola non ha funzionato. E quando prendi quattro gol, forse è meglio parlare un po’ meno e difendere un po’ di più.

Zé Pedro: lo avevamo detto? Meglio di no

Nei Fantaconsigli lo avevamo inserito tra i giocatori da tenere d’occhio. Contro il Monza, però, Zé Pedro ci costringe a rivedere il giudizio. Mea culpa. Il Cagliari fatica soprattutto quando i brianzoli accelerano sulle fasce e il difensore portoghese non riesce a dare la sicurezza necessaria alla retroguardia. Il Monza trova spazi, accompagna l’azione con tanti uomini e trasforma ogni ripartenza in un potenziale pericolo. Pisacane prova a cambiare qualcosa e nella ripresa Zé Pedro lascia il posto a Sugawara, ma ormai la partita è compromessa. Un passaggio a vuoto che pesa soprattutto perché arriva dopo un ottimo inizio di stagione del Cagliari. Lo avevamo messo tra le possibili sorprese? Sì. Stavolta, però, era meglio sorvolare.

Romano: una serata da cancellare

Il Cagliari prova a giocare e Alessandro Romano cerca almeno inizialmente di rendersi pericoloso. Al 16′ tenta la conclusione dalla distanza, ma non trova la porta. Poi, mentre il Monza cresce, il centrocampo rossoblù comincia a perdere lucidità. Romano fatica a dare continuità al possesso e soprattutto non riesce a interrompere le ripartenze degli avversari. Nella ripresa Pisacane prova a cambiare uomini, ma la partita è ormai scivolata via. La squadra che aveva stupito tutti nelle prime giornate si ritrova improvvisamente travolta da un Monza che sembrava avere ben altre preoccupazioni. Romano è giovane e avrà tempo per rifarsi. A Monza, però, la lezione è stata di quelle che difficilmente si dimenticano.

Diego Carlos: Simeone gli fa vedere le stelle

Il Parma perde 3-0 in casa contro il Torino e Diego Carlos passa un primo tempo complicatissimo. Simeone si muove continuamente, attacca gli spazi e mette in difficoltà una retroguardia che sembra non riuscire mai a trovare le distanze giuste. Il Cholito apre dopo quattro minuti, Adams raddoppia e Diego Carlos finisce spesso a rincorrere. Sul secondo gol il brasiliano si fa trovare mal posizionato, mentre il Parma perde completamente i riferimenti in area. Arriva anche un’ammonizione e all’intervallo Gilardino decide di sostituirlo con Drobnic. Quarantacinque minuti, due gol subiti e una difesa in totale confusione. Simeone nella ripresa segnerà ancora, ma Diego Carlos avrà almeno il vantaggio di assistere al terzo gol dalla panchina. Il Parma affonda, il Torino festeggia. Per il brasiliano, una serata da archiviare in fretta.

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Serie A, Lazio da sogno e Juve da incubo: l’Inter va, il Venezia fa lo scherzetto al Napoli. Il punto dopo sette giornate

20 October 2026 at 08:58

Inter e Lazio comandano la Serie A a 19 punti, con la Roma a due lunghezze e il Milan quarto. La Juventus crolla in casa contro i biancocelesti, il Napoli perde a Venezia. Frosinone e Como continuano a sorprendere, mentre il Cagliari incassa quattro gol a Monza.

Inter e Lazio prime a 19 punti, la Roma tiene il passo: batoste per Juventus e Napoli

La settima giornata di Serie A conferma Inter e Lazio al comando con 19 punti, entrambe ancora imbattute, e regala qualche risultato clamoroso. Su tutti il 3-0 dei biancocelesti in casa della Juventus, con Gattuso che continua a stupire e firma la miglior partenza della storia laziale. I nerazzurri di Chivu rispondono vincendo in rimonta a Bologna, mentre la Roma di Gasperini resta a due lunghezze dalla vetta grazie al successo contro il Genoa.

Dietro alle prime tre, il Milan torna a vincere, pur rischiando di gettare al vento tre gol di vantaggio contro l’Atalanta, e sale a quota 15. Il Como si prende il quinto posto vincendo a Firenze, mentre il Frosinone continua il suo splendido inizio di campionato, trascinato da un Raimondo in formato capocannoniere.

Il tonfo più sorprendente arriva però da Venezia, dove la squadra di Nicola, ancora senza punti prima del weekend, batte il Napoli di Allegri grazie ad Adams e alle parate di Stankovic. E le sorprese proseguono anche nel Monday Night, con il Monza che rifila quattro gol al Cagliari e il Torino che passeggia a Parma. Un turno senza neppure un pareggio, con dieci vincitrici nelle dieci partite.

Serie A, tutti i risultati della settima giornata

Frosinone-Sassuolo 4-2

Venezia-Napoli 1-0

Bologna-Inter 1-3

Roma-Genoa 2-0

Udinese-Lecce 0-3

Fiorentina-Como 1-3

Milan-Atalanta 3-2

Juventus-Lazio 0-3

Monza-Cagliari 4-0

Parma-Torino 0-3

Frosinone-Sassuolo 4-2, Raimondo fa tripletta e vola in testa ai marcatori: che spettacolo allo Stirpe

Il Frosinone di Alvini continua a sorprendere e trova in Antonio Raimondo il suo nuovo trascinatore. Calò sblocca la partita dopo appena nove minuti, Berardi pareggia al 15′, poi si scatena il centravanti giallazzurro, che approfitta anche di due errori di Muric e segna due volte nel giro di quattro minuti. Thorstvedt riapre la gara prima dell’intervallo, ma nella ripresa Raimondo completa la tripletta e chiude il match sul 4-2. Il Frosinone sale a 13 punti, al sesto posto, mentre Raimondo raggiunge quota 7 gol in altrettante giornate, diventando il capocannoniere solitario della Serie A. Una partenza da sogno per i ciociari.

Venezia-Napoli 1-0, Nicola fa il miracolo all’esordio: Adams segna, Stankovic para anche un rigore a De Bruyne

Il Venezia conquista i primi tre punti stagionali contro il Napoli e regala a Davide Nicola un esordio da ricordare sulla panchina lagunare. A decidere la sfida del Penzo è Akor Adams, che al 49′ batte Meret e porta avanti i padroni di casa. Allegri inserisce De Bruyne, Hojlund e Alisson Santos per cercare la rimonta, ma trova uno Stankovic in versione Superman. Il portiere del Venezia respinge anche un calcio di rigore a De Bruyne e difende il vantaggio fino al triplice fischio. Dopo sei sconfitte consecutive, i lagunari si sbloccano, mentre il Napoli resta a 10 punti, già nove sotto la vetta. Brutta battuta d’arresto per gli azzurri.

Bologna-Inter 1-3, Thuram suona la carica e i cambi di Chivu completano la rimonta

L’Inter soffre a Bologna, va sotto dopo dieci minuti ma ribalta tutto e conquista la sesta vittoria nelle prime sette giornate. Pobega porta avanti i rossoblù sfruttando un errore in uscita di Luis Henrique, ma Thuram trova il pareggio poco prima dell’intervallo. Nella ripresa salgono in cattedra i cambi di Chivu: Carlos Augusto firma il sorpasso al 69′, poi serve a Bonny il pallone del definitivo 3-1. I nerazzurri reagiscono così alla sconfitta europea contro il Bruges e salgono a 19 punti, con 21 gol segnati e il miglior attacco del campionato. Per Palladino è la prima sconfitta da neo allenatore del Bologna.

Roma-Genoa 2-0, magia di Castro e prima gioia per Lulli: Gasperini festeggia le 300 vittorie

La Roma torna al successo dopo due pareggi consecutivi e supera il Genoa di De Rossi grazie a due gol nella ripresa. Nel primo tempo entrambe le squadre colpiscono una traversa, con Balerdi da una parte ed El Shaarawy dall’altra. Al 50′ Santiago Castro inventa uno splendido pallonetto che scavalca Bijlow e sblocca il risultato, poi il giovane Emanuele Lulli, servito da un’azione di Soulé, firma il 2-0 e festeggia il primo gol in Serie A. Gasperini festeggia le 300 vittorie da allenatore nel massimo campionato. I giallorossi salgono a 17 punti, due in meno di Inter e Lazio, e confermano la miglior difesa della Serie A con appena tre reti subite.

Udinese-Lecce 0-3, Gaspar, N’Dri e Siebert affondano i friulani: Runjaic alla quinta sconfitta consecutiva

L’Udinese sprofonda, mentre il Lecce di Di Francesco conquista una netta (e sorprendente) vittoria in trasferta. I salentini indirizzano la partita già nel primo tempo con il colpo di testa di Gaspar all’11’ e il raddoppio di N’Dri al 33′, sugli sviluppi di un altro calcio d’angolo. Nel finale arriva anche la rete di Siebert, che fissa il risultato sul 3-0. Per il Lecce sono 9 punti dopo sette giornate e un successo prezioso per allontanarsi dalla zona retrocessione. Situazione opposta per l’Udinese, ferma a quota 4 e reduce dalla quinta sconfitta consecutiva. Un avvio decisamente da dimenticare per la squadra di Runjaic, con il tecnico sempre più sotto pressione.

Fiorentina-Como 1-3, Liberali e Nico Paz incantano: Fabregas vola, i viola sprofondano

Il Como continua a fare sul serio e passa anche al Franchi, infliggendo alla Fiorentina un’altra sconfitta. A prendersi la scena è Mattia Liberali, che al 32′ realizza il suo primo gol in Serie A. Quattro minuti dopo Nico Paz raddoppia di testa, mentre Pongracic accorcia le distanze per i viola prima dell’intervallo. Nella ripresa Douvikas chiude i conti firmando il definitivo 3-1. La squadra di Fabregas sale a 14 punti e al quinto posto, davanti al Frosinone e al Cagliari. Per la Fiorentina di Vanoli è invece la quinta sconfitta in sette giornate, con appena 4 punti e il terzultimo posto. I viola continuano a deludere e la situazione in classifica comincia a farsi davvero preoccupante.

Milan-Atalanta 3-2, Ramos e Rabiot scatenati ma che brivido nel finale: Maignan salva Amorim

Il Milan torna alla vittoria, ma a San Siro rischia di gettare via una partita dominata per un’ora abbondante. Ramos sblocca su rigore al 24′, Rabiot raddoppia prima dell’intervallo e Gila firma il 3-0 al 57′. Nel mezzo anche un secondo penalty per i rossoneri, ma questa volta Carnesecchi ipnotizza Goncalo Ramos. L’Atalanta non si arrende e riapre tutto con Gaetano e Krstovic, arrivando a sfiorare il clamoroso 3-3 nel finale. A salvare il Milan ci pensa Maignan, decisivo su Zappacosta. Per la squadra di Amorim è il terzo successo in altrettante partite casalinghe che vale il quarto posto con 15 punti. Sarri resta invece a quota 9 e incassa la quarta sconfitta stagionale.

Juventus-Lazio 0-3, Gattuso dà spettacolo allo Stadium: Spalletti travolto, bianconeri nel caos

La Lazio di Gattuso continua la sua marcia da sogno e rifila tre gol alla Juventus a Torino, lasciando i bianconeri sommersi dai fischi dei propri tifosi. Provstgaard sblocca la gara al 37′ con un colpo di testa su cross di Zaccagni, Isaksen raddoppia nella ripresa con un gran sinistro e Dele-Bashiru completa il tris nel finale dopo una cavalcata dalla metà campo. Spalletti, costretto alla tribuna per squalifica, assiste alla seconda sconfitta stagionale della sua Juventus, che resta a 11 punti, otto in meno della vetta. Per Gattuso è invece la sesta vittoria in sette giornate, la miglior partenza di sempre della Lazio in Serie A. E a questo punto i biancocelesti possono davvero sognare in grande.

Monza-Cagliari 4-0, Varela fa impazzire i brianzoli: quattro schiaffi ai sardi di Pisacane

Il Monza travolge il Cagliari nel primo posticipo del lunedì e ridimensiona la squadra rivelazione di questo avvio di campionato. I sardi sprecano alcune occasioni con Nzola e Mendy, poi Kouadio sblocca il risultato al 39′ con il suo primo gol in Serie A. Nella ripresa esplode Gustavo Varela, autore di una doppietta e dell’assist per Robinson. L’attaccante raggiunge quota 6 gol in campionato, uno in meno del capocannoniere Raimondo. Il Monza sale a 7 punti e conquista anche il primo clean sheet stagionale. Per il Cagliari, invece, una batosta inattesa dopo quattro risultati utili consecutivi: 13 punti e settimo posto. La squadra di Pisacane incassa in una sera quattro gol, uno in più di quelli subiti in tutte le precedenti sei giornate.

Parma-Torino 0-3, Simeone si scatena con una doppietta: Abate fa festa, Gilardino affonda

Il Torino chiude la settima giornata con un netto 3-0 al Tardini e sale al decimo posto. Il grande protagonista è Giovanni Simeone, che trova i primi gol del suo campionato. Il Cholito apre dopo appena quattro minuti con una conclusione al volo su assist di Belghali, poi contribuisce al raddoppio di Adams al 24′. Nella ripresa è ancora Simeone a chiudere i conti con un destro potente sotto l’incrocio. Per la squadra di Abate arriva la seconda vittoria consecutiva e quota 10 punti, gli stessi del Napoli. Continua invece il momento negativo del Parma di Gilardino, penultimo con appena 4 punti e cinque sconfitte nelle prime sette giornate.

La Classifica Serie A dopo la 7ª giornata

  1. Inter – 19 punti | GF 21 | GS 9 | DR +12
  2. Lazio – 19 punti | GF 14 | GS 4 | DR +10
  3. Roma – 17 punti | GF 16 | GS 3 | DR +13
  4. Milan – 15 punti | GF 14 | GS 7 | DR +7
  5. Como – 14 punti | GF 12 | GS 7 | DR +5
  6. Frosinone – 13 punti | GF 13 | GS 9 | DR +4
  7. Cagliari – 13 punti | GF 6 | GS 7 | DR -1
  8. Juventus – 11 punti | GF 9 | GS 8 | DR +1
  9. Napoli – 10 punti | GF 10 | GS 7 | DR +3
  10. Torino – 10 punti | GF 10 | GS 9 | DR +1
  11. Atalanta – 9 punti | GF 10 | GS 11 | DR -1
  12. Lecce – 9 punti | GF 9 | GS 12 | DR -3
  13. Sassuolo – 8 punti | GF 12 | GS 14 | DR -2
  14. Monza – 7 punti | GF 13 | GS 15 | DR -2
  15. Bologna – 5 punti | GF 6 | GS 10 | DR -4
  16. Udinese – 4 punti | GF 9 | GS 16 | DR -7
  17. Genoa – 4 punti | GF 5 | GS 13 | DR -8
  18. Fiorentina – 4 punti | GF 8 | GS 17 | DR -9
  19. Parma – 4 punti | GF 4 | GS 13 | DR -9
  20. Venezia – 3 punti | GF 6 | GS 16 | DR -10

Inter e Lazio, prove di fuga? Juventus e Napoli in crisi, il Milan scalda i motori. Como e Frosinone si prendono la scena

Inter e Lazio continuano a viaggiare a braccetto. Dopo sette giornate entrambe hanno raccolto sei vittorie e un pareggio, lasciando la Roma a due punti e il Milan (con una forma e le prestazioni in netta crescita) a quattro. I nerazzurri di Chivu hanno il miglior attacco del campionato con 21 reti segnate, mentre la squadra di Gasperini, terza, continua ad avere la miglior difesa con appena 3 gol subiti. La vera sorpresa tra le big, però, resta la Lazio di Gattuso, che sta riscrivendo i propri record e ha rifilato un pesantissimo 3-0 alla Juventus.

Alle spalle delle prime quattro continuano a farsi notare Como e Frosinone. La squadra di Fabregas sale a 14 punti e conferma di poter stare stabilmente nella parte alta della classifica, mentre quella di Alvini è sesta a quota 13 e può contare sul capocannoniere del torneo. Raimondo guida infatti la classifica marcatori con 7 reti, davanti a Malen e Varela, entrambi a 6. Il Cagliari, invece, dopo un avvio straordinario incassa quattro gol a Monza e scivola al settimo posto. A deludere sono soprattutto Juventus e Napoli. I bianconeri hanno appena 11 punti e sono già a otto lunghezze dalle capolista, mentre gli azzurri di Allegri sono noni a quota 10 dopo la sconfitta con il Venezia. Due squadre costruite per stare decisamente più in alto, che dovranno cambiare passo se vorranno rientrare nella corsa alle prime posizioni. Ancora più indietro l’Atalanta, undicesima con 9 punti dopo quattro sconfitte.

Nella parte bassa, il Monza si rilancia con il poker al Cagliari e sale a 7 punti. Il Lecce aggancia l’Atalanta a quota 9, mentre il Bologna resta fermo a 5. Continua la crisi dell’Udinese, che ha perso cinque partite consecutive, mentre Fiorentina e Parma occupano il terzultimo e penultimo posto con 4 punti. Il Venezia, nonostante la clamorosa vittoria contro il Napoli, resta ultimo a quota 3. Nel prossimo turno gli azzurri ospiteranno la Roma, la Lazio affronterà il Parma e l’Inter riceverà una Fiorentina sempre più in difficoltà.

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Rocchi deve scegliere: o l’AIA o Dazn. La presenza in tv dell’ex designatore è un caso

20 October 2026 at 07:07

Doveva essere – è già andato in onda nelle ultime due giornate – il “nuovo opinionista per la stagione 2026/2027”, “protagonista fisso” di “Fuoriclasse”, lo show della domenica sera dopo il posticipo. Lo hanno inserito persino nella locandina del programma, accanto a Diletta Leotta. Eppure la presenza dell’ex designatore Gianluca Rocchi negli studi di Dazn è un caso.

Rocchi è stato uno dei migliori arbitri italiani fino al 2020, e poi il capo dei fischietti della Serie A negli ultimi quattro campionati, prima di essere travolto anche immeritatamente dall’inchiesta sui presunti favoritismi, finita in una bolla di sapone senza alcun addebito né penale, né tantomeno sportivo. Rimane, invece, il giudizio negativo sulla sua gestione, ma quella è un’altra storia. Il suo nome evoca ricordi ancora molto freschi, la sua presenza nel salotto televisivo della Serie A non poteva passare inosservata. L’annuncio a sorpresa da parte della pay-tv ha suscitato immediati malumori all’interno della categoria, e anche di quella che fino a ieri è stata la sua squadra. Ma soprattutto ha posto un problema regolamentare: Rocchi per andare a Dazn deve essere autorizzato dall’AIA: e lo è stato solo temporaneamente.

Siamo abituati ai moviolisti in tv, ma quello di Rocchi è un caso senza precedenti. Innanzitutto perché lui non è un ex arbitro qualunque, è stato designatore, e non qualche anno fa ma fino a ieri: è ancora viva l’eco degli episodi controversi che hanno attraversato il suo mandato; tanti tifosi, calciatori, dirigenti non lo sopportano, qualcuno magari invece lo rimpiange. E poi perché a differenza dei vari Cesari, Calvarese, Bergonzi, lo stesso Marelli per rimanere in casa Dazn, giusto per citare i volti più noti, non si tratta di un ex fischietto, che ha lasciato quel mondo: Rocchi è tutt’ora un tesserato AIA, di cui si sente parte e che non ha mai voluto abbandonare. E l’art. 41 del regolamento parla chiarissimo: “Ogni associato individualmente può disporre della propria immagine di arbitro e sfruttarla ai fini commerciali stipulando contratti privatistici, previa autorizzazione scritta del Presidente dell’AIA che ne valuta la compatibilità tra le prestazioni richieste all’associato e l’esercizio indisturbato, imparziale e trasparente della funzione arbitrale. Ciascun associato si obbliga a versare all’AIA un contributo straordinario pari al 10% dei compensi percepiti per attività promo-pubblicitarie, da destinare ad un fondo speciale di solidarietà”.

Al Fatto risulta che il diretto interessato si sia mosso per tempo, coinvolgendo nelle interlocuzioni anche la FederCalcio (l’ormai ex segretario generale Brunelli, lo stesso presidente Malagò), e abbia effettivamente chiesto e ottenuto il via libera dall’AIA dal vecchio reggente e nuovo presidente Massini. Ma soltanto domenica per domenica, con il proposito di “rivalutare” complessivamente la questione. Altro che “protagonista fisso”. Non è difficile immaginare il perché: nell’associazione temono che questa vetrina si trasformi in un pulpito da cui l’ex designatore desideroso di rivalsa, cominci a picconare in diretta tv il nuovo corso, nei cui confronti ci sono ancora resistenze, interne ed esterne. Paura magari infondata ma comunque comprensibile, in un movimento completamente spaccato, attraversato continuamente da faide e veleni. C’è anche un tema di percezione, perché i tifosi fino all’anno scorso erano abituati a vedere un responsabile dell’AIA (spesso lo stesso Rocchi) discutere gli episodi salienti ad Open Var. Al momento quello spazio è stato sopresso (presto dovrebbe tornare con un nuovo format), e c’è il rischio di scambiare la presenza di Rocchi per un suo surrogato. Invece lì rappresenta solo se stesso, se l’AIA dovesse mai mandare qualcuno in tv, non sarebbe certo lui, per ovvie ragioni.

Per Rocchi, l’offerta di Dazn è stata un’opportunità importante, in un momento personale difficile, che lui ha voluto anche legittimamente provare a cogliere. Ma le controindicazioni erano evidenti e andavano valutate in maniera definitiva, per tempo. Il pasticcio è sotto gli occhi di tutti. Se ora la collaborazione venisse improvvisamente interrotta dopo soltanto due domeniche si parlerebbe di censura, nell’universo dei social dove proliferano fake news e teorie di complotto, specie a proposito di calcio, e di arbitri.

Queste due domeniche “in deroga” dovevano servire a fare una prova, e anche a cercare una soluzione che conciliasse le due posizioni. Internamente Rocchi ha offerto ampie garanzie, ed in effetti i suoi interventi fin qui sono stati sempre molto “alti”: ha parlato di filosofia arbitrale, protocolli, persino di doppio tesseramento, svicolando le domande più specifiche da moviolista (compito affidato a Marelli), senza mai alcun tipo di critiche nei confronti di Orsato o dei suoi colleghi. Ma non è bastato a sciogliere le riserve. E del resto, ribaltando la prospettiva, è anche lecito chiedersi quanto abbia senso un’opinionista che non può esprimere completamente la sua opinione, per gli spettatori e per la stessa Dazn: per l’emittente oggi riportare in tv l’ex designatore è stato un colpo giornalistico, ma alla lunga la presenza andrà riempita di contenuti. Molto probabilmente Rocchi dovrà scegliere: o l’AIA o Dazn. Che vuol dire che per continuare a fare il “talent” in tv, dovrà dimettersi dall’associazione.

X: @lVendemiale

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Di Canio elogia l’Inter: “Maestra sul mercato”, Bergomi non ci sta: “Quello degli ultimi due anni non ha reso, stiamo aspettando”

19 October 2026 at 12:49

L’Inter domina in Italia e fatica in Europa. È una squadra dai due volti quella vista in questa prima parte di stagione: solo vittorie e un pareggio contro la Roma in Serie A, solo sconfitte in Champions League. A proposito di ciò, domenica sera a Sky Calcio Club, si è aperto un dibattito sui nerazzurri e se l’inizio di stagione sia positivo o meno: “Tu non puoi fare la Champions con Diouf in quel ruolo. Sto parlando di un giocatore che è stato tra i migliori nelle due partite, ma è un gioco di squadra e lì devi avere un difensore che attacca”, ha esordito Giancarlo Marocchi, che ha posto l’accento tra l’altro su uno dei migliori dell’Inter in questi primi mesi.

A quel punto è intervenuto anche Paolo Di Canio, che ha specificato: “Volevano Palestra infatti, stanno mettendo delle toppe per il prezzo, ma l’investimento era quello. L’Inter ha consolidato la sua forza in Italia. Loro sanno operare sul mercato e sanno anche cosa possono andare a fare le avversarie. L’Inter è stata maestra in questo”, ha precisato Di Canio. Pronta però la risposta di Beppe Bergomi, che ha risposto a Di Canio con un punto di vista differente: “Gli ultimi due anni però non stanno rendendo come mercato dico. Stiamo aspettando”, ha detto facendo riferimento agli arrivi degli ultimi due anni. In casa Inter infatti Luis Henrique – tra gli acquisti più onerosi dell’anno scorso – non ha mai reso. Quest’anno tra i tre inglesi nessuno ha ancora dato qualcosa: Jones nella fase iniziale (poi infortunato), Spence è appena rientrato ma già contro il Brugge ha commesso un errore grave, mentre Stones si è infortunato e tornerà dopo la sosta. Stankovic sembra tra quelli pronti a dare qualcosa, ma ha fin qui trovato poco spazio. Di Canio ha poi precisato: “L’impianto comunque è solido per centrare l’obiettivo in Serie A. Per questo dico nel campionato italiano”.

Poi l’ex attaccante della Lazio ha continuato, difendendo l’operato del club nerazzurro: “Quando arrivò io lo dissi che Akanji era un lusso per l’uscita palla, scuola Guardiola. Ma già dal Dortmund non era difensore. Qui da centrale deve fare il leader difensivo ora. Bisseck non è bravissimo come tattica difensiva individuale in campo aperto. Ma la differenza netta è che l’Inter è forte, forte, forte, forte, forte”, ha spiegato Di Canio, parlando sempre di Serie A. “In Europa non è obbligata a vincere, è un’opportunità: è forte, ma se cala di poco ci sono squadre che fanno male, più organizzate anche. Il Club Brugge ha consolidato questo modo di giocare negli anni, tra Champions ed Europa League. Hanno la mentalità, nel loro giorno giusto è così”, ha concluso.

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Serie A, la Juve crolla e il Milan resta in scia. Lazio prima con l’Inter: risultati, nuova classifica e partite di oggi

19 October 2026 at 07:55

La Lazio travolge la Juventus a Torino nel posticipo domenicale della settima giornata di Serie A. La squadra di Gattuso domina e vince 3-0, tornando in testa alla classifica a quota 19 punti insieme all’Inter e a +2 sulla Roma. La Juventus di Spalletti, invece, resta ferma a 11 punti all’ottavo posto. Il Milan invece sale in quarta posizione dopo la vittoria (con brivido finale) contro l’Atalanta. I rossoneri però possono essere superati ancora dal Cagliari, impegnato oggi a Monza. L’altro match in calendario è Parma-Torino.

Serie A – Risultati 7ª giornata

Venerdì 16 ottobre
– Frosinone-Sassuolo 4-2

Sabato 17 ottobre
– Venezia-Napoli 1-0
– Bologna-Inter 1-3
– Roma-Genoa 2-0

Domenica 18 ottobre
– Udinese-Lecce 0-3
– Fiorentina-Como 1-3
– Milan-Atalanta 3-2
– Juventus-Lazio 0-3

La nuova classifica di Serie A

1. Inter – 19 punti (7 partite)
2. Lazio – 19 punti (7)
3. Roma – 17 punti (7)
4. Milan – 15 punti (7)
5. Como – 14 punti (7)
6. Cagliari – 13 punti (6)
7. Frosinone – 13 punti (7)
8. Juventus – 11 punti (7)
9. Napoli – 10 punti (7)
10. Atalanta – 9 punti (7)
11. Lecce – 9 punti (7)
12. Sassuolo – 8 punti (7)
13. Torino – 7 punti (6)
14. Bologna – 5 punti (7)
15. Monza – 4 punti (6)
16. Parma – 4 punti (6)
17. Udinese – 4 punti (7)
18. Genoa – 4 punti (7)
19. Fiorentina – 4 punti (7)
20. Venezia – 3 punti (7)

Prossime partite Serie A

7ª giornata – Partite da giocare oggi

Lunedì 19 ottobre
– Ore 18:30 – Monza-Cagliari
– Ore 20:45 – Parma-Torino

8ª giornata – Calendario

Venerdì 23 ottobre
– Torino-Monza, 20.45

Sabato 24 ottobre
– Cagliari-Bologna, 15
– Como-Sassuolo, 15
– Napoli-Roma, 18
– Lazio-Parma, 20.45

Domenica 25 ottobre
– Inter-Fiorentina, 12.30
– Atalanta-Frosinone, 15
– Genoa-Venezia, 15
– Lecce-Juventus, 18
– Udinese-Milan, 20.45

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Serie A, il Milan domina per 70 minuti l’Atalanta, poi rischia. Finisce 3 a 2 per i rossoneri

18 October 2026 at 19:06

Il Milan conquista tre punti preziosi contro l’Atalanta al termine di una partita dai due volti. I rossoneri dominano e si portano sul 3-0, ma nella ripresa subiscono la reazione dei bergamaschi, che riaprono la sfida e sfiorano il pareggio. Finisce 3-2 a San Siro, con la squadra di Amorim che sale a 15 punti in classifica.

Milan-Atalanta 3-2, dopo il rigore di Ramos e i gol di Rabiot e Gila arriva la reazione dei bergamaschi

Dopo il netto 4-0 conquistato in Austria contro il Salisburgo, il Milan prosegue il suo percorso di crescita e cominciano a prendere sempre più forma le idee di Ruben Amorim. Contro l’Atalanta, i rossoneri mettono in mostra per oltre un’ora un calcio convincente, fatto di possesso, intensità e qualità nelle giocate offensive. La squadra di Maurizio Sarri fatica a contenere le iniziative dei padroni di casa, che arrivano fino al 3-0 dando l’impressione di aver chiuso la partita. Poi il Milan si spegne, perde sicurezza e concede agli avversari la possibilità di rimettere tutto in discussione. Alla fine arrivano i tre punti, ma anche qualche preoccupazione per un calo che rischia di compromettere una prestazione fino a quel momento di alto livello.

Il Milan parte forte e trova la rete già dopo poco più di dieci minuti con Christian Pulisic, ma il gol viene annullato per una posizione di fuorigioco nell’azione. L’Atalanta risponde con una grande occasione di Nikola Krstovic, che riesce a superare Mike Maignan ma, da posizione defilata, non trova lo specchio della porta. Al 23′ arriva il primo episodio arbitrale della serata. Un fallo di mano nell’area bergamasca porta l’arbitro Daniele Chiffi, dopo l’intervento del Var, ad assegnare un calcio di rigore al Milan. Sul dischetto si presenta Gonçalo Ramos, che non sbaglia e al 24′ firma l’1-0.

Il vantaggio aumenta la fiducia dei rossoneri, che continuano a comandare il gioco mentre l’Atalanta fatica a costruire occasioni. Al 43′ arriva anche il raddoppio, con una splendida iniziativa di Adrien Rabiot. Il francese, ammonito pochi istanti prima e apparso nervoso dopo alcuni contrasti, riesce a liberarsi della marcatura e a battere Carnesecchi con una conclusione precisa e angolata. Il primo tempo si chiude sul 2-0, con un Milan nettamente superiore per qualità della manovra e capacità di rendersi pericoloso.

La ripresa sembra confermare quanto visto nei primi 45 minuti. Un altro fallo di mano in area porta al secondo rigore della serata per il Milan, ma questa volta Gonçalo Ramos si fa ipnotizzare da Carnesecchi, bravo a intuire la conclusione e respingere il tiro. Sul calcio d’angolo successivo, però, Luka Modric disegna una traiettoria sul primo palo, Rabiot prolunga di testa e Mario Gila trova il gol del 3-0, il primo con la maglia rossonera.

Con tre reti di vantaggio, il Milan sembra avere ormai il controllo della partita. L’Atalanta, tuttavia, comincia a trovare maggiore spazio e al 64′ va vicinissima al gol con Krstovic, che colpisce il palo con una conclusione potente. È il primo vero campanello d’allarme per i rossoneri. Due minuti più tardi, al 66′, Gianluca Gaetano si inserisce nell’area milanista e trova la rete che accorcia le distanze.

Il Milan perde progressivamente ritmo e lucidità, mentre l’Atalanta prende coraggio e insiste soprattutto sulle corsie esterne. All’81’ è ancora Bellanova a rendersi protagonista sulla fascia e a propiziare il gol di Krstovic, che firma il 3-2 e riapre definitivamente la partita. I rossoneri, dopo aver espresso un calcio di alto livello per gran parte della gara, si ritrovano improvvisamente a difendere un vantaggio diventato minimo.

Il momento più pericoloso arriva poco dopo, quando Zappacosta si presenta davanti a Maignan e trova la grande risposta del portiere francese, decisivo nell’evitare il pareggio. L’Atalanta continua a spingere, cercando soprattutto palloni da mettere al centro dell’area, ma senza riuscire a costruire altre occasioni altrettanto nitide. Nel finale il Milan ha anche la possibilità di chiudere definitivamente la sfida con Ramos, senza però trovare la quarta rete.

Finisce 3-2 per il Milan, che conquista il secondo successo consecutivo tra Europa League e campionato e sale a 15 punti. Amorim può essere soddisfatto per la qualità del gioco mostrata fino al 3-0, ma dovrà lavorare sulla gestione dei momenti della partita e sulla tenuta della squadra quando gli avversari alzano la pressione. L’Atalanta esce sconfitta da San Siro, dopo aver sfiorato una rimonta che, per come si era sviluppato il primo tempo, sembrava improbabile.

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A noite que era de sonho quase virou o pior dos pesadelos

18 October 2026 at 19:05
AC Milan teve os melhores 60 minutos da época, marcou três golos, ainda viu Ramos falhar um penálti mas "desligou" demasiado cedo do jogo, permitindo a reação da Atalanta que quase valeu empate (3-2).

© PIERO CRUCIATTI

Gonçalo Ramos inaugurou o marcador de penálti e ainda falhou outro castigo máximo no segundo tempo na vitória do AC Milan frente à Atalanta

L’Inter deve ripartire, ma Bologna riapre vecchie ferite: Chivu senza Lautaro dopo il disastro in Champions | Orario, probabili formazioni e dove vedere in tv e streaming

17 October 2026 at 06:34

Riprendere lo slancio in campionato per poi provare a dare una svolta anche a un inizio di Champions League disastroso. L’Inter di Cristian Chivu torna in campo oggi, alle 18, contro il Bologna. Non il campo migliore per reagire dopo i quattro gol subiti dal Brugge in Europa. Al “Dall’Ara” infatti l’Inter dal 2022 ha vinto una sola partita delle ultime cinque. Poi tre sconfitte e un pareggio: tra le due sconfitte anche quelle praticamente costate due scudetti ai nerazzurri. Quella con “papera” di Radu nel 2023 e poi quella famosa con rovesciata di Orsolini nel 2025.

Le squadre arrivano da due momenti opposti: il Bologna è reduce dalla prima vittoria in stagione per 1-2 contro il Lecce, mentre l’Inter dal 3-4 in casa in Champions League contro il Brugge. I nerazzurri però in campionato arrivano da un percorso quasi netto: cinque vittorie e un pareggio. L’ultimo successo per 3-0 contro il Parma. Una partita importante, con l’Inter che deve rinunciare a quattro giocatori importanti: non saranno infatti del match Lautaro Martinez, John Stones, Curtis Jones e anche Benjamin Pavard. Il Bologna invece dovrà fare a meno di Orsolini, Holm e Odgaard.

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Chi è Alphadjo Cisse, il più giovane italiano a segnare una tripletta in Europa. Amorim disse di lui: “È già maturo”

15 October 2026 at 19:44

Ad agosto Alphadjo Cisse aveva conquistato il Milan di Ruben Amorim con il gol all’esordio da titolare contro il Torino. Oggi, 15 ottobre 2026, si è preso anche la scena europea con una tripletta contro il Salisburgo. Il più giovane italiano di sempre a farlo in una competizione europea. A Salisburgo arriva la consacrazione europea di Alphadjo Cisse. Il diciannovenne del Milan firma una tripletta contro gli austriaci e si prende una serata da protagonista assoluto, confermando le impressioni lasciate nei primi mesi in rossonero. E se ad agosto Amorim aveva raccontato di essere rimasto stregato dalle sue qualità, adesso il campo sta dando ragione all’allenatore portoghese.

Prima un colpo di testa che non lascia scampo al portiere del Salisburgo. Poi due gol da bomber vero, da rapace d’area di rigore su assist di Bartesaghi prima e di Rabiot poi. Per capire però quanto sia cambiato il percorso di Cisse negli ultimi mesi bisogna tornare all’estate. Il Milan lo aveva acquistato dall’Hellas Verona nel febbraio 2026, lasciandolo in prestito al Catanzaro fino al termine della stagione. In Calabria il trequartista aveva mostrato le proprie qualità, collezionando sei reti in 22 presenze, prima che un infortunio agli adduttori lo costringesse a fermarsi per diversi mesi.

Il rientro in rossonero ha rappresentato una nuova occasione. Durante il precampionato Cisse ha conquistato progressivamente la fiducia di Amorim, che non ha mai nascosto la propria ammirazione per il ragazzo. “Adoro Cisse“, aveva dichiarato il tecnico portoghese, lasciando intendere quanto credesse nelle sue potenzialità. “Di Cisse ho notato alcuni dettagli a Milanello. È molto furbo e sta perdendo peso, dopo esser stato fuori per qualche mese. È orgoglioso di essere tornato e sono felice per lui. Già nel primo tempo ha fatto molto bene, dimostrando di essere quasi il più maturo dei giocatori in campo”, aveva dichiarato dopo l’esordio con gol contro il Torino.

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Inter, Lautaro Martinez finisce ko: tornerà solo dopo la sosta. Per Chivu è il momento peggiore: ecco quali partite salta

15 October 2026 at 11:36

Un mese di stop. Non poco se si pensa che in questo arco di tempo si giocheranno ben sette partite. L’Inter perde Lautaro Martinez nel primo vero momento importante della stagione, perché i nerazzurri – che in campionato viaggiano a ritmi altissimi – dovranno rinunciare al suo capitano dopo la brutta sconfitta in Champions League contro il Brugge, in un momento in cui si giocherà ogni 3 giorni fino alla sosta di novembre.

Per lui un risentimento muscolare ai flessori della coscia sinistra, come comunicato dall’Inter con una nota in mattinata: “Lautaro Martinez si è sottoposto oggi a esami clinici e strumentali presso l’Istituto Humanitas di Rozzano. Gli esami hanno evidenziato un risentimento muscolare ai flessori della coscia sinistra”, si legge nella nota, dove non sono specificati i tempi di recupero. Lautaro Martinez – come riportato da Sky Sport – torna dopo la sosta e salta sette partite: Bologna, Fiorentina, Venezia, Milan e Como in campionato. Shakhtar e Feyenoord in Champions League, in due partite già decisive per il cammino dell’Inter, reduce da due sconfitte consecutive nelle prime due contro Real Madrid e Brugge appunto. Chivu dovrà così rinunciare a Lautaro Martinez anche nel derby contro il Milan e nella delicata sfida contro il Como.

Per l’allenatore nerazzurro è il momento peggiore, visto che si gioca praticamente il futuro in Europa e in campionato sono previsti due scontri diretti importantissimi. Non mancano le alternative: con Thuram – considerato l’altro titolare insieme a Lautaro Martinez – giocherà uno tra Bonny e Pio Esposito, due che già in questa prima parte di stagione hanno avuto diverso spazio. Il rientro è previsto quindi per il 22 novembre, nel match contro l’Atalanta in campionato, mentre in Champions League tornerebbe tre giorni dopo, contro lo Stoccarda, il 25 novembre. Anche per queste due sfide, però, è ovviamente da considerarsi in dubbio.

Fin qui Lautaro Martinez aveva saltato una sola partita in questo inizio di stagione: quella contro l’Udinese del 14 settembre, alla quarta giornata, dove è rimasto in panchina per tutti i 90 minuti nel 5-2 finale. Poi in Serie A ha sempre giocato titolare, tranne nell’ultima sfida di campionato: quella vinta sabato a San Siro contro il Parma, quando è entrato al 61esimo al posto di Thuram. Quattro inoltre le reti segnate in campionato: doppietta al Napoli il 5 settembre a San Siro e doppietta alla Roma il 19 settembre all’Olimpico. E doppietta anche in Champions nel match perso martedì sera in casa contro il Brugge, poi risultata inutile.

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Brasileirão de futebol de cegos começa domingo no CT Paralímpico em SP

14 October 2026 at 23:33

Logo Agência Brasil

O Campeonato Brasileiro de futebol de cegos reunirá, a partir do próximo domingo (18), 12 clubes no CT Paralímpico, em São Paulo. A competição é uma boa oportunidade para ver de perto estrelas da seleção amarelinha – bronze nos Jogos de Paris 2024 – tais como Maicon, Thiago Paraná, Jefinho, Jardiel Vieira, Nonato e Jonatan Felipe. Além dos brasileiros, recém-campeões da Copa América, também estão em quadra jogadores da Argentina, Chile, Colômbia, Costa Rica, Itália e Japão.

A partida de abertura da fase preliminar, às 8h (horário de Brasília), colocará frente a frente atual campeã brasileira, a Associação Desportiva de Futsal do Distrito Federal (Agafuc-RS) e a Escola de Cegos do Maranhão (Escema), que subiu este ano para a elite, após ser vice-campeã na Série B no ano passado.  Ambos as equipes estão no Grupo A, que engloba ainda a Associação Associação D’Eficiência Superando Limites (Adesul-CE) e a Associação Paraibana dos Deficientes Visuais (Apadevi-PR).

Agafuc, futebol de cegos, campeão 2025 Agafuc, futebol de cegos, campeão 2025
Atual campeã, a Agafuc-RS também é a maior vencedora do Brasileirão de futebol de cegos com oito títulos - Taba Benedicto/CBDV/Direitos Reservados

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Na chave B estão Corinthians-SP (em parceria com o projeto social Maestro-PR), a Associação de Pais, Amigos e Deficientes Visuais (Apadav-SP) – campeã da Série B em 2025 -, o Instituto Nova Visão (INV-SP) e a Associação Desportiva de Futsal do Distrito Federal (Adef-SP).

Já o Grupo C conta com a Associação Paraibana de Cegos (Apace-PB), a Associação Mato-Grossense de Cegos (AMC-MT), o Instituto Equidade Plural (Insep-SP) e a Associação de Cegos para Esporte e Lazer de Goiás (Vila Nova-DF).

A maior vendora do Brasileirão é a Agafuc-RS, com oito títulos. Em segundo lugar está o ICB-BA, com sete troféus.

Formato do Brasileirão

Na fase preliminar, os times de cada grupo jogam entre si. Confira a programação completa. Os oito com maior pontuação se classificam às quartas de final. Já os dois últimos times na classificação geral caem para a Série B de 2027.

Nas quartas, previstas para o dia 21 de outubro, a definição dos confrontos seguirá a tabela de classificação (1ºcolocado x 8º, 2º x 7º, 3º x 6º e 4º x 5º). Em caso de empate, haverá decisão por pênaltis. Quem vencer, disputará as semifinais no dia seguinte.

A decisão do título será no dia 23 de outubro, a partir das 10h30. Antes, às 8h30, ocorrerá a disputa do terceiro lugar.

Flamengo chega a 69% de chances de título, e Palmeiras cai para 30,8%, diz UFMG

13 October 2026 at 13:57

A disputa pelo título do Campeonato Brasileiro segue concentrada em Flamengo e Palmeiras. Depois de 30 rodadas, o time carioca ocupa a primeira posição, com 64 pontos, apenas um a mais que a equipe paulista, que soma 63. Apesar do equilíbrio na tabela, as projeções matemáticas apontam vantagem para o Rubro-Negro na reta final da competição.

De acordo com um estudo do Departamento de Matemática da Universidade Federal de Minas Gerais (UFMG), as chances de o Flamengo conquistar o Brasileirão passaram de 63,8% para 69% após a vitória por 1 a 0 sobre o Fluminense.

O Palmeiras, por sua vez, viu a probabilidade de levantar a taça diminuir mesmo depois de vencer o Corinthians por 4 a 1. Antes, o time alviverde tinha 34,7% de chances de ser campeão. Agora, o índice está em 30,8%.

Com oito partidas restantes para cada equipe, o confronto direto entre os dois concorrentes, marcado para a 36ª rodada, pode ter peso importante na definição do campeonato. O duelo será disputado em 22 de novembro, com mando de campo do Palmeiras.

Veja os próximos jogos de Flamengo e Palmeiras

O Flamengo começa a sequência final fora de casa, contra o Bahia, em 18 de outubro. Depois, recebe o Atlético-MG e visita o Vasco, antes de enfrentar o Grêmio no Maracanã. Na reta decisiva, o Rubro-Negro ainda terá compromissos contra Athletico-PR, Palmeiras, Coritiba e Chapecoense.

O Palmeiras também terá quatro partidas como mandante e quatro como visitante nesse recorte. A equipe enfrenta o Athletico-PR fora de casa na próxima rodada e, em seguida, recebe o Bragantino. Depois, encara o Santos como visitante e volta a jogar em casa contra o Remo.

Na sequência, o time paulista visita o Cruzeiro e recebe o Flamengo, em confronto direto pela liderança. As duas últimas rodadas serão contra Chapecoense, fora de casa, e Coritiba, no Allianz Parque.

Próximos jogos do Flamengo
RodadaDataJogo
31ª18/10Bahia x Flamengo
32ª26/10Flamengo x Atlético-MG
33ª29/10Vasco x Flamengo
34ª04/11Flamengo x Grêmio
35ª18/11Flamengo x Athletico-PR
36ª22/11Palmeiras x Flamengo
37ª29/11Coritiba x Flamengo
38ª02/12Flamengo x Chapecoense
Próximos jogos do Palmeiras
RodadaDataJogo
31ª17/10Athletico-PR x Palmeiras
32ª24/10Palmeiras x Bragantino
33ª28/10Santos x Palmeiras
34ª05/11Palmeiras x Remo
35ª18/11Cruzeiro x Palmeiras
36ª22/11Palmeiras x Flamengo
37ª29/11Chapecoense x Palmeiras
38ª02/12Palmeiras x Coritiba

Com a diferença de apenas um ponto entre os primeiros colocados, cada resultado pode alterar a classificação e as projeções de título. Embora o Flamengo tenha ampliado sua vantagem matemática após a última rodada, o confronto direto com o Palmeiras e os demais compromissos ainda deixam a disputa em aberto.

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Amorim fez o mais difícil mas voltou a falhar o mais "fácil"

11 October 2026 at 19:06
AC Milan conseguiu criar várias oportunidades, Muric esteve intransponível mas Rabiot desfez o nulo no segundo tempo. Problema? Rossoneri não souberam gerir vantagem e tiveram mais um deslize (1-1).

Ruben Amorim averbou terceiro encontro consecutivo fora sem vencer na Serie A, depois de Juventus e Lazio

Atlético-GO e Sport fazem confronto direto pelo G-6 da Série B

9 October 2026 at 21:33

Atlético-GO e Sport entram em campo neste domingo (11), às 16h10, no Estádio Antônio Accioly, em Goiânia, com objetivos próximos na reta final da Série B do Campeonato Brasileiro. Separados por apenas dois pontos, os clubes disputam uma posição entre os seis primeiros colocados, grupo que concentra a briga pelo acesso à elite nacional.

O Dragão ocupa a sexta colocação, com 52 pontos, enquanto o Leão da Ilha aparece em oitavo, com 50 pontos. Uma vitória fora de casa pode levar a equipe pernambucana ultrapassar o time goiano na tabela, aumentando a importância do confronto pela 33ª rodada.

Atlético-GO terá mudanças no ataque e no meio

O técnico Roger Silva não poderá contar com Gustavo Coutinho. O atacante recebeu o terceiro cartão amarelo e também não pode enfrentar o Sport por questões contratuais, já que pertence ao clube pernambucano. João Pedro é o provável substituto no setor ofensivo.

Outra ausência é a do meia Marrony, que voltou a sentir dores no púbis. Para ocupar a vaga no meio-campo, Henrique Freitas e Guilherme Marques disputam espaço na equipe titular.

Sport recupera três jogadores

Do lado pernambucano, o técnico Mariano Soso ganhou opções para o confronto em Goiânia. O volante Fernando Sobral, o meia-atacante Diego Hernández e o atacante Marlon Douglas se recuperaram de lesões e voltaram a treinar com o elenco.

Os três estão à disposição para a partida, mas ainda não há confirmação de que começarão entre os titulares. Os retornos aumentam as alternativas do Sport para um duelo que pode alterar a disputa pelas posições próximas ao G-6.

A partida entre Atlético-GO e Sport terá transmissão ao vivo da RedeTV!.

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