Riccardo Minola: “Forza muscolare e capacità aerobica predicono la longevità. Nessun integratore si avvicina”
Imprenditori, leader del terzo settore, grandi interpreti dell’associazionismo e del civismo. Persone impegnate a costruire qualcosa di significativo. Protagonisti. A Milano, in Lombardia, in Italia. Su Affaritaliani.it Milano una rubrica dedicata al racconto di donne e uomini che con le loro iniziative, le imprese, la loro visione, forgiano quotidianamente la nostra realtà. A curare questo spazio, Mario Furlan: fondatore dei City Angels, ma anche attivista, giornalista, scrittore, coach motivazionale. Insomma, uno che di protagonisti se ne intende eccome.
Medico chirurgo specialista in ortopedia, il dottor Riccardo Minola ha oltre quarant’anni di esperienza maturata tra la medicina, la chirurgia ortopedica e lo sport ad altissimo livello. Formatosi al Gaetano Pini e tra Berna, Lione e Pittsburgh, ha diretto la Chirurgia Ortopedica dell’Humanitas ed è past president della Società Italiana di Artroscopia. Nel 2005 ha operato alla spalla Gianluigi Buffon, che l’anno successivo sarebbe diventato campione del mondo.
Negli anni Minola ha affiancato all’esperienza sui danni e sulle patologie del corpo un’attenzione sempre maggiore alla medicina del benessere, dello sport e della performance. Oggi è Medical Director di Yamaha Motor Racing e segue la squadra in MotoGP, un ambiente in cui corpo e mente vengono portati al limite e nel quale ogni parametro può contribuire alla prestazione. Nel suo studio di Milano segue atleti e pazienti di ogni età e lavora allo sviluppo di un “gemello digitale” (Digital Twin) per misurare lo stato di benessere e comprendere come migliorare la performance.
Ma cosa può insegnare l’altissimo livello a chi non corre a oltre 300 km/h e vuole semplicemente stare bene e invecchiare meglio? Con Minola abbiamo parlato delle abitudini che incidono sulla longevità, dell’importanza della forza muscolare e dell’attività aerobica, degli effetti di smartphone e computer su collo e spalle e degli esercizi utili per prevenire problemi. Ma anche del confine tra scienza del benessere e consumismo del wellness, in un mercato sempre più affollato di integratori, app, dispositivi e protocolli che promettono di misurare e migliorare la salute.
Dottore, da dove si comincia?
Dalle basi, banali solo in apparenza: dormire bene, muoversi ogni giorno, allenare la forza, mangiare in modo semplice, coltivare le relazioni. Forza muscolare e capacità aerobica sono tra i più solidi predittori di longevità. Nessun integratore si avvicina a questi effetti.
Lo smartphone ci rovina il collo?
Il problema non è la curva, è il tempo. Restare a lungo con la testa in avanti, al telefono o al computer, carica collo e spalle. Non esiste una postura perfetta: la migliore è la prossima. Telefono all’altezza degli occhi, una pausa ogni 30-40 minuti, qualche rotazione delle spalle e un’apertura del torace.
Le spalle sono il punto debole di molti. Cosa fare?
La spalla, l’articolazione più mobile del corpo, vive dell’equilibrio muscolare. Con un elastico bastano pochi esercizi: rotazioni esterne con il gomito al fianco, rematori e le «Y-T-W» a busto inclinato per stabilizzare la scapola. Poi la mobilità della colonna dorsale: una schiena rigida sovraccarica la spalla. Carichi progressivi, due o tre volte a settimana.
E cosa evitare?
Lento e lat machine dietro la nuca, che stressano la spalla anteriore; le tirate al mento con i gomiti alti; i dip profondi con sovraccarico. E l’errore più comune: smettere di muovere una spalla che fa male. Quasi sempre il carico graduale è la cura, non il nemico. Per alcuni casi, un buon programma di esercizi vale quanto l’intervento.
Integratori, app, dispositivi: il benessere è ovunque. È un bene?
La scienza dello stare bene esiste ed è rigorosa. Il consumismo del benessere è un’altra cosa: come in tanti ambiti della vita, ci fa inseguire dettagli e apparenze e ci allontana dal contenuto. Il protocollo miracoloso, l’esame che nessuno ha chiesto, l’integratore di moda, il dato dello smartwatch letto senza contesto. In MotoGP misuriamo moltissimo, ma un dato vale solo se cambia una decisione. Prima di comprare qualcosa per la salute, chiedetevi se avete già fatto le cose semplici. Quasi sempre la risposta è no.
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