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La guerriglia di Milano causata dalla “guerra ibrida”? Salvini scarica Crosetto: “Ho letto di cose strambe, i russi…”

20 October 2026 at 14:16

“Ho letto di cose strambe, i russi…”. Il vicepremier Matteo Salvini risponde così ai cronisti che gli chiedono dell’ipotesi di “una regia” dietro gli scontri del fine settimana a Milano. Uno scenario che era stato evocato nel corso della mattinata di oggi dal ministro della Difesa Guido Crosetto: “I fatti di Milano e di altre parti d’Italia sono il frutto, il punto di arrivo di una cosa che io, inascoltato, richiamo da quattro anni – ha detto il ministro della Difesa intervenendo al Defense Procurement Forum – la guerra ibrida che qualcuno sta portando nelle nostre nazioni con strumenti non convenzionali, che si chiamano TikTok, che si chiamano social, che si chiamano Youtube, senza che l’Occidente se ne renda conto e in qualche modo reagisca”. Un’ipotesi respinta da Salvini che sottolinea un’altra necessità: “Un patto fra tutti per difendere e proteggere Milano. Anche perché molti di questi vengono da fuori Milano. Ne parlavo con il questore, la polizia ferroviaria li può intercettare a casa loro, quando vengono dalle province, li devi intercettare là e devi controllare le stazioni”.

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Salvini incontra i camionisti a Milano: “Pronti oltre un miliardo di fondi”. Ma con il decreto sicurezza chi ha bloccato le strade rischia la galera: “Chiedo di rimuoverli”

20 October 2026 at 13:05

“Non pretendo di avere la bacchetta magica, ma sboccare oltre un miliardo di risorse è una prima risposta”. Il vicepremier Matteo Salvini commenta così l’esito dell’incontro con i sindacati degli autotrasportatori in prefettura a Milano. E lo fa a margine della cerimonia di posa della prima pietra del nuovo campus del Conservatorio di Milano. “Come si arriverà al 2027? Ci sarà un secondo tavolo dove verificheremo l’avvio dei pagamenti”. E sui blocchi stradali che si sono visti in diverse parti d’Italia nelle scorse settimane che con il decreto sicurezza potrebbero comportare anche il carcere, Salvini commenta così: “Un conto è protestare, un conto è togliere il diritto alla mobilità degli altri. Nel pomeriggio ascolterò anche alcuni sindacati autonomi e a tutti chiederò la rimozione di qualsiasi blocco ancora in corso”.

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“Congresso farsa. Basta cerchio magico. Fòra di ball”: striscioni contro Salvini nella roccaforte bergamasca della Lega

20 October 2026 at 08:37

“Congresso farsa, il Nord non fa la comparsa”. A pochi giorni dal congresso della Lega convocato da Matteo Salvini, sale il fermento tra i militanti bergamaschi. Nella scorsa notte, in diversi paesi di quella che è una delle roccaforti del Carroccio sono apparsi diversi striscioni a sostegno dello sfidante di Salvini, Massimo Garavaglia. “Basta Cerchio Magico, Garavaglia segretario” si legge su un lenzuolo appeso a Zanica. “Cerchio Magico Fòra di Ball” in un altro appeso a Cene.

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Milano, il presidio del centrodestra finisce a schiaffi. Uno dei partecipanti colpisce un contestatore: “Torna nel deserto”

19 October 2026 at 19:26

Il presidio del centrodestra unito contro “maranza e centri sociali” finisce a schiaffi. Verso le 18 in piazza San Carlo iniziano a radunarsi gli esponenti di Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia e Noi Moderati. Reggono uno striscione “Maranza e centri sociali: pene esemplari per questi criminali”. C’è il presidente del Senato Ignazio La Russa, l’eurodeputata Letizia Moratti e la candidata sindaca leghista Silvia Sardone che posa dietro allo striscione dei giovani leghisti: “Vi remigreremo tutti”. Ed è proprio quando viene srotolato lo striscione che un gruppetto di ragazzi che passano da lì inizia a contestare il presidio: “Voglio proprio vedere quando rimarranno qua solo i maranza italiani – dice un ragazzo – perché i maranza non sono solo arabi, ma anche italiani. e chi dice nulla per loro”. La risposta di alcuni dei presidianti non tarda ad arrivare: “Torna nel deserto, lavati”. Il gruppo viene portato lontano dalla polizia e la tensione sale. Il presidente del Senato La Russa lascia la piazza scortato e dice ai contestatori: “Andate via, occhio che vi menano”. I contestatori rispondono dandogli del “burattinaio”. E poco dopo uno dei partecipanti al presidio tira uno schiaffo e aggredisce i contestatori.

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La chiama legge “anti-maranza”, ma la Lega ha difficoltà a definire il termine. Salvini: “Non ne ho idea”. Iezzi: “È chi compie certi tipi di reati” (e cita strage e sfruttamento del lavoro)

19 October 2026 at 18:10

Momenti di confusione durante la conferenza stampa della Lega in via Bellerio a Milano per presentare il dettagli della proposta di legge sulla concessione e sulla revoca della cittadinanza. Dopo averla soprannominata legge “anti-maranza” gli esponenti del Carroccio hanno però non poche difficoltà a definire il significato giuridico del termine “maranza“. Rispondendo alla domanda de ilfattoquotidiano.it, il vicepremier Matteo Salvini passa subito la parola al deputato “estensore” della proposta, Igor Iezzi, che parla inizialmente di accezione culturale citando l’ipotesi dell’origine dalla crasi tra “marocchino” e “zanza“.

Mentre il leader della Lega replica con un “non ne ho idea“, Iezzi continua: “Tra gli italiani di seconda generazione molti sono maranza, cioè coloro che compiono dei reati“. Così il deputato del Carroccio elenca una lunga lista di reati che definisce “tipici del maranza“. Un “catalogo” che spazia dall’oltraggio al pubblico ufficiale all’associazione di tipo mafioso, fino all’interruzione di gravidanza non consensuale, sfruttamento del lavoro e strage. Reati che per la Lega dovrebbero portare alla preclusione della cittadinanza e che, ad avviso del partito di Salvini, sono alla base della definizione del termine.

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“Piantedosi? Non mi risulta iscritto alla Lega. Non mi sostituisco a lui fino alle prossime elezioni”. Dopo il caos di Milano Salvini si smarca dal ministro dell’Interno

19 October 2026 at 12:24

“Non mi sostitusco a Piantedosi, fino alla prossime elezioni”. Il vicepremier Matteo Salvini risponde così a chi gli chiedeva della gestione dell’ordine pubblico nel weekend milanese. E quando gli si fa notare che il ministro dell’interno è espressione della Lega, Salvini sembra prendere le distanze politicamente specificando che “non mi risulta che sia iscritto alla Lega“.

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“Le borse in vetrina qui costano quanto lo stipendio di mio padre. Questo è l’unico modo per farci sentire, lo facciamo anche per i nostri genitori”. Le parole di un manifestante 16enne tra le barricate di fuoco di piazza Duomo

18 October 2026 at 10:11

“La vedi la roba in quelle vetrine? Costa un mese di stipendio di mio padre che fa il ristoratore”. Y. ha sedici anni e parla al Fattoquotidiano.it di fronte a una barricata in fiamme a pochi passi dal Duomo. Sono le sette di sera di sabato pomeriggio e da quattro ore il centro di Milano è diventato il teatro di una guerriglia urbana. Davanti ci sono i tanti giovani, anzi giovanissimi. La generazione Zeta. Nati in Italia ma con origini variegate. La famiglia di Y. arriva dall’Est Europa ma per lui fa poca differenza. “Noi siamo italiani” racconta Y. mentre i tavolini dei bar e le bici elettriche vanno a fuoco: “Abbiamo deciso di fare questo perché vogliamo farci sentire e le manifestazioni pacifiche delle scorse settimane non hanno avuto valore”. La scintilla è partita oltralpe. “La Francia rappresenta l’inizio di una nuova rivolta, di un nuovo modo per farsi sentire” racconta Y. L’eco delle proteste degli studenti francesi è arrivato anche qui a pochi metri dalla Madonnina. Una manifestazione che è stata convocata sui social ed è viaggiata su Tik Tok, lontana dai radar. I motivi della protesta? “C’è chi non si può permettere la benzina, chi non si può permettere il cibo e chi non arriva a fine mese”. Non bastano più due stipendi. “I miei genitori lavorano, guadagnano tra i 1500 e i 2000 euro al mese, ma non riusciamo ad arrivare alla fine del mese”. Che cosa vuol dire? “Vuol dire comprare le cose al discount, comprare gli abiti dai negozi cinesi, a me piace viaggiare ma non posso, mi sento chiuso qui in questa città. E i miei genitori sono costretti a stringere la cinghia ogni volta che vanno a fare la spese”. Per loro le vetrine del centro di Milano sono piene di roba che costa “come un mese di stipendio dei loro genitori”. E sono proprio le vetrine dei negozi di abbigliamento sportivo come Foot Locker e Decathlon a venire saccheggiate dai manifestanti durante il pomeriggio di sabato. Il futuro? “Noi non siamo raccomandati. Ce lo dobbiamo costruire da soli. Non è facile ma ci ci proviamo”.

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Scontri a Milano, la polizia usa il cannone ad acqua per disperdere i manifestanti in Duomo – Video

17 October 2026 at 18:19

Le forze dell’ordine dopo aver liberato piazza Duomo, a Milano, avanzano ora lungo corso Vittorio Emanuele utilizzando un carro idrante che ha disperso i manifestanti violenti che ancora sostano. Alcuni resistono improvvisando barricate con cestini e transenne.

Poco prima sono arrivati a sirene spiegate, i rinforzi delle forze dell’ordine. Una ventina tra ‘cellulari’ e jeep del Reparto mobile hanno circondato la piazza e la cattedrale.

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Scontri a Milano, l’auto dei carabinieri è presa d’assalto: i militari costretti a indietreggiare – Video

17 October 2026 at 17:45

Ancora momenti di tensione, in centro a Milano, tra via San Prospero e piazza Cordusio, dove per una decina di minuti polizia e carabinieri sono stati bersagliati da gruppi di giovani vestiti di nero e con il volto coperto. Ovunque vetri rotti, cantieri edili ribaltati, tavolini a terra, vetri, scarpe. Giovani, passanti e turisti assistono sotto i portici esterrefatti con gli occhi arrossati per i lacrimogeni.

Nel video, un’auto dei carabinieri presa d’assalto, coi giovani che sferrano calci contro la carrozzeria e lanciano sedie, tavolini e pietre contro il veicolo, costretto a indietreggiare.

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Milano, lancio di sassi e petardi contro la polizia: il caos e gli scontri in piazza Duomo – Video

17 October 2026 at 17:29

Bombe carta e fumogeni. Così è partito il corteo convocato da “Italia in Piazza” a Milano. Poco dopo l’avvio della manifestazione, in via Broletto si sono registrati lanci di bottiglie e oggetti contro gli agenti di polizia schierati sul posto. Dopo una breve carica di alleggerimento il corteo è stato spezzato in due: una parte dei manifestanti è rimasta bloccata in via Broletto, dove non sarebbe stato consentito l’accesso ma solo l’uscita, mentre l’altra si trova in piazza Duomo.

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Lombardia, il vicepremier Salvini contestato a Palazzo Pirelli dai consiglieri Pd. Majorino: “Pensi ai treni”

17 October 2026 at 09:10

Venerdì pomeriggio il vicepremier Matteo Salvini è stato contestato nei corridoi di Palazzo Pirelli a Milano dai consiglieri regionali Pd. Salvini era arrivato per partecipare a una conferenza stampa sulla proposta di legge regionale della Lega sullo stop alle moschee. Ma all’arrivo ha trovato ad accoglierlo una folta schiera di consiglieri dem che hanno urlato slogan e hanno esibito cartelli con su scritto “Pensa ai treni”. “Io credo che sia abbastanza incredibile che mentre decine di migliaia di passeggeri sono a terra Salvini venga a Palazzo Pirelli a parlare di tutt’altro – ha detto il consigliere Pd Piefrancesco Majorino – glielo abbiamo scritto e lo ribadiamo: il ministro Salvini deve occuparsi di treni, aerei, bus, metropolitane, non di leggi regionali che non lo riguardano”.

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Barbacetto: “A Milano è in corso una mutazione genetica, 400mila persone hanno lasciato la città per colpa dei costi”

16 October 2026 at 18:34

C’è un dato che racconta meglio di altri la mutazione “genetica e sociologica” che sta vivendo la città di Milano. “Negli ultimi anni quattrocentomila milanesi hanno dovuto lasciare la città perché non ce la facevano più a vivere qui” racconta Gianni Barbacetto, giornalista de Il Fatto Quotidiano che ha promosso insieme ad Altreconomia il convegno “Modello Milano, Anatomia di un sistema-città” ospitato nel salone milanese dell’Acli. Due giorni di incontri e riflessioni con studiosi, docenti universitari e scrittori per provare a raccontare come Milano è diventata la città “più cara d’Italia”. Il cosiddetto “modello Milano” è all’opera da almeno una quindicina d’anni, secondo Barbacetto” e si è basato “sulla crescita edilizia, sullo sviluppo immobiliare, sulla cosiddetta rigenerazione urbana con l’obiettivo dichiarato di rendere la città internazionale e attrattiva”. Un obiettivo che è stato raggiunto. “Milano è diventata la città prima in Europa per investimenti immobiliari, soprattutto provenienti dai fondi immobiliari internazionali”. Ma come si è arrivati a questo obiettivo? “Primo, abbassando le quote di prelievo pubblico sulle attività edilizie con gli oneri di costruzione più bassi d’Europa e con monetizzazioni degli standard generalizzate e concesse a prezzi bassissimi – spiega Barbacetto – secondo, abbassando la soglia delle regole urbanistiche, per esempio dilatando il concetto di ristrutturazione usandolo anche per le nuove costruzioni”. I fondi internazionali sono arrivati a Milano per investire “perché costruire qui era più facile e meno costoso”.

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Il modello Milano? Per urbanisti e ricercatori “sta distruggendo le regole, è dilagato in tutta Italia”

16 October 2026 at 18:33

“Il modello Milano ha distrutto ogni regola liberale di governo del territorio non solo qui ma in tutta Italia, perché è ormai dilagato in tutto il paese”. L’allarme arriva dall’urbanista Paolo Berdini nel corso del convegno “Modello Milano, Anatomia di un sistema-città” promosso da Il Fatto Quotidiano e da Altreconomia nel salone milanese dell’Acli. Due giorni di incontri e riflessioni con studiosi, docenti universitari e scrittori per provare a raccontare come Milano è diventata la città “più cara d’Italia”. “Il modello Milano ha indubitabilmente estratto risorse della collettività pubbliche – spiega il direttore di Altreconomia Duccio Facchini – e l’urbanistica da questo punto di vista è una cartina al tornasole perfetta per concentrarle nelle poche mani di grandi operatori privati, non solo dei tanto chiacchierati fondi in investimento stranieri ma in realtà anche di operatori italianissimi che hanno approfittato di una situazione totalmente sregolata sotto il profilo delle regole urbanistiche”. Una trasformazione che ha avuto un’accelerazione dopo Expo 2015.

“Dopo il grande evento, Milano diventa da tutti i punti di vista una global city – spiega lo storico economico Luca Mocarelli – e quello che succede a tutte le global city è che aumentano i prezzi, aumenta la sperequazione del reddito e quindi ovviamente si crea una situazione dove molti hanno tanto, ma ci sono anche tanti che hanno poco e quindi questa cosa qui per la tenuta sociale di Milano è un problema”. E in questo contesto le amministrazioni pubbliche che si sono succedute, secondo il giornalista de Il Fatto Quotidiano Gianni Barbacetto, “hanno via via ridotto il peso del loro intervento di regolazione della dinamica di sviluppo, hanno rinunciato a guidare le trasformazioni consegnando di fatto la regia agli operatori privati e arrendendosi ai processi di finanziarizzazione dell’abitare e della città”. Ma che cosa si intende per finanziarizzazione? “Siamo parlando della trasformazione dei beni immobili in prodotti finanziari” racconta Alberto Bortolotti, Politecnico di Milano. Un processo che non riguarda solo il settore privato. “Questa finanziarizzazione sta passando soprattutto attraverso l’edilizia sociale – avverte la ricercatrice indipendente Sarah Gainsforth – e l’housing sociale sta diventando appunto il cavallo di Troia per l’ingresso del mondo della finanza e dei fondi immobiliari”. Che fare dunque? “stiamo in un momento decisivo nel senso che è intervenuta la magistratura – spiega l’urbanista Berdini – ci sono sentenze anche favorevoli, qualcuna no, però c’è un nuovo percorso da costruire in cui la parte che ha a cuore la città come bene comune può riprendere a pensare a una città che non è solo la valorizzazione ma è la valorizzazione sociale, la valorizzazione umana”. Serve un cambio di passo. “Noi vogliamo che la trasformazione materiale di questa città venga rivolta in un altro senso – conclude la ricercatrice indipendente Lucia Tozzi – a favore dei cittadini e non a favore di chi transita”.

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