Glucksmann vuole riunire la sinistra francese senza passare da Mélenchon
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Raphaël Glucksmann ha vinto al primo turno le primarie della sinistra socialdemocratica francese, diventando il candidato sostenuto dal Partito socialista e dai suoi alleati alle presidenziali del 2027. Il fondatore di Place Publique ha ottenuto il 66,13 per cento dei voti, staccando nettamente il segretario socialista Olivier Faure, fermo al 14,48 per cento. Terza Ségolène Royal, candidata socialista alle presidenziali del 2007, con il 7,62 per cento. Gli altri due candidati, Emmanuel Maurel e Jérôme Guedj, hanno raccolto poco meno del sei per cento ciascuno. Alla consultazione hanno partecipato oltre centoventimila elettori.
«Questa sera abbiamo vinto insieme queste primarie. Questo risultato dice qualcosa di forte: una sinistra fedele ai propri valori può unirsi, governare e vincere. Può parlare di giustizia, ambiente e Repubblica senza rinunciare a nulla», ha scritto Glucksmann su X. Nel discorso della vittoria a Parigi, l’eurodeputato ha promesso di essere «il candidato della sinistra democratica (…) capace di battere l’estrema destra». Faure ha riconosciuto il risultato e invitato la sinistra a fare fronte comune: «Abbiamo un candidato, ora dobbiamo costruire insieme uno spirito di vittoria». Royal, delusa dal proprio piazzamento, ha assicurato che sosterrà il vincitore.
La sfida di Glucksmann, scrive Le Monde, è riunire il centrosinistra senza consegnarne la guida a Jean-Luc Mélenchon, il leader di La France insoumise, escluso dalle primarie. L’obiettivo è costruire un’alternativa tanto alla sinistra radicale quanto al Rassemblement National di Marine Le Pen, da tempo in testa nei sondaggi. Glucksmann vuole inoltre presentarsi come una terza via rispetto al macronismo, in una competizione in cui il centrodestra e l’estrema destra stanno già lavorando alle proprie candidature. «Non siamo qui per vincere una disputa a sinistra. Siamo qui per vincere le elezioni presidenziali: voltare pagina rispetto al macronismo, fermare l’estrema destra e cambiare la vita», ha dichiarato.
Quarantasei anni, europarlamentare dal 2019, Glucksmann ha già guidato la campagna dei socialisti alle elezioni europee del 2024, quando la lista alleata di Place Publique raggiunse il 13,8 per cento, arrivando terza. La sua linea è europeista e favorevole al sostegno all’Ucraina, oltre che attenta alle politiche ambientali. La vittoria alle primarie gli consegna ora una candidatura forte dentro l’area socialdemocratica, ma non risolve il problema della frammentazione della sinistra francese. La partecipazione al voto e la disponibilità degli altri partiti a convergere saranno decisive per capire se il risultato interno potrà trasformarsi in un’alternativa competitiva alle presidenziali del 2027.
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