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'It's clear that Moscow is just playing with Washington,' analyst says

12 October 2026 at 21:58
US President Donald Trump's envoys told ​Ukrainian officials on Friday that a deal to allow Russian diesel exports is part of a bid to draw Russia back to negotiations after the failure of previous efforts to launch sustained talks to end the war, three people familiar with the meeting told Reuters. FRANCE 24's Sharon Gaffney speaks with Grégoire Roos, director of the Europe and Russia and Eurasia Programmes at Chatham House. He says that "it's clear that Moscow is just playing with Washington because Vladimir Putin knows that Donald Trump lives on borrowed time".

Tehran denies involvement in UK Fairford air base incident as Britain summons Iranian ambassador

12 October 2026 at 21:23
British Prime Minister Andy Burnham on Monday accused Iran's Revolutionary Guards of being responsible for a terror-related incident in September at England's Fairford air base, which is used by the United States military. Following Tehran's denial, the British Foreign Office summoned Iran's Ambassador for talks.

'Increasingly evident' Russia won't accept 'energy ceasefire': Zelensky

12 October 2026 at 20:40
Ukrainian President Volodymyr Zelensky said Monday it was clear that Russia would not agree to stop hitting energy targets, after US President Donald Trump unilaterally announced a deal between the warring nations. "It is increasingly evident that Russia is unwilling to accept an energy ceasefire proposed by the United States," Zelensky said on social media. FRANCE 24's Selina Sykes reports.

'A lot of Ukrainians are feeling extremely betrayed' by Trump's Russian diesel deal

12 October 2026 at 20:04
Reporting from central Ukraine, FRANCE 24's Gulliver Cragg says that "a lot of Ukrainians are feeling extremely betrayed by a country that until recently they saw not only as an ally but as a beacon of freedom and democracy, a country whose values they should aspire to. All of that is falling apart very quickly and Ukrainians' admiration for the United States is disintegrating."

Se Trump sgancia gli Usa dalla sicurezza europea. Il monito di Camporini

12 October 2026 at 16:33

Degli Stati Uniti bisogna fidarsi, ma con prudenza. Ne è convinto il generale Vincenzo Camporini, alla luce delle parole di Trump su Zelensky, dell’accordo sul diesel Casa Bianca-Mosca e dell’attacco all’Arabia Saudita portato dagli Houthi. “Se qualcuno mi chiedesse di scommettere sulla validità dell’articolo cinque, non rischierei i miei quattrini”, dice a proposito della Nato.

Trump ha accusato Zelensky di non voler raggiungere un accordo per porre fine alla guerra e di creare problemi al mondo con gli attacchi alle raffinerie russe suggerendo a Kiev di trovare un nuovo leader in grado di raggiungerlo. Queste parole come cambiano lo scenario nell’immediato e soprattutto in un eventuale ormai difficile tavolo diplomatico?

Diciamo che è un distacco ormai formale della politica estera americana da quello che accade in Europa e in Ucraina, quindi dobbiamo prendere atto che a questo punto l’interesse di Trump per la politica europea e per la sicurezza in Europa non è più rilevante. C’è un fatto che io credo sia abbastanza significativo, ovvero le imminenti elezioni di midterm che secondo me stanno scatenando il panico alla Casa Bianca.

In che senso?

Indubbiamente i risultati che si possono prevedere sono molto negativi per i repubblicani e a questo punto bisogna incolpare qualcuno di quello che dispiace all’elettorato americano, come l’aumento del costo dei carburanti. Per cui l’ideale è scaricare la colpa non su chi ha creato il conflitto con l’Iran, ma su chi neutralizza le capacità di raffinazione da parte russa che, come tutto il mondo sa, non essere assolutamente determinante per questo aspetto, ma che lui può far passare come la causa di tutti i mali. Quindi a questo punto lascia Ucraina ed Europa al loro destino.

Per quanto tempo ancora la Nato potrà far finta di nulla?

Abbiamo qualche motivo di seria preoccupazione. C’è in generale una volontà di salvaguardare il principio della solidarietà transatlantica: io stesso faccio parte di un gruppo di lavoro con altri colleghi di altri Paesi per cercare di trovare il modo di attenuare l’attuale situazione. Ma è chiaro che in questo momento se qualcuno mi chiedesse di scommettere sulla validità dell’articolo cinque, non rischierei i miei quattrini.

L’accordo sul diesel tra Trump e Putin che scenari apre anche in seno all’Europa?

Premetto che l’accordo dal punto di vista quantitativo è irrisorio, visto che stiamo parlando del fabbisogno di un paio di giorni del mercato americano quindi nulla che possa significativamente influire sul prezzo del gasolio. Ma dal punto di vista dello scenario europeo, è chiaro che ci sarà qualcuno che avrà la tentazione di usarlo: purtroppo vi sono ambienti che apertamente nutrono simpatie per la posizione di Mosca e che cercheranno di sollecitare un allineamento con il governo americano. In alcuni Paesi questo non ha nessuna possibilità di riuscire ma in altri, come l’Italia, temo di sì perché è particolarmente permeabile alla propaganda di Mosca e certamente qualche voce si leverà in tal senso.

In generale oggi l’Europa è autosufficiente dal punto di vista della difesa?

No, oggi l’Europa non è autosufficiente per una serie di capacità specifiche e non certo dal punto di vista delle forze perché le forze europee sono abbastanza adeguatamente numerose e con equipaggiamenti di ottima qualità. Ma ci sono alcune capacità nel campo delle intelligence, della sorveglianza del territorio, delle comunicazioni, della trasmissione dati, della sorveglianza satellitare e della difesa antimissile che oggettivamente gli europei non hanno mai sviluppato. Se vorranno essere autonomi e avere voce in capitolo sulla scena internazionale dovranno sviluppare nell’immediato futuro, anche se sono cose che non si costruiscono dall’oggi al domani ma richiedono anni.

Secondo la sua opinione l’attacco degli Houthi all’Arabia Saudita ci dice anche che l’ombrello americano non è così esteso come immaginavamo?

Mah, è un ombrello molto randomico, nel senso che gli Stati Uniti hanno un accordo di collaborazione militare con l’Arabia Saudita. Evidentemente la cosa è considerata irrilevante dal punto di vista dell’azione quindi l’attacco è un’ulteriore dimostrazione che degli Stati Uniti bisogna fidarsi ma con molta prudenza.

Tecnologie, industria e nuove minacce. Come preparare la difesa del futuro

12 October 2026 at 16:13

La necessità di rafforzare le capacità militari europee, l’evoluzione della difesa aerea e missilistica e il ruolo dell’industria nello sviluppo dei sistemi di nuova generazione. Sono i temi affrontati nel primo panel della sessione dedicata al futuro del potere aerospaziale, nell’ambito del convegno “Facciamo Sistema”, promosso dall’Aeronautica militare a Palazzo Aeronautica, in cui sono intervenuti anche il ministro della Difesa Guido Crosetto e del capo di Stato maggiore Antonio Conserva. A moderare il confronto Alessandro Marrone, responsabile del programma Difesa, sicurezza e spazio dello Iai.

Una deterrenza europea più autonoma

Il possibile ridimensionamento del contributo americano alla Nato richiede agli alleati europei maggiori capacità e una pianificazione più coerente. Per Andrea Gilli, docente alla University of St Andrews, “se vengono meno gli enablers dobbiamo avere più massa”, ma costruire nuove capacità richiede risorse e tempo. Una difficoltà aggravata dalla lentezza dei processi decisionali e di acquisizione, che rischiano di vanificare gli sforzi dell’industria per accelerare lo sviluppo tecnologico.

Il tema delle capacità riguarda anche il rapporto tra difesa e offesa. Il generale Mauro Lunardi ha richiamato la necessità di costruire una difesa multilivello, capace di contrastare tanto i missili ipersonici quanto i droni a basso costo. “Oltre alla qualità è fondamentale la quantità”, soprattutto in termini di scorte e disponibilità operativa. Alla protezione dello spazio aereo devono però affiancarsi capacità offensive, proiezione logistica e strumenti per operare nei domini cyber e spaziale.

Dall’integrazione alla cooperazione industriale

Per rispondere a minacce differenti occorre collegare efficacemente piattaforme, sensori e sistemi decisionali. Una “superiorità sistemica”, secondo Lorenzo Mariani, amministratore delegato di Leonardo, che trova applicazione anche nel progetto Michelangelo Dome. Centrale il rapporto tra cooperazione e autonomia tecnologica. “Non possiamo pensare di avere uno scudo senza avere un minimo di sovranità sulla parte che riguarda la fusione dati, l’elaborazione e il decision making”, ha precisato.

Una prospettiva condivisa da Enzo Tosini, direttore generale di MBDA Italia, secondo cui la cooperazione industriale sarà “non solo auspicabile, ma probabilmente indispensabile”. L’azienda punta a rafforzare la produzione missilistica, sviluppare soluzioni economicamente sostenibili e contribuire alle architetture di difesa aerea integrata, combinando sistemi avanzati e nuove tecnologie.

Droni e tecnologie di nuova generazione

La rapidità con cui evolvono i droni impone di ripensare gli strumenti di contrasto, anche sul piano della sostenibilità economica. Alessandro Ercolani, ceo di Rheinmetall Italia, ha portato l’esempio ucraino, dove alcuni modelli hanno triplicato la velocità in poco più di un anno, riducendo i tempi di reazione delle difese. La risposta richiede sistemi mobili e l’integrazione di sensori radar, ottici e acustici con informazioni satellitari, capaci di individuare minacce sempre più difficili da intercettare.

Un’evoluzione che coinvolge anche lo spettro elettromagnetico, sempre più rilevante per la protezione delle piattaforme e la superiorità informativa. Domitilla Benigni, ceo di ELT Group, ha sottolineato la necessità di integrare guerra elettronica, cyber e intelligenza artificiale, superando una concezione della superiorità militare basata esclusivamente sulle prestazioni delle singole piattaforme. La capacità di raccogliere, proteggere ed elaborare le informazioni diventa così parte integrante della risposta alle minacce, comprese quelle asimmetriche e a basso costo.

L’innovazione riguarda anche i sistemi più avanzati, a partire dalla propulsione dei caccia di sesta generazione. Riccardo Procacci, ceo di Avio Aero, ha spiegato come i nuovi motori dovranno conciliare esigenze spesso contrastanti. Maggiore efficienza e autonomia richiedono temperature elevate e dimensioni più grandi, mentre la bassa osservabilità impone soluzioni compatte e una ridotta impronta termica. A questo si aggiunge la crescente richiesta di energia elettrica per i sistemi di bordo, che rende indispensabile progettare motore e velivolo come un unico sistema. Un percorso che richiede investimenti nella ricerca, coinvolgimento della filiera nazionale e partnership internazionali. Per Procacci, infatti, “la collaborazione internazionale non è in nessun modo antitesi alla sovranità”, purché ciascun partner contribuisca con tecnologie e competenze proprie.

US federal agents raid home of Democratic congresswoman and Trump critic Ilhan Omar

12 October 2026 at 16:13
US federal agents on Monday launched a raid on ‌the Washington home of Democratic representative Ilhan Omar, an outspoken critic of US President Donald ⁠Trump, officials said. The raid followed a criminal fraud ‌investigation into the Somali-born lawmaker's immigration paperwork submitted by her late father when she ⁠was a child, Fox News reported.

Exécution aux États-Unis : l’UE met en garde les plateformes contre une diffusion en direct

12 October 2026 at 15:06
L’Union européenne a mis en garde, lundi, les plateformes numériques contre toute diffusion en direct de l’exécution de Nidal Hasan, condamné à être fusillé aux États-Unis pour avoir tué 13 personnes sur une base militaire au Texas en 2009.

EU warns online platforms over livestreaming US execution planned by Pentagon

12 October 2026 at 15:05
The European Union warned digital platforms on Monday against livestreaming the execution of Nidal Hasan, a former US Army psychiatrist who is scheduled to be executed by firing squad on December 3 for killing 13 people at a military base in 2009. Under EU rules, platforms have an obligation to moderate shocking and violent content, including capital punishment.

Green deal e allanze, in Ue a dare le carte sarà ancora il Ppe. Le previsioni di Cattaneo

12 October 2026 at 14:58

Sta cambiando rapidamente il quadro: politico interno, internazionale, economico. Per questa ragione Manfred Weber ha riunito in queste ore il Ppe a Taormina per fare il punto della situazione, tra progetti da implementare (green, energia, difesa) e obiettivi (come la prossima commissione europea e le elezioni in Francia e Spagna). Non a caso al meeting siciliano sono presenti anche Ursula von der Leyen e Roberta Metsola. Formiche.net ne ha parlato con il deputato di Forza Italia Alessandro Cattaneo, reduce dalla tre giorni di lavoro a Milano promossa da Antonio Tajani.

ALESSANDRO CATTANEO

In vista del vertice di Taormina, ma soprattutto del 2029 come nuovo orizzonte per la Commissione europea di domani, quali sono le strategie del Ppe alla luce del mutevole scenario politico e geopolitico?

Il Ppe si candida autorevolmente, non da oggi, ad essere il baricentro concreto e pragmatico che tuteli i valori europei, rappresenti il ceto medio e quello produttivo, tenendo insieme la coesione europea all’interno di tutta la nostra area. Dico pragmatismo e concretezza perché, nelle ultime legislature europee, si è dovuta fare una mediazione continua con le altre forze, soprattutto socialiste e non di rado le posizioni sono state molto distanti, penso soprattutto all’epoca di Timmermans. Grazie al Ppe però sono state edulcorate, a mio avviso molto in meglio, alcune politiche. C’è ancora tanto da fare, però, penso a un ambientalismo che non abbia una visione fanatica ma che sia pragmatico e in cui le aziende siano alleate per trovare le soluzioni. Penso anche a interpretare i valori europei nella maniera più moderna e migliore possibile: insomma, sta a noi fare tutto ciò.

A proposito di ambientalismo, la data del 2034 verrà spostata in avanti? Quale l’idea del Ppe su questo elemento che sta portando tante preoccupazioni, soprattutto alle aziende dell’automotive?

Io credo che soprattutto sui temi dell’ambiente, la sinistra ha rischiato di farci deragliare secondo una visione che ha mortificato e mette ancor oggi in pericolo molte aziende che invece determinano il progresso della nostra Europea: questo va assolutamente modificato. Noi vogliamo che le tematiche ambientali siano al centro perché tutti sappiamo che il cambiamento climatico è una realtà e dobbiamo quindi ridurre le emissioni di CO2. Questo, ça va sans dire, è assolutamente il tema ed è una priorità anche per il Ppe. Però tutto ciò si si può perseguire sempre consapevoli che l’area europea emette circa il 7% degli inquinanti del mondo. Quindi noi dobbiamo fare la nostra parte ma, ahimè, non siamo determinanti.

Come procedere?

Dobbiamo insieme alle aziende lavorare sull’innovazione del prodotto e su cicli industriali che sappiano risparmiare energia utilizzarne di più verde. È un percorso che assolutamente stiamo facendo però dialogando con le imprese e coi lavoratori si vede che gli obiettivi sono troppo ambiziosi: io sono un ingegnere e so che in queste sfide di innovazione si possono avere accelerazioni o viceversa bisogna avere più pazienza per raggiungere certi obiettivi. Ma insomma l’area europea sta percorrendo tutto questo tragitto di evoluzione. Pensiamo al grande sviluppo delle rinnovabili: dobbiamo andare avanti ma aggiornare passo passo, senza fanatismi e soprattutto tutelando il nostro sistema industriale e difenderci dai grandi competitor come la Cina.

Un esempio di cooperazione positiva?

Il nuovo Regolamento Ue 2025/40 sugli imballaggi, l’esempio del packaging, dimostra che è stato fatto un grande lavoro anche da Forza Italia: significa che con applicazione e metodo siamo riusciti a modificare una legge che avrebbe condannato a morte una filiera italiana di grande valore.

La prossima sfida?

Le case green. La casa è storica priorità di Forza Italia: il parco case italiano ha delle specificità che gli altri Paesi non hanno. C’è una piccola proprietà molto più diffusa, quindi serve una difesa di una logica rispettosa dell’ambiente ma anche che in qualche modo possa incentivare un approccio non punitivo. Infatti stiamo pensando ai fondi messi a disposizione sul comparto energia che ci permetteranno di sforare di circa 7 miliardi di euro nella prossima manovra al fine di indirizzarli sul tema casa magari, con una nuova stagione più sostenibile ed equilibrata sugli ecobonus in edilizia.

Gli ultimi sondaggi dicono che se si votasse oggi sia in Spagna che in Francia, il centrodestra vincerebbe a mani basse. Il prossimo anno si voterà anche in Italia. Sta cambiando la cartina politica dei Paesi membri? E quale il ruolo del Ppe?

Ogni nazione ha dei suoi percorsi, uno diverso dall’altro. Noi come Forza Italia rivendichiamo la nascita del centrodestra ad opera di Berlusconi che ebbe tale intuizione nel 1994, inserendo il bipolarismo in Italia che non c’era. Da allora questa alleanza funziona perché non è un cartello elettorale, ma una squadra con identità simili che riescono a trovare una sintesi, anche alla luce della cultura di governo dei singoli partiti. Noi abbiamo anche provato nelle ultime elezioni europee ad allargare questa esperienza all’Europa: la Germania invece ha un altro tipo di esperienza con un baricentro al centro, però lì si sta consumando proprio in questi mesi la crisi di quell’impostazione. Io penso che possa essere invece un assetto capace di prendere sempre più il sopravvento. Ma in Italia abbiamo già provato i populismi a Palazzo Chigi con il Movimento Cinque Stelle. E gli italiani hanno visto che con quei populisti al governo i problemi non si risolvono ma si aggravano. E che sono delle illusioni quelle che vengono declamate in campagna elettorale rispetto poi a una incapacità di governare, con anche una logica dissennata sui conti pubblici: un’assistenza che diventa assistenzialismo, una visione di Paese che è populista ma direi anche qualunquista. Ed è quanto di più lontano dall’idea di PPe, di Forza Italia e del centrodestra.

Capital punishment in US: Elected judges, prosecutors seek 'results', 'not interested in the truth'

12 October 2026 at 14:27
François Picard is pleased to welcome Sandrine Ageorges-Skinner, an advocate against the death penalty, author and member of the association "Ensemble contre la peine de mort" (Together Against the Death Penalty). She asserts that capital punishment is "really a political agenda, especially in electoral times."

Quante influenze esterne in Ue. Chi sono e come difendersi

12 October 2026 at 14:26

Circa 700 think tank interagiscono con le istituzioni dell’Ue, un centinaio dei quali con sede a Bruxelles. Secondo un rapporto dell’Alto Commissariato per le Politiche Sociali (HCSP), organismo legato al governo francese, essi forniscono competenze, plasmano i dibattiti politici e fungono da canali di influenza, ma l’ecosistema sta diventando più fragile e conteso. I finanziamenti si concentrano tra governi stranieri, fondazioni e grandi aziende, mentre le fonti filantropiche tradizionali si indeboliscono. I fondi cinesi, ancora modesti, diventano visibili, compreso il sostegno della Missione cinese presso l’Ue e di aziende come Huawei e Shein. Il Qatargate avrebbe dovuto essere un campanello d’allarme. Ha invece rivelato un problema irrisolto: l’influenza straniera raramente si manifesta apertamente. Passa attraverso società di lobbying e consulenza, Ong, studi legali e gruppi di pressione, spesso in nome dei diritti umani, dell’ambiente o della lotta alla corruzione. Gran parte di ciò è legale: la domanda è se le istituzioni europee sappiano chi plasma le politiche, per chi e con chi.

In Germania nel 2021, il Meclemburgo-Pomerania Anteriore ha istituito la Stiftung Klima- und Umweltschutz MV: sulla carta una fondazione ambientalista, ma con un braccio commerciale che aiutava le aziende di Nord Stream 2 ad affrontare le minacce di sanzioni statunitensi, ricevendo circa 192 milioni di euro dalla Nord Stream 2 AG, controllata da Gazprom. Ma l’influenza passa soprattutto per canali discreti: accesso, reputazione, appoggio dei parlamentari, capacità di trasformare una controversia privata in causa pubblica.

La Fondazione polacco-belga per il dialogo aperto (Odf) opera in questo ambito: guidata dalla cittadina ucraina Lyudmyla Kozlovska, per anni si è impegnata in campagne a favore di imprenditori e politici provenienti da ex repubbliche sovietiche e ha lavorato anche sulla riforma dell’Interpol, sulle sanzioni in stile Magnitsky e sulle norme antiriciclaggio. Nulla di tutto ciò è di per sé scorretto. Le organizzazioni della società civile hanno il diritto di interagire con le istituzioni europee. Ciò che è meno chiaro è se Bruxelles disponga delle garanzie necessarie per distinguere l’attività di lobbying indipendente dalle campagne legate a più ampi conflitti finanziari o geopolitici. Questo è importante perché un’udienza, una lettera di eurodeputati o un incontro a Strasburgo hanno un peso all’estero. Per una figura dell’opposizione o un imprenditore che rischia un processo nel proprio paese, il sostegno politico europeo conferisce legittimità. Il governo che lo perseguita può altrettanto facilmente presentare lo stesso intervento come un’ingerenza straniera. Le istituzioni europee possono finire per essere parte in queste controversie senza volerlo.

Il caso di Mukhtar Ablyazov dimostra come funziona questo meccanismo. Le autorità kazake accusano l’ex presidente di BTA Bank di appropriazione indebita di diversi miliardi di dollari e di coinvolgimento in gravi reati. Lui e i suoi sostenitori affermano che i casi sono politicamente motivati e derivano dalla sua opposizione al governo kazako. Un contenzioso nel Regno Unito ha prodotto sentenze contro Ablyazov per miliardi di dollari, oltre a conclusioni secondo cui aveva violato diversi ordini del tribunale. Nel 2012, la giustizia britannica lo ha condannato alla detenzione in contumacia. La vicenda è diventata politicamente esplosiva in Italia nel 2013, quando sua moglie, Alma Shalabayeva, è stata arrestata ed espulsa. Successivamente, delegazioni parlamentari italiane si sono recate in Kazakistan e i politici europei si sono maggiormente interessati alle questioni relative ai prigionieri politici e alle figure dell’opposizione presenti nel Paese. A distanza di oltre dieci anni, il caso è ancora pendente presso i tribunali italiani.

Ablyazov ha inoltre ottenuto sostegno politico in Europa. Secondo i dati dell’Odf, diverse personalità italiane lo hanno appoggiato pubblicamente. Nel 2015 Brando Benifei è stato uno dei 18 eurodeputati del Pse che hanno firmato una lettera in cui si esortava la Francia a proteggere Ablyazov dall’estradizione. Nel 2019 il Times ha riferito che oltre 1,5 milioni di sterline sarebbero transitati attraverso società di comodo scozzesi prima di raggiungere conti collegati all’ODF. Il quotidiano ha affermato che il denaro era collegato ad attività di lobbying riguardanti Ablyazov e l’imprenditore moldavo Veaceslav Platon. L’Odf ha respinto le accuse. Platon sta attualmente contestando l’estradizione dal Regno Unito alla Moldova, dove i procuratori lo accusano di reati collegati al “russian laundromat”, uno schema attraverso il quale sarebbero stati trasferiti fuori dalla Russia circa 22 miliardi di dollari. Lo schema ricorda molto da vicino il caso Ablyazov.

Le norme sulla trasparenza possono consentire a organizzazioni come Odf, che rappresentano interessi non commerciali, di dichiarare il proprio bilancio complessivo e ampie categorie di finanziamento senza indicare ogni donatore rilevante. Il pubblico può sapere chi svolge attività di lobbying ma senza sapere chi la finanzia.

REPLAY: NATO's top military commander warns Russia over alleged sabotage

12 October 2026 at 13:26
And as the war in Ukraine continues, Western concerns are growing over Moscow’s alleged campaign of sabotage and interference against Kiev's wartime backers. NATO's top military commander gave a press conference this Monday from Warsaw. US General Alexus Grynkewich looks set to warn Russia over the alliance’s ability to counter-attack. Analysis by FRANCE 24 International Affairs Commentator Douglas Herbert.

Da Pio XI a Leone XIV. Come è cambiato il racconto della salute dei Papi

12 October 2026 at 12:09

Il Pontificato di Papa Leone XIV sarà lungo e condotto in buona salute, secondo migliori parametri dell’età. Sono ottimisti gli oncologi e i chirurghi di patologie oncologiche dell’Ospedale Gemelli di Roma dove all’inizio di settimana al 71enne Robert Francis Prevost sarà asportato il nodulo allo stato iniziale e ben localizzato individuato in un polmone. Scoperto con la Tac nel corso di un normale esame generale periodico, il nodulo riscontrato al Papa é stato successivamente focalizzato dalla PET, la Tomografia a Emissione di Positroni, in grado di offrire un quadro diagnostico estremamente preciso e dettagliato, individuare i tessuti alterati e stadiare il sospetto tumore.

L’equipe chirurgica che si accinge ad operare Leone XIV dispone già dei parametri della densità, della forma e dei margini del nodulo, dell’eventuale progressività, dell’eventuale confronto con esami precedenti. In attesa degli esami istologici, l’ottimismo dei chirurghi deriva dalla constatazione che il nodulo é allo stadio iniziale ed ha i margini circoscritti. Durante l’intervento viene asportata soltanto la parte di polmone interessata dalla lesione. Vengono inoltre prelevati alcuni linfonodi, per sottoporli a un esame istologico e verificare l’eventuale presenza di cellule tumorali. Se i linfonodi risultano negativi, nella maggior parte dei casi l’intervento é risolutivo. Se, invece, vengono individuate cellule tumorali, può essere indicata una chemioterapia aggiuntiva. La diagnosi precoce è fondamentale. Le tecniche chirurgiche mininvasive consentono, inoltre, di ridurre i tempi di degenza.

Concluso l’intervento Papa Leone sarà trasferito nell’ala al decimo piano del Gemelli riservata ai Pontefici. Un mini appartamento, con annessa cappella, allestito per Giovanni Paolo II, quando fu ferito da Ali Ağca in piazza San Pietro il 13 maggio 1981, ed utilizzato da Wojtyla per ben sette fra ricoveri e degenze. Appartamento clinico che ha ospitato successivamente Papa Francesco. Dal Novecento la salute dei Pontefici é passata molto gradualmente dalla riservatezza degli appartamenti vaticani alla comunicazione pubblica di diagnosi, interventi chirurgici e ricoveri ospedalieri. Per lungo tempo però, le condizioni fisiche dei Papi furono trattate come un vero e proprio segreto di Stato. Solo quando morì, 10 febbraio 1939 all’età di 81 anni, si scoprì che Pio XI aveva avuto un progressivo peggioramento delle condizioni di salute. Tanto che la sua morte alimentò sospetti e ricostruzioni controverse, anche in relazione ai rapporti sempre più tesi con il regime fascista.

Eugenio Pacelli, Pio XII, morì il 9 ottobre 1958 a Castel Gandolfo, dopo una lunga fase di declino fisico mai resa pubblica. Papa Giovanni XXXIII, Angelo Giuseppe Roncalli, eletto nel 1958, soffriva di un tumore allo stomaco che venne diagnosticato quando era ormai in fase avanzata. Le condizioni del Pontefice peggiorarono progressivamente, ma nonostante la gravità della situazione, il Papa del Concilio senza far trapelare nulla continuò a svolgere i suoi impegni fino a quando crollò, il 3 giugno 1963, all’età di 81 anni. La sua malattia mise in evidenza le difficoltà diagnostiche e terapeutiche di un’epoca nella quale le possibilità di cura dei tumori erano ancora limitate.

Successivamente il segreto non resse alle circostanze in cui Giovanni Battista Montini, Paolo VI, fu sottoposto il 4 novembre 1967 ad un intervento alla prostata. L’operazione venne eseguita in una sala chirurgica appositamente allestita negli appartamenti pontifici, senza trasferire il Papa in ospedale. Montini si spense poi ad 81 anni il 6 agosto 1978, a Castel Gandolfo. Albino Luciani, Giovanni Paolo I, cardiopatico, fu eletto nel Conclave del 26 agosto 1978 e morì improvvisamente il 28 settembre, dopo appena 33 giorni di pontificato. La causa della morte fu generalmente attribuita a un infarto, ma l’assenza di un’autopsia e le incertezze iniziali nella comunicazione ufficiale alimentarono dubbi e ricostruzioni alternative.

Il culmine della segretezza si raggiunse tuttavia nel 2012, quando sei mesi prima delle sue inedite e clamorose dimissioni, Papa Benedetto XVI si sottopose all’istallazione di pacemaker rasentando la clandestinità. Ratzinger infatti non volle essere ricoverato al Policlinico Gemelli e scelse una clinica privata di Roma, imponendo il segreto al cardiochirurgo che lo operò, il prof. Luigi Chiariello, che solo ora ha rivelato il retroscena. Discrezione, segreti, pudori vaticani spazzati via dalla serena semplicità di Papa Leone XIV che a conclusione dell’Angelus ha salutato i fedeli con un sorriso, annunciando che a giorni si sarebbe sottoposto ad un’operazione chirurgica per un nodulo ai polmoni. Vescovo di Roma, Vicario di Cristo, ma pur sempre uomo fra gli uomini.

Prison 'Games of Hope' olympics in Italy unite inmates and staff

12 October 2026 at 11:54
Sport has the power to unite, and overcome barriers... In Rome, inmates and prison officers became athletes for the day, and took part in a sort of mini prison olympics. Organised by the John Paul II foundation for sport, this is the third edition of the “Games of Hope”, over a year after it was held in the men's wing of the prison in 2025. Story by Emily Boyle.

Poland: Police foils alleged assassination attempt against PM

12 October 2026 at 11:52
Poland's interior ministry said Sunday a man had been detained on suspicion of plotting an attack against Prime Minister Donald Tusk and Defence minister Wladyslaw Kosiniak-Kamysz. Interior minister Marcin Kierwinski told Polish media that the suspect, a man in his 60s, had been arrested in the southwestern region of Lower Silesia. He was identified through an analysis of content posted online. The man's home is being searched and his contacts examined. Details by FRANCE 24 correspondent in Warsaw, Adrien Sarlat.

Are European automakers capable of withstanding Chinese competition?

12 October 2026 at 11:26
The Paris Motor Show opens its doors today, and with it come mounting economic and diplomatic issues. The European Union has just announced that it has secured a commitment from China to moderate the flow of hybrid vehicles into the block's market. It opens the prospect of cutting China's export by more than a half and could prevent millions of Chinese cars from being shipped to Europe. Are European automakers capable of withstanding this competition and their dependence on China? This report from France 2 and Morgan Ayre.

Zelensky says surprised to hear about Trump's 'energy ceasefire' between Ukraine and Russia

12 October 2026 at 11:19
Ukrainian power plants were hit by Russian strikes on Sunday, leading to power outages. President Volodymyr Zelensky announced the attacks and expressed his surprise at the US President's post that stated that an “energy ceasefire” had been agreed upon between Ukraine and Russia. While Zelensky said he was not aware of any deal he said he would welcome one. Moscow has yet to confirm any accord. Details by FRANCE 24 correspondent in Kyiv, Gulliver Cragg.

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