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Sabotaggio del Nord Stream, l’imputato ucraino Kuznetsov in aula per la prima udienza. Per la difesa non fu attentato, ma azione di guerra legittima

15 October 2026 at 16:29

Grande affluenza presso il Tribunale regionale superiore anseatico di Amburgo mercoledì mattina per l’inizio del processo a carico del cinquantenne ucraino Serhij Kuznetsov, accusato di crimini di guerra come responsabile del sabotaggio con l’uso di esplosivo del gasdotto Nord Stream nel Mar Baltico, avvenuto alla fine di settembre del 2022, che avrebbe dovuto trasportare il combustibile russo in Germania.

Nella prima giornata Kuznetsov ha deciso di tacere, è entrato in aula in giacca e cravatta e con i capelli rasati a zero. Agli osservatori è apparso molto tranquillo e rilassato. Ha rivolto un breve cenno di saluto militare verso il pubblico a sottolineare che si sente un soldato e un sorriso cordiale al banco dei giudici. Indossando cuffie bianche e scuotendo di tanto in tanto il capo, ha poi ascoltato l’interprete ucraina mentre veniva letto il cuore dell’atto d’accusa della Procura federale, che nell’insieme conta oltre cento pagine.

Serhij Kuznetsov è accusato di aver guidato nel 2022, prima dell’arresto avvenuto in Italia, una squadra di sabotaggio che ha fatto saltare in aria tre delle quattro condutture dei gasdotti Nord Stream nel Mar Baltico, agendo su mandato delle forze armate ucraine. Stabilire se si sia trattato di un crimine di guerra o, eventualmente, di un legittimo atto bellico è una delle questioni centrali che dovrà chiarire il tribunale. Uno dei tre avvocati dell’imputato ha definito infatti i gasdotti fatti saltare in aria un’arma finanziaria, militare e politica della Russia, poiché i proventi confluivano nelle casse della Federazione che sta conducendo una guerra di aggressione. Sarebbe stato quindi un ordine legittimo la sua distruzione. L’imputato non ha rilasciato dichiarazioni durante il processo perché in quanto ufficiale dell’esercito ucraino non dispone dell’autorizzazione a deporre, è costretto a “difendersi con le mani legate”, hanno affermato i suoi avvocati, tra cui figura il penalista italiano Nicola Canestrini.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha sempre respinto un coinvolgimento del suo Paese, ma la ricostruzione degli inquirenti lascia trasparire che responsabili ucraini erano a conoscenza dell’attività del commando. La pipeline Nord Stream 1 era entrata in uso ma la Russia, al momento dell’attentato, aveva già cessato le forniture. Nord Stream 2 invece non era mai entrata in esercizio per lo scoppio della guerra. Con l’attentato venne tuttavia distrutta una struttura che poteva potenzialmente essere fonte di grossi guadagni per la Russia.

Roman Tscherwinskyj, ex agente dei servizi segreti ucraini, per gli inquirenti tedeschi è stato il coordinatore dietro il sabotaggio del gasdotto Nord Stream 2. In un’intervista a Radio Svoboda ha affermato che “Serhij è un ufficiale che ha prestato servizio nella mia unità e, al momento dell’esplosione, era ai miei ordini”. Ciò detto, a suo avviso non c’è alcuna necessità, per lo Stato o l’esercito ucraini, di esprimersi in merito a chi abbia commissionato il sabotaggio del gasdotto nel 2022. Il gasdotto rappresentava una delle fonti più redditizie per il colosso russo Gazprom e, di conseguenza, un’importante fonte di finanziamento per la guerra contro l’Ucraina. “Se fosse stata l’Ucraina a far saltare in aria il gasdotto”, per Tscherwinskyj, “si tratterebbe di un obiettivo legittimo”.

Anche il primo ministro polacco Donald Tusk si era espresso in termini analoghi in passato. “Il problema per l’Europa, l’Ucraina, la Lituania e la Polonia non è il sabotaggio del Nord Stream 2, bensì il fatto che sia stato costruito”, sottolineava l’anno scorso. Di conseguenza, non ci fu alcun interesse a estradare in Germania Volodymyr Zhuravlev, uno dei sommozzatori accusato di essere coinvolto nell’attentato, poi catturato però in Croazia e in attesa di estradizione.

Circa 150 rappresentanti dei media provenienti da molti paesi, tra cui Ucraina, Stati Uniti, Russia e Cina, figurano accreditati per il dibattimento. Davanti al tribunale, l’iniziativa civica ucraina “Vilni Hamburg” ha manifestato solidarietà all’imputato, sostenendo che il vero criminale di guerra è la Russia. La prima udienza è durata in tutto un paio d’ore, riferisce la rete tedesca di Amburgo NDR.

Al termine della prima giornata di udienza, in cui è stata data lettura dell’atto di accusa, l’imputato ha salutato e rivolto lo sguardo verso il pubblico in sala dove alcune donne gli hanno mimato il gesto del cuore con le mani. Alcuni uomini hanno sollevato tre dita, simbolo del tridente raffigurato nello stemma ucraino. Uno ha alzato il pugno chiuso. L’imputato ha sorriso, visibilmente compiaciuto di quei saluti.

Il processo riprenderà a fine ottobre, successivamente udienze sono già state calendarizzate fino a fine gennaio 2027. L’avvocato Canestrini, difensore dell’imputato, punta a un’assoluzione. Il processo d’altronde può danneggiare l’immagine di tutta l’Ucraina. Secondo inchieste giornalistiche sia Zelensky sia l’ex capo dell’esercito ucraino e attuale ambasciatore a Londra, Valerij Zalužnyj, potrebbero essere stati al corrente dei piani.

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Germania, due uomini condannati per spionaggio per conto dell’Iran: uno preparava un attacco incendiario a Berlino

15 October 2026 at 15:36

Due uomini residenti in Danimarca (uno di origine afghane) sono stati condannati dal tribunale superiore regionale di Amburgo per attività di spionaggio per conto dell’Iran e tentato coinvolgimento in omicidio e incendio doloso aggravato. Le pene sono di otto anni e mezzo per uno e quattro anni e mezzo per l’altro. I fatti, secondo il giornale tedesco Berliner Zeitung, sarebbero avvenuti nel corso del 2025.

I due uomini di 54 e 43 anni, indicati nei verbali tedeschi come Ali S. e Tawab M., avevano raccolto informazioni su persone di rilievo nella comunità ebraica tedesca; in particolare, avevano sorvegliato Josefg Schuster, presidente del Consiglio centrale degli ebrei in Germania, e Volker Beck, presidente della Società tedesco-israeliana. Proprio ai danni di quest’ultimo si sarebbe dovuto realizzare un attentato, salvo poi la scelta dell’uomo più giovane di tirarsi indietro e cercare invece altre persone disposte a eseguirlo.

L’uomo di 54 anni è stato condannato alla pena più severa in quanto aveva compiuto anche atti preparativi ad un attacco incendiario a Berlino contro un negozio di alimentari kosher, cioè che vende quei prodotti conformi alla kashrut, l’insieme di leggi alimentari della religione ebraica. Secondo la procura federale, inoltre avrebbe ricevuto incarichi direttamente da ufficiali della Forza Quds, unità per le operazioni all’estero dei Guardiani della Rivoluzione iraniani. La sentenza accoglie le richieste della procura federale, mentre le difese avevano chiesto l’assoluzione

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