❌

Normal view

Neonato morto a Cecina in un sacchetto, procura dispone l’autopsia: aperta un’inchiesta

16 October 2026 at 11:18

Sarà effettuata l’autopsia sul corpo del neonato morto a Cecina. Il piccolo è stato portato dai genitori dentro un sacchetto, all’ospedale della cittadina toscana in provincia di Livorno. Ma sarebbe stato già privo di vita al momento dell’arrivo nella struttura sanitaria. La madre avrebbe raccontato ai medici di non essersi accorta della gravidanza. Sulla vicenda è stata aperta un’inchiesta dalla Procura di Livorno, che ha disposto l’esame medico sul corpo per chiarire le circostanze del decesso e stabilire se il bambino sia morto prima o dopo il parto.

Secondo quanto ricostruito finora, la donna, una trentenne residente fuori regione, si trovava in casa con il compagno quando ha iniziato ad accusare alcuni malesseri. Convinta che si trattasse di un disturbo legato alla digestione, sarebbe andata in bagno, dove avrebbe partorito senza essersi resa conto di essere incinta. Dopo il parto, la coppia ha raggiunto in auto il pronto soccorso dell’ospedale di Cecina, portando con sé il neonato. I sanitari hanno immediatamente avviato gli interventi necessari, ma per il piccolo non c’è stato nulla da fare. Il medico di turno ne ha constatato il decesso.

La madre è stata ricoverata per accertamenti. Le sue condizioni di salute sarebbero buone. Come previsto in circostanze di questo tipo, la struttura sanitaria ha informato le forze dell’ordine. Gli agenti del commissariato di polizia di Cecina hanno effettuato un sopralluogo in ospedale e raccolto le prime informazioni dal personale sanitario e dai genitori. In base alle prime valutazioni, il bambino sarebbe nato prematuro, con un’età gestazionale stimata tra le 30 e le 32 settimane. Si tratta, tuttavia, di una stima preliminare che dovrà essere verificata nell’ambito degli accertamenti medico-legali. Le indagini sono coordinate dal pubblico ministero della Procura di Livorno, Ezia Mancusi, che ha disposto l’esame autoptico. L’accertamento dovrà contribuire a stabilire le cause del decesso e a ricostruire la sequenza degli eventi. Al momento, infatti, non è stato possibile determinare se il neonato fosse già morto prima della nascita o se il decesso sia avvenuto subito dopo il parto. La salma si trova all’ospedale di Cecina, a disposizione dell’autorità giudiziaria. Gli accertamenti proseguono per fare piena luce sulla vicenda.

L'articolo Neonato morto a Cecina in un sacchetto, procura dispone l’autopsia: aperta un’inchiesta proviene da Il Fatto Quotidiano.

Duplice omicidio nel Modenese: coppia di anziani trovata decapitata in casa

15 October 2026 at 20:06

Duplice omicidio a Mirandola, centro di 25mila abitanti in provincia di Modena, dove due anziani coniugi italiani sono stati trovati decapitati all’interno della loro abitazione, un casolare di campagna. Il marito aveva ottant’anni, la moglie settanta. Non è noto chi abbia contattato le forze dell’ordine avvertendo della presenza dei due cadaveri.

Le indagini sono affidate alla Polizia e coordinate dalla Procura di Modena. Sul posto il dirigente della Squadra mobile Mario Paternoster e il pm di turno, il sostituto procuratore Marco Niccolini, oltre alla Scientifica per i rilievi,. L’unico dettaglio trapelato è che il figlio della coppia è stato sentito dagli investigatori: a quanto si apprende, le prime indagini sono orientate in ambito familiare.

“Questa è una tragedia che sta scuotendo nel profondo la nostra comunità, soprattutto per la dinamica. Poco fa ho parlato con il Questore e resto in attesa di aggiornamenti”, è l’unico commento rilasciato all’agenzia AdnKronos dalla sindaca di Mirandola, Letizia Budri.

L'articolo Duplice omicidio nel Modenese: coppia di anziani trovata decapitata in casa proviene da Il Fatto Quotidiano.

Pestato dal branco dopo aver difeso la figlia: identificati otto giovanissimi, ci sono anche i figli di due poliziotti

15 October 2026 at 14:00

Una lite tra ragazzine, l’intervento di un giovane in scooter e poi la violenta reazione di un gruppo di amici. È la sequenza che, secondo quanto ricostruito finora, avrebbe portato al pestaggio di un uomo di 50 anni nel quartiere Vomero, a Napoli, durante la serata di sabato 10 ottobre. L’uomo era intervenuto dopo aver saputo che sua figlia era stata aggredita. Circondato da una decina di giovanissimi, sarebbe stato colpito ripetutamente anche quando era già a terra. Le indagini dei carabinieri, coordinate dalla procuratrice per i minorenni Patrizia Imperato, hanno portato finora all’identificazione di otto ragazzi, quasi tutti minorenni. Gli accertamenti proseguono per chiarire il ruolo di ciascuno e individuare tutti i partecipanti. Tra gli identificati ci sarebbero anche i figli di due appartenenti alla Polizia.

La vicenda avrebbe avuto inizio con una lite tra tre ragazzine, nata per un ragazzo conteso. Durante lo scontro, una delle giovani sarebbe stata colpita e spinta contro il parabrezza di un’auto, finendo poi a terra. Nella ricostruzione degli investigatori compare anche un giovane arrivato in scooter, che avrebbe aggredito la ragazza. Il padre, informato di quanto accaduto alla figlia, avrebbe rintracciato il ragazzo e lo avrebbe schiaffeggiato. A quel punto, il giovane avrebbe chiamato alcuni amici, dando origine al pestaggio dell’uomo.

Durante la colluttazione è intervenuto anche un camion per la raccolta dei rifiuti, che avrebbe investito accidentalmente il cinquantenne. L’impatto gli ha provocato gravi lesioni a una gamba. Trasportato all’ospedale Cardarelli, è stato sottoposto alle cure necessarie per scongiurare il rischio di amputazione. Le sue condizioni sono in miglioramento, ma resta lo choc per l’aggressione. La moglie ha riferito che anche le figlie sarebbero state minacciate.

Le immagini del pestaggio, circolate sui social, hanno suscitato reazioni e richieste di intervento. Il prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha annunciato un rafforzamento dei controlli nella zona. Il sindaco Gaetano Manfredi e l’azienda comunale Asia hanno espresso solidarietà alla vittima. Sull’episodio è intervenuto anche il nuovo questore di Napoli, Fausto Lamparelli, che ha definito le immagini dolorose e una sconfitta per gli adulti, richiamando l’importanza della prevenzione e dell’educazione alla legalità. Il cardinale Domenico Battaglia ha chiesto di affiancare alla risposta giudiziaria un impegno concreto per le famiglie, le scuole e i luoghi di aggregazione: “L’emergenza educativa è soprattutto un problema degli adulti. I ragazzi hanno le loro responsabilità, ma educare vuol dire anche farsi carico del mondo in cui crescono”.

Video thumbnail

L'articolo Pestato dal branco dopo aver difeso la figlia: identificati otto giovanissimi, ci sono anche i figli di due poliziotti proviene da Il Fatto Quotidiano.

Ricina, le piante del seme velenoso individuate tra Riccia e il lago Occhito. Prosegue l’ispezione informatica

15 October 2026 at 11:08

Prosegue la ricerca di tracce informatiche che possano aiutare a ricostruire il duplice avvelenamento da ricina di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara, morte alla fine dello scorso dicembre. Giovedì mattina gli investigatori della Squadra Mobile di Campobasso e dello Sco sono entrati nel liceo classico Mario Pagano del capoluogo molisano, frequentato da Sara e dalla sorella Alice fino allo scorso anno scolastico. Gli accertamenti, iniziati intorno alle 9.15, riguardano 63 computer.

Poco prima dell’arrivo degli agenti è giunto nell’istituto anche il tecnico dei laboratori informatici. Le operazioni sono in corso e sono il proseguimento di quelle dei giorni precedenti con l’obiettivo di risalire all’utente che su Reddit chiedevano informazioni e notizie sul veleno spacciandosi per scrittore. Quella odierna ed è la terza delle quattro perquisizioni informatiche disposte dalla Procura di Larino nell’ambito dell’inchiesta per duplice omicidio volontario aggravato dall’uso di sostanze venefiche, al momento contro ignoti.

Nei giorni scorsi gli accertamenti hanno interessato l’Istituto Agrario e il liceo Scientifico di Riccia. In entrambi i casi gli investigatori non hanno sequestrato i singoli computer, ma hanno acquisito i dati dei server centrali, attraverso i quali transitano le connessioni dei dispositivi. Le informazioni saranno analizzate al termine delle operazioni nelle quattro scuole. Venerdì è prevista l’ultima perquisizione al liceo delle Scienze Umane di Casacalenda, dove insegna Laura Di Vita, cugina di Gianni Di Vita, padre di Sara e marito di Antonella.

Sempre secondo Repubblica, gli investigatori stanno cercando di verificare se le ricerche online di un utente che dall’agosto scorso avrebbe consultato su Reddit informazioni sull’impiego della ricina possano essere ricondotte a una persona coinvolta nella vicenda. Tra i termini che il software della Polizia di Stato è chiamato a individuare nei computer figurano anche “solfato di ammonio”, “solfato di sodio” ed “esano”, sostanze che potrebbero essere pertinenti alla lavorazione del veleno.

Le verifiche informatiche si inseriscono in un’indagine che punta a incrociare le tracce digitali con gli elementi scientifici raccolti sul veleno. Nelle scorse settimane, tra Riccia e le sponde del lago di Occhito, gli agenti della Squadra Mobile diretta da Marco Graziano, secondo quanto riporta Repubblica, avrebbero individuato diverse piante di ricina, in questo periodo dell’anno ricche di semi. È da questi ultimi che potrebbe essere stata ricavata la sostanza poi lavorata artigianalmente. Un’ipotesi investigativa che si collega alla quantità di veleno rilevata nei campioni di sangue delle due vittime dall’Istituto Maugeri di Pavia. Le due donne sono morte per un’intossicazione acuta da ricina. E dall’autopsia è emerso con chiarezza che le vittime non hanno avuto scampo per letalità e concentrazione del veleno.

La pista investigativa, riferisce ancora Repubblica, si concentra sulle relazioni personali di Gianni Di Vita e sui rapporti emersi dall’analisi delle chat di Antonella e dalle testimonianze raccolte. La procuratrice di Larino, Elvira Antonelli, ha escluso al quotidiano che l’ipotesi secondo cui l’obiettivo dell’avvelenamento fosse Gianni Di Vita sia una pista della Procura: “Fantasie. Non è una nostra ipotesi”. Secondo la ricostruzione riportata dal giornale, gli investigatori ritengono che l’obiettivo potesse essere Antonella, mentre non è ancora certo che anche la figlia Sara fosse destinataria del piano.

L'articolo Ricina, le piante del seme velenoso individuate tra Riccia e il lago Occhito. Prosegue l’ispezione informatica proviene da Il Fatto Quotidiano.

“Non è un mostro, dovrà assumersi le sue responsabilità”, la madre di uno dei ragazzi denunciati per il caso della minicar nera

15 October 2026 at 10:39

Il giorno dopo lo choc, la delusione e le preoccupazioni per una persona che ora è ricoverata in terapia intensiva, è il momento della riflessione e delle scuse. “Mio figlio dovrà assumersi le sue responsabilità, ma non è un mostro. Vorrei parlare con la mamma di Davide Iacopini e chiederle scusa” dice in un’intervista a Repubblica, la mamma di uno dei due ragazzi che con la minicar nera sono stati autori di aggressioni pericolosissime. Si tratta minorenne seduto sul lato del passeggero di quella macchinina nera che ha seminato il panico a Roma nel quartiere Monteverde (la vittima più grave è l’attore Davide Iacopini, ancora ricoverato in ospedale).

“Quella minicar non è nostra, una minicar non possiamo permettercela, ma ricchi o poveri non ti salvi da quel che la vita ti sbatte in faccia. Mio figlio era su quell’auto, da martedì notte purtroppo lo so e ora dobbiamo farci i conti. Ho visto mio figlio diverso, l’ho visto piangere. Si è portato, insieme al suo amico, un peso che non ha avuto il coraggio di raccontare. Ma io sono la madre: lo sentivo come respirava dentro – prosegue nella lunga intervista – Ho passato tutta la notte con lui, a parlargli, a capire. Mio figlio mi ha chiesto: ‘Si può credere che Dio faccia un miracolo? Io non lo so come si prega, aiutami a pregare per aiutare quell’uomo”. I due ragazzini, interrogati, hanno confessato le aggressioni dicendo che lo avevano fatto per gioco, perché si annoiavano nel giorno del compleanno di uno dei due.

“Non volevano dare nessuna bastonata, mio figlio mi ha raccontato che nelle loro intenzioni doveva essere uno scherzo: spaventare i passanti”. E aggiunge: “Non dovevano farli quegli scherzi, non dovevano. In quel momento non hanno capito che fosse grave. Dopo aver letto cos’era successo, si sono terrorizzati”. Nell’intervista spiega che il suo è “un figlio della società di oggi, dei cellulari, dei social. Ho cresciuto lui e suo fratello affrontando difficoltà enormi, cercando di trasmettere loro dei valori. La mattina esco alle 5 per andare a lavorare ma sono stata presente, li ho ripresi, ho combattuto contro i loro errori, anche quando sarebbe stato più semplice voltarmi dall’altra parte. Non sono una madre perfetta e non pretendo di esserlo. Ma non accetto l’idea che ogni errore di un figlio sia automaticamente la prova del fallimento dei suoi genitori. I nostri figli crescono dentro una società, non soltanto dentro una famiglia. E tutti dovremmo interrogarci sul mondo che stiamo consegnando loro”.

E conclude: “Vorrei che Davide tornasse alla sua vita. È questo che desidero più di ogni altra cosa. Spero di incontrarlo per chiedere scusa anche a lui. Riguardo a mio figlio, invece, so che dovrà affrontare le conseguenze delle sue azioni. Io non posso cancellare quello che è successo, ma posso continuare a educarlo, anche attraverso questo dolore. Perché essere madre non significa difendere sempre un figlio. A volte significa avere il coraggio di metterlo davanti alle proprie responsabilità“.

Intanto verranno inviati in giornata alla Procura dei minori di Roma gli atti dell’indagine relativa alle aggressioni all’attore Davide Iacopini e ad altre cinque persone. L’incartamento, coordinato dal sostituto procuratore Ambrogio Cassiani che ha delegato le indagini ai carabinieri, verrà trasmesso ai colleghi di via dei Bresciani. A quel punto la Procura minorile, dopo la formale apertura di un fascicolo, potrebbe convocare gli indagati reo confessi per ascoltarli o, alla luce di quanto raccolto a piazzale Clodio, disporre un’eventuale misura cautelare a loro carico. Non è esclusa, inoltre, una terza opzione, ossia la richiesta agli investigatori di ulteriori accertamenti.

L'articolo “Non è un mostro, dovrà assumersi le sue responsabilità”, la madre di uno dei ragazzi denunciati per il caso della minicar nera proviene da Il Fatto Quotidiano.

NERA | Internacionalizar + Algarve 3.0 lança ciclo dedicado ao Turismo de Natureza e Náutico

12 October 2026 at 13:36

As Nature & Nautic Sessions integram três workshops online dedicados aos desafios e oportunidades das empresas do Turismo de Natureza e Náutico, com enfoque na competitividade e internacionalização da oferta turística regional. O ciclo de sessões arranca no próximo dia 27 de outubro, entre as 14h30 e as 16h00, com a sessão “Turismo de Natureza […]

❌