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Comuni da manicomio: si sfilano e rinunciano ad assumere i vincitori del “loro” concorso. “Pensavamo gli stipendi li coprisse il Pnrr”

16 October 2026 at 10:50

La scena è difficile da immaginare, tanto è fantozziana. Partecipi a un concorso pubblico da funzionario, sostieni la prova a fine luglio, nel pieno della calura estiva, magari facendo centinaia di chilometri per arrivare alla sede indicata. Lo vinci e procedi a indicare il Comune che dovrebbe assumerti, solo che, a un metro dal traguardo, o anche poco prima, il Comune si sfila e sostiene che si era sbagliato, in realtà non ha le risorse per pagarti e quindi non se ne fa nulla. Sembra una barzelletta ma è quello che sta accadendo al concorso Ripam per funzionari nei piccoli comuni, quelli cioè sotto i 5mila abitanti.

Parliamo di personale da inquadrare tra quelli “a elevata qualificazione”, con quattro profili: giuridico, economico, digitale e tecnico. E’ ovviamente richiesta la laurea. Al bando, che è nazionale, rispondono un certo numero di Comuni e i posti a disposizione arrivano a poco meno di 180. Il procedimento parte ma a quel punto inizia una corsa al contrario, alcuni Comuni si sfilano perché , anche se avrebbero estremo bisogno di personale, non hanno i soldi per assumere. La fuga riguarda quasi un terzo del totale, alcuni peraltro lo fanno a pochi giorni dalle prove selettive di fine luglio. I posti a bando quindi calano a 124. Alle prove si presentano migliaia di persone, con un’età media, pare, tra i 30 e i 35 anni con punte minime e massime che vanno dai 25 a gli oltre 50 anni. Alla fine gli “idonei” saranno oltre 1700. A metà settembre finiscono anche le prove asincrone, cioè quelle per chi aveva ottenuto un rinvio per motivi di salute. Si può quindi procedere con le chiamate e le assunzioni, e invece inizia la tragicommedia.

Diversi Comuni, infatti, scrivono al ministero della Pubblica amministrazione per dire che non possono procedere alle assunzioni perché non hanno i soldi. Il Comune di Alimena (Palermo), per dire, scrive di aver prima “manifestato il proprio fabbisogno di personale e richiesto l’inserimento dei relativi profili professionali. Successivamente, tuttavia, sono intervenute condizioni di natura finanziaria e contabile che non consentono allo Stato attuale all’Ente di procedere alle conseguenti assunzioni”.Un altro comune dell’area, Trappeto, parla di “sopravvenute e mutate esigenze organizzative, nonché delle valtuazioni interne relative alla sostenibilità economico-finanziaria”. Le assunzioni sono pochissime. Nei giorni scorsi la Fp Cgil – che aveva già segnalato il problema a settembre – ha inviato una nuova lettera allarmata al ministero guidato da Paolo Zangrillo (FI) chiedendo di verificare subito la situazione, garantire che nessun vincitore perda l’assegnazione e “assumere le iniziative conseguenti nei confronti degli enti inadempienti”, visto che si erano formalmente impegnati ad assumere e “una rinuncia può trovare giustificazione in un impedimento concreto, sopravvenuto e documentato”. Il sindacato segnala almeno quattro amministrazioni comunali (una delle quali addirittura commissariata) che avrebbero formalizzato la rinuncia a procedere con le assunzioni, altre due che avrebbero l’avrebbero comunicata direttamente al vincitore e altrettante che l’avrebbero fatto “informalmente”.

Com’è possibile che un Comune si impegni per mettere a bando dei posti da funzionario e poi scopra di non avere i soldi per poagarlo? Nessuno si azzarda a metterlo per iscritto, ma da quanto filtra buona parte delle amministrazioni avrebbe, per così dire, mal interpretato i termini del bando, nella convinzione che i fondi stanziati dal Pnrr non coprissero solo i costi delle procedure ma pure gli stipendi, magari a vita, qualcosa che non si è mai visto con nessuna risorsa proveniente da fondi europei. E infatti una situazione del genere non si era mai verificata.

Dal ministero fanno sapere che nel bando era scritto chiaramente che il costo degli stipendi era a carico del Comune e assicurano di star cercando una soluzione, magari dirottando altrove le assunzioni. Al momento risultano 14 comuni rinunciatari su 57 aderenti al bando, sparsi tra Campania, Calabria, Sicilia, Sardegna e Marche, per un totale di 36 posti saltati, ma i numeri sembrano destinati a crescere visto che le assunzioni procedono a lumicino. “E’ incredibile quello che sta accadendo – spiega Danilo Colacino, del comitato dei partecipanti al concorso – il bando era chiaro e i Comuni non possono tirarsi indietro come se nulla forse. Molti dovranno sostenere spese legali e attendere chissà quanto per versi riconosciute le proprie ragioni. E questo senza considerare migliaia di idonei”. “La vicenda è surreale, parliamo di piccole amministrazioni che hanno un bisogno disperato di personale, posti dove magari non c’è più la Posta, la banca e i presidi territoriali dello Stato. Comuni con una manciata di funzionali che senza nuove assunzioni farebbero fatica a operare – spiega Tatiana Cazzaniga, responsabile Funzioni locali della Fp Cgil – Il ministero deve intervenire, dirottare altrove le graduatorie non può bastare se vìola i diritti diei vincitori”.

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Concorso da 1.640 posti per Allievi della Guardia di Finanza, tra i requisiti il diploma: come partecipare

13 October 2026 at 08:54

La macchina delle selezioni per le Forze dell’Ordine si prepara a lanciare una delle procedure più attese dell’anno. La Guardia di Finanza sarebbe in procinto di pubblicare il bando per il 26° Corso Allievi Finanzieri, che metterà a disposizione circa 1.640 posti a tempo indeterminato.

L’uscita del bando sul portale inPA e sul sito ufficiale del Corpo è prevista per il giorno 20 novembre 2026, in linea con le finestre di pubblicazione delle precedenti edizioni. La selezione si svilupperà lungo tutto il 2027, per poi far partire l’incorporamento dei vincitori all’inizio del 2028.

Cosa cambia rispetto agli altri concorsi

Tra le novità principali emerse dalle anticipazioni figura una modifica logistica di grande impatto per i candidati. Le prove scritte di preselezione dovrebbero svolgersi in sedi delocalizzate direttamente nelle regioni di provenienza dei concorrenti, evitando le tradizionali e onerose trasferte verso la Capitale nelle fasi iniziali dell’iter.

Quali sono i requisiti stimati per la partecipazione

In attesa del testo ufficiale, i parametri d’accesso dovrebbero ricalcare la struttura dei bandi precedenti:

Titolo di Studio Diploma di scuola secondaria di secondo grado
Limiti di età A partire da 18 anni e indicativamente fino a 24 anni non compiuti (con estensioni per i volontari FF.AA.)
Cittadinanza Cittadinanza italiana e godimento dei diritti civili e politici

I dettagli sulla ripartizione dei posti tra civile, contingente di mare e quote riservate ai Volontari in Ferma Prefissata saranno noti solo in seguito alla pubblicazione del bando, al quale occorrerà fare esclusivo riferimento per la conferma dei requisiti di partecipazione.

Cosa studiare per arrivare preparati al concorso

Ovviamente, l’ideale sarà aspettare l’uscita del bando per evitare di acquistare libri di testo inutili alla preparazione effettiva. Però, ci si può iniziare a orientare basandosi sulla struttura delle ultime edizioni del concorso.

La prova scritta di preselezione sarà un test a risposta multipla da 90 quesiti da completare in un lasso di tempo contenuto, generalmente intorno a un’ora. In assenza di una banca dati ufficiale pubblicata in anticipo prima della prova, una preparazione efficace richiede un allenamento costante e mirato fin dalle settimane precedenti l’uscita del bando.

I quiz delle edizioni passate si sono articolati su cinque macro-aree ben definite:

  • 35 quesiti che testano le abilità logico-matematiche, che rappresentano il blocco numericamente più consistente e che generalmente preoccupa maggiormente i candidati;
  • 25 quesiti volti a verificare la conoscenza orto-grammaticale, la sintassi, il lessico e le competenze morfologiche della lingua italiana, per i quali sarà utile ripassare le regole grammaticali di base e svolgere simulazioni su sinonimi, contrari e analisi logico-verbale.
  • 10 quesiti di Storia Contemporanea, con un focus sulle vicende italiane a partire dall’Unità d’Italia fino alle tappe d’integrazione dell’Unione Europea;
  • 10 quesiti di Educazione civica, che riguardano i principi della Costituzione e le nozioni chiave relative alle relazioni tra Stato e Istituzioni europee;
  • 10 quesiti di Geografia, con domande che riguarderanno le caratteristiche fisico-politiche ed economiche dell’Italia e dei Paesi dell’Unione Europea.

Come allenarsi per la prova fisica

Chi riuscirà a superare la preselettiva, sarà sottoposto a prove fisiche, un passaggio fondamentale ed eliminatorio dell’iter selettivo. Le sfide atletiche saranno differenziate in base al contingente di destinazione scelto in fase di candidatura.

Contingente Prove obbligatorie Prova facoltativa
Ordinario Salto in alto, corsa piana 1.000 metri, piegamenti sulle braccia Corsa piana 100 metri oppure nuoto 25 metri stile libero
Di Mare Salto in alto, corsa piana 1.000 metri, nuoto 25 metri stile libero Corsa piana 100 metri oppure piegamenti sulle braccia

Il mancato raggiungimento della prestazione minima anche in una sola delle discipline obbligatorie comporta l’esclusione immediata dal concorso. Al contrario, la prova facoltativa non determina l’inidoneità in caso di mancato superamento, ma costituisce una risorsa strategica per posizionarsi più in alto nella graduatoria di merito.

Per essere ammessi alle prove fisiche è obbligatorio presentare un certificato medico di idoneità all’attività sportiva agonistica in corso di validità. Il consiglio è quello di strutturare un piano di allenamento graduale e progressivo, simulando i tempi di corsa e le tecniche di esecuzione richieste dai parametri ufficiali del Corpo.

Come rimanere aggiornati sul bando

Dal momento che il bando di concorso non uscirà nel mese di ottobre, ma a novembre, si consiglia di monitorare spesso il portale inPA per non perdere il momento esatto di pubblicazione della selezione.

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