Cosa si deve fare se si trova una somma di denaro per terra? Può essere utile fare chiarezza su cosa prevede la legge se si trova una somma di denaro incustodita o abbandonata.
In questi casi non vale la regola informale del “chi lo trova se lo tiene”. Appropriarsi di denaro o beni di cui non si può ricostruire la provenienza può infatti comportare conseguenze legali. La legge obbliga a restituire qualsiasi cifra si trovi a terra, anche se non racchiusa all’interno di un portafoglio con documenti. Esiste infatti una procedura ben precisa da seguire.
Cosa fare se si trovano soldi in un portafoglio?
La situazione più semplice da gestire è il ritrovamento di banconote all’interno di un portafoglio. In questo caso la norma è netta: i soldi vanno restituiti a chi li ha smarriti. La presenza dei documenti d’identità rende immediata l’individuazione del proprietario.
In questa circostanza è possibile:
consegnare il portafoglio alle autorità (Polizia Locale, Polizia di Stato o Carabinieri);
spedire il portafoglio tramite posta all’indirizzo riportato sui documenti;
tentare la riconsegna di persona, se la residenza del proprietario si trova nelle vicinanze.
Cosa fare se si trovano banconote per terra senza portafoglio?
Più complessa è la situazione in cui si rinvengono contanti sparsi a terra, privi di portafoglio o elementi identificativi. Anche in questo caso sussiste l’obbligo legale di restituzione, ma occorre capire come procedere non conoscendo l’identità dello smarritore.
La soluzione è fare riferimento all’Ufficio Oggetti Smarriti presente in ogni Comune. Recandosi presso la casa comunale è possibile consegnare la somma: gli operatori redigeranno un verbale indicando l’importo, il luogo del ritrovo e le generalità del ritrovatore. Chi ha smarrito il denaro potrà rivolgersi al medesimo ufficio per chiederne la restituzione, fornendo dettagli specifici su luogo, orario e taglio delle banconote per confermare la propria titolarità.
Il Comune pubblicherà poi l’avviso di ritrovamento nell’Albo Pretorio omettendo i dettagli riservati del verbale, così da consentire la verifica delle richieste di reclamo.
C’è un beneficio per chi trova il denaro: se trascorso un anno dalla pubblicazione dell’avviso nessuno si presenta a richiedere la somma, questa spetta di diritto alla persona che l’ha consegnata in Comune.
Si ha diritto a una ricompensa?
Sia in caso di ritrovamento di un portafoglio sia di contanti a terra, chi ritrova la somma ha diritto per legge a un premio. Il Codice Civile stabilisce infatti che il ritrovatore possa richiedere una percentuale sulla somma ritrovata (pari al 10% fino a un certo valore e al 5% per la quota eccedente). Il proprietario non può rifiutarsi di corrispondere tale importo.
Nota bene: per ottenere la ricompensa, chi ha trovato i soldi deve farne esplicita richiesta al momento della restituzione.
Cosa si rischia a tenere i soldi?
La tentazione di trattenere una somma trovata per strada può essere forte, ma comporta dei rischi sul piano legale. Trattenere denaro altrui senza attivare le procedure di restituzione non costituisce più un reato penale (il reato di appropriazione di cose smarrite è stato depenalizzato), ma rappresenta un illecito civile.
Chi si appropria dei soldi rischia una sanzione pecuniaria comminata dal giudice, il cui importo viene calcolato in base alla gravità del fatto, all’entità della somma e alle condizioni economiche delle parti. Per evitare contenziosi e sanzioni, la condotta corretta e sicura resta sempre la consegna alle autorità o agli uffici comunali preposti.
La crisi energetica, che ha accompagnato tutto l’anno, sta per abbattersi sull’inverno 2026-2027. In molti si domandano quindi cosa convenga fare per risparmiare sulle bollette di luce e gas. Se tutti potevamo aspettarci un aumento, era difficile da quantificare. Ora, con gli ultimi dati comunicati a settembre da ARERA, possiamo sapere di quanto aumenteranno le bollette: +37,3% nel trimestre ottobre-dicembre per la luce e +12,7% per il gas.
Questi sono gli aumenti previsti per i milioni di utenti vulnerabili rimasti nel regime di maggior tutela, quindi chi usufruisce delle tariffe stabilite dall’Autorità di regolazione dell’energia sulla base dell’andamento del mercato all’ingrosso della stessa. Un mercato che però sta vivendo forti tensioni internazionali. Lo stesso clima di tensione riguarda anche gli utenti con contratti a prezzo variabile nel mercato libero, perché dipendono dalle fluttuazioni del mercato all’ingrosso.
Oggi scegliere la tariffa migliore può portare a risparmiare molto in bolletta. Quale valutare? Mettiamo in ordine tutto ciò che sappiamo fino ad oggi.
Quanto costa la bolletta della luce
La bolletta della luce costa cara: secondo i dati forniti per i clienti vulnerabili, il costo è di 43,43 centesimi a kilowattora. Altroconsumo ha stilato tre esempi:
una famiglia di tre persone con consumo annuo intorno ai 2.000 kWh vedrà la spesa salire da 173 a 237 euro (64 euro in più);
una famiglia di due persone vedrà la spesa salire da 87 a 118 euro (31 euro in più);
una famiglia di quattro persone con consumo annuo intorno ai 3.000 kWh vedrà la spesa salire da 260 a 357 euro (97 euro in più).
Quanto si risparmia cambiando offerta?
Risparmiare è possibile. Si possono attuare comportamenti virtuosi facendo attenzione al contatore, certo, ma si possono anche cambiare offerte o fornitori. La prima mossa consigliata è proprio quella di cercareofferte più convenienti sul mercato libero.
Ricordiamo infatti che i clienti del mercato tutelato possono passare al mercato libero e chi è già sul mercato libero sa che può guardarsi intorno per individuare l’offerta migliore.
Lasciare il mercato tutelato conviene?
Sul piano economico sì: il mercato libero offre soluzioni più vantaggiose, che possono portare a un risparmio anche di circa 50 euro l’anno (il 9% in meno).
Attenzione: il passaggio al mercato libero non va valutato guardando soltanto il prezzo al kilowattora, ma anche i propri consumi.
Quando conviene cambiare contratto?
Cosa bisogna guardare nel contratto e quando è meglio cambiarlo? Nella bolletta della luce, così come in quella del gas, è presente il box dell’offerta. Vengono indicate qui le condizioni che si sono accettate, dal costo alla durata del contratto.
Solitamente alla scadenza vengono proposte nuove condizioni economiche: è il venditore a mettersi in contatto con il cliente con diversi mesi di anticipo per rinnovare l’offerta. Generalmente si tratta di proposte in linea o vantaggiose, che spingono l’utente a confermare lo stesso fornitore.
Quote SuperStar • 5 punti più SuperStar: vincitori • 4 punti più SuperStar: 3 vincitori totalizzano € 31.682,00 • 3 punti più SuperStar: 116 vincitori totalizzano € 2.486,00 • 2 punti più SuperStar: 1506 vincitori totalizzano € 100,00 • 1 punti più SuperStar: 10019 vincitori totalizzano € 10,00 • 0 punti più SuperStar: 22924 vincitori totalizzano € 5,00
Estrazioni del Lotto
Ruota
1° estr.
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Bari:
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Cagliari:
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Firenze:
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Estrazione del 10eLotto serale
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Numero oro: 11
Doppio oro: 11 35
Prossima estrazione
La prossima estrazione del Lotto, SuperEnalotto e 10eLotto serale sarà alle 20:00 del martedì 20 ottobre 2026. Puoi giocare fino alle 19:30 del giorno dell’estrazione. Il jackpot del SuperEnalotto è di € 41.900.000,00 milioni e il montepremi complessivo è di 41,9 milioni di euro.
Estrazione precedente
Nell’ estrazione precedente di venerdì 16 ottobre 2026, non ci sono stati né 6 né 5+.
Quest’anno il Black Friday è in programma venerdì 27 novembre 2026, mentre il Cyber Monday è previsto per lunedì 30 novembre. Le offerte, però, potrebbero iniziare molto prima, con campagne promozionali distribuite lungo tutto il mese e iniziative dedicate ai clienti delle singole piattaforme.
Ma acquistare oggi nelle settimane che precedono l’evento può essere conveniente o meglio aspettare le offerte di novembre? La risposta dipende dal prodotto, dall’andamento dei prezzi e dalla capacità di distinguere uno sconto reale da una promozione soltanto apparente.
Black Friday 2026: quando conviene acquistare
Il fine ultimo per i consumatori non è acquistare al prezzo più basso ma comprendere quando un’offerta rappresenta davvero un’occasione di risparmio. Tra campagne promozionali anticipate, ribassi temporanei e prezzi di riferimento che possono rendere più appariscente lo sconto, confrontare le alternative è fondamentale per evitare acquisti impulsivi e proteggere il proprio budget, senza la pressione delle offerte a tempo. Chi ha già individuato un prodotto può verificare quanto costa nei diversi negozi, controllare le caratteristiche tecniche e stabilire una soglia di spesa oltre la quale non è disposto ad andare.
Durante il Black Friday, invece, il rischio è lasciarsi condizionare dalla percentuale di sconto o dalla paura di perdere un’occasione. Un prodotto pubblicizzato con un ribasso del 40% non è necessariamente più conveniente di uno scontato del 15% in un altro negozio: conta il prezzo finale, a parità di modello e condizioni di vendita.
Comprare adesso o aspettare novembre? I fattori da valutare
La scelta dipende anche dalla categoria merceologica. Per l’elettronica e gli elettrodomestici, confrontare più rivenditori è particolarmente utile perché lo stesso prodotto può essere venduto a prezzi differenti anche al di fuori delle grandi campagne promozionali. Per smartphone, computer, televisori e piccoli elettrodomestici, è opportuno controllare il codice esatto del modello, la memoria disponibile, gli accessori inclusi e le condizioni della garanzia.
Un’offerta apparentemente più vantaggiosa potrebbe infatti riguardare una versione meno accessoriata o un modello precedente. In questi casi, il confronto deve partire dalle caratteristiche del prodotto e non dalla percentuale di sconto esposta nella pubblicità.
Per gli acquisti non urgenti, aspettare novembre con il Black Friday può essere una strategia ragionevole, soprattutto se si vuole verificare se il prezzo scende ulteriormente. Non esiste, tuttavia, una regola valida per tutti i prodotti: un ribasso già consistente potrebbe non essere superato durante il Black Friday, mentre alcune offerte potrebbero risultare più interessanti soltanto per un periodo limitato. Anche la disponibilità ha un peso. Un prodotto molto richiesto potrebbe esaurirsi prima della giornata ufficiale, ma la scarsità segnalata da un sito non dovrebbe diventare un motivo sufficiente per acquistare senza confronti.
Per chi deve sostituire un elettrodomestico guasto o ha una necessità concreta, può essere più sensato scegliere un’offerta verificata oggi anziché attendere un ribasso futuro che non è garantito. Se invece l’acquisto è programmabile, il tempo a disposizione permette di raccogliere informazioni e decidere con maggiore consapevolezza.
Come capire se lo sconto è reale
Il prezzo barrato è uno degli elementi che attirano maggiormente l’attenzione durante le campagne promozionali. Ma è anche il dato da controllare con più attenzione. La normativa italiana, attraverso l’articolo 17-bis del Codice del consumo, prevede che gli annunci di riduzione del prezzo indichino, come riferimento, il prezzo più basso applicato dal venditore alla generalità dei consumatori nei 30 giorni precedenti. La regola si applica anche alle promozioni online e ai negozi fisici, con alcune specificità previste per determinati casi, tra cui i prodotti commercializzati da meno di 30 giorni. Il prezzo di listino o quello consigliato dal produttore può essere riportato come informazione aggiuntiva, ma non sostituisce il riferimento previsto dalla legge.
La distinzione è importante perché un ribasso calcolato sul prezzo di listino può sembrare molto elevato anche quando il prodotto viene venduto abitualmente a una cifra inferiore. Per valutare la convenienza, quindi, bisogna considerare il prezzo di riferimento corretto e, soprattutto, verificare quanto costa realmente il prodotto sul mercato. In base ad un’indagine realizzata da Altroconsumo il 12 febbraio 2026 su 208 siti di commercio elettronico, nel 62% dei casi le indicazioni sul prezzo di riferimento non rispettavano correttamente le regole oppure risultavano assenti. In particolare, il 41% dei siti non indicava il prezzo di riferimento previsto dalla normativa, mentre il 21% utilizzava criteri differenti da quello richiesto. Questi dati non significano che tutte le offerte siano ingannevoli, ma dimostrano perché sia utile non fermarsi al cartellino promozionale.
Monitorare i prezzi prima del Black Friday
Uno degli strumenti più efficaci per riconoscere un vero risparmio è lo storico dei prezzi. Esistono comparatori e servizi online che permettono di seguire l’andamento del costo di un prodotto nel tempo e di verificare se il prezzo attuale sia effettivamente interessante rispetto alle settimane precedenti.
Il monitoraggio consente di rispondere a una domanda concreta: quanto avrei pagato lo stesso articolo prima dell’inizio della promozione? Se un prodotto viene venduto a 500 euro da diverse settimane e durante il Black Friday scende a 450 euro, il risparmio rispetto al prezzo abituale è di 50 euro. Se invece il ribasso pubblicizzato viene calcolato su un prezzo di listino di 700 euro, la percentuale di sconto può apparire molto più elevata senza rappresentare il confronto più utile per il consumatore.
È importante, inoltre, confrontare lo stesso modello presso più rivenditori. Un prezzo inferiore può essere accompagnato da spese di spedizione più alte, tempi di consegna più lunghi o condizioni di reso meno favorevoli. Per questo, il costo da considerare è quello complessivo dell’acquisto. Un altro accorgimento consiste nel fissare in anticipo il budget e il prezzo massimo che si è disposti a pagare. Se l’obiettivo è acquistare un televisore a meno di 600 euro, per esempio, è preferibile concentrarsi sui modelli che rispettano questa soglia anziché lasciarsi attirare da prodotti più costosi soltanto perché presentati come occasioni imperdibili.
Il vero risparmio non dipende dalla data
Comprare prima del Black Friday o aspettare novembre non è una scelta che si possa risolvere con una regola generale. Il momento migliore è quello in cui si trova un prodotto adeguato alle proprie esigenze a un prezzo realmente conveniente, senza sacrificare qualità, sicurezza e condizioni di vendita. Chi ha tempo può iniziare subito a monitorare i prezzi e confrontare le offerte, arrivando alla fine di novembre con un riferimento concreto. Chi trova già un prezzo interessante può acquistare senza dare per scontato che il Black Friday porterà necessariamente un ulteriore ribasso.
La strategia più efficace è dunque separare la decisione di acquistare dalla pressione della promozione: stabilire cosa serve, definire il budget, verificare lo storico dei prezzi e confrontare il costo finale.
Quote SuperStar • 5 punti più SuperStar: vincitori • 4 punti più SuperStar: vincitori • 3 punti più SuperStar: 80 vincitori totalizzano € 3.926,00 • 2 punti più SuperStar: 1327 vincitori totalizzano € 100,00 • 1 punti più SuperStar: 9245 vincitori totalizzano € 10,00 • 0 punti più SuperStar: 19572 vincitori totalizzano € 5,00
Estrazioni del Lotto
Ruota
1° estr.
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Bari:
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Cagliari:
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Nazionale:
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Estrazione del 10eLotto serale
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59
62
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Numero oro: 13
Doppio oro: 13 7
Prossima estrazione
La prossima estrazione del Lotto, SuperEnalotto e 10eLotto serale sarà alle 20:00 del sabato 17 ottobre 2026. Puoi giocare fino alle 19:30 del giorno dell’estrazione. Il jackpot del SuperEnalotto è di € 41.100.000,00 milioni e il montepremi complessivo è di 41,1 milioni di euro.
Estrazione precedente
Nell’ estrazione precedente di giovedì 15 ottobre 2026, non ci sono stati né 6 né 5+.
Tornano le limitazioni al traffico per migliorare la qualità dell’aria. La decisione è stata presa dal Comune di Napoli che, con un’ordinanza dirigenziale del 13 ottobre 2026, ha disposto il divieto di circolazione per alcune categorie di veicoli più inquinanti.
Uno stop che avrà inizio il 19 ottobre 2026 e proseguirà fino al 31 marzo 2027. Riguarda i giorni feriali e tutto il territorio cittadino, con alcune eccezioni. Interessa in particolare le auto più datate e i diesel fino a Euro 5.
Divieto auto a Napoli, quando scatta
Come detto, le limitazioni alla circolazione vanno dal 19 ottobre 2026 al 31 marzo 2027. Stop attivo dal lunedì al venerdì nella fascia oraria compresa tra le 8:30 e le 18:30. Il blocco si applica su tutto il territorio comunale di Napoli, fatta eccezione per alcune arterie di scorrimento. Un modo per ridurre le emissioni nei mesi invernali, quando l’inquinamento atmosferico tende a salire.
Quali modelli sono fermi
L’ordinanza fa distinzione tra due gruppi di veicoli. Da un lato blocco valido per auto e veicoli commerciali Euro 0 ed Euro 1. Dall’altro, invece, si parla di auto e veicoli commerciali (categoria N1, N2 e N3) alimentati esclusivamente a gasolio con classe ambientale fino a Euro 5. A ciò si aggiungono moto e ciclomotori fino a Euro 2. Uno guardo al libretto di circolazione per individuare la classe ambientale è dunque d’obbligo.
Strade escluse e deroghe
Il divieto non si applica su alcune strade di grande scorrimento:
rete autostradale cittadina;
raccordo con l’autostrada A1 Napoli-Roma;
raccordo con l’autostrada A3 Napoli-Salerno;
strada statale 162;
raccordo di viale Fulco di Calabria.
Sono inoltre previste delle deroghe. Tra i veicoli esentati figurano:
mezzi storici;
mezzi atti al servizio di persone con disabilità;
mezzo di soccorso;
mezzi delle forze dell’ordine;
trasporto pubblico;
taxi;
scuolabus;
veicoli per il trasporto di medicinali e farmarci;
mezzi di giornalisti in servizio.
Le multe
Chiunque venga sorpreso a circolare su un mezzo soggetto al divieto, nelle fasce previste e fuori da strade escluse, rischia una sanzione amministrativa che va da 168 a 678 euro.
A partire dal 15 ottobre in diverse città italiane è possibile accendere il riscaldamento. Alcune amministrazioni cittadine, considerata la qualità dell’aria e le temperature relativamente miti, stanno ordinando riduzioni degli orari o stanno direttamente posticipando l’accensione del riscaldamento.
Il tema è comunque caldissimo, considerato il caro energia. Vediamo, dunque, come è possibile risparmiare sul riscaldamento della casa con semplici accorgimenti.
Come risparmiare sul riscaldamento
Con le attuali tariffe del mercato libero a prezzo bloccato, solo per riscaldare casa il costo medio può arrivare a 1.016 euro. A parità di consumi rispetto all’anno passato, ciò si traduce in una spesa superiore del +26%.
La stima è stata effettuata dagli esperti di Facile.it su dati Enea e Arera considerando un prezzo del gas nel mercato libero pari a 1,57 euro/Smc.
Il portale, leader fra i comparatori di prezzi e tariffe, ha stilato un sintetico vademecum per ridurre i consumi.
Quanto costa un grado in più
Partiamo dalla temperatura ottimale della casa: gli esperti puntualizzano che abbassare il riscaldamento di un solo grado permette di ottenere un risparmio in bolletta che può arrivare a quasi 95 euro.
E ridurre il tempo di accensione dei termosifoni, anche solo di un’ora al giorno, consente di ridurre la spesa circa 32 euro all’anno.
Ma quale sarebbe la temperatura ideale a casa? Nel settembre del 2022 il quotidiano Il Messaggero intervistò Alfredo Pontecorvi, professore ordinario di endocrinologia alla Cattolica del Sacro Cuore e primario al Policlinico Gemelli. “La temperatura ideale per il nostro benessere è di 19 gradi, quindi non è un dramma e ci farà perdere qualche chilo di troppo”, spiegò.
Quali interventi convengono davvero
Chi riscalda casa con una caldaia deve osservare uno stretto regime di controlli. Non si tratta di un’opzione, ma di un obbligo relativo alla sicurezza e alla salubrità degli ambienti domestici. La revisione della caldaia deve essere almeno annuale. Una caldaia non controllata a norma di legge può comportare (oltre ai rischi per la sicurezza) anche multe salatissime: fino a 3.000 euro.
Il secondo consiglio è quello di installare valvole termostatiche. Attualmente sono obbligatorie solo per gli immobili con riscaldamento centralizzato. Ma le valvole termostatiche sono consigliate ai fini del risparmio anche a chi ha il riscaldamento autonomo.
Passiamo alla domotica: un termostato smart attivabile a distanza può aiutare a tenere sotto controllo il riscaldamento di casa in base ai propri orari.
Altri consigli
Facile.it consiglia poi di fare attentamente la propria tariffa, confrontandola con le altre presenti sul mercato. Gli esperti del portale stimano che sia possibile risparmiare fino al 27% passando dalla tariffa meno vantaggiosa a quella migliore.
Occhio poi alle stufette elettriche, che devono però essere usate con parsimonia, altrimenti rischiano di costare fino a 2 euro al giorno.
Altro consiglio: se il ricambio d’aria è indispensabile per questioni di salubrità, meglio limitarlo quando i riscaldamenti sono accesi. Abbassare le tapparelle o le persiane la sera può poi aiutare a ridurre la dispersione di calore. I radiatori, poi, (che devono essere regolarmente spurgati) non vanno coperti con mobili, tende pesanti o altro. Questo ostacolo alla circolazione del calore può far salire la bolletta anche del +5%.
Per la Cgil, la politica non si sta concentrando sui problemi degli italiani, che sono i salari, la sanità, la scuola, il fisco, l’ambiente e la pace. Al contrario si spendono soldi in armi e si volta la testa di fronte agli studenti nelle tende per il caro affitti, agli agricoltori, agli autotrasportatori e agli operai che da giorni stanno bloccando strade e attività.
È da qui che parte La Via Maestra, una manifestazione nazionale che si radunerà in Piazza della Repubblica a Roma il 17 ottobre, a partire dalle 13:30, fino a raggiungere Piazza del Popolo.
Manifestazione 17 ottobre: La Via Maestra
Si chiama “La Via Maestra” la manifestazione della Cgil e di oltre 100 associazioni che si sono riunite per rilanciare “un nuovo protagonismo sociale” e “la piena attuazione della Carta Costituzionale”. Come si legge sul sito della Cgil Milano, si tratta di una mobilitazione resa necessaria di fronte a una “torsione autoritaria del Paese, ma anche in Europa e nel mondo”.
Tra i tanti temi, uno molto sentito è la pace, perché questa non passa attraverso la conversione dell’economia in un’economia di guerra.
Altri temi toccati nella piazza del 17 ottobre saranno:
fisco;
welfare pubblico universalistico;
ambiente;
lavoro e occupazione;
emergenza salariale;
contrasto alla precarietà;
disuguaglianze e divari territoriali;
democrazia costituzionale.
Orari e percorso
La manifestazione nazionale “La Via Maestra” è in programma per sabato 17 ottobre. Le associazioni che si sono unite alla chiamata della Cgil si ritroveranno a Roma per chiedere politiche che rimettano al centro lavoro, diritti, casa, sanità e le nuove generazioni.
Il raduno è previsto in Piazza della Repubblica intorno alle 13:30. La partenza dipenderà dalle persone in arrivo, ma si stima un orario di conclusione del corteo intorno alle ore 17:00 a Piazza del Popolo.
Cosa chiede la Cgil
Il segretario generale, Maurizio Landini, denuncia il peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro e le difficoltà che colpiscono soprattutto i giovani. Per questo, per il leader del sindacato, è arrivato il momento di “far emergere i bisogni reali del Paese” e di costruire un fronte comune capace di “unire le lotte sociali che sono in campo sul lavoro, per il diritto allo studio, per il diritto alla casa, per una sanità che funzioni”.
Nel suo intervento, Landini ha richiamato l’attenzione anche sui lavoratori dell’Ilva in sciopero a Genova, Taranto e Alessandria, chiedendo che non venga interrotta quell’attività affinché l’Italia non diventi l’unico Paese industriale al mondo dove la produzione di acciaio viene cancellata.
Poi il focus critico sull’aumento delle spese militari (pari a 14 miliardi) annunciato dal governo:
Oggi noi abbiamo bisogno di investire sul lavoro perché non sia precario, sugli stipendi perché si arrivi alla fine del mese, per la scuola, per la sanità pubblica, per il diritto alla casa.
Quote SuperStar • 5 punti più SuperStar: vincitori • 4 punti più SuperStar: 3 vincitori totalizzano € 29.750,00 • 3 punti più SuperStar: 93 vincitori totalizzano € 2.837,00 • 2 punti più SuperStar: 1553 vincitori totalizzano € 100,00 • 1 punti più SuperStar: 10115 vincitori totalizzano € 10,00 • 0 punti più SuperStar: 23525 vincitori totalizzano € 5,00
Estrazioni del Lotto
Ruota
1° estr.
2° estr.
3° estr.
4° estr.
5° estr.
Bari:
87
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Cagliari:
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Firenze:
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Estrazione del 10eLotto serale
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Doppio oro: 87 43
Prossima estrazione
La prossima estrazione del Lotto, SuperEnalotto e 10eLotto serale sarà alle 20:00 del venerdì 16 ottobre 2026. Puoi giocare fino alle 19:30 del giorno dell’estrazione. Il jackpot del SuperEnalotto è di € 40.300.000,00 milioni e il montepremi complessivo è di 40,3 milioni di euro.
Estrazione precedente
Nell’ estrazione precedente di martedì 13 ottobre 2026, non ci sono stati né 6 né 5+.
Il nuovo Codice della strada prepara cambiamenti anche per chi si muove in bicicletta, comprese quelle elettriche. Ed anche per i rider che si spostano pedalando.
Il testo, fra le altre cose, fa una distinzione precisa fra le e-bike e i cicli a propulsione per i quali sarà previsto obbligo di casco e contrassegno, sulla falsariga di quanto avvenuto per i monopattini.
Il nuovo Codice della strada non è ancora legge
Prima, però, una doverosa precisazione: il nuovo Codice della strada non è ancora legge, ma è solo nella fase preliminare.
Al momento il Consiglio dei ministri ha approvato lo schema di decreto legislativo che riscrive la materia. Ma prima dell’approvazione vera e propria del testo definitivo e dell’arrivo dei decreti attuativi, che daranno corpo alle intenzioni, dovranno passare ancora molti mesi. Si consideri, inoltre, che nei vari passaggi parlamentari il testo potrebbe subire diverse modifiche.
I cicli a propulsione
C’è una soglia di potenza che fa da spartiacque: 0,25 kW di potenza nominale continua (pari a 250 watt). In velocità, tale potenza si traduce in un aiutino per il ciclista solo mentre pedala, che smette di funzionare a 25 chilometri orari.
Al di sotto della soglia ci sono le biciclette a pedalata assistita, mentre al di sopra ci sono i cicli a propulsione, che necessiteranno di casco e contrassegno (non si sa ancora se vera e propria targa come quella dei motorini o “targhino” come quello dei monopattini).
Rider, cosa cambia per chi effettua le consegne
Le nuove regole, di conseguenza, interessano anche il mondo delle consegne a domicilio.
Nel testo non si fa riferimenti a professioni specifiche: il criterio indicato nello schema è la classificazione tecnica del mezzo utilizzato. Ma di fatto, i rider dovranno tenere conto della nuova impostazione. In sintesi:
un rider in sella a una normale bicicletta a pedalata muscolare oppure in sella a una bici a pedalata assistita resta soggetto alla disciplina prevista per le biciclette;
un rider in sella a una bici a propulsione dovrà mettere casco ed esibire contrassegno identificativo.
E le stesse regole si applicheranno a tutti gli altri utenti.
Attraversamenti pedonali
Un’altra novità riguarda il comportamento dei ciclisti quando attraversano la strada sulle strisce pedonali. Questa l’impostazione:
se ci sono pedoni sulle strisce, secondo lo schema di riforma, il ciclista deve fermarsi prima di impegnare la carreggiata e scendere dalla bici;
se le strisce si trovano allo sbocco di un percorso promiscuo pedonale e ciclabile, secondo un’ordinanza della Cassazione (n. 2363/2026) il ciclista può restare in sella purché non intralci o metta in pericolo i pedoni. In caso contrario, deve condurre la bici a mano.
Resta fermo il fatto che gli automobilisti devono concedere la precedenza ai pedoni sugli attraversamenti pedonali, con bici o meno al seguito. Chi non rispetta l’obbligo potrà essere multato anche da remoto tramite le telecamere.
Altre misure
Ci sono poi altre misure, ricavate dalla bozza di riforma del Codice della strada presentata ad agosto. Queste sono le principali: casco obbligatorio sotto i 14 anni per tutti i ciclisti, luce posteriore accesa anche di giorno, bici da corsa esentate dall’obbligo di marcia su pista ciclabile e bandierina obbligatoria per handbike e bici guidate da under 12.
Si possono ancora usare stufe e camini per riscaldare la propria abitazione? In Italia non esiste un divieto a livello nazionale che impedisca l’utilizzo di questi sistemi di riscaldamento, ma delle limitazioni esistono. Queste vengono applicate dalle Regioni e riguardano il divieto di installazione di nuovi apparecchi che non rispettano gli standard di emissione o il divieto di utilizzare gli apparecchi già presenti in casa se troppo inquinanti. Dal 2017 esiste un criterio per capire se il proprio generatore a biomassa, quindi una stufa o un camino a legna o pellet, rientra nello standard accettato. Si chiama “classe ambientale” ed è una certificazione rilasciata dal produttore attraverso il libretto dell’apparecchio.
In alcune zone, che risentono particolarmente del freddo, ci sono regole più restrittive. L’area della Pianura Padana è una di queste, perché il riscaldamento attraverso stufe e camini genera maggiori polveri sottili e inquina l’aria. Così dal 2017 Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna hanno firmato un accordo che introduce delle misure comuni contro lo smog.
Il riscaldamento a legna è vietato?
No, il riscaldamento a legna non è vietato, ma esistono delle limitazioni. Regioni come Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna hanno le proprie regole generali ed alcune che si applicano alla pubblicazione dei bollettini sulla qualità dell’aria.
Facciamo l’esempio della Lombardia, che dal 2026 ha previsto limitazioni a stufe, camini e altri generatori alimentati a biomassa. Non è il primo anno con limitazioni, ma nel tempo la Regione Lombardia ha introdotto norme sempre più severe per contenere le emissioni di particolato atmosferico.
Infatti è dal gennaio 2020 che è vietato utilizzare generatori a biomassa che non raggiungono almeno la classe ambientale tre stelle, quindi gli apparecchi di classe inferiore non possono essere utilizzati. Nel caso di nuove installazioni i requisiti sono più severi, perché il nuovo apparecchio deve essere almeno di classe ambientale quattro stelle. La classificazione ambientale è disciplinata dal D.M. 186 del 2017.
I limiti dei caminetti a legna
Così come chi possiede una vecchia stufa, anche i caminetti a legna non sono automaticamente inutilizzabili. Per chi possiede una stufa vecchia è bene recuperare la certificazione o, in assenza di questa, reperire la documentazione del produttore così da verificare marca, modello, potenza e certificazione ambientale.
Per quanto riguarda i caminetti a legna, invece, la disciplina regionale individua alcune situazioni nelle quali questi possono essere accesi saltuariamente a scopo ricreativo. La potenza al focolare è permessa fino a 10 kW.
Attenzione: limitazioni o permessi temporanei potrebbero perdurare nel tempo in caso di maggiore inquinamento atmosferico. A dettare le linee guida sarà quindi la Regione una volta acquisiti i dati sull’inquinamento dell’aria.
Cosa succede dal 15 ottobre?
A partire dal 15 ottobre 2026 scatta in Lombardia la normativa sul riscaldamento a biomassa. Diventano applicabili nuovi requisiti emissivi relativi agli impianti con potenza termica al focolare superiore a 35 kW.
Requisiti e limiti:
possono essere richiesti sistemi per l’abbattimento delle polveri;
sistemi di accumulo inerziale.
Attenzione: i requisiti possono variare in relazione all’altitudine.
Quindi, una stufa o un camino con potenza inferiore a 35 kW è utilizzabile senza problemi, almeno fino al 15 ottobre 2027, quando poi scatterà un ulteriore livello di severità sugli impianti. Intanto bisogna fare attenzione a non superare tale limite, per esempio con un nuovo acquisto.
Rischio sanzioni da 500 a 5.000 euro
La normativa prevede anche una corretta manutenzione, come la pulizia della canna fumaria. La Regione infatti ha ricordato che una canna fumaria sporca o una combustione non corretta possono determinare maggiori emissioni, consumi più elevati e problemi di sicurezza.
La nuova normativa prevede sanzioni da 500 a 5.000 euro per il mancato rispetto delle limitazioni per i generatori a biomassa.
I divieti nelle altre Regioni
Dopo aver esplorato l’esempio della Lombardia, possiamo andare veloci con i divieti e le limitazioni d’uso di stufe e camini. Anche in Veneto infatti sono in vigore restrizioni all’uso di stufe e camini inquinanti, ovvero di classe inferiore a 2 e 3 stelle.
In Emilia-Romagna, con il Piano Aria Integrato Regionale, ci sono limitazioni su camini, stufe a legna e pellet con il divieto per apparecchi di classe 1 e 2 stelle.
Infine il Piemonte, che vieta l’installazione di generatori di calore a biomassa legnosa con una potenza inferiore a 35 kW e classi di prestazione inferiori a 3 o 4 stelle.
Tra le varie disposizioni del nuovo Codice della Strada, una di quelle di maggior impatto per la quotidianità degli automobilisti italiani riguarda la revisione delle scadenze per la Patente B.
Il disegno di legge introduce una semplificazione attesa da anni, che andrà a modificare le fasce d’età e i rinnovi periodici. L’effetto sarà quello di ridurre la frequenza dei controlli medici per una vasta platea di guidatori.
La patente sarà valida dieci anni fino ai 65 anni
La novità principale per i titolari di patente B, e in generale per le patenti del gruppo 1, riguarda l’innalzamento dell’età limite entro cui il documento ha la validità di 10 anni.
Il confronto con l’assetto attuale evidenzia la portata del cambiamento:
attualmente il rinnovo avviene ogni 10 anni fino al compimento dei 50 anni di età, per poi scendere a 5 anni nella fascia tra i 50 e i 70 anni;
con le nuove disposizioni la soglia per la validità decennale viene alzata ufficialmente fino ai 65 anni.
In termini pratici, gli automobilisti di età compresa tra i 50 e i 65 anni non dovranno più sottoporsi alla visita medica di conferma ogni cinque anni, con un risparmio diretto sia in termini di tempo e di costi, sia per le visite ortopediche o medico-legali, sia per la procedura burocratica in sé. E in un Paese in inverno demografico significa rendere felice una fetta di persone piuttosto ampia.
Cosa succede dopo i 65 anni
Superata la soglia dei 65 anni, il calendario dei rinnovi tornerà a contrarsi per garantire la costante verifica dei requisiti psicofisici. Per la fascia tra i 65 e i 70 anni la validità del documento scende a 5 anni, per poi passare a scadenze triennali tra i 70 e gli 80 anni e a cadenza biennale oltre l’ottantesimo anno d’età.
Severo il quadro sanzionatorio per chi circola con il documento scaduto, regolato dall’articolo 126 del Codice della Strada: scattano la sanzione pecuniaria, il ritiro del titolo di guida e il rischio del diritto di rivalsa dell’assicurazione in caso di incidente, come anche per chi causa incidenti per eccesso di velocità.
Tuttavia, non si incorre in alcuna sanzione per mancato possesso del documento fisico qualora si esibisca alle forze dell’ordine la foto della patente o la sua versione digitale certificata sullo smartphone.
Con il nuovo Codice della Strada, cambia il sistema sanzionatorio per gli eccessi di velocità.
L’obiettivo della riforma è abbandonare la rigidità delle fasce storiche per introdurre criteri di proporzionalità più stringenti e una gestione digitalizzata dei verbali, con l’intento di colpire con maggiore efficacia i comportamenti recidivi e le violazioni nei centri urbani.
Come si calcolano le sanzioni
La vera novità riguarda il superamento del vecchio sistema a quattro scaglioni di velocità. Il nuovo testo introduce un meccanismo progressivo che parametra la sanzione pecuniaria all’effettivo sforamento rilevato dal tachimetro o dagli autovelox.
Invece di multare allo stesso modo automobilisti che viaggiano con una differenza tra i 10 e i 40 km/h oltre il limite, la sanzione cresce proporzionalmente per ogni singolo chilometro orario in eccesso.
Viene mantenuta invece la distinzione per scaglioni per quanto riguarda le sanzioni accessorie, ossia la decurtazione dei punti dalla patente e il provvedimento temporaneo di sospension (ora denominato divieto di guida).
Notifiche veloci: cosa cambia con i verbali
I tempi di gestione dei verbali subiranno una netta accelerazione. Per tutte le infrazioni accertate tramite dispositivi di rilevamento a distanza, il termine di notifica della multa scende da 90 a 45 giorni.
Per quanto riguarda le multe fatte direttamente su strada dalle forze dell’ordine, il tempo di ricezione resta di 90 giorni.
Multe automatiche in corsia di sorpasso in autostrada
La riforma introduce anche una norma inedita sulla velocità minima in autostrada. Sulle arterie a tre corsie per senso di marcia con circolazione per file parallele, scatta il divieto espresso di occupare la corsia di sorpasso, quella più a sinistra, a una velocità inferiore ai 100 km/h, salvo diverse condizioni legate al traffico o alle intemperie meteo.
Aggravanti, ricorsi al Prefetto e rateizzazioni
Il nuovo testo inasprisce notevolmente le sanzioni in presenza di specifiche circostanze. L’importo della multa viene raddoppiato (+100%) qualora l’eccesso di velocità sia commesso da chi guida senza patente, se dal superamento del limite deriva un incidente stradale o se la violazione avviene durante un inseguimento con le Forze dell’Ordine.
Parallelamente cambiano le tutele per il cittadino:
in caso di rigetto dell’impugnazione del ricorso al Prefetto, la multa non viene più raddoppiata ma aumentata di un terzo, riducendo l’impatto economico per il ricorrente;
per le sanzioni complessive superiori a 200 euro nello stesso verbale, i soggetti in condizioni economiche disagiate possono accedere al pagamento rateizzato;
gli enti creditori non procederanno alla riscossione coattiva per importi residui pari o inferiori a 10 euro.
Il nuovo Codice della Strada 2026 approvato in Consiglio dei Ministri introduce una serie di modifiche su multe, controlli, assicurazioni e documenti di guida. La riforma, secondo il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, punta a rendere le sanzioni meno gravose nei casi ordinari, ma più severe per i comportamenti considerati più pericolosi. Tra le principali novità ci sono la riduzione di alcuni importi, il blocco dell’adeguamento automatico biennale all’inflazione e l’arrotondamento al ribasso delle cifre.
Nuovo Codice della Strada 2026, multe ridotte e sanzioni riorganizzate
La riforma prevede una riorganizzazione generale delle sanzioni principali. Le fasce sanzionatorie vengono ridotte da 82 a 21. La prima fascia prevede, in linea generale, un minimo di 25 euro e un massimo di 100 euro, mentre l’ultima arriva da 10.000 a 40.000 euro.
Il principio indicato dal Mit è quello di mantenere una funzione deterrente, evitando però importi considerati eccessivamente penalizzanti nei casi meno gravi. Allo stesso tempo, il testo introduce un inasprimento per le condotte più rischiose, con l’obiettivo di rafforzare la sicurezza stradale. I minimi edittali da 26 e 42 euro scendono rispettivamente a 25 e 40 euro. Le multe da 83 e 87 euro vengono invece ridotte a 80 euro.
Stretta su chi guida senza assicurazione
Una delle misure più rilevanti riguarda la circolazione senza copertura assicurativa. Per chi viaggia senza assicurazione è previsto il divieto di marcia a tempo indeterminato. Il provvedimento interviene anche sui veicoli con targa straniera: chi circola in Italia per più di 30 giorni dovrà avere un’assicurazione conforme alle regole italiane. È previsto inoltre un meccanismo di recupero delle somme non pagate dagli utenti stranieri, così da rendere più efficace la riscossione delle multe.
Le novità per autovelox, patente e libretto cartacei
Cambiano anche i tempi di notifica delle sanzioni quando l’infrazione viene accertata da remoto, senza contestazione immediata. Il termine scende da 90 a 45 giorni. La novità riguarda, ad esempio, i verbali legati a rilevazioni effettuate tramite dispositivi automatici.
La riforma prevede anche che ogni procedura di riscossione coattiva sia preceduta da un avviso bonario, per consentire al cittadino un confronto prima dell’attivazione del recupero forzoso.
Il nuovo Codice supera l’obbligo di portare con sé i documenti fisici di guida e circolazione. Patente e carta di circolazione non saranno più documenti da esibire necessariamente su carta. In caso di controllo, le forze dell’ordine potranno verificare i dati tramite l’accesso alle banche dati digitali nazionali. Anche il verbale potrà essere redatto in formato digitale e notificato in via telematica attraverso il servizio delle notifiche digitali della Pubblica amministrazione.
Novità per disabili, moto e monopattini
La riforma semplifica le procedure relative al Contrassegno Unificato Disabili Europeo, il CUDE. Tutti i Comuni dovranno aderire alla piattaforma nazionale, così da garantire il riconoscimento del contrassegno su tutto il territorio italiano.
Per i motociclisti viene introdotta la possibilità di utilizzare la corsia di emergenza in autostrada in caso di sinistri o rallentamenti, fermo restando l’obbligo di lasciare spazio ai mezzi di soccorso e di polizia.
Per i monopattini elettrici è previsto il divieto di circolazione quando rappresentano un intralcio o un pericolo per i pedoni. I Comuni potranno inoltre individuare aree di sosta sui marciapiedi, purché resti garantito il passaggio sicuro dei pedoni e delle persone con disabilità.
Trasporto professionale fino a 70 anni
Il nuovo Codice della Strada 2026 interviene anche sulle patenti del gruppo 2, cioè quelle per autotrasporto e autobus. Il limite di età viene innalzato da 68 a 70 anni, con verifiche mediche periodiche. La misura riguarda le patenti C1, C1E, C, CE, D1, D1E, D e DE. Per alcune categorie sono previste limitazioni specifiche dopo i 70 anni, soprattutto per l’autotrasporto professionale per conto terzi e per la guida di veicoli destinati al trasporto persone.
L’inizio dell’inverno 2026 mette gli italiani di fronte alla domanda su come riscaldare le proprie abitazioni nella maniera più economica ed efficiente possibile. Dopotutto il riscaldamento della casa causa un enorme impatto sul consumo di energia e quindi sui costi in bolletta, soprattutto se si utilizzano sistemi vecchi da aggiornare. Qual è quindi il sistema di riscaldamento più economico?
Qual è il riscaldamento più economico oggi?
Un’alternativa più economica alla caldaia a gas è la stufa a legna o a pellet, quindi una caldaia a biomassa. La convenienza dipende soprattutto dal costo delle materie prime che sono facilmente reperibili, soprattutto se si possiede una casa in montagna. Lo svantaggio in molti casi è la manutenzione, che ha un costo più elevato.
Quali sono le biomasse?
Quali sono gli altri combustibili da biomassa? Facciamo riferimento alle fitomasse, ovvero le biomasse provenienti da piante come:
legna;
pellet;
cippato;
noccioline;
sansa;
segatura.
Ma dentro si trovano anche sottoprodotti agricoli come paglia e ramaglie, oppure i residui dell’industria alimentare locale come la vinaccia, la sansa e l’agri-pellet.
Ognuna di queste ha caratteristiche specifiche, che vanno dall’efficienza al basso costo, fino alla semplificazione dello stoccaggio o all’assenza di impurità.
Riscaldare l’abitazione con le biomasse può essere più o meno vantaggioso a seconda di quale si utilizza, dal cippato di legno alla legna da ardere, fino al pellet. La soluzione più economica, grazie a una filiera corta e alla disponibilità locale che riduce i costi di trasporto o approvvigionamento, è il cippato di legno a 32 euro al megawattora, la metà della legna da ardere che invece si stabilizza a 67 euro circa al megawattora.
Quanto si risparmia con il pellet rispetto al gas?
Le tensioni geopolitiche internazionali hanno spinto in alto i prezzi dell’energia e le biomasse legnose per il riscaldamento si confermano per il 2026-2027 le soluzioni più stabili, economiche e sostenibili.
Anche se da gennaio 2026 il pellet sta registrando una crescita del 27% rispetto all’anno precedente, resta ancora il più competitivo se messo a confronto con il costo dell’energia per megawattora. Mettendo a confronto i dati ARERA e i prezzi del pellet certificato ENplus A1:
Combustibile
Unità di Misura
Costo Medio (Ottobre 2026)
Costo Termico (€/MWh)
Risparmio stimato vs Metano
Legna da Ardere
Ton / Quintale
~18 – 22 € / q.le
60 – 67 €
fino al 45%
Pellet (ENplus A1)
Sacco 15 kg
~7,10 – 7,30 € / sacco
96 – 99 €
fino al 18%
Gas Metano
Smc
~1,05 – 1,15 € / Smc
110 – 115 €
Riferimento
GPL
Litro
~1,15 – 1,25 € / Litro
135 – 145 €
Più caro del Metano (+20%)
Gasolio Riscaldamento
Litro
~1,40 – 1,50 € / Litro
140 – 150 €
Più caro del Metano (+30%)
Quale consuma di più: la stufa a pellet o il condizionatore?
Con lo stesso principio si può rispondere alla domanda su quale consumi di più tra stufa a pellet e condizionatore. Da una parte abbiamo l’utilizzo di un elettrodomestico a energia elettrica, che subisce gli effetti della vulnerabilità internazionale rispetto agli aumenti di prezzo dati dall’instabilità in Medio Oriente; dall’altra abbiamo il prezzo delle biomasse, piuttosto stabile nel tempo, che utilizza risorse locali e quindi è indipendente dalle importazioni.
I dati dell’Associazione Italiana Energie Agroforestali ci raccontano che l’Italia dispone di un grande patrimonio forestale, di oltre 11 milioni di ettari su circa il 40% del territorio. Si tratta di un potenziale definito “poco sfruttato” perché utilizzato tra il 18% e il 37% rispetto a una media europea del 73%.
Con le biomasse si risparmia sul gas e si toglie la propria abitazione dal sistema di dipendenza energetica. A ricordarlo è il presidente dell’associazione, Marco Bussone.
Quale scegliere?
È difficile dare una risposta univoca, perché per diversi tipi di impianti di riscaldamento serve un investimento iniziale piuttosto elevato. Certo, si può rientrare dalla spesa nel corso del tempo, ma questo non risponde direttamente a cosa convenga per l’inverno 2026-2027 che ormai è alle porte. Per esempio, un primo modo per risparmiare sul riscaldamento è passare da una vecchia caldaia a gasolio a una a metano. Si può poi puntare sulle pompe di calore, ma senza fotovoltaico non portano a risparmiare così tanto.
Il riscaldamento domestico sta andando verso un’integrazione tra tecnologie, in particolare in un edificio efficiente, ovvero con cappotto termico e adeguatamente isolato, al quale si aggiunge l’energia elettrica prodotta da pannelli fotovoltaici e una pompa di calore per costruire un unico sistema.
Per ottenere questo risultato ci sono dei bonus da poter utilizzare, come il “Conto Termico“, cioè il contributo diretto erogato dal Gestore dei Servizi Energetici per chi sostituisce un vecchio impianto di riscaldamento con un moderno impianto a pellet o legna. Oppure si può guardare agli interventi di riqualificazione energetica o ristrutturazione edilizia con Ecobonus e Bonus Casa.
Quote SuperStar • 5 punti più SuperStar: vincitori • 4 punti più SuperStar: 3 vincitori totalizzano € 33.026,00 • 3 punti più SuperStar: 75 vincitori totalizzano € 2.635,00 • 2 punti più SuperStar: 1274 vincitori totalizzano € 100,00 • 1 punti più SuperStar: 8514 vincitori totalizzano € 10,00 • 0 punti più SuperStar: 18747 vincitori totalizzano € 5,00
Estrazioni del Lotto
Ruota
1° estr.
2° estr.
3° estr.
4° estr.
5° estr.
Bari:
56
21
79
19
67
Cagliari:
23
76
52
15
63
Firenze:
22
63
81
76
49
Genova:
17
57
79
14
68
Milano:
1
3
46
32
29
Napoli:
69
23
30
80
10
Palermo:
76
84
49
87
82
Roma:
20
6
36
62
18
Torino:
41
55
33
8
87
Venezia:
39
6
81
41
79
Nazionale:
52
33
59
45
12
Estrazione del 10eLotto serale
1
3
6
17
20
21
22
23
39
41
52
55
56
57
63
69
76
79
81
84
Numero oro: 56
Doppio oro: 56 21
Prossima estrazione
La prossima estrazione del Lotto, SuperEnalotto e 10eLotto serale sarà alle 20:00 del giovedì 15 ottobre 2026. Puoi giocare fino alle 19:30 del giorno dell’estrazione. Il jackpot del SuperEnalotto è di € 39.500.000,00 milioni e il montepremi complessivo è di 39,5 milioni di euro.
Estrazione precedente
Nell’ estrazione precedente di sabato 10 ottobre 2026, non ci sono stati né 6 né 5+.
Le regole del Codice della Strada non svaniscono all’interno del parcheggio di un supermercato o di un centro commerciale. Quelle norme infatti sono attive anche nell’area privata di un parcheggio. Una nozione che, se si è dimenticata, può costare molto cara.
Lo ha ricordato la Corte di Cassazione con la sentenza numero 17279 del 2009, che ha richiamato le regole generali della circolazione e la loro applicazione nei parcheggi privati aperti al pubblico. Diverso invece è per un parcheggio privato di un’abitazione o uno spazio chiuso, riservato a poche persone autorizzate. La proprietà di un supermercato, invece, non esclude l’applicazione delle norme stradali.
Quindi anche all’interno di un parcheggio di un centro commerciale possono essere riconosciute violazioni e applicate le relative multe.
Multe nel parcheggio del supermercato
Il parcheggio di un supermercato è un’area privata, ma ad uso pubblico. Quindi si applica il Codice della Strada. A fare la differenza è il numero di persone che possono accedere a quest’area privata. Il cortile di un condominio è diverso dal parcheggio di un centro commerciale, dove un incidente, l’ammaccatura provocata da ignoti o l’occupazione di un posto riservato a persone disabili o mezzi di soccorso seguono le stesse regole del Codice della Strada.
La giurisprudenza infatti lo ha chiarito con la sentenza della Cassazione 17279 del 2009, che ha riconosciuto l’applicabilità delle regole generali sulla circolazione dei veicoli anche nei parcheggi privati di centri commerciali, supermercati e simili.
Valgono quindi in questi spazi la segnaletica, le precedenze, gli stop, i divieti di sosta e altre prescrizioni applicabili. Quello che il cliente deve sapere è che un parcheggio di un centro commerciale o di un supermercato è un’area privata, ma segue le regole degli spazi pubblici, quindi in generale non possono essere ignorate le norme del Codice della Strada.
Cosa succede in caso di incidente?
In caso di incidente all’interno di un parcheggio privato ma ad uso pubblico, come per la strada e i parcheggi pubblici, si dovrà verificare la responsabilità del sinistro.
Capire quindi se la natura dell’incidente sia dovuta all’assenza di un segnale di stop, alla velocità, a una manovra azzardata o rischiosa. Uno spazio privato non esclude l’applicazione di norme e neanche l’intervento delle forze dell’ordine.
Queste possono procedere a:
accertamenti;
contestare eventuali violazioni;
sottoporre i conducenti ai controlli alcolemici.
Cosa succede in un “parcheggio non custodito”?
Anche la dicitura “parcheggio non custodito” non cambia il fatto che, all’interno dell’area, si debbano rispettare le regole del Codice della Strada. Infatti, parcheggio non custodito indica soltanto l’assenza di responsabilità in caso di furto di oggetti lasciati nell’auto, mentre per un parcheggio a pagamento è previsto l’obbligo di custodia.
Non viene meno, invece, la responsabilità rispetto alla sicurezza e alla manutenzione dell’area parcheggio. Quindi, se un’automobile subisce danni a causa di una buca non segnalata o di un tombino rialzato, la struttura è responsabile dei danni provocati alle cose sottoposte a custodia.
Attenzione: la responsabilità non scatta in automatico e di volta in volta bisognerà accertare il rapporto tra cosa, condizione dell’area, danno ed eventuale caso fortuito.
In caso di furto, gli esercizi commerciali che dispongono di telecamere di videosorveglianza possono rilasciare i filmati per permettere a chi ha subito il furto di analizzarli e scoprire l’identità del ladro.
Attenzione però alla conservazione di questi dati, che non può essere superiore alle 72 ore. Per ottenere i filmati bisogna:
rivolgersi alle autorità competenti;
fotografare subito il danno;
annotare data e orario;
individuare le telecamere;
informare la direzione;
chiedere la conservazione delle registrazioni;
denunciare l’ignoto ladro all’autorità.
Cosa succede se si parcheggia nei posti per disabili?
Un parcheggio privato, abbiamo capito, deve rispettare le regole del Codice della Strada e così vale anche per i posti adibiti alle persone con disabilità. Quindi in un parcheggio privato di un centro commerciale o di un supermercato non si possono occupare senza l’autorizzazione.
A regolare il parcheggio per disabili è l’articolo 158 del Codice della Strada, che vieta la sosta negli spazi riservati alla fermata o alla sosta dei veicoli al servizio delle persone con disabilità. La sanzione va da 330 a 990 euro, con decurtazione di sei punti dalla patente.
Attenzione anche all’automobilista che, in possesso del contrassegno unificato per i disabili europeo (il CUDE), non lo espone. In questo caso la sanzione arriva fino a 600 euro con la decurtazione di quattro punti dalla patente. In caso di rimozione forzata, le spese del carroattrezzi devono essere pagate da chi ha infranto la legge.
Il servizio a tutele graduali per l’energia elettrica potrebbe subire una proroga fino al 31 dicembre 2027.
Questo concederebbe più tempo alle famiglie per scegliere un’offerta sul mercato libero. È questa l’ipotesi allo studio del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, mentre l’attuale scadenza del regime è fissata al 31 marzo 2027.
Tutele graduali, cosa prevede la proroga del Mase
Senza proroga, i clienti domestici non vulnerabili che entro il 31 marzo 2027 non avranno scelto un’offerta del mercato libero passeranno automaticamente a un’offerta del proprio venditore del servizio a tutele graduali. La proposta sarà individuata tra quelle disponibili a dicembre 2026, selezionando quella con la spesa annua più bassa.
Arera ha già avviato le comunicazioni ai clienti spiegando cosa accadrà alla scadenza attualmente prevista. Le informazioni riportate nelle bollette riguardano sia il passaggio al mercato libero sia le diverse modalità di tutela previste per i clienti vulnerabili.
In base all’ipotesi allo studio, dal 1° aprile al 31 dicembre 2027, in assenza di una scelta sul mercato libero, il fornitore potrebbe continuare ad applicare ai clienti domestici non vulnerabili le attuali condizioni commerciali oppure, se più vantaggiose, quelle della migliore offerta praticata dallo stesso fornitore a questi clienti.
In caso di passaggio automatico, tutto avverrà senza interruzioni della fornitura elettrica e senza che sia necessario firmare un nuovo contratto. Non cambieranno neppure le modalità di ricezione della bolletta.
Le condizioni economiche dell’offerta applicata dopo il passaggio automatico varranno almeno 12 mesi e il cliente potrà recedere anticipatamente senza costi. L’eventuale proroga potrebbe modificare le modalità e i tempi del passaggio.
Le comunicazioni Arera
Arera ha predisposto un calendario di comunicazioni per informare i clienti serviti dalle tutele graduali sulle conseguenze della scadenza:
da settembre a novembre 2026 arriverà una prima comunicazione informativa sul passaggio previsto alla scadenza del servizio;
a dicembre 2026 i clienti riceveranno una comunicazione sintetica con le condizioni dell’offerta selezionata, la relativa scheda e l’avviso dell’avvenuto invio;
da gennaio a marzo 2027 sarà trasmesso un promemoria contenente il codice dell’offerta, utilizzabile sul portale offerte per simulare la spesa annua e confrontarla con quella delle altre proposte del mercato libero.
La documentazione contrattuale completa potrà essere inviata entro il 31 marzo 2027, salvo che il cliente la richieda prima.
Il codice dell’offerta consentirà di effettuare un confronto tra la proposta individuata dal venditore e le varie tariffe disponibili.
Clienti vulnerabili, cosa cambia dal 1° aprile 2027
Come detto, per i clienti vulnerabili sono previste regole differenti: in assenza di una scelta sul mercato libero, dal 1° aprile 2027 è previsto il passaggio automatico al Servizio di maggior tutela.
Chi possiede i requisiti per essere considerato vulnerabile, ma non è ancora stato identificato come tale dal proprio venditore, può dichiarare questa condizione compilando il modulo allegato alle bollette inviate da settembre 2026.
I clienti già riconosciuti come vulnerabili riceveranno invece un’apposita comunicazione in bolletta.
Come trovare l’offerta luce più conveniente
Per confrontare le tariffe dell’energia elettrica è possibile utilizzare il portale offerte dell’Arera, uno strumento gratuito e indipendente realizzato e gestito da Acquirente Unico sulla base delle direttive dell’Autorità.
Per effettuare una simulazione servono alcuni dati riportati nella bolletta della luce:
consumo annuo di energia, espresso in kilowattora (kWh);
potenza impegnata, espressa in kilowatt (kW);
Comune di riferimento;
tipologia di offerta desiderata, a prezzo fisso oppure variabile.
Con l’arrivo della stagione fredda, torna l’attenzione sulla manutenzione degli impianti di riscaldamento. Controllare la caldaia non è soltanto una questione di efficienza e consumi: per gli impianti termici sono previsti obblighi di manutenzione e verifiche periodiche, il cui mancato rispetto può comportare sanzioni amministrative fino a 3.000 euro.
La normativa di riferimento è il D.P.R. 74/2013, che disciplina i controlli e la manutenzione degli impianti termici.
Manutenzione ordinaria e controllo dei fumi, le differenze
Il primo intervento è la manutenzione ordinaria, che comprende la verifica dei parametri di funzionamento, le regolazioni e la pulizia dell’apparecchio. Il tecnico controlla le componenti più esposte all’usura e verifica che la caldaia funzioni correttamente.
Il controllo dei fumi, invece, è una verifica dell’efficienza energetica e della combustione. Permette di misurare parametri come il tiraggio, la regolazione del bruciatore, la temperatura dei fumi e i valori di monossido di carbonio e anidride carbonica.
La manutenzione ordinaria non ha una periodicità annuale uguale per tutti gli impianti stabilita in via generale dalla normativa nazionale. Bisogna seguire le indicazioni dell’installatore e del produttore riportate nel libretto d’uso e manutenzione. In mancanza di istruzioni, si può fare riferimento alle norme tecniche Uni e Cei.
Ogni quanto bisogna controllare la caldaia
Per il controllo di efficienza energetica, le indicazioni generali sono le seguenti (fermo restando che possono essere previste altre disposizioni regionali):
Tipo di impianto
Potenza termica
Controllo
combustibile liquido o solido
fino a 100 kW
ogni 2 anni
gas metano o Gpl
fino a 100 kW
ogni 4 anni
combustibile liquido o solido
oltre 100 kW
ogni anno
gas metano o Gpl
oltre 100 kW
ogni 2 anni
Quanto costa la revisione della caldaia
La spesa dipende dal tipo di intervento. Le cifre, indicativamente:
manutenzione ordinaria – da 90 a 140 euro;
controllo dei fumi – da 60 a 90 euro;
bollino blu – 13 euro per gli impianti con potenza inferiore a 35 kW.
Bollino blu e verde
Al termine dei controlli, il tecnico abilitato compila i documenti e registra gli interventi sul libretto dell’impianto. Il rapporto di controllo attesta le verifiche effettuate e, quando previsto, viene accompagnato dal bollino.
Il bollino blu è indicato per gli impianti termici con potenza inferiore a 35 kW. Il bollino verde riguarda i generatori di calore con potenza compresa tra 35 e 350 kW. Il contrassegno riporta un codice identificativo e viene utilizzato nella documentazione relativa al controllo.
Chi paga i controlli se la casa è in affitto
In un’abitazione in affitto, le responsabilità economiche sono ripartite tra proprietario e inquilino. In base alle indicazioni richiamate dall’articolo 1576 del Codice civile, il locatore deve sostenere le riparazioni necessarie per mantenere l’immobile idoneo all’uso, compresa la sostituzione della caldaia o dei componenti diventati inefficienti a causa dell’usura.
All’inquilino spettano invece, salvo diverso accordo, le spese relative alla manutenzione ordinaria e al controllo dei fumi. Negli edifici con riscaldamento centralizzato, la gestione della manutenzione dell’impianto compete all’amministratore di condominio.
Caldaia non controllata, multe salate
Chi non effettua i controlli obbligatori sulla caldaia rischia una sanzione amministrativa da 500 a 3.000 euro. Inoltre le verifiche possono far emergere irregolarità nella documentazione o nel libretto dell’impianto, che andranno sanate.
Il Financial Times ha pubblicato la classifica annuale dedicata agli Executive Master in Business Administration (Emba). In questo scenario la formazione manageriale italiana si è particolarmente distinta, con la sede torinese della Escp Business School che ha conquistato il quinto posto assoluto.
La top five globale rappresenta un risultato di rilievo per chi valuta un investimento importante sulla propria carriera, che vede il nostro Paese presente con 3 programmi tra i 100 migliori al mondo. Vediamo chi guida la graduatoria.
La classifica del Financial Times
Il quotidiano britannico pubblica questa graduatoria dei migliori master post-laurea in economia e gestione d’azienda ogni anno. Parliamo degli Executive Mba, rivolti a chi ha già esperienza professionale.
In vetta alla classifica si piazza l’Emba Kellogg-HKUST, nato dalla collaborazione tra l’americana Kellogg School of Management e l’asiatica HKUST Business School. Tra i 100 programmi migliori al mondo compaiono tre proposte italiane, a conferma della competitività di alcune business school del nostro Paese su scala internazionale.
Escp Torino, quinta al mondo
L’Italia è trainata dall’Executive Mba della Escp Business School. È un’istituzione fondata a Parigi ma ormai diffusa su scala internazionale con 7 campus, tra i quali spicca quello di Torino. Il programma si è aggiudicato il quinto posto nel mondo, risultando primo tra gli italiani e terzo tra gli europei.
Ha inoltre conquistato la medaglia d’argento per esperienza internazionale, con una quota di partecipanti e docenti stranieri superiore al 90%. Ecco le parole di Alberta Di Giuli, Dean di Escp Torino:
Sono particolarmente orgogliosa del contributo che il team e la faculty del Campus di Torino apportano a questo risultato. (…) La nostra è un’offerta formativa rigorosa, aggiornata e capace di generare valore concreto per i partecipanti.
Bocconi e Politecnico
Le altre due italiane richiedono di scorrere un po’ di più la classifica. L’Emba della Sda Bocconi School of Management si colloca al quarantesimo posto. Un salto indietro di 15 posizioni rispetto al 2025.
Più indietro c’è la Polimi School of Management del Politecnico di Milano, all’ottantanovesimo posto. Anche in questo caso si registra un peggioramento, considerando il 77esimo gradino precedente.
I criteri della graduatoria
Per stilare questa particolare classifica, il Financial Times non guarda a un singolo parametro, ma combina più criteri per misurare il valore reale di un Executive Mba. Tra gli elementi considerati ci sono: