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Pierina Buffon, da incidente stradale a femminicidio: l’ipotesi dello schianto volontario dopo la denuncia per stalking

18 October 2026 at 09:54

Da omicidio stradale, da subito sospetto, a femminicidio. Cambia l’ipotesi di reato per Fulvio Ielmini, 73 anni, indagato per la morte dell’ex compagna Pierina Buffon, 69 anni, deceduta giovedì scorso in uno scontro frontale sulla tangenziale di Cassano Magnago, nel Varesotto. Secondo l’accusa, l’uomo avrebbe provocato volontariamente l’impatto con la Jaguar che guidava, invadendo la corsia opposta proprio mentre sopraggiungeva l’utilitaria della donna. La Procura di Busto Arsizio ha disposto una perquisizione nella sua abitazione. Ielmini è ricoverato e piantonato all’ospedale di Varese, dove era stato trasportato dopo l’incidente.

La nuova contestazione arriva al termine dei primi accertamenti su una vicenda che, fin dall’inizio, aveva sollevato interrogativi. In un primo momento non era stata esclusa l’ipotesi di un incidente provocato da un malore. Ora gli inquirenti ipotizzano che lo schianto possa essere stato volontario. Saranno gli accertamenti investigativi a chiarire che cosa sia successo sulla tangenziale e quali fossero le intenzioni dell’uomo.

La separazione e la denuncia di luglio

Buffon e Ielmini avevano avuto una relazione durata otto anni, conclusa a giugno per volontà di Pierina Buffon. Secondo i familiari e la legale della donna, l’ex compagno non avrebbe accettato la fine del rapporto. La famiglia ha riferito di minacce, litigi e pedinamenti, mentre a fine luglio era stata presentata una denuncia all’autorità giudiziaria per presunti comportamenti persecutori.

L’avvocata Cinzia Botta, che assisteva la vittima, aveva confermato che la vicenda era già stata segnalata. “A fine luglio avevamo già denunciato all’autorità giudiziaria i comportamenti del signor Ielmini”, aveva spiegato, aggiungendo che proprio nei giorni precedenti alla morte di Buffon era in preparazione una memoria da depositare in Procura, affinché fosse definito il titolo di reato a carico dell’uomo.

Dopo la morte della madre, i figli hanno riferito agli inquirenti gli elementi in loro possesso e chiesto che vengano ricostruiti anche i fatti delle settimane precedenti allo schianto. “È stata inseguita dal suo ex che si è fatto giustizia da solo. È stata aspettata e anche seguita, come dimostrano i video che ho in tasca”, aveva dichiarato al Tg3 uno dei figli della donna.

Gli accertamenti sulla dinamica

La mattina di sabato 17 ottobre, gli agenti della polizia locale di Cassano Magnago hanno effettuato nuovi rilievi per ricostruire nel dettaglio l’incidente. Secondo la ricostruzione riportata, la Jaguar guidata da Ielmini avrebbe invaso la corsia opposta mentre arrivava l’auto di Buffon. Per la donna i soccorritori non hanno potuto fare altro che constatare il decesso sul posto; l’uomo è rimasto ferito e deve essere sottoposto a un intervento chirurgico alla gamba sinistra.

Nei prossimi giorni sono attesi l’autopsia e una consulenza cinematica, esami ritenuti fondamentali per chiarire la dinamica dello scontro e verificare l’ipotesi accusatoria. Anche la difesa richiama la necessità di accertamenti. L’avvocato Angelo Luini aveva sottolineato che il suo assistito si trovava in stato confusionale e che era prioritario stabilirne le condizioni mentali: “Fondamentale, in questo momento, è stabilire le condizioni mentali del mio assistito”. La famiglia chiede che venga fatta piena luce sulla vicenda. “I figli della signora Buffon vogliono arrivare in fondo alla vicenda e chiedono la verità sull’accaduto”, ha dichiarato l’avvocata Botta.

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Donna investita e uccisa nel Varesotto, ipotesi femminicidio per la 69enne coinvolta in un frontale. L’altro conducente era l’ex compagno

17 October 2026 at 10:20

Quello che era stato etichettato come un incidente stradale, causato da un malore, potrebbe essere in realtà un femminicidio. L’impatto frontale che ha provocato la morte di una donna di 69 anni sulla tangenziale di Cassano Magnago, in provincia di Varese, è avvenuto intorno alle 9.30 di venerrdì. Alla guida dell’altra macchina c’era un 73enne, ex compagno della vittima. Secondo la ricostruzione fatte dalla Polizia, l’incidente non sarebbe frutto di fatalità. Il conducente dell’altra auto, che è stato trasportato in codice giallo con l’elisoccorso al pronto soccorso dell’ospedale di Circolo di Varese, è ora indagato.

Secondo quanto riportato dalla Prealpina, è al vaglio l’ipotesi del femminicidio; i familiari della vittima hanno chiesto verifiche più approfondite sul caso e hanno riferito che l’ex compagno la perseguitava da tempo. Il 73enne, che ha riportato delle lesioni agli arti ma è cosciente, non ha fornito la sua versione dei fatti finora. I telefoni della vittima e dell’uomo sono stati sequestrati dagli inquirenti e proseguono le indagini per quello che, al momento, è stato catalogato dalla polizia come omicidio stradale.

La Procura di Busto Arsizio, coordinata dal pm Massimo De Filippo, già da ieri sera aveva chiesto alcuni approfondimenti agli agenti, sollecitata dei familiari della vittima. Per la posizione in cui sono stati trovati i due veicoli, sarebbe improbabile l’ipotesi del malore. L’auto della 69enne, infatti, non ha invaso la corsia opposta e non avrebbe avuto il tempo di evitare il mezzo che veniva dal lato opposto della strada.

La donna è morta sul colpo e i vigili del fuoco hanno lavorato a lungo con due squadre per estrarre il corpo della vittima, intrappolato fra le lamiere. Le indagini proseguono per chiarire ogni aspetto della dinamica, anche grazie alle informazioni testimoniali raccolte sul luogo dell’incidente per comprendere le traiettorie dei veicoli. Verranno effettuate anche l’autopsia sul corpo della vittima e gli esami tecnici sui veicoli.

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