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More on how Bari Weiss is using CBS on behalf of Israel

After David Ellison acquired CBS to make it Israel friendly, he hired Bari Weiss, an equally devoted Israel partisan, to do the job. She pushed staff to smear anti-genocide candidates, meddled in a report that exposed Israeli settlers, and her handpicked foreign editor threatened to fire staff who didn't go along

‘We will build palaces for Jews in Gaza’: Right-wing activists establish new outpost near border

Nachala movement set up a makeshift outpost as part of a push to resettle Gaza; Likud Party official attended the event, while local authorities demanded immediate police action. Police and the military have so far made no effort to remove the activists

Israeli police detain 10 people in rare raid against West Bank settlers

Move comes after US photojournalist and group of European diplomats and Palestinians were assaulted in separate attacks

Israeli police have detained 10 people in a rare raid against settlers, after a weekend of extreme violence in the occupied West Bank including an attack on US photojournalist Heidi Levine, which she described as an “attempted lynching”.

She was knocked down, kicked and beaten by a group of masked Israeli men as she covered the olive harvest in a Palestinian village on Friday. The militants broke four vertebrae and a rib, ripped open her finger so it required surgery and left her with lacerations across her body.

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© Photograph: Debbie Hill/UPI/Shutterstock

© Photograph: Debbie Hill/UPI/Shutterstock

© Photograph: Debbie Hill/UPI/Shutterstock

West Bank, i 10 arresti “spot” tra i coloni dopo l’aggressione ai diplomatici europei: “Il governo Netanyahu continua a frenare le indagini”

19 October 2026 at 17:16

L’attacco ai diplomatici a Taybeh è stato troppo. La polizia israeliana è intervenuta e ha fatto sapere lunedì di aver arrestato dieci persone. Coloni estremisti, per cui “sono state rinvenute prove che li collegano ai presunti atti di violenza” contro la delegazione di rappresentanti europei – tra cui il sindaco 70enne del comune francese Aulnoye-Aymeries Bernard Baudoux – di sabato scorso tra i campi di olivi intorno all’unico villaggio cristiano rimasto in West Bank, sulla montagna di Ramallah. Del resto, gli eventi sono stati ampiamente documentati sui social, rilanciati da tutti i media internazionali e suscitato reazioni sdegnate dei Paesi europei, che già hanno scelto di alzare la voce sull’espansione inarrestata degli insediamenti illegali israeliani in Cisgiordania (non è il caso dell’Italia, mentre è capofila del fronte di pressione il governo di Londra di Andy Burnham).

Erano proprio una decina i giovani incappucciati e armati di sassi e bastoni, si vedevano chiaramente nei video girati dai palestinesi e dagli attivisti anti-occupazione che accompagnavano gli europei sabato. Le organizzazioni dei coloni hanno fatto sapere che uno dei luoghi perquisiti dalla polizia era un avamposto agricolo illegale vicino all’insediamento di Ofra, e un altro 15 km più a nord, l’insediamento di Shiloh. In base alle immagini, la polizia ha potuto sequestrare anche “diversi veicoli”.

È un evento raro, quello della repressione attiva delle autorità israeliane contro i coloni violenti, e ancor più raro è vedere decine di arresti in una volta sola. Di certo contano le pressioni internazionali, non solo europee ma anche statunitensi, dove l’amministrazione Trump ha più volte esortato l’alleato Benjamin Netanyahu a liberarsi di queste frange “impresentabili” ed evitare di finire un giorno su due sulle prime pagine dei media di mezzo mondo per eventi violenti. Vista anche l’aggressione alla fotoreporter del Washington Post Heidi Levine, domenica il Segretario di Stato Usa Marco Rubio ha affermato che l’amministrazione è “molto turbata” e che si aspetta un intervento da parte di Israele.

Netanyahu continua a minimizzare: sabato il suo ufficio ha diramato una nota che invitava a considerare anche le violenze dei palestinesi nella regione, domenica in una rara conferenza stampa con i reporter israeliani (non ne faceva una in presenza dal 7 ottobre 2023, ma ora ci sono le elezioni), ha detto di ritenere la violenza dei coloni “un’enorme esagerazione. Penso che il vero pericolo sia che ci troviamo di fronte a una grande campagna di propaganda incentrata su questi giovani rivoltosi, che ci stanno davvero causando danni enormi”. Le violenze sono campagna elettorale anche per la destra di Ben-Gvir e Smotrich, che ritengono di guadagnare voti sostenendo i movimenti più estremisti dei “giovani delle colline”, ma danneggiano anche i partiti più tradizionali della destra ebraica. Per questo il premier non è contrario a mettere un freno al fenomeno, anche solo simbolico. “Per la prima volta ho coinvolto lo Shin Bet”, ha annunciato domenica Netanyahu, e ha promesso misure “per sradicare completamente questo fenomeno”.

Sotto la patina mediatica, però, la realtà è più complessa, e la realtà è che il governo Netanyahu sta facendo di tutto per limitare gli strumenti di chi intende fermare la violenza dei coloni, come denunciano del resto ong anti-occupazione come Peace Now. Lunedì, reagendo più alle parole di Netanyahu che alle richieste di sanzioni dei Paesi europei, il ministro della Difesa Israel Katz ha messo in chiaro che dal suo punto di vista la repressione delle violenze in Cisgiordania è una questione di ordine pubblico, perché i coloni sono dei civili, e quindi andrebbe affidata alla polizia e non all’esercito. “La gestione della grave violenza perpetrata da una manciata di rivoltosi ebrei in Cisgiordania deve essere interamente responsabilità della polizia israeliana, comprese la prevenzione, le indagini e il perseguimento penale. Le Forze di difesa israeliane non devono e non possono impegnarsi in attività di controllo civile, ma devono piuttosto combattere il terrorismo palestinese”, ha detto Katz.

Calata sul terreno, però, questa logica si traduce in una risposta molto blanda alle violenze. Non solo perché la polizia risponde al ministero della Sicurezza nazionale guidato dall’estremista Itamar Ben-Gvir, ma anche perché i territori in cui avvengono i fatti sono sempre più spesso quelli dell’area A e B, e la responsabilità di sicurezza sono fondamentalmente appannaggio dell’Idf.

Katz ha parlato anche di questo, domenica. Ha annunciato di aver elaborato una “direttiva per regolamentare le attività di controllo civile in Cisgiordania, che suddivide le competenze tra le Idf e la polizia“. Il piano, ha aggiunto però, “non include raccomandazioni per il ripristino dei provvedimenti di detenzione amministrativa nei confronti dei coloni. I provvedimenti amministrativi non sono la soluzione: la soluzione è un’azione di polizia forte ed efficace”.

Anche l’Idf, comunque, è sotto accusa da parte dei palestinesi e delle organizzazioni che difendono il rispetto del diritto internazionale in West Bank. In molti casi non è intervenuto in tempo: per una precisa strategia, dicono i critici, per mancanza di mezzi e perché il governo lega le mani ai militari, secondo lo stesso esercito.

Lunedì, alcuni funzionari della difesa israeliani hanno confermato al quotidiano Haaretz che ci sono precise pressioni del potere politico volte a impedire all’esercito di contrastare il terrorismo ebraico in Cisgiordania. I comandanti sono riluttanti a sfidare i leader dei coloni o ad agire contro soldati e civili che attaccano i palestinesi, perché temono di rischiare ripercussioni al livello politico e di carriera. E, oltrettutto, i leader dei coloni hanno interlocutori diretti nel governo e sono sempre più numerosi i riservisti o i membri delle forze armate che esplicitamente sposano le posizioni dell’estrema destra favorevole alle colonie, e omettono di intervenire.

I casi sono molti, tra i più espliciti c’è quello dell’attacco a una troupe della Cnn da parte di soldati del 941° battaglione di riserva ultraortodosso, a marzo di quest’anno. Dopo l’incidente il battaglione è stato ritirato dalle attività operative sul campo e sono state annunciate misure disciplinari nei confronti dei soldati coinvolti, ma i comandanti del battaglione non sono stati destituiti, e le indagini sono finite nel vuoto. Successivamente si è saputo che il comandante della brigata si era recato alla base dove alloggiavano i soldati, li aveva incoraggiati e si era unito a loro nella preghiera.
Messaggi impliciti ma chiari sono anche quelli mandati dallo Stato maggiore dell’Idf, che dopo la nomina di Eyal Zamir voluta da Netanyahu è diventato molto più aperto a valutare le priorità politiche del governo. L’anno scorso, ad agosto 2025, Zamir e il capo del comando centrale Avi Bluth hanno visitato l’avamposto illegale di Ma’oz Shaul: il messaggio è piuttosto esplicito.

A rendere ancora più improbabile il contrasto ai coloni c’è anche il fatto che le inchieste che vengono aperte su di loro sono contese tra Idf e polizia, ed entrambe le autorità cercano di scaricare sull’altra la responsabilità di andare ad arrestare i militari coinvolti in violenze, cercando di evitare ripercussioni politiche. “Ogni comandante e ufficiale di alto rango sa che l’arresto di un soldato sospettato di aver ucciso un palestinese potrebbe trasformarsi nel giro di poche ore nel prossimo caso Elor Azaria”, ha dichiarato ad Haaretz un funzionario della sicurezza, citando l’ex soldato condannato per aver ucciso un palestinese nel 2016: poi è stato graziato.

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Israeli police arrest 10 following weekend attacks by West Bank settlers on journalist and diplomats

Israeli police did not identify the suspects or specify their roles in the attacks, which came during a spike in settler violence during the annual Palestinian olive harvest season.

Israeli Police Detain 10 Over Violent Settler Attacks in West Bank

19 October 2026 at 15:22
Israel has faced pressure, including from the United States, to investigate the attacks. Rights groups say most inquiries into extremist assaults on Palestinians go nowhere.

© Ammar Awad/Reuters

Masked Israeli settlers attacked Palestinians as they stormed an olive grove during the annual harvest in the Israeli-occupied West Bank on Friday.

Ten arrested over West Bank attacks on journalist, diplomats

19 October 2026 at 07:54

Israeli police said on Monday they had arrested 10 suspects as part of an investigation into violent incidents in the occupied-West Bank over the weekend, including separate attacks on a Washington Post photojournalist and European diplomats.

The arrests were made after calls from the United States, Israel’s closest ally, to crack down on settler violence and for the perpetrators of the attack on the Washington Post photojournalist to be jailed. France, Belgium and Poland, whose diplomats were attacked, have also called on Israel to take action.

Police said the suspects were arrested in a pre-dawn operation on suspicion of involvement in acts of violence, violating a closed military zone order and illegal construction.

The suspects, who police have not identified, have been taken into custody for questioning. Israel’s Army Radio reported that the suspects were Israeli citizens.

Prosecutions of Israeli settlers are rare.

A video released by the police of the pre-dawn operation appeared to show two slingshots, which are used to hurl stones, being found at one property. Police, military forces and the Shin Bet domestic security service took part in the operation.

Referring to the West Bank by its biblical name “Judea and Samaria”, Israeli police commissioner Daniel Levy said the law applies to everyone, “regardless of identity or affiliation”.

“The Israel Police is committed to professional, equal, and impartial law enforcement, based on evidence and in accordance with the law,” he said in a statement announcing the arrests.

MASKED SETTLERS

Masked Israeli settlers were filmed on Friday assaulting Washington Post photojournalist Heidi Levine, a US citizen, who was covering a Palestinian olive harvest in the West Bank. Levine was hospitalised after sustaining a number of injuries in the attack and underwent surgery on a finger.

On Saturday, French, Belgian and Polish diplomats as well as a French mayor were attacked by masked settlers in another part of the West Bank. A Belgian diplomatic vehicle was also damaged.

Israeli Foreign Minister Gideon Saar and the military have blamed “Israeli rioters” for the attack on the diplomats.

However, Prime Minister Benjamin Netanyahu, whose religious-nationalist coalition is projected to lose its governing majority at the October 27 election, has been more circumspect.

He has said the diplomats entered a “sensitive area with a history of confrontations” and without coordinating with the military. He has also said that the facts ​of the attack on Levine were “unclear”. Levine has said she was attacked by settlers and Israel’s President Isaac Herzog has apologised.

Settler attacks ​on the Palestinians ⁠are surging, with at least 170 since September 27, according to Yesh Din, an Israeli human rights group. Journalists, Israeli activists and foreign observers have also been targeted.

Israel Arrested Over 2,000 Palestinian Children Since Gaza War Began

19 October 2026 at 06:23
(FILE) Israeli prison. Photo: EFE.

Israel has arrested more than 2,000 Palestinian children since the start of the genocide in the Gaza Strip, with at least 350 still detained in severe conditions, the Palestinian Prisoners Society said in a report this week.


The organization warned of an escalation in attacks on Palestinian children through practices including intimidation, arrest, torture, starvation, isolation and denial of medical care. It said information on the number of children detained in Gaza since the war began remains unclear, particularly due to missing-person figures in the enclave and the continued practice of forced disappearance by Israeli forces.

RELATED: U.S. Photojournalist Heidi Levine Beaten by Masked Israeli Settlers

The group said Israel’s administrative detention policy, under which Palestinians are held without publicly filed charges or a clear release timeframe, leaves children facing an uncertain future and deprives them of family and educational stability. It added that Zionist courts contribute to continued violations against children amid a lack of effective accountability.

Palestinian Prisoner’s Society reports dozens of repression raids in Israeli prisons since October 7https://t.co/4zeHJcDpsE pic.twitter.com/tHMSRkUrrJ

— WAFA News Agency – English (@WAFANewsEnglish) October 18, 2026

The report cited the case of Walid Khaled Ahmad, who died in Megiddo prison in March 2025 amid medical findings indicating severe emaciation and signs of malnutrition and dehydration. The group questioned accountability for his death, noting the investigation had been closed.

It also highlighted Mohammed Hamid, 15, who contracted scabies while detained in Ofer prison, leading to severe infections affecting vital organs. He underwent heart surgeries and was admitted to intensive care in critical condition before one of his legs was amputated. The group said Hamid continued receiving treatment for about three months after Israeli authorities released him following his health deterioration, a measure it described as an evasion of responsibility for his medical care.

The Palestinian Prisoners Society called for international action to secure the release of arbitrarily detained children, end administrative detention and coercive interrogations, and stop torture, starvation and denial of medical treatment. It said protecting Palestinian children requires firm international intervention to guarantee respect for their rights, lives and dignity.

According to UN reports and the Gaza Ministry of Health, Israeli forces have killed at least 21,638 children in the Strip since October 2023, including more than 1,000 infants under one year old.

A report by an independent UN commission of inquiry released in June said continued attacks have caused unprecedented deaths, injuries and trauma to children, consolidating the legal characterization of these acts as war crimes and crimes against humanity through deliberate violations of global treaties prohibiting extermination and collective punishment.

Since October 2023, more than 74,000 Palestinians have been killed and more than 175,000 wounded by Israeli fire in Gaza, where around 90% of infrastructure has been damaged or destroyed by massive bombardment. Israeli Army raids and settler attacks against Palestinians and their property have intensified in the occupied West Bank, including East Jerusalem, since the start of Israel’s genocide against Gaza in October 2023.

Guardian reporter filmed masked militants seconds before West Bank attack on French mayor

New video footage of Israeli settler assault on European delegation as Netanyahu attempts to raise doubt

Hours after Israeli militants attacked a delegation of European diplomats, French clerics and a visiting mayor in the occupied West Bank, Israel’s leader, Benjamin Netanyahu, responded by questioning the delegation’s account of the assault.

“Serious accusations require serious evidence” was the all-caps headline of a social media post from the office of the prime minister. As news of the attack spread globally there was no pledge to find those accountable and bring them to justice.

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© Photograph: UGC/AFP/Getty Images

© Photograph: UGC/AFP/Getty Images

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