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Champions, la Roma brilla e il Napoli evita guai: tutti i risultati, la nuova classifica e i match in programma oggi

21 October 2026 at 10:40

Il Napoli vince, ma soffre fino all’ultimo contro il Bodo Glimt: finisce 4-3 una partita che regala tre punti pesanti alla squadra di Massimiliano Allegri. Gli azzurri passano in vantaggio dopo appena un minuto con Politano, ma Hauge pareggia al 27′. Al 41′ è McTominay a riportare avanti il Napoli, prima del nuovo pareggio dei norvegesi con Helmersen al 62′. Ancora McTominay firma il 3-2 al 75′, poi l’autorete di Bjortuft all’88’ sembra chiudere definitivamente i conti. In pieno recupero, però, Fet segna il 4-3 e costringe gli azzurri a soffrire fino al fischio finale.

Una vittoria che non cancella i problemi del Napoli, come sottolinea lo stesso Max Allegri: “La cosa che dobbiamo assolutamente migliorare è la sensazione di fragilità. Quando sei fragile, attacchi anche peggio”. Il tecnico insiste sulle difficoltà difensive e sui troppi palloni concessi agli avversari, spiegando anche la scelta di utilizzare De Bruyne – “straordinario” – davanti alla difesa per far riposare Lobotka. Il belga ha fornito una grande prestazione: caso chiuso e pace con l’allenatore? Da capire. Mentre sulla doppietta decisiva dello scozzese Allegri avverte: “McTominay ha fatto due gol, ma non è ancora il vero Scott”.

Tutto più semplice per la Roma, che travolge 4-0 lo Slovan Bratislava e conquista la prima vittoria stagionale in Champions. Hermoso sblocca il risultato al 21′, Molina raddoppia al 39′, poi nella ripresa Pisilli e Malen su rigore completano il poker. Gian Piero Gasperini può essere soddisfatto soprattutto delle risposte arrivate dalle rotazioni: “Queste risposte sono importanti perché consentono di andare avanti con fiducia e allargare la rosa dei potenziali titolari un po’ a tutti”. Resta però la preoccupazione per gli infortuni, a partire da quello di Pellegrini, in vista delle prossime sfide europee contro Manchester United e Psg.

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Napoli, la partenza peggiore da 17 anni: Allegri sotto pressione, tra il caso De Bruyne e due sfide decisive

19 October 2026 at 11:15

Non succedeva questo da 17 anni. Dal Napoli di Donadoni. Un’epoca fa. Massimiliano Allegri i numeri li guarda pochissimo, lo dice sempre. Ma chi li guarda, invece, sente suonare un campanello d’allarme. Il secondo nel giro di tre anni, quando Garcia raccolse l’eredità pesantissima, quasi impossibile, di Spalletti post scudetto ma soprattutto i cocci di un gruppo che andava ricomposto e che ricomposto non era. Conte, rispetto a Spalletti, aveva lasciato una squadra diversa. Non rotta, ma scarica. E Allegri di fatto con quella squadra ha a che fare. La stessa. Non possono certo bastare Badiashile e Favasuli a cambiare la fisionomia di un gruppo che deve ritrovare da solo le energie. E non basta nemmeno pensare di aver recuperato De Bruyne. Anche perché, di fatto, De Bruyne recuperato non è.

La sconfitta contro il Venezia è pesata come un macigno in casa Napoli. Con De Laurentiis che per ora resta silenzioso anche per evitare di creare quell’entropia che proprio tre anni fa spaccò in maniera irrimediabile il gruppo e portò a un’annata rovinosa. Allegri non rischia. Non ancora. Ma è chiaro che un brutto segnale contro il Bodo Glimt nella partita di domani in Champions potrebbe aumentare la pressione, soprattutto pensando che nel weekend arriverà la Roma. Non l’avversario migliore da affrontare, in questo momento.

I problemi

I problemi sono tanti. Forse troppi. Dopo la partita contro il Venezia, l’allenatore è stato chiaro: “Non ci resta che lavorare”, ha dichiarato. “Ci sono gli episodi che vanno male e soprattutto ci sono dei problemi in fase difensiva, dove dobbiamo intervenire”. Quella fase difensiva che viene criticata perché considerata vecchio–stampo. “Sembra che difendere sia diventato quasi un disonore”, aveva detto proprio Allegri prima della gara giocata in Laguna. Il fatto è che il Napoli, oltre a subire, fatica a segnare. Gli attaccanti sono a secco (l’ultimo gol di Hojlund, peraltro fermo a 2 finora, risale al 5 settembre, contro l’Inter) e soprattutto chi doveva davvero cambiare volto alla squadra non lo sta facendo. E, a proposito di volto, in campo appare sempre più cupo.

Il riferimento è a quel De Bruyne che a Napoli sembra proprio non essere riuscito a trovare la quadra giusta. C’è chi lo ha già rinominato ‘mestocampista’, chi nota che il suo connazionale, Mertens, a Napoli ha trovato quel calore che invece nelle Fiandre mancava. Non è quindi una questione di nazionalità, insomma, ma di testa. E forse d’età. Mertens era arrivato a Napoli a 26 anni, De Bruyne a 34. Il primo doveva ancora maturare del tutto, il secondo aveva già vinto tutto e l’aspettativa su di lui era altissima. Eppure già l’anno scorso, con Conte, non si trovò bene e lo dichiarò a fine stagione. Con Allegri non sembra andare meglio: il bisticcio in panchina durante la gara con il Villarreal è lì a certificarlo e il rigore sbagliato contro il Venezia è un sintomo di come le cose al momento non girino.

Serve svoltare e dimostrare che i problemi in casa azzurra non siano strutturali. Perché, alla fine, Roma, Inter e Como dopo le batoste in Champions si sono riprese alla grande. Il Napoli no.

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