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Consiglio europeo, Meloni detta le condizioni: no a sconti su contributi nazionali, agricoltura e coesione

15 October 2026 at 08:31

Il 15 e 16 ottobre è in calendario la riunione del Consiglio europeo e la linea di Giorgia Meloni è manifesta: “Agire subito in modo coordinato”, in primis per calmierare i costi dell’energia al fine di dare ossigeno a famiglie e imprese.

In vista dell’appuntamento cruciale, la presidente del Consiglio aveva già parlato al Senato e alla Camera puntando su competitività dell’Unione europea, sul caro energia e sull’accordo sul gas Trump-Putin.

La piattaforma comune europea

Anche l’Italia lavora alla creazione di una piattaforma comune con gli Amici della Coesione, finalizzata ad affrontare il negoziato sul bilancio pluriennale dell’Ue.

I 17 Amici della Coesione sono i capi di Stato e di governo di un gruppo di Paesi Ue uniti per difendere i finanziamenti destinati alla Politica di coesione e all’Agricoltura nel prossimo bilancio pluriennale.

Nella piattaforma sono inseriti i punti cruciali dell’accordo: nessun nuovo taglio al bilancio, sostegno alla Pac, sostegno alla Coesione (e non solo nei finanziamenti ma anche nelle regole di applicazione) no ai rebates, inserimento di risorse proprie ed equilibrate.

Il piano di Meloni per il Consiglio europeo

Così ha scritto su X la premier Meloni, in vista del Consiglio europeo, citando nell’incipit del suo messaggio il presidente della Romania:

Insieme a Nicușor Dan ho riunito i Capi di Stato e di Governo del gruppo degli Amici della Coesione in vista dell’#EUCO. Abbiamo deciso di restare uniti nel negoziato sul prossimo bilancio UE attorno a quattro priorità:

Questi i quattro punti citati:

  1. risorse sufficienti per affrontare tutte le priorità comuni;
  2. salvaguardare Coesione e Agricoltura sia sul piano delle risorse sia su quello delle regole di finanziamento;
  3. contribuzioni eque da parte degli Stati membri;
  4. no agli sconti sui contributi nazionali.

La conclusione:

Continueremo a lavorare insieme perché queste priorità siano riflesse nell’accordo finale!

Costo dell’energia e competitività

Il giorno precedente, il primo tema affrontato da Giorgia Meloni nella comunicazione al Senato in vista del Consiglio Europeo era stato quello del costo dell’energia e del suo peso sull’economia.

Aveva spiegato che:

La questione che oggi pesa più di tutto sulla nostra economia e sulla competitività delle imprese è il costo dell’energia. Nessuno può rispondere efficacemente da solo e per questo serve una risposta coordinata e rapida.

L’annuncio:

  • proposte per correggere il sistema ETS, perché il prezzo della CO2 rifletta l’economia reale e non le logiche della finanza;
  • rinvio dell’ETS2, che dal 2028 scaricherebbe nuovi costi su famiglie e imprese;
  • un meccanismo che consenta di contenere il prezzo del gas utilizzato per produrre energia elettrica;
  • semplificazione normativa e meno oneri amministrativi con l’Agenda “One Europe, One Market”.

Nel discorso di Meloni si è puntato al decreto Bollette. Poi anche al “successo italiano” del rinvio della stretta sul metano.

Bilancio Ue

Sul bilancio Ue, ovvero il prossimo Quadro finanziario pluriennale, Meloni aveva annunciato che non firmerà l’accordo per rispettare una data, ma “quando sarà giusto per l’Italia”.

I paletti:

  • no a un bilancio che ridimensioni la PAC;
  • ragionare su un rimborso graduale per il Next Generation EU;
  • più margine per misure come il taglio dell’Irpef.

Ucraina e Russia

Su Ucraina e Russia, la premier aveva criticato l’Europa:

Offre un’immagine di sé infantile ed è l’unico vero regalo che possiamo fare a Mosca, e di regali a Mosca di questi tempi ne abbiamo fatti abbastanza.

Per “regali” potrebbe però intendere il precedentemente citato accordo stipulato da Donald Trump con Vladimir Putin, che consente alla Russia di esportare più gasolio per far abbassare i prezzi. L’aveva definita una mossa “rischiosa” e una “legittimazione per Mosca”.

Sulla pace, aveva detto:

Il sostegno all’Ucraina non è l’alternativa alla pace, è ciò che la rende possibile […], nessuno mi convincerà del fatto che la resa di chi difende la propria libertà possa definirsi pace.

Difesa e sicurezza

Si è poi toccato il tema della difesa e della sicurezza. Sul punto, Meloni aveva dichiarato che una maggiore flessibilità per difesa e sicurezza significa risorse aggiuntive rispetto a quelle consentite dai parametri europei. Aveva quindi ribadito che:

Non sono soldi tolti alla sanità o alla scuola: se non li spendessimo per la difesa, non potremmo spenderli per altro.

Meloni aveva richiamato l’attenzione su:

  • minacce ibride;
  • droni;
  • danneggiamento dei cavi sottomarini;
  • sabotaggi delle reti ferroviarie.

Al Consiglio si discuterà anche della situazione in Iran, puntando alla libertà di navigazione. Così aveva detto Meloni in Aula:

Per questo credo che l’Europa debba impegnarsi in prima persona, a partire dal rafforzamento dell’operazione Aspides nel Mar Rosso, che l’Italia oggi guida e che si regge in larga parte sul contributo di pochissime Nazioni. Servono più navi, e servono ora.

Gaza, Libano e Israele

Restando a Est, tra i temi c’è stata la sicurezza dello Stato di Israele, ma anche la preoccupazione per le azioni del Paese in Libano e in Cisgiordania. Meloni punta, con l’avvio del nuovo governo israeliano, ad aprire un nuovo percorso di pace.

Proporranno di:

  • riavviare il dialogo;
  • trasferire le entrate fiscali all’Autorità Palestinese;
  • bloccare gli insediamenti.

La Presidente del Consiglio aveva ribadito la necessità di inviare aiuti alla popolazione di Gaza e di compiere un primo passo (franco-italiano) per una pace duratura tra Israele e Libano.

Stato della migrazione

Per quanto riguarda i dati relativi al tema migrazione, la premier aveva rivendicato il calo di oltre il 50% in due anni degli ingressi irregolari. Come confermano i dati di Frontex:

gli attraversamenti irregolari in ingresso sono passati da circa 381 mila nel 2023 a poco meno di 178 mila nel 2025.

Il Consiglio Europeo discuterà dei flussi migratori, anche alla luce degli eventi di Ceuta. Meloni sottolinea la regolarità della scelta di reintrodurre temporaneamente i controlli alle frontiere interne aeree e marittime con la Spagna.

Focus anche sulla richiesta di maggior spazio nel prossimo bilancio europeo per:

  • il Piano Mattei;
  • i return hub nei Paesi terzi.

Allargamento Ue

Sul tema dell’allargamento, l’Italia porterà al Consiglio Europeo il sostegno al processo di adesione basato sul principio del merito. Aveva dichiarato:

All’Unione, però, spetta riconoscere, senza ritardi, quei risultati con avanzamenti concreti.

Da qui la priorità è l’avanzamento di Montenegro e Albania.

Un nuovo bonus per i lavoratori dipendenti under 35, come funzionerebbe la flat tax giovani

15 October 2026 at 06:00

Tra le misure allo studio del governo guidato da Giorgia Meloni, già al lavoro sulla manovra 2027, c’è un nuovo bonus per i lavoratori dipendenti, una flat tax sugli aumenti di stipendio riconosciuti agli under 35. L’agevolazione è stata pensata per alleggerire il peso delle imposte sui redditi e rendere più conveniente la crescita professionale delle nuove generazioni, favorendo al tempo stesso il potere d’acquisto delle famiglie.

Come funzionerebbe il bonus per i lavoratori dipendenti under 35

La flat tax giovani si inserisce in un quadro più ampio di interventi fiscali che l’esecutivo sta valutando per il 2027. L’intervento prevede un’aliquota ridotta al 5% applicata esclusivamente agli aumenti di stipendio, permettendo così al lavoratore di trattenere una quota di retribuzione netta più alta rispetto a quella che otterrebbe applicando l’Irpef ordinaria.

La proposta è stata anticipata dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, che ha indicato un possibile costo di circa 350 milioni di euro. Trattandosi di misura ancora allo studio, dovrà essere definita nei dettagli per trovare spazio nella prossima manovra finanziaria. Quello che sappiamo ad oggi, però, è che il meccanismo si differenzierebbe da un bonus erogato direttamente in busta paga o da un contributo economico riconosciuto una tantum.

Esempio di calcolo

Per comprendere il meccanismo, ipotizziamo un incremento di stipendio pari a 1.000 euro lordi annui interamente ammesso alla tassazione agevolata. Applicando un’imposta sostitutiva del 5%, a prescindere dal reddito del lavoratore, il prelievo sarebbe pari a 50 euro e resterebbero 950 euro dopo l’applicazione dell’imposta, prima di considerare eventuali contributi previdenziali e gli altri elementi che incidono sul netto.

Al contrario, considerando che l’Irpef si basa su un sistema progressivo, l’imposta da pagare sugli aumenti aumenterebbe con l’aumentare del reddito del lavoratore e, di conseguenza, anche il netto spettante varierebbe. Nel dettaglio, considerando le varie fasce reddituali:

  • per i redditi fino a 28.000 euro, soggetti all’aliquota del 23%, la tassazione ordinaria sull’aumento è pari a 230 euro, per un netto di 770 euro. Con la flat tax, che prevede un’imposta di 50 euro, il risparmio è di 180 euro;
  • per i redditi compresi tra 28.001 e 50.000 euro, soggetti all’aliquota del 33%, l’imposta ordinaria sull’aumento sale a 330 euro, lasciando un netto di 670 euro. In questo caso il vantaggio della flat tax raggiunge i 280 euro;
  • per i redditi superiori a 50.000 euro, soggetti all’aliquota del 43%, il prelievo ordinario è di 430 euro e il netto scende a 570 euro. Qui il risparmio garantito dalla flat tax è il più alto, pari a 380 euro.

In ogni caso, una riduzione dell’imposta sul reddito – qualora dovesse ottenere l’approvazione del Parlamento ed essere inserita nella legge di bilancio 2027 – comunque non comporterebbe automaticamente una riduzione dei contributi previdenziali dovuti. Se la disciplina non prevedesse deroghe specifiche, infatti, questi continueranno a essere calcolati secondo le regole ordinarie.

Quali aumenti di stipendio potrebbero beneficiare della nuova agevolazione

Uno dei principali nodi da sciogliere riguarda la tipologia di aumento retributivo che potrebbe beneficiare della flat tax giovani. L’ipotesi annunciata dal ministro dell’Economia si riferisce agli aumenti di stipendio in generale, ma non è ancora disponibile una disciplina definitiva che individui tutte le voci interessate.

Resta da chiarire se la misura riguarderà esclusivamente gli incrementi derivanti dai rinnovi dei contratti collettivi, gli aumenti individuali concordati con il datore di lavoro (per esempio in seguito a una promozione, all’assunzione di nuove responsabilità o a una progressione professionale) oppure anche altre forme di incremento della retribuzione.

Queste forme di retribuzione hanno caratteristiche differenti e potrebbero essere disciplinate da regole specifiche. Non è quindi possibile presumere che tutte siano automaticamente comprese nella flat tax giovani o che le diverse agevolazioni siano cumulabili.

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