❌

Normal view

Garlasco, Sempio: “Vorrei chiudere tutto in udienza preliminare”. E sull’impronta 33: “Non è attribuibile a me, né a nessuno”

15 October 2026 at 14:59

“Mi auguro di non arrivare al vero e proprio processo”. Andrea Sempio – che la procura di Pavia ritiene l’assassino di Chiara Poggi – guarda al prossimo passaggio dell’inchiesta sul delitto di Garlasco per cui è stato condannato in via definitiva Alberto Stasi e, intervistato da Sky TG24, dice di sperare che la vicenda possa chiudersi già in udienza preliminare. Il 38enne si aspetta una richiesta di rinvio a giudizio: “Dopo che è cambiata l’accusa, è ovvio che non si andrà verso un’archiviazione, sembra scontato”. L’obiettivo, spiega, è arrivare rapidamente davanti al giudice e poter discutere gli elementi raccolti, senza trascinare la vicenda per altri anni.

Tra i punti su cui la difesa intende insistere c’è l’impronta 33, rinvenuta sulle scale della villetta di via Pascoli. “Secondo me non è attribuibile né a me né a nessuno”, afferma Sempio, sostenendo che in quel punto fosse normale appoggiarsi con la mano scendendo le scale. Dice inoltre di ritenere possibile dimostrare che non si trattasse di un’impronta insanguinata. A sostegno della propria posizione cita le analisi di due esperti, che avrebbero lavorato separatamente e sarebbero arrivati allo stesso risultato. Sempio contesta anche la compatibilità della traccia con la propria calzatura, ricordando di portare il numero 44 fin da quando aveva 17-18 anni.

Quanto alla cantina, racconta di esserci stato tre o quattro volte, come avrebbero confermato anche altri ragazzi del gruppo. La presenza di una sua impronta in un punto frequentato, sostiene, non sarebbe di per sé un elemento decisivo. Nell’intervista affronta anche la questione dei video intimi di Chiara Poggi e Alberto Stasi: dice di non averli mai visti e di aver appreso della loro esistenza soltanto attraverso i media. “Tra noi amici Chiara era una figura distante, non facevamo parte della sua vita e non si è mai parlato di lei”, afferma. Proprio Alberto Stasi, sentito dai pm di Pavia, esclude che Chiara gli abbia mai parlato di Sempio.

Sui messaggi a sfondo sessuale, in particolare quelli relativi allo stupro, Sempio respinge l’interpretazione secondo cui avrebbe celebrato la violenza. “In nessuno di quei messaggi io glorifico lo stupro o ne parlo come di qualcosa di positivo”, dichiara, riconoscendo tuttavia che il linguaggio utilizzato era forte e che gli stessi temi avrebbero potuto essere affrontati in modo diverso. Alcuni messaggi, aggiunge, sarebbero stati recuperati da un vecchio hard disk del 2014.

Il peso dell’inchiesta, racconta, si riflette anche sulla vita quotidiana. “La parte più brutta è l’attesa“, dice, spiegando di non lavorare al momento e di temere le difficoltà nel ricominciare con un procedimento giudiziario ancora aperto. Sempio afferma inoltre di non sapere se sia indagato anche per la vicenda legata a una presunta corruzione: la richiesta di chiarimenti presentata dai suoi legali, riferisce, non ha ancora ricevuto risposta. A Brescia è stato archiviato l’ex procuratore di Pavia, Mario Venditti, che era indagato in concorso con il padre di Sempio e gli atti sono stati trasmessi alla procura di Pavia per competenza. Sul contatto avuto nel 2017, dice di aver avvisato subito il proprio avvocato e di aver lasciato a lui ogni seguito.

Non individua, almeno per ora, errori nella nuova indagine, ma precisa che eventuali criticità saranno contestate se dovessero emergere. Quanto alla famiglia Poggi, dice che gli sarebbe piaciuto incontrarla, pur comprendendo che non sia il momento: “Hanno affrontato anni e anni di processi e hanno perso una figlia“.

L'articolo Garlasco, Sempio: “Vorrei chiudere tutto in udienza preliminare”. E sull’impronta 33: “Non è attribuibile a me, né a nessuno” proviene da Il Fatto Quotidiano.

Il “caso Julio Iglesias” non è chiuso: la procura spagnola cambia criterio e riapre la partita sulle accuse di abusi sessuali. Il cantante continua a negare tutto

15 October 2026 at 14:47

La Procura spagnola ha modificato la propria posizione, riconoscendo ora la competenza del tribunale dell’Audiencia Nacional ad indagare sulla denuncia presentata contro Julio Iglesias. Il celebre cantante è accusato di presunte molestie e aggressioni sessuali ai danni di due ex dipendenti, episodi che si sarebbero verificati nelle sue residenze situate nella Repubblica Dominicana e alle Bahamas. La notizia è stata riportata dal quotidiano online elDiario.es e dall’agenzia di stampa Efe, entrambi in base a fonti interne alla Procura. La decisione finale sull’apertura di un’indagine formale spetterà ora al giudice istruttore del tribunale competente.

Il caso nasce da un’inchiesta di elDiario.es e Univision Noticias, durata tre anni, che ha raccolto le testimonianze di un’ex collaboratrice domestica e di una fisioterapista, che hanno accusato la celebre pop star spagnola di presunti abusi sessuali, di tratta ai fini di sfruttamento e violazione dei diritti dei lavoratori per fatti che risalgono al 2021, quando Iglesias aveva 78 anni.

Le due donne, rappresentate dall’organizzazione internazionale per i diritti umani Women’s Link, identificate con i nomi fittizi di Rebeca e Laura, avevano presentato alla Procura dell’Audiencia Nacional spagnola una denuncia il 4 gennaio 2026, in cui raccontavano presunte aggressioni sessuali e abusi sul lavoro. Azioni configurabili come “reato di tratta di esseri umani finalizzata al lavoro forzato e alla servitù”, e reati “contro la libertà e l’integrità sessuale, come le molestie sessuali”.

Iglesias ha sempre negato le accuse e la sua difesa ha chiesto l’archiviazione, ottenuta nello stesso gennaio scorso per “carenza di giurisdizione” e non competenza dei tribunali spagnoli, indicata dalla procura generale, poiché non erano stati riscontrati vincoli territoriali né personali delle denuncianti con la Spagna, necessati perché la giustizia spagnola potesse indagare.

La procura si è ora espressa in merito a una seconda querela presentata dalle due presunte vittime ai primi di settembre presso la Sezione istruttoria dell’Audiencia Nacional. Il documento include anche il presunto reato di “trattamento degradante”, configurabile come violazione dei diritti umani, che — secondo l’organizzazione Women’s Link — potrebbe attribuire ai tribunali spagnoli la giurisdizione e la competenza necessarie per avviare le indagini sul caso. In questo senso, la procura avrebbe trasmesso una relazione favorevole al magistrato dell’Audiencia Nacional, al quale spetterà ora la decisione definitiva sull’apertura di un’istruttoria.

L'articolo Il “caso Julio Iglesias” non è chiuso: la procura spagnola cambia criterio e riapre la partita sulle accuse di abusi sessuali. Il cantante continua a negare tutto proviene da Il Fatto Quotidiano.

Shin Beth accusa Netaniahu: l’avevamo avvertito

15 October 2026 at 08:27

L’ex capo dei servizi segreti interni israeliani, lo Shin Bet, porta Netanyahu in tribunale. Nella causa per diffamazione Ronen Bar lo accusa di aver ignorato più di 20 avvertimenti su Hamas prima del 7 ottobre e di voler scaricare su di lui la colpa dell’attacco. La causa arriva a meno di due settimane dalle elezioni del 27 ottobre. Al centro c’è un post pubblicato da Netanyahu su X il 28 settembre, in cui il premier accusa Bar di “fallimenti e reati penali” e di aver nascosto informazioni di intelligence ricevute prima dell’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023. Secondo Netanyahu, quella notte Bar “ha deciso di non chiamare o informare il primo ministro, di non allertare le squadre di sicurezza civili o le forze dell’IDF sul campo e di non evacuare il festival musicale Nova”. #netanyahu #israel

L'articolo Shin Beth accusa Netaniahu: l’avevamo avvertito proviene da Blondet & Friends.

❌