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“Ti resto accanto”, il docufilm che dà la parola ai caregiver familiari

15 October 2026 at 12:21

Creare un docufilm sociale e collettivo con una produzione indipendente e senza scopo di lucro, realizzato con i video fatti con gli smartphone direttamente dai caregiver familiari delle persone con disabilità non autosufficienti. Si tratta del progetto “Ti resto Accanto (Storie di cura e amore)” promosso da Giulio Guerrieri e nato da un’idea di EventiAvanti, realtà attiva nell’organizzazione di live e spettacoli, e di APS PartyVolontario, con il significativo supporto e la collaborazione di CFU- Coordinamento Nazionale Caregiver Familiari Uniti che, tra le varie iniziative di lotta e mobilitazione, ha lanciato sulla piattaforma online IoScelgo la petizione per vedere riconosciuti i caregiver come dei lavoratori, arrivando a quasi 13mile firme (firma qui).

Le finalità del primo docufilm italiano fatto dai video realizzati dai caregiver familiari – sono quelle di dare voce e immagini in particolare ma non solo a genitori e figli caregiver conviventi che si trovano ad affrontare un percorso di vita non semplice, frutto di impegno e fatica quasi no-stop oltre che affetto ed empatia senza però ricevere finora riconoscimenti giuridici, tutele previdenziali, aiuti psicologici dallo Stato. L’obiettivo è quello di portar a conoscenza di più gente possibile una realtà, quella dei caregiver familiari, che è sempre più parte del quotidiano di molti, anche se a volte non ci si accorge, che riguarda in Italia centinaia di migliaia di persone, soprattutto donne over 40 anni. “Il nostro è un progetto no profit e che per ora è totalmente autoprodotto, detto per ora perchè quando non riusciremo ad essere più autosostenibili dovremo per forza chiedere la collaborazione di qualcuno, ma credo che quando arriverà quel momento non saremo noi a chiedere, ma gli aiuti liberi verranno spontanei” dice a ilfattoquotidiano.it Guerrieri, uno degli artefici dell’iniziativa.

Da qualche anno è diventato caregiver dei genitori. “La mia esperienza con la disabilità riguarda amicizie e conoscenze che mi hanno portato a collaborare in attività di intrattenimento con persone portatori prima di tutto di grandi valori umani e poi con disabilità fisica o cognitiva” racconta. Ha prodotto e realizzato finora dei cortometraggi a tematica sociale toccando principalmente temi rivolti alla lotta ad ogni forma di illegalità e alla valorizzazione della memoria storica con degli omaggi ad alcune figure come Peppino Impastato, Lea e Denise Garofalo. Le figure professioniste coinvolte in questo progetto, definito da Guerrieri “inedito per forma, organizzazione e modalità d’esecuzione nel panorama italiano”, fanno parte di un team di tecnici del settore nei vari ruoli, dal montaggio, sceneggiatori, sound design, color correction, music editor e una regia a più mani. “Tra loro mi piace citare la collaborazione con professionisti come l’attrice e regista Lucia Vasini nonché donna-mamma-nonna e caregiver , oltre agli attori e autori Giorgio Centamore e Alessandro Cantarella”, aggiunge.

Viene offerta la possibilità di raccontare momenti della loro vita quotidiana tramite brevi clip di massimo 5 minuti che poi verranno in parte utilizzate per realizzare il docufilm. “Questo è il cuore del progetto”, spiega Guerrieri, “sono loro i veri registi di se stessi, delle loro vite e delle loro storie. E’ importante che siano loro a decidere il momento in cui registrare attimi di cura e amore verso i loro cari. Saranno gli stessi caregiver a scegliere il miglior contributo video che li possa rappresentare e raccontare”. Non tutti conoscono per esperienza diretta la disabilità. Non si rischia di cadere nel pietismo, retorica o pudore? “Direi”, risponde Guerrieri, “che questo rischio potrà avere delle basse probabilità, principalmente per il fatto che i contenuti saranno prodotti da chi è al fianco di queste realtà h24, quasi tutti i giorni dell’anno. Ovviamente”, continua il promotore, “la nostra parte responsabile nella fase di montaggio avrà questo arduo compito di tenere fede a quello che è stato il volere dell’autore. Se alcune scene di video che riceveremo avranno bisogno di rappresentare il frutto di una situazione reale solo apparentemente pietistica, noi ci sentiremo in dovere di dar spazio e visibilità a questo. Idem per quello che sarà il pudore”.

E’ possibile trovare le informazioni in merito al progetto sul sito www.tirestoaccanto.it che accoglie tutti i punti tecnici per i partecipanti. Come prima cosa basta procedere all’iscrizione dalla pagina del sito indicando i propri dati. A questa seguirà l’invio degli organizzatori di un file informativo con le indicazioni base, esempio: girare in formato orizzontale, non utilizzare nessun tipo di musica di sottofondo, durata massima per ogni singolo video 5 minuti, libertà di riprendere o meno i volti dei protagonisti, previa compilazione delle liberatorie nel caso di inquadrature dei volti dei partecipanti al video. Si accettano clip fino al 31 dicembre 2026. “Per quella data”, spiega Guerrieri, “vorremmo aver ricevuto un numero soddisfacente e importante di video per passare poi alla fase della visione e poi montaggio”.

Non sono ancora stati fissati dei tempi esatti per l’uscita pubblica del docufilm ma il promotore confida di “poter esser pronti per la primavera dell’anno prossimo, magari a maggio per la festa della mamma, prima grande caregiver per natura. Ci piacerebbe”, dice Guerrieri, “partecipare a dei festival e trovare una giusta distribuzione per le sale attente alle produzioni indipendenti e alle tematiche sociali. Ovviamente poi lo daremo liberamente anche alle scuole con richieste di organizzare proiezioni a tema con interventi di caregiver dei vari territori regionali e provinciali, con la collaborazione del CFU”. Gli organizzatori attraverso il docufilm chiedono “sicuramente il riconoscimento del caregiver familiare h24 come lavoratore, con adeguate tutele economiche e previdenziali, aspetti che oggi in Italia non esistono e la legge attuale in discussione non garantirà, ma che sono alla base di ogni richiesta dei diretti interessati. Tali riconoscimenti”, conclude Guerrieri, “ancora non sono stati attuati a differenza di altri paesi europei. Noi speriamo di contribuire con il progetto “Ti resto accanto” a dare anche valore e visione al riconoscimento di questi diritti. Per noi è una battaglia di civiltà”.

L'articolo “Ti resto accanto”, il docufilm che dà la parola ai caregiver familiari proviene da Il Fatto Quotidiano.

Ddl Caregiver, ok della Camera. Opposizioni e associazioni contrarie: “Legge che discrimina e soldi insufficienti”

15 October 2026 at 12:20

Via libera della Camera al ddl Caregiver familiari. A votare il 14 ottobre in prima lettura il disegno di legge voluto dal governo Meloni ci sono stati 153 voti favorevoli, 105 contrari e 4 astenuti. L’obiettivo dichiarato dalla ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli (Lega), è quello di riconoscere e tutelare le persone che assistono familiari con disabilità o non autosufficienti, valorizzando il loro ruolo e prevedendo misure di sostegno. Il ddl, peraltro assai osteggiato dagli stessi caregiver familiari conviventi oltre che dal mondo associativo, è passato solo con l’assenso dei deputati della maggioranza di centrodestra, dato che l’opposizione ha espresso in aula valutazioni fortemente critiche.

Va detto che quella sugli assistenti personali familiari delle persone con disabilità in teoria doveva essere una delle pochissime norme bipartisan approvate in questa legislatura ma in pratica questo ampio consenso parlamentare non si è verificato. Anzi. È inoltre importante precisare che quella a Montecitorio è stata solamente la prima tappa, dato che servirà un ulteriore passaggio parlamentare, anche in Senato, quindi non significa ancora che la legge sia definitivamente entrata in vigore. Tutto può succedere e adesso iniziano pure il dibattito in Parlamento sulla legge di Stabilità, allungando i tempi per una eventuale approvazione finale del ddl Caregiver.

Tra le misure illustrate durante l’iter del provvedimento figurano ad esempio il contributo economico limitato per un importo massimo di 400 euro al mese erogati trimestralmente – “in base alle risorse disponibili”, viene precisato nel testo – subordinato a specifici requisiti assai stringenti, uno su tutti il reddito da lavoro annuale lordo fissato alla cifra bassissima di 3mila euro. Vengono stanziati a livello complessivo 260 milioni di euro a decorrere dal 2027, cifra confermata rispetto alle previsioni e peraltro ritenuta “ampiamente insufficiente” come ripetono da mesi associazioni, caregiver familiari conviventi e sindacati.

“Da qui non si tornerà più indietro, ma si potrà solo andare avanti”, ha scritto la ministra Locatelli sui social. Da tutti i partiti di opposizione si sono alzate voci fortemente critiche, come ad esempio il deputato del Pd Marco Furfaro che è intervenuto alla Camera: “In Italia milioni di persone sacrificano il sonno, il lavoro, la salute e la propria indipendenza per prendersi cura di chi amano. E il governo ha costruito una legge che le discrimina”. Protesta anche il M5s che contesta soprattutto i requisiti restrittivi per accedere ai sostegni e propone un’alternativa basata su contributi maggiori. Carmen Di Lauro, componente della Commissione Affari sociali, ha criticato il provvedimento perché “non garantisce un sostegno adeguato alla maggioranza delle persone che prestano assistenza familiare. Si deve fare molto meglio, vogliamo reddito di cura”.

Contattata da ilfattoquotidiano.it Sofia Donato, portavoce della Rete Caregiver Familiari COMMA 255 e una degli esponenti del mondo associativo che ha partecipato anche al Tavolo tecnico per redigere il ddl è critica: “La delusione per il testo approvato e per le criticità ignorate è tanta, ma ancora maggiore è la pochezza del dibattito parlamentare. Si è parlato di assistenza non di cura, sminuendo il valore della convivenza il cui mancato riconoscimento creerebbe una ingiusta discriminazione tra caregiver familiari”. Donato aggiunge che “ancora una volta, è ignorata la condizione dei genitori di figli con disabilità intellettivo-relazionale. Per loro il caregiving non è una scelta. Resta l’amarezza per un Parlamento che non ha seguito il dibattito preliminare ma in Aula ha ripetuto argomenti già esposti, senza dimostrare di averli davvero approfonditi”. “Chi ha seguito i lavori in aula si sarà reso conto che c’è una netta frattura tra destra e sinistra rispetto a come valorizzare e sostenere i caregiver familiari”, commenta Alessandra Corradi, portavoce del coordinamento nazionale Caregiver Familiari Uniti e promotrice di una petizione sul riconoscimento dei caregiver pubblicata sulla piattaforma del Fatto quotidiano Io Scelgo (firma qui). “A fronte dei tentativi fatti dall’opposizione di migliorare il testo del ddl per andare incontro alle reali esigenze delle persone c’è stata la risposta oppositiva della maggioranza. Il testo, così com’è non è un buon testo e la dotazione finanziaria è ridicola”, attacca. “Non si può ignorare la condizione ormai al limite di milioni di caregiver familiari. Ci rimettiamo al Senato e non smetteremo di far sentire la nostra voce”, conclude amareggiata.

L'articolo Ddl Caregiver, ok della Camera. Opposizioni e associazioni contrarie: “Legge che discrimina e soldi insufficienti” proviene da Il Fatto Quotidiano.

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