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Napoli, arrestata la gang dei ‘barboncini pezzottati’: imbottivano di medicine e vendevano cuccioli moribondi

21 October 2026 at 15:25

A Napoli avrebbero ‘pezzottato’ anche i chihuahua e i barboncini. Lo sostiene la procura di Napoli guidata da Nicola Gratteri nelle carte di un’inchiesta sui titolari di quattro negozi tra Napoli e Torre Annunziata di cui si erano occupati anche gli inviati di ‘Striscia la Notizia’. Negozi specializzati nella vendita di cani di razza, che tali non erano: secondo le accuse formulate dal procuratore aggiunto Antonio Ricci e dal pm Giulio Vanacore, i cuccioli di piccola taglia erano privi della certificazione sanitaria, senza il pedigree certificato dall’ENCI (unico ente titolato in Italia a certificare la razza), senza il microchip e le vaccinazioni promesse e assicurate. Al dunque, all’acquirente al massimo veniva consegnato un attestato privo di valore. Pezzotto pure quello. Oppure la promessa dell’invio del certificato, non mantenuta. I clienti venivano attirati dalle pubblicità on line e suoi social, dove i chiauaua, gli spitz, i maltese e i chow chow venivano spacciati come esemplari “di razza purezza certificata” e “mini toy”.

In realtà i cuccioli erano in condizioni malsane e molto spesso sviluppavano malattie connesse all’importazione stressante dall’estero, per lo più dall’Ungheria, alla separazione precoce dalle madri, alle condizioni igienico-sanitarie di detenzione. Maltrattati prima, durante e dopo la cessione. Per occultarne i sintomi delle infezioni e lasciarli in vetrina, i cani venivano imbottiti di antibiotici e antinfiammatori. Siringhe di farmaci per prolungarne l’agonia. E quando il cliente veniva a protestare, perché il cagnolino era malato, era meticcio, o maschio invece che femmina, o peggio ancora morto poco dopo l’acquisto, il venditore e i suoi complici avrebbero reagito con “manovre ostruzionistiche o intimidatorie”: accusavano di incompetenza i veterinari di fiducia degli acquirenti, rifiutavano i rimborsi facendo leva sull’assenza di tracciabilità della vendita, oppure proponevano la sostituzione del cucciolo deceduto con un ulteriore conguaglio in denaro. Infatti i cani venivano pagati in contanti o attraverso ricariche su schede di prestanome e senza ricevuta.

Alle indagini hanno lavorato i carabinieri di Napoli del Nucleo Cites, il corpo che tutela le specie animali e vegetali protette dalla Convenzione di Washington del 1973, un accordo internazionale nato per proteggere la flora e la fauna a rischio estinzione. Hanno calcolato una cinquantina di presunte truffe, e disposto di sequestro preventivo di 43.000 euro. I negozi sono stati sigillati, insieme agli animali in vendita, i medicinali veterinari custoditi, gli apparecchi di videosorveglianza e la documentazione sanitaria e fiscale. L’ordinanza di circa mille pagine contesta l’associazione a delinquere finalizzata a maltrattamenti, uccisione di cuccioli di cane, riciclaggio, truffa, frode in commercio e esercizio arbitrario della professione veterinaria.

Terribili le circostanze che hanno dato il via all’inchiesta: il ritrovamento di un cucciolo morente per strada. Il presidio veterinario dell’Asl acclarò gravi patologie e deficit immunitari. I carabinieri sono risaliti all’auto utilizzata per l’abbandono e hanno incrociato i dati con quelli di segnalazioni di casi simili. Le perizie degli specialisti del Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università di Napoli Federico II sui cadaveri degli animali recuperati hanno dimostrato che i cuccioli venivano importati in tenerissima età, privi del necessario svezzamento e dello sviluppo immunitario primario. E morivano spesso per gravi forme di Parvovirosi (gastroenterite virale), Cimurro e parassitosi aggressive (quali la Giardia): vivevano giusto il tempo per essere messi in commercio.

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Devastazioni Milano, anche un undicenne “casseur”. Identificato a scuola era stato ripreso durante i saccheggi

21 October 2026 at 13:35

Due minorenni – di cui uno poco più di un bambino visto che ha 11 anni – sono stati identificati dai carabinieri nell’ambito degli accertamenti sui disordini dello scorso fine settimana a Milano con devastazioni e saccheggi in particolare in piazza Duomo. L’11enne casseur è rintracciato nella sua scuola alla Barona, nella periferia sud-occidentale della città. Mentre l’altro è un 16enne individuato a Desio, in Brianza. Entrambi erano comparsi in alcuni video diventati virali sui social network durante i saccheggi e gli episodi di violenza nel capoluogo lombardo.

Il più giovane, che frequenta la seconda media, sarebbe entrato domenica nel negozio di abbigliamento Fusaro, in centro, durante i saccheggi. In un filmato pubblicato su Instagram lo si vede uscire dall’esercizio commerciale con diverse cinture. La sua identificazione è avvenuta dopo il riconoscimento delle immagini e il successivo rintracciamento all’interno dell’istituto scolastico frequentato dal bambino.

Il sedicenne, invece, era stato ripreso sabato mentre indossava un cappello dell’Arma dei carabinieri. Nei suoi confronti vengono contestati i reati di devastazione, saccheggio, furto e vilipendio delle Forze armate. La vicenda è stata richiamata anche dal ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, al termine del Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza, convocato dal prefetto Claudio Sgaraglia dopo gli scontri del fine settimana.

Per il ministro dell’interno Matteo Piantedosi quanto accaduto a Milano può essere stato mutuato dalle devastazioni in Francia, “perché gli appelli” a partecipare ai disordini sono stati molti, “ma non c’è a ora nessuna evidenza che dietro ci siano le stesse menti”.

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Albero travolge l’auto mentre va al lavoro: muore un militare di 46 anni a Jesolo. Oltre 370 interventi dei vigili del fuoco per maltempo

21 October 2026 at 08:45

Un militare di 46 anni è morto a Jesolo, in provincia di Venezia, dopo essere stato travolto da un albero che si è abbattuto sulla sua auto. L’incidente è avvenuto questa mattina in via Roma Destra, dove il tronco, ceduto a causa delle condizioni meteorologiche, ha colpito il tetto della vettura sulla quale viaggiava l’uomo. Un impatto che non gli ha lasciato scampo.

La macchina era in transito lungo la strada mentre il militare si stava recando al lavoro. Poi, improvvisamente, l’albero ha ceduto ed è precipitato sulla vettura. L’allarme ha fatto scattare l’intervento dei soccorritori, compresi i vigili del fuoco, arrivati sul posto per prestare assistenza. Ogni tentativo, tuttavia, si è rivelato inutile: per il 46enne non c’è stato nulla da fare.

In via Roma Destra sono intervenuti anche i carabinieri di Jesolo, che stanno svolgendo gli accertamenti necessari per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto. La tragedia si è verificata in un contesto di maltempo che, nelle stesse ore, ha provocato danni e situazioni di pericolo in diverse parti d’Italia, mettendo alla prova le squadre di soccorso e costringendo numerose persone a chiedere aiuto.

Sono stati oltre 370 gli interventi effettuati dai vigili del fuoco in Liguria, Sardegna, Toscana e Lazio per fronteggiare le conseguenze delle condizioni meteorologiche avverse. Gli operatori sono stati impegnati soprattutto per alberi caduti sulle strade o in prossimità degli edifici, allagamenti, elementi pericolanti da mettere in sicurezza e automobilisti rimasti bloccati in situazioni difficili. Un quadro diffuso di criticità, con interventi diversi a seconda delle zone maggiormente colpite dalle precipitazioni.

In Sardegna circa 170 interventi

Tra le regioni più impegnate c’è la Sardegna, dove i vigili del fuoco hanno effettuato circa 170 interventi, concentrati soprattutto nelle province di Nuoro, Oristano e Sassari. Le richieste di soccorso hanno riguardato principalmente allagamenti, alberi caduti e automobilisti che si sono trovati in difficoltà mentre percorrevano strade interessate dall’acqua.

Una delle situazioni più delicate si è verificata a Siniscola, in provincia di Nuoro. Qui una famiglia composta da cinque persone è rimasta bloccata nella propria abitazione a causa dell’acqua, rendendo necessaria l’evacuazione. Un intervento che restituisce la misura delle difficoltà affrontate nelle aree interessate dal maltempo, dove l’accumulo d’acqua può trasformare rapidamente le condizioni di sicurezza di abitazioni e viabilità.

Le squadre dei vigili del fuoco sono state impegnate anche in numerosi interventi legati alla caduta di alberi, un fenomeno che rappresenta un rischio tanto per chi si trova in strada quanto per gli edifici e le infrastrutture. Proprio la caduta di un albero è stata all’origine della tragedia di Jesolo, dove il tronco ha travolto l’auto del militare mentre stava raggiungendo il posto di lavoro.

In Liguria cento interventi tra Genova e Savona

Anche la Liguria ha dovuto fare i conti con le conseguenze del maltempo. Tra le province di Genova e Savona i vigili del fuoco hanno portato a termine circa cento interventi, operando per rimuovere alberi caduti, affrontare allagamenti e mettere in sicurezza elementi pericolanti dagli edifici.

Tra gli episodi segnalati c’è quello di Celle Ligure, dove un masso è caduto sulla carreggiata della strada statale 1 Aurelia. La presenza del materiale sulla sede stradale ha reso necessaria la chiusura dell’arteria in entrambe le direzioni, interrompendo la circolazione per consentire di gestire la situazione in condizioni di sicurezza.

Gli interventi hanno riguardato anche strutture ed elementi esposti al rischio di cedimento, oltre alle situazioni in cui l’acqua ha invaso spazi e aree che necessitavano dell’intervento delle squadre di emergenza. Le operazioni si sono distribuite sul territorio provinciale, con l’obiettivo di affrontare le diverse criticità segnalate e ridurre i rischi per le persone.

Dall’isola d’Elba al litorale livornese

In Toscana, le squadre dei vigili del fuoco sono intervenute sull’isola d’Elba e lungo il litorale livornese, dove le intense precipitazioni hanno provocato danni e richiesto operazioni di soccorso. Anche in queste aree, gli interventi si sono inseriti nel quadro delle attività avviate per fronteggiare gli effetti delle condizioni meteorologiche avverse.

Nel Lazio, le situazioni più critiche si sono registrate nelle province di Roma e Latina. Qui i vigili del fuoco sono stati impegnati per far fronte agli allagamenti, intervenire dopo la caduta di alberi e rimuovere ostacoli pericolanti. Un’attività che ha richiesto di affrontare problemi differenti, dalla presenza di acqua nelle aree interessate alle situazioni in cui elementi instabili potevano costituire un pericolo per la circolazione e per chi si trovava nelle vicinanze.

Nel Crotonese cinque persone bloccate tra acqua e fango

Altri momenti di difficoltà si sono verificati in Calabria, nel Crotonese, dove cinque persone sono state soccorse dai vigili del fuoco dopo essere rimaste bloccate all’interno di un’automobile circondata da acqua e fango. L’intervento è stato effettuato lungo la strada statale 107 e la strada provinciale 30, nel tratto compreso tra Santa Severina e Belvedere di Spinello.

Le persone si trovavano in una situazione che ha richiesto l’intervento delle squadre di soccorso per consentire loro di uscire dalle condizioni di pericolo.

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