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Bufera sull’inviato Usa Witkoff: dopo la liberazione di Hubbard ha definito Putin “compassionevole”. Trump e Vance lo difendono

21 October 2026 at 21:32

Compassionevole. Non è certo il termine che chiunque, nemmeno i suoi più stretti collaboratori, userebbe per descrivere Vladimir Putin. Ma preso dall’euforia per la liberazione del prigioniero americano Stephen Hubbard, in giorni di distensione nei rapporti tra Washington e Mosca, è proprio questo l’aggettivo che l’inviato speciale americano Steve Witkoff ha usato per descrivere il capo del Cremlino. “Parla tanto del fatto che il mio presidente, il presidente Trump, sia compassionevole. Anche lei è compassionevole, glielo riconosco, la lodo per questo e la ringrazio ancora”, gli ha detto direttamente nel corso della sua trasferta a San Pietroburgo.

Parole che, come prevedibile, sono costate una valanga di accuse all’inviato speciale anche da parte dei membri del Partito Repubblicano, come ad esempio il senatore John Corbyn che ha voluto ricordargli che “Putin è un assassino spietato“. Oppure come il deputato conservatore Don Bacon che ha definito le parole di Witkoff un “altro imbarazzo“. Il senatore del Gop, Thom Tillis, lo ha invece invitato a “guardare sul dizionario cosa significa compassionevole. Dovrebbe tornare in Ucraina e chiedere alla famiglie dei bambini rapiti e uccisi da Putin se pensano che sia compassionevole”.

Witkoff, però, può contare sul sostegno della Casa Bianca. Prima ha parlato il vicepresidente JD Vance che si è detto “d’accordo con il fatto che Steve abbia rivolto parole gentili a una persona che ha appena liberato un ostaggio americano. A prescindere dal fatto che si condivida o meno il sentimento di fondo, Steve è un diplomatico. Il suo lavoro consiste nell’andare laggiù e portare a termine un compito. Dovremmo tutti festeggiare questo risultato, anziché lamentarci di ciò che Steve ha detto per riuscire a ottenerlo”.

Dopo di lui, è stato il presidente Trump in persona a confermare la piena fiducia nell’operato del proprio inviato: “Suppongo che si potrebbe dire per quel motivo in particolare, allo scopo di permettere a un uomo che pensava di finire in prigione a vita di uscire”.

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Guerra in Ucraina, la Russia apre alla svolta: “Ci avviamo alla conclusione”

21 October 2026 at 17:31

Ucraina, il Cremlino: “La fine della guerra è vicina”. A novembre possibili colloqui trilaterali ad Abu Dhabi

Il conflitto in Ucraina si sta avviando verso la fase finale, anche se la tempistica resta incerta. A dichiararlo è stato il consigliere presidenziale russo per la politica estera, Yuri Ushakov, in un’intervista all’emittente televisiva Vesti: “Non so quanto siamo vicini alla fine, ma ci stiamo muovendo in quella direzione”, ha affermato.

A dimostrazione di questo cauto ottimismo, Ushakov ha rivelato che si sta lavorando a un nuovo round di colloqui trilaterali tra Stati Uniti, Russia e Ucraina, che potrebbe tenersi a metà novembre ad Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti. “Stiamo prendendo in considerazione Abu Dhabi e siamo d’accordo sul fatto che gli incontri si terranno intorno a metà mese”, ha precisato il diplomatico del Cremlino.

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Mondiali under 21 di karate, la Polonia ferma alla frontiera gli atleti russi e bielorussi: “Li avevamo avvisati”

21 October 2026 at 13:52

La Federazione Russa aveva sconsigliato di partecipare; nonostante ciò, un gruppo di atleti russi e bielorussi, con visti turistici, si è presentato in Polonia per partecipare ai campionati mondiali di karatè under 21, in programma dal 14 al 18 ottobre. Risultato: le guardie di frontiera di Bielsko-Biala hanno fermato quattro russi e undici bielorussi, imponendo loro un ordine di espulsione. Tra i motivi che hanno spinto i polacchi a fermare gli atleti, anche il fatto che alcuni di loro provenivano da una scuola che supporta l’invasione dell’Ucraina.

La Federazione Russa, con una presa di posizione ufficiale rilanciata dalla Tass, ha dichiarato che “aveva previsto questo sviluppo e pertanto non ha raccomandato la partecipazione di nessuno al torneo, ma non ha potuto impedire agli atleti di competere in questa importante competizione internazionale. Non abbiamo nulla da obiettare alla Federazione Mondiale di Karate (WKF), con la quale abbiamo instaurato un rapporto molto costruttivo”. Paweł Połtorzecki, presidente della Federazione polacca di karate, ha ricordato che Varsavia non avrebbe gradito la presenza di atleti russi e bielorussi, e per questo “li avevamo avvertiti in anticipo di non venire, tramite i nostri contatti nel mondo del karate”.

Ma la vicenda non si concentra solo su divieti imposti prima di entrare sul tatami. Uno dei nodi principali riguarda l’appartenenza di alcuni atleti fermati dalle guardie di frontiera polacche con la Oryol Karat, istituto scolastico e sportivo che supporta le truppe russe mandate a combattere in Ucraina. Alcuni media hanno segnalato che, questo sostegno si concretizza con la preparazione da parte degli studenti di abbigliamento – li chiamano “i battaglioni del cucito” – oppure ospitando reduci dal fronte, dedicando loro cartoline e messaggi di incoraggiamento, e partecipando a programmi di addestramento per l’utilizzo di droni.

Su Vkontakte – principale social network russo e dei paesi della Federazione – Oryol Karat è definita “la migliore del Distretto Federale Centrale e una delle migliori in Russia nel karate”. L’istituto non aveva fatto mistero sulla volontà di fare partecipare i propri atleti ai mondiali under 21, con un messaggio pubblicato il 12 ottobre: “Ieri abbiamo salutato Alexey Pankratov e due dei suoi atleti, Valeria e Nikita Milovanov, diplomati della nostra scuola di karate Orel-Karat, in partenza per i Campionati del Mondo 2026 che si terranno la prossima settimana in Polonia! Crediamo nella vittoria dei nostri ragazzi!”. Il direttore della scuola di karate si chiama Oleg Koshelev, ed è anche vice presidente della Federazione Russa della disciplina; sostenitore del presidente Putin e delle sue motivazioni per “l’operazione speciale”, Koshelev alle elezioni di settembre ha invitato a votare per “il presidente e una Russia forte”.

Il 19 ottobre Piotr Borys, viceministro dello sport e del turismo, all’emittente TVN24 ha ribadito che il governo non gradisce che atleti russi partecipino a competizioni ospitate sul suolo polacco, non solo quelle sotto bandiera di Mosca, ma anche in veste di atleti neutrali. Poltozhetsky, presidente della federazione di karate polacca, ritiene che nonostante i divieti la comitiva formata da russi e bielorussi contava di passare la frontiera per iscriversi al campionato mondiale all’ultimo minuto, e per questo avevano visti turistici e non quelli richiesti a cittadini che non provengono dall’Unione europea, per i quali è richiesta la motivazione di ingresso in Polonia.

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Guerra in Ucraina, Witkoff vede Putin e parla di colloqui “produttivi” a Oslo con Zelensky

21 October 2026 at 11:31

I negoziati con il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, a Oslo sono stati “produttivi”. Lo ha dichiarato l’inviato della Casa Bianca, Steve Witkoff, durante il suo incontro a San Pietroburgo con il presidente russo, Vladimir Putin. Witkoff ha detto a Putin di aver portato con sè i “documenti” relativi ai colloqui di ieri e ha dichiarato che “si è lavorato per raggiungere un cessate il fuoco in Ucraina“.

L’inviato del presidente americano Steve Witkoff è atterrato a Mosca e oggi avrà colloqui con Vladimir Putin volti a porre fine alla guerra in Ucraina, all’indomani degli incontri con Volodymyr Zelenskyy caratterizzati, secondo entrambe le parti, da progressi reciproci. Al termine di questi colloqui a Oslo con Witkoff e l’inviato Jared Kushner (quest’ultimo in videoconferenza per motivi di salute), nonché con i leader norvegesi e finlandesi, il presidente ucraino ha accolto con favore la ripresa della condivisione delle informazioni da parte degli Stati Uniti e ha chiesto di essere coinvolto in qualsiasi negoziazione riguardante il futuro del suo Paese. Da parte sua, un funzionario statunitense ha parlato all’Afp di discussioni “molto produttive e costruttive”, constatando “ora un forte allineamento tra Stati Uniti, Ucraina ed Europa sulle prossime tappe” e ha aggiunto che Witkoff incontrerà oggi Putin per portare avanti il processo diplomatico.

È “impossibile” discutere una soluzione definitiva alla guerra in Ucraina senza la presenza di rappresentanti di Kiev. Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, all’agenzia Interfax. A Peskov era stato chiesto un commento sulla proposta del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, di escludere il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, dal tavolo delle trattative.

Donald Trump non esclude che un accordo di pace in Ucraina possa essere concluso senza la presenza contemporanea di Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky nella stessa stanza. “Non lo so. Dipende”, ha risposto il presidente americano a una domanda sulla necessità che i due leader si incontrino per firmare l’intesa. “Credo di poterlo fare in un altro modo”, ha aggiunto.

La prima nave carica di diesel russo diretta negli Stati Uniti partirà domani. Lo ha annunciato il vice primo ministro russo responsabile dell’Energia, Aleksandr Novak, citato dalle agenzie di stampa. “Secondo le previsioni, la prima petroliera partirà domani alla volta degli Stati Uniti”, ha dichiarato. All’inizio di ottobre, Donald Trump aveva annunciato un accordo tra Washington e Mosca per la fornitura di diesel russo al mercato statunitense, revocando così alcune sanzioni contro la Russia e attirandosi aspre critiche da parte di Kiev e dei suoi alleati. Tale misura è stata interpretata come un tentativo di ridurre i prezzi del carburante per i consumatori americani in vista delle elezioni di metà mandato, previste per il 3 novembre.

Il presidente russo, Vladimir Putin, ha annunciato la liberazione dello statunitense Stephen Hubbard. La comunicazione è arrivata durante l’incontro tra Putin e l’inviato della Casa Bianca, Steve Witkoff. Hubbard, oggi settantaquattrenne, era stato catturato dalle forze russe nell’aprile del 2022 mentre combatteva a fianco dell’esercito ucraino. Un segnale a Trump in vista dei negoziati per porre fine alla guerra in Ucraina.

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L’Anticorruzione perquisisce gli uffici della Banca nazionale dell’Ucraina e la residenza del presidente Andriy Pyshny

21 October 2026 at 10:45

L’Ufficio nazionale (Nabu) e la Procura specializzata anti-corruzione (Sapo) hanno perquisito gli uffici della Banca nazionale dell’Ucraina e la residenza del suo presidente Andriy Pyshny. L’indagine sarebbe legata, tra le altre cose, alla gestione di Sense Bank, l’istituto bancario nazionalizzato nel 2023 che sarebbe stato usato per riciclare parte del denaro usato per pagare la cauzione di Herman Galushchenko, ex ministro dell’Energia e della Giustizia arrestato a febbraio nell’inchiesta “Midas“.

Questa circostanza è emersa il 19 agosto, quando Nabu e Sapo hanno perquisito gli uffici Iryna Mudra, vice capo dell’Ufficio di Volodymyr Zelensky, nell’ambito dell’inchiesta “Forrest Gump”, secondo cui Mudra sarebbe stata tra i coordinatori delle operazioni di riciclaggio. Il 20 agosto, le autorità anti-corruzione hanno pubblicato la seconda parte dell’inchiesta, denominata “Themis”, su come lo stesso gruppo abbia messo in atto operazioni di raiding su immobili e imprese a Kiev, coperto anche dalle istituzioni finanziarie. Il 2 settembre, la Banca Nazionale ha riconosciuto che il direttore di Sense Bank, Oleksiy Stupak – coinvolto nell’inchiesta “Forrest Gump” -, non possedeva i requisiti di idoneità professionale, ha richiesto la sua sostituzione e due giorni dopo il dirigente è stato rimosso.

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“Satellite russo si avvicina a uno europeo che fornisce supporto all’Ucraina”: le manovre di Cosmos-2612

21 October 2026 at 09:34

Solo il mese scorso, gli Stati Uniti avevano annunciato di possedere per la prima volta armi nello spazio. Dichiarazioni a cui era seguito un avvertimento della Cina, mentre Pechino e Mosca, anche nello spazio, rappresentano le vere potenziali minacce per Washington. Di certo, la militarizzazione dello spazio è un fenomeno antico quanto la corsa allo spazio stessa. E un recente episodio, avvenuto recentemente, ha sollevato ulteriori preoccupazioni. Un satellite militare russo si è avvicinato a sole poche decine di metri da un satellite commerciale europeo, sotto contratto con gli Stati Uniti, che fornisce supporto all’Ucraina. Le manovre sono iniziate a fine settembre, quando il satellite militare russo Cosmos-2612 ha modificato bruscamente la propria velocità per raggiungere la stessa orbita del satellite commerciale finlandese Iceye-X36.

Lanciato in orbita bassa dalla Russia ad aprile, il Cosmos-2612 ha poi proseguito le manovre avvicinandosi al satellite finlandese fino a una distanza angolare di un centesimo di grado, secondo i dati sulle traiettorie dei due satelliti analizzati dall’Afp. Stando agli esperti, la mattina del 18 ottobre la distanza tra i due satelliti era inferiore a cento metri. L’episodio, monitorato dalla comunità scientifica, ha sollevato interrogativi sulle capacità del satellite russo, in particolare per quanto riguarda l’intercettazione, il disturbo delle comunicazioni (jamming) o lo spionaggio nello spazio.

Non è la prima volta che satelliti russi effettuano manovre per posizionarsi nelle immediate vicinanze di satelliti di altri Paesi. “La combinazione di diversi fattori ha reso questo evento particolarmente preoccupante”, ha dichiarato Clayton Swope, esperto di sicurezza spaziale presso il Center for Strategic and International Studies. “Il satellite si è allineato sullo stesso piano orbitale, in orbita terrestre bassa”, con il satellite commerciale Iceye che “fornisce supporto all’Ucraina”, ha spiegato. Secondo Clayton Swope, “non vi è alcun elemento che lasci pensare che il satellite russo avesse necessità di compiere tali manovre per scopi pacifici”.

Un portavoce della filiale statunitense di Iceye ha dichiarato di essere “a conoscenza della situazione” e di “seguirla da vicino”. In un documento dedicato alle minacce nello spazio, la Forza Spaziale degli Stati Uniti (Ussf) sottolinea che, nel maggio di quest’anno, la Russia ha compiuto manovre orbitali “ad alto consumo di carburante” per posizionare quattro satelliti militari in prossimità di un satellite radar commerciale occidentale utilizzato dall’Ucraina.

(immagine d’archivio)

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Zelensky recupera l’intelligence americana, non la certezza di poter decidere la pace

21 October 2026 at 06:35

Ukrainian President Volodymyr Zelenskyy, center, stands beside Norwegian Prime Minister Jonas Gahr St¿re, right, Finnish President Alexander Stubb, 2nd left, and U. S. envoy Steve Witkoff, in Oslo, Norway, Tuesday, Oct. 20, 2026. (Heiko Junge, Pool Photo via AP) Associate Press/ LaPresse Only Italy and Spain

Gli Stati Uniti hanno ripreso a condividere con l’Ucraina informazioni di intelligence utili ad anticipare gli attacchi missilistici russi. Lo ha detto Volodymyr Zelensky dopo l’incontro con l’inviato americano Steve Witkoff a Oslo, in Norvegia. «Adesso funziona. È ottimo», ha detto il presidente ucraino, spiegando che gli avvisi preventivi possono salvare vite umane. Il ripristino delle informazioni arriva dopo giorni in cui Kyjiv sembrava aver perso una parte del sostegno di Washington, in una delle fasi più difficili dei rapporti tra i due Paesi dall’inizio dell’invasione russa.

L’incontro si è svolto dopo una settimana di forti tensioni. Il 9 ottobre, ricorda il Guardian, Donald Trump aveva annunciato un’intesa con Mosca sul diesel russo, mentre Kyjiv aveva subito una temporanea interruzione della condivisione di intelligence e restrizioni nell’utilizzo di Starshield, la versione militare di Starlink, il servizio satellitare di Elon Musk. Le limitazioni hanno compromesso la capacità ucraina di condurre alcuni attacchi con droni a medio raggio contro le posizioni russe. Trump ha negato che ci sia stata una decisione politica per danneggiare l’Ucraina e ha continuato a criticare Zelensky, sostenendo che Kyjiv avrebbe potuto raggiungere un accordo con Mosca già due anni fa.

A Oslo il presidente ucraino ha cercato di ricostruire un canale di dialogo. Witkoff ha incontrato Zelensky insieme, in collegamento video, a Jared Kushner, genero di Trump. Hanno partecipato anche il premier norvegese Jonas Gahr Støre, il presidente finlandese Alexander Stubb e rappresentanti europei e britannici della sicurezza. Il colloquio è stato definito «costruttivo» da un funzionario americano. Zelensky ha parlato anche con il segretario di Stato Marco Rubio e ha detto di aver discusso con lui le restrizioni a Starshield e le garanzie di sicurezza per l’Ucraina.

Certo, è difficile aspettarsi che l’incontro produca cambiamenti sostanziali. Il risultato più concreto potrebbe essere proprio il ripristino della condivisione di intelligence, il pieno funzionamento dei sistemi satellitari e la prosecuzione del programma Purl, attraverso cui i Paesi alleati acquistano armi americane per Kyjiv. Intanto Witkoff si prepara a incontrare Vladimir Putin in Russia. Secondo Washington, l’obiettivo è aprire la strada a negoziati diretti tra Stati Uniti, Russia e Ucraina, oltre che a colloqui multilaterali.

Resta però il nodo di chi debba sedersi al tavolo. Zelensky ha respinto l’ipotesi di un vertice tra Trump, Putin e il presidente cinese Xi Jinping che escluda Kyjiv, proposta attribuita al leader russo. «Non può esserci nulla sull’Ucraina senza l’Ucraina», ha detto Zelensky a Oslo. E ha aggiunto: «Se si parla dell’Ucraina e del nostro futuro, può essere accettabile soltanto se siamo al tavolo dei negoziati».

Per Kyjiv, il ripristino dell’intelligence è un segnale importante, ma non risolve le divergenze sul futuro della guerra. E per l’Europa resta il timore che Washington e Mosca cerchino un’intesa sulle condizioni della pace senza tenere adeguatamente conto delle richieste ucraine.

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Guerra in Ucraina, bombardata Zaporizhzhia: ennesima notte di sangue. Wsj: “Musk ha ordinato il rallentamento di Starlink”

21 October 2026 at 04:32

Un drone russo a pilotaggio remoto ha colpito un autobus di linea a Zaporizhzhia, ferendo una persona. A denunciare l’attacco, secondo quanto riportato da ‘Ukrinform’, è stato il capo ad interim dell’amministrazione militare regionale di Zaporizhzhia, Mykhailo Semikin, con un messaggio su Telegram. “Le forze russe hanno attaccato un autobus municipale a Zaporizhzhia. Un drone Fpv si è schiantato sul tetto dell’autobus”, hanno dichiarato le autorità regionali in un post su Telegram.

Le forze ucraine hanno colpito le infrastrutture energetiche nella città di Chystiakove, nell’oblast di Donetsk, mentre sono stati segnalati blackout in Crimea a causa di attacchi di droni. Lo riporta ‘The Kyiv Independent’, spiegando anche che un sito di telecomunicazioni a Luhansk è stato colpito. In particolare, un massiccio attacco di droni ha preso di mira Chystiakove, mentre nel distretto di Krasnoperekopskyi, in Crimea, alcuni testimoni oculari hanno segnalato attacchi di droni vicino alla stazione ferroviaria e il rumore di sistemi di difesa aerea russi in funzione.

Elon Musk avrebbe ordinato di limitare la velocità di connessione dei satelliti Starlink utilizzati dall’Ucraina per la propria difesa. Lo riporta il Wall Street Journal, che, citando funzionari statunitensi e persone a conoscenza dei fatti, scrive che Musk, fondatore e amministratore delegato di SpaceX, “ha imposto un limite alle velocità con cui l’hardware ucraino poteva rimanere connesso alla rete satellitare” di Starlink. Tale decisione avrebbe reso “praticamente inutilizzabili” alcuni droni offensivi e intercettori ucraini, scrive il quotidiano, secondo cui Musk e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump avrebbero discusso della decisione relativa a Starlink “durante una telefonata poco dopo che la limitazione era stata resa pubblica”, ma avevano già affrontato l’argomento in precedenza, hanno riferito le fonti al Wsj.

Il Segretario alla Difesa degli Stati Uniti, Pete Hegseth, ha attribuito a Starlink, la compagnia guidata da Elon Musk, la decisione finale che riguarda la copertura satellitare richiesta dall’Ucraina nel conflitto con la Russia. Quando gli è stato chiesto se il Pentagono avesse ridotto l’impiego della rete satellitare, come sostenuto dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky, Hegseth ha risposto: “Non abbiamo ridotto nulla. Ci sono condizioni di servizio che devono essere rispettate e, in ultima analisi, spetta a Starlink decidere in merito. Ma, dal nostro punto di vista, non è cambiato nulla. Non abbiamo impartito direttive né fatto nulla del genere e, naturalmente, auguriamo agli ucraini di avere successo”.

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