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The Kremlin says a first tanker of Russian diesel sets sail for the U.S. despite Ukraine's protests

23 October 2026 at 14:52
A first tanker carrying Russian diesel to the United States under a new import agreement has set sail, the Kremlin said Friday, two weeks after President Donald Trump said he struck a deal with President Vladimir Putin despite Moscow's invasion of Ukraine.

“Putin ha reso chiarissimo che può uccidere la persona più protetta e conosciuta, davanti a tutti, e nessuno farà nulla”: l’attacco di Masha Alyokhina delle Pussy Riot

23 October 2026 at 12:22

“Putin può uccidere chiunque in una situazione che abbia a che fare con lui”. Masha Alyokhina, fondatrice delle Pussy Riot, non usa mezzi termini all’Adnkronos, in occasione del ritorno in Italia dello spettacolo “Riot Days”. Lo show sarà in scena il 17 febbraio 2027 all’Arci Bellezza di Milano, il 18 febbraio al Locomotiv di Bologna e il 19 febbraio al Largo Venue di Roma.

Creato nel 2017 dal produttore Alexander Cheparukhin insieme ad Alyokhina, ‘Riot Days’ intreccia teatro, testimonianza, musica dal vivo e immagini d’archivio a partire dai libri ‘Riot Days’ e ‘Political Girl’ di Masha. Non è mai rimasto uguale a sé stesso: l’ultima trasformazione è arrivata lo scorso anno, quando metà dello spettacolo è stata tagliata per lasciare spazio al racconto degli anni che hanno portato all’invasione su larga scala dell’Ucraina.

La nuova versione ricostruisce quella che il collettivo chiama la ‘Road to Hell’, la strada percorsa dalla Russia verso la guerra, passando per la repressione, la prima invasione dell’Ucraina e la vicenda di Alexei Navalny. “Volevamo mostrare quello che Vladimir Putin ha costretto i cittadini russi a vivere”, spiega Masha, che ha lasciato il Paese nel 2022, dopo l’inizio dell’invasione su larga scala.

Il rischio di essere uccisi, secondo Alyokhina, è diventato ancora più evidente dopo la morte di Navalny. “Putin ha reso chiarissimo che può uccidere la persona più protetta e conosciuta, davanti a tutti, e nessuno farà nulla. I leader occidentali dicevano che, se avesse ucciso Navalny, ci sarebbero state conseguenze mai viste prima. Ma non è successo nulla. Da quel momento è chiaro che chiunque può essere ucciso in una situazione che abbia a che fare con Putin”.

E quanto resta dell’Unione Sovietica nella Russia di oggi? ”Gran parte della vita russa è ancora molto legata alla tradizione sovietica. Putin la porta avanti”. In Europa, per Masha il pericolo va oltre la guerra combattuta in Ucraina. “Putin invade l’Ucraina con l’esercito e le bombe, ma in molti Paesi europei il suo Stato usa il soft power – dice -. Un’enorme quantità di denaro proveniente dal petrolio e dal gas viene immessa nella politica per far collassare i Paesi dall’interno. È pericoloso e succede da molto tempo”. In Italia, aggiunge, “Alexander Dugin è l’ideologo della spiegazione che Putin dà delle sue guerre e occupazioni, ed è molto ben accolto. Anche sua figlia, uccisa nel 2022, è diventata una sorta di eroina nei libri che si trovano nelle vostre librerie”.

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A novembre negoziati tra Russia e Ucraina ad Abu Dhabi. Gli Stati Uniti saranno mediatori

23 October 2026 at 11:56

A novembre Russia e Ucraina faranno un nuovo tentativo per arrivare a un accordo di pace. Dopo i colloqui indiretti favoriti dalla mediazione degli Stati Uniti ma poi naufragati, un nuovo round si terrà, come ipotizzato nei giorni scorsi, ad Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti. Ad annunciarlo è stato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, con la Russia che si è dichiarata pronta a riprendere i colloqui di pace, in stallo dall’inizio dell’anno, dopo un incontro avvenuto mercoledì tra il presidente russo Vladimir Putin e Steve Witkoff, inviato speciale di Donald Trump. Anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky si era espresso a favore.

L’Europa, come dall’inizio del conflitto, viene esclusa dai tavoli dei negoziati, pur essendo rimasto, dopo il disimpegno di Trump, il principale sostenitore dell’Ucraina. In quasi 5 anni di guerra non ha ancora nominato un suo mediatore da proporre in sede di negoziati, tema sul quale governi e famiglie politiche si sono già scontrate. Adesso, secondo il Daily Telegraph, nella shortlist dei cinque papabili figurerebbe anche quello della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Insieme a lei, tra i candidati ci sono, si legge, il presidente finlandese Alexander Stubb, quello ceco Petr Pavel, la premier danese Mette Frederiksen e il premier norvegese Jonas Gahr Store.

Nomi che, però, rischiano di essere respinti in blocco da Mosca. Per due motivi. Il primo, il Cremlino non ha intenzione di accogliere al tavolo un ulteriore soggetto determinato a difendere i diritti e gli interessi dell’Ucraina, rafforzando così anche la posizione di Zelensky. Il secondo, quattro di questi nomi sono esponenti delle istituzioni di Paesi Ue che la Russia considera soggetti attivi nel conflitto, dato che forniscono aiuti militari ed economici all’esercito ucraino, e quindi incandidabili per il ruolo di mediatore. Diversa la posizione del premier norvegese che, comunque, rimane capo dell’esecutivo di un Paese Nato.

Un portavoce della Commissione Ue ha intanto fatto sapere, nel corso del consueto midday briefing, che l’Unione sta “lavorando costantemente affinché l’Ucraina si trovi, innanzitutto, in una posizione di forza e affinché si raggiunga una pace giusta e duratura. Attualmente ci aspettiamo che si terranno dei colloqui a livello multilaterale con alti funzionari. L’Ue sarà presente a questi colloqui che si terranno nel prossimo futuro. Il formato dovrebbe essere simile a quello dei precedenti colloqui, ad esempio quelli di Miami“.

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Gasóleo russo a caminho dos EUA depois de acordo entre Trump e Putin

23 October 2026 at 10:57

O ano de 2026 poderá ficar para a história como o ano dos cisnes negros: eventos muito improváveis, mas que acabaram por concretizar-se.

A guerra dos EUA/Israel contra o Irão, poderá ser um deles, assim como os ataques do Irão aos seus vizinhos, a par da maior crise energética da história.

Mas nas últimas semanas está a formar-se mais um cisne negro, impensável em 2022 quando a Rússia está invadiu a Ucrânia: a aproximação de Washington a Moscovo, com a Ucrânia a ficar aparentemente para trás, depois dos ataques de Kiev a refinarias russas, que encostaram Vladimir Putin a um canto.

Um sinal dos tempos é que um petroleiro carregado com 40 mil toneladas de gasóleo russo está neste momento a caminho de Nova Iorque, com chegada prevista a 7 de novembro, marcando o regresso das exportações russas de gasóleo, revela a “Reuters”.

O mercado mundial de energia está neste momento apertado de gasóleo, depois dos ataques a refinarias cruciais no Médio Oriente pelo Irão e os seus aliados.

E Donald Trump tem eleições intercalares cruciais no dia 3 de novembro, que serão decisivas para os dois últimos anos do seu mandato. Se os democratas ganharem vantagem no Congresso, o líder republicano terá a vida mais difícil até ao fim.

O presidente norte-americano tem efetuado alterações numa nova lei de sanções contra a Rússia para facilitar a chegada do combustível russo aos EUA, numa tentativa de controlar os preços do ‘diesel’, esperando que o mundo receba 300 mil toneladas de gasóleo russo numa fase inicial, incluindo os EUA.

Ao mesmo tempo, tem ameaçado a Europa com a suspensão de envio de gasóleo norte-americano, se a Europa não libertar reservas estratégicas do combustível.

O Agioi Fanendes, com pavilhão de Malta, estava atracado no porto russo de Primorsk no Mar Báltico, a 22 de outubro, e vai rumar à Costa Leste dos EUA.

OS EUA levantaram sanções às exportações russas de gasóleo e anunciaram um cessar-fogo aos ataques a infraestruturas energéticas entre a Rússia e a Ucrânia.

A Rússia vai colocar no mercado 2,25 milhões de barris de gasóleo imediatamente, seguido de 500 mil toneladas e novembro, mais um milhão de toneladas.

O Kremlin estima que o país consiga aumentar as exportações de gasóleo entre 3-3,5 milhões de toneladas mensais até ao final do ano.

A “Reuters” dá conta que gasóleo foi carregado no porto russo de Primorsk na semana passada, mas o seu destino final não é claro, com alguns dos navios destinados, para já, a Gibraltar, Port-Said ou o Atlântico.

A Rússia tem-se limitado a exportar gasóleo para o Brasil e para a Turquia, assim como para países africanos, desde que arrancou o embargo europeu aos combustíveis russos.

O petróleo sobe mais de 1% para 114 dólares esta sexta-feira.

Russian diesel heads to US after Putin-Trump deal, data shows

23 October 2026 at 09:40

A Malta-flagged tanker carrying 40,000 metric tons of Russian diesel is heading towards New York following an agreement with US President Donald Trump, LSEG data showed on Friday.

Trump has made several moves hoping to bring down diesel prices ahead of November 3 US mid-term elections including waiving parts of a new sanctions law against Russia and threatening Europe with a US diesel export ban unless countries released more from their emergency reserves.

The medium-sized tanker Agioi Fanendes was loaded with 40,000 metric tons of ultra-low sulphur diesel in the Russian Baltic port of Primorsk on October 22, according to shipping data. It is expected to arrive in the United States on November 7.

Russia agreed to lift a self-imposed ban on diesel exports and supply the fuel to global markets, including the US, after theagreementreached between Russian President Vladimir Putin and Trump.

Trump announced on October 9 that Russia would immediately export 300,000 metric tons, or 2.25 million barrels, followed by 500,000 tons in November and 1 million tons “immediately thereafter”.

Russia will be able to increase diesel exports to between 3 million tons and 3.5 million tons per month by year-end, the country’s usual export volume of the fuel, Deputy Prime Minister Alexander Novak said last week.

Last week, export diesel cargoes were loaded in the Russian Baltic port of Primorsk, but their final destinations are not clear, with most vessel are signalling Gibraltar, the Atlantic Coast or Port-Said, according to LSEG shipping data.

Since the full EU embargo on import of Russian oil products came into effect in February 2023 over the war in Ukraine, Russia has exported diesel mainly to Brazil and Turkey, as well as to an African countries.

Sen. Coons: ‘Trump Is in the Thrall of Putin; He’s Putin’s Puppet’

23 October 2026 at 00:40

On Thursday’s broadcast of MS NOW’s “Deadline,” Sen. Chris Coons (D-DE) said President Donald Trump “is in the thrall of” Russia’s Vladimir Putin. Host Nicolle Wallace said, “In light of Mr. Wycoff describing Vladimir Putin as a quote, humanitarian, this

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Negociações devem focar na segurança da Rússia, Ucrânia e Europa, diz Putin

23 October 2026 at 02:36

O presidente russo, Vladimir Putin, afirmou nesta quinta-feira (22) que as futuras negociações para a resolução da guerra na Ucrânia deveriam se concentrar em garantias de segurança para ambos os países e em um quadro geral de segurança em toda a Europa.

Putin, entrevistado pela televisão russa um dia após se reunir com o enviado presidencial dos EUA, Steve Witkoff, confirmou que a Rússia está pronta para retomar as negociações com a Ucrânia, mediadas pelos EUA, no próximo mês.

Ele reafirmou a política de longa data do Kremlin de que a Rússia nunca quis iniciar uma guerra, mas enfrentou reações hostis da Ucrânia em questões-chave que preocupam Moscou.

Leia Mais:

As negociações sobre diversos assuntos poderiam levar a um resultado positivo, disse ele, mas a Rússia continuava empenhada em uma solução que pusesse fim ao conflito, em vez de um cessar-fogo de curta duração.

“O objetivo dessas negociações será garantir a segurança da Ucrânia e da Rússia após a conclusão de acordos de paz, em sua forma definitiva, e não como resultado de um cessar-fogo temporário por um curto período de tempo. Estamos prontos para retomar esses contatos a fim de alcançar esse objetivo”, disse Putin.

O presidente russo disse que Witkoff também enfatizou que as discussões deveriam se estender à “arquitetura da segurança europeia como um todo. E eu concordo com isso também. Bem, vamos ver como as coisas se desenvolvem nos próximos dias.”

O presidente ucraniano, Volodymyr Zelensky, que se reuniu com Witkoff na Noruega na terça-feira (20), disse que a Ucrânia está pronta para negociações que provavelmente ocorrerão no início do próximo mês. A Ucrânia, afirmou ele, apoia “quaisquer propostas de cessar-fogo, fim da guerra, cessar-fogo energético, bem como iniciativas humanitárias”.

Os esforços liderados pelos Estados Unidos para promover as negociações estagnaram em fevereiro com o início do conflito dos EUA e Israel com o Irã.

Muitas das questões relacionadas à guerra na Ucrânia se concentram no território, com a Rússia exigindo que a Ucrânia ceda toda a região de Donbas, no leste do país. Kiev rejeita qualquer ideia de abrir mão dos territórios que atualmente controla.

Em seus comentários, Putin disse que qualquer discussão sobre territórios no leste da Ucrânia teria de levar em consideração o que, segundo ele, é o fato de que a região é “historicamente terra russa”.

E os moradores da região, disse ele, votaram a favor de fazer parte da Rússia em referendos realizados sete meses após Moscou ter iniciado sua invasão.

“Em primeiro lugar, minha posição sobre esse assunto é que esse não é o território deles. É o território da Rússia histórica”, afirmou ele.

Travaglio: “Putin dietro le proteste di piazza? Le classi dirigenti europee sono detestate. Per loro è più facile dare colpa piuttosto che chiedersi perché ci odiano”

22 October 2026 at 21:35

“Possibile mai che qualunque elezione che non vada come vogliono le cancellerie europee sia stata truccata da Putin? Possibile mai che qualsiasi manifestazione di protesta, anche di un bambino di 11 anni incappucciato, sia stata ordita da Putin? Io credo che lo facciamo molto più grosso di quello che è. Ma capisco che battere il mea culpa sul petto di un altro è sempre più comodo che batterlo sul proprio: se le classi dirigenti europee sono così detestate dovrebbero farsela una domanda sul perché sono così tanto odiate”: è quanto detto dal direttore del Fatto Quotidiano Marco Travaglio durante la consegna del premio Eccellenze 2026, che si è tenuto giovedì 22 ottobre alla Camera dei deputati. Travaglio ha poi continuato il suo discorso: “Quella è una domanda fastidiosa da porsi. E quindi è molto meglio dire che è stato Putin, che sta prendendo il posto della zia malata e della nonna morta quando il ragazzino non ha fatto i compiti e inventa una scusa con il professore”. E ancora: “Bisogna fermarsi, non solo perché così facendo si dà a Putin più importanza di quella che ha; ma anche perché così facendo nella battaglia della propaganda la gente penserà che quella russa è un po’ meno stupida della nostra”.

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Putin asegura que está dispuesto a "llegar a un acuerdo" con Ucrania y admite la necesidad de hablar de "la arquitectura de la seguridad europea"

By: Efe
22 October 2026 at 21:13
El asunto se planteó durante su reunión con Steve Witkoff en San Petersburgo, según el Kremlin Leer

El asunto se planteó durante su reunión con Steve Witkoff en San Petersburgo, según el Kremlin

Guerra in Ucraina, Putin apre ai negoziati: “Accordo possibile”. Ma intanto i raid continuano

22 October 2026 at 20:57

Raggiungere un accordo sulla situazione in Ucraina è possibile. Almeno a sentire le ultime dichiarazioni del presidente russo Vladimir Putin: “Siamo concordi su questo”, ha detto il leader russo riferendosi alla fattibilità di un’intesa di lungo termine che chiuda l’invasione iniziata il 24 febbraio 2022. Al centro della disputa restano sempre le porzioni di territorio ucraino, attualmente occupate dalle forze di Mosca, che il capo del Cremlino ha definito “storicamente russe”, alzando la posta in gioco nei negoziati per risolvere il conflitto.

Putin ha definito “inappropriata” la dichiarazione del leader ucraino Vladimir Zelensky, secondo cui sarebbe disposto ad accettare la perdita di alcuni territori pur di raggiungere la pace, aggiungendo che i territori in questione sono storicamente russi: “Innanzitutto, la mia opinione su questa questione è che non si tratta di territorio russo, ma di territorio storicamente russo”, ha dichiarato Putin in un’intervista al conduttore Pavel Zarubin. “Le persone che vivono in questi territori hanno votato, in primo luogo, per l’indipendenza dello Stato e, in secondo luogo, per la riunificazione con la Federazione Russa”, ha affermato. “Pertanto, parlare di eventuali perdite territoriali mi sembra inappropriato”, ha concluso.

Un eventuale vertice tra Putin, Zelensky e Donald Trump potrebbe essere il formato con il quale finalizzare la possibile intesa? “La discussione è in corso”, ha rimarcato il vice ministro degli Esteri russo, Serghei Ryabkov, il giorno dopo il faccia a faccia tra Putin e l’inviato statunitense Steve Witkoff. “L’argomento è stato sollevato” mercoledì durante le tre ore di confronto tra i due a San Pietroburgo, ma “al momento non c’è ancora una chiara comprensione in merito”, poiché “non c’è un accordo completo, ma la discussione è in corso”. È ancora presto per parlare di una vera e propria apertura, anche se Trump – che ha intanto chiesto a Elon Musk di riattivare totalmente l’uso di Starlink in Ucraina – si è lasciato andare nelle ultime ore all’ottimismo affermando che “ci stiamo avvicinando alla risoluzione della guerra” e forse – ha aggiunto – “è il punto in cui siamo stati più vicini finora”.

L’unica novità ufficialmente resa nota dopo l’incontro di San Pietroburgo – oltre al rilascio dell’americano Stephen Hubbard dalle carceri russe – è stata la probabile ripresa il mese prossimo dei contatti trilaterali tra Mosca, Kiev e Washington, ma a livello di tecnici, non ancora certo di leader. Tuttavia, anche il consigliere di Putin per la cooperazione e gli investimenti stranieri, Kirill Dmitriev, che ha partecipato al colloquio, si è detto convinto che ci si stia muovendo “verso una pace a lungo termine che garantirà la sicurezza di Russia, Ucraina ed Europa”. Proprio l’Unione Europea, nelle scorse ore, ha rimarcato che in qualsiasi formato dovesse svolgersi dei nuovi colloqui ritiene di doversi sedere al tavolo.

Di tono opposto i commenti all’incontro di San Pietroburgo da parte di Zelensky, che il giorno prima aveva avuto un colloquio con Witkoff a Oslo insieme a rappresentanti di Paesi europei, compresa l’Italia. Il leader ucraino ha denunciato bombardamenti russi nella notte tra mercoledì e giovedì con l’impiego di 21 missili e oltre 200 droni e un bilancio di almeno due morti e 34 feriti. “Tre ondate di missili balistici sono state lanciate contro Kiev dai ‘compassionevoli’ russi“, ha rincarato Zelensky, ironizzando su quella definizione di ‘compassionevole’ usata da Witkoff per Putin quando l’ha ringraziato per il rilascio di Hubbard.

Zelensky ha affermato che nei raid è stato colpito “persino un monastero”. Il ministero della Difesa si Mosca ha invece rivendicato attacchi solo su obiettivi militari, tra cui uno stabilimento dell’industria aeronautica Antonov dove si assemblano droni e missili da crociera Flamingo, oltre che sul ponte ferroviario e stradale Sud. Mentre sull’altro fronte nel corso della notte 600 droni sono stati lanciati verso Mosca, con la maggior parte neutralizzata dalle forze di difesa aerea nelle zone periferiche, secondo il sindaco, Serghei Sobjanin. Nell’est dell’Ucraina, invece, a causa dei continui bombardamenti russi, è stata decisa l’evacuazione forzata delle famiglie con bambini da tutti gli insediamenti delle comunità di Kramatorsk e Slavyansk, le due cittadine che sono l’obiettivo più ambito delle truppe di Mosca per completare la conquista della regione di Donetsk.

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"EUA deixaram de ser um mediador imparcial"

22 October 2026 at 19:43
João Albuquerque considera que os EUA já não são um parceiro fiável. Sublinha o nervosismo de Trump com as eleições e os riscos de ataques híbridos russos aos europeus, apelando a uma defesa sem EUA.

Scontro tra Sommi e Friedman su La7. “Attento a dare del filoputiniano, poi le querele si pagano”. “Mi minacci, signor avvocatino cafone?”

22 October 2026 at 19:11

Scintille in diretta a Omnibus, su La7, tra Luca Sommi, giornalista del Fatto Quotidiano e conduttore di Accordi & Disaccordi, e il giornalista economico Alan Friedman. Casus belli: le proteste giovanili di Milano e il ruolo delle presunte interferenze russe nell’alimentare le tensioni sociali in Europa.
Tutto comincia dall’analisi di Sommi sugli scontri di Milano. Il giornalista del Fatto respinge l’idea che dietro la rabbia dei ragazzi ci sia la regia di Mosca e richiama invece le disuguaglianze economiche, l’inflazione e la perdita del potere d’acquisto delle famiglie. Sommi insiste soprattutto su un punto: attribuire il disagio giovanile alle infiltrazioni russe significa distogliere lo sguardo dalle condizioni materiali in cui vivono milioni di persone.
“Mi viene da sorridere al pensiero che il disagio giovanile in Italia e in Europa sia colpa delle infiltrazioni di Putin – osserva – Non riesco a rimanere serio su questa cosa, perché in realtà parliamo di un problema strutturale”.
Poi richiama la condizione sociale di tanti manifestanti, spesso figli di immigrati di seconda generazione o delle fasce più povere della popolazione italiana: “Qui ci sono dei ragazzi che non ce la fanno più. A 11 anni vai in piazza a manifestare. Questo è un termometro di una sperequazione sociale esasperata. Se tu togli 300 euro di reddito di cittadinanza magari al papà, che temporaneamente era in difficoltà, e non hai il coraggio di tassare le multinazionali e i super ricchi, allora accadono queste cose”.

A intervenire successivamente è Antonio Di Bella, ex direttore del Tg3, che introduce una distinzione tra le origini delle proteste e il loro sfruttamento politico da parte del Cremlino: “È chiaro che il fuoco degli scontri non viene acceso dalla Russia o da qualche misterioso manovratore. Ma apertamente gli esponenti del governo Putin usano le tensioni europee come prova della crisi dell’Occidente“.
Di Bella cita anche Aleksandr Dugin, ideologo nazionalista russo e rbadisce che non c’è nessuna “manina misteriosa” ma una strumentalizzazione alla luce del sole: “È evidente che chi manifesta e gli scontri non sono creati da fuori, ma sono alimentati e sfruttati da fuori”.
Dal collegamento Friedman applaude e mostra il gesto dell’ok con la mano. E commenta: “Antonio Di Bella ha detto perfettamente. Poi che qualche filoputiniano difenda Putin non è una sorpresa, che sia un giornalista per un giornale di propaganda del Cremlino, che sia un politico di destra…”.
Sommi interviene: “Friedman, attenzione a dare dei filoputiniani perché si beccano le querele e poi le si pagano”.
Il giornalista americano ribatte immediatamente: “Mi stai minacciando?”..
“No – replica Sommi – Ti invito alla cautela a usare certi termini perché li hanno già usati a lungo anche sul Corriere della Sera e poi hanno pagato copiosamente per aver dato dei filoputiniani a chi si interroga sulle questioni invece di chi liscia da una parte. Te lo dico così, per rinfrescarti le idee”.

Il riferimento è alla vicenda giudiziaria di Alessandro Orsini, sociologo e professore associato alla Luiss Guido Carli di Roma. Il 5 giugno 2022 il Corriere della Sera pubblicò un articolo firmato da Monica Guerzoni e Fiorenza Sarzanini, intitolato “Influencer e opinionisti. Ecco i putiniani d’Italia” e dedicato a una presunta rete di opinionisti e influencer che rilanciavano la propaganda del Cremlino, con riferimenti alle attività del Copasir e dei servizi di intelligence. Tra i nomi compariva quello di Orsini, accompagnato dalla sua fotografia. Il professore ha promosso una causa civile contro Rcs, il direttore Luciano Fontana e le due giornaliste. Il Tribunale di Milano, in primo grado, ha condannato i convenuti a risarcirlo con 27.500 euro per danni e circa 5mila euro per spese processuali.

Friedman sbotta: “Questo è talmente da cafone che neanche ti rispondo. Io non sono qui per litigare e non credo di aver nominato nessun giornale. Attenzione, signor avvocatino“.
Sommi non arretra e gli fa notare la sequenza degli interventi: “Hai parlato di “giornalisti filoputiniani” subito dopo che ho detto che un conto è esultare perché l’Europa va male, visto che c’è una guerra, un conto è avere l’intromissione di Putin nei social»”.
Friedman rivendica di non aver indicato alcuna testata né alcuna persona specifica: “Ho fatto il nome di qualche giornale? Mi querela per non aver fatto nessun nome e aver parlato genericamente? Ma va’! Io volo alto e non scendo a questi livelli bassi, ok?”.
Sommi ride e ribadisce: “Hai appena detto dei giornalisti filoputiniani”.
“Ho parlato genericamente dei putiniani in Italia senza nominare nessuno, signorino“, rilancia Friedman.
Greco, visibilmente spazientito, cerca di chiudere il battibecco: “No, no, non ha nominato nessuno, benissimo”.
Ma Friedman continua a interrompere, ripetendo “Signorino!” e poi “Piccolo signore!“, mentre Sommi reagisce divertito e il conduttore è costretto ad arrendersi con una battuta: “Siamo alla frutta, come dicono in Calabria“.

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In war between Russia and Ukraine, United States is first to surrender, but Americans still stand with Ukraine

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Mark Cary, United States member

I vividly remember when the Soviet Union collapsed. I was in my second year in college studying

Fox News host: Russians ‘must be laughing their heads off’ over Witkoff ‘humanitarian’ remark

22 October 2026 at 18:01
Fox News host Brian Kilmeade posted a video clip of himself on the social platform X criticizing special envoy Steve Witkoff’s comment calling Russian President Vladimir Putin “a humanitarian.” “The Russians must be laughing their heads off,” Kilmeade said in the video. “That just makes you look naive. A humanitarian? This guy kills his opponents,…

Fox News host: Russians ‘must be laughing their heads off’ over Witkoff ‘humanitarian’ remark

22 October 2026 at 18:01
Fox News host Brian Kilmeade posted a video clip of himself on the social platform X criticizing special envoy Steve Witkoff’s comment calling Russian President Vladimir Putin “a humanitarian.” “The Russians must be laughing their heads off,” Kilmeade said in the video. “That just makes you look naive. A humanitarian? This guy kills his opponents,…

Downing Street rejects Witkoff’s description of Putin as a ‘humanitarian’

No 10 says Russian president ‘has killed thousands of people, both innocent Ukrainians and his own people’

Downing Street has rejected the description of Vladimir Putin as a “humanitarian” made by Donald Trump’s chief negotiator on the Ukraine war.

Steve Witkoff met the Russian president in St Petersburg on Wednesday as he sought to make a new push to end the invasion of Ukraine, with the US putting pressure on Kyiv to agree to a settlement.

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© Photograph: Kristina Solovyova/Reuters

© Photograph: Kristina Solovyova/Reuters

© Photograph: Kristina Solovyova/Reuters

Trump cannot get Putin to halt strikes on Ukraine’s power grid, so he blames Ukraine instead, Zelenskyy says

22 October 2026 at 16:29

musk tells ukraine’s president go zelenskyy says won’t resign never accept ukrainian land russian · post volodymyr during interview piers morgan recorded visit britain 14 2026 video uncensored / ukraine

US President Donald Trump has failed to reach an agreement with Russian ruler Vladimir Putin on halting strikes against Ukraine's energy infrastructure. However, Trump is trying to shift the blame for this failure onto President Volodymyr Zelenskyy, he said on The Diary of a CEO podcast.

His words came amid Russia's four record waves of ballistic missile attacks, after US Special Envoy Steve Witkoff described Putin as a "humanitarian." Previously, US officials cut Kyiv off from US intelligence and lowered a speed cap on Starlink to pressure Ukraine into stopping strikes on Russia's oil refineries that bring Moscow revenue for its war.

Trump pins the problem on Kyiv, not Putin

Zelenskyy explained the behavioral pattern behind Trump's recent actions and statements. At first, Putin rejected his proposal for a ceasefire. Then, the US president blamed it all on him, explaining to his people that world fuel prices are rising because of him, which is not true at all, said the Ukrainian leader.

He pointed to the blocked Strait of Hormuz shipping chokepoint, not Ukraine’s refinery campaign, as the driver of higher prices.

He also noted that the volumes of diesel allowed by the US are insufficient to lower global oil prices.

Even so, Zelenskyy said he keeps a working relationship with Trump. What he will not accept is being cast as the villain in Russia’s war: by his account, the US president is rewriting the context, turning Ukraine’s leader into the target for a problem that starts in Moscow.

Earlier, experts said the diesel deal was unlikely to meaningfully lower diesel prices. For Putin, the agreement itself was a win.

A former senior State Department official says it hardly matters whether the fuel arrives, because Putin “has already achieved the result he wants,” with Trump believing he has a pre-election card that could move markets.

Russian missiles pound Kyiv as Moscow says over 800 Ukrainian drones downed

Russia bombarded Kyiv with ballistic missiles in an hourslong nighttime barrage, while the Russian military said Thursday that its air defenses intercepted over 800 drones fired by Ukraine at Moscow and other cities.

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