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Musk punta a fondere SpaceX e Tesla: obiettivo un gruppo da 3.600 miliardi. E più potere nelle mani del multimiliardario

21 October 2026 at 19:12

Un unico gruppo da 3.600 miliardi di dollari di capitalizzazione e circa 155mila dipendenti con attività che spaziano dalle auto elettriche ai razzi spaziali, dai satelliti all’intelligenza artificiale. E con un fabbisogno finanziario altrettanto imponente. Il progetto di fusione tra Tesla e SpaceX, i due gioielli dell’impero del multimiliardario Elon Musk, potrebbe ridisegnare gli equilibri dell’industria tecnologica e finanziaria. Per chi possiede direttamente azioni delle due società, ma pure per i risparmiatori esposti indirettamente attraverso fondi comuni, Etf e fondi pensione.

L’uomo più ricco del mondo ha definito l’unione una “buona idea” e ha annunciato la creazione di comitati ad hoc nelle due società per valutarla: lui non ne fa parte essendo in conflitto di interessi. L’obiettivo sarebbe riunire sotto un’unica struttura Tesla, impegnata nelle auto elettriche, nella robotica e nella guida autonoma, e SpaceX, protagonista dei lanci spaziali e dei servizi satellitari, con importanti contratti pubblici negli Stati Uniti. Quotata a giugno, quest’ultima ha archiviato il terzo trimestre in grande spolvero, con ricavi in crescita del 161% a 14,6 miliardi di dollari e utile in salita a 4,4 miliardi, più del doppio dei due miliardi attesi dagli analisti e in forte accelerazione rispetto al rosso di 1,1 miliardi dello stesso periodo dello scorso anno. Ma anche le spese in conto capitale per sostenere i progetti spaziali e quelli legati all’intelligenza artificiale sono salite a 19,6 miliardi dai 18,4 miliardi del secondo trimestre.

Secondo il Financial Times, che cita le stime degli analisti raccolte da Visible Alpha, il nuovo gruppo avrebbe ricavi per 153 miliardi di dollari ma un flusso di cassa negativo per almeno 54 miliardi. Vuol dire che gli investimenti e le altre uscite di cassa potrebbero superare le risorse generate dalla gestione, rendendo necessario finanziare il buco con liquidità disponibile, debito o nuovi capitali.

Il primo nodo per gli investitori sarà il prezzo attribuito alle due società e il rapporto di cambio con cui le azioni verrebbero convertite. Se il mercato giudicasse SpaceX sopravvalutata o temesse che Tesla si accolli rischi e investimenti eccessivi, l’operazione potrebbe penalizzarli. C’è poi la questione del controllo. Musk dispone di circa l’84% dei diritti di voto di SpaceX grazie alle azioni con supervoto, mentre in Tesla la sua influenza è inferiore. La fusione rafforzerebbe ulteriormente il suo potere. Questo mentre già da tempo, nota il Ft, “gli investitori si interrogano sulla capacità di Musk di concentrarsi su tutti i suoi progetti” e “gli azionisti non riescono a capire dove stia investendo la maggior parte delle sue energie o del suo denaro”.

L’operazione dovrebbe inoltre superare l’esame delle autorità regolatorie e ottenere il consenso degli azionisti. Oltre agli Stati Uniti, servirà il via libera di giurisdizioni come Unione europea, Regno Unito e Cina. Pechino è un ostacolo particolarmente delicato: secondo il Ft Tesla ha generato nel Paese 21 miliardi di dollari di ricavi nel 2025, circa il 22% del totale, mentre SpaceX è un importante contraente della difesa americana.

Le conseguenze della fusione potrebbero toccare anche chi non ha mai comprato un’azione Tesla. Il titolo è presente in numerosi indici azionari e può quindi entrare nei portafogli di fondi comuni, Etf e gestioni patrimoniali. Raggiungendo anche chi investe per la pensione integrativa. I possibili caveat, al netto dell’eventuale oscillazione del titolo, comprendono anche la concentrazione del rischio in un gruppo sempre più legato alle scelte di Musk, alle aspettative sull’intelligenza artificiale e alle politiche industriali e militari statunitensi.

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Elon Musk quer juntar a Tesla e a SpaceX: o que pode mudar?

21 October 2026 at 18:30
Carros elétricos, foguetões, satélites e inteligência artificial, tudo na mesma empresa. Elon Musk está a estudar a fusão da Tesla com a SpaceX, num negócio que envolve cerca de 3 biliões de euros. O que pode mudar com esta união? Saiba mais, neste episódio do Economia dia a dia, podcast diário do Expresso

Anthropic perde 80 miliardi nel primo semestre. “Investiremo 518 miliardi in un decennio per servizi cloud, calcolo e infrastrutture”

21 October 2026 at 13:10

La società Usa dell’intelligenza artificiale Anthropic ha chiuso il primo semestre 2026 con una perdita netta di 80,7 miliardi di dollari, in forte aumento rispetto ai 13 miliardi dello stesso periodo del 2025. A pesare, però, è soprattutto una posta contabile: 72 miliardi derivano dall’aumento del valore stimato dei titoli convertibili in azioni della società, legato alla crescita del suo valore di mercato. Si tratta di passività finanziarie ma non di costi operativi sostenuti in contanti. Resta comunque enorme il fabbisogno legato alla corsa all’intelligenza artificiale: nei primi sei mesi l’azienda ha speso quasi 9 miliardi per capacità di calcolo e infrastrutture, contro i 2,3 miliardi di un anno prima, e si è impegnata a investire almeno 518 miliardi nell’arco di dieci anni in servizi cloud, calcolo e infrastrutture.

Sul fronte dei ricavi, nel terzo trimestre la società che sviluppa il chatbot Claude secondo i media Usa è arrivata a quota 16,8 miliardi di dollari, in crescita del 45% sul trimestre precedente. Il rallentamento della crescita congiunturale, tuttavia, ha deluso alcuni investitori in vista della prevista quotazione a novembre, sulla quale si concentrano le aspettative dell’intero comparto dell’IA.

Nei giorni scorsi la startup di Dario Amodei ha organizzato nei giorni scorsi una giornata per gli investitori nella sua sede a San Francisco in vista dell’Ipo affrontando anche l’approccio ai rischi di sicurezza, l’aspetto che ha portato Amodei allo scontro prima con il Pentagono e poi con la Casa Bianca. Una crisi che al momento appare rientrata ma che è destinata probabilmente a condizionare i rapporti di lungo periodo fra l’amministrazione e Anthropic.

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Assegni più bassi (e un mese in più al lavoro) per chi va in pensione nel 2027: che cosa cambia

21 October 2026 at 12:21

Dal primo gennaio 2027 si andrà in pensione un mese più tardi rispetto a quest’anno e gli assegni a parità di età di uscita saranno più bassi. L’anno prossimo infatti entreranno in vigore i nuovi coefficienti di trasformazione del montante contributivo, aggiornati su base biennale per tenere conto tra il resto dell’evoluzione dell’aspettativa di vita. I coefficienti determinano l’importo della pensione annua in rapporto al montante contributivo accumulato e all’età del lavoratore al momento del pensionamento. In pratica con lo stesso montante contributivo e la stessa età di pensionamento la pensione che si riceverà sarà più magra. La nuova tabella dei coefficienti pubblicata dal ministero del Lavoro mostra che a 67 anni il coefficiente di trasformazione scenderà da 5,608 a 5,514 mentre per chi ha 68 anni passerà da 5,808 a 5,707. Più tardi si esce più il coefficiente sarà alto, ma comunque in calo rispetto a quest’anno.

La revisione dei coefficienti, spiega il decreto del ministero del Lavoro di concerto con quello dell’Economia anticipato dal Corriere della Sera, avviene “sulla base delle rilevazioni demografiche e dell’andamento effettivo del tasso di variazione del Pil di lungo periodo rispetto alle dinamiche dei redditi soggetti a contribuzione previdenziale, rilevati dall’Istat”. Nel 2027 chi andrà in pensione a 64 anni grazie ad un’uscita anticipata avrà un coefficiente di trasformazione del proprio montante contributivo del 5,009 a fronte del 5,086 del biennio 2025-2026.

L’anno prossimo l’incremento di un mese dell’età pensionabile è previsto per tutte le uscite, sia per il pensionamento di vecchiaia (a 67 anni e un mese) sia per quello anticipato (con 42 anni e 1 mese di contributi per gli uomini, 41 anni e 11 mesi per le donne). Nel 2028 i requisiti crescono di ulteriori due mesi portando l’età per la vecchiaia a 67 anni e tre mesi e i contributi necessari alla pensione anticipata a 43 anni e un mese per gli uomini e a 42 anni e 1 mese per le donne. A questi per l’anticipata si aggiunge l’attesa per avere la pensione: la cosiddetta finestra mobile di tre mesi per il settore privato e cinque mesi per il pubblico.

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L’Ue apre un’indagine su Booking su rischi di falsi annunci, phishing e visibilità degli annunci sponsorizzati

21 October 2026 at 12:20

Un’indagine per accertare se Booking.com non abbia valutato con la dovuta diligenza né mitigato con efficacia i rischi legati agli annunci fraudolenti e alle truffe di phishing. È la mossa decisa dalla Commissione Europea che ha aperto un’indagine sulla possibile violazione del Digital Services Act, anche in materia di trasparenza in relazione a una segnalazione non chiara di annunci in cui gli inserzionisti pagano per ottenere un posizionamento più elevato nei risultati di ricerca mostrati agli utenti.

In particolare, la Commissione esaminerà se il gestore del noto sito per le prenotazione online, la Booking Holdings che è quotata al Nasdaq, abbia valutato correttamente i rischi connessi alla diffusione di contenuti illeciti come quelli relativi a strutture inesistenti, casi di furto d’identità e offerte di alloggio non conformi alle regole. L’indagine valuterà anche se la piattaforma abbia adottato misure efficaci per mitigare questi rischi, anche attraverso la rimozione di annunci fraudolenti o non in regola.

L’indagine si concentrerà anche sui rischi legati alle modalità di condivisione dei dati sulle prenotazioni e sugli ospiti con le strutture ricettive, nonché sulla progettazione e sul funzionamento del servizio di messaggistica di Booking.com. La Commissione verificherà inoltre se l’azienda offra garanzie sufficienti a impedire che i dati vengano utilizzati in modo improprio, per compiere operazioni di phishing o sollecitare pagamenti fraudolenti.

“Booking.com ha segnalato un aumento del 500% delle truffe a livello globale sulla propria piattaforma”, ha riferito un alto funzionario dell’Ue in merito all’indagine sulla piattaforma di prenotazione online. Il funzionario ha citato anche i dati dell’organizzazione Fraudehelpdesk che riguardano i Paesi Bassi: “Nella prima parte del 2026 sono state registrate 1.072 segnalazioni di frode, per danni pari a 82.000 euro”, ha spiegato la fonte, specificando che si è trattato di un numero di casi “dieci volte” superiore “rispetto all’anno precedente”. “È un vero problema”, ha sottolineato, specificando che “segnalazioni di questo tipo provengono da quasi tutti gli Stati membri”.

Infine, la Commissione deciderà se su Booking.com le strutture ricettive possono aumentare la visibilità dei propri annunci nei risultati di ricerca, pagando una commissione più elevata: gli utenti, sottolinea l’esecutivo Ue, devono essere in grado di riconoscere chiaramente che questi annunci sponsorizzati sono, a tutti gli effetti, pubblicità. Verrà inoltre esaminato se, per ogni annuncio visualizzato su Booking.com, gli utenti siano in grado di comprendere facilmente chi vi sia dietro, chi abbia pagato, perché lo stiano visualizzando e come possano modificare le impostazioni che determinano quali annunci vengono loro mostrati. Il Dsa prevede infatti che gli utenti hanno il diritto di sapere quando un annuncio pubblicitario viene loro presentato e per conto di chi: senza queste informazioni, non sono in grado di distinguere se un annuncio appaia in una posizione di rilievo perché è pertinente alla loro ricerca o perché la struttura ricettiva ha pagato per ottenere maggiore visibilità.

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Las empresas del gran consumo piden atajar el "absentismo": "No es un problema de salud sino de gestión"

21 October 2026 at 11:29

Las empresas del gran consumo piden atajar el "absentismo": "No es un problema de salud sino de gestión"

El presidente de Aecoc, que reúne a gigantes como Mercadona, Dia o Danone, ha reclamado una bajada de impuestos, una política migratoria "sensata y ordenada" y que el próximo Gobierno apruebe unos Presupuestos

Los datos del aumento de bajas que desmienten el “fraude” masivo del “absentismo” del que habla Feijóo

El sector del gran consumo ha reclamado atajar el “absentismo”, un asunto que “no es un problema de salud, sino de gestión”, y donde hay que atacar “la ineficiencia y el fraude”, para lo cual presentarán una serie de medidas con el objetivo de frenarlo.

“El absentismo no es un problema de salud sino de gestión. La única buena noticia es que hemos logrado que el tema está en la opinión pública. Necesitamos hacer diagnóstico sereno no atacamos la enfermedad o el derecho del trabajadores, atacamos la ineficiencia y el fraude”, ha asegurado el presidente de Aecoc, Ignacio González, durante la inauguración del 41º Congreso Aecoc de Gran Consumo, que se celebra en Sevilla.

El presidente de la patronal ha insistido en la necesidad de una bajada de impuestos general. “Reclamamos una bajada de impuestos, invertir en el estado de bienestar con una política de gobernanza ordenada, un Gobierno que no sea polarizante, no normalizar la corrupción, unos presupuestos que intenten la integración y una renovación sensata”, ha dicho González, según recoge Europa Press.

González ha instado en la necesidad de una “bajada de impuestos para mejorar la vida de la ciudadanía”. “Se puede bajar el IVA y los impuestos energéticos. Así que hagámoslo, porque vemos cuál es la recaudación y se puede hacer”, ha indicado.

Respecto a las próximas elecciones, que se celebrarán el 29 de noviembre, el sector del gran consumo ha reclamado que el Gobierno que “salga de las urnas apruebe unos presupuestos, desbloquee el Parlamento, alcance consensos en temas urgentes y tenga sentido de Estado” y no fomente la polarización.

“Necesitamos que esta polarización, que nos debilita, desaparezca de nuestras vidas. Por eso, pensar y actuar en global, sentirnos y actuar como sector, aunque compitamos en singular, es lo más importante ahora”, ha asegurado a los directivos del sector del gran consumo.

En este contexto, González ha reiterado que “no” se puede normalizar la corrupción. “La corrupción traiciona la confianza del ciudadano porque piensa que lo que está viendo está bien, mancha nuestro país, frena la inversión exterior y la atracción de talento e incluso pone el riesgo en el turismo”, ha alertado.

Por otro lado, el presidente de la patronal también ha advertido de la crisis de la vivienda, que también afecta al sector del gran consumo. “Nos resta poder adquisitivo al gran consumo, además de que está generando una tensión y brecha generacional preocupante y peligrosa porque el joven acusa al mayor de tener una casa y además dificulta la cobertura de las rentas en las zonas tensionadas”, ha subrayado.

Otro de los temas que afecta al sector es la “hiperregulación”, González ha recordado que la regulación se ha triplicado desde 2019, que se une a la fragmentación de la regulación, la falta de armonización y la ruptura de la unidad de mercado, así como la oscilación normativa cambios sobre normas ya aprobadas y una regulación sobre asuntos emergentes. “Una vez más apelamos a eliminar las barreras a la competitividad de la normativa existente”, ha señalado.

Ceuta sufre un apagón de cerca de una hora en toda la ciudad

21 October 2026 at 10:40

Ceuta sufre un apagón de cerca de una hora en toda la ciudad

El Gobierno autonómico indica que se "ha caído" el grupo 11, que distribuye en el centro, produciendo el "cero de tensión"; según Endesa, el origen está en una subestación de REE en Algeciras

La Ciudad Autónoma de Ceuta ha sufrido este miércoles un “cero energético” al quedarse toda la ciudad sin luz como consecuencia de la caída del grupo de distribución de la zona centro que ha afectado al resto.

Según han informado a EFE fuentes del Gobierno ceutí, el “cero energético” se ha producido alrededor de las 09.45 horas de esta mañana y se ha comenzado a recuperar sobre las 10.15 horas, aunque por zonas.

No obstante, la luz ha vuelto de forma progresiva y por fases, principalmente en la zona centro, que ha sido la más perjudicada por esta situación, por lo que en algunos lugares el apagón se ha prolongado cerca de una hora después.

Los datos aportados por el Gobierno autonómico indican que se “ha caído” el grupo 11, que es el que distribuye en el centro, y esto ha afectado al resto produciendo el “cero de tensión”. Según Endesa, el origen es “un cero en el parque de 220/132 kV de la subestación Algeciras”, de Red Eléctrica de España (REE).

Esta situación ha motivado la inactividad de la mayoría de los negocios, que no han podido abrir sus establecimientos ante la falta de luz.

Tanto Endesa como Red Eléctrica han abierto una investigación para esclarecer la situación.

Fuentes de Endesa indican que “un cero en el parque de 220/132 kV de la subestación Algeciras” de REE “ha provocado una oscilación en la red de distribución en la Península y en la interconexión entre la Península y Ceuta a través del cable de REE de 132 kV” que se inauguró el pasado verano.

Según explica Endesa, “esta oscilación ha originado que actuaran las protecciones tanto de la red de distribución, como de la Central Diesel de Ceuta, provocando el deslastre del Grupo 11, y la desconexión de siete líneas de media tensión de suministro energético a la ciudad”.

Por su parte, fuentes de REE señalan que “a las 9:39 se ha producido un incidente en la provincia de Cádiz que ha ocasionado la desconexión de los cables de la interconexión a Ceuta. En el momento del incidente, los grupos de generación de la central de Ceuta estaban alimentando la totalidad del consumo de la ciudad autónoma”.

“Durante la incidencia se ha producido una pérdida de producción de los grupos de la central y la pérdida del suministro de casi la totalidad del mercado. Se están analizando las causas, ya que la incidencia en Cadiz, no explica las consecuencias en el suministro de la ciudad autónoma”, asegura REE, que añade que a las 10:34 ha quedado conectado todo el sistema de alta tensión de Ceuta. En su cuenta en X (antes Twitter), el operador del sistema indicó que “a las 10.45h se ha repuesto más del 90% del suministro eléctrico en Ceuta, lo que supone la recuperación de 25 MW de los 27 previstos”.

Fuentes del Ministerio para la Transición Ecológica señalan que “a las 9.39h como consecuencia de una incidencia técnica se ha producido una interrupción temporal del suministro en la gran parte de la ciudad. Desde Red Eléctrica, nos comunican que la restitución del suministro ha sido rápida. En torno a las 10.30 el suministro ya estaba prácticamente repuesto”.

La Vicepresidenta y ministra para la Transición Ecológica, Sara Aagesen, “ha estado en contacto tanto con las autoridades ceutíes como con los responsables de Endesa y de Red Eléctrica para monitorizar el proceso de reposición”, señala Transición Ecológica.

“La rápida actuación de los técnicos de Endesa activando el protocolo de reposición ha permitido recuperar en 55 minutos el suministro eléctrico a la totalidad de los clientes afectados”, ha explicado la eléctrica.

“Gracias a la pronta labor de los técnicos, la reposición del suministro ha sido progresiva desde las 09:39 que se registró la incidencia, hasta las 10:34 que finalizó, actuando en el mínimo tiempo posible siguiendo los protocolos de seguridad establecidos”.

En la Península no se ha registrado afectación de clientes “debido a la configuración de la red de distribución de Endesa, que ha conseguido absorber estas oscilaciones, lo que ha permitido mantener el suministro estable”.

“Desde Endesa trasladamos a todos los clientes afectados nuestro pesar por este inconveniente. La compañía seguirá trabajando para asegurar el suministro de calidad a todos los clientes”, indica la compañía.

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