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Congresso della Lega, Salvini: “Stupito dalla candidatura di Garavaglia, ci siamo sentiti in settimana”

23 October 2026 at 15:56

Salvini: “Scoprire della sua candidatura sui giornali…manco un messaggino”

“Il mio telefono è sempre acceso” e le dichiarazioni di Massimo Garavaglia “mi hanno stupito perché l’ho chiamato per più di un quarto d’ora tre giorni fa…”: così il vicepremier Matteo Salvini ad Antenna 3 replicando a Garavaglia che ha detto di non essere riuscito a parlare con Salvini. “Ero con i camionisti martedì, mi ha chiamato e non potevo rispondere. Gli ho detto che lo avrei richiamato e poi ci siamo sentiti per più di un quarto d’ora – ha aggiunto -. Scoprire della sua candidatura sui giornali… Non dico con una telefonata, ma manco un messaggino… Io comunque al telefono rispondo” ma “fa niente, andiamo avanti”. 

Garavaglia: ‘Al congresso della Lega cabina aperta per evitare dubbi e retroscena’

Al congresso della Lega bisogna votare con la cabina aperta, secondo il senatore Massimo Garavaglia: “Ci mancherebbe altro, anche per evitare retroscena imbarazzanti, è interesse di tutti evitare dubbi o questioni fastidiose e polemiche” spiega Garavaglia a Sky Tg24 entrando nel dibattito sulla cabina. I suoi delegati vogliono la cabina aperta e non chiusa, per evitare che si possa scattare una fotografia e dimostrare per chi si è votato.

Garavaglia parla poi della corsa per raccogliere le 80 firme, con un accenno anche al fatto che quelle di Salvini sarebbero di più delle 120 massime previste: “Ho fatica a raccogliere le firme? Enormemente sì, per un semplice motivo: erano state raccolte tutte… Ho dovuto trovare quei pochi a cui non era stato chiesto di firmare, è matematicamente complicato, è per quello che c’è un limite al numero di firme che si possono raccogliere, 120. Non so quante ne sono state raccolte… Questa è un’altra questione ma non mi interessa fare la polemica” aggiunge il senatore del Carroccio.

“C’è un problema di consenso della Lega? Sì. Possiamo recuperare? Sì, tantissimo, per questo ho fatto questa lucida follia di mettermi in campo. Perché ho il privilegio di essere libero e posso fare quello che voglio, non ho problemi. Mi candidano, non mi candidano, amen. Ho 58 anni è posso fare mille altre cose. Il bello è essere liberi”. L’obiettivo è “far crescere la Lega spostandola dallo stereotipo che è di estrema destra, non esiste – prosegue -. Il nostro è un elettorato trasversale, il popolo delle partite iva, di chi lavora e di chi dà lavoro. Una Lega pragmatica, che sugli aspetti sociali è addirittura più a sinistra della sinistra”. E poi serve “una spinta federalista, vera” e infine “una sana politica liberale, sia in termini di diritti, come l’ascolto dei giovani, sia in economia – conclude – ma anche sul fine vita: ascoltiamo la Cei sulle cure palliative”.

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Ampliare le carceri minorili, dopo Nordio rilancia Salvini: “Toglierei anche tutti i bonus ai genitori dei delinquenti, anche la casa popolare”

23 October 2026 at 13:20

Il congresso del Carroccio si avvicina e Matteo Salvini decide di alzare la posta. E lo fa rilanciando sulle dichiarazioni di Carlo Nordio. Il leader della Lega è tornato sulle parole di giovedì del ministro della Giustizia, che a meno di una settimana dagli scontri di Milano, in cui centinaia di giovanissimi hanno manifestato con violenza la loro rabbia, aveva annunciato l’intenzione “di ampliare gli istituti penitenziari destinati ai più giovani”. Frasi, quelle del Guardasigilli, che sono state condannate da più fronti, a partire dalle opposizioni, passando per associazioni come Libera. Ma non da Salvini, che anzi le ha persino cavalcate. La proposta del ministro dei Trasporti e vicepremier è che vengano puniti i genitori dei minorenni “delinquenti”, togliendo loro tutti i tipi di bonus. Persino la casa popolare, se ce l’hanno.

“Ho visto che Nordio” dopo i disordini che si sono verificati in diverse città italiane “ha detto che vuol costruire più carceri minorili. Io andrei anche oltre e guarderei ai genitori di questi tredicenni, quattordicenni, quindicenni che si macchiano di delitti pesanti del genere e che prendono bonus pubblici, prendono la casa popolare, prendono il bonus affitto, il bonus luce, il bonus gas, il bonus scuola, il bonus libri, la dote sport, la carta ‘Dedicata a te’. Ecco come Lega su questo stiamo lavorando: togliere, eliminare, tagliare tutti i bonus e i contributi pubblici ai maggiorenni che non si accorgono che hanno dei minorenni delinquenti in casa che commettono reati gravi. Questo è qualcosa su cui stiamo lavorando”, ha dichiarato Salvini, parlando a TeleLombardia.

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Lo storico leghista a capo dei trasporti della Lombardia contro Salvini: “I costi su e i fondi già stanziati non arrivano”

A bussare alle porte del governo non ci sono solo gli autotrasportatori, prontamente liquidati da ministri vari tra accuse di criminalità e mancata rappresentatività. In questi giorni, battono cassa anche le aziende del trasporto pubblico regionale e locale, sia a capitale pubblico che privato. “Il settore è a forte rischio e le risorse non arrivano”, è stato il grido di allarme di Andrea Gibelli, a capo del Gruppo Ferrovie Nord Milano e presidente di Asstra, l’associazione che raccoglie 145 aziende e rappresenta il 70% del settore. Un attacco diretto ai ministri competenti, a iniziare da quello dei Trasporti, Matteo Salvini:” Chiediamo al governo di intervenire subito”.

A sorprendere, o forse no, è che l’intemerata sia stata sferrata da un leghista fatto e finito: Gibelli, infatti, è stato deputato del Carroccio e ha mantenuto buoni rapporti con la dirigenza lombarda, incluso il presidente della Regione Attilio Fontana che l’ha indicato, dopo una prima nomina ai tempi di Roberto Maroni, alla guida del gruppo che ha in pancia, tra le altre cose, il 50 per cento di Trenord e la Milano-Serravalle. Un leghista di lungo corso del “giro padano”, nella settimana del congresso, punta il mirino su Salvini e il modus operandi del governo sul tema più caldo del momento: “Le nostre aziende continuano a garantire i servizi con grande sensibilità verso i cittadini, facendosi carico di costi sempre più pesanti e anticipando di tasca propria risorse che spettano loro. Ma la situazione non è più sostenibile”, accusa Gibelli, che è stato anche vicepresidente della Regione Lombardia ai tempi di Roberto Formigoni.

Da febbraio ad agosto 2026, ricorda Asstra, il gasolio ha registrato un aumento del 52% che, considerando il credito d’imposta, scende ma resta comunque oltre il 20%. Il cahiers de doléances è lungo: Asstra lamenta anche il balzo dei prezzi delle altre forme di energia utilizzate dal trasporto pubblico locale: il metano è schizzato del 48% e l’elettricità del 40%, con un “concreto rischio” di “difficoltà negli approvvigionamenti”.

Problematiche aggravate da due aspetti riconducibili direttamente alle politiche del ministero di Salvini: “Abbiamo un Fondo nazionale che ha perso 800 milioni rispetto all’inflazione e 1,25 miliardi di euro già stanziati che non ci vengono liquidati”, continua Gibelli riferendosi al oneri di malattia, rinnovo contrattuale e saldo del Fondo. “Se non si inverte la rotta, i cittadini andranno incontro a seri disagi”, è l’avvertimento del presidente di Asstra paventando il blocco del trasporto pubblico locale “in un momento in cui rappresenta un sollievo concreto per le famiglie italiane”, alla luce del caro-carburanti.

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