Macron: possibili attacchi russi agli aeroporti di Parigi e Marsiglia


Xi Jinping alla Casa Bianca: «La trappola di Tucidide può essere superata». Mentre Washington e Pechino trattano su dazi, chip e Taiwan, Mosca esce dal voto per la Duma con la maggioranza più ampia della sua storia e l’Europa racconta di essere bersaglio di un allarme droni che nessuno conferma. Chi ha paura di chi, e chi decide mentre gli altri hanno paura?
A Levante questa sera, giovedì 24 settembre 2026, alle 19, Margherita Furlan dialoga con Alberto Bradanini, già ambasciatore d’Italia a Pechino, e con Aleksandr Ibragimov, in diretta da Mosca, sulla stessa scena vista da due finestre: la trattativa tra le due grandi potenze e la paura che ne resta fuori.
Affrontiamo insieme:
Xi da Trump: che cosa vuole la Cina, che cosa vogliono gli Stati Uniti
Gli amministratori delegati di Nvidia, OpenAI, JPMorgan e Qualcomm alla cena di Stato: la tavola dice più del comunicato
Tregua commerciale prorogata, Board of Trade, terre rare e soia
Taiwan e il comunicato del 1982: fin dove arriva la trattativa
La legge Graham: dazi fino al 100% su chi compra petrolio russo, sei giorni prima del vertice
La Duma dei 355 seggi: un Putin più forte e che cosa ne fa con l’Europa
Il caso El Mundo: droni dal mare contro Italia, Francia e Spagna? Crosetto: nessuna conferma
L’Italia e l’Europa fuori dalla stanza dove si decide
Tucidide, Allison e la domanda del titolo: la trappola si può davvero superare?
I LIBRI DEGLI OSPITI
Alberto Bradanini: Cina. Dall’umanesimo di Nenni alle sfide di un mondo multipolare (Anteo, 2023)
Alberto Bradanini: Cina. L’irresistibile ascesa (Sandro Teti, 2022)
Alberto Bradanini: Oltre la Grande Muraglia (Bocconi, 2018)
GLI OSPITI
Alberto Bradanini, diplomatico, già ambasciatore d’Italia nella Repubblica Popolare Cinese e in Iran
Aleksandr Ibragimov, rettore della Scuola del Buon Senso, PhD in scienze filologiche; linguista, psicologo, scrittore, sceneggiatore; membro dell’Unione degli Scrittori Russi. La voce dall’interno del mondo russo
SOSTIENI CASA DEL SOLE TV
Casa del Sole TV è un progetto di giornalismo indipendente autofinanziato.
Per donazioni:
IBAN: IT63P0326822300052392596590
Intestato a: La Casa del Sole Edizioni
Causale: Donazione Casa del Sole TV
Membership YouTube:
https://www.youtube.com/@CasadelSoleT…
Analista Multipolare €5/mese
Inviato della Verità €15/mese
Architetto del Futuro €25/mese
I LIBRI DI MARGHERITA FURLAN
BRICS Scacco Matto (disponibile in italiano, inglese, russo)
SEGUI CASA DEL SOLE TV
YouTube: @CasadelSoleTVChannel
#Levante #CasadelSoleTV #MargheritaFurlan #Geopolitica #Multipolarismo #TrappolaDiTucidide #XiJinping #Trump #Cina #Russia #Duma #AlbertoBradanini
L'articolo 🔴LA TRAPPOLA DI TUCIDIDE | LEVANTE LIVE proviene da Casa del Sole TV.
– Trump sussulta, Xi non batte ciglio di Jeff Hoffman
– Il drone di carta sorvola Roma di Margherita Furlan
– ONU, tutti al podio, nessuno in ascolto di Jeff Hoffman
– Teheran non si inginocchia di Jeff Hoffman
– Gaza, deportati con la borsa di studio di Margherita Furlan
– Caracas pronta a cedere a Trump anche l’oro di Gionata Chatillard
– I Paesi baltici battono cassa di Ivan Bodyan
– La Lituania riapre la porta al nucleare di Ivan Bodyan
– Yemen, Riyadh alza il tiro di Ivan Bodyan
– Buon giro intorno al Sole
A cura di Margherita Furlan Con la collaborazione di Gionata Chatillard, Ivan Bodyan e Jeff Hoffman Editing di Mario Ferdinandi
CASA DEL SOLE TV — Informazione libera e indipendente Il nostro lavoro è possibile solo grazie al vostro sostegno. Casa del Sole TV non ha editori forti né finanziamenti pubblici: siamo sostenuti da voi, il nostro pubblico. Se credi nel valore di un’informazione che non tace, aiutaci a continuare.
Dona tramite bonifico bancario: IBAN: IT63P0326822300052392596590 Intestato a: LA CASA DEL SOLE EDIZIONI Causale: Donazione Casa del Sole TV
Dona tramite PayPal: paypal.me/casadelsoletv
Sostegno ricorrente: casadelsole.tv/sostienici
Anche un piccolo contributo fa la differenza.
Grazie di cuore! 
L'articolo 🔴DRONI DI CARTA | TG 24.9.26 proviene da Casa del Sole TV.

Secondo quanto riportato da ‘El Mundo’, gli Stati Uniti hanno avvertito i paesi dell’Europa meridionale di un possibile attacco da parte di Mosca. Alcune fonti indicano che la Russia potrebbe lanciare droni Gerbera, con una gittata di 600 km, da navi per attaccare Spagna, Francia e Italia, paesi dova l’opinione pubblica è più contraria alllllla guerra.. Analizziamo cosa si sa e come si sta evolvendo la minaccia.

Publicado •última actualización
CompartirComentariosSigue a Euronews en Google
Según ‘El Mundo’, EE.UU. ha alertado a los países del sur de Europa de un posible ataque de Moscú. Según las informaciones, Rusia lanzaría desde barcos los drones Gerbera, con 600 km de autonomía, para atacar España, Francia e Italia. Les explicamos qué se sabe y cómo crece la amenaza.
Los servicios de inteligencia de Estados Unidos han trasladado a varios países europeos un informe que apunta a una posible operación rusa con drones contra objetivos en España, Francia o Italia.
La información, avanzada por el periodista Xavier Colás para ‘El Mundo’, antiguo corresponsal en Rusia, sitúa el origen de la alerta en la visita del pasado mes de agosto del director de la CIA John Ratcliffe a Moscú, y describe un escenario de ataque muy concreto: drones lanzados desde barcos mercantes disfrazados de tráfico comercial ordinario.
Según la información recabada por fuentes del Ministerio de Defensa de Lituania anónimas, y recogida por ‘El Mundo’, el aparato en cuestión sería el Gerbera, un dron ruso de pequeño tamaño (apenas dos metros de longitud y 18 kilos de peso) capaz de recorrer hasta 600 kilómetros a unos 160 km/h.
Su reducida carga explosiva -entre cuatro y cinco kilos- no busca una destrucción masiva, sino un efecto simbólico y disruptivo: cerrar temporalmente un aeropuerto, provocar un incendio o demostrar que Moscú puede alcanzar la retaguardia europea sin la necesidad de cruzar ninguna frontera terrestre.
El método no es una hipótesis lejana. El Kremlin ya ha ensayado lanzamientos de drones desde plataformas marítimas. Sin ir más lejos, el pasado mes de febrero una unidad naval sueca detectó un aparato despegando de un buque ruso de Inteligencia en el estrecho de Öresund. A esto se suma el precedente del ataque con drones armados en el aeropuerto alemán de Leipzig, que Berlín atribuye a la Inteligencia rusa, y el episodio de los 19 drones que sobrevolaron sin munición el espacio aéreo de Polonia hace un año.
La lógica del Kremlin, según los analistas consultados por el periódico español, no responde a la cercanía geográfica sino a la vulnerabilidad política. El experto británico Keir Giles, especializado en estrategia militar rusa, sostiene que Moscú buscará “el punto más débil de Europa”, y cita expresamente a países como España, que no cuentan con sistemas integrados de defensa aérea adecuados frente a este tipo de amenaza.
Esta idea conecta directamente con la advertencia que ya lanzó el secretario general de la OTAN, Mark Rutte hace meses: un misil ruso tardaría apenas diez minutos más en llegar a Madrid que a Varsovia. Rutte quiso así desmontar la percepción de que el sur de Europa queda al margen del “flanco oriental” y, por tanto, fuera del radio de riesgo y la guerra que Rusia inició en 2022 contra Ucrania y que amenaza todo el continente.
La intimidación con drones lanzados desde el Mediterráneo, más lenta pero igual de simbólica, encaja en ese mismo mensaje: la distancia ya no es una garantía de seguridad para ningún país europeo.
España, Francia e Italia comparten además otro factor de riesgo señalado en la investigación: los tres celebran elecciones en 2027 y cuentan con fuerzas políticas capaces de capitalizar el cansancio social generado tras años de guerra de Ucrania (a pesar de los deseos de Trump de poner fin al conflicto antes de que comience el invierno) algo que el Gobierno de Vladímir Putin podría intentar explotar con una acción de bajo coste y alto impacto mediático.
El ministro de Defensa de Italia, Guido Crosetto, ha publicado un mensaje en X pidiendo no echar “más leña en el fuego”: “No sirve a nadie y no encuentra ninguna confirmación, la alarma lanzada esta mañana por un periódico español que plantea posibles ataques a Italia, España y Francia por parte de naves y drones rusos. Ya vivimos en tiempos difíciles y “nerviosos” y no sirve a nadie echar más leña al fuego”., ha dicho el político.
L'articolo False Flag in arrivo proviene da Blondet & Friends.

Negli annunci del governo la cancellazione parziale della tassa automobilistica è stata giustificata da una duplice finalità: compensare gli aumenti dei carburanti e abolire una tassa “odiata”. In entrambi i casi la scelta si scontra con alcune criticità.
L'articolo Bollo auto: abolirlo o riformarlo? proviene da Lavoce.info.
La crescita nominale dei fondi universitari nasconde una riduzione delle risorse reali per studente. Durante il governo Meloni, gli aumenti dei finanziamenti hanno sostanzialmente compensato l’inflazione, ma non l’ampliamento del numero degli iscritti.
L'articolo All’università più fondi, ma meno risorse reali per studente proviene da Lavoce.info.
Ogni anno, il 26 settembre, si celebra la Giornata Europea delle Lingue, un appuntamento dedicato alla valorizzazione della diversità linguistica e culturale del continente europeo. Istituita nel 2001 dal Consiglio d’Europa, questa ricorrenza rappresenta un’importante occasione educativa per riflettere sul ruolo delle lingue nella costruzione dell’identità personale, nelle relazioni sociali e nella partecipazione alla vita democratica.
In ambito scolastico, la Giornata Europea delle Lingue non dovrebbe essere considerata soltanto una ricorrenza da celebrare attraverso attività simboliche, ma un’opportunità pedagogica per promuovere una concezione dell’apprendimento linguistico come strumento di conoscenza, inclusione, apertura culturale e cittadinanza. Imparare una lingua significa molto più che acquisire un insieme di regole grammaticali o ampliare il proprio vocabolario. Ogni lingua porta con sé una storia, una cultura, una particolare visione della realtà e modalità specifiche di comunicare emozioni, pensieri e relazioni. L’educazione linguistica assume, quindi, una dimensione profondamente formativa. Attraverso il confronto tra lingue differenti, gli studenti di ogni ordine e grado, possono comprendere che non esiste un unico modo di nominare, descrivere e interpretare il mondo. La diversità linguistica diventa, in questo modo, una risorsa per sviluppare curiosità, flessibilità cognitiva, capacità di ascolto e rispetto dell’altro. La scuola può trasformare questa consapevolezza in un’esperienza concreta: confrontare parole, espressioni idiomatiche, alfabeti, suoni e tradizioni permette agli alunni di scoprire somiglianze e differenze, superando stereotipi e semplificazioni.
Una prospettiva pedagogica: valorizzare ogni repertorio linguistico
Uno degli aspetti più significativi della Giornata Europea delle Lingue riguarda la possibilità di riconoscere e valorizzare non soltanto le lingue studiate a scuola, ma anche quelle presenti quotidianamente nella vita degli studenti.
In una società caratterizzata dalla mobilità e dalla pluralità culturale, molte classi sono composte da bambini e ragazzi che possiedono repertori linguistici differenti. Le lingue familiari, le lingue d’origine e le varietà linguistiche utilizzate nei diversi contesti rappresentano un patrimonio che può essere accolto all’interno della comunità scolastica.
Dal punto di vista pedagogico, valorizzare questo patrimonio significa comunicare agli studenti che la loro storia linguistica ha valore. L’esperienza personale può diventare così punto di partenza per nuovi apprendimenti.
Un approccio di questo tipo favorisce inoltre un clima scolastico inclusivo, nel quale la differenza non viene percepita come ostacolo, ma come occasione di arricchimento reciproco.
L’educazione linguistica e lo sviluppo delle competenze
L’apprendimento delle lingue contribuisce allo sviluppo di numerose competenze trasversali. La comunicazione in una lingua diversa dalla propria richiede infatti capacità di ascolto, osservazione, adattamento, cooperazione e problem solving.
Lo studente che si confronta con una lingua straniera impara progressivamente anche ad affrontare l’errore con maggiore consapevolezza. Non comprendere immediatamente una parola o non riuscire a formulare correttamente una frase diventa parte naturale del processo di apprendimento.
Questa dimensione è particolarmente importante dal punto di vista educativo: sbagliare, correggersi e riprovare sono esperienze fondamentali per sviluppare autonomia, perseveranza e fiducia nelle proprie capacità. L’educazione linguistica, quindi, può contribuire non soltanto alla competenza comunicativa, ma anche alla crescita globale della persona.
Multilinguismo e inclusione
La Giornata Europea delle Lingue offre anche l’occasione per riflettere sul rapporto tra multilinguismo e inclusione.
Una scuola attenta alla dimensione linguistica non si limita a insegnare le lingue straniere previste dal curricolo, ma considera la pluralità linguistica come una caratteristica della comunità educativa. Questo approccio può essere particolarmente significativo nei contesti multiculturali, dove l’incontro tra studenti con esperienze linguistiche diverse fa parte della quotidianità.
Attività semplici, come la raccolta di parole provenienti dalle diverse lingue presenti nella classe, la realizzazione di un glossario multilingue o la condivisione di formule di saluto, possono contribuire a creare un ambiente nel quale ogni studente si senta riconosciuto. L’obiettivo non è soltanto conoscere più lingue, ma imparare a vivere positivamente la diversità.
Proposte didattiche per celebrare la Giornata Europea delle Lingue
La ricorrenza può essere trasformata in un vero percorso interdisciplinare, adattabile all’età degli studenti.
1. La mappa linguistica della classe
Ogni alunno può indicare le lingue che conosce, studia, ascolta o utilizza nella propria famiglia. Le informazioni possono essere raccolte in una grande mappa dell’Europa e del mondo, accompagnata da parole significative nelle diverse lingue.
L’attività permette di visualizzare concretamente la pluralità linguistica presente nel gruppo classe.
2. Parole che viaggiano
Gli studenti possono ricercare parole utilizzate nella propria lingua che derivano da altre lingue. È un’attività utile per comprendere che le lingue non sono sistemi chiusi, ma realtà dinamiche che si incontrano, si influenzano e si trasformano nel tempo.
3. Il dizionario della classe
La classe può costruire un piccolo dizionario multilingue contenente parole, espressioni e modi di dire scelti dagli studenti. Ogni voce può essere accompagnata dalla traduzione, dalla pronuncia e da una breve spiegazione culturale.
4. Raccontare la propria lingua
Gli studenti possono presentare una parola particolarmente importante per loro, spiegandone il significato e il motivo della scelta. Questa attività favorisce la narrazione personale e permette di collegare lingua, memoria, emozioni e identità.
5. Laboratori interdisciplinari
La Giornata Europea delle Lingue può coinvolgere diverse discipline: geografia, storia, musica, arte, tecnologia ed educazione civica. Le lingue possono diventare il filo conduttore di un percorso più ampio dedicato alla conoscenza dell’Europa e delle sue culture.
Il ruolo dell’insegnante
In questo percorso il docente assume un ruolo fondamentale di mediatore culturale e facilitatore dell’apprendimento. L’obiettivo non dovrebbe essere soltanto trasmettere conoscenze linguistiche, ma creare condizioni nelle quali gli studenti possano sperimentare il piacere della scoperta, confrontarsi con punti di vista differenti e sviluppare atteggiamenti di rispetto e collaborazione. Una didattica linguistica efficace, quindi, può partire dall’esperienza concreta degli alunni, utilizzare metodologie laboratoriali e cooperative e favorire situazioni autentiche di comunicazione. Il gioco linguistico, il lavoro di gruppo, la musica, la narrazione, le tecnologie digitali e il confronto interculturale possono rendere l’apprendimento più significativo e partecipato.
Dalla conoscenza della lingua alla cittadinanza europea
La dimensione linguistica è strettamente collegata anche al concetto di cittadinanza europea. Conoscere altre lingue permette infatti di entrare in relazione con persone appartenenti a comunità diverse e di accedere a patrimoni culturali differenti.
In questa prospettiva, imparare una lingua significa anche sviluppare la disponibilità al dialogo e alla cooperazione. La competenza linguistica diventa parte di una più ampia competenza interculturale, fondata sulla capacità di comprendere l’altro senza rinunciare alla propria identità. La scuola può contribuire in questo modo alla formazione di cittadini capaci di muoversi in una realtà complessa, plurale e interconnessa. La Giornata Europea delle Lingue ci ricorda, infine, che la diversità linguistica non rappresenta una semplice caratteristica del continente europeo, ma una risorsa educativa. Ogni lingua imparata apre una nuova possibilità di incontro. Ogni parola compresa permette di avvicinarsi a una persona, a una storia e a una cultura. Ogni occasione di confronto contribuisce a sviluppare quella capacità di ascolto e di dialogo che costituisce una componente essenziale dell’educazione alla convivenza. Per questo motivo, celebrare il 26 settembre può significare molto più che organizzare una giornata a tema: può diventare l’occasione per costruire una scuola linguisticamente consapevole, inclusiva e aperta al mondo. Educare alle lingue significa, in fondo, educare all’incontro. E insegnare a incontrare l’altro, riconoscendone la dignità e la differenza, è una delle responsabilità più importanti di ogni comunità educativa.
L'articolo La Giornata Europea delle Lingue: educare alla pluralità, al dialogo e alla cittadinanza europea su Vanilla Magazine scritto da Haidi Segrada

// HOME
// ALAIN ELKANN
// INTERVISTE
// PODCAST
// PUBBLICAZIONI
// CONTATTI
Aimone di Savoia-Aosta
30 agosto 2026
Aimone di Savoia-Aosta
UNA VITA ALL’INSEGNA DELL’ONORE. Aimone di Savoia-Aosta, VI Duca d’Aosta, è nato a Firenze nel 1967. Dopo aver studiato al Collegio Navale di Venezia e aver iniziato la sua carriera professionale a Londra, si è trasferito in Russia nei primi anni Novanta. In seguito è entrato a far parte del Gruppo Pirelli e, più di recente, è tornato in Italia dopo molti anni trascorsi all’estero. Ha inoltre ricoperto la carica di Ambasciatore dell’Ordine di Malta in Russia.
Tempo di lettura: 13 minuti.
È possibile ascoltare il podcast di questa intervista qui.
Aimone di Savoia-Aosta, lei ha studiato all’Università Bocconi. Si è laureato?
Non ho mai terminato gli studi alla Bocconi. Vorrei poter dire di essere un dottore della Bocconi, ma purtroppo ho abbandonato il corso.
Ha ricevuto il Collare dell’Annunziata a quindici anni. Cosa ha significato per lei?
È stato un grande onore. Il Collare dell’Annunziata è uno dei più antichi ordini cavallereschi d’Europa. Tradizionalmente si trattava di una confraternita molto ristretta, strettamente legata a Casa Savoia. Umberto II me lo conferì quando avevo appena quindici anni, in anticipo rispetto a quanto previsto dalla tradizione. Egli morì sei mesi dopo; per questo ho sempre considerato tale onorificenza particolarmente importante.
«La storia d’Italia non inizia nel 1946, ma il 17 marzo 1861, a Torino!»
Aimone di Savoia-Aosta
Aimone con la moglie Olga e i figli (da sinistra a destra) Amedeo, Umberto e Isabella alla Reggia di Venaria, Venaria Reale, 2024
Aimone di Savoia-Aosta, perché è andato in Russia nel 1992?
Quasi per caso. Lavoravo per un’azienda che fallì e un amico ed io decidemmo di andare in Russia. L’Unione Sovietica era appena crollata e il Paese sembrava una terra di opportunità. Si percepiva una sensazione straordinaria: tutto stava per cambiare.
Cosa hai scoperto?
La realtà era molto più dura dell’ideale. La transizione dal sistema sovietico a un’economia di mercato fu estremamente brutale. La “terapia d’urto” generò enormi ricchezze per alcuni e perdite terribili per altri. Era un momento storico unico, quasi come essere arrivati in Francia nel 1789.
Perché sei rimasto?
Perché il Paese mi affascinava. Ho anche del sangue russo, anche se questo non ha influito sulla decisione iniziale; forse, in seguito, quella parte di me è emersa con più forza.
Hai vissuto in Russia dall’era di Eltsin a quella di Putin. Cos’è la Russia per te?
Un Paese che amo profondamente e che è molto difficile comprendere dall’esterno. La Russia ha attraversato fasi straordinarie: il periodo sovietico, il caos degli anni Novanta, lo sviluppo economico e sociale dei primi anni di Putin e, successivamente, un periodo più cupo. Viverci ti insegna a guardare a queste fasi in modo diverso.
Perché pensi che la Russia venga spesso fraintesa?
Perché spesso la si conosce attraverso la letteratura, l’arte e la storia politica, ma non attraverso la vita quotidiana. Quando ci vivi e ne parli la lingua, vedi un Paese diverso. I russi sono profondamente sentimentali e nazionalisti, con un forte senso della cultura e della tradizione.
Com’era la vita in Russia?
Fantastica. Negli anni Novanta era un singolare crogiolo di culture, mentre negli anni Duemila il Paese divenne molto più sofisticato. C’era una vita culturale ricca e un’enorme libertà di viaggiare e scoprire il territorio. La Russia è straordinaria per le sue città, i musei, l’arte e la natura.
Ti sentivi libero, lì?
Sì, e in un certo senso mi sentivo doppiamente libero. In Italia il mio cognome creava spesso dei pregiudizi, anche quando erano di segno positivo: la gente si faceva già un’idea di chi fossi. In Russia questo non accadeva. E ciò mi dava un grande senso di libertà.
E oggi, in Italia?
Oggi mi sento estremamente libero. Mi sono liberato da quel senso di pressione. «Il titolo di Duca di Puglia mi è stato conferito da Umberto II e tale concessione rientrava nella tradizione di Casa Savoia.»
Aimone di Savoia-Aosta, come concilia la Sua eredità reale con la vita nella Repubblica Italiana?
Credo che la risposta risieda nella responsabilità storica. Sono nato sotto la Repubblica, l’ho servita nella Marina Militare e ho trascorso tutta la mia vita sotto questa istituzione. Allo stesso tempo, una parte della memoria storica del Paese scorre nella mia famiglia. Ritengo che abbiamo la responsabilità di preservare tale memoria e di trasmetterla ai nostri figli.
Cosa vorrebbe che i Suoi figli comprendessero?
Che la storia d’Italia è una storia unitaria. Vorrei vedere una maggiore continuità tra Monarchia e Repubblica, senza per questo mettere in discussione le istituzioni repubblicane. La storia d’Italia non inizia nel 1946, bensì il 17 marzo 1861, a Torino! La mia famiglia è parte della storia d’Italia, e quella storia va studiata nella sua interezza.
È stato insignito dell’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Come ha accolto questo riconoscimento?
Con grande piacere. È stato un onore ricevere un’onorificenza dal Presidente Mattarella. Nel suo discorso presso l’Ambasciata d’Italia, l’Ambasciatore Pasquale Terracciano ha sottolineato quanto fosse orgoglioso di conferire un’onorificenza della Repubblica, per la pri…
L'articolo Alain Elkann intervista Aimone di Savoia! proviene da Blondet & Friends.
Lo scrive il...
A Levante questa sera, 23 settembre 2026, analizziamo una una settimana che rimescola le carte dell’ordine mondiale: Xi Jinping a Washington per la prima visita di Stato dopo undici anni, un’Assemblea Generale dell’ONU segnata dai visti negati e un Golfo Persico in piena trasformazione. Affrontiamo insieme: 
Xi alla Casa Bianca: dazi, dollaro, tecnologia e la partita a tre con Mosca
BRICS di Nuova Delhi: la condanna delle sanzioni unilaterali e degli attacchi all’Iran
ONU sotto ricatto: Abbas escluso, delegazione e stampa iraniane limitate
Hormuz, Golfo Persico e la militarizzazione del Mediterraneo
Duma russa, scossone in Germania, midterm americane in vista
Fronte ucraino: attacchi incrociati, avanzata russa, ipotesi di un nuovo vertice Trump-Putin
GLI OSPITI Alessandro Volpi, storico ed economista, Università di Pisa Antonio Mazzeo, giornalista d’inchiesta, esperto di basi militari e militarizzazione Stefano Orsi, analista militare del conflitto russo-ucraino Jeff Hoffman alla conduzione
LIBRI DEGLI OSPITI
Alessandro Volpi, La guerra della finanza. Trump e la fine del capitalismo globale, Laterza, 2025
Alessandro Volpi, I padroni del mondo. Come i fondi finanziari stanno distruggendo il mercato e la democrazia, Laterza, 2024
Alessandro Volpi, Prezzi alle stelle. Non è inflazione, è speculazione, Laterza, 2023
Antonio Mazzeo, La scuola va alla guerra. Inchiesta sulla militarizzazione dell’istruzione in Italia, Manifestolibri, 2024.
Antonio Mazzeo, Il MUOStro di Niscemi, Editpress, 2013.
Antonio Mazzeo, I padrini del ponte. Affari di mafia sullo Stretto di Messina, Edizioni Alegre, 2010.
Mi chiamo Handalino Miranda editrice Milano 2026
SOSTIENI CASA DEL SOLE TV Casa del Sole TV è un progetto di giornalismo indipendente autofinanziato.
Per donazioni: IBAN: IT63P0326822300052392596590 Intestato a: La Casa del Sole Edizioni Causale: Donazione Casa del Sole TV
Membership YouTube:
https://www.youtube.com/@CasadelSoleT…
Analista Multipolare €5/mese
Inviato della Verità €15/mese
Architetto del Futuro €25/mese
Iscriviti e attiva la campanella: Levante va in onda dal lunedì al venerdì alle 19.00 #Levante #CasadelSoleTV #JeffHoffman #Geopolitica #Multipolarismo #XiJinping #BRICS #ONU #Hormuz #Iran #Palestina #Ucraina #Russia #Germania #Midterm #AlessandroVolpi #AntonioMazzeo #StefanoOrsi
L'articolo Xi brinda a Washington | LEVANTE LIVE proviene da Casa del Sole TV.
Le leggi scritte male sono un costo per il nostro paese. Con Luigi Guiso parliamo di come impattano sulla crescita economica, qual è il legame che hanno con l’instabilità politica e quali sono gli strumenti che potrebbero alleviare il problema. Tutto in mezz'ora.
L'articolo Quanto ci costano le leggi scritte male? proviene da Lavoce.info.
– Xi a Washington, Trump scende in pista di Jeff Hoffman
– Trump e Zelensky: pace annunciata, armi in cantiere di Jeff Hoffman e Ivan Bodyan
– Trump avverte il Canada e guarda a Lukashenko di Ivan Bodyan
– Kiev senza rete, a New York si firma di Jeff Hoffman
– Zelensky lancia l’”Otto dei Carpazi”, Magyar dice no di Ivan Bodyan
– L’ombra di Bruxelles sull’arresto di Georgescu di Gionata Chatillard
– Disarmo per gli altri, atomo negli abissi di Jeff Hoffman
– Londra promette un aiutino a Riyad di Jeff Hoffman
– Budapest chiede a Trump l’esenzione sull’energia russa di Ivan Bodyan
– Buon giro intorno al Sole
A cura di Margherita Furlan Con la collaborazione di Gionata Chatillard, Ivan Bodyan e Jeff Hoffman Editing di Mario Ferdinandi
CASA DEL SOLE TV — Informazione libera e indipendente Il nostro lavoro è possibile solo grazie al vostro sostegno. Casa del Sole TV non ha editori forti né finanziamenti pubblici: siamo sostenuti da voi, il nostro pubblico. Se credi nel valore di un’informazione che non tace, aiutaci a continuare.
Dona tramite bonifico bancario: IBAN: IT63P0326822300052392596590 Intestato a: LA CASA DEL SOLE EDIZIONI Causale: Donazione Casa del Sole TV
Dona tramite PayPal: paypal.me/casadelsoletv
Sostegno ricorrente: casadelsole.tv/sostienici
Anche un piccolo contributo fa la differenza.
Grazie di cuore! 
L'articolo 🔴NESSUNA FRETTA | TG 23.9.26 proviene da Casa del Sole TV.
Su questa vicenda c’è un silenzio vergognoso. Nessuno che dica mezza parola. Evidentemente stanno tutti d’accordo!
Ieri quei guerrafondai dell’Unione Europea hanno raggiunto l’accordo per prolungare le sanzioni contro la Russia fino al 22 settembre 2029. Solitamente le prolungano di sei mesi alla volta, adesso hanno deciso di prolungarle direttamente per tre anni. Ripeto: tre anni. È così che cercano la pace? Miserabili!
Questi sono fuori di testa. Continuano sempre sulla strada delle sanzioni, nonostante ci stiano portando alla fame. Ci faranno crepare per Zelensky, questa è la realtà. Sono settimane che si riuniscono quasi giornalmente pur di trovare un accordo per prolungare le sanzioni contro la Russia.
Questi deficienti si sono riuniti a oltranza fino a quando non sono arrivati allo scopo. Per sanzionare israele, il peggior Stato terrorista della storia, alla prima volta che non c’è stato accordo, allora hanno mollato tutto. Per sanzionare la Russia, anzi, noi, tanto discutono fino a che non approvano sanzioni. Ipocriti senza vergogna.
avete notato che….
negli ultimi anni le persone, comprese quelle che appartengono alla classe dirigente, dimostrino capacità intellettive sempre più scarse? Ormai per molti è diventato molto difficile fare anche il più semplice dei ragionamenti logici. Per quanto possa sembrare strano, questo non è un fenomeno che appartiene solo alla nostra epoca, bensì è qualcosa che si ripresenta in determinati momenti precisi della storia dell’uomo, come suggeriscono storici e antropologi con le loro ricerche.
Alcuni anni fa, ascoltando una conferenza del professor Barbero, rimasi colpito da una sua affermazione, che fu la seguente:
“Quando noi medievisti studiamo la fine del mondo antico, con le invasioni barbariche, siamo colpiti non solo dal collasso delle infrastrutture e delle tecnologie, di cui pure qualche piccolo sintomo oggi comincia a delinearsi, ma anche dal degradarsi della capacità di ragionare. Dal fatto che anche nel dibattito pubblico, nel dibattito intellettuale, a un certo punto diventa normale fare ragionamenti che non sono più ragionamenti, accostamenti arbitrari, fare parallelismi senza accorgersi che si sta ragionando meno bene di prima. La frequenza con cui assistiamo a questo fenomeno nel dibattito pubblico e nell’informazione, mi fa venire in mente un parallelo con il VII secolo, epoca in cui la capacità di ragionare in modo logico non era la cosa più apprezzata.”
Incuriosito da tale brillante riflessione, mi misi a fare delle ricerche, fino a scoprire che esistono fior di studi al riguardo.
Gli studiosi, infatti, hanno notato che dalle tavolette d’argilla degli antichi sumeri ai manoscritti tardo-romani, i documenti che precedono la fine di grandi civiltà condividono in molti casi la stessa serie di dettagli inquietanti:
Non si tratta, ovviamente, di un’improvvisa mutazione biologica della specie umana in quei determinati periodi, ma di un sintomo culturale e istituzionale ben preciso.
Secondo le teorie di alcuni antropologi, quando una società diventa troppo complessa per sostenersi, tra le prime strutture a cadere ci sono quelle educative. Il sapere formale smette di essere tramandato, provocando un analfabetismo di ritorno che si riflette direttamente nei testi dell’epoca, i quali diventano via via più approssimativi, grammaticalmente poveri e privi di pensiero critico.
A questo fenomeno si affianca un’altra ipotesi, forse ancora più interessante: quella di un declino cognitivo della società. In sostanza, di fronte a crisi sistemiche e a un sovraccarico informativo impossibile da gestire, la classe dirigente e la popolazione subiscono una forma di “fuga dalla realtà”. Il ragionamento logico e analitico viene abbandonato in favore di slogan ultrasemplificati, pensiero magico e dogmi dettati da leader di qualche gruppo. La lingua, che è il vero “sistema operativo” di una cultura, si svuota di sfumature, rendendo progressivamente più difficile per la società elaborare soluzioni razionali ai propri problemi.
Il collasso di una civiltà, pare suggeriscano gli studiosi, non ha solo inizio quindi con l’invasione di un nemico o con una catastrofe naturale, ma può avere le sue radici anche nell’incapacità collettiva di formulare pensieri logici e veritieri. Un monito silenzioso, scritto secoli fa, che attende solo di essere letto.
Tutto questo non vi sembra rispecchiare il momento storico che stiamo vivendo?
M.P.
[23/09/2026 18:16] Maurizio Blondet: https://x.com/SprinterPress/status/2102666123866939830?s=20
L'articolo Gli stupidi al potere: un segno dei tempi proviene da Blondet & Friends.
by Gospa News Editorial Staff
To best honor the extraordinary and radiant Christian life of Padre Pio of Pietrelcina—whose feast day is celebrated today, September, 23, in the Catholic Church’s liturgical calendar—Gospa News presents three exceptional video documentaries of varying lengths and some exclusive reports.
Gospa News is an Italian and international news outlet focused on Christian —and specifically Marian—information; the name “Gospa” (used in Medjugorje, the site of the Queen of Peace’s apparitions) signifies “Our Holy Lady.”
The Italian articles linked below can easily be read in English and other languages by activating the automatic translation feature via the flags at the top left.
Enjoy the videos and articles, courtesy of Gospa News—founded by Fabio Giuseppe Carlo Carisio, who holds deep devotion and gratitude toward the Friar of the Stigmata.
3 EXCEPTIONALS VIDEOS ON PADRE PIO DA PIETRELCINA
4 EXCLUSIVES REPORTS ON SAINT PIO
St. Pio’ Prophecy on Christians’ homelands, NWO Rockefeller’s Abortion law and Masons war
RELATED POSTS
L’intelligenza artificiale si erge come compimento della tecno civiltà faustiana occidentale, nel frattempo minacciata dall’irruzione fulminea dell’oriente cinese. Più che una forza di vero rinnovamento, l’automazione algoritmica rappresenta la mummificazione della nostra società. Delegando all’apparato elettronico, alla mente artificiale la creazione artistica, la scrittura, l’analisi giuridica, la decisione, il pensiero critico , l’apprendimento, abdichiamo alla vitalità organica. I suoi modelli linguistici (LLM) non generano nuovi simboli viventi; si limitano a elaborare e ricombinare statisticamente i detriti del nostro passato culturale. Il genio creativo è sostituito dall’efficienza dell’elaborazione dei dati, un’intelligenza insensibile emersa con forza travolgente quando il cuore spirituale della cultura ha cessato di battere. Per Jacquel Ellul, sociologo ma anche teologo, la tecnica è il rischio del secolo, la modalità attraverso cui il moloch tecnologico abbatte ogni ostacolo in nome dell’utilità e dell’efficienza.
Uno dei nodi tragici consiste in quello che Spengler definì il tradimento della tecnologia moderna, creata dall’ umanità occidentale con l’inequivocabile scopo di sottomettere la natura. La storia insegna che lo strumento finisce invariabilmente per schiavizzare il suo inventore. Il paradosso potrebbe manifestarsi nelle reti neurali artificiali che mutano, apprendono e assumono decisioni autonome a velocità misurabili in millisecondi, una scala temporale neppure pensabile dal cervello biologico. Abbiamo costruito un ambiente di flussi globali tanto complesso che la mente umana non è più in grado di gestirlo senza il supporto dell’intelligenza artificiale. Ci troviamo al punto di non ritorno in cui il sistema, gli Stati, i mercati, le grandi infrastrutture, dipendono totalmente da questa trama artificiale impossibile da disattivare senza causare l’immediato collasso dell’intero sistema.
Il patto faustiano si consuma con la rinuncia all’autonomia umana in cambio della capacità di calcolo, la volontà di potenza postmoderna. Il fenomeno ha una dimensione geopolitica destabilizzante. Spengler in Anni della decisione, spiega che l’Occidente ha commesso l’errore di esportare la propria tecnologia in altre civiltà in nome del profitto a breve termine e di una provvisoria egemonia. Globalizzandosi verso oriente, la tecnologia si è resa indipendente dai suoi ideatori. Gli strumenti di dominio creati dall’anima faustiana sono passati nelle mani di culture che non condividono la struttura psichica e gli imperativi etici dell’Occidente, ma che hanno imparato a usarli con notevole efficacia.
L’attuale corsa per la supremazia tecnologica tra Usa e Cina si inserisce nel conflitto di fine civiltà. Il risultato della pulsione universalista non è l’armonia planetaria o un ordine strutturato; il mondo è più frammentato che mai sotto la patina tecnologica, immerso in lotte di potere, ribelle all’egemonia declinante della civiltà che l’ha plasmata. La degradazione della democrazia formale apre le porte a ciò che Spengler chiamava cesarismo: l’ascesa di figure autoritarie, amorali, che governano con la forza o con la manipolazione dell’opinione pubblica. Questo è evidente nel neo confucianesimo cinese, ma avanza nel potere immenso di figure quali Elon Musk, Bill Gates, Peter Thiel, Alex Karp, Sam Altman, i signori di Silicon Valley e dell’Intelligenza Artificiale. Costoro stanno elaborando una specifica ideologia, l’ accelerazionismo o illuminismo oscuro che travolge la territorialità, gli Stati, le procedure della democrazia e le regole giuridiche. Si tratta del traguardo finale che oltrepassa la fase tecnocratica per diventare giustificazione tautologica del potere.
Uno dei suoi strumenti sono le cosiddette “iperstizioni” (Nick Land) , finzioni o idee che si autoavverano attraverso le azioni che ispirano, Diffuse dall’alto per mezzo dei mezzi digitali, del marketing e dalle nuove culture, trasformano la narrazione in fatto incontrovertibile e rendono la virtualità non più distinguibile dalla realtà, capovolgendo credenze e comportamenti. L’intelligenza artificiale e la progettazione algoritmica sono gli strumenti di controllo sociale più perfetti mai immaginati: producono un livello di monitoraggio, controllo personalizzato e mutazione delle condotte senza precedenti, unito, come dicevamo, alla confusione dolosa tra reale e virtuale, uni-verso e meta-verso. Attraverso gli algoritmi, le piattaforme digitali e la proliferazione di simulazioni che dissolvono la verità fattuale, la realtà è atomizzata, resa malleabile, plastica. Le popolazioni vengono disarmate intellettualmente in un mare di stimolazioni istantanee (frames) promosse dai tecnocrati sulla strada di diventare autocrati. La sovranità è sostituita dalla docilità dell’utente riformattato.
Nella sua fase terminale, la cultura occidentale esaurisce le possibilità creative, raggiunge la dimensione planetaria e si libera delle tensioni metafisiche. L’ intera umanità rischia di trasformarsi in folla informe di fellah, la parola araba che Spengler usa per designare la massa senza volto che si adatta e sopravvive da una civiltà all’altra senza appartenere ad alcuna, inconsapevole, estranea ai movimenti della storia, preoccupata solo della sopravvivenza e del benessere materiale. È l’avvento degli ultimi uomini descritti con disprezzo da Nietzsche, manipolati dalla tecnostruttura e presto direttamente dalla macchina. In questa gabbia digitale globalizzata, l’esistenza si riduce alla dimensione zoologica vissuta in un ambiente artificiale dove l’intrattenimento automatizzato guidato da algoritmi “di ricompensa” esaurisce gli orizzonti della vita.
Le persone diventano appendici biologiche di un ecosistema tecnico che decide che cosa consumare, che cosa pensare e in che cosa credere. Di fronte al vuoto lasciato dal declino delle religioni e dall’esaurimento del razionalismo, emerge uno spurio supermercato dello spirito. La fede di un tempo si dissolve in eclettiche pratiche pseudo spirituali, sincretismi, surrogati di credenze liquidi, transitori. I guru tecnologici si comportano da profeti, o sommi sacerdoti, immaginando l’avvento di una Singolarità informatica potente come il giudizio finale (Ray Kurzweil) , o sono ossessionati dalla figura dell’Anticristo e del Kathechon, “ciò che trattiene”, la tecnica considerata liberatoria (Peter Thiel). Lucida follia del mondo al contrario. Una tecno fede cieca, irrazionale, sintomo di decadenza poiché si aspetta che la tecnologia ci salvi miracolosamente dalle crisi esistenziali, ecologiche ed economiche causate dalla sua stessa ipertrofia.
Il pericolo apocalittico dell’algoritmo faustiano sta nel fatto che non è presentato come un’opzione tra le altre: diventa determinismo inevitabile creduto per l’omogeneizzazione delle menti, la distruzione delle condizioni organiche e la polverizzazione delle radici locali che storicamente hanno permesso la nascita di nuove culture. La Terra è trasformata in immensa fabbrica automatizzata dove tutto ciò che non è quantificabile è condannato all’irrilevanza. Fedele alla sua visione tragica e ciclica della storia, Spengler non credeva che la megamacchina sarebbe durata in eterno in un progresso indefinito. Al contrario, ne profetizzò il collasso a causa della mancanza di rinnovamento vitale.
La sua fine contiene la probabilità di una drammatica collisione. Una minoranza prometeica conduce una guerra contro l’ordine biologico per imporre la propria volontà di potenza, ma la natura è, alla fine, infinitamente più forte. La scarsità di risorse materiali, la legge dell’entropia, la radicale disconnessione dalle strutture organiche della vita, unite all’ inaridimento spirituale, conducono alla catastrofe. Quando la macchina faustiana crollerà per l’ esaurimento psicologico delle élite o di guerre di annientamento, ciò che rimarrà non sarà un territorio vergine per un nuovo inizio. Ciò che attende i superstiti potrebbe essere il deserto. Una volta distrutto il tessuto organico e delegata la capacità di pensare ai freddi circuiti algoritmici, la post umanità potrebbe aver dimenticato come vivere umanamente.
Stiamo forse assistendo al penultimo atto del dramma, in cui l’umanità osserva affascinata il tremolio di uno schermo che illumina la propria eclissi? Poiché la civiltà faustiana ha portata globale, il suo declino trascinerebbe il mondo in un’era di sterilità, poiché la morte della cultura implica la fine della storia. Le strutture globali (organizzazioni internazionali, mercati finanziari) potrebbero persistere per inerzia come gusci vuoti ancora a lungo, ma l’umanità sopravvivrebbe gestendo le rovine tecnologiche senza la capacità – né il desiderio – di generare una nuova cultura. Distopia, suggestione, timore, o realistica prudenza, la nostra ? Più necessaria, crediamo, allorché gli stessi banditori mettono in guardia dai rischi, che peraltro non chiariscono, a parte l’accertata autonoma violazione di sistemi informatici complessi. Certo non regge più l’ottimismo a senso unico, l’ eudemonismo con il paraocchi, avvolti nell’ “andrà tutto bene” obbligato dei pifferai.
I mandarini della tecnocrazia ci devono molte spiegazioni, a partire dal rischio della disoccupazione di massa e dalla massificazione integrale delle menti, all’incapacità del diritto di stabilire regole, limiti, determinare responsabilità nell’uso di potentissimi apparati artificiali, dai robot alla sterminata gamma di utilizzazioni dell’I.A, sino alla possibilità che davvero la macchina prenda il sopravvento su chi l’ha inventata e potrebbe non riuscire più a controllarla, neppure per i suoi scopi contrari al resto dell’umanità.
Gli psicologi avvertono che un numero sempre maggiore di persone, specie giovani, non sa più prendere decisioni- anche elementari- senza consultare la voce non umana della chatbox alimentata dall’ I.A. L’apparato artificiale sostituisce il libero arbitrio. E non è che la punta dell’iceberg. I grandi capi dell’ Intelligenza Artificiale invocano una moratoria: perché, al di là di manovre finanziarie o interessi indicibili ? Se la ragione fosse più grave di quanto fanno trapelare ? Se anche così non fosse, noi, semplici esseri umani, abbiamo diritto di sapere, capire, decidere, scegliere. Chi dipende da altri uomini è un servo e uno schiavo. Ma è ancora un uomo chi è determinato, agito, sorvegliato, orientato, occupato, comandato da una macchina? “Uomini siate, e non pecore matte”.
L'articolo L’algoritmo faustiano (parte II) proviene da Blondet & Friends.