Reading view
🔴SANGUE E PETROLIO | LEVANTE LIVE
A Levante in diretta questa sera, 29 settembre 2026, alle ore 19, Margherita Furlan dialoga con Stefano Orsi, analista di armamenti e aree di crisi, e Matteo Bortolon, saggista di debito e governance economica, su una sola grande questione tenuta insieme da due fronti apparentemente distanti. A Oriente gli Stati Uniti mantengono il blocco navale sull’Iran e rifiutano la tregua dei sette giorni offerta da Teheran per riaprire lo stretto di Hormuz. A Occidente, nel Venezuela occupato dal gennaio scorso, si spartiscono diciassette campi petroliferi e sessantacinque miliardi di barili. Il sangue si versa su due fronti, il petrolio scorre in una sola direzione, e il conto arriva alla pompa di benzina italiana. Affrontiamo insieme:
Perché Trump ha detto no alla proposta iraniana di riaprire Hormuz in sette giorni, e cosa resta del blocco a sette mesi dall’inizio
North American Blue Energy Partners: il Dipartimento della Difesa statunitense azionista al trentacinque per cento senza mettere un dollaro
Eni operatore esclusivo di Junín 5 per venticinque anni: politica energetica nella tradizione di Mattei o posto a un tavolo apparecchiato da altri
Brent a centosette dollari, gasolio oltre i due euro, il tetto Eni sui carburanti: quando un’azienda si sostituisce allo Stato
Il calendario elettorale americano come vero orologio della guerra: cosa può succedere dopo il 3 novembre
LIBRI DEGLI OSPITI Matteo Bortolon, La gabbia dei trattati. Per una riconquista della sovranità democratica, Dissensi.
SOSTIENI CASA DEL SOLE TV Casa del Sole TV è un progetto di giornalismo indipendente autofinanziato. Per donazioni: IBAN: IT63P0326822300052392596590 Intestato a: La Casa del Sole Edizioni Causale: Donazione Casa del Sole TV Membership YouTube:
https://www.youtube.com/@CasadelSoleT… — Analista Multipolare €5/mese — Inviato della Verità €15/mese — Architetto del Futuro €25/mese
I LIBRI DI MARGHERITA FURLAN BRICS Scacco Matto (disponibile in italiano, inglese, russo)
SEGUI CASA DEL SOLE TV YouTube: @CasadelSoleTVChannel
L'articolo 🔴SANGUE E PETROLIO | LEVANTE LIVE proviene da Casa del Sole TV.
🔴IL GRANDE BLUFF | TG 29.9.26
– Via dall’Irak, 23 anni dopo le provette di Powell di Jeff Hoffman
– USA, Riyadh rispolvera il suo lobbista di fiducia di Gionata Chatillard
– Yemen, bombe saudite e petrolio che riparte di Jeff Hoffman
– Niente arabi nella Knesset! di Jeff Hoffman
– UE, un «articolo 4» contro la guerra ibrida di Jeff Hoffman e Ivan Bodyan
– Washington tratta con Mosca, l’Europa si riarma di Jeff Hoffman
– Niger accusa Parigi e Kiev all’ONU di Ivan Bodyan
– ONU, pace a parole e arsenali intatti di Jeff Hoffman
– Le Pen sfonda al Senato, la piazza protesta di Jeff Hoffman
– Vietnam e Corea del Nord stringono i ranghi di Ivan Bodyan
– Scontro Seul-Kiev di Ivan Bodyan
– Buon giro intorno al Sole
A cura di Margherita Furlan Con la collaborazione di Gionata Chatillard, Ivan Bodyan e Jeff Hoffman Editing di Mario Ferdinandi
CASA DEL SOLE TV — Informazione libera e indipendente Il nostro lavoro è possibile solo grazie al vostro sostegno. Casa del Sole TV non ha editori forti né finanziamenti pubblici: siamo sostenuti da voi, il nostro pubblico. Se credi nel valore di un’informazione che non tace, aiutaci a continuare.
Dona tramite bonifico bancario: IBAN: IT63P0326822300052392596590 Intestato a: LA CASA DEL SOLE EDIZIONI Causale: Donazione Casa del Sole TV
Dona tramite PayPal: paypal.me/casadelsoletv
Sostegno ricorrente: casadelsole.tv/sostienici
Anche un piccolo contributo fa la differenza.
Grazie di cuore! 
L'articolo 🔴IL GRANDE BLUFF | TG 29.9.26 proviene da Casa del Sole TV.
«Hope again», l’appello di Burnham agli inglesi tra stop alle privatizzazioni e riforma del welfare
Spagna, Sánchez vara nuove misure contro la crisi abitativa: cosa cambia per affitti e sfratti

Savoia, titoli e donazioni: la Procura di Torino guarda i conti. Ma lo scandalo è davvero questo?
Il Punto
La legge di bilancio 2027 potrebbe estendere la possibilità di andare in pensione a 64 anni anche ai lavoratori che rientrano nel sistema “misto”. Una buona idea perché le regole di pensionamento dovrebbero essere uguali per tutti, indipendentemente da come è calcolata la pensione. Ma sul correttivo da adottare per la quota retributiva resta molto […]
L'articolo Il Punto proviene da Lavoce.info.
Kaja Kallas “la guerrafondaia”
Questo credo sia uno dei migliori interventi che siano mai stati fatti al Parlamento Europeo. Lo ha fatto l’Eurodeputato slovacco Ľuboš Blaha, rivolgendosi a Kaja Kallas. Va letto interamente con attenzione e possibilmente diffuso il più possibile, perché qui dentro c’è davvero tutto:
«E’ lei che rappresenta la più grande minaccia ibrida per l’Europa! La più grande minaccia ibrida per l’Europa non è la Russia, signore e signori, ma la signora Kallas, che si trova qui tra noi e che vuole trascinarci in una guerra nucleare.
Sapete cos’è la disperazione? Quando l’élite tedesca, solo per sconfiggere l’AfD alle elezioni, organizza un’operazione dei servizi segreti a Lipsia e ne attribuisce la responsabilità alla Russia. Hanno completamente distrutto i propri rapporti con la Russia e, nonostante ciò, hanno comunque perso le elezioni. Eccezionale!
Nemmeno Mr. Bean avrebbe raggiunto questi risultati. Non solo hanno perso, ma si sono anche dimostrati incompetenti! Signora Kallas, lei parla costantemente di «minacce ibride», ma in realtà si tratta dell’esatto contrario.
Siete proprio voi, da molti anni, a condurre una guerra sanguinosa contro la Russia. Le vostre armi uccidono i russi. Vi state armando come ai tempi di Hitler e la vostra retorica anti-russa è al livello dei nazisti. La cruda verità è che la Russia non ha attaccato nessuno dei paesi dell’Unione Europea. Siete voi che avete attaccato la Russia.
Siete voi che vi siete spinti fino ai confini russi. Siete voi che, per decenni, avete cercato di provocare un cambio di regime in Russia. E ora avete paura di ricevere ciò che vi meritate, come bambini viziati. Lei è una guerrafondaia estrema, signora Kallas. Se ne vada!»
Questo intervento dovrebbe essere mostrato a reti unificate. Invece nulla, meglio diffondere le porcherie di Ursula von der Leyen, Kaja Kallas e il resto dei guerrafondai. Non sia mai dire agli italiani che in Europa c’è chi si oppone alla retorica guerrafondaia…
Dalla pagina Facebook di Giuseppe Salamone
L'articolo Kaja Kallas “la guerrafondaia” proviene da Blondet & Friends.
I moderni Nicolaiti

(e i loro censori acattolici)
La Scure di Elia
Tu odi le azioni dei Nicolaiti, che anch’io ho in odio (Ap 2, 6).
«Al dire di Sant’Ireneo (Adv. Haer., I, 6; 3, 11), di Tertulliano (De Pudic., XIX, 6), di Clemente A. (Strom., II, 20), ecc., insegnavano che le voluttà sensuali non contaminavano lo spirito e non erano peccati» (Il Nuovo Testamento commentato dal P. Marco M. Sales O.P., vol. VII: L’Apocalisse, Proceno [VT] 2016, 26, n. 6). Riguardo a questa setta eterodossa del I secolo d.C., padre Sales ci informa ulteriormente che «negavano la divinità di Gesù Cristo e professavano alcuni errori gnostici» (ibid.). Si tratta dunque di uno dei tanti movimenti pseudocristiani afferenti alla variegata galassia della gnosi, la quale, dopo aver minacciato il cristianesimo nascente in modo ben più nocivo delle persecuzioni violente, è ricomparsa nel Quattrocento sotto la copertura dell’Umanesimo e, da allora, non ha più smesso di inquinare la vita ecclesiale.
Arricchita delle “conquiste” intellettuali kantiane ed hegeliane, la gnosi ha virulentemente attaccato la teologia cattolica prima col modernismo, poi con la nouvelle théologie, i cui propagandisti, grazie alla dissimulata connivenza di Roncalli, presero il controllo del Concilio Vaticano II fino al punto di trasformarlo in arma di distruzione della Chiesa e della sua dottrina, una sorta di atomica spirituale che mutò radicalmente la componente terrena della Sposa di Cristo – se non nell’essenza, almeno nella coscienza di sé, nell’immagine e nel funzionamento. I fautori del cambiamento (ormai passati tutti dinanzi all’eterno Giudice) denominarono esplicitamente quell’evento il 1789 della Chiesa; poiché la rivoluzione francese fu opera del giudaismo frankista, possiamo legittimamente arguire che ancora una volta abbia agito la medesima mano.
Parallelo con l’attualità
Ora, il riferimento ai Nicolaiti è motivato dal fatto che, a livello spirituale, i novatori assomigliano loro fortemente: essi ricusano – seppur implicitamente – la divinità di Cristo e, di conseguenza, il Suo ruolo di unico Salvatore; propugnano una sorta di autosalvazione mediante la conoscenza e l’aggiornamento delle dottrine; soprattutto, in forza della dicotomia tra spirito e materia, negano la rilevanza morale degli atti compiuti con il corpo, in particolare di quelli attinenti alla sfera sessuale. Da perito conciliare, il gesuita Rahner scambiava focose lettere d’amore con una donna, fatto che, per quanto peccaminoso, rientrava ancora nell’ordine naturale; invece le generazioni successive di “teologi” ed ecclesiastici hanno abbandonato ogni remora, concedendosi “piaceri” (se così possono chiamarsi) decisamente contro natura.
Le condizioni morali di gran parte di coloro che oggi detengono il potere nella Chiesa sono talmente degradate che tanti cattolici, se le conoscessero, perderebbero la fede. La nostra mira non è pertanto quella di scoprire la piaga purulenta, ma piuttosto quella di spiegare la sfacciata indifferenza di quei prelati per le verità rivelate, deformate col pretesto di presentarle in modo più attuale oppure rese vaghe e confuse per scopi “pastorali” oppure ancora, più semplicemente, deliberatamente relegate nell’oblio. Essi, nonostante tutto, sentono il bisogno di giustificarsi in qualche modo per attenuare il morso della coscienza, per quanto sempre più debole. Rispetto agli antichi Nicolaiti, quelli moderni hanno altresì assorbito il veleno della dottrina frankista circa una presunta redenzione attraverso il peccato (tratto comune col circolo Epstein).
Di fronte a questo stato di cose, molti cattolici si domandano giustamente cosa fare. Chi ha reagito con l’insubordinazione e la separazione dalla società visibile dimostra di non sapere più – o di non aver mai saputo – cosa sia la Chiesa, oltre ad aver perso di vista un principio elementare del diritto: i superiori non perdono automaticamente l’ufficio per la loro indegnità morale, la quale va anzitutto provata e, qualora sia dimostrata, può incidere sulla loro posizione unicamente se l’autorità ad essi superiore ne decide la rimozione; a poterla decretare non sono certo i sudditi, i quali, di conseguenza, non sono autorizzati a sottrarsi unilateralmente alla loro autorità né ad esimersi dall’obbedienza in ciò che è legittimo. Rilevare che il diritto è applicato con pesi e misure diverse a seconda che si tratti di conservatori o progressisti non è un motivo sufficiente per porsi fuori del diritto stesso inventandosi un inesistente diritto di supplenza.
Idee scorrette di Chiesa e sacerdozio
La Chiesa terrena è una vera società regolata dal diritto, che in molti casi rappresenta l’unica tutela dei deboli e senza il quale essa sprofonderebbe in un caos ben peggiore. Chi piccona l’ordinamento ecclesiastico per ragioni apparentemente virtuose (cioè per difendere la Chiesa) arreca alla Chiesa un danno enorme, in quanto non solo la divide, ma mina il principio stesso della sua coesione. Ciò denuncia gravi carenze dottrinali circa la natura della Chiesa come società visibile nonché la natura del diritto, ridotto a mero coacervo di norme positive umane, sempre modificabili o sospendibili. È così che, come i modernisti, anche i tradizionalisti scismatici dimostrano di aver coltivato un’idea di Chiesa spiritualistica e intellettualistica… in altre parole, un’idea gnostica, certamente diversa quanto alla coloritura, ma fondamentalmente analoga.
Sulla stessa linea di questo grave malinteso ecclesiologico si muove l’equivoco riguardante il sacerdozio cattolico, un cui connotato essenziale è la comunione gerarchica, senza la quale esso non è cattolico. Non basta infatti che ci sia la materia dell’ufficio sacerdotale (cioè i tre uffici di governare, insegnare e santificare, comuni anche agli ortodossi), ma è necessario che ci sia anche la forma (ossia il legame del sacerdote col vescovo e dei vescovi col Papa, legame grazie al quale il sacerdozio viene esercitato, come deve, nell’unità del Corpo Mistico, concorrendo così alla sua crescita e al suo benessere). Ciò non è un accidens, ma appartiene all’essenza stessa del sacerdozio; in assenza di ciò, pertanto, non si ha sacerdozio cattolico, ma un sacerdozio acattolico, grossolanamente difettoso in quanto privo della forma cattolica del sacerdozio stesso.
Alla luce di quanto esposto, è chiaro che l’idea di consacrare dei vescovi al di fuori della comunione gerarchica allo scopo di preservare l’episcopato cattolico è intrinsecamente contraddittoria, visto che vescovi ordinati con un atto di rottura della comunione non sono cattolici. Pretendere che non si tratti di un atto di rottura perché i nuovi vescovi non rivendicano la giurisdizione ma sono intesi unicamente ad amministrare i sacramenti della Confermazione e dell’Ordine sottende un altro madornale errore dottrinale. Oltre a misconoscere l’inseparabilità dei tria munera, questa curiosa tesi ignora la natura dell’episcopato cattolico, il quale è per essenza continuazione dell’ufficio apostolico di pascere il gregge del Signore. Il munus regendi (e, quindi, la giurisdizione) è il fulcro degli altri due, il munus docendi e il munus sanctificandi: nessuno, infatti, può legittimamente insegnare in modo tale da impegnare la coscienza né dispensare i Sacramenti se non a coloro sui quali è costituito in autorità.
Le eccezioni confermano la regola: i vescovi della Santa Sede, i nunzi apostolici e i vescovi ausiliari non hanno giurisdizione su una porzione del Popolo di Dio, ma sono comunque ordinati ad averla, tanto è vero che possono ricevere dal Papa il governo di una diocesi per semplice decreto, senza alcun ulteriore intervento sacramentale. Per salvare in qualche modo la forma, essi ricevono il titolo di un’antica diocesi non più esistente, proprio perché l’episcopato, ben lungi dal servire alla mera “produzione” di sacramenti, è per sua stessa natura finalizzato alla guida dei cristiani dimoranti in un determinato luogo. Perciò non si dà episcopato consistente nella sola potestas ordinis, poiché esso contiene in radice, per essenza, anche la potestas regiminis, virtualmente presente pure nel vescovo non dotato di giurisdizione territoriale o personale.
Che la forma canonica della comunione gerarchica si sia evoluta nel tempo non cambia la sostanza del discorso: come si è verificato un necessario e salutare sviluppo organico sia del dogma che del culto, così per il diritto della Chiesa. È risaputo che nel primo millennio il Papa non nominava i vescovi di persona così come, fino al Concilio di Trento, non esistette il meccanismo giuridico di incardinazione dei preti; tuttavia una forma canonica di comunione gerarchica, seppur non fissata come lo è oggi, c’era senza dubbio, se sant’Ignazio d’Antiochia († 107), in viaggio per Roma, dove sarà coronato dal martirio, scrive ai cristiani di non fare assolutamente nulla senza il vescovo, mentre afferma che la Sede romana presiede l’intera Chiesa (cf. Smirn., 8, 1; Rom., Prologo). In altre parole, la forma canonica si è determinata in modo graduale ma c’è sempre stata, benché, all’inizio, allo stadio embrionale; oggi, comunque, vige quella attuale, non quella di un’epoca a scelta.
Conclusione
Dalle considerazioni fin qui svolte si evince che i separatisti di ogni denominazione (lefebvriani, viganiani, resistenti, affini e derivati) sono non soltanto scismatici, ma anche eretici, in quanto, in teoria e in pratica, rifiutano punti essenziali del dogma ecclesiologico. La panacea con cui legittimano la propria ribellione (lo stato di necessità) è una palese menzogna: è insostenibile che all’infuori di loro non ci siano, in tutta la Chiesa Cattolica, sacerdoti e vescovi in grado di insegnare la sana dottrina e amministrare Sacramenti validi. L’accettazione o meno del Vaticano II non è affatto un discrimine: nonostante il disastro causato dagli apostati che si servirono di esso per demolire la Chiesa, infatti, il carattere pastorale anziché dogmatico fa sì che i suoi testi non obblighino la coscienza dei fedeli se non in ciò che è conforme al Magistero perenne.
Le ambiguità che hanno aperto la porta a perniciosissimi errori, pur avendo provocato immensi danni, non minacciano più la fede dei cattolici autentici, che per grazia han ritrovato la via della verità. Ci sono schiere di sacerdoti e laici di retta coscienza che, malgrado le deficienze dottrinali dovute alla loro cattiva formazione, camminano sotto la guida della Corredentrice verso la piena comprensione del deposito ricevuto. Ciò che li ostacola di più nella riscoperta della Tradizione e della Messa antica è proprio il fatto che movimenti ribelli ne facciano la propria bandiera e un motivo per spaccare la Chiesa. Chi ama davvero la Sposa di Cristo persevera invece nel bene a prescindere dai Nicolaiti che spadroneggiano su di lei, preparando attivamente l’intervento divino con la preghiera e l’impegno, ma senza assumersi compiti e ruoli che non gli spettano, bensì, da vero cattolico, confidando ciecamente nella Provvidenza mentre coopera con Essa.
L'articolo I moderni Nicolaiti proviene da Blondet & Friends.
Lindt taglia i prezzi del cioccolato e rivede al ribasso le stime di crescita per il 2026
Ambienti connessi e ben coordinati: idee per una casa visivamente uniforme
La percezione dello spazio abitativo dipende in larga misura dalla coerenza delle superfici su cui poggia l’arredamento. Quando le stanze condividono una linea visiva comune, l’intero appartamento appare subito più arioso e ordinato.
Scegliere un pratico pavimento PVC a incastro permette di mantenere la medesima finitura in aree diverse della casa, superando i tradizionali limiti tecnici legati all’umidità e all’usura. Una pavimentazione continua che attraversa la zona giorno, i disimpegni e le camere da letto elimina le frammentazioni inutili, donando all’alloggio un respiro architettonico solido e ben calibrato.
Direzione di posa e profondità dei locali
L’orientamento dei listoni determina il modo in cui l’occhio percepisce la metratura effettiva degli ambienti. La regola generale suggerisce di seguire la direttrice della luce naturale principale, posando le doghe perpendicolarmente alle finestre per attenuare la visibilità dei giunti.
Quando si collegano stanze diverse tramite un corridoio stretto, disporre gli elementi nel senso della lunghezza aiuta a dilatare la prospettiva, guidando i passi verso la sala o la cucina. Se invece l’ingresso risulta corto e poco profondo, un orientamento trasversale allarga visivamente le pareti, preparando lo sguardo al passaggio verso i vani successivi senza generare disordine geometrico.
Gestione delle soglie e raccordo tra le superfici
Mantenere la stessa quota di calpestio tra un ambiente e l’altro evita barriere fisiche e fastidiosi inciampi quotidiani. Nei punti in cui due materiali differenti devono per forza incontrarsi, ad esempio tra una ceramica tecnica e una superficie vinilica, la scelta del profilo di separazione diventa fondamentale.
Conviene puntare su lamine ultrapiatte in alluminio anodizzato o profili complanari che scompaiono alla vista, posizionandoli esattamente sotto il battente della porta chiusa. Questo accorgimento tecnico impedisce che lo stacco si noti dalle stanze attigue, preservando la sensazione di una transizione fluida e pulita tra le varie aree dell’abitazione.
Coordinare il battiscopa con pareti e pavimenti
Spesso considerato solo una protezione per l’intonaco, lo zoccolino svolge un ruolo determinante nella definizione dei volumi. Utilizzare un battiscopa coordinato al pavimento allarga la superficie a terra, ma può abbassare visivamente le pareti negli appartamenti con soffitti standard. Al contrario, installare un modello laccato bianco o verniciato nella medesima tinta della muratura slancia la stanza verso l’alto, creando una cornice neutra che lascia risaltare gli arredi.
La continuità del profilo lungo corridoi e stanze funge da filo conduttore visivo, collegando ambienti destinati a usi differenti con grande pulizia formale.
Abbinamento delle texture tra zone umide e zone giorno
La cucina e il bagno richiedono requisiti di pulizia e resistenza all’acqua che in passato imponevano ceramiche totalmente slegate dal resto della casa. Oggi è possibile uniformare le superfici adottando finiture continue ma variando la texture in funzione dell’uso pratico.
Nelle zone operative conviene prediligere superfici opache che mascherano macchie e gocce d’acqua, riservando texture più lisce alle camere da letto e al salotto. Mantenendo toni cromatici affini, ad esempio gradazioni di sabbia o grigi intermedi, la differenza di consistenza non disturba lo sguardo ma risponde perfettamente alle esigenze funzionali dei singoli vani.
Consigli per evitare contrasti visivi indesiderati
Per scongiurare rotture cromatiche sgradevoli tra ambienti contigui, occorre studiare in anticipo i punti di incontro dei materiali prima di procedere con la posa definitiva. Accostare due finiture simili ma non identiche crea un effetto di errore visivo: se non si può usare il medesimo rivestimento, meglio optare per una differenza netta e intenzionale piuttosto che per una somiglianza imperfetta.
Verificare la resa dei campioni sotto la luce delle diverse ore del giorno e pianificare con cura l’allineamento dei tagli lungo le porte garantisce un risultato finale coerente, solido e piacevole da vivere ogni giorno.
L'articolo Ambienti connessi e ben coordinati: idee per una casa visivamente uniforme su Vanilla Magazine scritto da Antonio Pinza
Il salario non si esaurisce nel minimo contrattuale
Minimi contrattuali e retribuzioni realmente percepite sono spesso trattati come la stessa cosa. Non è così. La differenza nei dati di contabilità nazionale non è un dettaglio tecnico: cambia l’ordine di grandezza della perdita e il settore che la subisce.
L'articolo Il salario non si esaurisce nel minimo contrattuale proviene da Lavoce.info.
La fattura elettronica sa quanto spendiamo, ma non che cosa compriamo *
La fatturazione elettronica ha digitalizzato i documenti, non il significato economico delle operazioni. Codificare beni e servizi non serve a calcolare l’Iva, serve a far parlare la stessa lingua a imprese, software, professionisti e amministrazioni.
L'articolo La fattura elettronica sa quanto spendiamo, ma non che cosa compriamo * proviene da Lavoce.info.
Ucraina, Lavrov: «L’Europa conduce una guerra contro di noi»

🔴IL FRONTE SIAMO NOI | LEVANTE LIVE
La guerra ha conquistato il suo ultimo territorio: la nostra mente. A Levante questa sera, 28 settembre 2026, Margherita Furlan dialoga con il filosofo Michele Putrino e con il giornalista d’inchiesta Antonio Mazzeo sulle fabbriche di bot che ci fanno litigare sui social, sulla guerra cognitiva teorizzata dalla NATO e ora entrata nella Difesa italiana, e su come difendere l’unica cittadella che nessuno dovrebbe poterci togliere: il nostro giudizio. Affrontiamo insieme:
Gli sciami di intelligenza artificiale che fabbricano il consenso e simulano che «lo dicono tutti»
La mente come nuovo dominio della guerra: dal rapporto NATO del 2020 al disegno di legge italiano del 5 agosto 2026
Il modello di business delle piattaforme: quando la rabbia diventa fatturato
Hormuz, guerra di comunicati: il sottomarino conteso fra Pasdaran e Pentagono
La scuola va alla guerra: la militarizzazione comincia sui banchi
Lo stoicismo come arte di resistere alla manipolazione, da Epitteto a oggi
I LIBRI DEGLI OSPITI
Antonio Mazzeo, «La scuola va alla guerra. Inchiesta sulla militarizzazione dell’istruzione in Italia», Manifestolibri
Michele Putrino, «Liberi dalla paura. Gli insegnamenti di un’antica dottrina per liberarsi dal controllo del sistema», Uno Editori, 2021
SOSTIENI CASA DEL SOLE TV Casa del Sole TV è un progetto di giornalismo indipendente autofinanziato.
Per donazioni: IBAN: IT63P0326822300052392596590 Intestato a: La Casa del Sole Edizioni Causale: Donazione Casa del Sole TV
Membership YouTube:
/ @casadelsoletvchannel
Analista Multipolare €5/mese
Inviato della Verità €15/mese
Architetto del Futuro €25/mese
I LIBRI DI MARGHERITA FURLAN
BRICS Scacco Matto (disponibile in italiano, inglese, russo)
SEGUI CASA DEL SOLE TV
YouTube: @CasadelSoleTVChannel #Levante #CasadelSoleTV #MargheritaFurlan #Geopolitica #Multipolarismo #GuerraCognitiva #Bot #Disinformazione #Stoicismo #MichelePutrino #AntonioMazzeo
L'articolo 🔴IL FRONTE SIAMO NOI | LEVANTE LIVE proviene da Casa del Sole TV.
🔴TUTTI AL FRONTE | TG 28.9.26
– Iran, il no che non chiude di Margherita Furlan
– Un rifiuto e il barile vola di Margherita Furlan
– Yemen, la Francia entra in guerra? di Gionata Chatillard
– Riyadh, il Cremlino cambia voce di Margherita Furlan
– Erdogan, Netanyahu e il veto all’ONU di Jeff Hoffman
– Fairford, Teheran condannata prima delle prove di Jeff Hoffman e Ivan Bodyan
– Netanyahu ad Abu Dhabi, quattro ore nell’ombra di Margherita Furlan
– Smotrich vuole Gaza anche in Cisgiordania di Jeff Hoffman
– Berlino e Mosca, 20 minuti di gelo di Ivan Bodyan
– Cardinale Zuppi a Mosca di Margherita Furlan
– Serbia, Vučić si dimette di Ivan Bodyan
– Berna vota: neutrale, ma con l’Occidente di Margherita Furlan
– Buon giro intorno al Sole
A cura di Margherita Furlan Con la collaborazione di Gionata Chatillard, Ivan Bodyan e Jeff Hoffman Editing di Mario Ferdinandi
CASA DEL SOLE TV — Informazione libera e indipendente Il nostro lavoro è possibile solo grazie al vostro sostegno. Casa del Sole TV non ha editori forti né finanziamenti pubblici: siamo sostenuti da voi, il nostro pubblico. Se credi nel valore di un’informazione che non tace, aiutaci a continuare.
Dona tramite bonifico bancario: IBAN: IT63P0326822300052392596590 Intestato a: LA CASA DEL SOLE EDIZIONI Causale: Donazione Casa del Sole TV
Dona tramite PayPal: paypal.me/casadelsoletv
Sostegno ricorrente: casadelsole.tv/sostienici
Anche un piccolo contributo fa la differenza.
Grazie di cuore! 
L'articolo 🔴TUTTI AL FRONTE | TG 28.9.26 proviene da Casa del Sole TV.
Che cosa nascondono le invasioni barbariche
Juan Manuel de Prada
L’invasione barbarica di Ceuta ci ha mostrato scene tipiche di guerriglia urbana che fino ad ora avevamo visto solo in occasione di rivolte nelle periferie parigine: auto incendiate, ripetuti attacchi contro soldati e poliziotti, assalti ai mezzi pubblici, abusi sessuali e così via. Non sfugge a nessuno (o solo a coloro che vivono rinchiusi in quelle polverose gabbie di pensiero chiamate ideologie), che non si tratta comportamenti propri di persone che vengono a guadagnarsi da vivere in un altro paese, nemmeno nelle situazioni disperate in cui chiunque può commettere un crimine per puro istinto di sopravvivenza, o per proteggere i propri cari, alla maniera di Jean Valjean. Le ondate di delinquenza che si sono diffuse a Ceuta non hanno nulla a che vedere con la disperata criminalità a cui alludiamo; sono azioni programmate secondo una strategia di conquista territoriale e di espulsione delle popolazioni autoctone, una strategia già utilizzata – con ottimi risultati – in diversi paesi europei, soprattutto in Francia.
Questa strategia si può riassumere molto concisamente: dalla periferia di una città si creano zone senza legge, o, come direbbe Michel Foucault, “eterotopie” che operano al di fuori delle norme sociali e diventano inabitabili; poi il territorio si espande gradualmente, come una macchia d’olio. Questo è accaduto ripetutamente in Francia, dove le popolazioni musulmane colonizzano un quartiere e organizzano bande specializzate nella guerriglia urbana, introducendo varie forme di intimidazione civile, più o meno subdole o sfacciate, che i “petits blancs” (i bianchi poveri residenti) non osano nemmeno denunciare, per paura di ritorsioni, finendo per emigrare in altri quartieri o città. Lo sfratto degli abitanti è prima o poi seguito dal collasso della polizia, poiché pattugliare queste zone senza legge richiede di assumere rischi aggiuntivi e molto costosi, anche perché le autorità costringono la polizia ad adottare metodi blandi, irenisti, esattamente come accade a Ceuta.
Non dobbiamo confondere queste “zone senza legge” con i ghetti, dove vivono confinate popolazioni che subiscono l’emarginazione. Gli abitanti delle zone senza legge non sono né confinati né emarginati; al contrario, hanno conquistato il territorio che abitano, creando – attraverso la violenza palese o occulta – un proprio spazio autonomo, espellendo coloro che vi risiedevano in precedenza. E, naturalmente, in queste eterotopie senza legge generate da invasioni barbariche, non esiste l’immaginario meticciato (mescolanza razziale e culturale) che ha ispirato tante narrazioni mitiche del progressismo benpensante. Inizialmente, può esserci una parvenza o una pantomima di meticciato, con la colorata esibizione di tamburi e ciaramelle; ma si tratta di una risorsa cui si ricorre per astuzia, presto sostituita da comportamenti ben più dissuasivi una volta assicurato il dominio. Questa strategia, ricorrente in Francia, è la stessa che si intende attuare a Ceuta, in forma ancora più aspra e brutale. Naturalmente, coloro che a suo tempo la denunciarono in Francia – quasi sempre le classi lavoratrici che ne subirono le conseguenze – furono accusati di esagerazione e sensazionalismo, di alimentare fantasmi e paranoie razziste. Esattamente lo stesso argomento usato da Grande Marlaska, ministro spagnolo degli Interni, quando descrive le lamentele degli abitanti di Ceuta come “sensazioni ” e “insicurezze soggettive”. Le élite intellettuali francesi – che, come quelle spagnole, vivono in quartieri benestanti – hanno abbandonato al loro destino i “petits blancs” che subirono le invasioni, predicando le virtù del “meticciato sociale” e girando intorno al problema con inutili e retoriche “politiche di inserimento”, nella speranza che presto il crescente numero di invasori assicuri il trionfo elettorale del progressismo sotto varie maschere, moderate o radicali a seconda delle circostanze. Questo è accaduto ripetutamente in Francia e in molti altri paesi europei, dove la parte della popolazione che subisce invasioni barbariche non è più in grado di formare maggioranze contro le alleanze che il progressismo moderato e radicale stringe con gli invasori. Queste alleanze, a loro volta, generano la fioritura di partiti che si nutrono di paura e rabbia, tentando grottescamente di contrastare la colonizzazione invasiva con il vuoto di civiltà che ne è stata la causa primaria. Dobbiamo innanzitutto riconoscere, se non vogliamo rinunciare all’onestà intellettuale, che l’integrazione di popolazioni appartenenti a civiltà diverse è intrinsecamente impossibile; e dobbiamo anche ricordare che le civiltà le fondano le religioni e scompaiono quando declina religione che le fondò. Non esiste una civiltà laicista, né democratica, né repubblicana, né costituzionalista, né altre sciocchezze simili; dove manca la religione, c’è solo un vuoto di civiltà, che viene inevitabilmente colmato da un’altra civiltà, quella degli invasori. Coloro che arrivano a colmare quel vuoto non fanno altro che eseguire un disegno (chiamiamolo così); ben più maligna è la posizione assunta da quelle élite – provenienti ovviamente da classi sociali preservate dal contatto con le invasioni barbariche – che negano la realtà e continuano a tessere le lodi delle ondate migratorie e ad applaudire le regolarizzazioni di massa, lanciando anatemi contro chi denuncia questa nuova forma di suicidio collettivo. Mi sono spesso interrogato sul motivo del loro tradimento e della loro follia. Non mi sfugge che quasi tutti sono generosamente foraggiati da organizzazioni a loro volta finanziate dal globalismo e corrotte dal progressismo egemonico con una moltitudine di prebende e privilegi. Ma la loro abiezione cela un’altra ragione, più oscura e segreta, che non può essere spiegata come ingenua difesa dei cosiddetti diritti umani, né come sottomissione al politicamente corretto, né come perversione masochistica dei sentimenti, né come filantropia allucinata, né tantomeno come fatalismo di impulsi autodistruttivi. Tutti questi ingredienti – e anche la pura imbecillità – si agitano mescolati nel pentolone dell’abiezione in cui queste élite bevono; ma c’è un altro ingrediente che funge da emulsionante per tutti loro. Nel cuore di quell’abiezione, a spiegarne le viscere più profonde, si cela l’odio per la religione che ha fondato la nostra civiltà. Non dobbiamo dimenticare che dietro ogni questione politica si nasconde sempre un problema teologico. ( www.kontrainfo.com).
L'articolo Che cosa nascondono le invasioni barbariche proviene da Blondet & Friends.
Francia, i lepenisti si rafforzano al Sénat

Il grande show del “prezzo calmierato”: ecco cosa c’è dietro il caro carburanti
In Portogallo record di visti agevolati ai grandi investitori
