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– Buon giro intorno al Sole
A cura di Margherita Furlan Con la collaborazione di Gionata Chatillard, Ivan Bodyan e Jeff Hoffman Editing di Mario Ferdinandi
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L'articolo 🔴TUTTI A SECCO | TG 18.9.26 proviene da Casa del Sole TV.

Spettabile Redazione,
mettiamo a vostra disposizione il nostro video sulle ordinazioni episcopali della Fraternità di Pio X e sulla ragion d’essere della Fraternità in caso di collaborazione con l’attuale Vaticano apostata. Vorremmo ricordare che Leo Prevost non è un papa valido, poiché promuove il “cammino sinodale arcobaleno” bergogliano.
Vorremmo chiedervi di pubblicare il materiale inviato.
Grazie in anticipo
Distinti saluti
Vescovi Segretari del Patriarcato Cattolico Bizantino
PCB: Sulla questione delle ordinazioni episcopali
nella Fraternità San Pio X
video: bcp-video.org/it/ordinazioni/
Mercoledì 1°luglio 2026 è prevista l’ordinazione episcopale dei membri della Fraternità San Pio X. La questione è se il Vaticano apostata approverà o respingerà tale ordinazione. Se la approverà, ma a condizione che la Fraternità rimanga sottomessa al Vaticano apostata, la Fraternità perderà la sua ragion d’essere e intraprenderà un ampio cammino arcobaleno che conduce alla perdizione. Se il Vaticano apostata, guidato dall’arcieretico Leo Prevost, non la approverà e pronuncerà presunte scomuniche dopo la consacrazione, la Fraternità preserverà la purezza della fede e tali scomuniche saranno nulle. Perché? Perché il Vaticano apostata, con il suo anti-vangelo sodomitico, è sotto l’anatema di Dio e tutto ciò che decreta è nullo e privo di effetto.
È del tutto evidente che Leo Prevost non è un papa veramente cattolico, e ciò per almeno tre ragioni:
Prevost non è altro che un usurpatore del papato. Non può essere il vicario di Gesù Cristo sulla terra, poiché nega fondamentalmente i Suoi insegnamenti.
Il Patriarcato Cattolico Bizantino – la voce di chi grida nel deserto – non affronta la questione se Bergoglio fosse o meno omosessuale. Né affronta la questione se Prevost lo sia o meno. Un omosessuale che pecca, ma fa penitenza, non viene scomunicato dalla Chiesa. Al contrario, un gerarca ecclesiastico che promuove la legalizzazione del peccato di sodomia si è autoscomunicato dalla Chiesa.
Legalizzando il gridante al cielo peccato della sodomia, tale prelato nega i Dieci comandamenti di Dio, così come tutti i principi morali contenuti nel Vangelo e in tutto il Nuovo Testamento. La legalizzazione del peccato di sodomia nega al contempo la verità più fondamentale del cristianesimo: che Gesù Cristo, il Figlio di Dio, è morto per i nostri peccati. Con ciò viene annullato anche l’intero Credo e la Chiesa cattolica si trasforma in una sinagoga di Satana.
Il cammino sinodale, inaugurato da Bergoglio e promosso dallo pseudo-papa Leo Prevost, è un cammino di ribellione contro Dio. Coloro che accettano interiormente le eresie da lui predicate, perdono la fede salvifica e rinunciano all’essenza del cristianesimo e alla salvezza. Perdere la salvezza e condannarsi cinicamente alla sofferenza eterna all’inferno è la più grande follia! La commettono i Giuda ecclesiastici che occupano le cariche più alte della Chiesa. Inoltre, trascinano in questa follia i cattolici ingannati.
I prelati sodomiti celebrano la liturgia in modo invalido e anche le ordinazioni sacerdotali da loro conferite sono invalide! Predicano un anti-vangelo sodomitico, per cui su di loro ricade la scomunica: “Se anche un angelo dal cielo vi annunciasse un vangelo diverso, sia anatema, scomunicato” (Gal 1,8-9)
Il prelato Schneider del Kazakistan si comporta come se fosse un vescovo cattolico di dottrina ortodossa, ma in realtà è in piena comunione con lo pseudo-papa. Si sottomette a lui e lo difende in contraddizione con gli insegnamenti della Sacra Scrittura, dei Padri e dei Dottori della Chiesa. A causa di questa unione con l’arcieretico si è autoescluso dalla Chiesa cattolica. È diventato un seduttore dei cattolici e li consolida sul falso cammino che conduce alla perdizione eterna.
Se la Fraternità San Pio X continuerà a rimanere separata dal Vaticano apostata, allora, in queste circostanze straordinarie, i vescovi di sana dottrina avranno l’opportunità di eleggere un papa veramente cattolico.
Le scomuniche imposte dallo pseudo-papa Prevost e dai suoi prelati sono nulle e prive di qualsiasi validità. Infatti, secondo Gal 1,8-9, sono proprio questi stessi prelati, insieme a Prevost, ad essere scomunicati. Se morissero senza pentirsi, sarebbero condannati all’inferno per l’eternità. La loro ostinazione e impenitenza costituiscono un peccato contro lo Spirito Santo.
Citiamo dalla lettera dell’Arcivescovo Carlo Maria Viganò pubblicata il 15 giugno 2026:
“Cos’è accaduto nella Chiesa Cattolica nell’arco di qualche decennio, per far sì che io mi trovi condannato, e con me tutti i Papi preconciliari?
L’autorità delle Sante Chiavi deve aprire le porte della Gerusalemme celeste ai giusti ed escludervi i reprobi, non viceversa. … Non è possibile che essa venga usata per legittimare ciò che Egli (Gesù Cristo) condanna, né tantomeno per condannare ciò che Egli ha ordinato di fare. Per questo non posso obbedire a chi … rifiuta di essere a sua volta sottomesso e obbediente alla somma Autorità di Dio”.
In conclusione, ricordiamo che la Chiesa attuale non ha un papa; si trova in stato di sede vacante. Leo Prevost promuove l’anti-vangelo sodomitico, per cui, secondo Gal 1,8-9, è escluso dalla Chiesa e, di conseguenza, non ne è il capo. Il fatto che si presenti in modo persuasivo non cambia nulla al riguardo. Come truffatore professionista, inganna i fedeli su larga scala.
+ Elia
Patriarca del Patriarcato Cattolico Bizantino
+ Metodio OSBMr + Timoteo OSBMr
Vescovi Segretari
21 giugno 2026
L'articolo Fraternità San Pio X: preservare l’identità o collaborare con il Vaticano? proviene da Blondet & Friends.
Il rappresentante russo Kirill Dmitriev e i leader del partito tedesco “Alternative für Deutschland” (AfD) si stanno preparando per negoziati sulla ripresa delle forniture di gas russo alla Germania, inclusa la possibile riapertura dei gasdotti “Nord Stream”.
Lo ha riportato Reuters, che ha notato che l’incontro potrebbe aver luogo nel 2027, se si raggiungerà un accordo su una risoluzione pacifica del conflitto tra Russia e Ucraina. Si prevede che i co-presidenti dell’AfD, Alice Weidel e Tino Chrupalla, parteciperanno ai negoziati. Il partito sostiene la fine del boicottaggio del petrolio e del gas russo al fine di ridurre i costi energetici.
L'articolo AfD:” negoziare per riavere il gas russo” proviene da Blondet & Friends.
Yuval Abraham and Rachel Szor find themselves at the center of a political clash involving the Israeli Prime Minister, two government ministers, and top intelligence officials. The catalyst is *Naza*, the documentary they presented at the 83rd Venice International Film Festival—a film that, in just a few days, transformed them from acclaimed filmmakers into targets of accusations of treason.
After declaring he would seek to revoke their Israeli citizenship, Israeli Culture Minister Miki Zohar made a fresh appeal to Shin Bet chief David Zini, urging him to investigate how various materials were obtained. The film features testimony from 24 anonymous Israeli intelligence soldiers denouncing the techniques used by the Israeli military to kill civilians in Gaza.
Israel has rejected the film’s content, reiterating that it makes every effort to avoid civilian casualties despite many previous UN reports on war crimes and genoicide.
DEVIL NETANYAHU’s HOLOCAUST. Explosive UN findings: “Israel DELIBERATELY TARGETED Gaza CHILDREN”
In a letter to Zini, Zohar asks the agency to investigate whether there was any illegal use of sensitive or classified information.
“When anonymous sources are used to spread serious, false accusations against the State of Israel and the IDF during wartime, it is imperative to establish who is behind these allegations,” Zohar stated. “I have asked the head of the Shin Bet to investigate the source of the material, who provided it, and whether hostile elements were involved,” the minister added.
Following the political controversy, various Zionist extremists gathered in a threatening manner outside the filmmaker’s parents’ home.
Immediately after the documentary film was presented in Venice, Culture Minister Miki Zohar called the film “vile” and announced plans to “act immediately” to revoke the Israeli citizenship of Abraham and Szor.
He accused them of “treason against the State” and of a “self-loathing” that drives them to harm their own homeland in order to garner applause from “antisemites around the world.” Zohar stated that he had contacted senior officials at the Ministry of the Interior and the Population Authority to evaluate revoking their citizenship on the grounds of a breach of loyalty to the country.
Joining the chorus of accusations were Army Chief of Staff Eyal Zamir—who claimed the film relied on “blood libels and deliberate distortions of reality”—and National Security Minister Itamar Ben-Gvir, who called on the pair to leave the country.
Finally, Prime Minister Benjamin Netanyahu linked the case to broader “antisemitic incitement” and lashed out at opposition political forces.
The Israeli military largely rejected the documentary’s content, maintaining that it could not verify the identities or military roles of the anonymous sources and reiterating that it does everything possible to avoid civilian casualties.
IDF Chief of Staff Lt. Gen. Eyal Zamir on Monday instructed the military’s top legal official to examine legal action against the film “NAZA” and those involved in it, saying it defamed the military, and separately ordered an investigation into the leaking of classified material used in its production.
His comments came shortly after IDF Spokesperson Brig. Gen. Effie Defrin issued a statement inviting the documentary’s filmmakers to allow military officials to view the film in full so that the IDF could respond in a “substantive manner.” So far, the military has only reacted to clips of the movie posted online, and has not yet seen the full documentary.
The 80-minute film by Yuval Abraham and Rachel Szor — whose title is a Hebrew acronym meaning collateral damage — claims to explore AI-powered strikes by Israel in the Gaza Strip it alleges have led to civilian deaths, including testimonies from 24 purported Israeli intelligence soldiers.
In the days following the award, Yuval Abraham recounted deleting his social media profiles after being inundated with offensive photomontages targeting both him and his mother; he openly admitted his fear: “Israel is my home… but now, obviously, I am afraid I won’t be able to return.” Abraham had also rejected the idea of positioning himself as a voice of moral superiority, explaining that, as Israelis, they all feel—to some extent—co-responsible for what occurred in Gaza.
The process of stripping Abraham and Szor of their Israeli citizenship—which they hold by birth—is neither swift nor within the sole authority of the Minister of Culture, who lacks the legal power to order it.
Under Israeli law, citizenship can only be revoked in limited cases involving a proven “breach of loyalty” to the State—as established by a 2022 Supreme Court ruling. The procedure requires the Minister of the Interior to submit a request to the Minister of Justice, followed by final approval from a panel of judges. It is, therefore, a lengthy and uncertain process—one that has never before been applied to a case involving journalism or filmmaking.
A more immediate prospect, at least from an investigative standpoint, is Zohar’s request for the Shin Bet to investigate the origins of the material used in the film.
Such an inquiry could lead to investigations into potential offenses related to the disclosure of classified information, carrying criminal consequences not only for the filmmakers but also for the military sources who collaborated anonymously.
Compounding this is the immediate concern for the two creators’ personal safety—a fear fueled by past incidents, such as the assault on Hamdan Ballal following the Oscar win for *No Other Land*.
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