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“Il miglior cane del mondo”: ecco il Fox Collie, un’inedita razza creata in California per dare un nuovo scopo ai cani pastori

Il Fox Collie potrebbe essere il cane del ventunesimo secolo. Questa è la convinzione dell’allevatore di questa anomala razza di cani non ancora riconosciuta ufficialmente. Il New York Times ha incontrato colui che ha dato origine a questa particolare razza, Andy DuVigneaud, che vive nella Anderson Valley, una regione rurale della California settentrionale nota per i suoi vigneti, frutteti e allevamenti di bestiame.

Questa nuova razza nasce da una storia secolare, che prende avvio con la decisione la decisione del pastore scozzese Alexander McNab di importare dal suo paese una coppia di Scotch Collie, perché nessuno dei cani che aveva trovato al suo arrivo negli Stati Uniti, nel 1886, si era rivelato adeguato a svolgere il lavoro che spettava loro nei pascoli.

Una volta importata questa prima coppia di Scoth Collie, McNab tentò anche una serie di incroci con cani già presenti negli USA e da questi incroci nacque una razza che venne con il tempo perfezionata e che prende il nome proprio dal suo ideatore: McNab appunto.

È proprio da un McNab che è nata la sperimentazione che nel 2020 ha tentato DuVigneaud, quando questa specie era già ormai in progressiva diminuzione. Incrociando una cucciola di McNab con un altro esemplare simile, DuVigneaud sostiene di aver dato origine a una nuova razza, il Fox Collie.

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Un golden retriever vede il bacon in televisione e inizia a leccare lo schermo con molto gusto – IL VIDEO

Sui social è diventato virale un video che mostra un cane leccare uno schermo della tv, convinto che il bacon che è lì raffigurato sia reale.

A pubblicare queste immagini, diventate presto diffusissime in rete, è stata l’influencer Ursula Daphne Aitchison, che sulla propria pagina Instagram condivide soprattutto i momenti che condivide con i suoi tre cani, Hugo, Huxley & Henrietta.

Si tratta di tre golden retriever, che hanno ormai preso familiarità con il fatto di trovarsi costantemente di fronte un telefono che li riprende. “Se Hugo ha dovuto vedere questa scena, allora è giusto che anche noi la vediamo” ha scritto l’influncer mostrando il suo cane, che scende dal divano e si avventa verso il televisore, che inizia presto a leccare dal momento che vede del bacon succulente.

Il cane, dunque, almeno inizialmente, ha l’illusione che quello che vede davanti a lui sia del vero bacon, ma presto sicuramente si sarà accorto anche lui che quelle immagini offerte dal televisore lo avevano ingannato.

Credits: profilo Instagram Ursula Daphne Aitchison (@ugoandursula)

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“Dopo una perdita così dolorosa, vorremmo risparmiare loro anche il dolore della separazione”: si cerca un nuovo proprietario per i cani della giornalista del Tg2 Christiana Ruggeri

Dopo la scomparsa della giornalista del Tg2 Christiana Ruggeri, i suoi due cani Zeus e Bella sono in cerca di una nuova casa che li accolga. A occuparsi di loro è ora la sezione di Olbia della Lega nazionale per la difesa del cane. L’intenzione è quella, se possibile, di evitare di separare i due animali.

“Dopo una perdita così dolorosa, vorremmo risparmiare loro anche il dolore della separazione. Per questo cerchiamo con tutto il cuore un’adozione di coppia” viene infatti spiegato. Quali sono però le caratteristiche dei due cani che ora possono essere adottati? Zeus è un pastore tedesco di circa 4-5 anni, sterilizzato.

Era molto legato alla giornalista, tanto da condividere con lei il letto. “È un cane energico e reattivo, che ha bisogno di movimento, tempo e di una persona con esperienza, capace di conoscerlo e accompagnarlo in questo momento difficile”, spiegano i volontari. Per lui, in particolare, si cerca una sistemazione in cui non siano presenti altri cani maschi, con i quali si ritiene che sarebbe incompatibile.

Discorso diverso, invece, riguarda Bella, che ha circa 6 anni e viene descritta come “una cagnolina dolcissima, ma molto paurosa”. “Ha bisogno di una famiglia gentile e paziente, che sappia rispettare i suoi tempi e aiutarla a sentirsi al sicuro” viene infatti raccomandato.

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“È stato trovato con lividi sulla testa e sul corpo, incluso un gonfiore alla bocca”: Puffin, il cane salvato da una donna che lo picchiava, ora cerca un nuovo proprietario

Sono state le immagini della telecamera di sorveglianza presente sulla tromba di una scala a salvare un piccolo cucciolo di cane in Massachusetts. La polizia di New Bedford, osservando quei video, si è accorta che una donna passando sulle scale si era fermata per picchiare il proprio cane.

Il cucciolo in questione è Ace, messo in salvo proprio dalla polizia di New Bedford, che ha arrestato la donna di 32 anni che lo picchiava, accusandola di maltrattamento di animali. “È stato trovato con visibili lividi sulla testa e sul corpo, incluso un gonfiore alla bocca” ha spiegato la polizia.

Dopo essere stato portato in una clinica veterinaria per le cure, è stato trasferito nel rifugio per animali Forever Paws a Fall River. Qui il cane è stato ribattezzato Puffin, come spiegato in un post Facebook. “Dato che gli stiamo offrendo un nuovo inizio, gli abbiamo dato anche un nuovo nome. Un nuovo inizio, una tabula rasa: brindiamo ai nuovi inizi per questo cagnolino!” hanno spiegato i volontari di Forever Paws.

Il cane, nonostante quello che ha passato, sembra tranquillo e simile a molti altri suoi coetanei: “Puffin è davvero un cucciolo come tanti altri. È vivace e pieno di energia, ha ancora bisogno di aiuto per imparare a comportarsi bene al guinzaglio e sta appena scoprendo la sua voce e come usarla… e la usa spesso”.

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“Non ha mai curato il suo tumore e per diversi anni lo ha tenuto rinchiuso in casa. Quando l’ho trovato in strada, mangiava gli avanzi”: la drammatica storia del cane Archie

Per lungo tempo Archie è stato segregato in casa, ma poi, grazie a una provvidenziale segnalazione, è riuscito a uscire da quelle mura e ora, grazie all’intervento che ha da poco subito, potrà forse anche tornare in salute. La storia di Archie, un cane di taglia media, comincia con una segnalazione che arriva lo scorso 1° settembre a un’attivista messicana per la protezione degli animali, Trinidad Arreola, che viene informata di un caso di maltrattamento nel quartiere “La Ballena” di San José del Cabo.

Il padrone del cane, infatti, aveva deciso di tenerlo sempre chiuso in casa, considerandolo ormai un “mostro” per la deformazione della testa che presentava a causa di un tumore. “Non ha mai curato il suo tumore e per diversi anni lo ha tenuto rinchiuso lì. La situazione è arrivata a questo punto e, invece di assumersi la responsabilità, lo ha buttato in strada. Quando l’ho trovato, mangiava gli avanzi” ha spiegato Trinidad Arreola.

Il cane è arrivato persino a perdere la vista all’occhio sinistro a causa della massa tumorale che gli premeva da quel lato. Dopo che, però, è stato soccorso da Arreola, Archie è arrivato all’attenzione anche del noto soccorritore di animali Arturo Islas Allende, che vanta un seguito su Instagram di oltre 4 milioni di follower. Insieme al consigliere comunale Jesús Alberto Alvarado Aragó, Allende si è impegnato a fornire assistenza al cane.

Lunedì 7 settembre così Archie è stato sottoposto a esami del sangue e TAC per stabilire se fosse possibile un intervento chirurgico. Il cane ha poi continuato a vivere con la sua soccorritrice Trinidad Arreola, che lo ha ospitato a casa sua perché, per motivi di salute, non poteva stare all’interno del rifugio dove Arreola con la sua associazione “Luna: la Voz de Esperanza” si prende cura di altri 38 cani. Le spese quotidiane per Archie sono state, però, coperte da Arturo Islas e Alberto Alvarado.

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Trova un cane smarrito per strada e chiede 1.000 euro di riscatto alla proprietaria per restituirglielo: coppia denunciata per tentata estorsione

Quello che doveva essere un gesto di ordinario senso civico — restituire un animale smarrito alla sua famiglia — si è trasformato in un tentativo di estorsione in piena regola. È accaduto a Milano, nel quartiere Niguarda, dove due giovani hanno preteso mille euro come riscatto per riconsegnare un cane fuggito il giorno precedente. La ferma reazione della proprietaria, che si è rifiutata di assecondare la richiesta e ha allertato le forze dell’ordine, ha permesso alla Polizia Locale di rintracciare i responsabili e riportare a casa l’animale sano e salvo.

La vicenda ha avuto inizio domenica 18 ottobre. Il cane, un esemplare di pastore belga Malinois dal valore commerciale stimato intorno ai 2.000 euro, si trovava a passeggio con il fidanzato della proprietaria. A causa di uno spavento improvviso, l’animale è riuscito a divincolarsi e a fuggire, facendo perdere rapidamente le proprie tracce tra le vie del quartiere. Scattato l’allarme, la proprietaria ha immediatamente avviato le ricerche tappezzando la zona con decine di volantini, inserendo i propri recapiti telefonici nella speranza di ricevere segnalazioni utili da parte dei residenti.

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Pesava così tanto (11 chili) che non riusciva a sollevare la testa: oggi la gatta Pumpkin sale sul divano e fa milioni di visualizzazioni

Pesava 11,3 chili, camminava ondeggiando e, durante la visita, il respiro si è fatto così affannoso che è diventata blu. Eppure Pumpkin, gatta arrivata a marzo al rifugio della SPCA – Society for the Prevention of Cruelty to Animals (Società per la prevenzione della crudeltà verso gli animali) di Cincinnati dopo la morte della sua proprietaria, non era un caso di maltrattamento. Lo racconta il Guardian.

Quando i collaboratori lo chiamano a vedere un animale, il presidente e amministratore delegato dell’organizzazione, Chris Seelbach, si aspetta di solito una storia straziante: un cane o un gatto trascurato, magari abusato. Con Pumpkin non era così. Era sporca e aveva qualche pulce, ma il problema era un altro: era gravemente obesa. Le zampe si erano incurvate sotto il peso e muoversi era diventato una fatica.

Parlando con la figlia della proprietaria, il team ha ricostruito la sua storia. Pumpkin ha circa cinque anni ed è con ogni probabilità ingrassata dopo due cucciolate e un’alimentazione eccessiva, frutto di un affetto fin troppo generoso.

Padre di tre gatti, il presidente sa bene che, se prendesse in affido ogni animale che lo colpisce, non avrebbe più una casa. Ma Pumpkin “ha occhi enormi, incredibilmente espressivi”. Non miagola: tutto passa attraverso uno sguardo quasi alieno. Sdraiata sul dorso sul tavolo della visita, non riusciva nemmeno a sollevare la testa. Eppure ha incrociato lo sguardo dell’uomo come per dirgli: “Aiutami!”.

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“Sono così interessanti e unici, sembrano una matassa di pasta”: ecco i “vermi spaghetto” con le ventose, l’incredibile scoperta fatta negli abissi dell’Australia

Immaginate un corpo cilindrico da cui si dipana una massa intricata e fluttuante di tentacoli sottili, simili a una matassa di pasta. È proprio da questa peculiare anatomia che i “vermi spaghetto” prendono il loro nome comune. Appartenenti alla famiglia dei Terebellidi (Terebellidae), questi invertebrati si adagiano sui fondali marini e utilizzano i loro lunghi tentacoli vermiformi per catturare le particelle di cibo in sospensione. Sebbene il loro corpo segmentato e dotato di appendici (i parapodi) possa ricordare visivamente quello di centopiedi e millepiedi, si tratta a tutti gli effetti di anellidi, rendendoli di fatto parenti stretti dei comuni lombrichi terrestri. Ora, questo affascinante gruppo animale si arricchisce di un capitolo inedito, grazie all’individuazione di un genere completamente nuovo.

La scoperta affonda le sue radici tra il 2021 e il 2022, quando, in piena pandemia, un team di ricerca internazionale ha condotto una serie di spedizioni a bordo della nave oceanografica Investigator (gestita dall’agenzia australiana CSIRO). I biologi, coordinati dalla professoressa Elena Kupriyanova dell’Australian Museum Research Institute di Sydney, hanno concentrato le perlustrazioni sulle acque profonde che circondano i monti sottomarini dell’Isola di Natale e delle Isole Cocos (Keeling), nell’Oceano Indiano australiano.

La collaborazione, che ha coinvolto istituti di spicco come l’Università Macquarie, il CNRS francese dell’Università di Bordeaux e l’Università norvegese di Bergen, ha permesso di recuperare oltre 400 esemplari di vermi marini. Dalle complesse analisi di questo campionamento sono emerse sette specie mai descritte prima. Tra queste figurano predatori tubicoli della famiglia Onuphidae (Anchinothria pettibonea e Nothria multisetosa) e i cosiddetti vermi squama della famiglia Polynoidae (Admetella longilamella, Gorgoniapolynoe unidentata e Harmothoe robinwilsoni). Ma a catturare l’attenzione degli scienziati sono state le restanti due specie, rivelatesi tanto anomale da richiedere la creazione di una classe tassonomica superiore.

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“Mi hai adottata?”: il cucciolo di uistitì cade da un albero e si aggrappa ai capelli di una donna. Non voleva più scendere

Un cucciolo di uistitì, la piccola scimmia originaria del Sudamerica, è caduto da un albero nel giardino di Aline Lazzarini Campos e, preso dal panico, ha trovato rifugio tra le ciocche dei capelli della donna, aggrappandosi a esse con una presa sorprendentemente tenace. Il tenero episodio, immortalato in un video e diffuso su Instagram, ha rapidamente conquistato il web, raccogliendo migliaia di reazioni.

Tuttavia, dietro la dolcezza della scena si celava una sfida concreta: come restituire il piccolo animale al suo habitat naturale senza arrecargli alcun danno?

Aline si trovava tranquillamente distesa sulla sua amaca quando ha assistito alla caduta del cucciolo. Dopo un primo tentativo, rivelatosi vano, di aiutarlo a risalire tra i rami, il piccolo ha scelto una soluzione alternativa, arrampicandosi con agilità sulla testa della donna e stringendosi ai suoi capelli con una forza inaspettata, rendendo il distacco tutt’altro che agevole.

“Dai, piccolo mio, devo portarti dalla tua famiglia – gli ha detto lei, prima di buttarla sul ridere -. Mi hai adottata, vero? Mi hai scelta come mamma?”. Naturalmente nessuna risposta, e non è dato sapere cosa stesse provando l’animale. Quelle dita ben salde, però, dicevano una cosa chiara: aveva trovato un sostegno e non intendeva mollarlo.

La difficoltà principale per la donna risiedeva proprio in questo. Gli uistitì sono primati di dimensioni estremamente ridotte e un esemplare giovane risulta ancora più fragile e vulnerabile: strattonarlo per liberarlo dai capelli avrebbe potuto causargli serie conseguenze.

Nel commento al video, Aline ha spiegato di aver temuto esattamente questo scenario, considerata la minuta corporatura dell’animale. Il finale, fortunatamente, è stato positivo: il piccolo è stato ricollocato tra gli alberi, dove ha ritrovato il suo gruppo e i suoi simili.

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“Non avevamo altra scelta che procedere con l’amputazione per salvargli la vita”: tre scoiattoli ritrovati con le code annodate, cos’è il rarissimo “Re degli scoiattoli”

Un groviglio inestricabile di peli, erba e foglie secche che lega indissolubilmente i corpi di tre animali, condannandoli a una morte certa in assenza di soccorsi. È il fenomeno naturale, documentato in pochissimi casi al mondo, noto come “Re degli scoiattoli” (squirrel king). Una condizione che si verifica all’interno del nido quando due o più cuccioli intrecciano accidentalmente le proprie code con i materiali circostanti. Crescendo, il nodo si stringe fino a bloccare gli esemplari in una trappola fisiologica. È quanto accaduto di recente nello stato dell’Indiana a tre giovani scoiattoli di 12 settimane, salvati da un intervento chirurgico estremo.

Gli animali sono stati notati da un passante e immediatamente trasferiti al centro di recupero per la fauna selvatica ReWilding Indiana. La situazione clinica delle appendici, ormai compromesse dalla necrosi e dalla tensione del nodo, non ha lasciato alternative all’équipe medica. Jennifer Hancock, direttrice del dipartimento di riabilitazione della struttura, ha confermato la gravità del quadro clinico: “A causa dei gravi danni subiti, è stato necessario amputare le loro code. Ne è rimasto solo un moncone di circa due centimetri e mezzo”.

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L’oca Gastone spalanca le ali e la signora scivola per terra: il paese si divide nel dibattito. La Lav interviene: “Comportamenti naturali, senza alcuna connotazione aggressiva”

Una scivolata, una signora a terra, un’oca con le ali spalancate. Bastano pochi secondi a Fiume Veneto (Pordenone) per far scattare l’allarme degli animalisti, che temono per la sorte dell’oca Gastone, il palmipede diventato da anni la mascotte del centro. Lo riporta Il Gazzettino.

Qualche giorno fa la donna si è imbattuta nell’animale mentre cercava cibo lungo la sponda del fiume. Gastone ha aperto le ali, come fanno abitualmente gli acquatici. Un gesto che la signora avrebbe letto come una minaccia. Nessun contatto, nessun beccata: la paura, però, le ha fatto perdere l’equilibrio ed è finita per terra.

Un episodio senza conseguenze gravi, ma sufficiente a mettere in allerta la Lav di Pordenone. Il timore è che si ripeta lo schema già visto con la cornacchia di Pordenone, finita nel mirino e a rischio abbattimento.

Gastone, del resto, in paese è un habitué. Da anni risale la sponda del fiume per farsi rifocillare dai passanti e dai commercianti della zona, che non gli hanno mai fatto mancare il pasto. Tanto da diventare una presenza familiare per l’intera comunità.

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“Era seduta, vigile, e sembrava illesa, mentre forse si chiedeva cosa fosse tutto quel trambusto per la valanga”: dopo 50 ore ritrovata in Alaska una cagnolina dispersa

Ha tracorso 50 ore nella neve, senza che nessuno avesse notizie di lei, se non la sua posizione che era fornita dall’Apple AirTag, che le era stato applicato. Eppure, dopo più di due giorni trascorsi a basse temperature e in piena solitudine, LouLou, una cagnolina di quattro anni, incrocio tra barboncino e husky, è stata ritrovata nel Chugach State Park, in Alaska.

Le ricerche della cagnolina si sono attivate dopo che una frana lo scorso 10 ottobre ha travolto due escursionisti, trascinandoli per oltre 150 metri. Mentre i due uomini hanno riportato gravi ferite e fratture e sono stati condotti al Providence Alaska Medical Center di Anchorage, la cagnolina, in seguito alla frana, risultava dispersa.

Così, Lauren Padawer, la fidanzata di uno degli escursionisti, che era all’estero quando ha appreso la notizia, dopo aver appurato che le condizioni del propio compagno erano stabili, ha dato avvio a una campagna per ricercare la sua cagnolina LouLou, dispersa tra la neve.

La donna ha immediatamente condiviso un appello di aiuto su numerosi gruppi locali e si è ben presto sollevata attorno a lei una grande ondata di solidarietà per aiutarla a ritrovare il suo cane.

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“È tornato a Downing Street dopo un piccolo intervento chirurgico ed è in via di ripresa”: l’aggiornamento di Downing Street sul celebre gatto Larry

Larry, il celebre gatto che dal 2011 vive a Downing Street, era stato avvistato nei giorni scorsi con una cicatrice che aveva fatto crescere molta apprensione sui social. Il governo britannico ha quindi voluto rassicurare tutti i cittadini inglesi circa il gatto noto nel Regno Unito come “Chief Mouser Larry“.

“Il nostro cacciatore di topi, Larry, è tornato a Downing Street dopo un piccolo intervento chirurgico ed è in via di ripresa. Sta molto meglio, ma procede con cautela, un passo alla volta. Siamo grati ai veterinari per le loro cure eccezionali” ha spiegato in un post pubblicato su X l’ufficio del premier Andy Burnham.

Il gatto è arrivato a Downing Street è arrivato dalla Battersea Dogs and Cats Home, dietro la volontà dell’allora premier David Cameron. Il suo ingresso ufficiale nella sede del governo inglese avvene, infatti, il 15 settembre 2011.

Negli anni il gatto è diventato protagonista anche di alcune particolari incursioni durante le visite di capi di stato stranieri. Nel 2019, durante una visita del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, è comparso nella fotografia ufficiale sulla soglia di Downing Street e poche ore dopo è stato visto dormire proprio sotto l’auto blindata del presidente americano.

Our Chief Mouser Larry is back at Downing Street following a minor operation, and is recovering well.

He is feline much better but taking things one paw at a time.

We are grateful to the vets for their outstanding care. https://t.co/ScZ82a5o7n

— UK Prime Minister (@10DowningStreet) October 9, 2026

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“Vedere un animale scavare sotto la tomba di un figlio, della moglie, del marito o di un familiare mette a disagio”: il cimitero di Trento è invaso dai conigli, il Comune vuole cacciarli ma gli animalisti insorgono

Immaginatevi la scena, arrivate al cimitero per fare un saluto ai vostri cari e vi trovate decine di coniglietti che zampettano intorno a voi. Tutto bellissimo, se non fosse però che questi simpatici animaletti poi finiscano per scavare buche tra le tombe e mangiare i fiori e le piante che vi sono apposti. È quanto sta accadendo da diverso tempo al cimitero comunale di Trento, dove una trentina di esemplari ha eletto il camposanto a propria dimora. Gli animali, provenienti dalla zona circostante del quartiere delle Albere e dalle sponde dell’Adige, riescono ad aggirare le mura e le reti interrate perimetrali sfruttando semplicemente l’ingresso principale.

A sollevare formalmente il problema è stato il consigliere provinciale di Forza Italia, Claudio Cia. “Può sembrare un problema banale, ma per chi va al cimitero non lo è affatto”, ha spiegato il politico dopo aver effettuato alcuni sopralluoghi. “Un fiore sulla tomba di una persona cara non è un semplice ornamento e vedere un animale scavare sotto la tomba di un figlio, della moglie, del marito o di un familiare può provocare un comprensibile disagio”.

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