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Si lancia dal secondo piano per salvare il figlio di 4 anni: lo stringe a sé e il tettuccio dell’auto attutisce la caduta

20 October 2026 at 10:10

Un salto nel vuoto dal secondo piano di una palazzina, poi la corsa disperata di un padre che, in una frazione di secondo, ha scelto di rischiare la propria vita pur di salvare quella del figlio. A rendere meno drammatico l’impatto, il tettuccio di una vecchia utilitaria, trasformato in una sorta di materasso improvvisato. È così che – come racconta Il Messaggero – una caduta potenzialmente fatale si è conclusa con un bilancio sorprendente: il bambino, appena quattro anni, ha riportato soltanto qualche graffio ed è stato dimesso dall’ospedale dopo un giorno di ricovero e gli accertamenti del caso.

Una vicenda che qualcuno potrebbe definire un miracolo, ma che racconta soprattutto la prontezza di un genitore capace di reagire senza esitazioni davanti al pericolo. A renderla nota è stato Roberto Dall’Amico, primario di Pediatria dell’ospedale Santa Maria degli Angeli di Pordenone, che ha seguito il piccolo dopo l’incidente. “Quel che resta dell’auto è ancora nel cortile di casa”, scrive il medico nel suo racconto. Poi ricostruisce quei momenti concitati: il padre ha visto il figlio correre verso la terrazza e lanciarsi nel vuoto. Non c’era più tempo per fermarlo. Così si è gettato a sua volta, riuscendo ad afferrarlo e a stringerlo a sé prima di precipitare sopra l’automobile parcheggiata nel cortile.

Contattato dopo aver raccontato l’episodio, Dall’Amico ha spiegato che le condizioni del bambino sono apparse subito sorprendenti rispetto alla dinamica dell’incidente. “Gli abbiamo fatto tutti gli esami“, ha riferito il primario, sottolineando come il piccolo se la sia cavata praticamente da illeso, senza conseguenze significative nonostante la caduta da un’altezza considerevole. Dopo gli accertamenti, è arrivata la dimissione, appena un giorno dopo il ricovero. Il padre, invece, è stato accompagnato in Pronto soccorso, riportando soltanto poche contusioni. Anche per lui, dunque, un esito fortunato dopo un gesto compiuto nell’istante in cui ogni secondo poteva fare la differenza.

Nel commentare la vicenda, il primario ha richiamato l’attenzione sulla necessità di sorvegliare con cura i bambini, capaci di compiere gesti imprevedibili in pochi istanti. “È una storia finita bene“, ha concluso, ricordando quanto la fortuna possa incidere in situazioni simili, ma soprattutto quanto sia stato determinante il gesto del padre.

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L’oca Gastone spalanca le ali e la signora scivola per terra: il paese si divide nel dibattito. La Lav interviene: “Comportamenti naturali, senza alcuna connotazione aggressiva”

16 October 2026 at 14:33

Una scivolata, una signora a terra, un’oca con le ali spalancate. Bastano pochi secondi a Fiume Veneto (Pordenone) per far scattare l’allarme degli animalisti, che temono per la sorte dell’oca Gastone, il palmipede diventato da anni la mascotte del centro. Lo riporta Il Gazzettino.

Qualche giorno fa la donna si è imbattuta nell’animale mentre cercava cibo lungo la sponda del fiume. Gastone ha aperto le ali, come fanno abitualmente gli acquatici. Un gesto che la signora avrebbe letto come una minaccia. Nessun contatto, nessun beccata: la paura, però, le ha fatto perdere l’equilibrio ed è finita per terra.

Un episodio senza conseguenze gravi, ma sufficiente a mettere in allerta la Lav di Pordenone. Il timore è che si ripeta lo schema già visto con la cornacchia di Pordenone, finita nel mirino e a rischio abbattimento.

Gastone, del resto, in paese è un habitué. Da anni risale la sponda del fiume per farsi rifocillare dai passanti e dai commercianti della zona, che non gli hanno mai fatto mancare il pasto. Tanto da diventare una presenza familiare per l’intera comunità.

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