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In arrivo a Milano il soldato peripatetico | il commento

I soldati che saranno a Milano per rassicurare la città e presidiarla contro ogni rischio, annuncia il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, assumeranno funzioni più “dinamiche” rispetto al passato. Finora i militari hanno l’obbligo di osservare ma in silenzio, guardare senza toccare, non sparare per nessuna ragione né manganellare alcuno. Gli è concesso di stare fermi, nella modalità statica, come rievoca il ministro, all’interno del gazebo: mitra in pugno e occhi bene aperti. Statici ma vigili, statici ed efficienti, in guardia senza eccedere. Mutando la situazione, cambia inesorabilmente il compito delle forze armate.

Negati dal Quirinale la concessione dei poteri di polizia, si stanno valutando aspetti, come dichiara il ministro, “innovativi” per i cinquecento militi in arrivo. Il primo dei quali, è l’assunto di Piantedosi, si propone di concedere più “dinamicità” alla loro azione. Più dinamici, se abbiamo inteso bene, permetterà di vederli spaziare da slargo a slargo, da angolo ad angolo del palazzo, magari intorno al monumento. Passeggiando, correndo, supervigilando. L’attività dinamica, escludendo le pistole, si sviluppa così in una condizione peripatetica: passeggio seguendo le direttrici est-ovest, nord-sud, e così provando con lo sforzo fisico a sopperire alla revoca dei poteri di manganellare e – nei casi più gravi – di fermo e di arresto.

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Giuseppe Tiani (Siap): “Militari con poteri di polizia? No a questa torsione autoritaria. Sarebbe gravissimo”

“Non condividiamo l’intento del governo di portare poteri di polizia giudiziaria ai militari. Questo provvedimento di cui si discuterà oggi lo riteniamo una torsione autoritaria della gestione dell’ordine pubblico”. A parlare è Giuseppe Tiani, segretario generale del Siap in audizione alla Commissione Affari Costituzionali del Senato su quanto accaduto nell’ultimo weekend a Milano, tra proteste, violenze e disordini, con diversi negozi saccheggiati. “A Milano e non solo, si è fatta guerriglia urbana, minimizzarla significa confondere la violenza dal dissenso. Non condividiamo l’impiego dei militari nell’ordine pubblico né l’ipotesi di attribuire loro funzioni di polizia giudiziaria. I poteri che incidono sulle libertà fondamentali dei cittadini richiedono formazione specifica, esperienza e organizzazione degli uffici“, ha proseguito Tiani dopo aver consultato la segretaria nazionale del sindacato.

Siani ha poi battuto ancora sull’idea di dare ai militari le stesse funzioni degli organi di Polizia, come anche ribadito ieri sera dal ministro della Difesa, Guido Crosetto. “Trasferire i poteri delle autorità di pubblica sicurezza alle forze armate sarebbe gravissimo, e il governo si assumerebbe la responsabilità di una torsione autoritaria e securitaria del nostro sistema democratico di gestione dell’ordine e sicurezza pubblica. Abbiamo l’impressione che questo indirizzo sia condizionato dalle affermazioni e dalla campagna dell’estrema destra sul delicato tema, se così fosse, lo contrasteremo con tutti i mezzi consentiti dalla legge“.

Per Tiani, “prima di finanziare ulteriormente l’impiego dei militari, il governo trovi i 117 milioni di euro per gli straordinari svolti dai poliziotti nel 2025 e ancora non pagati, nonostante i risparmi degli ultimi tre anni sullo straordinario ordinario dovuti alle carenze di organico. E stanzi i 25 milioni necessari per gli alloggi dei poliziotti in mobilità e missione, tuttora privi di finanziamento”, ha tuonato il segretario generale del Siap, che ha poi ribadito che quelle dello scorso weekend non possono etichettarsi come “manifestazioni“, ma una “guerriglia spontanea organizzata attraverso i social. Ho elementi per affermare che c’è un collante tra diversi focolai di protesta. Si uniscono frange violente di materie diverse. Il collante è stata la violenza”.

Infine Siani ha aggiunto: “Sabato a Milano non c’era una manifestazione ma ci siamo trovati di fronte a una guerriglia con sciami di persone disorganizzati. Nonostante ciò li abbiamo fermati. Il fermo preventivo ha funzionato: ne abbiamo fatti 174 in poche ore“. Poi spiega: “Noi siamo venuti a conoscenza in tarda mattinata, attraverso canali social, che gruppi di ragazzi si stavano organizzando dandosi appuntamento in piazza Duomo. Questore e prefetto si sono organizzati, sono arrivati 400 uomini da fuori”.

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