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Gratteri: “Infiltrazioni camorra della protesta dei Tir? Se Nordio ha notizie le denunci alla polizia giudiziaria oltre che ai giornali”

“Evidentemente ha notizie di prima mano, conviene che ne parli con il suo omologo il ministro degli Interni e che avverta la polizia giudiziaria per fare le indagini”. Nicola Gratteri così sulle affermazioni del ministro della Giustizia Carlo Nordio che ha ipotizzato infiltrazioni criminali all’interno dei blocchi stradali degli autotrasportatori che protestano per il caro gasolio. “Io non parlo mai di fatti in corso, non parlo mai di indagini o di cose che da qui a poco magari possono diventare procedimenti penali, quindi – conclude Gratteri – se lui ha notizie fa bene a denunciarle oltre che ai giornali anche alla polizia giudiziaria”.

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Nordio: “Massicci arresti di minori, valutiamo di allargare le carceri giovanili”. Conte: “Parole non da politico, vada a casa”

“Una serie di arresti massicci nei confronti di minori non era mai avvenuta”, per questo si sta pensando “di ampliare gli istituti penitenziari destinati ai più giovani” e si sta valutando se alcuni “settori delle carceri destinate ai maggiorenni possano essere dedicati ai minori”. A meno di una settimana dagli scontri di Milano, in cui centinaia di giovanissimi hanno manifestato con violenza la loro rabbia, Carlo Nordio ha sintetizzato l’idea che il ministero della Giustizia italiano ha per gestire il disagio sociale giovanile: la repressione. Le dichiarazioni del Guardasigilli hanno scatenato le reazioni indignate di tutte le opposizioni. Il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, ha chiesto le sue dimissioni: “Se parli così allora non sei un politico, devi andare a casa”. Mentre per il Partito Democratico, “le frasi di Nordio sono gravissime e svelano il vero progetto del governo di Giorgia Meloni: per un giovane che sbaglia la risposta non è recuperarlo, ma rinchiuderlo in una cella“.

Un’ospitata poco fortunata quella di Nordio a Start, su Sky Tg24. Prima la frase sulle possibili infiltrazioni mafiose nelle proteste degli autotrasportatori. Poi le dichiarazioni sui giovani: “Vi sono dei momenti in cui è necessario purtroppo spedire dietro le sbarre questi minori violenti. E il sistema carcerario minorile in questo momento è effettivamente in sofferenza. Proprio ieri abbiamo fatto una riunione per cercare di risolvere questo problema, sia stanziando i pochi fondi che abbiamo per ampliare la capienza delle carceri giovanili, sia eventualmente per trovare dei accordi in modo che dei settori di carceri e di istituti penitenziari destinati ai maggiorenni possano essere invece destinati ai minori”, ha detto il ministro nel corso della trasmissione.

Per il Movimento 5 Stelle, queste dichiarazioni “nel migliore dei casi segnalano l’ennesima rincorsa a Roberto Vannacci da parte dell’esecutivo. Nel peggiore, la deriva cilena di questo governo”. “C’è una generazione totalmente ai margini della società, incapace di immaginare un futuro tra affitti alle stelle, studentati di lusso e la casa che è diventata una utopia impossibile da raggiungere senza l’aiuto dei genitori. Ai nostri giovani Meloni nega il diritto alla casa, ma apre le porte delle carceri. Non c’è più nemmeno il pudore di fare certe dichiarazioni. Fermatevi finché siete in tempo”, critica Luca Pirondini, capogruppo M5s al Senato.

Mentre la dem Michela Di Biase commenta: “Dopo aver progressivamente smantellato il sistema della giustizia minorile, ora si arriva persino a ipotizzare di destinare ai minori spazi delle carceri per adulti. Si cancellano così le differenze tra minori e maggiorenni, si calpesta il principio del superiore interesse del minore e si mettono in discussione decenni di conquiste giuridiche e convenzioni internazionali sull’altare del populismo penale. È una deriva pericolosissima, che stravolge la funzione rieducativa della giustizia minorile. Per questo governo il disagio giovanile non è più una questione sociale da affrontare, ma un’emergenza di ordine pubblico da reprimere. Non si investe nella scuola, nella prevenzione e nel recupero: si costruiscono nuove celle”.

Anche l’associazione Libera ha criticato duramente le parole di Nordio. “Guardare al disagio giovanile, alla criminalità minorile attraverso le lenti della repressione è un tornare indietro, una retromarcia spericolata sia a livello giuridico che culturale”, scrive in una nota. “Le esperienze di tante realtà impegnate nel sociale mostrano invece che le uniche lenti davvero capaci di restituirci il fenomeno sono quelle di natura educativa e sociale. Punire quasi mai funziona, educare molto spesso sì. L’esercito di cui abbiamo bisogno nelle nostre città deve essere composto da educatori, assistenti sociali, operatori della cultura. Bisogna costruire opportunità, fornire strumenti e servizi. L’unica via d’uscita: investire nella scuola. Far funzionare la giustizia minorile dovrebbe significare fare in modo che gli sbagli dei ragazzi, dettati spesso da carenze educative gravi, non diventino una condanna per la vita. È questo che sfugge a chi concepisce la giustizia come una clava, senza riguardo per la storia e le fragilità di ciascuno”.

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Per Nordio “è molto probabile che la mafia sfrutti le proteste dei camionisti”. Il Pd: “Se conosce elementi concreti vada nelle sedi competenti”

“Riguardo alle infiltrazioni mafiose nelle proteste dei camionisti, direi che vi è una forte probabilità che ci sia una strumentalizzazione e una infiltrazione“. A parlare è il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ospite a Start su Sky TG24. “Un illustre procuratore della Repubblica – prosegue il Guardasigilli – per il referendum aveva detto che per il Sì avrebbe votato la camorra, ma ha vinto il No e quindi vuol dire che la criminalità organizzata non governa proprio nulla. Però che ci siano e possano infiltrarsi e sfruttino questa situazione questo è altamente probabile”. “Da sempre si dice che l’infiltrazione mafiosa in certe regioni d’Italia è tentacolare ed è capillare, addirittura qualche volta si è detto che certe regioni erano governate dalla criminalità organizzata, cosa in cui non ho mai creduto, però – ha sottolineato Nordio – che le mafie ci siano e possano infiltrarsi in una situazione di questo tipo mi pare altamente probabile”.

Per quanto riguarda invece l’intenzione del governo di intervenire sul blocco pacifico dei camionisti, il Guardasigilli ha ricordato che “il diritto al dissenso, allo sciopero, alla manifestazione anche vigorosa non può mai compromettere il diritto al lavoro e il diritto degli altri, quindi in un certo modo bisogna pure intervenire per evitare che a chi vuole lavorare venga impedito di lavorare e chi invece manifesta legittimamente per le situazioni di disagio che tutti conosciamo abbia comunque il diritto di protestare. Non è facile trovare la combinazione ma si è sempre trovata negli anni passati e si troverà anche adesso vista anche un’emergenza, chiamiamola così, alimentare di cui tutti abbiamo conoscenza soprattutto dell’Italia meridionale”.

A rispondere è Debora Serracchiani, deputata e responsabile Giustizia del Partito democratico: “Aver perso il referendum non è servito a niente. Il ministro Nordio continua, giorno dopo giorno, a ricordarci la sua inadeguatezza. Comprendiamo il lutto politico per aver visto bocciare una riforma sulla quale aveva messo la faccia, ma a un certo punto le sconfitte andrebbero anche elaborate, soprattutto quando si ricoprono incarichi istituzionali”. “Invece Nordio continua a essere ossessionato da quel voto e oggi arriva ad associare, in modo del tutto improbabile, la vittoria del No al referendum alle possibili infiltrazioni mafiose nelle proteste dei camionisti. Un ragionamento che non sta in piedi e che rischia soltanto di alimentare confusione su una questione seria come quella della presenza della criminalità organizzata nelle mobilitazioni sociali. Se il ministro è a conoscenza di elementi concreti su possibili infiltrazioni mafiose, li riferisca nelle sedi competenti, con la serietà che il suo ruolo impone. Se invece si tratta soltanto di supposizioni, eviti di lanciare allarmi sulla base di associazioni tanto azzardate. La lotta alla mafia merita rigore, non dichiarazioni estemporanee né il tentativo di riportare continuamente il dibattito sul referendum perso”.

“Le parole di Nordio sono indecenti, ma ci ha abituato a questo e altro. Chi governa quando fa accuse dovrebbe mettere sul tavolo prove concrete. Abbiamo incontrato padri e madri di famiglia, lavoratori dei campi che ci chiedono di portare qua il loro grido di dolore per essere trattati da criminali”, ha commentato Angelo Bonelli, in conferenza stampa alla Camera insieme all’altro leader di Avs, Nicola Fratoianni. “Nordio, Musumeci, Lollobrigida, Piantedosi – ha aggiunto Bonelli – non riusciranno a infangare una legittima protesta parlando di infiltrazioni criminali. È un copione già visto, per nascondere le loro responsabilità e la loro incapacità a dare risposta”. Mentre Francesco Emilio Borrelli, deputato di Avs, dichiara: “Il governo evidentemente ha perso la bussola se un suo autorevole ministro si permette di infangare le proteste al sud”. “Nordio ritiri le sue parole, venga a parlare con chi è nelle strade, se ha il coraggio, e piuttosto si occupi delle tante denunce che arrivano sulle minacce da parte dei clan – prosegue -. Molti cittadini ci riferiscono di essere stati intimiditi anche da soggetti armati, alcuni costretti ad abbandonare i presidi: perché Nordio e il governo non si occupano di questo anziché diffamare chi chiede dignità e lavoro?”.

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