ASSTRA, Gibelli: “Investire nel trasporto pubblico significa agire su energia, ambiente, economia e società”
Si chiude a Roma il 20° Convegno Nazionale di ASSTRA, dal titolo “Mobilità di valore, valore alla mobilità”, con un messaggio chiaro sul futuro del trasporto pubblico locale: servono risorse certe, regole stabili e contratti adeguati per sostenere gli investimenti e garantire la continuità dei servizi.
Alla plenaria conclusiva, il presidente di ASSTRA Andrea Gibelli ha indicato le priorità per il prossimo ciclo di investimenti, sottolineando il ruolo strategico che il trasporto pubblico può avere non soltanto sul fronte della mobilità, ma anche su quello energetico, ambientale, economico e sociale.
Gibelli: “Serve un piano ambizioso per il trasporto pubblico”
“Il PSNMS e il PNRR ci hanno permesso, in questi anni, di rinnovare i servizi di trasporto pubblico all’insegna della programmazione, sperimentando un metodo per trasferire valore ai territori basato su finanziamenti certi, scadenze stringenti, milestone e rendicontazione. È stata un’esperienza da non disperdere, perché ha dato molti frutti”, ha spiegato Gibelli. Per il presidente di ASSTRA, però, il percorso deve proseguire. “Nell’attuale contesto socioeconomico nazionale e geopolitico mondiale, garantire continuità a quanto fatto e continuare ad investire sul trasporto pubblico locale significa agire al tempo stesso sulla politica energetica, ambientale, economica e sociale del Paese”.
Da qui la necessità di “definire, per il Paese, un piano ambizioso per lo sviluppo del trasporto pubblico”. Un piano che, secondo Gibelli, deve poggiare su risorse certe per programmare nuove infrastrutture, nuovi veicoli e nuovi servizi, oltre che per assorbire eventuali shock inflattivi. Servono inoltre regole chiare e omogenee rispetto al quadro regolatorio europeo e contratti di servizio capaci di valorizzare la natura industriale e commerciale della gestione.
Un settore da 12 miliardi di euro e 113mila dipendenti
I numeri richiamati nella relazione del presidente ASSTRA restituiscono il peso del comparto nell’economia italiana. Il trasporto pubblico locale vale circa 12 miliardi di euro di fatturato, occupa 113mila dipendenti e garantisce gli spostamenti di circa 15 milioni di passeggeri ogni giorno. Gli investimenti complessivi previsti nel periodo 2015-2033 ammontano a circa 40 miliardi di euro. Secondo le elaborazioni ASSTRA, inoltre, l’effetto del settore sull’economia va oltre il suo valore diretto: per ogni euro generato dal trasporto pubblico locale se ne attivano altri quattro nell’economia.
Rincari e investimenti: le risorse necessarie
Tra i principali nodi indicati dall’Associazione c’è quello delle risorse. Con la conclusione della spinta del PNRR e il progressivo esaurimento del Piano strategico per la mobilità sostenibile (PSNMS), destinato a terminare nel 2033, il settore ha bisogno di una nuova programmazione finanziaria per sostenere sia gli investimenti sia la spesa corrente.
Per rispettare gli obblighi europei legati alla transizione energetica, secondo il modello elaborato da ASSTRA, sono necessari circa 740 milioni di euro l’anno di investimenti e ulteriori 300 milioni di costi operativi. A questo si aggiunge la perdita di potere d’acquisto del Fondo nazionale trasporti, quantificata in circa 800 milioni di euro rispetto all’inflazione, oltre al passaggio dal 2027 alla compartecipazione IRPEF regionale. Restano inoltre 1,25 miliardi di euro di risorse già stanziate ma ancora in attesa di essere erogate alle aziende.
Dal gasolio all’elettricità: aumentano i costi
A pesare sui bilanci delle aziende sono anche i rincari energetici. Nel corso del convegno sono stati evidenziati aumenti del 52% per il gasolio, del 48% per il metano e del 40% per l’energia elettrica. A questi si aggiunge il costo del lavoro: il rinnovo del CCNL 2024-2026, secondo quanto indicato da ASSTRA, risulta coperto dal 2027 soltanto per il 54%. Crescono inoltre i premi assicurativi, con aumenti che arrivano fino al 150%. Proprio per affrontare l’impatto dei costi energetici, Gibelli ha rilanciato la proposta di collegare l’andamento dei carburanti alle tariffe del trasporto pubblico. “Abbiamo avanzato delle proposte, tra cui quella di legare in maniera coerente il costo dei carburanti alle tariffe perché consente di continuare a fornire un servizio come quello previsto dai contratti“, ha affermato il presidente di ASSTRA.
Regole più semplici e contratti adeguati
Il secondo pilastro indicato dall’Associazione riguarda le regole. ASSTRA chiede un quadro normativo più semplice, stabile e coerente con il Regolamento europeo 1370/2007, capace di riconoscere la specificità del settore e di ridurre la stratificazione normativa e i vincoli a carico delle imprese pubbliche, soprattutto quando operano in concorrenza. Il terzo elemento riguarda invece i contratti di servizio, che dovrebbero avere una durata compatibile con gli investimenti e tenere conto delle dinamiche esterne, garantendo l’equilibrio economico-finanziario delle aziende in vista della prossima stagione degli affidamenti.
Gibelli: “Le aziende di trasporto hanno cambiato pelle”
Il presidente di ASSTRA ha poi sottolineato i cambiamenti che hanno interessato il settore negli ultimi anni. “La formula innovativa di convegno interattivo ha fatto emergere un’Asstra molto pragmatica. Il messaggio che vogliamo lasciare è che le aziende di trasporto hanno cambiato pelle: sono più tecnologiche e molto più energivore; quindi, meritano uno status giuridico che riconosca questo ruolo”, ha dichiarato Gibelli. Il cambiamento riguarda anche le professionalità richieste. “Noi offriamo posti di lavoro in settori che vengono ancora molto identificati soltanto con gli autisti. Oggi essere dipendente di una società di trasporto vuol dire avere competenze nel settore energetico e in quello digitale. E questo, perché no, significa anche un modo di viaggiare per l’autista molto diverso rispetto al passato”, ha concluso.
Zaccheo: “Servono investimenti per la sostenibilità ambientale”
Nel corso della plenaria conclusiva sono intervenuti anche il presidente dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti, Nicola Zaccheo, e il direttore di ANSFISA, Domenico Capomolla. Zaccheo ha sottolineato il ruolo centrale del trasporto pubblico per la mobilità quotidiana e per la transizione ambientale. “Il trasporto pubblico locale è uno dei settori più importanti e cruciali per il nostro Paese: è proprio con i mezzi del trasporto pubblico che si muovono quotidianamente milioni di persone. In questo momento abbiamo bisogno di investimenti nel settore per far sì che la sostenibilità ambientale si concretizzi effettivamente”. Secondo il presidente dell’Autorità, il trasporto pubblico locale potrebbe contribuire ulteriormente alla sostenibilità ambientale aumentando il numero di utenti e le proprie quote modali.
Sicurezza, prevenzione e manutenzione
In chiusura di convegno, Domenico Capomolla, direttore di ANSFISA, ha posto l’accento sulla necessità di rafforzare prevenzione, manutenzione e vigilanza basata sul rischio per garantire la sicurezza delle infrastrutture. Tra gli elementi indicati da Capomolla anche il rafforzamento dell’autonomia dell’Agenzia e il dialogo tra istituzioni e operatori, considerati due strumenti per consolidare il sistema dei trasporti.
Il confronto si è sviluppato nell’arco di due giornate. Dopo le sessioni tematiche parallele del 21 ottobre, dedicate a economia, lavoro, regolazione e innovazione, il 22 ottobre la plenaria conclusiva ha ospitato due tavole rotonde, “Economia e Regolazione” e “Lavoro e Tecnologie”, con la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni nazionali ed europee, delle Regioni, dei Comuni e degli operatori del settore. I contributi emersi confluiranno nel documento di sintesi strategica dell’Associazione.
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