❌

Reading view

Il Times chiede scusa a Infantino e alla Fifa: “Non è mai esistito alcun ‘secondo stipendio’ e non ha acquistato un immobile a Miami”

La marcia indietro è clamorosa ed è destinata ad avere effetti anche sul futuro del calcio mondiale. Il quotidiano inglese The Times ha pubblicato una lettera di scuse rivolta alla Fifa e al suo presidente Gianni Infantino, rettificando sostanzialmente tutto il contenuto della sua ultima inchiesta sul dirigente svizzero. L’articolo accusava Infantino di aver percepito un “secondo stipendio” mai dichiarato dalla Fifa e alludeva ad alcuni oscuri affari immobiliari conclusi a Miami. Ora invece il Times nega tutto, parlando di “un’informazione errata“. È un punto importante messo a segno da Infantino nella corsa verso le elezioni, in programma il 18 marzo 2027. Il tempo per presentare altre candidature ormai sta scadendo: il termine ultimo è fissato per il prossimo 18 novembre e per ora non ci sono sfidanti all’orizzonte.

Il comunicato del prestigioso quotidiano britannico è tanto sorprendente quanto eloquente: “Il 13 ottobre 2026 (nella sezione Sport), abbiamo riferito che Gianni Infantino avrebbe percepito un ‘secondo stipendio‘ dalla Fifa, che quest’ultima avrebbe omesso di dichiarare. Si tratta di un’informazione errata. Non è mai esistito alcun ‘secondo stipendio’. Le normative non impongono alla Fifa di includere nel proprio rapporto annuale le spese e i rimborsi percepiti dal signor Infantino, poiché, secondo i requisiti di rendicontazione svizzeri, tali importi non sono considerati ‘retribuzione‘”.

Non solo. Il comunicato del Times smonta anche la seconda parte dell’inchiesta: “Diamo inoltre atto che il signor Infantino non ha acquistato un immobile a Miami a un prezzo presumibilmente inferiore a quello di mercato, come avevamo invece riportato; né lui né la sua famiglia sono proprietari – legalmente o di fatto – della società Shadi LLC, né esercitano alcun controllo su di essa, contrariamente a quanto da noi suggerito“. Il comunicato quindi conclude: “Siamo lieti di apportare queste rettifiche e porgiamo le nostre scuse al signor Infantino e alla Fifa per gli errori commessi”.

La Fifa ovviamente esulta e “prende atto delle scuse pubblicate dal quotidiano The Times in seguito a un articolo inesatto e lesivo” riguardante il presidente Infantino. E coglie la palza al ballo per tornare all’attacco contro i detrattori dell’attuale governance: “Appare evidente che vi sia un tentativo concertato e costante, da parte di alcuni soggetti, di minare la credibilità della Fifa e del suo Presidente“. A scatenare il fronte anti-Infantino è stato l’ultimo sfrontato progetto presentato dal capo mondiale del pallone: una nuova società, Fifa Forward Enterprise (FFE), incaricata di gestire i tornei della Fifa e vendere quote dei Mondiali ai privati. Nello specifico, a un fondo di cui fa parte Joshua Kushner, fratello di Jared Kushner, genero di Donald Trump.

Il diabolico piano di Infantino è stato stroncato sul nascere, ma ha permesso ai suoi rivali di passare all’attacco: sono arrivate richieste di dimissioni (ignorate) da Uefa, Concacaf e confederazioni asiatiche. L’Uefa di Ceferin ha anche avanzato la richiesta di un’indagine penale contro Infantino per la sua gestione dei fondi Fifa. L’inchiesta del Times avrebbe potuto aprire un nuovo potenziale fronte, ma alla fine si è rivelata un boomerang per chi sperava di minare ulteriormente il consenso nei confronti di Infantino. Che per ora resta saldamente sul trono del calcio mondiale.

L'articolo Il Times chiede scusa a Infantino e alla Fifa: “Non è mai esistito alcun ‘secondo stipendio’ e non ha acquistato un immobile a Miami” proviene da Il Fatto Quotidiano.

  •  

Bastoni scuote l’Inter: “Dobbiamo guardare la realtà, la Champions è sempre stata un sogno ma non un obiettivo”

Per una volta, all’Inter serviva qualcuno che dicesse le cose come stanno. E Alessandro Bastoni lo ha fatto, alla vigilia della partita di Champions League contro lo Shakhtar Donetsk. “Dobbiamo guardare la realtà, gli ultimi risultati e le ultime partite devono farci rimanere con i piedi per terra. La Champions è sempre stata un sogno, ma non un obiettivo“. Parole semplici, ma necessarie. Perché dopo due sconfitte nelle prime due giornate, e soprattutto dopo aver perso sette delle ultime otto partite europee, continuare a parlare dell’Inter come di una candidata alla vittoria della Champions significherebbe ignorare la realtà. Non si tratta di ridimensionare la squadra, ma di ridimensionare le aspettative costruite attorno a una rosa fortissima in Italia, che però in Europa ha dimostrato di avere limiti evidenti.

“Il passato è passato, le finali fatte, dobbiamo tornare con i piedi per terra. La Champions è un sogno e se ci sarà la possibilità la coglieremo. Da domani dobbiamo dare una risposta importante“, ha aggiunto Bastoni. Le finali, lo scudetto, il dominio in campionato non garantiscono nulla quando si affrontano avversari di livello internazionale. Bastoni ha riconosciuto le difficoltà senza cercare alibi. E soprattutto ha chiamato in causa le responsabilità dei giocatori: la situazione “non dipende da moduli o fattori esterni, ma da un aspetto mentale. Serve anche tanta onestà intellettuale da ognuno di noi per prenderci le responsabilità di queste sconfitte, in cui ci sono stati tanti errori individuali. Migliorare in questa cosa è già un grande passo avanti”.

E ancora: “Il 90% dei gol che abbiamo preso arrivano da errori nostri, ne abbiamo parlato ed è una cosa da correggere. Serve un’Inter più concentrata“. Bastoni ha ragione a chiedere un cambio di atteggiamento. Ma sarebbe un errore fermarsi qui. Quindici gol subiti in nove partite stagionali non possono essere soltanto una questione di concentrazione. Come dimostrato contro il Brugge, il calcio iper-aggressivo voluto da Chivu espone continuamente la squadra a situazioni difficili, che richiedono qualità tecniche e fisiche non sempre presenti nella rosa. In Italia il gap con le rivali concede la possibilità di rimediare, in Champions League ogni errore viene punito molto più duramente.

Proprio per questo le parole di Bastoni sono importanti:”Lo Shakhtar lo conosciamo poco ma hanno grandi qualità, hanno tanti brasiliani quindi sono molto tecnici. Dovremo stare attenti, difendere compatti, perché non esistono più squadre con cui vincere facile. Dobbiamo pensare a noi”. Anche qui Bastoni indica una strada precisa: difendere compatti, prima ancora di pensare ad attaccare a ogni costo. Chivu dovrà decidere se adattare il proprio calcio alle caratteristiche dei giocatori che ha a disposizione. Ma intanto il suo difensore ha fatto un primo passo fondamentale. Ha riportato l’Inter con i piedi per terra: per tornare a vincere anche in Europa, forse, bisognava cominciare proprio da qui.

L'articolo Bastoni scuote l’Inter: “Dobbiamo guardare la realtà, la Champions è sempre stata un sogno ma non un obiettivo” proviene da Il Fatto Quotidiano.

  •  
❌