Le manovre di Conte, e il grottesco tutti contro tutti del centro del centrosinistra

La maionese centrista del campo largo impazzisce ogni giorno di più: tanto forti sono gli appelli a unirsi tanto deboli sono i segnali che vanno in questa direzione. È forse il terreno più scivoloso di tutti, dove si moltiplicano, si intrecciano e si scontrano appetiti più diversi: passa l’autobus che porta in Parlamento, bisogna saltarci sopra, ora o mai più, anche a costo che qualcuno cada dal predellino. Mors tua vita mea.
Va da sé che dietro le mosse di questo o di quello ci possono essere motivazioni nobili – per il bene del Paese – o tentativi di salvare gloriose tradizioni politiche, i radicali, i socialisti. Ma ci sono anche e soprattutto giochi politici pesanti, come quello di far fuori Matteo Renzi utilizzando il nuovo soggetto di Alessandro Onorato e della sua lista Progetto Civico Italia (Pci).
È Giuseppe Conte, in particolare, nel solito tandem con Goffredo Bettini, mentore di Onorato, a lavorare per quest’ultimo cercando di favorire la presentazione della sua lista. Infatti ieri il senatore contiano Luigi Nave è passato al gruppo misto (nella componente di Alleanza Verdi-Sinistra), una mossa formale per agevolare la raccolta delle firme di Progetto civico. Ma un senatore non basta: chi gliene darà altri? Si assiste così a una sotto-partita tra Elly Schlein e l’avvocato del populismo, a riprova che i due continuano a pestarsi i piedi più o meno su tutto: la leader del Pd lavora per tenere Renzi dentro la coalizione – i due filano d’accordo da tempo – mentre Conte, che odia Renzi, gli mette tra le ruote il bastone onoratiano nella speranza che l’assessore romano lo scavalchi e entri il suo Progetto civico in Parlamento invece di Italia Viva.
È un disegno che rende l’idea del livello di parossismo raggiunto dall’uomo di Volturara Appula e che conferma la confusione in quel pezzo di centrosinistra che, fatti i conti, è decisivo per vincere.
Da parte sua, il leader di Italia Viva continua a cercare di allargare Casa riformista, ma non sono chiare le prospettive di Più Europa e dei socialisti che in un primo momento erano sembrati disponibili al progetto di Casa riformista: adesso invece il segretario socialista Enzo Maraio ha scelto di stare con Onorato, in aperta contraddizione con la scelta delle Europee. Ed è ben strambo, per un socialista, appoggiare un disegno di un personaggio come Conte. Vedremo poi il destino della formazione “Più uno” di Ernesto Maria Ruffini e Franco Gabrielli, che dovrebbero essere esentati dalla raccolta delle firme grazie a Bruno Tabacci che gli ha prestato il suo simbolo (e la piccola componente parlamentare con annessa agevolazione nella raccolta delle firme). Il tutto mentre Silvia Salis sta entrando in scena, ieri sera a Genova con Massimo D’Alema per parlare del libro di quest’ultimo, “Eravamo comunisti”, domani con l’ospitata da Fabio Fazio.
Il punto politico è che il centrosinistra rischia di diventare una coalizione nella quale ciascuno lavora per conquistare il voto dell’elettore avversario, ma soprattutto per sottrarlo al proprio vicino di banco. Una singolare forma di competizione, nella quale il nemico comune resta sullo sfondo e il nemico interno occupa tutta la scena. Insomma, la maionese del centro del centrosinistra per ora sta impazzendo alla grande. Come ha sintetizzato con una certa efficacia Carlo Calenda, «è un casino, come tutto il campo largo».
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