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Scontri a Milano, Dell’Utri: “Chi parla di remigrazione non ha capito nulla. Solo un analfabeta politico non comprende: la sofferenza dei cittadini è reale”

Mentre il centrodestra ha preso parte lunedì un presidio a Milano dietro allo striscione “Vi remigreremo tutti“, a mettere in evidenza le contraddizioni interne alla coalizione ci pensa Marcello Dell’Utri. L’ex braccio destro di Silvio Berlusconi e co-fondatore di Forza Italia, interviene nel dibattito commentando gli scontri e le scene di guerriglia urbana nel capuologuo lombardo: “Le devastazioni che hanno colpito Milano e altri grandi centri del nostro Paese in questi giorni vanno condannate senza esitazioni. Ma chi pensa di fermare le proteste limitandosi a invocare la sicurezza, senza interrogarsi sulle ragioni profonde del malessere che le alimenta, commette un errore gravissimo”, dichiara Dell’Utri proprio mentre il Consiglio dei ministri si appresta a varare un nuovo decreto sicurezza.

Per l’ex senatore azzurro “solo un analfabeta politico può non comprendere la delicatezza della fase storica che stiamo attraversando. La sofferenza dei cittadini è reale, crescente e non può più essere ignorata”. E arriva anche la stoccata nei confronti della destra e di chi rincorre Vannacci: “Pensare di affrontarla agitando formule retoriche come quella della ‘remigrazione‘ significa non aver capito nulla della gravità del momento“.

Per quanto riguarda il partito che ha co-fondato, Dell’Utri spiega “sto senz’altro con Marina Berlusconi“, nel volere un partito come Forza Italia più presente sul tema dei diritti, “anche Silvio Berlusconi credo che la penserebbe così, ma purtroppo non possiamo chiederglielo”. “In Forza Italia c’è chi, come Amir Atrous, ha analizzato questo disagio con parole accorate e coraggiose, senza rifugiarsi nelle comode semplificazioni della propaganda. Un centrodestra serio e consapevole delle proprie responsabilità farebbe bene ad ascoltarlo”, rimarca Dell’Utri parlando del responsabile del Dipartimento Immigrazione di Forza Italia Milano che scatena spesso le polemiche interne al centrodestra con le sue posizioni.

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Milano, il presidio del centrodestra finisce a schiaffi. Uno dei partecipanti colpisce un contestatore: “Torna nel deserto”

Il presidio del centrodestra unito contro “maranza e centri sociali” finisce a schiaffi. Verso le 18 in piazza San Carlo iniziano a radunarsi gli esponenti di Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia e Noi Moderati. Reggono uno striscione “Maranza e centri sociali: pene esemplari per questi criminali”. C’è il presidente del Senato Ignazio La Russa, l’eurodeputata Letizia Moratti e la candidata sindaca leghista Silvia Sardone che posa dietro allo striscione dei giovani leghisti: “Vi remigreremo tutti”. Ed è proprio quando viene srotolato lo striscione che un gruppetto di ragazzi che passano da lì inizia a contestare il presidio: “Voglio proprio vedere quando rimarranno qua solo i maranza italiani – dice un ragazzo – perché i maranza non sono solo arabi, ma anche italiani. e chi dice nulla per loro”. La risposta di alcuni dei presidianti non tarda ad arrivare: “Torna nel deserto, lavati”. Il gruppo viene portato lontano dalla polizia e la tensione sale. Il presidente del Senato La Russa lascia la piazza scortato e dice ai contestatori: “Andate via, occhio che vi menano”. I contestatori rispondono dandogli del “burattinaio”. E poco dopo uno dei partecipanti al presidio tira uno schiaffo e aggredisce i contestatori.

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Deputati “in prestito” da FdI a Cateno De Luca: Meloni regala al neo-alleato lo sconto sulle firme per correre alle elezioni

Obiettivo 42% per raggiungere il premio di maggioranza. In vista delle elezioni 2026, Fratelli d’Italia ha chiuso nei giorni scorsi un accordo elettorale con Sud chiama Nord, la formazione politica guidata da Cateno De Luca. Accordo che ha portato il partitino a formare una componente parlamentare nel gruppo Misto alla Camera, grazie a due deputati “in prestito” dal partito di Giorgia Meloni: in questo modo Sud Chiama Nord potrà raccogliere solo 1.500 firme per collegio, anziché le seimila previste dalla nuova legge elettorale. Un escamotage del tutto lecito. In base al regolamento, infatti, per dar vita a una componente servono tre parlamentari, ma Sud Chiama Nord finora ne aveva uno solo: Francesco Gallo. Ed ecco che sono arrivati i ‘prestiti’: Luca Sbardella, commissario di FdI in Sicilia e fedelissimo della premier, e l’ex deputato meloniano Manlio Messina. I due si sono aggiunti a Gallo, eletto nel 2022 nel collegio di Messina.

L’obiettivo dichiarato di Sud chiama Nord è di mettere un argine a Roberto Vannacci. E davanti Montecitorio Cateno De Luca, accompagnato da Gallo e dall’ex 5 stelle Laura Castelli (presidente di ScN) ha ironizzato sul leader di Futuro nazionale. “Credo che Vannacci si candiderà alle primarie del ‘Campo Largo’, così gli dà il colpo secco e diventa il campo santo”. Poi attacca il generale: “Meloni ha scelto un piccolo leader di periferia rispetto al cazzaro. Magari avrà preferito la concretezza della buona amministrazione”.

Mentre si stava per svolgere il punto stampa convocato da De Luca, è arrivata la truppa di parlamentari di Futuro Nazionale, per un sit-in in favore dell’accordo Trump-Putin sul gas russo. E si è creato un involontario affollamento con i ‘futuristi’ costretti a dover attendere che De Luca terminasse, così da permettere alle telecamere e cronisti di riuscire a riprendere entrambi gli appuntamenti. “E chi è il presidente della Repubblica?” ha chiesto Edoardo Ziello, riferendosi a Cateno De Luca.

Resta il tema di una legge elettorale appena varata, con vari voti di fiducia, con alcune norme subito abilmente aggirate. “Lei antepone i tecnicismi alla politica” afferma Luca Sbardella, che la legge elettorale l’ha votata. Sui deputati in prestito “non è il calciomercato” assicura Sbardella “questa è politica, la notizia è che Cateno De Luca si è avvicinato al centrodestra. “Mi sembra che sia la cosa più rilevante, aggiunge il commissario Sicilia di Fratelli d’Italia, De Luca era già presente in Parlamento dall’inizio della legislatura, poi evidentemente, c’era bisogno del gruppo per aggiustare”. Aggiustare. “Io continuerò il mio impegno in Fratelli d’Italia” assicura il deputato in prestito in Sud Chiama Nord.

“È un sostegno a un movimento civico che credo abbia dimostrato di avere grandi capacità ed ha anche un bel bacino di voti” sottolinea Manlio Messina, ex Fratelli d’Italia e fino a ieri deputato del gruppo Misto. “Fatto il gruppo trovato l’inganno” sorride Messina. Per l’approdo di Sud Chiama Nord nel centrodestra “ci sono state mesi e mesi di trattative” conclude.

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Sondaggi, il campo largo è ancora avanti rispetto al centrodestra: entrambi potrebbero conquistare il premio di maggioranza. Cala Vannacci

È ancora avanti il campo largo, seppur di poco. È quanto emerge dalla nuova Supermedia dei sondaggi dell’ultima settimana, realizzata da YouTrend per l’agenzia di stampa Agi. Al 15 ottobre, la coalizione di centrosinistra (includendo Italia Viva) si attesta al 43,1%, appena 0,2 punti percentuali sopra il centrodestra, che raggiunge il 42,9% grazie anche all’ingresso di Sud chiama Nord, il partito di Cateno De Luca accreditato dell’1,1%. Il campo largo perde lo 0,3% rispetto alla precedente rilevazione, mentre la coalizione di governo guadagna 1,8 punti. Entrambi gli schieramenti supererebbero così la soglia del 42% prevista dal nuovo sistema elettorale, il cosiddetto Melonellum, per accedere al premio di maggioranza, assegnato alla coalizione più votata che raggiunga questa percentuale sia alla Camera sia al Senato.

Tra i singoli partiti, Fratelli d’Italia si conferma prima forza politica con il 27,2% (+0,4), seguita dal Partito democratico al 20,1% (-0,3) e dal Movimento 5 stelle al 12,4% (-0,4). Forza Italia, stabile al 7,4%, torna davanti a Futuro Nazionale, che scende al 7,2% (-0,5). Seguono Alleanza Verdi e Sinistra al 6,4% (+0,1) e la Lega al 6% (+0,3).

Più indietro Azione, stabile al 3,2%, e Italia Viva, che sale al 2,4% (+0,2). Chiudono +Europa all’1,7% (stabile), il Partito Liberaldemocratico all’1,4% (+0,1), Noi Moderati all’1,2% (+0,1) e Sud chiama Nord all’1,1%, al suo ingresso nella rilevazione.

???? #Supermedia Youtrend per @Agenzia_Italia (e variazione rispetto al 1° ottobre):
FdI 27,2% (+0,4)
PD 20,1% (-0,3)
M5S 12,4% (-0,4)
FI 7,4% (0)
FN 7,2% (-0,5)
AVS 6,4% (+0,1)
Lega 6,0% (+0,3)
Az 3,2% (0)
IV 2,4% (+0,2)
+E 1,7% (0)
PLD 1,4% (+0,1)
NM 1,2% (+0,1)
SCN 1,1% (N.A.) https://t.co/Accb8BD6Df

— Youtrend (@you_trend) October 15, 2026

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