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Barcelona denuncia PSG à Uefa por mosaico com “Massacre da Serra Elétrica”

O Barcelona notificou a Uefa sobre um mosaico exibido por torcedores do Paris Saint-Germain antes da partida pela Champions League, informou o clube nesta quarta-feira (21).

No duelo disputado no Parc des Princes nesta terça (20), torcedores do PSG exibiram uma faixa com os dizeres “um massacre ao estilo parisiense”, retratando uma figura mascarada vestindo a camisa do clube parisiense que usava uma motosserra contra o escudo do Barcelona.

A temática fazia referência ao filme de terror “O Massacre da Serra Elétrica”, de 1974.

Um porta-voz do Barcelona disse à Reuters que, após o término da partida, o clube relatou o conteúdo do mosaico ao delegado da Uefa, bem como diversas músicas ofensivas que foram ouvidas nas arquibancadas.

😱 ¡Daba miedo! El tifo de la afición del PSG contra el Barça 💬 𝐌𝐀𝐒𝐒𝐀𝐂𝐑𝐄 𝐀 𝐋𝐀 𝐏𝐀𝐑𝐈𝐒𝐈𝐄𝐍𝐍𝐄 https://t.co/PgWv9RPFbH

— Diario AS (@diarioas) October 21, 2026

Segundo o jornal L’Equipe, o mosaico havia sido aprovado pelo Paris Saint-Germain antes da partida. O clube não respondeu prontamente a um pedido de comentário.

O regulamento disciplinar da Uefa estabelece, no artigo 16 (2e), que “o uso de gestos, palavras, objetos ou qualquer outro meio para transmitir uma mensagem provocativa que não seja adequada a um evento esportivo” pode resultar em medidas disciplinares.

A sanção padrão para uma primeira infração dessa natureza é uma multa de € 10 mil (R$ 56 mil).

PSG é o nono clube a conquistar a “Tríplice Coroa” na Europa; relembre

 

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Il Times chiede scusa a Infantino e alla Fifa: “Non è mai esistito alcun ‘secondo stipendio’ e non ha acquistato un immobile a Miami”

La marcia indietro è clamorosa ed è destinata ad avere effetti anche sul futuro del calcio mondiale. Il quotidiano inglese The Times ha pubblicato una lettera di scuse rivolta alla Fifa e al suo presidente Gianni Infantino, rettificando sostanzialmente tutto il contenuto della sua ultima inchiesta sul dirigente svizzero. L’articolo accusava Infantino di aver percepito un “secondo stipendio” mai dichiarato dalla Fifa e alludeva ad alcuni oscuri affari immobiliari conclusi a Miami. Ora invece il Times nega tutto, parlando di “un’informazione errata“. È un punto importante messo a segno da Infantino nella corsa verso le elezioni, in programma il 18 marzo 2027. Il tempo per presentare altre candidature ormai sta scadendo: il termine ultimo è fissato per il prossimo 18 novembre e per ora non ci sono sfidanti all’orizzonte.

Il comunicato del prestigioso quotidiano britannico è tanto sorprendente quanto eloquente: “Il 13 ottobre 2026 (nella sezione Sport), abbiamo riferito che Gianni Infantino avrebbe percepito un ‘secondo stipendio‘ dalla Fifa, che quest’ultima avrebbe omesso di dichiarare. Si tratta di un’informazione errata. Non è mai esistito alcun ‘secondo stipendio’. Le normative non impongono alla Fifa di includere nel proprio rapporto annuale le spese e i rimborsi percepiti dal signor Infantino, poiché, secondo i requisiti di rendicontazione svizzeri, tali importi non sono considerati ‘retribuzione‘”.

Non solo. Il comunicato del Times smonta anche la seconda parte dell’inchiesta: “Diamo inoltre atto che il signor Infantino non ha acquistato un immobile a Miami a un prezzo presumibilmente inferiore a quello di mercato, come avevamo invece riportato; né lui né la sua famiglia sono proprietari – legalmente o di fatto – della società Shadi LLC, né esercitano alcun controllo su di essa, contrariamente a quanto da noi suggerito“. Il comunicato quindi conclude: “Siamo lieti di apportare queste rettifiche e porgiamo le nostre scuse al signor Infantino e alla Fifa per gli errori commessi”.

La Fifa ovviamente esulta e “prende atto delle scuse pubblicate dal quotidiano The Times in seguito a un articolo inesatto e lesivo” riguardante il presidente Infantino. E coglie la palza al ballo per tornare all’attacco contro i detrattori dell’attuale governance: “Appare evidente che vi sia un tentativo concertato e costante, da parte di alcuni soggetti, di minare la credibilità della Fifa e del suo Presidente“. A scatenare il fronte anti-Infantino è stato l’ultimo sfrontato progetto presentato dal capo mondiale del pallone: una nuova società, Fifa Forward Enterprise (FFE), incaricata di gestire i tornei della Fifa e vendere quote dei Mondiali ai privati. Nello specifico, a un fondo di cui fa parte Joshua Kushner, fratello di Jared Kushner, genero di Donald Trump.

Il diabolico piano di Infantino è stato stroncato sul nascere, ma ha permesso ai suoi rivali di passare all’attacco: sono arrivate richieste di dimissioni (ignorate) da Uefa, Concacaf e confederazioni asiatiche. L’Uefa di Ceferin ha anche avanzato la richiesta di un’indagine penale contro Infantino per la sua gestione dei fondi Fifa. L’inchiesta del Times avrebbe potuto aprire un nuovo potenziale fronte, ma alla fine si è rivelata un boomerang per chi sperava di minare ulteriormente il consenso nei confronti di Infantino. Che per ora resta saldamente sul trono del calcio mondiale.

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“Complimenti all’Italia per Calciopoli. In Spagna c’è il più grande scandalo di sempre e nessuno fa nulla”: Mourinho contro il Barcellona

“L’Italia è l’unico Paese nel quale Calciopoli è stato Calciopoli, l’unico”. Sono parole – quelle pronunciate da José Mourinho prima di Roma–Real Madrid (terminata 3-4 per i madrileni) – che stanno facendo tanto discutere in Spagna. Il riferimento è al “Caso Negreira“, l’ex vicepresidente del Comitato tecnico spagnolo degli arbitri a cui il Barcellona – secondo un’indagine del 2023 – ha dato 8.4 milioni di euro tra il 2011 e il 2018, tramite società riconducibili allo stesso Negreira. Il club catalano si è sempre difeso spiegando che quelle somme servivano per pagare consulenze e relazioni tecniche sugli arbitri.

Una vicenda che in passato aveva attivato la giustizia ordinaria spagnola, ma anche il Real Madrid che tramite Florentino Perez aveva subito promesso battaglia per fare chiarezza. Al momento il Barcellona non è stato definitivamente condannato per aver “comprato” gli arbitri, ma neppure è stato assolto in via definitiva dall’intera vicenda. Il procedimento è ancora aperto e l’esito giudiziario è ancora da determinare.

Il Real Madrid però ha mantenuto la promessa: perché i Blancos hanno inviato 50mila documenti per indagare sul caso, con il rischio di sanzioni pesanti per il Barcellona qualora le accuse venissero confermate. “Quello che è successo in Spagna – e tutti sanno quello che è successo – sembra che ancora non si percepisca molto bene e fino adesso non è successo niente, non è successo niente”, ha tuonato Mourinho riferendosi al caso Negreira.

Poi il tecnico madrileno ha concluso: “Se non succede qualcosa, è il più grande scandalo di corruzione nell’arbitraggio mondiale. Non c’è altro da dire”. La Uefa – dal canto suo. i primi di ottobre (dopo l’offensiva del Real Madrid) – aveva detto: “Confermiamo di aver ricevuto dal Real Madrid una enorme quantità di documenti relativi all’indagine in corso sul Barcellona in merito alla vicenda che coinvolge José María Enríquez Negreira, ex vicepresidente del Comitato Tecnico degli Arbitri della Federazione Calcio Spagnola”. Un tema sul quale Ceferin ha sempre posto massima attenzione, al punto da affidarlo alla commissione disciplinare Uefa per indagare e capire così se effettivamente il club bluagrana può ritenersi colpevole.

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