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Disordini in Francia, da stasera nelle città scatta il coprifuoco notturno per prevenire le azioni dei casseur

Dopo il caos e i saccheggi di sabato sera, scattano i primi coprifuoco in Francia. A Parigi il divieto di circolare entra in vigore questa sera, dalle 23 e fino alle 6 di domani mattina, in place de la République e nel quartiere centralissimo di Les Halles, comprese alcune sezioni della rue Rambuteau e del boulevard Sébastopol, ed è valido per tutti, minorenni e maggiorenni (a eccezione dei residenti). Nelle stesse zone è scattato dalle 20 anche il divieto di radunarsi e di manifestare. “La sicurezza di tutti rende necessarie queste misure per ristabilire l’ordine pubblico, gravemente compromesso da una minoranza di delinquenti”, ha scritto in un comunicato la prefettura di Parigi. Nella capitale è stato per primo il socialista Ariel Weil, sindaco di Paris Centre, che comprende i primi quattro arrondissement, dove molti negozi sono stati saccheggiati, a chiedere l’introduzione della misura: “Neppure all’apice dei gilet gialli avevamo conosciuto distruzioni simili in un solo fine settimana”, ha detto a BFM Tv.

Sin da domenica, Weil ha evocato anche la possibilità di ricorrere all’esercito in rinforzo alle forze dell’ordine. A Nizza è stato disposto un coprifuoco per i minorenni dalle 21 alle 6 nel centro storico e fino alla Gare du Sud. A Lione il divieto è in vigore dalle 21 di questa sera alle 6 di mattina in tutto il centro storico, nel quartiere del municipio a nord, e nella place Carnot a sud. Nel nord della Francia, dei coprifuoco “parziali” dalle 20 alle 6 sono previsti a Lille e nei comuni di Douai, Denain e Wattignies. A Lille la misura riguarda solo i minorenni. Anche a Coulaines, vicino a Le Mans, il sindaco ps Christophe Rouillon ha annunciato restrizioni dalle 23 per i minorenni che escono da soli. La stretta arriva dopo la mobilitazione di sabato per il caro vita indetta da movimenti di gilet gialli e a sostegno della protesta dei liceali per il diritto allo studio uguale per tutti, che ha portato nelle strade in tutta la Francia tra 500mila e 800mila persone, ma anche decine di gruppi organizzati di black bloc.

Scene di guerriglia urbana, devastazioni, incendi e saccheggi si sono consumate per tutta la notte a Parigi e in diverse altre città. Gli ultimi dati ufficiali indicano 2.513 fermi – di cui 67 arresti – e oltre 3.000 negozi saccheggiati. Il premier Sébastien Lecornu ha spiegato che le misure, concordate tra i prefetti e i sindaci, resteranno circoscritte e limitate nel tempo e sono soprattutto destinate a proteggere i negozi. Parigi non esclude neanche che possa essere decretato lo stato d’emergenza, in certi casi già reclamato da personalità politiche e sindaci. Degli aiuti sono sbloccati per i commercianti colpiti, tra cui la cassa integrazione e l’accesso ad un fondo di sostegno specifico. Stamattina il ministro dell’Interno, Laurent Nuñez, le cui dimissioni sono state respinte dal presidente Macron, ha riconosciuto che le forze dell’ordine non hanno saputo anticipare la portata della mobilitazione e che in alcune città gli effettivi inviati sul posto non erano sufficienti. “Abbiamo incontestabilmente fallito”, ha dichiarato da parte sua il ministro della Giustizia, Gérald Darmanin, riconoscendo gravi falle nei servizi d’intelligence interni.

Il governo è sotto pressione. Il Senato ha annunciato una missione d’informazione per fare luce sugli errori di preparazione del dispositivo di sicurezza e accertare le responsabilità dei fatti. Finora né le rivendicazioni sul carovita né quelle dei liceali sulla scuola hanno ricevuto risposte concrete. Dopo l’intervento di domenica sera in tv di Macron, che ha assicurato fermezza contro i casseur e fatto promesse, senza di fatto annunciare nessuna misura immediata, i sindacati degli studenti hanno deciso di continuare la protesta. Diverse università sono rimaste chiuse anche oggi e alcuni studenti hanno bloccato simbolicamente l’ingresso del Louvre. Circola la data di giovedì 22 per nuove iniziative degli studenti. I movimenti di gilet gialli hanno annunciato l’“atto II” della mobilitazione per sabato prossimo, 24 ottobre. Molte azioni si stanno già preparando sui social in diverse città. La stretta sulla sicurezza non convince. L’ecologista Marine Tondelier ritiene che l’introduzione del coprifuoco avrà “conseguenze pesanti”. Il sindacato Cgt ha denunciato la “strategia del caos” del governo. Anche la Commissione Ue è intervenuta per difendere il “diritto a manifestare pacificamente”.

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Psg-Barcellona a rischio rinvio, il ministro rassicura Nuñez: “Si gioca”. Cresce la paura per scontri e violenze a Parigi

A Parigi dovevano essere ore di attesa per il big match tra Psg e Barcellona (le due squadre oggi più forti in Europa), invece negli ultimi giorni a prendersi la scena sono state le forti proteste nella capitale francese e nel resto del Paese (tra cui anche Marsiglia, Bordeaux e Lione), per il carovita. Città devastate, violenze in diverse città, migliaia di persone fermate. Il 17 e il 18 ottobre in Francia sono state giornate complicate e nella capitale i disordini si sono protratti fino a notte fonda del 18, con negozi saccheggiati e attacchi alle varie strutture. Motivo per cui è anche circolata la voce che la sfida di Champions League tra Psg e Barcellona potrebbe non giocarsi. O meglio, la logica porta a pensare ciò ma il ministro dell’Interno Laurent Nuñez ha affermato che “non c’è alcun problema per la partita di martedì sera tra Paris Saint–Germain e Barcellona” a Parigi “e per altre partite che potrebbero svolgersi nelle competizioni europee”, in particolare “a Lille“. “Le partite non sono in dubbio“, ha insistito il ministro.

Intanto il primo ministro francese, Sébastien Lecornu, ha annunciato di aver chiesto ai prefetti di “decretare alcuni coprifuoco“. Sul tema è intervenuto anche l’allenatore del Psg Luis Enrique, che ha ribadito: “Ho le mie convinzioni. Non sono io la persona adatta a parlare di questo argomento; sono qui per parlare di calcio. Certamente non ci piace questo tipo di violenza, ma questa è la società. Per quanto riguarda le manifestazioni, è una battaglia, e nel nostro caso dobbiamo rimanere concentrati sulla partita. Non ho paura, ma spero che la partita possa svolgersi in condizioni normali“, ha spiegato l’allenatore parigino, mostrando qualche preoccupazione per la situazione.

Martedì sera sono attesi 2mila e 200 tifosi del Barcellona nel settore ospiti del Parco dei Principi e nonostante la partita non sia classificata come “ad alto rischio“, l’attenzione sarà inevitabilmente concentrata sull’area esterna allo stadio, che dovrebbe ospitare oltre 40mila tifosi. Motivo per cui – dopo un fine settimana di tanta violenza nelle strade di Parigi – crescono timori per quello che potrebbe succedere. Anche in Spagna, la stampa catalana ha mostrato preoccupazione alla vigilia. “Una Parigi in fiamme attende il Barça”, titolava ad esempio Mundo Deportivo. “La Francia e la sua capitale sono attualmente teatro di gravi disordini”, insisteva il quotidiano.

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França enfrenta onda de violência e governo prepara toque de recolher em cidades

O governo francês anunciou medidas para conter a onda de violência que atingiu diversas cidades do país após manifestações contra o aumento do custo de vida e a deterioração dos serviços públicos. Nesta segunda-feira (19), o primeiro-ministro Sébastien Lecornu pediu que prefeitos adotem toques de recolher em áreas consideradas críticas, enquanto o presidente Emmanuel Macron determinou uma revisão das estratégias de segurança.

Os protestos reuniram mais de 500 mil pessoas no fim de semana, segundo os dados apresentados no balanço das manifestações. Em diferentes cidades, atos inicialmente pacíficos terminaram em confrontos, incêndios, invasões de prédios públicos e saques a estabelecimentos comerciais. Um manifestante morreu, quase mil agentes de segurança ficaram feridos e cerca de 2.400 pessoas foram detidas.

A dimensão dos distúrbios levou o governo a discutir restrições à circulação noturna e à realização de manifestações. Lecornu afirmou que as medidas serão definidas em conjunto com os representantes locais. Marselha já proibiu aglomerações e manifestações entre meio-dia e 20h, enquanto Denain, próxima à fronteira com a Bélgica, estabeleceu toque de recolher noturno até domingo.

O primeiro-ministro descartou, por enquanto, decretar estado de emergência, medida defendida pelo líder dos Republicanos, Bruno Retailleau. Lecornu, no entanto, não excluiu a possibilidade de recorrer ao mecanismo caso as restrições locais não sejam suficientes para conter a violência.

França enfrenta onda de violência e governo prepara toque de recolher em cidades
França tem onda de protestos, incêndios e 272 prisões em apenas um dia | Foto: Rede social

Macron cobra revisão da segurança

Diante da escalada dos confrontos, Macron reconheceu falhas na condução da resposta policial e determinou uma revisão dos procedimentos adotados pelas forças de segurança. O presidente pediu novas estratégias operacionais para impedir a formação de barricadas, os saques e os ataques a estabelecimentos e edifícios públicos.

O ministro do Interior, Laurent Nuñez, admitiu que as autoridades perderam o controle da situação em algumas cidades. Segundo ele, os aproximadamente 60 mil policiais e agentes mobilizados no sábado não conseguiram conter todos os grupos envolvidos nos episódios violentos.

Macron também recusou o pedido de demissão apresentado por Nuñez e cobrou esclarecimentos sobre as falhas de prevenção e inteligência que permitiram a expansão dos distúrbios. Apesar das restrições anunciadas, o ministro afirmou que as medidas não devem afetar a partida entre Paris Saint-Germain e Barcelona, prevista para terça-feira (20), pela Liga dos Campeões.

Manifestações contra o alto custo de vida e a crise na educação se espalham pela França | Foto: Rede social

Louvre fecha as portas após bloqueio

Em Paris, o Museu do Louvre amanheceu fechado nesta segunda-feira após um bloqueio organizado por estudantes da École du Louvre. A direção da instituição confirmou a interrupção das atividades e informou que o fechamento ocorreu em razão da mobilização estudantil.

O movimento também chegou à Sciences Po, universidade localizada no centro da capital, onde estudantes realizaram concentrações e bloquearam acessos. Os atos fazem parte de uma onda de manifestações iniciada semanas antes, com reivindicações por melhores condições nas escolas.

No fim de semana, a mobilização ganhou escala nacional e foi acompanhada por episódios de violência em Paris, Marselha, Lyon e outras cidades. Prédios públicos foram invadidos, uma prefeitura foi incendiada e estabelecimentos comerciais sofreram depredações e saques. Veículos, bicicletas e patinetes também foram queimados.

O impacto econômico preocupa o setor comercial. Mais de 2 mil lojas foram atingidas em todo o país, com prejuízos estimados em centenas de milhões de euros, segundo Alain Di Crescenzo, presidente da Câmara de Comércio. Somente na capital francesa, aproximadamente 400 estabelecimentos foram depredados.

Protesto fecha Louvre, e governo anuncia toques de recolher para conter onda de violência na França | Foto: Divulgação/Rede social

Crise amplia pressão política sobre Macron

A onda de violência também intensificou a disputa política na França, a poucos meses de uma eleição presidencial que não poderá contar com Macron como candidato à reeleição. Marine Le Pen, líder do partido de ultradireita Reunião Nacional, aparece em posição de destaque nas pesquisas de intenção de voto.

Lecornu acusou setores da ultr esquerda de tentar ampliar a instabilidade no país. Le Pen, por sua vez, responsabilizou o partido de Jean-Luc Mélenchon por, segundo ela, legitimar a violência. À esquerda, críticos do governo afirmam que Macron negligenciou as reivindicações sociais que deram origem aos protestos. Já representantes da direita defendem uma reação mais rigorosa contra os responsáveis pelos ataques.

Em artigo publicado no jornal Libération, os prefeitos de Paris, Marselha e Lyon cobraram explicações do governo sobre a preparação das forças de segurança. Os três gestores, ligados à centro-esquerda, afirmaram que a dimensão dos acontecimentos surpreendeu as administrações locais e expôs falhas na proteção de áreas inteiras das cidades.

A crise coloca o governo diante de um duplo desafio: conter os atos de violência e responder às reivindicações que mobilizaram centenas de milhares de pessoas. Enquanto as autoridades avaliam novas restrições, a capacidade de restabelecer a segurança sem ampliar a tensão política permanece no centro do debate nacional.

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French Prime Minister Lecornu calls for localized curfews in cities to curb rioting and looting

On Sunday evening, groups of people set fires to trash bins, bicycles and other objects in the streets and looted businesses in Paris, Lyon, Marseille and other cities, a day after major violence erupted Saturday during nationwide protests against rising living costs and poor conditions in schools.

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Proteste in Francia, il primo ministro chiede “coprifuoco in alcune zone”. A Marsiglia manifestazioni vietate tra le 12 e le 20

Il governo francese risponde alle proteste con nuove misure repressive. Il primo ministro francese, Sébastien Lecornu, ha annunciato di aver chiesto ai prefetti di “decretare alcuni coprifuoco“. Una decisione presa nell’ambito del caos, delle devastazioni e dei saccheggi seguiti alle manifestazioni di sabato contro il carovita a Parigi e in diverse città di Francia, tra cui Marsiglia, Lione e Bordeaux. Nel Sud della Francia, a Marsiglia, la prefettura ha già emesso un’ordinanza che vieta “qualsiasi assembramento e manifestazione su tutto il territorio del comune” di Marsiglia, dalle ore 12 alle 20 di questo lunedì.

Al termine della vertice interministeriale a Parigi, Lecornu ha puntualizzato che si tratterà di misure “parziali” e “localizzate”, volte in particolare a proteggere negozi e attività commerciali. La mappatura dei coprifuoco dovrebbe essere resa nota nel pomeriggio, dopo colloqui con i sindaci interessati. Commentando le violenze, Lecornu ha dichiarato che “lo stato d’emergenza” verrà decretato solo “se utile”, ma al momento i coprifuoco “sembrano più adatti”.

Intanto il ministro dell’Interno francese Laurent Nunez ha fatto sapere che 350 fermi sono stati disposti ieri e durante la notte a Parigi a seguito degli scontri di piazza. Decine di persone sono state poste in custodia cautelare dopo gli scontri del weekend: “Durante il fine settimana ci sono stati 2331 fermi di polizia; il 70% riguarda persone maggiorenni, molto spesso già note alle forze dell’ordine”, di cui “oltre l’80%” è oggetto di procedimenti giudiziari, ha detto il ministro della Giustizia Darmanin. “Ci sono già decine di casi di custodia cautelare, di cui 13 a Marsiglia”, città particolarmente colpita dalle violenze.

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