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Gli autotrasportatori fermi a Napoli: “Protestiamo contro il caro vita, lottiamo per tutti”

In Campania prosegue la protesta degli autotrasportatori e aumentano i disagi per i cittadini. Quasi tutti i distributori di benzina nella città di Napoli hanno esaurito le scorte di carburante e fuori le poche stazioni di servizio ancora attive, per tutta la mattinata si sono create code di decine di auto e persone con le taniche in mano per un rifornimento extra. Nei supermercati gli scaffali sono sempre più vuoti e in alcuni punti vendita non è certa la riapertura nei prossimi giorni se dovesse proseguire il blocco dei rifornimenti. “Noi stiamo protestando per tutti – ci spiega uno degli autotrasportatori in presidio a via Brecce, nel blocco davanti al deposito di carburante nei pressi del porto di Napoli – protestiamo contro il caro gasolio e in generale contro il caro vita. E su questi temi non abbiamo avuto ancora nessuna risposta dal governo, non è possibile pagare il gasolio ad oltre 2 euro e 40 a litro, costi che si aggiungono poi all’aumento dei prezzi in generale, ci stanno portando verso la rovina”.

Gli autotrasportatori minacciano di proseguire il blocco fino al 27 ottobre, data del prossimo incontro con il governo e intanto puntano il dito contro l’esecutivo reo di non ascoltare le motivazioni degli autisti che non riescono più a sostenere i costi del carburante. Una contestazione che in Campania ha letteralmente bloccato per tutto il giorno i collegamenti con la rete autostradale. “Facciamo un appello al governo – dicono i manifestanti dal presidio di Casoria, in provincia di Napoli – i circa 400 milioni di cui parlava ieri il ministro Salvini a noi non interessano, così come non interessano gli sgravi fiscali, i risultati li vogliamo vedere davanti al distributore di benzina quando abbasseranno i prezzi, altrimenti da qui non ce ne andiamo. Vogliamo risposte concrete su come poter sostenere il costo del carburante che sta rendendo impossibile per noi lavorare e il costo della vita in generale che ormai è diventato insostenibile per molte famiglie non solo al sud”.

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Italia sospecha que el caos de Milán no fue espontáneo y cree que un actor extranjero pudo agitar a los jóvenes

La primera reacción del Gobierno italiano de Giorgia Meloni a los incidentes de Milán del fin de semana ha sido, como en muchos otros momentos de crisis y más aún cuando hay elecciones a la vista, aprobar un decreto con nuevos delitos que endurecen las medidas de seguridad. Ya van ocho decretos en cuatro años, más otras normas y proyectos de ley. Además, ha habido críticas a la escasa presencia policial, pues un gran despliegue no se hizo hasta el lunes. Pero al margen de que las protestas surgen de un claro descontento social, los servicios de inteligencia italianos van más allá: el análisis de las redes sociales de esos días indica que no todo fue tan espontáneo en la movilización de unos 2.000 chavales, sin ninguna organización ni reivindicación, que súbitamente se dirigieron al centro de Milán y rompieron escaparates para robar zapatillas y ropa de marca. “Es el punto culminante de una guerra híbrida”, ha dicho sin rodeos el ministro de Defensa, Guido Crosetto, que desde hace años alerta sobre el problema.

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© Stringer (REUTERS)

Varios jóvenes corren por el centro de Milán en los incidentes del pasado domingo.
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Protesta degli autotrasportatori contro il caro carburanti, A1 chiusa al bivio con la A30: code e disagi nel Casertano

La protesta degli autotrasportatori contro il caro carburanti continua a provocare disagi alla circolazione in Campania. Dalle 7 circa di questa mattina, mercoledì 21 ottobre, è stato temporaneamente chiuso il nodo tra l’autostrada A1 Milano-Napoli e la A30 Caserta-Salerno per i veicoli provenienti da Roma, a causa della manifestazione che sta interessando la sede autostradale. Le ripercussioni sul traffico si concentrano nel tratto casertano. Si registrano tre chilometri di coda tra Caserta Nord e il bivio con la A30 in direzione Napoli, mentre altri due chilometri di rallentamenti interessano il tratto tra la barriera di Napoli Nord e Caserta Nord verso Roma. Lunghe file di mezzi pesanti sono segnalate anche nella zona di Caserta Sud.

La mobilitazione ha comportato inoltre la chiusura della stazione di Nocera Pagani in uscita, per chi proviene da entrambe le direzioni, e del nodo tra la A1 e la strada provinciale 1 di Casoria per i veicoli provenienti da Roma e diretti verso la statale 7 Appia. Sul posto sono presenti le pattuglie della Polizia stradale e il personale del sesto Tronco di Cassino di Autostrade per l’Italia, impegnati nella gestione della viabilità e nell’assistenza agli automobilisti.

I percorsi alternativi

Per limitare i disagi, Autostrade per l’Italia ha indicato diversi itinerari alternativi. Agli automobilisti provenienti da Roma e diretti a Napoli viene consigliato di uscire a Caserta Nord, percorrere la viabilità ordinaria e rientrare in autostrada a Caserta Sud. Chi è diretto a Salerno o deve proseguire sulla A30 in direzione sud è invitato, invece, a uscire a Caserta Nord, seguire le indicazioni per Maddaloni e rientrare sulla A30 attraverso la stazione di Maddaloni.

Per chi proviene da Napoli, l’indicazione è di utilizzare il nodo A1 Nord-A30 Sud fino all’uscita di Maddaloni, percorrere la viabilità ordinaria lungo la statale 700 in direzione nord e rientrare sull’A1 alla stazione di Santa Maria Capua Vetere, in direzione Napoli.

La protesta continua nonostante l’intervento del Governo

La mobilitazione in Campania prosegue nonostante l’incontro tenutosi a Milano tra il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, e i rappresentanti della categoria (leggi l’articolo di Chiara Brusini sui fondi stanziati). Al termine del confronto, il Governo ha annunciato lo sblocco di 480 milioni di euro destinati al settore e ulteriori interventi, fissando per il 27 ottobre un nuovo tavolo di confronto.

Le misure annunciate non hanno tuttavia fermato la protesta nella regione, dove i presidi continuano a incidere sulla circolazione autostradale. La mobilitazione interessa anche la A30 Caserta-Salerno: nei giorni scorsi erano stati segnalati presidi e code in corrispondenza del casello di Nola. Diversa la situazione in Sicilia, dove il Comitato dei trasportatori ha annunciato la revoca del fermo, pur in presenza di alcuni presidi ancora attivi sull’isola.

Rischio per i trasporti pubblici

Martedì sera l’Ente Autonomo Volturno (Eav) ha annunciato il taglio dei servizi su gomma da oggi almeno sino al 24 ottobre quando potrebbero fermarsi metro e treni, a causa della carenza di carburante a disposizione e restano a rischio i trasporti su mare verso Ischia e Procida. Tagli alle corse in vista anche per Air Campania. Nel frattempo, la psicosi tra i cittadini si alimenta: sono segnalati sempre più distributori a secco, con lunghe code alle pompe con riserve di carburante specialmente a Napoli e si moltiplicano anche i supermercati con gli scaffali vuoti, per carenza di prodotti freschi. È segnalata in difficoltà l’Asia per il recupero dei rifiuti.

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Protesta dei tir, Salvini annuncia “un miliardo” ma i nuovi fondi si fermano a 160 milioni (da trovare). E i rimborsi in arrivo erano bloccati da 7 mesi

“Abbiamo sbloccato un miliardo di euro”. Parola del viceministro ai Trasporti Edoardo Rixi che, dopo l’incontro in Prefettura a Milano con le associazioni di rappresentanza degli autotrasportatori in protesta, ha annunciato “da domani” il rimborso degli extracosti dovuti al caro gasolio. Dal canto suo Matteo Salvini, pur ostentando soddisfazione, ammette che “è l’inizio di un percorso”. La realtà è che le risorse nuove che dovrebbero arrivare via decreto legge nei prossimi giorni si fermano a poco più di 160 milioni. E i pagamenti in arrivo non sono altro che aiuti già attesi da almeno sette mesi (una parte è ancora più risalente nel tempo) ma che finora sono rimasti sulla carta. Non a caso le sigle di categoria hanno già in agenda un altro vertice tra una settimana – il 27 ottobre, stavolta al ministero – per verificare che stavolta i ristori arrivino a destinazione. E se il Comitato dei trasportatori siciliani ha revocato il fermo, in Campania e Calabria i blocchi rimarranno. Con il rischio che la carenza di prodotti nei supermercati si aggravi.

Il primo e più importante punto dell’intesa di martedì è lo sblocco immediato dei pagamenti dei crediti di imposta pari al 70% della maggior spesa per il gasolio sostenuta tra marzo e agosto rispetto ai costi di febbraio, prima dell’inizio della guerra in Iran e della conseguente esplosione dei prezzi. Un supporto previsto già dal decreto varato dal governo il 18 marzo, quello che ha riconosciuto il primo taglio delle accise per gli automobilisti. Da allora a fine settembre oltre 30mila aziende hanno fatto domanda. “Erano stati stanziati 100 milioni poi via via aumentati fino ad arrivare a 434“, spiega Sergio Lo Monte, segretario nazionale di Confartigianato Trasporti e segretario di Unatras, il coordinamento unitario delle associazioni nazionali dell’autotrasporto merci. “Ma tra mancanza di liquidità e burocrazia che si è messa di traverso non è mai arrivato un euro”. Considerato che tra febbraio e agosto il rincaro medio alla pompa è stato di circa 33 centesimi al litro, con punte di oltre 40 centesimi in aprile e agosto, un’impresa con una piccola flotta di cinque camion e un consumo medio mensile di 15mila litri ha speso 4.900 euro in più ogni mese, 30mila nel semestre, senza ricevere alcuna compensazione.

“Ora ci è stato assicurato lo sblocco”, prosegue Lo Monte, “con l’aggiunta di ulteriori 50 milioni al plafond, per coprire tutte le domande. In più ci hanno annunciato che sono stati trovati altri 60 milioni che consentiranno di coprire anche settembre e ottobre: le domande si faranno nella prima decade di novembre e tra gennaio e febbraio dovrebbero arrivare i versamenti. E il termine del 31 dicembre per la fruizione è stato prorogato al 31 marzo, altrimenti chi non aveva scadenze fiscali da compensare avrebbe perso i crediti”.

Nel decreto legge che dovrebbe arrivare a giorni entrerà anche, è la promessa, “il rafforzamento della clausola di adeguamento automatico dei corrispettivi versati dal committente al prezzo del gasolio, il cosiddetto il fuel surcharge. Abbiamo chiesto che venga prevista per legge l’incidenza e che vengano fissati parametri certi in modo che valga per tutti i contratti, anche quelli in forma non scritta, che sono quelli prevalenti e diffusi soprattutto al Sud. In questo modo ci sarà automaticamente la possibilità per gli autotrasportatori di ribaltare il sovra-costo in fattura“.

A novembre infine è stato garantito l’arrivo del contributo noto come marebonus, riservato alle imprese insulari che utilizzano le “Autostrade del mare“. Anche qui ci sono contributi che “non vengono pagati fin dalle annualità 2023-24 e 2024-25”, racconta il segretario di Unatras. “Mancava la cassa, ora verranno avviati i pagamenti grazie a un’altra sessantina di milioni”. Ma per finanziare anche gli imbarchi del 2026 serviranno altre risorse, pena ritrovarsi di nuovo di fronte a una pila di istanze non pagate.

Ma come si arriva al “miliardo” evocato da ministro e viceministro? “Si è parlato anche del fondo da 590 milioni per il rinnovo del parco veicolare, destinato a incentivare la sostituzione dei mezzi più inquinanti. C’era già il decreto interministeriale, ma anche quella misura è bloccata da marzo al ministero dell’Economia. Ci dicono che dobbiamo sostituire i veicoli inquinanti e poi…”. E poi, stando a Salvini, “ci sono normative europee che limitano la possibilità di allocare questi soldi”. E qui la quadra è ancora da trovare: “Siamo in una discussione serrata con Bruxelles”. Come dire: l’attesa non è ancora finita.

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'You Break it, You Pay!': Meloni Enacts Emergency Decree Against Multicultural Youth Riots

In a swift response to an outbreak of French-style youth unrest in Milan, Giorgia Meloni's government has approved a decree empowering police and prosecutors to pursue rioters, including those under 18.

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