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Federica Brignone, il documentario e l’annuncio: “Non sono più disposta a sciare con il dolore”

“Non sono più disposta e a sciare con il dolore“. In poche parole Federica Brignone chiarisce la sua posizione, aprendo anche all’ipotesi del ritiro. La campionessa di sci, vincitrice di due medaglie d’oro alle ultime Olimpiadi di Milano-Cortina, non sarà al via della stagione di Coppa del Mondo a Soelden. È ancora alle prese con la riabilitazione e il ritorno in pista in questo momento resta un punto interrogativo. Ieri, mercoledì 21 ottobre, era sul red carpet della Festa del Cinema di Roma, insieme al fidanzato James Mbaye (nella foto, ndr) per presentare il documentario “Federica – L’ultima Olimpiade“.

Un film per raccontare l’impresa di Brignone, riuscita miracolosamente a rientrare per i Giochi in casa e poi a vincere due ori. I dolori dovuti all’infortunio però non sono mai passati: “Non sono più disposta e a sciare con il dolore, cioè a dover combattere contro il mio corpo, contro i segnali che mi dà il mio corpo, combattere tutti i giorni anche solo per appoggiarti a una gamba”, ha dichiarato in un’intervista a Francesca Marsaglia per Eurosport. “Quindi – ha chiarito Brignone – o starò bene o per me la mia vita da sciatrice può anche finire qua“.

Una dichiarazione forte, che chiarisce però quanto sia stato grave l’infortunio e difficile il recupero. “Sto ancora cercando qualche senso. Probabilmente avevo bisogno di una sfida nuova, ancora più impossibile, perché avevo raggiunto o passato tutte le sfide che avevo in testa. Però così è stato un po’ ‘too much‘, nel senso così grave. Non ho ancora capito il perché e non so se lo capirò mai”, ha detto Brignone all’Ansa. La speranza di vederla di nuovo in pista è ancora presente, ma non è l’unica ipotesi possibile.

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Trump attacca LeBron James: “Non vale nulla, è una vergogna totale. Dovrebbe chiedere scusa”. Che cosa è successo

Donald Trump torna ad attaccare LeBron James. Il rapporto tra il presidente Usa e la star della Nba è sempre stato a dir poco teso. Questa volta Trump ha criticato James sul suo social Truth: “È una vergogna. Dovrebbe chiedere scusa”. Il motivo? Il comportamento del cestista durante l’inno nazionale americano suonato prima del match al Madison Square Garden tra i New York Knicks e Philadelphia 76ers, poi vinta dai Sixers 106 a 100, con James che ha messo a segno 14 punti.

Un video mostra LeBron James che durante l’inno prima sembra mimare con le mani il gesto del golf e poi un tiro a canestro. Trump ha subito colto l’occasione per attaccarlo: “Mentre ascolta il nostro inno nazionale, LeBron James manca di rispetto al nostro Paese”, ha scritto. Per poi insultare: “L’ho detto fin dall’inizio: non vale nulla, è una vergogna totale. LeBron James dovrebbe chiedere scusa a tutti quei grandi guerrieri ed eroi americani che sono morti per la bandiera americana e per tutto ciò che il nostro Paese rappresenta”.

LeBron James già dieci anni fa fu tra le prime star dello sport americano a criticare Trump, durante la campagna elettorale, in particolare per le sue frasi sulle donne e poi per aver fatto tornare “di moda” l’odio in America. Nel 2017 difese la scelta di Stephen Curry di rifiutare l’invito di Trump, scrivendo: “Andare alla Casa Bianca era un grande onore finché non sei arrivato tu”. Nel 2018 arrivò il primo affondo di Trump, che dopo un’intervista di James commentò: “”Lo hanno fatto sembrare intelligente, non facile”. L’ostilità è proseguita anche nel secondo mandato: il 24 luglio scorso, rispondendo a una domanda sul confronto tra James e Jordan, Trump ha definito LeBron “razzista“.

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Marta Bassino, un anno dopo l’infortunio e 10 anni dopo il primo podio: dall’amicizia con Pirovano al ritorno in pista. “Non so bene cosa aspettarmi”

Il 22 ottobre è una data speciale per Marta Bassino. Esattamente un anno fa, la caduta e l’infortunio al ginocchio sinistro che ha compromesso l’intera stagione, comprese le Olimpiadi di Milano-Cortina. Esattamente 10 anni fa, però, nello stesso giorno otteneva il suo primo podio in Coppa del Mondo, a Soelden. Il destino che si intreccia, perché ora proprio da Soelden riparte la carriera di Bassino, dopo un anno di stop forzato. Solo in questi giorni ha sciolto le riserve, confermando la sua presenza: “Non so bene cosa aspettarmi. Voglio prenderla come viene“, ha raccontato alla Gazzetta dello Sport. L’Italsci la aspetta, perché oggi Bassino è un punto di riferimento (viste le assenze di Brignone e Goggia) insieme alla sua amica Laura Pirovano, con cui sta condividendo questo avvicinamento al debutto stagionale, come testimoniato sui social.

“A ognuno il suo stile”, ha scritto Pirovano, pubblicando il video di un tuffo in piscina insieme a Bassino. Vale anche sulla pista: una discesista, l’altra amante soprattutto del gigante. La trentina viene da un’annata magica, in cui ha trovato la prima vittoria e ha poi conquistato la Coppa del Mondo di discesa libera grazie a tre successi complessivi. Bassino ha dovuto soffrire da casa, senza mai smettere di tifare per la collega: “Sono molto contenta per lei. In realtà siamo sempre state amiche, anche prima dei suoi risultati dell’anno scorso. Siamo state in vacanza insieme e siamo anche in camera insieme“, ha raccontato Bassino.

Con Pirovano ha vissuto anche questi ” giorni particolari” prima del ritorno in pista: “Sono un po’ turbata -ha confessato sempre alla Gazzetta – ricorre un anno dall’infortunio e sono qui, in Val Senales, dove mi sono fatta male“. Il rientro sulle nevi dell’Austria servirà quindi soprattutto a rompere il ghiaccio: “Ritrovare l’aria delle gare, mettere il pettorale e rivivere quelle sensazioni sarà già qualcosa di nuovo. Voglio affrontarlo con serenità“.

Bassino, giustamente, non vuole pressioni. Anche se vuole recuperare quello che l’infortunio le ha tolto, lei che vanta 7 vittorie e 30 podi in Coppa del Mondo, oltre alla Sfera di Cristallo di slalom gigante conquista nel 2021. Da quel primo podio di un decennio fa è cambiato tutto: “Se penso a dieci anni fa, mi vedo piccolissima, con molta meno consapevolezza. Ho fatto tante esperienze, ho viaggiato, sono cresciuta. Oggi affronto le cose in modo diverso”. Oggi è anche una veterana del gruppo azzurro, pronta a fare da guida: “Se penso ad Anna Trocker, classe 2008, e alla mia prima volta a Soelden, nel 2014, mi rendo conto di quanto tempo sia passato. Quando io ero al debutto, Anna aveva sei anni! Sono contenta che arrivino ragazze giovani. C’è bisogno di nuove generazioni e di ricambio: è giusto che sia così“. Intanto, però, Bassino ha ancora molto da dare.

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Il Tour de France stupisce ancora, ecco il percorso 2027: 71 km di crono, partenza dalla Scozia e finale sui Pirenei. “In questa edizione troveremo le salite del futuro”

Il Tour de France 2027 partirà il 2 luglio da Edimburgo: mai la Grande Boucle aveva preso il via così a nord. Il percorso, presentato al Palais des Congrès di Parigi, conta 21 tappe per 3.479 chilometri e un dislivello record di 53.450 metri. Non sono le uniche novità di un percorso capace di stupire ancora, tra l’assenza di molte salite epiche e il finale sui Pirenei. Tre le giornate iniziali nel Regno Unito, dalla Scozia all’Inghilterra fino al debutto in Galles. “Il Galles è come la Liegi-Bastogne-Liegi. I primi dieci giorni sono pensati per favorire un continuo cambio di maglie”, spiega il direttore Christian Prudhomme.

Le cronometro individuali saranno due, per un totale di 71 chilometri: non erano così tanti dal 2012. La prima, alla settima tappa, collegherà Blois a Chambord. “È la crono dei castelli: magnifica, 38 chilometri completamente pianeggianti”, afferma Prudhomme. La seconda è in programma a Tolosa, alla sedicesima tappa: 33 chilometri che comprendono la ripida salita di Pech David, una delle scoperte recenti degli organizzatori.

L’alta montagna comincerà alla nona tappa, con l’arrivo sul Grand Colombier. Seguiranno due frazioni alpine, con la doppia scalata di Domancy e il traguardo a Les Saisies. Mancano Galibier, Izoard e Alpe d’Huez: gli organizzatori hanno scelto di dare spazio anche a salite meno note. “Se si vogliono scoprire altri valichi, bisogna accettare il fatto che non ci siano sempre i più celebri”, sostiene Prudhomme. “In questa edizione troveremo le salite del futuro, altrettanto temibili. E ci sarà il Tourmalet”.

Ai Pirenei è affidata infatti la fase decisiva per la maglia gialla. La diciottesima tappa prevede 5.400 metri di dislivello, con il Col du Soulor, il Tourmalet e la Hourquette d’Ancizan prima dell’arrivo al Col du Portet, sopra Saint-Lary-Soulan: a 2.215 metri sarà il punto più alto di questa edizione. La penultima frazione, verso Libourne, offrirà un’occasione ai velocisti. Chiusura il 25 luglio sugli Champs-Élysées a Parigi, con il passaggio da Montmartre confermato per il terzo anno consecutivo.

Tutte le tappe del Tour de France 2027

  1. Venerdì 2 luglio – prima tappa: Edimburgo-Carlisle, 185 km
  2. Sabato 3 luglio – seconda tappa: Keswick-Liverpool, 223 km
  3. Domenica 4 luglio – terza tappa: Welshpool-Cardiff, 223 km
  4. Martedì 6 luglio – quarta tappa: Cherbourg en Cotentin-Cherbourg en Cotentin, 171 km
  5. Mercoledì 7 luglio – quinta tappa: Pontorson-Plumelec, 178 km
  6. Giovedì 8 luglio – sesta tappa: Vannes-Angers, 193 km
  7. Venerdì 9 luglio – settima tappa: Blois-Chambord, 38 km (crono individuale)
  8. Sabato 10 luglio – ottava tappa: Bourges-Le Creusot, 224 km
  9. Domenica 11 luglio – nona tappa: Villars les Dombes – Grand Colombier, 162 km
  10. Martedì 13 luglio – decima tappa: Annecy-Sallanches, 171 km
  11. Mercoledì 14 luglio – undicesima tappa: Cluses-Les Saises, 150 km
  12. Giovedì 15 luglio – dodicesima tappa: Chambery-Valence, 162 km
  13. Venerdì 16 luglio – tredicesima tappa: Aubenas-Montpellier, 164 km
  14. Sabato 17 luglio – quattordicesima tappa: Montpellier-Mende, 199 km
  15. Domenica 18 luglio – quindicesima tappa: Rodez-Albi, 169 km
  16. Martedì 20 luglio – sedicesima tappa: Tolosa-Tolosa, 33 km (crono inviduale)
  17. Mercoledì 21 luglio – diciassettesima tappa: Muret-Pau, 186 km
  18. Giovedì 22 luglio – diciottesima tappa: Pau-Col du Portet, 174 km
  19. Venerdì 23 luglio – diciannovesima tappa, Hasparren-Laruns, 160 km
  20. Sabato 24 luglio – ventesima tappa, Maubourguet-Libourne, 198 km
  21. Domenica 25 luglio – ventunesima tappa, Saint Quentin en Yvelines-Parigi Campi Elisi, 116 km

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Dramma nel rugby, Cléa Menier morta per un violento colpo alla testa durante una partita: aveva 17 anni

La Francia del rugby è sconvolta: la giocatrice Cléa Ménier, di soli 17 anni, è morta a seguito di un incidente avvenuto durante una partita lo scorso sabato. Secondo le ricostruzioni dei media locali, Menier è stata vittima di un brutto fallo durante il match tra la sua squadra, l’Union du Bassin Marmandais, e i rivali dell’Agen. La 17enne ha subito un violento colpo alla testa, probabilmente seguito da un arresto cardiorespiratorio. Dopo giorni di apprensione, mercoledì è arrivo il tragico annuncio del suo decesso.

“Siamo sotto choc” e viviamo “una profonda tristezza”, ha scritto il suo club in un lungo messaggio sui social. “I nostri primi pensieri vanno alla sua famiglia, ai suoi genitori Cécile e Johann, a suo fratello Clément e a sua sorella Coline, anche lei giocatrice del nostro club. Questa è una terribile prova per il nostro club. La affronteremo insieme, uniti e solidali, prendendoci cura gli uni degli altri”, si legge nel comunicato, che ringrazia anche “tutte le squadre di soccorso e gli operatori sanitari che si sono alternati nella cura di Cléa, dai vigili del fuoco e dallo SMUR alle équipe di pronto soccorso e di terapia intensiva chirurgica dell’ospedale Pellegrin di Bordeaux“.

La 17enne infatti era stata trasferita d’urgenza all’ospedale Pellegrin di Bordeaux, dove è poi morta a causa delle conseguenze del colpo subito. Al momento la Federazione di rugby francese non ha fornito ulteriori chiarimenti sulla dinamica dell’incidente: “Sarà fatto tutto il possibile per comprendere le circostanze di quanto accaduto e sarà attivato un servizio di supporto psicologico per sostenere tutte le persone colpite da questa tragedia e accompagnarle in questi momenti particolarmente dolorosi”, si legge in una nota della FFR.

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