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Lavorava in una stalla a 11 anni, botte e cinghiate se si lamentava: a processo i genitori di un bambino

21 October 2026 at 09:36
Costretto a lavorare in una stalla a soli 11 anni, sia prima che dopo la scuola. Botte e cinghiate se osava lamentarsi. È successo in una famiglia del bellunese, dove i genitori di un bambino sono finiti sotto processo per maltrattamenti.
La procura di Treviso ha chiesto una condanna a sei anni di carcere per il padre e tre e mezzo per la madre, come riporta il giornale Il Gazzettino. Le indagini sono iniziate lo scorso marzo, quando la maestra di sostegno aveva segnalato alle autorità che il bambino era vittima di vessazioni: la donna aveva domandato al piccolo se avesse fatto gli auguri al padre in occasione della Festa del Papà, e lui aveva risposto che “papà è cattivo, mi picchia“.
In pochi mesi gli inquirenti hanno costruito un ampio quadro indiziario, grazie a intercettazioni audio e video ottenute installando microcamere nella casa di famiglia, che permesso l’incriminazione dei genitori. Nel corso dell’udienza sono stati ascoltati i vicini di casa della famiglia e una psicologa consulente della difesa. Per il prossimo 5 novembre è prevista la sentenza.
Oltre ai nove anni di carcere complessivi, la procura chiede 270mila euro di risarcimento in totale per danni fisici morali ed esistenziali causati al bambino, che è stato allontanato dalla famiglia e si trova oggi al sicuro in una struttura protetta; a detta delle insegnanti, sta meglio.

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Due bambini uccisi a Gaza dagli attacchi dell’Idf in 24 ore: 340 minori morti dall’inizio del cessate il fuoco

18 October 2026 at 15:28

Da più di un anno a Gaza è in vigore il cessate il fuoco, ma solo domenica due bambini palestinesi sono stati uccisi dal fuoco delle Forze di difesa israeliane, come riporta l’agenzia Wafa. Secondo una nota del ministero dell’istruzione di Hamas a Gaza, si tratta di Tamer Soboh, di cui non viene riportata l’età, ucciso a ovest di Beit Lahiya, nel nord della Striscia, e di Masak al-Dalu, una bambina di 7 anni, nei pressi del campo profughi al-Maghazi. La piccola è rimasta uccisa quando le forze israeliane hanno aperto il fuoco tra le tende del campo profughi dove viveva, nel centro della Striscia di Gaza.

Dal 10 ottobre 2025, sono morti in totale 340 bambini durante la tregua. Secondo il Ministero della Salute di Gaza, almeno 1.511 palestinesi sono stati uccisi e altri 5.375 feriti negli attacchi israeliani. Per le famiglie “che piangono la perdita dei propri figli, queste terribili statistiche non equivalgono a un cessate il fuoco”, ha sottolineato il portavoce dell’Unicef Ricardo Pires. Attacchi aerei, raid di droni e sparatorie continuano in tutta la Striscia. Si stima che circa 60mila bambini abbiano visto morire uno o entrambi i genitori durante la guerra o dopo il cessate il fuoco e, secondo l’Unicef, sarebbero 800mila i bambini sfollati a Gaza, “e la maggior parte vive in tende o in edifici pericolosi e bombardati”.

L’abbassamento delle temperature complica ulteriormente la situazione per le famiglie sfollate a Gaza, che riempiono i sacchi di farina vuoti con la sabbia per impedire all’acqua piovana di entrare nelle loro tende. I bombardamenti israeliani hanno gravemente danneggiato la rete fognaria: “Ci sono enormi bacini di acque reflue, come il bacino di raccolta delle acque piovane di Sheikh Radwan, che è mezzo pieno”, ha avvertito Pires. “Come avevamo già previsto un anno fa, l’acqua contaminata potrebbe straripare e inondare le zone residenziali a valle, con conseguenze potenzialmente letali per i bambini e le loro famiglie. Alcuni bambini sono annegati in acque contaminate da liquami”.

Secondo Wafa, cinque palestinesi sono rimasti uccisi dal fuoco dell’esercito israeliano da questa mattina. Il portavoce dell’Idf afferma di star controllando i dettagli delle notizie riferite dai media palestinesi. La Wafa riporta anche la morte di una donna di 28 anni, Wijdan Kamal Shurrab, rimasta uccisa da colpi di arma da fuoco nei pressi di Khan Younis. L’agenzia palestinese cita fonti ospedaliere che parlano di 25 feriti nelle ultime 24 ore.

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Bambini sempre più stressati e sovrastimolati? Lo yoga può aiutarli a gestire le emozioni e ritrovare la concentrazione: come funziona e i 6 libri per iniziare giocando

15 October 2026 at 10:57

La scuola è ripartita e insieme ripartono anche le attività exstrascolastiche. Per molti bambini e ragazzi è il momento di scegliere uno sport da praticare durante l’anno: calcio, nuoto, danza, basket, arti marziali, tante sono le possibilità di scelta.

Tra queste perchè non praticare yoga? Praticare yoga è spesso associata al mondo degli adulti, invece rivela essere una pratica piacevole e adatta anche ai più piccoli, soprattutto se proposta attraverso il gioco.

L’orgine di questa pratica meditativa nasce in India; è una disciplina che integra movimento fisico e respirazione. I tre componenti fondamentali sono infatti rappresentati da: postura, controllo del respiro e rilassamento che si integrano tra loro a formare differenti stili di yoga.

Recenti studi scientifici hanno dimostrato i benefici che questa pratica comporta: dalla gestione della rabbia, della depressione, dello stress, dell’accettazione del proprio corpo e dell’ansia non solo nell’adulto, ma anche nell’ambito pediatrico.

Oggi giorno i bambini sono sovrastimolati con mille attività ludiche, tanto da aumentare la stanchezza e lo stress, e questo comporta una capacità di apprendimento ridotta.

C’è un aspetto interessante che la disciplina yogica ci porta alla riflessione ed è l’incapacità di ascoltarsi, calmarsi e concentrarsi ritrovando uno stato di quiete e di sgombro da pensieri che ci affliggono durante la giornata.

Proprio per questo praticare yoga può aiutare i bambini a conoscere meglio il proprio corpo, a sviluppare equilibrio, ad essere più sereni e tranquilli, più capaci a gestire l’ansia e lo stress. Gli esercizi di respirazione e rilassamento possono inoltre diventare strumenti utili per gestire le emozioni, anche dopo una giornata trascorsa sui banchi.

Oltre ad imparare determinate asana, ossia posizioni, i bambini imparano a rispettare delle regole come la durata della seduta, la modalità in cui non si corre e si parla a sotto voce, per creare dei piacevoli momenti da condividere con chi pratica con loro.

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