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Santanchè, chiesto il rinvio a giudizio anche per i fallimenti Ki Group e Bioera: accuse di bancarotta e truffa allo Stato

22 October 2026 at 10:22

Nuova richiesta di rinvio a giudizio per Daniela Santanchè. La Procura di Milano ha chiesto il processo per la senatrice di Fratelli d’Italia ed ex ministra del Turismo e per altre 14 persone, più una società, per ipotesi di bancarotta fraudolenta, falso in bilancio e truffa aggravata ai danni dello Stato in relazione ai fallimenti delle società Ki Group, Ki Group Holding, Bioera e Umbria srl. Le indagini della Guardia di finanza, coordinate dai pm Luigi Luzi e Guido Schininà con il procuratore aggiunto Roberto Pellicano, erano state chiuse a luglio. A decidere sul rinvio a giudizio sarà il giudice dell’udienza preliminare. Tra gli imputati anche l’ex compagno e il figlio di Santanchè, Canio e Lorenzo Mazzaro, nonchè la sorella Fiorella.

Bioera, controllante di Ki Group, è stata dichiarata fallita nel 2024: Santanchè era stata presidente del consiglio di amministrazione dal 2012 al 2021, mentre Canio Mazzaro è stato amministratore delegato. Secondo l’accusa, l’ex ministra e gli altri amministratori si sono attribuiti compensi “del tutto sproporzionati” portando dolosamente le società al dissesto finanziario. Santanchè è già imputata per truffa ai danni dello Stato anche in relazione alla vicenda dei dipendenti di Visibilia, la sua ex casa editrice, che lavoravano pur risultando in cassa integrazione Covid: il processo è in fase di udienza preliminare. Per il fallimento di Visibilia, invece, la senatrice è stata rinviata a giudizio nel gennaio 2025 con l’accusa di false comunicazioni sociali e il dibattimento di primo grado è in corso. A causa delle vicende giudiziarie pendenti, Santanchè è stata obbligata a dimettersi dalla premier Giorgia Meloni a marzo 2026, dopo la sconfitta al referendum sulla riforma Nordio.

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