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Eros Ramazzotti: “Sto con Marracash perché sta con gli studenti che sono scesi in piazza per far sentire la propria voce e perché il dissenso è un diritto e va difeso”

22 October 2026 at 15:48

Nel fine settimana del 17 e 18 ottobre Milano è stata attraversata da una nuova ondata di tensioni. Domenica pomeriggio decine di ragazzi, per lo più a volto coperto, hanno sfondato vetrine in via Torino e fatto irruzione in un supermercato, il giorno dopo le proteste degenerate in scontri con la polizia. Secondo fonti di polizia, i fermati portati in Questura erano almeno 160, circa l’80 per cento minorenni.

Le piazze si erano riempite pochi giorni prima per motivi precisi: gli studenti protestano contro il tetto agli alunni stranieri, il caro affitti e i tagli all’istruzione, e il ministro Valditara ha parlato di “teppismo politico”.

In questo clima il dibattito ha coinvolto anche il mondo della musica. Marracash ha preso posizione su Instagram, e anche altri rapper si sono schierati. La sua posizione ha fatto discutere anche per una questione di legittimità: chi ha successo e un patrimonio può parlare di disuguaglianze? Lui ha respinto l’obiezione del “tu hai i soldi, non puoi parlare”, rivendicando che la ricchezza non cancella la sua storia né la sua battaglia.

È qui che si inserisce l’intervento di Eros Ramazzotti, interessante proprio perché arriva da un artista molto diverso per genere, generazione e pubblico. Il suo commento è costruito su due mosse distinte. La prima è la solidarietà con Marracash, estesa al principio che il diritto di esprimersi appartiene a tutti, anche a chi ha più possibilità, si è guadagnato ciò che ha onestamente e paga le tasse. La seconda è una presa di distanza netta da chi ha devastato la città, accusato di aver tolto attenzione e ragione ai manifestanti pacifici. Il messaggio tiene insieme difesa del dissenso e condanna della violenza, e usa questa distinzione per rivendicare anche il diritto di parola degli artisti benestanti.

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“Mia figlia Aurora Ramazzotti dai 13 ai 19 anni non è venuta in spiaggia con me. Non ha mai provato odio verso di me, ma ha dovuto elaborare tutto quello che le è stato riversato addosso”: parla Michelle Hunziker

21 October 2026 at 09:32

Una lunga chiacchierata che parte dall’infanzia, dal piccolo paese di trecento abitanti in cui viveva e dai che già allora la portavano lontano: “Volevo girare il mondo e fare l’interprete“. Michelle Hunziker si racconta a Chi e non mancano passaggi molto intimi. A cominciare dal rapporto con il padre. “Il perdono mi ha aiutata moltissimo nella vita. Sono stata arrabbiata con mio padre dai 14 anni fino ai 19, forse anche oltre”, racconta. Un padre alcolista che, spiega, “era un uomo estremamente sensibile, un artista: dipingeva, suonava e aveva studiato al conservatorio. La depressione lo portava a rifugiarsi nell’alcol, ma nei momenti in cui riusciva a stare lontano dal bere era un uomo meraviglioso”.

Poi c’è il capitolo famiglia. Diventata nonna a 46 anni, Hunziker racconta l’emozione vissuta alla nascita del nipote: “Non si può spiegare l’amore che nasce per un nipote. Ho avuto la possibilità di assistere al parto di mia figlia, perché me lo hanno chiesto sia lei sia Goffredo (Cerza, marito di Aurora, ndr). È stata una delle esperienze più belle della mia vita, insieme ai miei stessi parti. Vedere tua figlia partorire una creatura che è la continuazione della tua vita, che porta dentro di sé il tuo Dna, e renderti conto che la vita continua è un’emozione senza eguali. Mi commuovo ancora a raccontarlo”.

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