The damning reality of Michael Carrick’s diabolical Man United

La batosta di Como potrebbe avere conseguenze pesanti a Manchester, sponda United. All’indomani dello storico 4-1 in Champions League, la stampa inglese ha massacrato i Red Devils, definiti dal quotidiano The Times un club “malato, che puzza a partire dalla testa”. Il destino di Michael Carrick pare ormai segnato, a meno di una clamorosa ripresa: il grande ex calciatore che aveva riportato lo United al terzo posto della Premier e a giocare la Champions, ora vive una crisi profonda. In questo caso, i numeri raccontano tutto: appena due vittorie in undici gare disputate tra tutte le competizioni. L’ultimo successo è stato proprio in Europa, al debutto contro il Sabah, modesto club azero. Da lì in poi, una serie di sette partite senza vittorie.
Il match contro la squadra di Fabregas però è stato un tremendo bagno di realtà. Sono arrivate le critiche del capitano Bruno Fernandes, sono arrivate le reazioni esterrefatte dei grandi ex del Manchester United, da Rio Ferdinand a Roy Keane, che non si riconoscono più in questa squadra. Insomma, Carrick pare avere le ore contate: l’ultima spiaggia potrebbe essere la partita contro il Bournemouth in programma domenica. Nel frattempo, la stampa inglese già si interroga sul possibile sostituto: l’ennesimo allenatore da infilare nel tritacarne United.
In Italia il pensiero va subito ad Antonio Conte, ancora libero dopo l’addio al Napoli. “Mi piacerebbe andare in una di quelle società che hanno un po’ perso di vista la propria storia per rispolverare quel passato e farlo tornare a splendere“, ha detto il tecnico in una recente intervista a The Athletic. L’identikit calza a pennello con la Juventus, ma anche con il Manchester United. Secondo la Gazzetta dello Sport, l’entourage di Conte avrebbe effettivamente bussato alle porte di Old Trafford, per sondare il terreno. La dirigenza dei Red Devils, seppure senza scartare l’ipotesi, al momento però starebbe dando la priorità ad altre piste, sempre in base a quel che si legge Oltremanica.
Una in particolare porta a Julian Nagelsmann. Secondo quanto riporta il The Telegraph, il tecnico tedesco è oggi il candidato principale per l’eventuale successione e avrebbe aperto all’ipotesi di andare ad allenare i Red Devils a stagione in corso, interessato all’idea di fare un’esperienza in Premier League. Al momento però, stando al quotidiano inglese, non ci sarebbe stato alcun contatto formale tra le parti. Altre strade? Si fa il nome di Fabian Hürzeler, il 33enne che sta magnificamente guidando il Brighton. Nel caso, lo United dovrebbe pagare per liberarlo.
Conte dunque aspetta una chiamata per valutare una eventuale proposta. Una cosa è certa: vista la situazione disperata dei Red Devils, che si trascina ormai dalla fine dell’era Ferguson, solo un tecnico del suo calibro potrebbe riuscire a risolvere la situazione. Altri esperimenti più affascinanti, da Amorim a Ten Hag, hanno tutti portato al fallimento. E Nagelsmann, basta vedere la sua ultima esperienza con la Nazionale tedesca, sembra corrispondere più a questa seconda categoria.
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Kyle Walker, atualmente no Burnley, afirmou que vai remover a tatuagem que celebra a conquista de quatro títulos consecutivos da Premier League pelo Manchester City caso os troféus sejam retirados do clube, condenado por mais de uma centena de infrações financeiras.
O lateral-direito inglês foi um dos primeiros ex-jogadores do City a comentar a polêmica. Em entrevista à rádio talkSPORT, ele reconheceu a gravidade do caso, mas ressaltou que o clube recorreu da decisão. “Não podemos ignorar o fato de que eles já foram considerados culpados, mas recorreram da decisão”, declarou.
Walker também defendeu o mérito esportivo dos jogadores nas conquistas que eternizou em tatuagens no antebraço e em uma das pernas. Segundo ele, o elenco deve ser reconhecido pelo desempenho apresentado em campo durante aquele período.
“Como jogador, posso dizer que tudo o que fizemos foi entrar em campo e apresentar nosso melhor futebol como equipe. Vou defender os jogadores até o fim da minha vida. Considero que o que alcançamos naquele período foi incrível e provavelmente não vai voltar a acontecer”, afirmou.
Apesar de defender os antigos companheiros, o jogador reconheceu que a situação é mais difícil de justificar quando analisada de fora. “Visto de fora, não tem nada de bom aspecto, e temos de encarar isso”, acrescentou Walker, admitindo o impacto negativo das acusações sobre a imagem do clube.
A investigação que levou à condenação do Manchester City abrange um período de nove anos, entre 2009 e 2018. No entanto, uma eventual punição esportiva poderá afetar a sequência de quatro títulos consecutivos da Premier League conquistados pela equipe entre 2020 e 2024.
Diante da possibilidade de perder os troféus, Walker assumiu o compromisso de remover a tatuagem que celebra a sequência histórica caso os títulos sejam oficialmente retirados do Manchester City. Apesar da promessa, o inglês espera que a punição não chegue a esse ponto.
“Há muito poucos de nós que podem dizer que conquistaram os quatro títulos. Vou tentar manter a tatuagem, mas espero que não nos retirem esses títulos”, concluiu o jogador, que fez parte da equipe responsável por uma das marcas mais expressivas da história recente do futebol inglês.
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La polizia londinese sta dando la caccia a un uomo, colpevole di aver calciato un pallone da rugby da un tetto dentro lo stadio del Brentford, durante la partita di Premier League contro il Liverpool di sabato scorso. È stata proprio la società a denunciare l’ignoto alla polizia.
Durante il match, un pallone da rugby è piovuto a ridosso del terreno di gioco, prima di essere raccolto da un membro dello staff senza che in campo i calciatori si accorgessero di nulla. Poi però è apparso un video diventato presto virale sui social: mostra un uomo in piedi sul tetto di un edificio vicino al Gtech Community Stadium mentre calcia il pallone da rugby verso il campo, tra le risate e le urla dei presenti.
Il Brentford ha dichiarato che “un simile comportamento è pericoloso e potenzialmente molto dannoso“. E ha aggiunto: “La vicenda è stata segnalata alla polizia e il club sta collaborando con le autorità competenti alle indagini, al fine di identificare i responsabili e adottare i provvedimenti del caso, che potrebbero includere un’azione penale“. La nota poi conclude: “La sicurezza di tifosi, personale, giocatori e ufficiali di gara durante le partite è di fondamentale importanza; il club sosterrà ogni iniziativa volta a garantire che vengano presi i dovuti provvedimenti“.
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© Jan Kruger
Quasi venticinque milioni di euro all’anno fino al 2030 per l’allenatore e sessanta posti di lavoro a rischio per i dipendenti. Da una parte il rinnovo milionario di Mikel Arteta fino al 2030, dall’altra un piano di ristrutturazione che rischia di lasciare a casa decine di lavoratori. Il paradosso in casa Arsenal ha acceso più di qualche critica in Inghilterra. E le dichiarazioni di Arteta sulla questione di certo non aiutano. Si considera la persona meno adatta per parlarne – “Questa non è una domanda da fare a me” – ma quando c’è da difendere la scelta del club non si tira di certo indietro: “Bisogna prendere delle decisioni per mettere le persone giuste nei posti giusti e continuare a investire per raggiungere i nostri obiettivi e il successo che vogliamo costruire. Questo mi è stato spiegato in seguito a un’analisi condotta in tutto il club, sempre con l’intento di evolvere e migliorare”. Facile dire così quando per i prossimi anni puoi diventare l’allenatore più pagato della Premier League.
Annunciata mercoledì dalla dirigenza al personale, la ristrutturazione riguarda principalmente i dipartimenti amministrativi e commerciali. Il tempismo non è di certo dei migliori. “Questo è quello che mi è stato detto. Non sono la persona giusta per dare risposte su questi argomenti”, ha aggiunto lo spagnolo. Ma il contrasto resta evidente. E per certi versi inspiegabile, considerati i ricavi del club inglese negli ultimi anni.
Ricavi record e fatturato in crescita. I numeri raccolti negli ultimi anni raccontano un Arsenal in piena espansione. Nella stagione 2024/25, i Gunners hanno registrato ricavi per 903 milioni di euro, contro i 788 milioni dell’annata precedente: di fatto un incremento del 14,5%, influenzato dai diritti tv e dal business legato allo stadio. Ma è soprattutto sul fronte commerciale che l’Arsenal ha accelerato, raggiungendo quota 307,6 milioni di euro. Un risultato favorito anche da accordi di sponsorizzazione come quello con Sobha Realty (multinazionale di sviluppo immobiliare di lusso), che nel febbraio 2024 ha acquisito i diritti sul nome del centro di allenamento del club. E con la finale di Champions League raggiunta nella passata stagione, le entrate sono destinate a crescere ulteriormente.
A crescere, fino a poco tempo fa, era anche il numero dei dipendenti. Per fare un esempio, al 31 maggio 2025 l’Arsenal contava 564 lavoratori nei settori commerciale e amministrativo, contro i 513 dell’anno precedente. Oggi la tendenza è un’altra. Il fatturato sale, ma per una parte dei dipendenti il futuro diventa sempre più incerto. E nessuno sembrerebbe preoccuparsi. L’obiettivo della ristrutturazione, infatti, sarebbe quello di risparmiare tra i 5 e i 7 milioni di sterline all’anno (circa 8 milioni di euro). Praticamente un terzo di quanto guadagnerà Mikel Arteta ogni stagione.
Per l’Arsenal, però, non si tratta di una novità. Già nell’agosto del 2020, in piena pandemia di Covid–19, il club londinese aveva annunciato un piano di riduzione del personale che prevedeva il licenziamento di 55 dipendenti, principalmente nei settori sportivo, commerciale e amministrativo. Una scelta che aveva scatenato numerose polemiche e provocato la reazione negativa dei tifosi, anche perché arrivata dopo che i calciatori avevano accettato una riduzione dei propri stipendi proprio per contribuire alla tenuta economica della società in un periodo di difficoltà.
Anche in quell’occasione Arteta si era schierato a sostegno delle decisioni del club. Sei anni dopo la storia si ripete. Nel mese di settembre i Gunners si erano infatti affidati al Boston Consulting Group (BCG), società leader a livello internazionale nel campo della consulenza aziendale, con il compito di analizzare alcune aree del club nell’ottica di un miglioramento operativo e organizzativo. Risultato? La decisione di licenziare 60 dipendenti, ritenuti di troppo. Intanto Arteta ringrazia per il rinnovo faraonico.
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