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Scontri a Milano, fermati diversi giovani. Parla un papà: “Se mio figlio ha sbagliato, pagherà. Mi vergogno”

19 October 2026 at 14:12

Amarezza, incredulità e rabbia tra i genitori dei minorenni fermati dopo gli scontri e gli episodi di violenza che hanno interessato Milano. Davanti alla Questura di via Fatebenefratelli, madri e padri hanno atteso per ore notizie dei propri figli, molti dei quali usciti soltanto dopo una lunga permanenza negli uffici di polizia. A raccogliere le loro testimonianze è stato il Corriere della Sera, che ha raccontato le storie di famiglie italiane e straniere accomunate dallo stesso sentimento di smarrimento.

Tra loro c’è Ltaief, un padre tunisino che vive in Italia da quattro anni e che si è presentato in Questura per aspettare i suoi due figli, di 17 e 16 anni. Accompagnato da un amico che lo aiuta con le traduzioni, mostra sul telefono un video di TikTok in cui uno dei ragazzi viene portato via dagli agenti. “Oggi dovevano andare a scuola, non so che hanno fatto. Mi avevano detto che andavano in Duomo”, racconta. La stessa incredulità emerge dalle parole degli altri genitori. Una madre spiega che il figlio le aveva detto di trovarsi in centro con un amico e di essersi imbattuto nel caos delle manifestazioni. Un altro padre racconta di averlo cercato la sera precedente, scoprendo soltanto che si trovava con gli amici nel centro di Milano.

Particolarmente dolorosa la testimonianza di una donna ucraina, arrivata in treno da Monza dopo aver saputo dell’arresto del figlio. “Mi ha chiamato alle 9, mi ha detto di essere stato arrestato”, racconta in lacrime. Secondo la madre, era la prima volta che il ragazzo si recava a Milano con il suo gruppo di amici. “Lui studia. E ora è in carcere. Dobbiamo pagare anche un avvocato. Non so cosa deve fare”, aggiunge.

All’uscita dalla Questura, le reazioni dei genitori sono diverse. C’è chi accoglie il figlio con un duro rimprovero e chi cerca di capire cosa sia realmente accaduto. Alcuni ragazzi raccontano di aver trascorso molte ore in una cella condivisa con altri fermati, ricevendo acqua, cibo e un numero di coperte che, secondo la loro testimonianza, non sarebbe stato sufficiente per tutti. Una coppia di Melegnano ha scoperto che il figlio si trovava in Questura grazie alla geolocalizzazione del telefono. “Ieri sera ho visto che era in questura e siamo venuti. Stamattina alle 5.30 mi ha chiamato per farsi portare il documento, ma non sappiamo niente”, spiegano i genitori. Tra le testimonianze raccolte dal Corriere della Sera c’è anche quella di un padre di origine romena, che vive in Italia da trent’anni. Seduto in un bar davanti alla Questura, esprime tutta la propria delusione: “Mi spacco la schiena al lavoro tutti i giorni e mi vergogno ora a venire qua dopo 30 anni in Italia. Se mio figlio ha sbagliato, pagherà. Sono deluso da lui“.

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Milano, il bilancio della guerriglia in centro: 25 feriti, tra cui dieci agenti. Oltre 50 persone in Questura, la metà minorenni

18 October 2026 at 07:06

È di 25 feriti trasportati in ospedale, tra cui dieci appartenenti alle forze dell’ordine, e oltre 50 persone accompagnate in Questura, circa la metà minorenni, il bilancio degli scontri che sabato 17 ottobre hanno sconvolto il centro di Milano. Una manifestazione inizialmente considerata poco preoccupante si è trasformata in ore di guerriglia urbana, con lanci di pietre, petardi e bombe carta, incendi, vetrine distrutte e negozi presi d’assalto. Solo intorno alle 21, con lo scioglimento del grosso del corteo, la situazione ha cominciato a tornare alla normalità. Secondo quanto comunicato da Areu, nessuna delle 25 persone soccorse e trasportate negli ospedali milanesi è in codice rosso. Undici feriti sono stati accompagnati al Niguarda, sei al Policlinico, cinque al Fatebenefratelli, due all’ospedale San Giuseppe e uno alla Clinica Città Studi.

Milano, dal corteo contro il caro vita agli scontri in piazza Duomo

La manifestazione era stata preannunciata alla Questura dal movimento “Italia in Piazza”, attivo nelle proteste contro il caro vita, e promossa soprattutto attraverso i social network, in particolare TikTok. A partecipare numerosi giovanissimi, molti dei quali di seconda generazione. Una parte dei manifestanti ha dato vita agli episodi di violenza che hanno interessato piazza Duomo e diverse strade limitrofe. Poche le bandiere presenti, tra cui alcune palestinesi, e un solo striscione con la scritta: “Se mi punti una pistola dopo che sono andato a ballare chi dei due è un criminale?”. Alcuni dei partecipanti agli scontri avevano il volto coperto da passamontagna.

La tensione è cresciuta rapidamente, con ripetuti confronti tra manifestanti e forze dell’ordine. Il dirigente di polizia Angelo De Simone è stato colpito alla testa da un sampietrino, riportando una ferita senza tuttavia abbandonare il servizio. Gli agenti sono stati bersagliati dal lancio di oggetti, mentre in diversi punti si sono verificati contatti ravvicinati con i gruppi più violenti. Per disperderli, la polizia ha fatto ricorso anche ai lacrimogeni e, successivamente, agli idranti.

Vetrine distrutte, saccheggi e incendi: i danni nel centro di Milano

Pesante il bilancio dei danneggiamenti. Diverse vetrine sono state infrante e il negozio Foot Locker è stato saccheggiato. Lungo le strade sono rimasti transenne divelte, vasi distrutti, cartelli e pali stradali danneggiati, oltre ai resti dei roghi appiccati durante gli scontri. In piazza Duomo le fiamme hanno interessato anche un bagno chimico collocato in un’area di cantiere.

Numerosi turisti presenti in centro hanno assistito alle scene di violenza: alcuni si sono allontanati per precauzione, mentre altri hanno continuato a filmare con gli smartphone. Durante gli interventi delle forze dell’ordine, diversi manifestanti hanno contestato i fermi, chiedendo agli agenti perché stessero ammanettando dei “ragazzini”. Sono stati temporaneamente chiusi anche gli accessi centrali della stazione della metropolitana Duomo, mentre quelli laterali sono rimasti aperti. Alcuni passeggeri in uscita hanno riferito di aver respirato il fumo dei lacrimogeni.

La rabbia dei poliziotti e i cittadini che ripuliscono le strade

Con il passare delle ore, mentre proseguivano gli ultimi scontri, è emersa anche la tensione accumulata dagli agenti impegnati nel contenimento dei manifestanti. Intorno alle 20, in via Mazzini, un dirigente della polizia si è rivolto ai giovani ancora presenti gridando: “Avete fatto feriti, devastazioni e altri reati, che altro volete fare?”. In serata, mentre il corteo si disperdeva, alcuni cittadini hanno cominciato spontaneamente a liberare le strade dai detriti e a ripulire le aree danneggiate. Un’iniziativa che ha richiamato alla memoria il “popolo delle spugnette”, mobilitatosi nel maggio 2015 dopo le devastazioni dei black bloc durante le proteste contro Expo. Non sono mancati i residenti che hanno urlato “Basta!” all’indirizzo dei gruppi ancora impegnati negli ultimi disordini.

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