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Capone (Ugl): Presentato ‘Osservatorio delle città’, valorizziamo migliori pratiche amministrative

22 October 2026 at 20:07

(Agenzia Vista) Roma, 21 ottobre 2026
“Abbiamo presentato oggi l’Osservatorio delle città promosso dall’UGL, sei comuni che per il secondo anno presentano le loro best practices, le loro eccellenze amministrative, questo per rendere chiaro che c’è una possibilità di stare vicino alle amministrazioni locali, stare vicino alle comunità locali e soprattutto mettere a fattor comune le migliori iniziative”. Lo ha detto Francesco Paolo Capone, segretario della Ugl, in un punto stampa fuori Montecitorio.
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhangiev

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Massimiliano Caiazzo e il cast di ‘Me, You’ sul red carpet della Festa del Cinema di Roma

22 October 2026 at 20:07

(Agenzia Vista) Roma, 22 ottobre 2026
L’attore Massimiliano Caiazzo e il resto del cast del film ‘Me, you’ ha posato per i fotografi sul red carpet della Festa del Cinema di Roma.
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhangiev

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Poltrone, Aldo Uva nuovo Ceo di Natuzzi

22 October 2026 at 19:58

Poltrone, Aldo Uva nuovo Ceo di Natuzzi

Il Consiglio di Amministrazione di Natuzzi S.p.A. ha nominato Aldo Uva Chief Executive Officer del Gruppo, con decorrenza dal 26 ottobre 2026. La nomina formalizza quanto annunciato lo scorso 14 settembre, quando Uva era entrato nel Consiglio di Amministrazione della società.

La decisione del Consiglio è maturata al termine del rigoroso processo di selezione che ha individuato in Aldo Uva la guida più adatta per affrontare le prossime fasi del percorso di trasformazione della società e guidarne il turnaround operativo. Sono state determinanti nella valutazione la sua esperienza trentennale di attività manageriale internazionale e la forte expertise nei percorsi di trasformazione aziendale, oltre alla sua conoscenza diretta di Natuzzi, di cui è già stato CEO da maggio 2008 a marzo 2009.

Pasquale Natuzzi, Presidente del Consiglio di Amministrazione, ha commentato: “Con questa nomina il Consiglio completa un passaggio importante per il nostro presente e futuro. Il Consiglio ha piena fiducia nella capacità di Aldo di portare avanti l’agenda di trasformazione di Natuzzi e guidarne con disciplina l’esecuzione, in direzione di una crescita sostenibile nel lungo periodo”.

“Ringrazio il Consiglio di Amministrazione e la famiglia Natuzzi per la fiducia che mi hanno accordato affidandomi la guida di un’azienda italiana che il mondo riconosce per qualità, storia e competenze” ha dichiarato Aldo Uva. “Assumo questa responsabilità con piena consapevolezza della portata e della complessità delle sfide che ci attendono. Credo fermamente nella forza del patrimonio di Natuzzi, dei suoi marchi e delle sue persone, e nella possibilità di aprire un nuovo capitolo della storia dell’azienda”.

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Napoli, Biagio Maimone presenta il tour “La parola è vita”: la cultura del dialogo contro l’odio sui social, la violenza verbale e la povertà

22 October 2026 at 19:53

Napoli, Biagio Maimone presenta il tour “La parola è vita”

Con il patrocinio del Comune di Napoli, della Città Metropolitana di Napoli, della Commissione europea edell‘Università degli Studi di Napoli Federico II, giovedì 3 dicembre 2026, dalle ore 14.00 alle ore 18.00, la Sala dei Baroni del MaschioAngioino ospiterà la prima tappa del tour “La Parola è Vita – Tour della parola e del dialogo nelle Regioni e nelle Città italiane ed europee”, un progetto culturale che pone al centro il valore della parola quale strumento di dialogo, rispetto, inclusione e crescita umana, organizzato dal giornalista

Biagio Maimone, definito il “giornalista dei poveri” per aver raccontato, nel corso degli anni, situazioni di grave disagio sociale, è Direttore della Comunicazione della Fondazione Bambino Gesù del Cairo, presieduta da Mons. Yoannis Lahzi Gaid, già segretario personale di PapaFrancesco. La Fondazione, fortemente voluta e benedetta dallo stesso Pontefice, si dedica alla tutela e all’assistenza dei bambini che vivono in condizioni di povertà e abbandono, attraverserà città e regioni italiane ed europee con l’obiettivo di promuovere una cultura della comunicazione responsabile, capace di contrastare le divisioni, favorire la comprensione reciproca e restituire alla parola la sua funzione più alta: creare relazioni, riconoscere la dignità dell’altro e contribuire alla costruzione di una società più giusta, solidale e umana.

L’iniziativa coinvolgerà esponenti del mondo della cultura, delle istituzioni, della musica, dello spettacolo, della letteratura e dello sport, insieme a personalità di diversi ambiti professionali e sociali, chiamate a riflettere sul ruolo della parola nel nostro tempo e sulle responsabilità che accompagnano il suo utilizzo nella vita pubblica, nelle relazioni interpersonali e negli spazi digitali.

La scelta di Napoli come città inaugurale assume un significato culturale e simbolico particolare. Città dalla straordinaria tradizione artistica, letteraria e umanistica, Napoli diventa il punto di partenza di un percorso che intende valorizzare la bellezza come principio di elevazione individuale e collettiva, il dialogo come fondamento della convivenza e la cultura come strumento di emancipazione sociale.

Biagio Maimone: «Da Napoli la rinascita culturale della parola per una società più umana»

«Napoli rappresenta il luogo ideale da cui avviare un percorso culturale che invita a riscoprire la forza e la responsabilità della parola. Da questa città può prendere avvio una rivoluzione culturale della comunicazione, capace di contribuire alla nascita di una società più umana, fondata sulla bellezza, sulla dignità della persona, sull’ascolto e sull’emancipazione sociale», dichiara Biagio Maimone, giornalista e promotore dell’iniziativa.

«Le parole possono ferire, umiliare e dividere, ma possono anche incoraggiare, unire, educare e creare ponti tra persone e culture differenti. Per questo è necessario riscoprire il valore etico della comunicazione, assumendosi la responsabilità di ciò che si dice e si scrive, anche negli spazi digitali. La parola non è mai priva di conseguenze: contribuisce a formare le coscienze, orienta le relazioni e può diventare uno strumento di esclusione oppure un veicolo di riconoscimento, solidarietà e trasformazione sociale».

La parola come strumento di rispetto, inclusione e responsabilità

Il progetto La Parola è Vita nasce dalla consapevolezza che il linguaggio non costituisce soltanto un mezzo per trasmettere informazioni, ma rappresenta una dimensione fondamentale dell’esperienza umana, attraverso la quale si costruiscono identità, relazioni e modelli di convivenza.

Le parole possono alimentare pregiudizi, stereotipi e discriminazioni, oppure favorire la conoscenza reciproca, l’ascolto e il superamento delle barriere culturali. Promuovere una cultura del dialogo significa, pertanto, riconoscere che il rispetto dell’altro comincia anche dal linguaggio con cui lo si nomina, lo si interpreta e ci si rivolge a lui.

L’iniziativa intende stimolare una riflessione sul valore della comunicazione responsabile, sulla fraternità e sulla necessità di riconoscere la dignità di ogni essere umano, al di là delle differenze di provenienza, cultura, opinione e convinzioni personali.

Particolare attenzione è rivolta alle nuove generazioni, che vivono in un contesto nel quale i social network e gli strumenti digitali offrono straordinarie opportunità di espressione e partecipazione, ma possono anche favorire la diffusione dell’aggressività verbale, del cyberbullismo e dei linguaggi d’odio.

Educare alla parola significa educare alla responsabilità, sviluppare il pensiero critico e comprendere che il confronto tra idee differenti può rappresentare un’occasione di crescita, senza degenerare in ostilità, umiliazione o discriminazione. Significa, inoltre, riconoscere nella comunicazione uno spazio educativo e civile nel quale si formano la coscienza individuale e il senso della responsabilità collettiva.

Povertà culturale e povertà economica: la cultura come strumento di emancipazione

La riflessione sulla parola e sul dialogo si intreccia con una questione fondamentale per il futuro delle società contemporanee: il rapporto tra povertà culturale, disuguaglianze sociali e povertà economica. Diffondere la cultura della bellezza, dell’ascolto e del dialogo significa contribuire alla costruzione di una società nella quale ogni persona possa sviluppare le proprie capacità, acquisire consapevolezza dei propri diritti e partecipare attivamente alla vita collettiva.

La povertà economica e quella culturale sono fenomeni distinti, ma possono alimentarsi reciprocamente. La mancanza di opportunità educative, l’accesso diseguale alla conoscenza e l’insufficiente valorizzazione delle capacità individuali possono limitare le possibilità di emancipazione, perpetuando condizioni di marginalità e disuguaglianza.

La cultura, intesa come accesso al sapere, sviluppo della coscienza critica, educazione alla bellezza e capacità di comprendere la realtà, può contribuire a contrastare questi processi. Non rappresenta soltanto un patrimonio da custodire, ma una risorsa da rendere accessibile, affinché diventi occasione concreta di crescita personale, partecipazione democratica e progresso sociale.

In questa prospettiva, la cultura del dialogo assume un significato che supera la dimensione comunicativa e si traduce in un progetto di civiltà: costruire comunità più inclusive, nelle quali le differenze non diventino motivo di esclusione e le opportunità di crescita non siano privilegio di pochi.

«La ricchezza autentica di una società non si misura esclusivamente attraverso gli indicatori economici, ma anche attraverso la sua capacità di promuovere conoscenza, solidarietà, altruismo e benessere condiviso. La cultura deve diventare uno strumento di emancipazione, capace di contrastare le disuguaglianze e di generare nuove possibilità per tutti. L’altruismo non impoverisce: quando si traduce in responsabilità, cooperazione e attenzione verso gli altri, può generare una ricchezza umana e sociale che si riflette sul benessere dell’intera collettività», è il principio che anima il percorso culturale promosso da Biagio Maimone.

La diffusione della cultura e del dialogo si configura così come un investimento nella persona e nella società: un percorso volto a promuovere una concezione dello sviluppo nella quale la dignità umana, la giustizia sociale e la solidarietà costituiscano elementi essenziali del progresso.

Da Napoli un percorso di dialogo e rinnovamento culturale

La tappa napoletana segna l’avvio di un itinerario che attraverserà regioni e città italiane ed europee, portando al centro del dibattito pubblico una cultura della comunicazione fondata sul rispetto, sulla consapevolezza e sulla centralità della persona.

Il Maschio Angioino, luogo emblematico della storia e dell’identità di Napoli, farà da cornice a un appuntamento che intende riaffermare il valore della parola quale espressione della libertà umana, strumento di conoscenza e possibilità concreta di costruire la pace sociale.

Il tour La Parola è Vita si propone di alimentare una riflessione collettiva sul modo in cui comunichiamo, sulle responsabilità che derivano dall’uso del linguaggio e sulla possibilità di trasformare il dialogo in una pratica quotidiana di rispetto, inclusione e partecipazione.

«La parola è vita perché dà forma ai pensieri, esprime sentimenti, crea relazioni e può cambiare il modo in cui guardiamo gli altri. Recuperarne il valore significa contribuire a una società più consapevole, capace di riconoscere nell’altro non un avversario, ma una persona da ascoltare e rispettare. Significa anche comprendere che la bellezza, la cultura e la solidarietà non sono elementi accessori della vita sociale, ma condizioni fondamentali per costruire un futuro nel quale nessuno venga privato della propria dignità o delle possibilità di realizzarsi», conclude Biagio Maimone.

Con l’avvio del tour, Napoli si propone dunque come punto di partenza di un percorso culturale che attribuisce alla parola una responsabilità profondamente umana e sociale: unire ciò che è diviso, favorire la conoscenza reciproca, contrastare ogni forma di esclusione e contribuire alla costruzione di una società nella quale la cultura sia accessibile, la solidarietà diventi pratica concreta e la dignità della persona rappresenti il principio irrinunciabile della convivenza.

INFORMAZIONI SULL’EVENTO

La Parola è Vita – Tour della parola e del dialogo nelle Regioni e nelle Città italiane ed europee

Data: giovedì 3 dicembre 2026

Orario: dalle 14.00 alle 18.00

Luogo: Sala dei Baroni, Maschio Angioino, Napoli

Promotore: Biagio Maimone, giornalista

Patrocini: Comune di Napoli, Città Metropolitana di Napoli, Commissione europea e Università degli Studi di Napoli Federico II.

Napoli, Biagio Maimone presenta il tour “La parola è vita”: la cultura del dialogo contro l’odio sui social, la violenza verbale e la povertà

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Fratoianni: Gli agricoltori ci hanno detto che non ce la fanno più, serve risposta del Governo

22 October 2026 at 19:06

(Agenzia Vista) Roma, 22 ottobre 2026
“Ci hanno detto che così non ce la fanno più. Ci hanno detto che non ce la fanno più, che che per gli agricoltori ormai persino la semina è un’operazione in perdita, non il raccolto”. Lo ha detto Nicola Fratoianni di Avs in un punto stampa alla Camera.
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhangiev

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Bonelli: Datterino a 60 centesimi agli agricoltori e a 10 euro al chilo nei mercati, inaccettabile

22 October 2026 at 19:05

(Agenzia Vista) Roma, 22 ottobre 2026
“Abbiamo parlato, ci hanno ben accolto, hanno ascoltato e ci hanno chiesto di portare delle istanze, anche, devo dire, abbiamo letto nei loro occhi la disperazione di un di un agricoltore che ci ha detto che il suo pomodoro datterino gli viene acquistato a 0,60 centesimi di euro e quel suo pomodoro datterino arriva negli scaffali dei mercati di Roma, ad esempio, a oltre 10 euro al chilo”. Lo ha detto Angelo Bonelli di Avs in un punto stampa alla Camera.
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhangiev

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Conte su carovita: Meloni confeziona video patinati ma lontana dalla realtà. Riferisca in Parlamento

22 October 2026 at 19:05

(Agenzia Vista) Roma, 22 ottobre 2026(Agenzia Vista) Roma, 22 ottobre 2026
“Il paese è in difficoltà, tanta sofferenza economica e sociale e Giorgia Meloni cosa fa? Abbiamo chiesto che venga in Parlamento per un’informativa urgente per dirci le misure necessarie che il popolo attende e lei come risponde? Non incontra agricoltori, non incontra autotrasportatori, gli studenti, non incontra nessuno”. Lo ha detto il Presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte in un punto stampa in piazza di Montecitorio.
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhangiev

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Scontri Milano, suor Anna Alfieri: “Se la politica vive di insulti, perché ci stupiamo delle violenze? Ecco come fermare la spirale”

22 October 2026 at 17:51

Scontri a Milano, suor Anna Alfieri: “Per fermare la spirale della violenza stop al telefono ai giovani e più ‘no’. Famiglia e scuola tornino alleate”

Ricostruire l’alleanza tra scuola e famiglia, limitare lo smartphone nell’infanzia e nell’adolescenza, tornare a parlare di doveri e imparare a dire di no. Lo dice ad Affaritaliani suor Anna Monia Alfieri – esperta di politiche scolastiche – sugli scontri che hanno devastato Milano. L’intervista.

Proteste a Milano, giovani che scendono in piazza e devastano i centri. Che cosa spinge questi ragazzi a fare gesti simili? Non si sentono davvero ascoltati? 

Io non credo che i fatti accaduti a Milano e in altre città siano legati alla mancanza di ascolto dei giovani da parte delle Istituzioni. Chiaramente, la politica tenuta negli ultimi decenni nei confronti degli stranieri – spesso ridotta alla semplice accoglienza al momento dell’arrivo nel nostro Paese, senza poi pensare e progettare una reale integrazione – ha certamente determinato squilibri nel tessuto sociale delle nostre città. Tuttavia, accanto a questa situazione inveterata negli anni, si è creato un altro tipo di abbandono che è quello educativo. Chi si è preso cura di questi giovani? Da sempre sono convinta sostenitrice della necessità che si instaurino alleanze educative tra famiglia e scuola. Le due istituzioni, però, devono essere presenti entrambe.

Spesso la scuola è lasciata da sola, spesso i docenti non hanno la possibilità di interfacciarsi con le famiglie. Pertanto i primi a doversi rendere conto del loro compito educativo sono i genitori. Chi compra il cellulare al proprio figlio? Chi è chiamato a controllarne l’utilizzo? Chi mette in tasca ai propri figli il denaro da spendere con gli amici?

Pertanto, la prima causa di quanto è accaduto è l’abbandono educativo che ha ingenerato la realtà delle periferie, che ora si spostano in modo violento verso il centro delle città. Non chiamiamo in causa responsabilità degli altri, delle Istituzioni o della politica. Ognuno ha le proprie responsabilità in quanto è avvenuto: l’importante è che ora non ci si abbandoni allo scarico e al gioco del capro espiatorio. Ora è tempo di recuperare ed intervenire: il primo intervento deve avvenire all’interno di ogni famiglia in una efficace alleanza con la scuola.

Questi gesti rischiano di oscurare invece chi scende in piazza per chiedere più uguaglianza, diritti e affitti più bassi. Come rispondere a tali esigenze reali? 

Guardi, questioni complesse richiedono soluzioni complesse. Viviamo un’epoca quanto mai complicata, in cui è richiesto alla politica grande equilibrio e grande responsabilità. Abbiamo bisogno di soluzioni ottenute con il consenso trasversale di tutti i partiti, abbiamo bisogno di una prassi politica che sia di esempio per i cittadini: un esempio positivo, di un agire moderato e rispettoso della persona che ha idee diverse dalle mie. Se il dibattito politico è costruito sull’insulto, sull’accusa, sulla denigrazione dell’altro, ci stupiamo della violenza della piazza? Ci stupiamo delle violenze fra i giovani? Occorre essere consapevoli e responsabili di quanto facciamo e di quanto diciamo. Mi auguro che dalla violenza dei giorni scorsi nasca una maggior consapevolezza all’interno della classe politica affinchè, davanti al contesto delicato, nazionale e internazionale, si trovi un nuovo modo di agire a tutto favore dei cittadini.

In piazza abbiamo visto tanti minorenni e ragazzi tanto piccoli. La responsabilità è solo delle istituzioni, o va anche ricercata nelle famiglie, nella scuola ecc?

Occorre che ognuno si assuma le proprie responsabilità. Troppo facile addossare la responsabilità alle Istituzioni, allo Stato: troppo vago, troppo facile. Le Istituzioni sono formate dai singoli cittadini che devono percepire l’importanza della responsabilità che esercitano per sé e per gli altri. Occorre, invece, avere tanto coraggio e tanto desiderio di incidere sulla realtà.

Quelle realtà buone del mondo giovanile, se si va a conoscere le storie dei singoli, sono sempre il frutto di un’educazione improntata al rispetto e alla responsabilità: dietro c’è la famiglia, una buona scuola, la parrocchia, un’associazione di volontariato, un sodalizio politico. Il denominatore comune di tutte queste realtà buone è dunque il rifiuto dell’egoismo, è l’apertura all’altro, ai suoi bisogni, qualsiasi essi siano. Il mondo dei giovani ha bisogno di questa apertura, ha bisogno di persone in grado di far percepire e sperimentare misure alte del vivere. Se l’unica alternativa alla noia è il cellulare, ciò significa che la nostra società ha abdicato al proprio compito di cura nei confronti dei giovani.

Le Istituzioni locali e nazionali devono, invece, sostenere l’operato della scuola, delle famiglie (riconoscendo loro innanzitutto il diritto alla libertà di scelta educativa per mettere in campo tutte le forze buone della societas), delle diverse realtà che operano nel campo giovanile. Invito tutte le realtà buone che gravitano attorno al mondo giovanile ad emergere, a far sentire la propria voce, così da offrire una prospettiva diversa al grigiore con il quale spesso si vuole deliberatamente dipingere il mondo dei giovani. Il cuore dell’alleanza è la responsabilità, per sé e per gli altri. Tutti dobbiamo tornare alle radici di una nuova consapevolezza del nostro ruolo educativo, a livello di singoli e di società. E’ necessario che la società civile, ciascuno di noi scenda in campo in modo intelligente e generoso.

Tra proteste, scioperi e tensioni sociali, siamo di fronte a una crisi più ampia di fiducia nelle istituzioni?

No, non parlerei di crisi delle Istituzioni; parlerei piuttosto di crisi degli adulti, una crisi che si protrae da almeno due decenni: crisi degli adulti nelle famiglie, nelle professioni, in fabbrica, nelle Istituzioni locali e nazionali. Io ritengo che la società di oggi sia caratterizzata da tendenze contrastanti: da una parte esempi di grande impegno e coraggio, dall’altra esempi aberranti di violenza e nichilismo. Se si guarda al secondo aspetto, io credo che si tratti di un disagio che è generato solo ed esclusivamente dalla vuotezza dei nostri giovani, che spesso sono privi di idee e di valori.

Noi adulti siamo i responsabili di questo vuoto dal momento che abbiamo smesso di educare, abbiamo smesso di avere il coraggio di opporci e di dire di no, soprattutto abbiamo lasciato i nostri giovani da soli e in balia del cellulare. E i risultati sono sotto gli occhi di tutti. La rottura dell’alleanza tra famiglia e scuola, il venir meno dell’audacia educativa da ambo le parti, l’accontentarsi della forma priva di sostanza sono le cause della crisi educativa.

Ecco, dunque, che avverto l’assoluta necessità della ricostituzione dell’alleanza tra scuola e famiglia, un’alleanza costruita sul rispetto dei ruoli e delle posizioni ma fondata sul desiderio di offrire un’alternativa ai nostri giovani. Non voglio demonizzare il cellulare o i social: tuttavia occorre avere il coraggio di togliere il telefono ai nostri giovani, soprattutto nell’età dei bambini e degli adolescenti. Ultimo: cerchiamo di interrompere quella assuefazione alla violenza, al linguaggio volgare di cui i nostri giovani sono in balia a motivo di certi cantanti e di certi influencer. Anche questi ultimi sono responsabili dell’emergenza educativa del nostro tempo. Le famiglie hanno difficoltà a comprendere il mondo dei figli solo perché non passano tempo con loro. La scuola deve dunque intervenire facendosi promotrice di alleanze educative, innanzitutto con i genitori, primi responsabili dell’educazione dei figli. La famiglia è infatti l’agenzia socializzante primaria, la scuola è l’agenzia socializzante secondaria.

Molti giovani fermati sono extracomunitari: lei cosa pensa in merito alla seconda generazione?

L’Italia per la prima volta si misura con la questione “seconda generazione”. Alcuni Paesi europei hanno fatto i conti già da anni. Il fenomeno migratorio in Italia è venuto in seguito, e così la seconda generazione. In questi giorni, a fronte del saccheggio di negozi che vendono marche del lusso, alcuni hanno raccontato il disagio che questi ragazzi vivono, la frustrazione nel doversi misurare con i compagni che hanno molto più di loro.

Ho trovato poco produttivi alcuni dibattiti in cui politici e opinionisti si schieravano fra la giustificazione e la condanna. La violenza va condannata, senza se e senza ma. I nostri giovani hanno bisogno di adulti che, in modo coraggioso e forte, sappiano schierarsi dalla parte giusta per indicare loro la strada. Inoltre occorre anche ritornare a parlare ai giovani di doveri. Non ci sono diritti senza doveri.

Ritorniamo a dire loro che la vita è difficile e che domanda impegno, studio, sacrificio, resilienza, senso del reale. I loro genitori hanno fatto e fanno mille sacrifici. Noi abbiamo tradito questi giovani, togliendo loro le difficoltà, raccontandogli un mondo che non esiste fatto di successo facile, complici alcuni programmi televisivi; abbiamo fatto credere che tutto è dovuto, anche senza lavorare, complici alcune politiche assistenzialistiche.

Insomma, abbiamo abbassato l’asticella delle nostre aspettative, abbiamo chiesto sempre di meno. Ora la scuola, grazie alle attuali riforme, è tornata a parlare di disciplina, comportamento, rendimento, conoscenze, nonostante le critiche. Insomma occorrono azioni congiunte e diverse: al decreto ultimo che punta su una dimensione securitaria, si affianca una scuola che ritorna a formare con rigore, una famiglia che ritorna a dire dei no, sapendoli spiegare.

Per anni i meridionali hanno vissuto l’onta di essere considerati ladri, mafiosi, non si affittavano loro le case a Milano perché inaffidabili e troppo rumorosi, una certa classe politica li etichettava. Bene, io sono meridionale e non ho mai sentito la mia famiglia sentirsi in diritto di sfasciare, rubare, distruggere per avere ciò che non le spettava o gridare al razzismo e sentirsi in diritto di andare in giro con un coltello. Io ho visto la fierezza dei meridionali perbene che si sono smarcati da quel giudizio, studiando, lavorando sodo, occupando i posti alla guida del paese e delle Istituzioni.

Ora l’Italia, forse a differenza di altri Paesi, ha una marcia in più, può rispolverare quelle buone prassi che le hanno consentito di risolvere la questione meridionale, integrando e riscattando con un processo che coinvolgeva istituzioni, politica, giornali, scuole, famiglie e cittadini e così gestire con intelligenza anche il disagio di questi ragazzi. Per quanto può servire, a me ha aiutato l’insegnamento dei miei genitori, con lo studio e il lavoro sodo ci si può riscattare, sapendo che non tutto ciò che si desidera è un dovere degli altri dartelo e un tuo diritto pretenderlo. Ora è il tempo per ognuno di fare la propria parte, a livello di singoli e di Istituzioni. Buon lavoro a tutti!

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Manager, rapporto fiduciario e nuove regole del lavoro: quando cambia la strategia dell’impresa

22 October 2026 at 17:49

Manager e imprese, l’equilibrio fragile tra autonomia, riorganizzazioni e contenziosi

Il rapporto tra impresa e manager è diventato negli ultimi anni più complesso e, in parallelo, più esposto al contenzioso. Non perché siano aumentati i conflitti in sé, ma perché è cambiata la natura stessa delle responsabilità affidate ai dirigenti. Il manager oggi opera in contesti caratterizzati da trasformazioni rapide, riorganizzazioni frequenti, obiettivi economici più stringenti e una crescente esposizione personale, anche reputazionale. Ne deriva un equilibrio sempre più delicato tra autonomia decisionale, responsabilità e rapporto fiduciario.

Il tema riguarda in particolare i cambiamenti di strategia aziendale. Un’impresa può modificare assetti, organizzazione, mercati di riferimento e leadership per rispondere a nuove esigenze. Ma fino a che punto un cambio di strategia può incidere sul rapporto con il manager? E quando una diversa visione del futuro dell’azienda può tradursi legittimamente nella cessazione del rapporto?

Un caso particolarmente significativo, per quanto riferito a un contesto diverso da quello manageriale, è quello di Sigfrido Ranucci e della Rai. Il giornalista era stato rimosso il 28 agosto 2026 dalla conduzione di Report nell’ambito di una riorganizzazione aziendale; egli aveva contestato la decisione rivolgendosi, in via cautelare e urgente, al Tribunale di Roma, sostenendo, tra l’altro, la natura discriminatoria del provvedimento e un suo sostanziale demansionamento. La Rai aveva invece ricondotto la scelta a esigenze organizzative e alla necessità di intervenire sulle tensioni interne alla redazione.

Assunte sommarie informazioni dai testi indicati dalle parti, il Tribunale ha respinto il ricorso di Ranucci. La motivazione è interessante sotto il profilo giuslavoristico: secondo il giudice, la riorganizzazione della redazione, accompagnata dall’avvicendamento nella conduzione e nelle responsabilità autorali, appariva, a un esame sommario, sganciata dalla parallela vicenda disciplinare e finalizzata a risolvere una situazione di tensione interna, costituendo uno strumento di tutela del “sereno operare” della redazione. Il giudice ha inoltre considerato l’individuazione del conduttore, come scelta riconducibile alle prerogative dell’impresa editoriale.

Il caso mostra quanto sia importante, quando un’azienda modifica il proprio assetto organizzativo, documentare le reali ragioni della scelta e mantenerle distinte da eventuali profili disciplinari. È una questione che riguarda anche il mondo manageriale. Per un dirigente, infatti, la domanda centrale diventa: quanto è protetto il ruolo quando cambia la strategia dell’azienda? La risposta dipende anzitutto dal contratto, dalla posizione ricoperta, dalle deleghe, dagli obiettivi assegnati e dalla concreta struttura dei poteri. Ma anche dalla capacità dell’azienda di motivare e documentare le proprie scelte.

In verità, i contratti dei top manager spesso vengono costruiti pensando soprattutto alla remunerazione, ai bonus, agli incentivi e agli strumenti di retention, mentre meriterebbero maggiore attenzione proprio le clausole relative alle modifiche dell’incarico, alle riorganizzazioni, alle deleghe, alla cessazione del rapporto e alle conseguenze economiche di un cambiamento di ruolo.

È un aspetto destinato ad assumere crescente importanza. Il manager oggi è infatti più autonomo rispetto a ieri, ma proprio per questo è anche più esposto. Gli vengono attribuiti maggiori poteri decisionali, ma anche maggiori responsabilità sui risultati, sulla compliance, sulla reputazione e sulle conseguenze delle proprie decisioni. L’autonomia, quindi, non coincide necessariamente con una maggiore protezione: spesso significa maggiore accountability.

li caso Lovaglio, nel mondo bancario, rappresenta sotto questo profilo un altro esempio utile per interrogarsi sul rapporto tra vertice aziendale, strategia e fiducia. In situazioni di cambiamento profondo, la domanda non è soltanto se il manager abbia raggiunto gli obiettivi assegnati, ma se esista ancora una sufficiente convergenza sulla direzione strategica dell’impresa: insomma, il diritto del lavoro incontra la governance societaria. 

Un manager può essere professionalmente valido e, nello stesso tempo, non essere più ritenuto funzionale alla nuova strategia dell’azienda. Il punto giuridico diventa allora distinguere questa situazione da una decisione arbitraria, ritorsiva o discriminatoria.

La prevenzione del contenzioso passa quindi anche attraverso una maggiore qualità della contrattualistica. Per i ruoli apicali non basta definire retribuzione e benefit: occorre disciplinare con chiarezza responsabilità, deleghe, obiettivi, possibilità di modifica dell’incarico e conseguenze di una riorganizzazione. Quanto più il ruolo è strategico, tanto più è importante che il contratto individui correttamente poteri e responsabilità effettivi.

Il tema, in definitiva, non è rendere il manager inattaccabile, né attribuire all’impresa una libertà assoluta di riorganizzazione: è raggiungere un equilibrio. L‘impresa deve poter cambiare per adattarsi al mercato; il manager deve poter conoscere con sufficiente chiarezza le regole del rapporto e quali rischi derivano dall’esercizio delle proprie responsabilità.

Il futuro del rapporto tra aziende e dirigenti passerà sempre più da qui: meno rigidità nelle formule contrattuali ma maggiore precisione nella definizione dei ruoli; più autonomia manageriale, ma anche più accountability; maggiore capacità dell’impresa di cambiare, ma anche maggiore attenzione a motivazioni, procedure e documentazione.

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Conte dà il via ai cronisti prima di iniziare il suo intervento al punto stampa: Uno, due, tre

22 October 2026 at 17:08

(Agenzia Vista) Roma, 22 ottobre 2026
Il Presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte ha iniziato il suo punto stampa a Montecitorio. Prima di cominciare ha dato il via ai giornalisti: uno, due, tre.
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhangiev

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Meloni: Da notai oltre 90 per cento segnalazioni di operazioni sospette

22 October 2026 at 17:07

(Agenzia Vista) Roma, 22 ottobre 2026
“Dai notai proviene oltre il 90 per cento delle segnalazioni di operazioni sospette inviate dai professionisti e dagli altri operatori dei settori finanziari. Il notaio è un alleato prezioso dello Stato nel contrasto dei reati che riguardano frodi e riciclaggio”. Lo ha detto la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervenendo al Congresso del notariato in corso a Roma.
Chigi
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

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Meloni: Notai alleati preziosi nel contrasto di frodi e riciclaggio

22 October 2026 at 17:07

(Agenzia Vista) Roma, 22 ottobre 2026
“Dai notai proviene oltre il 90 per cento delle segnalazioni di operazioni sospette inviate dai professionisti e dagli altri operatori dei settori finanziari. Il notaio è un alleato prezioso dello Stato nel contrasto dei reati che riguardano frodi e riciclaggio”. Lo ha detto la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervenendo al Congresso del notariato in corso a Roma.
Chigi
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

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ASSTRA, Gibelli: “Investire nel trasporto pubblico significa agire su energia, ambiente, economia e società”

22 October 2026 at 15:47

Si chiude a Roma il 20° Convegno Nazionale di ASSTRA, dal titolo “Mobilità di valore, valore alla mobilità”, con un messaggio chiaro sul futuro del trasporto pubblico locale: servono risorse certe, regole stabili e contratti adeguati per sostenere gli investimenti e garantire la continuità dei servizi.

Alla plenaria conclusiva, il presidente di ASSTRA Andrea Gibelli ha indicato le priorità per il prossimo ciclo di investimenti, sottolineando il ruolo strategico che il trasporto pubblico può avere non soltanto sul fronte della mobilità, ma anche su quello energetico, ambientale, economico e sociale.

Gibelli: “Serve un piano ambizioso per il trasporto pubblico”

“Il PSNMS e il PNRR ci hanno permesso, in questi anni, di rinnovare i servizi di trasporto pubblico all’insegna della programmazione, sperimentando un metodo per trasferire valore ai territori basato su finanziamenti certi, scadenze stringenti, milestone e rendicontazione. È stata un’esperienza da non disperdere, perché ha dato molti frutti”, ha spiegato Gibelli. Per il presidente di ASSTRA, però, il percorso deve proseguire. “Nell’attuale contesto socioeconomico nazionale e geopolitico mondiale, garantire continuità a quanto fatto e continuare ad investire sul trasporto pubblico locale significa agire al tempo stesso sulla politica energetica, ambientale, economica e sociale del Paese”.

Da qui la necessità di “definire, per il Paese, un piano ambizioso per lo sviluppo del trasporto pubblico”. Un piano che, secondo Gibelli, deve poggiare su risorse certe per programmare nuove infrastrutture, nuovi veicoli e nuovi servizi, oltre che per assorbire eventuali shock inflattivi. Servono inoltre regole chiare e omogenee rispetto al quadro regolatorio europeo e contratti di servizio capaci di valorizzare la natura industriale e commerciale della gestione.

Un settore da 12 miliardi di euro e 113mila dipendenti

I numeri richiamati nella relazione del presidente ASSTRA restituiscono il peso del comparto nell’economia italiana. Il trasporto pubblico locale vale circa 12 miliardi di euro di fatturato, occupa 113mila dipendenti e garantisce gli spostamenti di circa 15 milioni di passeggeri ogni giorno. Gli investimenti complessivi previsti nel periodo 2015-2033 ammontano a circa 40 miliardi di euro. Secondo le elaborazioni ASSTRA, inoltre, l’effetto del settore sull’economia va oltre il suo valore diretto: per ogni euro generato dal trasporto pubblico locale se ne attivano altri quattro nell’economia.

Rincari e investimenti: le risorse necessarie

Tra i principali nodi indicati dall’Associazione c’è quello delle risorse. Con la conclusione della spinta del PNRR e il progressivo esaurimento del Piano strategico per la mobilità sostenibile (PSNMS), destinato a terminare nel 2033, il settore ha bisogno di una nuova programmazione finanziaria per sostenere sia gli investimenti sia la spesa corrente.

Per rispettare gli obblighi europei legati alla transizione energetica, secondo il modello elaborato da ASSTRA, sono necessari circa 740 milioni di euro l’anno di investimenti e ulteriori 300 milioni di costi operativi. A questo si aggiunge la perdita di potere d’acquisto del Fondo nazionale trasporti, quantificata in circa 800 milioni di euro rispetto all’inflazione, oltre al passaggio dal 2027 alla compartecipazione IRPEF regionale. Restano inoltre 1,25 miliardi di euro di risorse già stanziate ma ancora in attesa di essere erogate alle aziende.

Dal gasolio all’elettricità: aumentano i costi

A pesare sui bilanci delle aziende sono anche i rincari energetici. Nel corso del convegno sono stati evidenziati aumenti del 52% per il gasolio, del 48% per il metano e del 40% per l’energia elettrica. A questi si aggiunge il costo del lavoro: il rinnovo del CCNL 2024-2026, secondo quanto indicato da ASSTRA, risulta coperto dal 2027 soltanto per il 54%. Crescono inoltre i premi assicurativi, con aumenti che arrivano fino al 150%. Proprio per affrontare l’impatto dei costi energetici, Gibelli ha rilanciato la proposta di collegare l’andamento dei carburanti alle tariffe del trasporto pubblico. “Abbiamo avanzato delle proposte, tra cui quella di legare in maniera coerente il costo dei carburanti alle tariffe perché consente di continuare a fornire un servizio come quello previsto dai contratti“, ha affermato il presidente di ASSTRA.

Regole più semplici e contratti adeguati

Il secondo pilastro indicato dall’Associazione riguarda le regole. ASSTRA chiede un quadro normativo più semplice, stabile e coerente con il Regolamento europeo 1370/2007, capace di riconoscere la specificità del settore e di ridurre la stratificazione normativa e i vincoli a carico delle imprese pubbliche, soprattutto quando operano in concorrenza. Il terzo elemento riguarda invece i contratti di servizio, che dovrebbero avere una durata compatibile con gli investimenti e tenere conto delle dinamiche esterne, garantendo l’equilibrio economico-finanziario delle aziende in vista della prossima stagione degli affidamenti.

Gibelli: “Le aziende di trasporto hanno cambiato pelle”

Il presidente di ASSTRA ha poi sottolineato i cambiamenti che hanno interessato il settore negli ultimi anni. “La formula innovativa di convegno interattivo ha fatto emergere un’Asstra molto pragmatica. Il messaggio che vogliamo lasciare è che le aziende di trasporto hanno cambiato pelle: sono più tecnologiche e molto più energivore; quindi, meritano uno status giuridico che riconosca questo ruolo”, ha dichiarato Gibelli. Il cambiamento riguarda anche le professionalità richieste. “Noi offriamo posti di lavoro in settori che vengono ancora molto identificati soltanto con gli autisti. Oggi essere dipendente di una società di trasporto vuol dire avere competenze nel settore energetico e in quello digitale. E questo, perché no, significa anche un modo di viaggiare per l’autista molto diverso rispetto al passato”, ha concluso.

Zaccheo: “Servono investimenti per la sostenibilità ambientale”

Nel corso della plenaria conclusiva sono intervenuti anche il presidente dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti, Nicola Zaccheo, e il direttore di ANSFISA, Domenico Capomolla. Zaccheo ha sottolineato il ruolo centrale del trasporto pubblico per la mobilità quotidiana e per la transizione ambientale. “Il trasporto pubblico locale è uno dei settori più importanti e cruciali per il nostro Paese: è proprio con i mezzi del trasporto pubblico che si muovono quotidianamente milioni di persone. In questo momento abbiamo bisogno di investimenti nel settore per far sì che la sostenibilità ambientale si concretizzi effettivamente”. Secondo il presidente dell’Autorità, il trasporto pubblico locale potrebbe contribuire ulteriormente alla sostenibilità ambientale aumentando il numero di utenti e le proprie quote modali.

Sicurezza, prevenzione e manutenzione

In chiusura di convegno, Domenico Capomolla, direttore di ANSFISA, ha posto l’accento sulla necessità di rafforzare prevenzione, manutenzione e vigilanza basata sul rischio per garantire la sicurezza delle infrastrutture. Tra gli elementi indicati da Capomolla anche il rafforzamento dell’autonomia dell’Agenzia e il dialogo tra istituzioni e operatori, considerati due strumenti per consolidare il sistema dei trasporti.

Il confronto si è sviluppato nell’arco di due giornate. Dopo le sessioni tematiche parallele del 21 ottobre, dedicate a economia, lavoro, regolazione e innovazione, il 22 ottobre la plenaria conclusiva ha ospitato due tavole rotonde, “Economia e Regolazione” e “Lavoro e Tecnologie”, con la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni nazionali ed europee, delle Regioni, dei Comuni e degli operatori del settore. I contributi emersi confluiranno nel documento di sintesi strategica dell’Associazione.

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NetZero Milan, il Nobel Aghion: “AI e nucleare risorse strategiche per la transizione green”

22 October 2026 at 15:21

“La Green Innovation è un’evoluzione possibile e necessaria, ma può essere raggiunta soltanto se industria, istituzioni e società civile uniscono le forze”. È questo uno dei messaggi lanciati da Philippe Aghion, Premio Nobel per l’Economia 2025, intervenuto oggi con una Lectio Magistralis nella giornata conclusiva di NetZero Milan, l’Expo-Summit di Fiera Milano dedicato alla decarbonizzazione dell’economia.

Al centro dell’intervento dell’economista il rapporto tra innovazione, politiche industriali e transizione energetica, con un’attenzione particolare al ruolo di tecnologie come intelligenza artificiale e nucleare, che secondo Aghion non devono essere considerate necessariamente incompatibili con gli obiettivi ambientali, ma possono diventare strumenti strategici per raggiungerli.

Aghion: “La carbon tax da sola non basta”

Partendo dal concetto di “distruzione creativa”, sviluppato nelle teorie di Joseph Schumpeter e Peter Howitt, Aghion ha sottolineato la necessità di creare le condizioni affinché l’innovazione green possa svilupparsi e diffondersi. “Bisogna supportare l’innovazione green. Non possiamo pensare di realizzare la transizione verde semplicemente attraverso la Carbon Tax – ha osservato Aghion –. Questa, da sola, non è la soluzione: ciò di cui abbiamo bisogno sono politiche industriali capaci di sostenerla e accelerarla”.

Per l’economista, infatti, la transizione non può essere affidata alla singola impresa o alla singola tecnologia, ma deve coinvolgere l’intera filiera produttiva. “L’innovazione green non può riguardare una singola impresa o una singola tecnologia: deve coinvolgere l’intera filiera. Ogni tassello deve evolvere in maniera coerente con gli altri. È proprio qui che la politica industriale diventa essenziale, perché può creare coordinamento tra tecnologie, investimenti e attori economici”, ha spiegato.

“Il nucleare è necessario, le rinnovabili da sole non bastano”

Nel corso della Lectio Magistralis Aghion ha affrontato anche il tema delle tecnologie che continuano a suscitare un confronto acceso nell’ambito della transizione energetica. Tra queste, il nucleare. “Il nucleare mostra perché non possiamo affrontare la transizione chiudendo a priori determinate strade tecnologiche: la transizione verde senza questo tipo di energia non è possibile e le rinnovabili da sole non bastano”, ha affermato. Secondo il Nobel, dunque, la decarbonizzazione richiede un approccio tecnologicamente aperto, senza escludere a priori alcune soluzioni che possono contribuire alla riduzione delle emissioni.

L’intelligenza artificiale può contribuire alla transizione green

Un ragionamento analogo riguarda l’intelligenza artificiale, spesso al centro del dibattito per l’elevato consumo energetico legato ai sistemi di calcolo e ai data center. Anche in questo caso, Aghion invita a considerare non soltanto l’energia utilizzata dalla tecnologia, ma il suo bilancio complessivo. “L’intelligenza artificiale può avere un ruolo fondamentale nella transizione. I gemelli digitali applicati, per esempio, ai sistemi di purificazione dell’acqua possono ridurre il consumo energetico del 5,4%, le emissioni del 6% e i costi energetici dell’8,2%”. “È vero che l’IA richiede energia, ma dobbiamo guardare al bilancio complessivo: in questo caso, l’energia utilizzata dai server rappresenta appena l’1% di quella che la tecnologia consente di risparmiare”, ha aggiunto.

“La questione non è fermare l’innovazione, ma indirizzarla”

Da qui la conclusione dell’intervento: non frenare lo sviluppo tecnologico, ma orientarlo verso obiettivi capaci di produrre benefici ambientali ed economici. “La questione non è fermare l’innovazione, ma indirizzarla – ha concluso Aghion –. Dobbiamo utilizzare l’intelligenza artificiale e le nuove tecnologie in modo intelligente, facendo in modo che l’energia e le risorse investite producano un beneficio superiore al loro costo”. “La strada da seguire” è quindi quella di “politiche industriali che rendano possibile l’innovazione green e strumenti come la carbon tax applicati in un contesto nel quale esistano realmente alternative tecnologiche”.

Il ruolo dei capitali nella transizione energetica

Al termine della Lectio Magistralis, Aghion si è confrontato con i rappresentanti dei fondi Algebris e Ambienta e della società di consulenza finanziaria Clearwater, affrontando il tema delle nuove strategie di investimento nella transizione energetica. Il confronto ha riguardato in particolare il ruolo dei capitali nel sostenere decarbonizzazione, innovazione e competitività industriale, mettendo in relazione gli obiettivi della transizione con le opportunità di investimento e sviluppo per le imprese.

Con l’intervento del Premio Nobel Philippe Aghion, NetZero Milan ha così riportato al centro del dibattito il rapporto tra capitale, energia e industria, offrendo un momento di confronto tra imprese, esperti e istituzioni sulle strategie necessarie a trasformare gli obiettivi climatici europei in nuove opportunità di crescita e competitività.

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Mattarella consegna Stelle Lavoro: Evitare che in futuro questa cerimonia premi umanoide più solerte

22 October 2026 at 15:11

(Agenzia Vista) Roma, 22 ottobre 2026
“L’intelligenza artificiale sta svolgendo” nel mondo del lavoro “una parte preponderante, incidendo in modo profondo sulla struttura della società, sui tempi e gli spazi nella vita di ciascuno. L’introduzione di robot umanoidi – nell’ordine di decine di migliaia nei prossimi anni – interroga il rapporto tra persona e lavoro. Vorremmo evitare che, tra qualche decennio, questa cerimonia possa essere sostituita da un concorso per l’umanoide più solerte”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, alla cerimonia di consegna delle Stelle al Merito del Lavoro per l’anno 2026, al Quirinale.
Quirinale
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

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Mattarella ricorda vittime sul lavoro della miniera di Arsia: Nel 1940 drammatica catastrofe

22 October 2026 at 15:11

(Agenzia Vista) Roma, 22 ottobre 2026
“In questa occasione facciamo anche ricordo delle vittime sul lavoro della miniera di Arsia, nel 1940: ho aderito volentieri alle sollecitazioni rivolte dalla Federazione Maestri del Lavoro e dal Ministero del Lavoro per ricordare con un riconoscimento, sia pure di memoria, questi lavoratori che hanno perso la vita in quella drammatica catastrofe mineraria. A loro viene rivolto il nostro pensiero”, così Mattarella consegnando le Stelle al Merito del Lavoro per l’anno 2026.
Quirinale
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

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Meloni: Accordo con autotrasporto e risorse per agricoltura e pesca

22 October 2026 at 15:10

(Agenzia Vista) Roma, 22 ottobre 2026
“Ho chiesto al ministro dell’Interno Piantedosi di accogliere la richiesta che arriva dalle associazioni di autotrasportatori, agricoltori e della distribuzione per assicurare la libera circolazione, la fornitura di merci alle attività commerciali e quindi ai cittadini, evitando anche speculazioni che altrimenti sarebbero inevitabili sui prezzi”. Lo afferma la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni sui social, pubblicando un video dopo il Cdm che ha approvato un decreto legge con disposizioni urgenti e misure di sostegno ai settori dell’autotrasporto, dell’agricoltura e della pesca.
Chigi
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

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Edison Censis, dall’energia al dialogo tra imprese e cittadini: ecco la nuova edizione dell’Osservatorio

22 October 2026 at 13:17

La nuova edizione dell’osservatorio Edison Censis è stata presentata nella sede di Palazzo Edison, da sei anni analizza l’evoluzione del rapporto con l’energia dei cittadini e delle imprese italiane, in particolare le più piccole.

Hanno partecipato all’incontro: Massimo Quaglini, amministratore delegato di Edison Energia, Barbara Terenghi, direttrice Sostenibilità di Edison Energia, Paolo Bettinelli, ad FIMINOX SPA, Massimiliano Valerii, direttore generale CENSIS, Sara Lena, ricercatrice Area Consumi mercati e welfare CENSIS, Alessia Cappello, assessora allo Sviluppo Economico e alle Politiche del Lavoro del Comune di Milano e Armando De Crinito, direttore Generale Sviluppo Economico presso Regione Lombardia, dialogando sull’evoluzione del rapporto con l’energia dei cittadini e delle imprese italiane, in particolare le più piccole.

L’importanza del brand è testimoniata anche dal suo impegno sociale. Gli italiani vogliono sempre più imprese che restituiscano qualcosa alle comunità in cui operano. “Il fornitore ideale non è più solo affidabile: è socialmente riconoscibile e credibile”, si legge nel rapporto. In particolare, più della metà degli intervistati chiede ai fornitori un impegno esplicito contro la povertà energetica.

Edison è società leader dell’energia, con oltre 140 anni di storia e primati che ne fanno il più antico operatore del settore in Europa e Edison Energia è la società del Gruppo Edison dedicata, sin dalla liberalizzazione dei mercati di riferimento, alla vendita di energia elettrica, gas naturale e wi-fi ai clienti finali.

Il servizio fotografico è stato realizzato e documentato da Nick Zonna.

Contatti:
mail zonnanick@gmail.com
Twitter@nickzonnaphoto https://nickzonna.wordpress.com
Instagram Photoconsult Web www.nickphotoconsult.jimdo.com
Blog nickzonna.wordpress.com/blog

Edison Censis, dall’energia al dialogo tra imprese e cittadini: ecco la nuova edizione dell’Osservatorio
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Blocco tir, Cdm approva Decreto aiuti. Meloni: In arrivo risorse, non tolleriamo intimidazioni

22 October 2026 at 13:17

(Agenzia Vista) Roma, 22 ottobre 2026
“Accordo con le associazioni dell’autotrasporto, risorse già in pagamento e nuove misure per agricoltori e pescatori approvate oggi in Consiglio dei Ministri. Il Governo ascolta chi manifesta pacificamente e lavora per dare risposte concrete”. Lo afferma la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni sui social, pubblicando un video mentre è in corso la conferenza stampa dopo il Cdm che ha approvato un decreto legge con disposizioni urgenti e misure di sostegno ai settori dell’autotrasporto, dell’agricoltura e della pesca.
Chigi
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

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Gratuito patrocinio vittime lavoro, sì unanime della Camera, applauso familiari vittime in Aula

22 October 2026 at 13:16

(Agenzia Vista) Roma, 22 ottobre 2026
Approvata all’unanimità con 220 voti favorevoli alla Camera dei Deputati la proposta di legge per il gratuito patrocinio per le vittime di infortuni sul lavoro. L’approvazione è stata accolta da un lungo applauso dell’Aula anche da alcuni familiari delle vittime sul lavoro presenti in tribuna in Aula.
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

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