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Il sarto dei Papi, gli ombrelli della Regina Elisabetta e i ricami delle sfilate di Armani e Valentino: viaggio nei laboratori segreti del Made in Italy che aprono eccezionalmente al pubblico con ApritiModa

24 October 2026 at 04:00

In una stanza bianca e ovattata di Santarcangelo di Romagna, profumata da leggere note d’incenso, forbici precise tagliano lane biellesi e sete comasche per confezionare le vesti sacre di Papa Francesco. A Venezia, tra le acque dell’isola della Giudecca, aghi robusti forano damaschi, velluti e passamanerie per tappezzare gli interni delle gondole e dei taxi acquei. E nel cuore di Milano, mani sapienti modellano pelli pregiate per dare vita a quella stessa borsa-gioiello che ha accompagnato le uscite pubbliche della Regina Elisabetta II. Sono i suoni, i profumi e i gesti di un’Italia laboriosa che opera lontano dai riflettori delle passerelle, ma che da secoli detta le regole dell’eleganza globale. Un universo fatto di telai secolari, banchi da taglio, macchine da cucire e archivi sterminati che il 24 e 25 ottobre torna a spalancare i propri battenti in occasione della decima edizione di ApritiModa.

Da 14 a 100 porte aperte: la rivoluzione di un decennio

Ideata dalla giornalista Cinzia Sasso, la manifestazione è nata dieci anni fa come una scommessa circoscritta a 14 indirizzi milanesi, con l’obiettivo di rendere accessibile al grande pubblico un mondo tradizionalmente esclusivo e blindato. Oggi, ApritiModa è un fenomeno culturale e turistico di respiro nazionale. L’edizione 2026 coinvolge oltre 100 luoghi in ogni regione d’Italia — tra maison internazionali, manifatture di provincia e piccole botteghe d’eccellenza — registrando numeri che certificano una fame di autenticità senza precedenti: dai 16.000 visitatori degli esordi si è passati alle oltre 50.000 richieste di partecipazione dell’ultima edizione, con più di un milione di interazioni sul sito ufficiale. Attraverso una semplice prenotazione, i visitatori possono oltrepassare la linea di demarcazione che separa il consumatore dal creatore, osservando in tempo reale come materie prime grezze si trasformano in abiti, cappelli, occhiali, scarpe, profumi e bottoni.

Le novità: dai sarti del Vaticano agli ombrelli della Corona inglese

Il cartellone di questo decennale si arricchisce di tappe che sfiorano l’arte pura e il misticismo. Tra i debutti assoluti spicca LAVS (Laboratorio Atelier di Vesti Sacre), fondato da Filippo Sorcinelli a Santarcangelo di Romagna: un luogo dove l’alto artigianato incontra la liturgia e dove sono stati realizzati i paramenti per Benedetto XVI e Papa Francesco. A Napoli, i riflettori si accendono per la prima volta su Mario Talarico, bottega ferma all’Ottocento con il suo antico tornio ancora in funzione, celebre per aver forgiato ombrelli per la famiglia reale britannica e innumerevoli celebrità storiche. Non meno affascinante è la tappa veneziana da Hydro Mirò, l’esclusivo cantiere della Giudecca specializzato nella tappezzeria nautica, dove il fascino della laguna prende forma tra “pareci” e “dogaresse”. A Milano, invece, Leu Locati (Amato Daniele) svela i segreti delle calzature e delle borsette che rappresentano un omaggio totale all’alto artigianato tramandato da sette generazioni.

I colossi del lusso, i telai di Leonardo e la magia della sposa

Il grand tour di ApritiModa consolida inoltre il legame con i colossi e le istituzioni storiche del settore. Il pubblico potrà passeggiare tra i capolavori di vent’anni di Alta Moda esposti all’Armani/Silos, respirare l’atmosfera cosmopolita ma intima di Casa Cucinelli a Milano, e ammirare la perfezione sartoriale fusa all’arte orologiera negli spazi di Dolce&Gabbana. Accanto a loro, resistono i templi della manualità assoluta: dal laboratorio di Pino Grasso, le cui mani incastonano migliaia di strass e paillettes per le sfilate di Armani e Valentino, fino all’Antico Setificio Fiorentino, che dal 1786 produce broccati per il Cremlino e la Casa Reale svedese utilizzando ancora un orditoio realizzato su un disegno originale di Leonardo da Vinci. Una sezione speciale del decennale è dedicata al mondo “bridal”, con l’apertura di atelier specializzati nella creazione di abiti da sposa come Anna Renzi Brivio a Brescia, Cecilia Gerosa a Bologna, Poesie Sposa a Piacenza e la prestigiosa manifattura di Antonio Riva a Garlate. Un viaggio tra tulle, mikado di seta e cartamodelli per scoprire come la tradizione si rinnova attraverso il design contemporaneo.

Il messaggio: “Un patrimonio condiviso da conservare”

Dietro lo stupore visivo, l’apertura delle fabbriche lancia un messaggio culturale potentissimo: la moda in Italia non è un’industria asettica, ma un tessuto connettivo fondato sul genio umano. “ApritiModa è un’occasione unica per scoprire i luoghi autentici dove nasce la bellezza e si esercita la bravura. Un’esperienza che riempie di ammirazione, orgoglio e amore“, spiega la fondatrice Cinzia Sasso. È un incontro che arricchisce chi guarda e chi crea: “I visitatori sono felici di entrare dietro porte sempre chiuse e i lavoratori sono felici di mostrare al pubblico le loro mani sapienti”. Un ponte gettato tra il lavoro manuale e la società, per ribadire un concetto essenziale: “La moda non è un capriccio per pochi, è un patrimonio condiviso, fatto di saperi, tecniche e creatività che va conosciuto e conservato per quello che è, un tesoro prezioso”.

Come partecipare

La regola è una: prenotarsi su Apritimoda.it. La sezione “Partecipa” offre una mappa intuitiva dell’intero Paese; ogni luogo ha una scheda con descrizione, indirizzo, orari e slot disponibili per sabato 25 e domenica 26 (le disponibilità si aggiornano in tempo reale). Le visite sono guidate e gratuite. Si entra in piccoli gruppi: si ascolta, si guarda, si fanno domande. Si esce, quasi sempre, con un rispetto nuovo per ciò che indossiamo.

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Expo Detergo International 2026, a Milano il futuro del textile care: 245 espositori da 26 Paesi

23 October 2026 at 10:04

Si apre oggi, 23 ottobre, a Fiera Milano EXPODETERGO INTERNATIONAL 2026, la manifestazione internazionale dedicata alle tecnologie, ai servizi e alle soluzioni per la lavanderia professionale e industriale e il textile care. Un appuntamento che torna ogni quattro anni e che rappresenta uno dei principali momenti di incontro per l’intera filiera a livello internazionale.

Per quattro giorni l’Italia diventa il punto di riferimento di un settore strategico per comparti come sanità, ospitalità, industria, moda e servizi, accogliendo 245 aziende espositrici, di cui 155 italiane e 90 estere, provenienti da 26 Paesi. Dall’Europa all’Asia, dagli Stati Uniti al Medio Oriente, i principali player internazionali portano in fiera soluzioni e tecnologie che stanno trasformando il comparto, con processi sempre più sostenibili, digitalizzati e orientati all’efficienza.

In esposizione è rappresentata l’intera filiera produttiva e tecnologica: dagli impianti e macchinari per lavanderie industriali e commerciali alle tecnologie per il lavasecco, passando per sistemi di stiratura e finissaggio, detergenti e prodotti chimici professionali, software gestionali, automazione e robotica. Spazio anche ai sistemi di tracciabilità, ai tessili tecnici, agli accessori e ai servizi specialistici.

Un settore da 11 miliardi di euro in Europa

L’industria europea dei servizi tessili rappresenta un comparto in continua evoluzione, sostenuto dalla crescita della domanda proveniente da sanità, ospitalità, industria e servizi. Secondo i dati dell’European Textile Services Association (ETSA), il settore genera in Europa un fatturato stimato di circa 11 miliardi di euro e occupa oltre 135mila addetti, confermandosi un anello importante per l’economia circolare e per la diffusione di modelli produttivi più sostenibili.

Proprio la sostenibilità costituisce uno dei filoni principali di EXPODETERGO INTERNATIONAL. Le moderne lavanderie industriali sono protagoniste di investimenti nelle tecnologie per il recupero dell’acqua, l’efficienza energetica, la riduzione delle emissioni e l’allungamento del ciclo di vita dei prodotti tessili. Un modello che si inserisce nelle strategie europee per l’economia circolare e per un utilizzo più responsabile delle risorse.

Sostenibilità e innovazione cambiano la cura del tessile

L’edizione 2026 arriva in una fase di profonda trasformazione per il mondo della cura professionale del tessile, chiamato a rispondere contemporaneamente alle sfide della sostenibilità ambientale, della digitalizzazione e della crescita dei costi energetici.

Le tecnologie presentate a Fiera Milano puntano a ridurre i consumi di acqua ed energia e ottimizzare i processi produttivi, favorendo allo stesso tempo modelli di economia circolare nei quali il ciclo di vita dei prodotti tessili viene esteso attraverso processi di manutenzione sempre più efficienti e avanzati. Un’evoluzione che interessa tanto le grandi lavanderie industriali quanto le realtà artigianali, protagoniste di un percorso di innovazione che coinvolge l’intera filiera.

Dall’intelligenza artificiale alle competenze: le sfide del settore

Accanto all’area espositiva, EXPODETERGO INTERNATIONAL propone un programma di incontri e conferenze dedicato ai temi che stanno ridisegnando il comparto. Tra gli appuntamenti in calendario figurano approfondimenti sulla trasformazione digitale e sull’applicazione dell’intelligenza artificiale nei processi produttivi, sull’evoluzione della manutenzione tessile, sulle nuove strategie di sviluppo dei materiali e sulle sfide legate all’attrazione e alla formazione dei talenti.

Particolare attenzione sarà riservata al tema delle competenze, oggi cruciale per molte imprese europee. Il confronto promosso da Elena Lai per ETSA metterà al centro le esperienze e le migliori pratiche sviluppate a livello internazionale per attrarre nuove professionalità nel settore della cura del tessile. Tra i temi affrontati ci saranno anche il ruolo crescente dell’intelligenza artificiale e della digitalizzazione, protagoniste del convegno dedicato all’evoluzione della lavanderia professionale e industriale, e le nuove frontiere della progettazione tessile e delle performance dei materiali, con esempi applicativi che arrivano fino al mondo della Formula 1.

Da Assosistema a Confartigianato, la rete della filiera

A sostenere e animare l’evento sono le principali organizzazioni rappresentative della filiera: AFL – Associazione italiana fornitori di lavanderia, Assosistema, Assosecco, CNA e Confartigianato, insieme a ETSA – European Textile Services Association. Una rete che contribuisce a fare della manifestazione un punto di incontro tra industria, artigianato, servizi e istituzioni.

La vocazione internazionale dell’evento è ulteriormente rafforzata dalla presenza di delegazioni e associazioni estere provenienti, tra gli altri Paesi, da Germania, Stati Uniti, Svezia, Polonia, Svizzera e Ungheria. A questo si aggiunge lo sviluppo di accordi e collaborazioni europee finalizzati allo scambio di competenze e best practice, come l’iniziativa avviata con l’associazione svedese del settore.

Milano per quattro giorni capitale mondiale del textile care

In un contesto nel quale sostenibilità, innovazione tecnologica e qualità del servizio sono sempre più interconnesse, EXPODETERGO INTERNATIONAL conferma il proprio ruolo di osservatorio sui cambiamenti che stanno interessando l’industria della cura professionale del tessile.

Per quattro giorni, a Milano, aziende, operatori, associazioni e professionisti provenienti da tutto il mondo si confronteranno sulle soluzioni destinate a guidare l’evoluzione del settore nei prossimi anni, confermando la centralità di una filiera sempre più innovativa, internazionale e strategica per l’economia contemporanea.

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