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Italia e Spagna sospendono i controlli alle frontiere dopo le tensioni per i fatti di Ceuta

22 October 2026 at 11:15

Finirà, dopo quasi tre mesi, lo scontro diplomatico tra Italia e Spagna iniziato il 1 agosto scorso con la decisione del governo Meloni di sospendere gli accordi di Schengen con la Spagna ripristinando i controlli alle frontiere in risposta al massiccio afflusso di migranti irregolari nell’exclave nordafricana di Ceuta. Al termine di una telefonata tra i ministri dell’Interno dei due Paesi, Matteo Piantedosi e Fernando Grande-Marlaska, che segue l’incontro tra Giorgia Meloni e Pedro Sanchez all’ultimo Consiglio europeo, i due esponenti hanno concordato di mettere fine alle ritorsioni reciproche e di riaprire le frontiere insieme a un potenziamento dello scambio informativo per garantire la piena sicurezza dello spazio comune.

“Il governo spagnolo ha deciso di non prorogare i controlli alle frontiere ripristinati lo scorso mese di agosto per i voli e i collegamenti marittimi provenienti dall’Italia, Paese che anche porrà fine ai suoi”, ha comunicato il ministero dell’Interno iberico in una nota. L’ultima proroga decisa da Madrid scadeva il 22 ottobre e, quindi, è da considerarsi non più in vigore. Così come quella italiana, dato che Roma lo scorso 16 ottobre aveva deciso di prorogare le restrizioni.

La possibilità, come detto, era stata discussa a Bruxelles dalla presidente del Consiglio e dal presidente del governo spagnolo. Prevedeva, da parte dei ministri dell’Interno dei due Paesi, la valutazione di strumenti alternativi di collaborazione in materia di sicurezza e gestione dei flussi migratori alle frontiere.

La crisi era esplosa tra il 30 e il 31 luglio, quando fra le 70mila e le 80mila persone erano entrate a Ceuta. Il primo agosto Roma aveva ripristinati i controlli temporanei sui passeggeri provenienti dalla Spagna invocando i rischi per la sicurezza interna e possibili infiltrazioni terroristiche. Madrid aveva risposto l’8 agosto con verifiche analoghe sui viaggiatori in arrivo dall’Italia, motivandole con la pressione migratoria che interessa il Paese.

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In arrivo a Milano il soldato peripatetico | il commento

21 October 2026 at 12:17

I soldati che saranno a Milano per rassicurare la città e presidiarla contro ogni rischio, annuncia il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, assumeranno funzioni più “dinamiche” rispetto al passato. Finora i militari hanno l’obbligo di osservare ma in silenzio, guardare senza toccare, non sparare per nessuna ragione né manganellare alcuno. Gli è concesso di stare fermi, nella modalità statica, come rievoca il ministro, all’interno del gazebo: mitra in pugno e occhi bene aperti. Statici ma vigili, statici ed efficienti, in guardia senza eccedere. Mutando la situazione, cambia inesorabilmente il compito delle forze armate.

Negati dal Quirinale la concessione dei poteri di polizia, si stanno valutando aspetti, come dichiara il ministro, “innovativi” per i cinquecento militi in arrivo. Il primo dei quali, è l’assunto di Piantedosi, si propone di concedere più “dinamicità” alla loro azione. Più dinamici, se abbiamo inteso bene, permetterà di vederli spaziare da slargo a slargo, da angolo ad angolo del palazzo, magari intorno al monumento. Passeggiando, correndo, supervigilando. L’attività dinamica, escludendo le pistole, si sviluppa così in una condizione peripatetica: passeggio seguendo le direttrici est-ovest, nord-sud, e così provando con lo sforzo fisico a sopperire alla revoca dei poteri di manganellare e – nei casi più gravi – di fermo e di arresto.

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