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“Con grande emozione mi candido a sindaco”. Majorino lancia la sua sfida per Milano

23 October 2026 at 07:01

Pierfrancesco Majorino rompe gli indugi e ufficializza la propria candidatura a sindaco di Milano. L’annuncio è arrivato giovedì sera dal palco del Teatro della Quattordicesima, nel quartiere Corvetto, scelto non casualmente come punto di partenza della sua corsa verso Palazzo Marino. “È una grande emozione annunciare che mi candido a sindaco”, ha dichiarato il capogruppo del Partito democratico in Consiglio regionale, confermando una decisione attesa ormai da mesi. Majorino chiede ora che il centrosinistra definisca rapidamente il percorso per individuare il candidato della coalizione. La sua preferenza resta quella delle primarie: “Io ho sempre fatto il tifo per le primarie”, ha ribadito, precisando che dovranno svolgersi “in tempi certi”.

La sua discesa in campo rende ancora più affollata la competizione nel centrosinistra milanese. Tra gli aspiranti alla candidatura figurano già il giornalista Mario Calabresi, la vicesindaca Anna Scavuzzo, gli attivisti Tommaso Goisis e Carlotta Cossutta e l’assessore del Municipio 1 Lorenzo Pacini. Una pluralità di nomi e sensibilità politiche che rende sempre più urgente una decisione sulle modalità della selezione.

Majorino e il rapporto con Sala: “Non sono ossessionato dalla discontinuità”

Uno dei passaggi politicamente più significativi dell’intervento riguarda il rapporto con l’amministrazione uscente di Giuseppe Sala. Majorino rivendica la necessità di aprire una fase nuova per il centrosinistra milanese, ma senza rinnegare l’esperienza di governo degli ultimi quindici anni. “Non sono ossessionato dal termine discontinuità, il tema non è guardare al passato, è guardare al futuro”, ha spiegato. L’obiettivo è affrontare alcune delle questioni più delicate della città con maggiore decisione, senza cancellare quanto realizzato dalle amministrazioni precedenti.

La scelta del Corvetto restituisce anche una prima indicazione sulle priorità politiche del candidato: periferie, disuguaglianze, costo della vita e diritto alla casa. Majorino ha annunciato che, se eletto, uno dei suoi primi provvedimenti sarà l’apertura di un ufficio del sindaco in un quartiere popolare, per mantenere un rapporto diretto con i cittadini che vivono maggiori situazioni di fragilità. Un altro impegno riguarda la convocazione, entro i primi quindici giorni di mandato, delle parti sociali, delle rappresentanze del mondo produttivo, delle università e della ricerca, per avviare un grande piano di sviluppo della città.

Urbanistica, Majorino: “Aumentare gli oneri almeno del 20%”

Tra i punti più netti del programma emerge la volontà di cambiare gli equilibri delle politiche urbanistiche milanesi. Majorino immagina un nuovo Piano di governo del territorio che metta al centro le esigenze di chi vuole continuare a vivere a Milano pur disponendo di redditi relativamente contenuti, come i lavoratori che guadagnano 1.500 euro al mese. Il candidato dem propone un aumento generalizzato degli oneri di urbanizzazione di almeno il 20%, per ricavare maggiori risorse dalle trasformazioni immobiliari. E ribadisce che le scelte sul futuro della città non devono essere determinate dagli interessi dei fondi immobiliari.

Sul fronte delle disuguaglianze, Majorino punta inoltre a chiedere un maggiore contributo economico alle persone più facoltose che risiedono a Milano, con particolare riferimento ai beneficiari del regime fiscale agevolato della flat tax. Una proposta che, riconosce lo stesso esponente Pd, richiederebbe anche un intervento legislativo nazionale.

Clima, piscine e sesta metropolitana: le altre proposte

Un altro capitolo centrale è quello ambientale. Majorino propone un piano per ridurre di due gradi, nell’arco del mandato, la temperatura dei quartieri più caldi dell’area metropolitana. Tra gli strumenti indicati ci sono il fotovoltaico sugli edifici pubblici e il potenziamento delle comunità energetiche, per redistribuire ai cittadini i benefici dell’energia prodotta. Non manca una presa di posizione sulla situazione delle piscine comunali, dopo le chiusure e le polemiche sulle tariffe dell’ultima estate. Per Majorino il settore deve essere riorganizzato, assicurando una maggiore accessibilità degli impianti. Sul versante della mobilità, invece, rilancia l’idea di una sesta linea metropolitana a sviluppo circolare, criticando Regione Lombardia per non aver dato sufficiente attenzione al progetto.

Sicurezza, Majorino: “Presidio del territorio e coesione sociale”

Nel programma trova spazio anche il tema della sicurezza, tornato prepotentemente al centro del confronto politico dopo le violenze e i saccheggi che hanno attraversato Milano nel fine settimana del 17 e 18 ottobre. La proposta di Majorino è quella di un approccio progressista che tenga insieme il presidio del territorio, il sostegno all’attività delle forze dell’ordine, la prevenzione e la coesione sociale. Sul piano politico, infine, il candidato guarda anche agli equilibri nazionali, auspicando che, quando sarà sindaco, a Roma possa esserci un governo di centrosinistra con cui costruire un rapporto istituzionale più stretto.

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Conte: “Meloni mi evita come competitor. Le primarie del campo progressista? Anche entro Natale va bene”

17 October 2026 at 10:24

“Le primarie? Per me anche entro Natale va bene. Ma prima il programma, che si può scrivere in 2/3 settimane”. Così Giuseppe Conte ieri sera durante un incontro pubblico al teatro Umberto di Nola. Il leader 5Stelle ha poi parlato anche a ‘Myrta Confidential’ su San Marino Rtv e a proposito della presenza di Renzi nella coalizione ha detto: “Il tostapane l’ho già comprato, anzi, a casa ne ho due con tutte le garanzie non ancora scadute. C’è un equivoco: non è Renzi che mi deve dare una garanzia, perché che può dire di sé? Le ho chieste al Partito Democratico, a Schlein, al Nazareno, che ritengono assolutamente determinante che ci sia anche Renzi in questo progetto”. E sulla chat con WhatsApp con gli altri leader progressisti, Elly Schlein, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni: “È una ‘chat costituzionale’. E anche per questo ho proposto ‘Alleanza per la Costituzione’ come nome per la coalizione. ‘Campo largo’ come nome non mi ha mai sfiorato, è una cosa molto giornalistica”.

Poi una risposta alla premier Giorgia Meloni, che nei giorni scorsi a proposito di legge elettorale ha sostenuto – cosa però inesatta – che il leader 5 Stelle con il nuovo sistema di voto nel 2018 non sarebbe potuto approdare a Palazzo Chigi: “Credo che mi voglia evitare come competitor, il suo è un attacco un po’ scomposto”.

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Bersani a La7: “Io federatore del centrosinistra? No, bisogna puntare sulle nuove generazioni. Si facciano le primarie in grazia di Dio”

15 October 2026 at 12:52

“Io non sono una verginella ritrosa, né faccio il Cincinnato. Ho una precisa idea politica: la sinistra deve far girare la ruota, assolutamente, anche correndo qualche rischio. Non deve stare sui vecchi passi, deve ingaggiare la nuova generazione”. Così a Otto e mezzo (La7) Pier Luigi Bersani risponde a Lilli Gruber, che gli chiede se è disposto a rivestire il ruolo di federatore del campo progressista, così come invocato da Rosy Bindi. L’ex ministra in una intervista al Corriere della Sera ha rilanciato la sua proposta, chiedendo un atto di generosità a Elly Schlein e a Giuseppe Conte e indicando proprio in Bersani un “padre nobile” al di sopra delle parti e capace di unire attraverso la squadra e il programma.
Bersani si schermisce per due ragioni: “Innanzitutto, bisogna mandare avanti un’altra generazione. In secondo luogo, io vorrei chiedere a chi generosamente mi propone come federatore: ma scusate ragazzi, con ogni probabilità siamo a sei mesi dalle elezioni e adesso apriamo pure un dibattito su chi federa? Cosa facciamo, le primarie per chi federa?“.

Gruber replica che avrebbe un consenso ovunque nei partiti del centrosinistra. Bersani dissente: “No, non è che tutti sarebbero d’accordo”. E insiste: a sei mesi dalle elezioni bisogna prendere una decisione e lavorarci in armonia.
“Mi pare che M5s e Pd abbiano deciso di fare le primarie. E non da oggi – sottolinea – Si facessero le primarie in grazia di Dio e tutti i potenziali federatori dessero una mano a farle come Dio comanda. Io darò seriamente una mano”.
Poi ripete la sua preoccupazione: “Non intendo dare l’idea che si torni sui vecchi passi. Anche correndo qualche rischio, se non mettiamo in campo una nuova generazione che raccolga il testimone di valori, di significati, di storie della sinistra, non ne usciamo”.

Aldo Cazzullo gli chiede se alle primarie voterebbe Schlein. “Io penso di sì, voterei Schlein – risponde l’ex segretario del Pd – Ma siccome sono amico di Giuseppe Conte, chiederei a tutte e due di essere amici perché non è affatto vero che chi perde alle primarie perde il suo ruolo. Nessuno dei due perde alla fine. Ciascuno avrà il suo risultato e avrà una sua responsabilità nella coalizione”.
L’unico problema, aggiunge, è che vadano d’accordo. Gruber osserva che non vanno d’accordo adesso, figuriamoci dopo.
Bersani chiude: “No, no, ma vedrà che da adesso andranno d’accordo, perché il nostro popolo vuole questa roba qui”.

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