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Huelga de transportistas en Italia impacta suministro de alimentos

22 October 2026 at 14:00

Roma, 22 oct (Prensa Latina) La continuación de las protestas y los paros de los transportistas de mercancías en el sur de Italia provoca hoy dificultades en el abastecimiento de alimentos, interrupciones en las cadenas de distribución y pérdidas económicas en el país.

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O cozido à portuguesa sobe à mesa de luxo em Lisboa: 45 euros por pessoa num dos restaurantes mais exclusivos da cidade

22 October 2026 at 13:44
O Cozido à Portuguesa está de regresso ao JNcQUOI Avenida, em Lisboa, com uma proposta assinada pelo chef António Bóia. O prato tradicional volta a integrar a carta do restaurante todos os domingos, até ao último domingo de março, com um preço de 45 euros por pessoa.

O cozido à portuguesa sobe à mesa de luxo em Lisboa: 45 euros por pessoa num dos restaurantes mais exclusivos da cidade

22 October 2026 at 13:44
O Cozido à Portuguesa está de regresso ao JNcQUOI Avenida, em Lisboa, com uma proposta assinada pelo chef António Bóia. O prato tradicional volta a integrar a carta do restaurante todos os domingos, até ao último domingo de março, com um preço de 45 euros por pessoa.

“Em cada 100€ faturados, o empresário retém 3%”: AHRESP alerta para margens na restauração e pede medidas fiscais ao Governo

22 October 2026 at 13:38
TnewsO presidente da AHRESP, Carlos Moura, alertou esta quinta-feira, 22 de outubro, para a reduzida rentabilidade das empresas de restauração em Portugal, afirmando que o setor apresenta uma margem líquida de apenas 3%, apesar de gerar 23,4 mil milhões de euros por ano.

Concordato preventivo biennale 2026-2027: proposta da accettare entro il 2 novembre

22 October 2026 at 13:29

Il 2 novembre 2026 è una data da segnare sul calendario per le partite IVA che intendono aderire al concordato preventivo biennale. Entro questa scadenza, infatti, i contribuenti interessati possono accettare la proposta dell’Agenzia delle Entrate per definire in anticipo il reddito fiscale relativo agli anni 2026 e 2027. Si tratta di un accordo che può offrire maggiore prevedibilità nella pianificazione delle imposte, ma che richiede un’attenta valutazione della propria situazione economica.

Con la circolare n. 8/E del 6 ottobre 2026, l’Agenzia delle Entrate ha avuto modo di raccogliere e aggiornare le indicazioni sull’istituto, chiarendo le regole di accesso, le modalità di adesione, i motivi di esclusione e i benefici riconosciuti ai contribuenti. Ecco come funziona il concordato preventivo biennale, chi può utilizzarlo e quali aspetti considerare prima di accettare la proposta del Fisco.

Che cos’è il concordato preventivo biennale e come funziona

Il concordato preventivo biennale, conosciuto anche con la sigla CPB, è stato introdotto dal decreto legislativo 12 febbraio 2024, n. 13. Il suo obiettivo è favorire l’adempimento spontaneo degli obblighi fiscali, permettendo a determinate categorie di contribuenti di concordare preventivamente con l’Agenzia delle Entrate il reddito da dichiarare ai fini delle imposte sui redditi per due anni.

In pratica, l’Amministrazione finanziaria elabora una proposta sulla base delle informazioni disponibili, tra cui i dati delle dichiarazioni fiscali, gli Indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA) e gli elementi presenti nelle proprie banche dati. Il contribuente può esaminare gli importi proposti e decidere se accettarli.

Per il biennio 2026-2027, il concordato riguarda il reddito derivante dall’attività d’impresa o di lavoro autonomo e il valore della produzione netta rilevante ai fini dell’IRAP, nei casi in cui l’imposta sia dovuta. L’elemento centrale è che le imposte interessate vengono calcolate sulla base concordata, anziché sul reddito effettivamente prodotto nel corso del biennio, secondo le regole previste dalla normativa. Se l’attività genera guadagni superiori a quelli preventivati, il maggior reddito ordinario non comporta automaticamente un aumento della base imponibile concordata. Se, invece, il reddito effettivo è inferiore, il contribuente potrebbe comunque dover pagare le imposte sulla base stabilita nell’accordo, salvo le specifiche ipotesi previste dalla legge.

Il concordato non elimina, tuttavia, tutti gli obblighi fiscali: restano gli adempimenti dichiarativi e contabili previsti per la propria attività e l’IVA continua a essere determinata secondo le regole ordinarie.

Chi può aderire al concordato preventivo biennale

Il CPB 2026-2027 è destinato principalmente ai contribuenti che esercitano attività d’impresa, arti o professioni e applicano gli ISA, gli Indici sintetici di affidabilità fiscale. Si tratta degli indicatori utilizzati dal Fisco per valutare il grado di affidabilità fiscale delle attività economiche.

Non è quindi sufficiente avere una partita IVA aperta: occorre verificare che la propria attività rientri tra quelle interessate dagli ISA e che siano rispettate tutte le condizioni previste dalla disciplina.

In linea generale, non possono aderire:

  • i contribuenti in regime forfetario;
  • i soggetti per i quali non sono previsti gli ISA applicabili al concordato;
  • i contribuenti che hanno già un concordato in corso per il biennio 2025-2026 e non possono quindi aderire contemporaneamente a un nuovo biennio sovrapposto;
  • i soggetti con ricavi o compensi superiori a 5.164.569 euro, secondo i limiti previsti dalla disciplina.

Sono inoltre previste condizioni specifiche relative alla posizione fiscale del contribuente. Per questo motivo, prima di accettare la proposta è opportuno controllare non soltanto il reddito indicato dall’Agenzia, ma anche l’effettiva sussistenza dei requisiti di accesso.

Debiti fiscali, dichiarazioni e altre cause di esclusione

Tra gli aspetti da verificare rientrano i debiti tributari e contributivi. Per il biennio 2026-2027, la disciplina prevede una soglia di 5.000 euro per i debiti definitivi relativi a tributi amministrati dall’Agenzia delle Entrate e per i contributi previdenziali, da valutare complessivamente secondo le regole vigenti. La verifica riguarda la situazione al 31 dicembre 2025. Dal conteggio sono esclusi, alle condizioni stabilite dalla legge, i debiti sospesi o regolarmente rateizzati. Se l’importo residuo supera la soglia, il contribuente può rimuovere la causa ostativa pagando la parte eccedente prima di accettare la proposta.

La normativa contempla anche ulteriori impedimenti, tra cui determinate omissioni dichiarative nei periodi d’imposta precedenti e specifiche condanne per reati tributari o economici. Per il 2026-2027 è inoltre rilevante la presenza, nel 2025, di redditi esenti o non imponibili superiori al 40% del reddito derivante dall’attività d’impresa o professionale.

Scadenza 2 novembre 2026: come accettare la proposta

Per il biennio 2026-2027, il termine ordinario è stato differito al 31 ottobre 2026. Poiché la data cade di sabato, la scadenza effettiva per i contribuenti con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare è lunedì 2 novembre 2026. La stessa scadenza riguarda sia chi aderisce per la prima volta sia chi rinnova il concordato già applicato nel biennio 2024-2025. Per i contribuenti con un periodo d’imposta non coincidente con l’anno solare si applica, invece, il termine specifico previsto in relazione alla chiusura dell’esercizio.

Per valutare la proposta, il contribuente deve utilizzare il software “Il tuo ISA 2026 CPB”, disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate. La procedura consente di inserire le informazioni necessarie, elaborare la proposta e visualizzare gli importi relativi al biennio.

L’accettazione può essere comunicata attraverso due modalità:

  • insieme alla dichiarazione dei redditi: la comunicazione viene trasmessa con il modello ISA collegato al modello Redditi 2026;
  • con invio autonomo: il modello CPB viene trasmesso telematicamente insieme al solo frontespizio di Redditi 2026, compilando l’apposita sezione relativa alla comunicazione.

La vera malata d’Europa è la Germania, non la Francia. Gros spiega perché

22 October 2026 at 13:23

Sì, un rischio di contagio dalla Francia c’è per l’Europa. E comunque, se proprio la si vuol raccontare tutta, la Germania è messa peggio dei cugini d’Oltralpe. Daniel Gros, economista tedesco, direttore dell’Institute for European policymaking presso la Bocconi, la prende di petto quando gli si chiede se la polveriera francese, di cui sabato scorso qualcuno ha visto lo spettro per le vie di Milano, sia un rischio per il Vecchio continente, a quindici anni dal dramma della crisi greca. Mario Draghi, certo, non vede particolari pericoli, arrivando a giudicare del tutto fuorviante e dispersivo anche il solo immaginare un intervento della Bce sul debito francese. Per Gros, invece, un rischio, seppur calcolato e minimo, c’è.

Gros, la Francia è una pentola a pressione. Nessuno vuole tirare fuori dall’armadio i fantasmi della crisi greca. Però…

Un pericolo di contagio, contenuto per il momento, c’è. Dipenderà molto da quello che faranno gli altri Paesi e anche la stessa Bce. Ma il rischio, lo ripeto, c’è.

C’è chi ha fatto notare, con cognizione di causa, che oggi l’Europa sia decisamente più grande e vaccinata rispetto a dieci o quindici anni fa. Stiamo negando il problema provando a nasconderci dietro un dito?

No, oggi l’Europa è certamente più attrezzata di quindici anni fa. E anche per questo molti Paesi stanno meglio di anni fa. Però il vero punto sono le banche: oggi il sistema continentale del credito è molto più robusto e strutturato rispetto al 2008, quando esplose la crisi di Lehman Brothers ci colse impreparati.

Se le dico che oggi la Francia è la grande malata d’Europa, lei è d’accordo?

La Francia non è la Grecia. E comunque, l’economia di Parigi non è poi messa così male. Anzi, le dico di più, cresce più di quella tedesca, se in Europa c’è una grande malata, quella è la Germania.

D’accordo, concesso. Però le immagini delle devastazioni per le strade delle città francesi parlano chiaro. Come si è arrivati a questo?

La Francia, ed è questo il problema più della crescita, ha un sistema politico paralizzata ed è per questo che i conti pubblici sono sfuggiti di mano. Parigi viene da quindici anni di politiche keynesiane, l’austerità l’avrebbe dovuta fare quando le cose andavano meglio di adesso.

Lei ha citato la Germania. In effetti Berlino, tra concorrenza cinese e dipendenza energetica dalla Russia, è messa male. La crisi, drammatica, di Volkswagen sta lì a dimostrarlo. Come si immagina l’ex locomotiva d’Europa tra cinque anni?

Siamo vicini al fondo della valle, i settori energivori stanno lasciando la Germania, mentre il settore automobilistico si sta riconvertendo, passando dalle macchine agli armamenti. Toccando il fondo, forse, ci potrà essere qualche cambiamento significativo.

Parliamo di energia. L’Italia è tra i Paesi in Europa che batte maggiormente i pugni sul tavolo per riformare, se non azzerare, il meccanismo della tassazione del carbonio, l’Ets. Le pare una battaglia giusta?

Francamente, l’ultima cosa che cambierei in Europa è proprio il sistema Ets, che è indolore ed efficace nel ridurre le emissioni. Magari si possono abolire altri regolamenti che impattano sul prezzo dell’energia. Ma l’Ets credo che ci serva.

L’Europa e le banche. Il futuro, viene detto da più parti, è il consolidamento: spalle larghe per competere con i giganti di Cina e Stati Uniti. E l’immancabile mercato unico dei capitali…

Non sono d’accordo. Non vedo il bisogno di aggregazioni per competere con i colossi americani, che fanno profitto dalla loro posizione da oligopolio. Le ricerche non evidenziano economie di scala per le banche oltre una dimensione di bilancio di qualche miliardo.

Insomma?

La competitività delle banche europee dipende meno dall’assenza di un mercato unico dei capitali e più da costi di personale molto rigidi, che rallentano l’adozione di tecnologie. Il caso Commerzbank (la banca tedesca sempre più vicina alle nozze con Unicredit, ndr) ci insegna che è più importante avere un mercato e una concorrenza per corporate control, che un mercato unico dei capitali a livello europeo.

Governo admite discutir descida do IVA da restauração e aponta IRC de 17% em 2029

22 October 2026 at 13:22
Secretário de Estado do Turismo defendeu mais apoios às micro e pequenas empresas, mas considera que o financiamento, por si só, não resolve os problemas estruturais do setor. "Precisamos de criar condições não apenas para o acesso ao crédito e ao financiamento, mas também para a capacitação", afirmou durante o congresso da AHRESP.

Governo admite discutir descida do IVA da restauração e aponta IRC de 17% em 2029

22 October 2026 at 13:22
Secretário de Estado do Turismo defendeu mais apoios às micro e pequenas empresas, mas considera que o financiamento, por si só, não resolve os problemas estruturais do setor. "Precisamos de criar condições não apenas para o acesso ao crédito e ao financiamento, mas também para a capacitação", afirmou durante o congresso da AHRESP.

Governo admite discutir descida do IVA da restauração e aponta IRC de 17% em 2029

22 October 2026 at 13:22
Secretário de Estado do Turismo defendeu mais apoios às micro e pequenas empresas, mas considera que o financiamento, por si só, não resolve os problemas estruturais do setor. "Precisamos de criar condições não apenas para o acesso ao crédito e ao financiamento, mas também para a capacitação", afirmou durante o congresso da AHRESP.

Governo admite discutir descida do IVA da restauração e aponta IRC de 17% em 2029

22 October 2026 at 13:22

O Governo admite discutir a redução do IVA da restauração durante a atual legislatura, com horizonte previsto até 2029. Esta possibilidade foi avançada pelo secretário de Estado do Turismo, Pedro Machado. “A ideia de podermos discutir o IVA intermédio não é uma ideia que afaste a capacidade de agir. Pelo contrário, acho que é uma discussão que podemos e devemos ter”, afirmou durante o congresso da Associação da Hotelaria Restauração e Similares de Portugal (AHRESP), que decorre na cidade de Lagoa, no Algarve esta quinta e sexta-feira.

O governante considera que existe margem para avaliar medidas fiscais de apoio a um setor que tem sido marcado pela pressão dos custos, pelas dificuldades de recrutamento e pela reduzida capacidade financeira de muitas micro e pequenas empresas.

“São microempresas, pequenas empresas, muitas vezes com uma estrutura muito reduzida. Isso significa que têm uma capacidade limitada para acomodar oscilações do consumo e aumentos dos custos”, referiu.

Ainda assim, Pedro Machado sublinhou que o financiamento, por si só, não resolve os problemas estruturais do setor. “Precisamos de criar condições não apenas para o acesso ao crédito e ao financiamento, mas também para a capacitação”, disse, apontando a digitalização, a formação em gestão e o reforço das competências empresariais como áreas prioritárias.

Pedro Machado realçou que a decisão depende da articulação com as restantes áreas governativas, em particular as Finanças, mas considerou que “os estudos sobre o peso económico da restauração podem contribuir para fundamentar a discussão”.

O secretário de Estado do Turismo destacou também a trajetória prevista de redução do IRC, cuja taxa, acredita, deverá atingir os 17% em 2029. “O objetivo é libertar recursos para o investimento e permitir às empresas reforçar a capacidade de crescimento”, salientou.

Orçamento reforça financiamento das entidades regionais

No plano orçamental, Pedro Machado destacou o reforço dos recursos destinados às entidades regionais do turismo, cujo financiamento conjunto deverá aproximar-se dos 30 milhões de euros, face aos 16,4 milhões de euros que têm servido de referência habitual.

O reforço das entidades regionais pretende aumentar a capacidade de promoção dos destinos e aprofundar a articulação entre as regiões e a marca Portugal. “A estratégia passa por consolidar os mercados tradicionais, como o Reino Unido, França, Alemanha e Espanha, mas também por reforçar a presença nos Estados Unidos e na Ásia e desenvolver mercados como o México e a Austrália”, referiu.

Estratégia ‘Turismo 2035’ aponta para 53 mil milhões em receitas

Pedro Machado adiantou também que o ‘Turismo 2035’ está aprovada e aguarda apresentação pública. O documento deverá estabelecer as prioridades para a próxima década, com enfoque na criação de valor, no desenvolvimento regional e na distribuição dos benefícios económicos do turismo.

O secretário de Estado apontou para um cenário de cerca de 50 milhões de turistas internacionais e receitas superiores a 53 mil milhões de euros em 2035. “A estratégia tem uma grande ambição: continuarmos a crescer, mas crescendo em valor acrescentado”, salientou, acrescentando que esta meta implica o reforço da capacidade do turismo gerar riqueza para as empresas e comunidades, “sem descurar a sustentabilidade dos destinos e a qualidade de vida das populações”.

Licenciamento turístico deverá entrar em discussão pública

Outra das prioridades do Executivo passa simplificação administrativa dos empreendimentos turísticos. Pedro Machado adiantou que “o processo deverá entrar em discussão pública ainda em 2026, depois da articulação governamental”.

Entre os aspetos que necessitam de revisão estão os critérios de classificação hoteleira que considera “desatualizados”, como a exigência de equipamentos que já não correspondem às necessidades atuais dos hóspedes.

O governante afirmou ainda que “a revisão da legislação aplicável ao setor turístico está a ser desenvolvida com contributos das entidades regionais, procurando aproximar as políticas públicas da realidade das empresas”.

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