❌

Normal view

Sette chili in tre settimane pagando 2.500 dollari ogni sette giorni: Wanda Nara mostra i risultati sul suo corpo della “dieta dei ricchi” lanciata da Kim Kardashian

16 October 2026 at 13:39

Un top bianco, uno slip nero molto sgambato e uno specchio per certificare davanti a 17 milioni di follower una trasformazione fisica lampo: sette chili persi in sole tre settimane. Wanda Nara, 39 anni e reduce dal burrascoso divorzio da Mauro Icardi (conclusosi di recente con la bocciatura giudiziaria della sua richiesta di un assegno di mantenimento da 100mila euro al mese), ha deciso di documentare sui social il suo repentino ritorno al peso forma. Una necessità nata dopo aver dovuto prendere 10 chili per esigenze di copione, al fine di interpretare il personaggio di Lucía nel film “Quién quiere ser mi hijo?” al fianco dell’attore Agustín Bernasconi.

Per smaltire l’aumento di peso, l’influencer sudamericana ha optato per un regime d’urto noto nello star system come “dieta dei ricchi” o “dieta Kardashian”. A svelarne i retroscena in patria è stato Mariano de la Canal, noto alla televisione argentina per essere “il fan di Wanda”: “Ha fatto un sacrificio enorme per questo ruolo. Non soltanto dal punto di vista dell’interpretazione, ma anche perché ha dovuto prendere 10 chili”.

View this post on Instagram

A post shared by Wanda Nara (@wanda_nara)

L'articolo Sette chili in tre settimane pagando 2.500 dollari ogni sette giorni: Wanda Nara mostra i risultati sul suo corpo della “dieta dei ricchi” lanciata da Kim Kardashian proviene da Il Fatto Quotidiano.

Céline Dion torna agli Oscar del 1997 (ma a Parigi): l’abito Chanel da 1.380 ore di lavoro e 6.000 gioielli

16 October 2026 at 11:39

Mentre la prima tranche della sua residency parigina alla La Défense Arena si avvia verso la chiusura, Céline Dion ha riportato in scena un pezzo di storia degli Oscar: un abito Chanel su misura ispirato al modello di Karl Lagerfeld indossato alla cerimonia del 1997.

Il nuovo capo è un’opera di alta sartoria. Secondo Vogue, l’abito conta 6.000 gioielli e 5.000 perline, per 1.380 ore di lavoro dei couturier della maison. Chanel precisa che è stato realizzato negli atelier parigini di rue Cambon 31. A disegnarlo è Matthieu Blazy, direttore creativo della maison. La silhouette ha un bustier a corsetto con vita molto segnata e uno scollo a cuore in rafia. Il ricamo sul corpetto riprende la sfumatura di colore dell’originale. La gonna in seta ha uno spacco alto sul davanti.

Il riferimento è alla 69esima edizione degli Academy Awards, il 24 marzo 1997. Dion si presentò con una creazione dell’alta moda Chanel primavera/estate 1997, disegnata da Lagerfeld. Nel suo abito argentato con scollatura profonda, divenne la prima artista a eseguire due brani nella stessa serata sul palco degli Oscar. Il vestito di allora era più scivolato e sinuoso, quello di oggi più scultoreo.

Anche la collana ha una storia. È una reinterpretazione della Comète: una stella cadente in oro bianco e diamanti, con 1.080 pietre per oltre 67 carati. Il motivo richiama una collezione di alta gioielleria del 1932, l’unica creata da Gabrielle Chanel.

L'articolo Céline Dion torna agli Oscar del 1997 (ma a Parigi): l’abito Chanel da 1.380 ore di lavoro e 6.000 gioielli proviene da Il Fatto Quotidiano.

Come riconoscere una borsa di lusso falsa da una originale quando compriamo online? Siamo entrati nel centro eBay dove gli esperti smascherano i “superfake”: ecco cosa controllano

15 October 2026 at 17:00

Vintage è meglio. Tra i grandi cambiamenti che hanno investito la moda negli ultimi anni c’è un nuovo amore per i capi di lusso vintage: si acquistano e si vendono sempre più spesso, anche grazie a piattaforme che lo rendono facile e accessibile. Che si tratti di una borsa, di un orologio o di un foulard in seta, il rischio di contraffazione è sempre dietro l’angolo, e in rete è facile incappare in truffe. Proprio per questo motivo il marketplace eBay ha lanciato in Italia un servizio di verifica dell’autenticità per i prodotti di lusso.

Come si fa a riconoscere un falso? Abbiamo visitato il Centro di autenticazione a Berlino e lo abbiamo chiesto direttamente ai professionisti della piattaforma di e-commerce.

L’economia parallela dei superfake

Se una volta per trovare accessori di lusso di seconda mano bisognava scovare boutique, antiquari e negozi specializzati, ora bastano un paio di clic. Oltre a piattaforme specializzate come Vestiaire Collective, Depop e il più democratico Vinted (dove si trova un po’ di tutto) c’è proprio eBay, frequentato per la selezione ampia e per i pezzi rari che ospita.

Internet ha facilitato la compravendita di moda e accessori pre-owned, ma il rovescio della medaglia è una fiorente e agguerrita industria parallela. Secondo lo studio Mapping Global Trade in Fakes 2025 di Ocse ed Euipo, l’Ufficio dell’Unione europea per la proprietà intellettuale, nel 2021 il commercio mondiale di merci contraffatte valeva circa 467 miliardi di dollari.

Per mettere i numeri in prospettiva: il 2,3% delle importazioni globali. I prodotti più copiati sono proprio quelli della moda: abbigliamento, calzature e pelletteria rappresentano il 62% delle merci contraffatte sequestrate.

La Verifica (gratis) di eBay

A tutela dei suoi clienti, a partire da settembre eBay offre anche in Italia la Verifica di Autenticità, già attiva negli Usa, nel Regno Unito, in Germania, in Australia e in Canada. Si tratta di un controllo automatico e gratuito: non ci sono costi aggiuntivi per chi compra. Si applica su borse, abbigliamento, scarpe, accessori e sneakers di marchi selezionati a partire da 200 euro (1.500 euro per gli orologi) ed è facile da individuare grazie al badge blu sugli annunci.

Funziona così: dopo l’acquisto, il venditore spedisce l’articolo al Centro di autenticazione eBay in Germania, dove esperti specializzati per categoria lo ispezionano fisicamente. Non serve solo a individuare le copie, ma anche a verificare che l’articolo corrisponda all’inserzione. Ogni articolo passa sotto una lente di ingrandimento (letteralmente) per cercare graffi, macchie e difetti.

Nel caso degli accessori, ci spiegano al Centro di Berlino, si controllano anche le scatole, i sacchetti dust bag e documenti, come certificati di autenticità. “Nella maggior parte dei casi non ci sono troppe attese extra per l’utente – spiega Flavio De Luca, Site Lead del Centro di autenticazione eBay in Germania – una volta che un oggetto arriva al Centro, in 48 ore siamo in grado di verificarlo e poi spedirlo all’acquirente”.

In caso di discrepanze come piccoli difetti o documenti mancanti, l’acquirente viene avvisato e decide se confermare l’acquisto, magari trovando un nuovo accordo sul prezzo. L’autenticazione è una tutela anche per chi vende: in caso di reso, l’articolo ripassa dal Centro, che verifica che sia lo stesso pezzo nelle stesse condizioni.

1 / 12

Evoto

Evoto

2 / 12

eBay x VOGUE - Shooting in Hoppegarten im eBay EHP-Zentrum für

3 / 12

eBay_Verifica di Autenticità_2

4 / 12

eBay_Verifica di Autenticità_3

5 / 12

eBay_Verifica di Autenticità_5

6 / 12

ebay

7 / 12

eBay Echtheitsprüfung - Fotoaufnahmen - 05.02.2026

Foto: Patricia Kalisch, www.patriciakalisch.de

8 / 12

eBay Echtheitsprüfung - Fotoaufnahmen - 05.02.2026

Foto: Patricia Kalisch, www.patriciakalisch.de

9 / 12

eBay Echtheitsprüfung - Fotoaufnahmen - 05.02.2026

Foto: Patricia Kalisch, www.patriciakalisch.de

10 / 12

eBay_Verifica di Autenticità_4

11 / 12

eBay Echtheitsprüfung - Fotoaufnahmen - 05.02.2026

Foto: Patricia Kalisch, www.patriciakalisch.de

12 / 12

eBay_Verifica di Autenticità_1

Come si riconoscono le copie dagli originali

Ora che la compravendita di lusso second hand è in crescita, spiegano da eBay, la fiducia è diventata cruciale. Gli autenticatori non parlano mai di “falsi” ma di UTA, Unable to Authenticate. Tradotto: impossibile da autenticare. Tutti i professionisti del Centro dicono che per fare questo lavoro è fondamentale la “passione”: concretamente significa conoscere bene i brand, storici e nuovi, i modelli e aggiornarsi di continuo sulle collezioni.

Nel senso migliore del termine sono dei veri nerd della moda: collezionano sneaker, conoscono il settore, non si perdono una sfilata. Quando cambia un direttore creativo, infatti, possono cambiare i materiali, i dettagli tecnici, le cuciture, perfino le etichette. “Facciamo formazione continua – prosegue De Luca – per essere sempre aggiornati sulle novità e non restare indietro”.

Una volta le copie (anzi: gli UTA) erano di qualità scadente, oggi si parla di superfake: contraffazioni di altissima qualità, sia nella manifattura che nei materiali, quasi indistinguibili dagli originali. Quasi, appunto: un professionista può capire quello che alla maggior parte degli appassionati sfugge.

Gli incaricati dell’autenticazione non rivelano i loro segreti per non avvantaggiare ulteriormente chi opera nell’industria parallela. Di solito non lavorano direttamente con i brand, spiega De Luca, ma nei casi più complessi chiedono un occhio in più ai colleghi internazionali, o al training team: il processo è estremamente meticoloso. “Spesso hanno una sensazione di pancia solo toccando l’oggetto – conclude – le macchine ci aiutano moltissimo, ma non possono sostituire le persone in questo settore”.

Quali sono i marchi più cercati su eBay

Considerato una volta un hobby di nicchia per collezionisti, il vintage è stato ormai sdoganato come strategia intelligente di acquisto. “Il 40% del gmv (gross merchandise value, il valore complessivo delle merci vendute sulla piattaforma ndr) di eBay, dal 2024, è rappresentato da articoli di seconda mano e ricondizionati”, spiega Silvia Bellomi, responsabile delle categorie di eBay per Italia e Francia. Secondo il Recommerce Report 2026 del brand, le ragioni sono molteplici: risparmio, sostenibilità e ricerca di pezzi rari, vintage o da collezione. Secondo l’ultimo Watchlist Trend Report, nel primo trimestre dell’anno i marchi dell’usato più acquistati al mondo sono stati Louis Vuitton, Gucci, Burberry, Chanel e Prada, mentre Dior è entrato in classifica sull’onda del debutto di Jonathan Anderson. Alcuni pezzi vengono considerati veri e propri investimenti: tra gennaio e marzo il prezzo medio di vendita della borsa Gucci Padlock è cresciuto del 530%, quello dell’orologio Patek Philippe Nautilus del 154%.

Per molti, quindi, il second hand è la via di accesso a brand che non potrebbero avvicinare altrimenti. Online non si cercano solo borse di lusso: in Italia l’abbigliamento è la categoria più acquistata nell’usato (35%). Il Made in Italy fa la sua parte: tra i più cercati, da noi, ci sono brand come Prada e Gucci. La Gen Z ha un ruolo importante: secondo il Recommerce Report, in Italia il 58% compra usato solo online, e il 43% prevede di aumentare gli acquisti in futuro. “Prendiamo l’esempio di Blumarine – spiega Bellomi – è un brand che da una ventina d’anni non andava più tanto, ma con il ritorno dell’estetica anni Duemila ha avuto un boom anche sul second hand, con un aumento del 300% delle ricerche nel primo trimestre 2026”. Ed è cambiato anche il modo di cercare: “I clienti non cercano più l’usato dopo aver cercato il nuovo: cercano direttamente il pezzo usato”. Secondo il recentissimo Recommerce Report 2026, il 31% degli italiani cita l’autenticità come freno agli acquisti da venditori esteri. Per questo, spiega Bellomi, eBay oggi valorizza l’usato “con servizi di fiducia che lo rendono davvero un prodotto di prima scelta”.

L'articolo Come riconoscere una borsa di lusso falsa da una originale quando compriamo online? Siamo entrati nel centro eBay dove gli esperti smascherano i “superfake”: ecco cosa controllano proviene da Il Fatto Quotidiano.

❌