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No Meloni Day, oltre 400mila studenti in piazza da Nord a Sud: “Vogliamo più aule e meno bombe”. E avvertono: “La nostra sarà una mobilitazione permanente. Se ci togliete il futuro, vi blocchiamo il presente”

16 October 2026 at 21:18

Torino, Milano, Genova, Padova, Bologna, Roma, Napoli, Cagliari, Firenze, Venezia. Ci vorrebbe troppo spazio per scrivere l’elenco completo di tutte le città nelle quali gli studenti italiani sono scesi in piazza venerdì, per il “No Meloni Day“. Da Nord a Sud, secondo gli organizzatori sono stati oltre 400mila, tutti con lo stesso obiettivo: urlare al governo che la scuola italiana cade a pezzi e che studiare in questo Paese è sempre più difficile. Per il costo della vita, per il caro affitti e per il clima di repressione politica e culturale che si respira. Centinaia di migliaia di studenti hanno cantato e sfilato per le strade di tutta Italia per far capire alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, e a tutto il suo esecutivo, che non appoggiano le sue scelte. Che vogliono “più aule e meno bombe“. Perché, come spiega a ilfattoquotidiano.it Angela Verdecchia, coordinatrice nazionale della Rete degli Studenti Medi, non sono disposti ad accettare che la sicurezza, il diritto allo studio e il benessere di studenti e studentesse vengano trattati come “questioni secondarie”: “Vogliamo essere protagonisti del cambiamento, non spettatori di riforme calate dall’alto”.

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Sciopero degli studenti, il corteo a Torino

Student demonstration in Turin, Northwestern Italy, under the slogan "do like in France." The mobilization, which began in early October with the first high school occupations, continues to involve both secondary school and university students. The march takes place on the same day Fridays for Future called for the "climate strike."- Friday, October 16, 2026. News (Photo by Marco Alpozzi/Lapresse)

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Sciopero degli studenti, il corteo a Torino

Student demonstration in Turin, Northwestern Italy, under the slogan "do like in France." The mobilization, which began in early October with the first high school occupations, continues to involve both secondary school and university students. The march takes place on the same day Fridays for Future called for the "climate strike."- Friday, October 16, 2026. News (Photo by Marco Alpozzi/Lapresse)

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Sciopero degli studenti, il corteo a Bologna

Corteo Studentesco No Meloni Day Tafferugli con le forze dell’ordine davanti alla stazione di Bologna Bologna (Italia) 16 Ottobre 2026 (Photo Guido Calamosca/LaPresse) "No Meloni Day" Student Protest Skirmishes with law enforcement in front of Bologna station Oct 16, 2026 - Bologna - Italia (Guido Calamosca/LaPresse )

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Sciopero degli studenti, il corteo a Milano

Sciopero studenti con corteo e occupazione nessuno é straniero Milano - Italia - Cronaca Venerdì, 16 Ottobre, 2026 (Foto di Marco Ottico/Lapresse) Strike students with procession and occupation no one is a foreigner Milan - Italy - News Friday, 16 October, 2026 (Photo by Marco Ottico/Lapresse)

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Sciopero degli studenti, il corteo a Bologna

Corteo Studentesco No Meloni Day Tafferugli con le forze dell’ordine davanti alla stazione di Bologna Bologna (Italia) 16 Ottobre 2026 (Photo Guido Calamosca/LaPresse) "No Meloni Day" Student Protest Skirmishes with law enforcement in front of Bologna station Oct 16, 2026 - Bologna - Italia (Guido Calamosca/LaPresse )

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++ Corteo studenti Torino, lancio di sassi contro gli agenti ++

Il corteo degli studenti a Torino è arrivato in piazza Castello, dove alcune centinaia di manifestanti si sono staccati dal resto dei ragazzi, si sono coperti il volto e hanno lanciato sassi e torce di segnalazione verso le forze dell'ordine, 16 ottobre 2026. Le forze dell'ordine stanno rispondendo mettendo in azione gli idranti e con alcuni lacrimogeni. ANSA / Tino Romano ++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++The student march in Turin reached Piazza Castello, where several hundred protesters broke away from the main group, covered their faces, and threw stones and flares at law enforcement officers, October 16, 2026. Police are responding by deploying water cannons and some tear gas. ANSA / Tino Romano

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++ Corteo studenti Torino, lancio di sassi contro gli agenti ++

Il corteo degli studenti a Torino è arrivato in piazza Castello, dove alcune centinaia di manifestanti si sono staccati dal resto dei ragazzi, si sono coperti il volto e hanno lanciato sassi e torce di segnalazione verso le forze dell'ordine, 16 ottobre 2026. Le forze dell'ordine stanno rispondendo mettendo in azione gli idranti e con alcuni lacrimogeni. ANSA / Tino Romano ++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++The student march in Turin reached Piazza Castello, where several hundred protesters broke away from the main group, covered their faces, and threw stones and flares at law enforcement officers, October 16, 2026. Police are responding by deploying water cannons and some tear gas. ANSA / Tino Romano

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++ Corteo studenti Torino, lancio di sassi contro gli agenti ++

Il corteo degli studenti a Torino è arrivato in piazza Castello, dove alcune centinaia di manifestanti si sono staccati dal resto dei ragazzi, si sono coperti il volto e hanno lanciato sassi e torce di segnalazione verso le forze dell'ordine, 16 ottobre 2026. Le forze dell'ordine stanno rispondendo mettendo in azione gli idranti e con alcuni lacrimogeni. ANSA / Tino Romano ++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++The student march in Turin reached Piazza Castello, where several hundred protesters broke away from the main group, covered their faces, and threw stones and flares at law enforcement officers, October 16, 2026. Police are responding by deploying water cannons and some tear gas. ANSA / Tino Romano

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++ Corteo studenti Torino, lancio di sassi contro gli agenti ++

Il corteo degli studenti a Torino è arrivato in piazza Castello, dove alcune centinaia di manifestanti si sono staccati dal resto dei ragazzi, si sono coperti il volto e hanno lanciato sassi e torce di segnalazione verso le forze dell'ordine, 16 ottobre 2026. Le forze dell'ordine stanno rispondendo mettendo in azione gli idranti e con alcuni lacrimogeni. ANSA / Tino Romano ++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++The student march in Turin reached Piazza Castello, where several hundred protesters broke away from the main group, covered their faces, and threw stones and flares at law enforcement officers, October 16, 2026. Police are responding by deploying water cannons and some tear gas. ANSA / Tino Romano

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Sciopero studenti con corteo e occupazione nessuno é straniero Milano - Italia - Cronaca Venerdì, 16 Ottobre, 2026 (Foto di Marco Ottico/Lapresse) Strike students with procession and occupation no one is a foreigner Milan - Italy - News Friday, 16 October, 2026 (Photo by Marco Ottico/Lapresse)

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Sciopero degli studenti, il corteo a Milano

Sciopero studenti con corteo e occupazione nessuno é straniero Milano - Italia - Cronaca Venerdì, 16 Ottobre, 2026 (Foto di Marco Ottico/Lapresse) Strike students with procession and occupation no one is a foreigner Milan - Italy - News Friday, 16 October, 2026 (Photo by Marco Ottico/Lapresse)

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Sciopero studenti con corteo e occupazione nessuno é straniero Milano - Italia - Cronaca Venerdì, 16 Ottobre, 2026 (Foto di Marco Ottico/Lapresse) Strike students with procession and occupation no one is a foreigner Milan - Italy - News Friday, 16 October, 2026 (Photo by Marco Ottico/Lapresse)

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Sciopero studenti con corteo e occupazione nessuno é straniero Milano - Italia - Cronaca Venerdì, 16 Ottobre, 2026 (Foto di Marco Ottico/Lapresse) Strike students with procession and occupation no one is a foreigner Milan - Italy - News Friday, 16 October, 2026 (Photo by Marco Ottico/Lapresse)

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Sciopero degli studenti, il corteo a Milano

Sciopero studenti con corteo e occupazione nessuno é straniero Milano - Italia - Cronaca Venerdì, 16 Ottobre, 2026 (Foto di Marco Ottico/Lapresse) Strike students with procession and occupation no one is a foreigner Milan - Italy - News Friday, 16 October, 2026 (Photo by Marco Ottico/Lapresse)

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Sciopero studenti con corteo e occupazione nessuno é straniero Milano - Italia - Cronaca Venerdì, 16 Ottobre, 2026 (Foto di Marco Ottico/Lapresse) Strike students with procession and occupation no one is a foreigner Milan - Italy - News Friday, 16 October, 2026 (Photo by Marco Ottico/Lapresse)

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Sciopero studenti con corteo e occupazione nessuno é straniero Milano - Italia - Cronaca Venerdì, 16 Ottobre, 2026 (Foto di Marco Ottico/Lapresse) Strike students with procession and occupation no one is a foreigner Milan - Italy - News Friday, 16 October, 2026 (Photo by Marco Ottico/Lapresse)

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Sciopero degli studenti, il corteo a Milano

Sciopero studenti con corteo e occupazione nessuno é straniero Milano - Italia - Cronaca Venerdì, 16 Ottobre, 2026 (Foto di Marco Ottico/Lapresse) Strike students with procession and occupation no one is a foreigner Milan - Italy - News Friday, 16 October, 2026 (Photo by Marco Ottico/Lapresse)

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Sciopero degli studenti, il corteo a Milano

Sciopero studenti con corteo e occupazione nessuno é straniero Milano - Italia - Cronaca Venerdì, 16 Ottobre, 2026 (Foto di Marco Ottico/Lapresse) Strike students with procession and occupation no one is a foreigner Milan - Italy - News Friday, 16 October, 2026 (Photo by Marco Ottico/Lapresse)

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Sciopero studenti con corteo e occupazione nessuno é straniero Milano - Italia - Cronaca Venerdì, 16 Ottobre, 2026 (Foto di Marco Ottico/Lapresse) Strike students with procession and occupation no one is a foreigner Milan - Italy - News Friday, 16 October, 2026 (Photo by Marco Ottico/Lapresse)

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Sciopero degli studenti, il corteo a Milano

Sciopero studenti con corteo e occupazione nessuno é straniero Milano - Italia - Cronaca Venerdì, 16 Ottobre, 2026 (Foto di Marco Ottico/Lapresse) Strike students with procession and occupation no one is a foreigner Milan - Italy - News Friday, 16 October, 2026 (Photo by Marco Ottico/Lapresse)

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Sciopero degli studenti, il corteo a Milano

Sciopero studenti con corteo e occupazione nessuno é straniero Milano - Italia - Cronaca Venerdì, 16 Ottobre, 2026 (Foto di Marco Ottico/Lapresse) Strike students with procession and occupation no one is a foreigner Milan - Italy - News Friday, 16 October, 2026 (Photo by Marco Ottico/Lapresse)

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Sciopero degli studenti, il corteo a Milano

Sciopero studenti con corteo e occupazione nessuno é straniero Milano - Italia - Cronaca Venerdì, 16 Ottobre, 2026 (Foto di Marco Ottico/Lapresse) Strike students with procession and occupation no one is a foreigner Milan - Italy - News Friday, 16 October, 2026 (Photo by Marco Ottico/Lapresse)

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Sciopero degli studenti, il corteo a Milano

Sciopero studenti con corteo e occupazione nessuno é straniero Milano - Italia - Cronaca Venerdì, 16 Ottobre, 2026 (Foto di Marco Ottico/Lapresse) Strike students with procession and occupation no one is a foreigner Milan - Italy - News Friday, 16 October, 2026 (Photo by Marco Ottico/Lapresse)

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Sciopero degli studenti, il corteo a Milano

Sciopero studenti con corteo e occupazione nessuno é straniero Milano - Italia - Cronaca Venerdì, 16 Ottobre, 2026 (Foto di Marco Ottico/Lapresse) Strike students with procession and occupation no one is a foreigner Milan - Italy - News Friday, 16 October, 2026 (Photo by Marco Ottico/Lapresse)

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Sciopero studenti con corteo e occupazione nessuno é straniero Milano - Italia - Cronaca Venerdì, 16 Ottobre, 2026 (Foto di Marco Ottico/Lapresse) Strike students with procession and occupation no one is a foreigner Milan - Italy - News Friday, 16 October, 2026 (Photo by Marco Ottico/Lapresse)

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Sciopero degli studenti, il corteo a Milano

Sciopero studenti con corteo e occupazione nessuno é straniero Milano - Italia - Cronaca Venerdì, 16 Ottobre, 2026 (Foto di Marco Ottico/Lapresse) Strike students with procession and occupation no one is a foreigner Milan - Italy - News Friday, 16 October, 2026 (Photo by Marco Ottico/Lapresse)

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Sciopero degli studenti, il corteo a Bologna

Corteo Studentesco No Meloni Day Tafferugli con le forze dell’ordine davanti alla stazione di Bologna Bologna (Italia) 16 Ottobre 2026 (Photo Guido Calamosca/LaPresse) "No Meloni Day" Student Protest Skirmishes with law enforcement in front of Bologna station Oct 16, 2026 - Bologna - Italia (Guido Calamosca/LaPresse )

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Sciopero degli studenti, il corteo a Bologna

Corteo Studentesco No Meloni Day Tafferugli con le forze dell’ordine davanti alla stazione di Bologna Bologna (Italia) 16 Ottobre 2026 (Photo Guido Calamosca/LaPresse) "No Meloni Day" Student Protest Skirmishes with law enforcement in front of Bologna station Oct 16, 2026 - Bologna - Italia (Guido Calamosca/LaPresse )

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Sciopero degli studenti, il corteo a Bologna

Corteo Studentesco No Meloni Day Tafferugli con le forze dell’ordine davanti alla stazione di Bologna Bologna (Italia) 16 Ottobre 2026 (Photo Guido Calamosca/LaPresse) "No Meloni Day" Student Protest Skirmishes with law enforcement in front of Bologna station Oct 16, 2026 - Bologna - Italia (Guido Calamosca/LaPresse )

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Studenti su monumento a Vittorio Emanuele II, slogan contro Vannacci

Gli insegnanti a sostegno deI corteo contro il cambiamento climatico dei ragazzi di Friday for Future e deli studenti contro il degrado della scuola. Torino 16 ottobre 2026 ANSA/TINO ROMANO ++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ Teachers supporting the march against climate change organized by the "Fridays for Future" youth movement, and students protesting against the deterioration of schools. Turin, October 16, 2026. ANSA/TINO ROMANO

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Studenti su monumento a Vittorio Emanuele II, slogan contro Vannacci

Gli insegnanti a sostegno deI corteo contro il cambiamento climatico dei ragazzi di Friday for Future e deli studenti contro il degrado della scuola. Torino 16 ottobre 2026 ANSA/TINO ROMANO ++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ Teachers supporting the march against climate change organized by the "Fridays for Future" youth movement, and students protesting against the deterioration of schools. Turin, October 16, 2026. ANSA/TINO ROMANO

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Studenti in corteo verso il centro di Torino

Il corteo contro il cambiamento climatico dei ragazzi di Friday for Future e gli studenti contro il degrado della scuola in corteo per il centro di Torino, 16 ottobre 2026 ANSA/TINO ROMANO +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++A march against climate change by the "Fridays for Future" group, alongside students protesting the deterioration of their schools, moves through the center of Turin, October 16, 2026. ANSA/TINO ROMANO

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Sciopero degli studenti, il corteo a Bologna

Corteo Studentesco No Meloni Day Tafferugli con le forze dell’ordine davanti alla stazione di Bologna Bologna (Italia) 16 Ottobre 2026 (Photo Guido Calamosca/LaPresse) "No Meloni Day" Student Protest Skirmishes with law enforcement in front of Bologna station Oct 16, 2026 - Bologna - Italia (Guido Calamosca/LaPresse )

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Sciopero degli studenti, il corteo a Bologna

Corteo Studentesco No Meloni Day Tafferugli con le forze dell’ordine davanti alla stazione di Bologna Bologna (Italia) 16 Ottobre 2026 (Photo Guido Calamosca/LaPresse) "No Meloni Day" Student Protest Skirmishes with law enforcement in front of Bologna station Oct 16, 2026 - Bologna - Italia (Guido Calamosca/LaPresse )

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Studenti su monumento a Vittorio Emanuele II, slogan contro Vannacci

Momenti di tensione al corteo contro il cambiamento climatico dei ragazzi di Friday for Future e degli studenti contro il degrado della scuola. Torino 16 ottobre 2026 ANSA/TINO ROMANO-- Moments of tension during a protest against climate change, organized by the Fridays for Future movement and students speaking out against the deterioration of schools. Turin, October 16, 2026. ANSA/TINO ROMANO

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Sciopero degli studenti, il corteo a Torino

Student demonstration in Turin, Northwestern Italy, under the slogan "do like in France." The mobilization, which began in early October with the first high school occupations, continues to involve both secondary school and university students. The march takes place on the same day Fridays for Future called for the "climate strike."- Friday, October 16, 2026. News (Photo by Marco Alpozzi/Lapresse)

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Studenti su monumento a Vittorio Emanuele II, slogan contro Vannacci

Il corteo contro il cambiamento climatico dei ragazzi di Friday for Future e degli studenti contro il degrado della scuola, Torino 16 ottobre 2026 ANSA/TINO ROMANO +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++--- A march against climate change by the Fridays for Future group and students protesting against the deterioration of schools, Turin, October 16, 2026. ANSA/TINO ROMANO

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Sciopero degli studenti, il corteo a Torino

Student demonstration in Turin, Northwestern Italy, under the slogan "do like in France." The mobilization, which began in early October with the first high school occupations, continues to involve both secondary school and university students. The march takes place on the same day Fridays for Future called for the "climate strike."- Friday, October 16, 2026. News (Photo by Marco Alpozzi/Lapresse)

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Sciopero degli studenti, il corteo a Torino

Student demonstration in Turin, Northwestern Italy, under the slogan "do like in France." The mobilization, which began in early October with the first high school occupations, continues to involve both secondary school and university students. The march takes place on the same day Fridays for Future called for the "climate strike."- Friday, October 16, 2026. News (Photo by Marco Alpozzi/Lapresse)

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'No Meloni Day' a Cagliari, 600 studenti in corteo 'scuola non si tocca'

Il corteo di circa 600 studenti del 'No Meloni Day' a Cagliari, al motto di 'la scuola non si tocca', 16 ottobre 2026 ANSA / Francesca Melis +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA++

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Dopo occupazione licei, manifestazione studenti in centro a Genova

Un momento della manifestazione degli studenti delle scuole superiori genovesi partiti da piazza De Ferrari. Genova, 16 ottobre 2026 ANSA/LUCA ZENNARO +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ A scene from the demonstration by high school students in Genoa, who set off from Piazza De Ferrari. Genoa, October 16, 2026 ANSA/LUCA ZENNARO

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Dopo occupazione licei, manifestazione studenti in centro a Genova

Un momento della manifestazione degli studenti delle scuole superiori genovesi partiti da piazza De Ferrari. Genova, 16 ottobre 2026 ANSA/LUCA ZENNARO +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ A scene from the demonstration by high school students in Genoa, who set off from Piazza De Ferrari. Genoa, October 16, 2026 ANSA/LUCA ZENNARO

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Dopo occupazione licei, manifestazione studenti in centro a Genova

Un momento della manifestazione degli studenti delle scuole superiori genovesi partiti da piazza De Ferrari. Genova, 16 ottobre 2026 ANSA/LUCA ZENNARO +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ A scene from the demonstration by high school students in Genoa, who set off from Piazza De Ferrari. Genoa, October 16, 2026 ANSA/LUCA ZENNARO

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Dopo occupazione licei, manifestazione studenti in centro a Genova

Un momento della manifestazione degli studenti delle scuole superiori genovesi partiti da piazza De Ferrari. Genova, 16 ottobre 2026 ANSA/LUCA ZENNARO +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ A scene from the demonstration by high school students in Genoa, who set off from Piazza De Ferrari. Genoa, October 16, 2026 ANSA/LUCA ZENNARO

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Dopo occupazione licei, manifestazione studenti in centro a Genova

Un momento della manifestazione degli studenti delle scuole superiori genovesi partiti da piazza De Ferrari. Genova, 16 ottobre 2026 ANSA/LUCA ZENNARO +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ A scene from the demonstration by high school students in Genoa, who set off from Piazza De Ferrari. Genoa, October 16, 2026 ANSA/LUCA ZENNARO

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Studenti in corteo verso il centro di Torino

Il corteo contro il cambiamento climatico dei ragazzi di Friday for Future e gli studenti contro il degrado della scuola in corteo per il centro di Torino, 16 ottobre 2026 ANSA/TINO ROMANO +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++A march against climate change by the "Fridays for Future" group, alongside students protesting the deterioration of their schools, moves through the center of Turin, October 16, 2026. ANSA/TINO ROMANO

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Dopo occupazione licei, manifestazione studenti in centro a Genova

Un momento della manifestazione degli studenti delle scuole superiori genovesi partiti da piazza De Ferrari. Genova, 16 ottobre 2026 ANSA/LUCA ZENNARO +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ A scene from the demonstration by high school students in Genoa, who set off from Piazza De Ferrari. Genoa, October 16, 2026 ANSA/LUCA ZENNARO

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Dopo occupazione licei, manifestazione studenti in centro a Genova

Un momento della manifestazione degli studenti delle scuole superiori genovesi partiti da piazza De Ferrari. Genova, 16 ottobre 2026 ANSA/LUCA ZENNARO +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ A scene from the demonstration by high school students in Genoa, who set off from Piazza De Ferrari. Genoa, October 16, 2026 ANSA/LUCA ZENNARO

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Dopo occupazione licei, manifestazione studenti in centro a Genova

Un momento della manifestazione degli studenti delle scuole superiori genovesi partiti da piazza De Ferrari. Genova, 16 ottobre 2026 ANSA/LUCA ZENNARO +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ A scene from the demonstration by high school students in Genoa, who set off from Piazza De Ferrari. Genoa, October 16, 2026 ANSA/LUCA ZENNARO

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Dopo occupazione licei, manifestazione studenti in centro a Genova

Un momento della manifestazione degli studenti delle scuole superiori genovesi partiti da piazza De Ferrari. Genova, 16 ottobre 2026 ANSA/LUCA ZENNARO +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ A scene from the demonstration by high school students in Genoa, who set off from Piazza De Ferrari. Genoa, October 16, 2026 ANSA/LUCA ZENNARO

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Dopo occupazione licei, manifestazione studenti in centro a Genova

Un momento della manifestazione degli studenti delle scuole superiori genovesi partiti da piazza De Ferrari. Genova, 16 ottobre 2026 ANSA/LUCA ZENNARO +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ A scene from the demonstration by high school students in Genoa, who set off from Piazza De Ferrari. Genoa, October 16, 2026 ANSA/LUCA ZENNARO

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Dopo occupazione licei, manifestazione studenti in centro a Genova

Un momento della manifestazione degli studenti delle scuole superiori genovesi partiti da piazza De Ferrari. Genova, 16 ottobre 2026 ANSA/LUCA ZENNARO +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ A scene from the demonstration by high school students in Genoa, who set off from Piazza De Ferrari. Genoa, October 16, 2026 ANSA/LUCA ZENNARO

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Liceali in corteo a Roma, 'siamo 20mila'

Il corteo degli studenti in centro a Roma, arriva la Colosseo e punta a raggiungere la sede del ministero dell'Istruzione a viale Trastevere, 16 ottobre 2026 +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ Gli studenti scandiscono cori antifascisti, ma anche slogan contro il Pd e la Cgil. Uno striscione dà appuntamento al 30 ottobre per lo sciopero generale. ANSA / Fabio Cimaglia --- A student march in the center of Rome reaches the Colosseum, heading toward the Ministry of Education headquarters on Viale Trastevere, October 16, 2026. The students are chanting anti-fascist slogans, as well as slogans directed against the Democratic Party (PD) and the CGIL trade union. A banner calls for participation in a general strike on October 30. ANSA / Fabio Cimaglia

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Liceali in corteo a Roma, 'siamo 20mila'

Il corteo degli studenti in centro a Roma, arriva la Colosseo e punta a raggiungere la sede del ministero dell'Istruzione a viale Trastevere, 16 ottobre 2026 +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ Gli studenti scandiscono cori antifascisti, ma anche slogan contro il Pd e la Cgil. Uno striscione dà appuntamento al 30 ottobre per lo sciopero generale. ANSA / Fabio Cimaglia --- A student march in the center of Rome reaches the Colosseum, heading toward the Ministry of Education headquarters on Viale Trastevere, October 16, 2026. The students are chanting anti-fascist slogans, as well as slogans directed against the Democratic Party (PD) and the CGIL trade union. A banner calls for participation in a general strike on October 30. ANSA / Fabio Cimaglia

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Liceali in corteo a Roma, 'siamo 20mila'

Il corteo degli studenti in centro a Roma, arriva la Colosseo e punta a raggiungere la sede del ministero dell'Istruzione a viale Trastevere, 16 ottobre 2026 +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ Gli studenti scandiscono cori antifascisti, ma anche slogan contro il Pd e la Cgil. Uno striscione dà appuntamento al 30 ottobre per lo sciopero generale. ANSA / Fabio Cimaglia --- A student march in the center of Rome reaches the Colosseum, heading toward the Ministry of Education headquarters on Viale Trastevere, October 16, 2026. The students are chanting anti-fascist slogans, as well as slogans directed against the Democratic Party (PD) and the CGIL trade union. A banner calls for participation in a general strike on October 30. ANSA / Fabio Cimaglia

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Dopo occupazione licei, manifestazione studenti in centro a Genova

Un momento della manifestazione degli studenti delle scuole superiori genovesi partiti da piazza De Ferrari. Genova, 16 ottobre 2026 ANSA/LUCA ZENNARO +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ A scene from the demonstration by high school students in Genoa, who set off from Piazza De Ferrari. Genoa, October 16, 2026 ANSA/LUCA ZENNARO

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Dopo occupazione licei, manifestazione studenti in centro a Genova

Un momento della manifestazione degli studenti delle scuole superiori genovesi partiti da piazza De Ferrari. Genova, 16 ottobre 2026 ANSA/LUCA ZENNARO +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ A scene from the demonstration by high school students in Genoa, who set off from Piazza De Ferrari. Genoa, October 16, 2026 ANSA/LUCA ZENNARO

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Liceali in corteo a Roma, 'siamo 20mila'

Il corteo degli studenti in centro a Roma, arriva la Colosseo e punta a raggiungere la sede del ministero dell'Istruzione a viale Trastevere, 16 ottobre 2026 +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ Gli studenti scandiscono cori antifascisti, ma anche slogan contro il Pd e la Cgil. Uno striscione dà appuntamento al 30 ottobre per lo sciopero generale. ANSA / Fabio Cimaglia --- A student march in the center of Rome reaches the Colosseum, heading toward the Ministry of Education headquarters on Viale Trastevere, October 16, 2026. The students are chanting anti-fascist slogans, as well as slogans directed against the Democratic Party (PD) and the CGIL trade union. A banner calls for participation in a general strike on October 30. ANSA / Fabio Cimaglia

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Liceali in corteo a Roma, 'siamo 20mila'

Il corteo degli studenti in centro a Roma, arriva la Colosseo e punta a raggiungere la sede del ministero dell'Istruzione a viale Trastevere, 16 ottobre 2026 +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ Gli studenti scandiscono cori antifascisti, ma anche slogan contro il Pd e la Cgil. Uno striscione dà appuntamento al 30 ottobre per lo sciopero generale. ANSA / Fabio Cimaglia --- A student march in the center of Rome reaches the Colosseum, heading toward the Ministry of Education headquarters on Viale Trastevere, October 16, 2026. The students are chanting anti-fascist slogans, as well as slogans directed against the Democratic Party (PD) and the CGIL trade union. A banner calls for participation in a general strike on October 30. ANSA / Fabio Cimaglia

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Dopo occupazione licei, manifestazione studenti in centro a Genova

Un momento della manifestazione degli studenti delle scuole superiori genovesi partiti da piazza De Ferrari. Genova, 16 ottobre 2026 ANSA/LUCA ZENNARO +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ A scene from the demonstration by high school students in Genoa, who set off from Piazza De Ferrari. Genoa, October 16, 2026 ANSA/LUCA ZENNARO

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Sciopero degli studenti, il corteo a Torino

Student demonstration in Turin, Northwestern Italy, under the slogan "do like in France." The mobilization, which began in early October with the first high school occupations, continues to involve both secondary school and university students. The march takes place on the same day Fridays for Future called for the "climate strike."- Friday, October 16, 2026. News (Photo by Marco Alpozzi/Lapresse)

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Sciopero degli studenti, il corteo a Torino

Student demonstration in Turin, Northwestern Italy, under the slogan "do like in France." The mobilization, which began in early October with the first high school occupations, continues to involve both secondary school and university students. The march takes place on the same day Fridays for Future called for the "climate strike."- Friday, October 16, 2026. News (Photo by Marco Alpozzi/Lapresse)

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Studenti in corteo verso il centro di Torino

Il corteo contro il cambiamento climatico dei ragazzi di Friday for Future e gli studenti contro il degrado della scuola in corteo per il centro di Torino, 16 ottobre 2026 ANSA/TINO ROMANO +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ ++FOTO DIFFUSA DAGLI STUDENTI ++ USARE SOLO PER ILLUSTRARE OGGI LA NOTIZIA INDICATA NEL TITOLO - NON ARCHIVIARE FOTO NON IN VENDITA - DA USARE SOLO PER FINI GIORNALISTICI - NPK+++ --- A march against climate change by the "Fridays for Future" group, alongside students protesting the deterioration of their schools, moves through the center of Turin, October 16, 2026. ANSA/TINO ROMANO

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Studenti in corteo verso il centro di Torino

Il corteo contro il cambiamento climatico dei ragazzi di Friday for Future e gli studenti contro il degrado della scuola in corteo per il centro di Torino, 16 ottobre 2026 ANSA/TINO ROMANO +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ ++FOTO DIFFUSA DAGLI STUDENTI ++ USARE SOLO PER ILLUSTRARE OGGI LA NOTIZIA INDICATA NEL TITOLO - NON ARCHIVIARE FOTO NON IN VENDITA - DA USARE SOLO PER FINI GIORNALISTICI - NPK+++ --- A march against climate change by the "Fridays for Future" group, alongside students protesting the deterioration of their schools, moves through the center of Turin, October 16, 2026. ANSA/TINO ROMANO

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Sciopero degli studenti, il corteo a Torino

Student demonstration in Turin, Northwestern Italy, under the slogan "do like in France." The mobilization, which began in early October with the first high school occupations, continues to involve both secondary school and university students. The march takes place on the same day Fridays for Future called for the "climate strike."- Friday, October 16, 2026. News (Photo by Marco Alpozzi/Lapresse)

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Sciopero degli studenti, il corteo a Torino

Student demonstration in Turin, Northwestern Italy, under the slogan "do like in France." The mobilization, which began in early October with the first high school occupations, continues to involve both secondary school and university students. The march takes place on the same day Fridays for Future called for the "climate strike."- Friday, October 16, 2026. News (Photo by Marco Alpozzi/Lapresse)

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Studenti in corteo verso il centro di Torino

Il corteo contro il cambiamento climatico dei ragazzi di Friday for Future e gli studenti contro il degrado della scuola in corteo per il centro di Torino, 16 ottobre 2026 ANSA/TINO ROMANO +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ ++FOTO DIFFUSA DAGLI STUDENTI ++ USARE SOLO PER ILLUSTRARE OGGI LA NOTIZIA INDICATA NEL TITOLO - NON ARCHIVIARE FOTO NON IN VENDITA - DA USARE SOLO PER FINI GIORNALISTICI - NPK+++ --- A march against climate change by the "Fridays for Future" group, alongside students protesting the deterioration of their schools, moves through the center of Turin, October 16, 2026. ANSA/TINO ROMANO

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Studenti in corteo verso il centro di Torino

Il corteo contro il cambiamento climatico dei ragazzi di Friday for Future e gli studenti contro il degrado della scuola in corteo per il centro di Torino, 16 ottobre 2026 ANSA/TINO ROMANO +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ ++FOTO DIFFUSA DAGLI STUDENTI ++ USARE SOLO PER ILLUSTRARE OGGI LA NOTIZIA INDICATA NEL TITOLO - NON ARCHIVIARE FOTO NON IN VENDITA - DA USARE SOLO PER FINI GIORNALISTICI - NPK+++ --- A march against climate change by the "Fridays for Future" group, alongside students protesting the deterioration of their schools, moves through the center of Turin, October 16, 2026. ANSA/TINO ROMANO

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Studenti in corteo verso il centro di Torino

Il corteo contro il cambiamento climatico dei ragazzi di Friday for Future e gli studenti contro il degrado della scuola in corteo per il centro di Torino, 16 ottobre 2026 ANSA/TINO ROMANO +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ ++FOTO DIFFUSA DAGLI STUDENTI ++ USARE SOLO PER ILLUSTRARE OGGI LA NOTIZIA INDICATA NEL TITOLO - NON ARCHIVIARE FOTO NON IN VENDITA - DA USARE SOLO PER FINI GIORNALISTICI - NPK+++ --- A march against climate change by the "Fridays for Future" group, alongside students protesting the deterioration of their schools, moves through the center of Turin, October 16, 2026. ANSA/TINO ROMANO

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Studenti in corteo verso il centro di Torino

Il corteo contro il cambiamento climatico dei ragazzi di Friday for Future e gli studenti contro il degrado della scuola in corteo per il centro di Torino, 16 ottobre 2026 ANSA/TINO ROMANO +++ATTENZIONE: NELLA FOTO POTREBBERO ESSERE RITRATTI DEI MINORENNI. L'ANSA METTE A DISPOSIZIONE DEI PROPRI ABBONATI QUESTA IMMAGINE, LASCIANDO LORO LA DECISIONE SULL'OPPORTUNITA' DI PUBBLICARLA+++ ++FOTO DIFFUSA DAGLI STUDENTI ++ USARE SOLO PER ILLUSTRARE OGGI LA NOTIZIA INDICATA NEL TITOLO - NON ARCHIVIARE FOTO NON IN VENDITA - DA USARE SOLO PER FINI GIORNALISTICI - NPK+++ --- A march against climate change by the "Fridays for Future" group, alongside students protesting the deterioration of their schools, moves through the center of Turin, October 16, 2026. ANSA/TINO ROMANO

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Sciopero degli studenti, il corteo a Torino

Student demonstration in Turin, Northwestern Italy, under the slogan "do like in France." The mobilization, which began in early October with the first high school occupations, continues to involve both secondary school and university students. The march takes place on the same day Fridays for Future called for the "climate strike."- Friday, October 16, 2026. News (Photo by Marco Alpozzi/Lapresse)

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Sciopero degli studenti, il corteo a Torino

Student demonstration in Turin, Northwestern Italy, under the slogan "do like in France." The mobilization, which began in early October with the first high school occupations, continues to involve both secondary school and university students. The march takes place on the same day Fridays for Future called for the "climate strike."- Friday, October 16, 2026. News (Photo by Marco Alpozzi/Lapresse)

“La scuola non è un privilegio – prosegue Verdecchia -. Pretendiamo che questo principio si traduca in scelte e investimenti concreti”. Le richieste degli studenti, così come i problemi della scuola, sono tante: edifici sicuri, più personale scolastico, maggiori tutele per chi studia e lavora negli istituti e misure per contrastare il caro studio e il carovita, che rendono sempre più difficile proseguire il proprio percorso formativo. Ma c’è anche la contestazione delle politiche del governo, dal decreto Scuola al Ddl di Giuseppe Valditara, fino alla scelta di destinare miliardi alle spese militari anziché all’istruzione pubblica. Una mobilitazione che guarda anche oltre i confini italiani, sull’onda delle proteste dei coetanei in Francia e Spagna, e che rivendica il diritto dei ragazzi a partecipare alle decisioni sul proprio futuro. Perché, come recitava uno striscione esposto al corteo di Firenze: “Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente”.

A Roma, dove secondo gli organizzatori sono scesi in piazza 20mila studenti, il corteo è partito dall’Esquilino e ha attraversato il centro fino a raggiungere il ministero dell’Istruzione, in viale Trastevere. Tra bandiere palestinesi, cartelli e cori contro il governo e il riarmo. A Milano, migliaia di ragazzi hanno sfilato dietro lo slogan “Nessuno è straniero”. A Firenze, almeno duemila studenti di una quindicina di istituti superiori si sono ritrovati in piazza San Marco, con striscioni contro i tagli alla scuola e le misure sugli alunni stranieri. Mobilitazioni anche in Veneto, con cortei a Padova, Venezia, Treviso e Vicenza, mentre a Bari centinaia di studenti hanno attraversato il centro cittadino per denunciare il carovita e le condizioni degli edifici scolastici. Ma la protesta ha coinvolto anche Torino, Genova, Bologna, Napoli e Cagliari, con cortei, striscioni e iniziative di contestazione. Davanti alla sede di Confindustria del capoluogo ligure è stato bruciato un carro armato di cartone. A Milano, invece, due immagini raffiguranti la premier e Valditara sono state appese a testa in giù vicino ad alcuni cassonetti e colpite con delle uova.

La maggior parte delle manifestazioni si è svolta pacificamente, con qualche momento di tensione, soprattutto a Torino e Roma. Nel capoluogo piemontese, in piazza Castello, alcuni manifestanti si sono staccati dal corteo, coprendosi il volto e lanciando pietre e altri oggetti contro le forze dell’ordine. La polizia ha caricato i giovani e usato gli idranti, costringendo i partecipanti ad allontanarsi verso via Po. Durante gli scontri, alcuni docenti e genitori hanno formato un cordone tra gli studenti e gli agenti. Il bilancio è di tre minorenni arrestati per resistenza aggravata a pubblico ufficiale e oltre 50 manifestanti identificati. A Roma, davanti al ministero dell’Istruzione, sono stati lanciati petardi e altri oggetti, provocando la reazione del ministro Valditara, che ha parlato di “aggressione alle istituzioni e teppismo politico”. Secondo i sindacati di polizia, nel corso della giornata una decina di agenti è rimasta ferita.

Da Bruxelles, Meloni ha commentato solo gli episodi di violenza, accusando i leader delle opposizioni di non averli condannati. “Sono sempre contenta quando c’è la mobilitazione. Cosa diversa è la violenza, sono le bombe carta, è aggredire le forze dell’ordine”, ha dichiarato la premier. Immediata la replica della segretaria del Pd Elly Schlein: “Non è colpa degli studenti che protestano se non riescono a pagare gli affitti e le scuole cadono a pezzi. Il governo si occupi degli italiani, anziché prendersela con loro”. Anche Giuseppe Conte ha criticato l’esecutivo per la mancata risposta alle emergenze sociali: “Quattro anni di nulla, solo 14 miliardi extra in armi e difesa”, ha commentato il leader del Movimento 5 Stelle. Mentre Angelo Bonelli ha ribadito la condanna di ogni forma di violenza, chiedendo però alla premier di “chiedere scusa agli studenti e agli insegnanti italiani”.

La mobilitazione degli studenti proseguirà ben oltre il “No Meloni Day”. La Rete degli Studenti Medi ha lanciato la campagna nazionale “Generazione Fuoriclasse”, con l’obiettivo di dare continuità alle proteste nelle scuole e nelle piazze. Il prossimo appuntamento è già fissato per sabato 17 ottobre a Roma, dove gli studenti confluiranno nella manifestazione della Via Maestra. E le iniziative proseguiranno fino al 20 novembre. “Le criticità della scuola non sono problemi individuali: sono questioni politiche e collettive, che richiedono risposte strutturali”, spiega ancora Verdecchia. L’obiettivo è costruire una mobilitazione permanente, perché “le decisioni sulla scuola non possono essere prese senza ascoltare chi la attraversa ogni giorno”, conclude la coordinatrice nazionale.

L'articolo No Meloni Day, oltre 400mila studenti in piazza da Nord a Sud: “Vogliamo più aule e meno bombe”. E avvertono: “La nostra sarà una mobilitazione permanente. Se ci togliete il futuro, vi blocchiamo il presente” proviene da Il Fatto Quotidiano.

No Meloni Day, la polizia “difende” la prefettura con l’idrante azionato sui manifestanti – Video

16 October 2026 at 21:04

Momenti di tensione a Torino quando il corteo degli studenti ha raggiunto Piazza Castello, dove ha trovato gli agenti di polizia a presidio della Prefettura. La polizia ha azionato l’idrante a più riprese contro i manifestanti. Contro le forze dell’ordine poste a protezione dell’edificio sono stati lanciati bastoni, pietre, uova e bottiglie a cui i reparti hanno risposto con l’utilizzo a più riprese di un idrante, qualche carica di alleggerimento e il lancio di qualche lacrimogeno. Al termine delle manifestazioni la questura ha dato notizia dell’arresto di tre minorenni per resistenza a pubblico ufficiale e l’identificazione di altri 50 giovani.

Dopo il movimento dell’idrante e il lancio di lacrimogeni si è verificata anche una carica di alleggerimento della polizia; il gruppo è stato allontanato e si dirige verso il Po. Proseguono alcuni lanci di bottiglie verso le forze dell’ordine. Tra i manifestanti e la polizia un gruppo di insegnanti per mano ha creato una catena umana per impedire ulteriori contatti.

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Proteste studentesche, Meloni commenta solo le violenze: “Le opposizioni le condannino”. La replica: “Sì, ma lei pensi agli italiani anziché prendersela con loro”

16 October 2026 at 19:18

“Non è colpa degli studenti che protestano se non riescono a pagare gli affitti e le scuole cadono a pezzi. Il governo si occupi di dare risposte concrete, questo dovrebbe fare un governo”. È la risposta della segretaria del Partito democratico, Elly Schlein, alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che da Bruxelles ha accusato i leader dell’opposizione di non aver condannato le violenze durante le proteste studentesche. “Sono sempre contenta quando c’è la mobilitazione. Cosa diversa è la violenza, sono le bombe carta, è aggredire le forze dell’ordine”, ha dichiarato la premier, chiedendo a tutte le forze politiche di fare un appello affinché le manifestazioni si svolgano senza violenza. Schlein ha quindi collegato le proteste degli studenti a quelle degli agricoltori e degli autotrasportatori: “Non è colpa di chi protesta se i prezzi della benzina sono insostenibili”. E ha concluso: “Ci sono le nostre proposte concrete sul tavolo, Meloni pensi agli italiani anziché prendersela con loro”.

Anche il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, ha attaccato la premier, accusandola di non occuparsi delle proteste in corso in Italia. “La presidente Meloni ci aggiorna: a margine del Consiglio europeo ha messo sul tavolo della discussione i fatti di Ceuta. Ma Ceuta dista 700 miglia nautiche dall’Italia. Non ci ha detto nulla, invece, sulle gravi emergenze che stanno esplodendo sul nostro territorio”, ha scritto sui social. Conte ha quindi chiesto al governo di dare risposte “alla disperazione di migliaia di autotrasportatori, agricoltori e lavoratori travolti da rincari, carocarburante e tasse”, richiamando anche le difficoltà dei cittadini e le proteste degli studenti. “Se non se ne è accorta le mandiamo qualche immagine dai presidi nel Paese in cui stiamo ascoltando persone allo stremo”, ha aggiunto, concludendo: “La risposta non possono essere l’indifferenza dopo 4 anni di nulla e 14 miliardi extra in armi e difesa”.

Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde, ha replicato alla premier condannando “senza ambiguità ogni forma di violenza”. Ma la presidente del consiglio, ha aggiunto, “dovrebbe chiedere scusa agli studenti e agli insegnanti italiani”. Bonelli ha quindi attaccato le scelte del governo sull’istruzione: “Mentre le scuole cadono a pezzi, gli edifici scolastici sono insicuri e i nostri docenti sono tra i meno pagati d’Europa, il suo governo ha scelto di destinare miliardi al riarmo anziché investire nell’istruzione pubblica”. E ha aggiunto: “La scuola ha bisogno di risorse, sicurezza e dignità, non di essere sacrificata sull’altare delle spese militari”.

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Decreto Bollette, primo passo verso l’intesa con Bruxelles: come funziona il tetto al gas e perché l’Ets resta fuori

16 October 2026 at 19:08

Dopo mesi di braccio di ferro, il governo Meloni e la Commissione europea hanno raggiunto un’intesa preliminare sul decreto Bollette. Il via libera definitivo non c’è ancora: Roma dovrà presentare a Bruxelles un nuovo testo delle misure per ridurre il costo dell’elettricità, che dovrà passare al vaglio sugli aiuti di Stato. Il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin parla di “un primo passo importante” e annuncia che “a breve notificheremo alla Commissione Ue un nuovo testo della norma”, coerente con il quadro temporaneo di aiuti per la crisi in Medio Oriente, il Metsaf. “È stata una trattativa lunga, ma costruttiva, che ha portato a un risultato importante”, ha commentato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che si è detta “molto contenta” dell’accordo che aprirebbe la strada a una soluzione simile alla cosiddetta “eccezione iberica”, quella accordata a Spagna e Portogallo nel 2022 proprio per limitare l’effetto del costo del gas sul prezzo dell’elettricità.

Per capire la posta in gioco tocca partire dal prezzo dell’elettricità e da come viene calcolato. In Italia viene prodotta con rinnovabili: solare, eolico, idroelettrico. Ma anche con il gas. E nel mercato all’ingrosso il prezzo viene spesso determinato dall’ultima centrale necessaria a soddisfare la domanda, che generalmente è quella alimentata a gas. Se per esempio eolico e fotovoltaico non bastano a coprire il fabbisogno e serve anche una centrale a gas, con costi più elevati, il prezzo di mercato viene fissato in base a quest’ultima e riconosciuto anche agli altri produttori. Così, quando rincara il gas, l’aumento può ricadere su tutto il mercato, anche sull’elettricità prodotta con le rinnovabili.

Per attenuare questo effetto, tra le ipotesi negoziate dal governo c’è un tetto convenzionale al costo del gas utilizzato dalle centrali elettriche, e compensazioni pubbliche, finanziate attraverso un meccanismo da definire, a copertura della differenza con il costo effettivo del combustibile. Il tetto permetterebbe così di abbassare il prezzo all’ingrosso dell’elettricità, compresa quella prodotta dalle rinnovabili. I dettagli del meccanismo, però, non sono ancora confermati e andranno verificati sul nuovo testo. Bisogna infatti rispettare le regole europee sulla concorrenza ed evitare che le centrali destinatarie delle compensazioni ottengano un vantaggio ingiustificato rispetto agli operatori di altri Paesi europei.

Resta invece fuori dall’intesa la compensazione dei costi dell’Emission Trading System (Ets), il sistema europeo che obbliga le centrali a pagare per le emissioni di anidride carbonica. Anche questa spesa contribuisce ad aumentare il prezzo dell’elettricità, ma Bruxelles ha chiarito che i rimborsi potranno coprire soltanto il rincaro del gas, non il costo delle emissioni. La Commissione vuole infatti evitare che le compensazioni annullino il costo delle emissioni, pensato proprio per scoraggiare l’uso dei combustibili fossili e incentivare le fonti rinnovabili. La Commissione precisa inoltre che le compensazioni saranno temporanee, finanziate solo dai consumatori che ne beneficeranno e dovranno tradursi interamente in una riduzione dei prezzi per gli utenti finali. Resta da conoscere il contenuto definitivo del decreto che l’Italia invierà a Bruxelles, il costo delle compensazioni e in quale misura, una volta approvato, il meccanismo riuscirà a trasferire i benefici alle bollette. “Sono molto contenta dell’accordo Ue, le abbasserà“, assicura Meloni. L’intesa politica è raggiunta, l’autorizzazione europea deve arrivare.

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Denmark asks EU to ‘examine’ Spain’s plan to legalize migrants

16 October 2026 at 19:01

The fact that Spain is swimming against the tide on European immigration issues became more evident than ever on Friday, when several EU leaders led by the prime ministers of Denmark and Italy — Mette Frederiksen and Giorgia Meloni — strongly criticized the Spanish government’s decision earlier this year to grant legal status to potentially hundreds of thousands of undocumented migrants.

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© FRANCOIS LENOIR (ACN)

Danish PM Mette Frederiksen and Italian PM Giorgia Meloni in Brussels.

Estudiantes italianos protestan contra políticas educativas y climáticas de Meloni

16 October 2026 at 15:00
Los colectivos estudiantiles denunciaron el deterioro progresivo de la infraestructura escolar y exigieron reorientar los 13.000 millones de euros del gasto militar hacia la enseñanza.

Meloni forza il negoziato sull’ETS: Bruxelles apre ai correttivi, ora la prova dei costi per l’industria

16 October 2026 at 15:15

ETS, il pressing di Meloni e il nodo competitività: cosa ha ottenuto l’Italia a Bruxelles

Poco prima della partenza per Bruxelles, Giorgia Meloni avrebbe avuto, secondo fonti a lei vicine, una breve conversazione con Emanuele Orsini, presidente di Confindustria. L’indiscrezione, anche se da confermare, si inserisce in quel costante dialogo tra governo e imprese, nel quale il costo dell’energia e le regole europee sulle emissioni occupano da mesi un posto centrale. Ed è proprio su quel terreno che la premier ha concentrato una parte significativa del negoziato al Consiglio europeo.

«La questione, in fondo, è piuttosto semplice: che senso ha chiedere alle imprese europee di competere sui mercati internazionali se poi vengono costrette a sostenere costi che i loro concorrenti americani o asiatici non hanno? È attorno a questo interrogativo che Giorgia Meloni ha costruito una delle partite più delicate del Consiglio europeo di Bruxelles», racconta una fonte diplomatica di stanza a Bruxelles.

Per arrivare a un’intesa sull’ETS, il sistema europeo di scambio delle quote di emissione, ci sono volute ore di discussioni e una mediazione conclusa nella notte. Meloni non ha ottenuto la sospensione del meccanismo né il rinvio dell’ETS2 invocato dall’Italia e da altri governi, ma nelle conclusioni compare una richiesta precisa alla Commissione: aggiornare la valutazione degli effetti dell’ETS2, a partire dalla sua struttura e dalle misure di salvaguardia.

Al tempo stesso, i Ventisette sollecitano interventi contro l’eccessiva volatilità del prezzo della CO₂ e richiamano esplicitamente la necessità di proteggere la competitività industriale. Per capire perché Roma abbia insistito tanto sull’ETS basta guardare i bilanci delle imprese italiane, già alle prese con un costo dell’energia che pesa sulla competitività. Il sistema europeo impone agli impianti industriali interessati di restituire quote corrispondenti alle emissioni prodotte. Una parte è ancora assegnata gratuitamente; le altre vanno comprate sul mercato.

Il meccanismo serve a incentivare la riduzione della CO₂. Ma quando le tecnologie necessarie per tagliare le emissioni sono costose, o non ancora disponibili su scala industriale, il conto rischia di diventare pesante. Nell’acciaio, nel cemento, nella chimica, nel vetro e nella ceramica al costo diretto delle emissioni può aggiungersi quello indiretto dell’elettricità. Per le imprese italiane, già esposte a prezzi dell’energia spesso elevati, la combinazione può diventare particolarmente difficile da sostenere. Il pericolo non è soltanto una contrazione dei margini. È il cosiddetto carbon leakage: produzioni che si spostano in Paesi dove i vincoli sulle emissioni sono meno onerosi, con il rischio di perdere occupazione e capacità industriale in Europa senza ridurre le emissioni complessive a livello mondiale.

È una delle ragioni per cui Bruxelles ha introdotto anche il CBAM, il meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere; restano tuttavia questioni aperte, tra cui la protezione delle esportazioni europee. È su questo nodo che Adolfo Urso insiste da tempo. Il 26 febbraio, al termine del confronto con i ministri dei Paesi riuniti nel formato Friends of Industry, il titolare del MIMIT aveva chiesto di sospendere l’ETS in attesa di una revisione profonda dei parametri di riferimento, delle quote gratuite e del calendario della loro progressiva eliminazione. Aveva inoltre sollecitato uno strumento stabile di sostegno alle imprese esportatrici.

Urso, insomma, non chiedeva qualche correttivo di facciata. A suo giudizio, bisognava intervenire sulle regole che rischiano di rendere sempre meno conveniente produrre in Europa. Un altro passaggio si è avuto l’8 aprile, quando Urso ha incontrato a Roma Stéphane Séjourné, vicepresidente esecutivo della Commissione per la prosperità e la strategia industriale. Nel bilaterale si è discusso anche della revisione dell’ETS e delle preoccupazioni delle imprese sui benchmark, i parametri che concorrono a determinare le quote assegnate gratuitamente. Il confronto con Séjourné mostra come il dossier sia stato seguito non soltanto a Palazzo Chigi, ma anche nei rapporti diretti tra il ministero e l’esecutivo europeo. Al vertice la discussione è ripartita da qui.

L’Italia ha trovato punti di contatto con la Polonia e con alcuni governi dell’Europa centro-orientale, preoccupati per il peso della transizione sui sistemi produttivi. Altri Stati hanno insistito perché non venissero indeboliti gli impegni climatici già assunti. Alla fine è prevalsa una mediazione: l’ETS resta uno strumento centrale della politica europea, ma nelle conclusioni trovano spazio la volatilità del prezzo della CO₂, i rincari dell’elettricità e le ricadute sulla competitività delle imprese. C’è poi una distinzione importante.

L’ETS2, richiamato esplicitamente nelle conclusioni, riguarda i combustibili utilizzati negli edifici e nel trasporto stradale: le sue ricadute interesserebbero soprattutto il riscaldamento e i carburanti. L’ETS tradizionale, invece, riguarda direttamente gli impianti dei settori energivori, le quote gratuite e il rischio di delocalizzazione. Sono due questioni diverse, ma entrambe incidono sui costi della transizione. Ed è su questi costi che il governo italiano vuole continuare a incalzare Bruxelles.

Per Confindustria, che da mesi segnala il peso dell’energia e la necessità di regole sostenibili per la manifattura, il passaggio europeo può offrire uno spazio di confronto ulteriore. Sarebbe però prematuro parlare di una riforma già ottenuta. Il Consiglio ha chiesto ai colegislatori di accelerare il lavoro sulla riserva stabilizzatrice del mercato e alla Commissione di riesaminare gli impatti dell’ETS2. Non ha deliberato la sospensione dell’ETS né fissato il rinvio dell’ETS2 al 2030.

Per Meloni il risultato politico sta nell’aver portato le richieste di correzione dentro un testo condiviso dai leader europei, dopo mesi di pressioni italiane e di interlocuzioni condotte anche da Urso con la Commissione. La partita, però, non si è chiusa nella notte di Bruxelles. Si sposta adesso negli uffici della Commissione e nei successivi negoziati, dove si deciderà quanto di quelle richieste finirà davvero nelle regole. Per le imprese, alle prese ogni giorno con il prezzo dell’energia, le dichiarazioni di principio non bastano. Servono provvedimenti. E soprattutto risultati.

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Roma, migliaia di studenti al corteo “No Meloni Day”: cassonetti per strada e lancio di oggetti contro il ministero dell’Istruzione

16 October 2026 at 13:56

Tensioni al corteo degli studenti a Roma organizzato contro le politiche del governo Meloni in tema di istruzione. Circa un’ora e mezza dopo la partenza, all’altezza di via Marmorata, una ventina di manifestanti, incappucciati e vestiti di nero, hanno spostato due cassonetti spingendoli in mezzo alla strada. Dopo averli riposti ai lati del marciapiede, hanno proseguito il percorso lanciando fuochi d’artificio e bombe carta contro il cordone della polizia posizionato più avanti.

Momenti di tensione ci sono stati anche davanti al ministero dell’Istruzione, in viale Trastevere, dove i manifestanti hanno lanciato bottiglie, uova, bombe carta e hanno svuotato un estintore verso la scalinata che porta all’ingresso dell’edificio, dove era presente la polizia in assetto antisommossa.

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Scuola, studenti in rivolta contro il Governo: corteo a Milano, tram e bus deviati

16 October 2026 at 11:09

Il limite alla presenza di alunni stranieri nelle classi diventa terreno di scontro politico e porta gli studenti nelle strade di Milano. Venerdì 16 ottobre, nel capoluogo lombardo, collettivi e organizzazioni studentesche partecipano alla giornata nazionale di sciopero e mobilitazione contro le politiche del Governo Meloni, con una manifestazione che attraversa alcune delle principali vie del centro e provoca modifiche alla circolazione dei mezzi pubblici. A far discutere è soprattutto una delle disposizioni contenute nel nuovo decreto Scuola, che prevede un limite del 30% per determinate categorie di alunni stranieri nelle classi prime a partire dall’anno scolastico 2027-2028. Una misura contestata dai promotori della protesta, che la considerano discriminatoria e chiedono invece maggiori investimenti nella scuola pubblica.

“Nessuno è straniero”: la protesta contro le nuove regole nelle scuole

La mobilitazione milanese porta il nome “Nessun* è stranier*” e mette al centro il diritto all’istruzione e l’inclusione scolastica. Gli organizzatori contestano la scelta di introdurre un tetto alla presenza di determinati studenti con cittadinanza non italiana, sostenendo che le priorità del sistema scolastico siano altre. Nel manifesto della protesta si legge: “A scuola non esistono stranieri, esistono bambini e bambine, ragazzi e ragazze, compagni e compagne di scuola“. Una posizione accompagnata da una dura critica all’esecutivo: “Contro le follie della Meloni che vuole imporre una divisione razzista nelle nostre scuole, invece di preoccuparsi dei reali problemi della scuola pubblica, noi rispondiamo con la fratellanza, sorellanza e solidarietà tra compagni di scuola”. Al centro della contestazione c’è dunque il modello di integrazione scolastica. Il provvedimento governativo, che riguarda in particolare gli alunni con conoscenze limitate della lingua italiana e un percorso ancora breve negli istituti del Paese, viene contestato dai manifestanti per le possibili conseguenze sull’inclusione.

Da Cairoli a San Babila, la protesta attraversa il cuore di Milano

Il concentramento è previsto in largo Cairoli, con partenza del corteo alle 9.30. Da qui il percorso si snoda attraverso il centro storico, interessando piazza della Scala, piazza Meda, via Matteotti e piazza San Babila. La manifestazione prosegue quindi lungo corso Monforte, via Visconti di Modrone, largo Augusto, corso Europa e via Larga, per raggiungere piazza Velasca, corso di Porta Romana e via Sforza.

Il passaggio degli studenti comporta deviazioni e interruzioni temporanee per numerose linee di superficie gestite da Atm, con ripercussioni sugli spostamenti nelle zone centrali della città.

Non solo studenti stranieri: dalle scuole insicure agli affitti impossibili

La contestazione non si esaurisce nella questione delle classi multietniche. Lo sciopero nazionale riunisce infatti diverse rivendicazioni legate alle condizioni di studio e alle difficoltà economiche affrontate dai giovani. Tra le richieste figurano finanziamenti strutturali per la messa in sicurezza degli edifici scolastici, maggiori risorse per l’istruzione pubblica e l’introduzione dell’educazione sesso-affettiva obbligatoria nei programmi didattici. Un altro tema centrale è quello del caro affitti, particolarmente sentito a Milano, dove il costo delle abitazioni rappresenta un ostacolo per gli universitari fuori sede. La mobilitazione si inserisce così in una contestazione più ampia delle politiche scolastiche, economiche ed estere del Governo.

Tram e autobus deviati: le linee Atm interessate

Le modifiche al servizio riguardano numerose linee tranviarie, tra cui 1, 2, 4, 10, 12, 14, 15, 16 e 19, e diverse linee di autobus, tra cui 50, 57, 60, 61, 65, 84, 96 e 97. I disagi interessano in particolare i collegamenti tra Cairoli, Duomo, San Babila e altre zone centrali. Su alcune tratte il servizio viene sospeso temporaneamente, mentre in altri casi i mezzi seguono percorsi alternativi e saltano alcune fermate. Le variazioni sono legate all’avanzamento della manifestazione.

Anche il clima torna in piazza: la giornata dei Fridays for Future

La giornata del 16 ottobre è caratterizzata anche dalla mobilitazione internazionale promossa da Fridays for Future. Il movimento ambientalista torna a manifestare in diverse città italiane per chiedere interventi contro il riscaldamento globale, la dipendenza dai combustibili fossili e le politiche ambientali considerate insufficienti.

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Padellaro, Mieli, Carofiglio, Ainis e Veludo ospiti di Sommi ad Accordi&Disaccordi sabato 17 ottobre. Con Travaglio e Scanzi

By: F. Q.
16 October 2026 at 10:36

Il racconto dell’attualità è protagonista il sabato in prima serata sul Nove con il talk di confronto, discussione e approfondimento “Accordi & Disaccordi”, condotto da Luca Sommi.

Sabato 17 ottobre alle 21:30 sono ospiti i giornalisti Paolo Mieli e Antonio Padellaro, lo scrittore Gianrico Carofiglio, il costituzionalista Michele Ainis e l’autrice Virginia Veludo.

Tra i temi della conversazione il Consiglio europeo a cui Giorgia Meloni ha partecipato dopo essere stata ascoltata dal Parlamento italiano e gli scenari internazionali.

Nel corso di ogni puntata, come da tradizione, gli interventi del direttore de Il Fatto Quotidiano Marco Travaglio e del giornalista Andrea Scanzi, per analizzare cronaca, potere e società.

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L’Italia proroga di altri sette giorni lo stop a Schengen con la Spagna: si va verso una soluzione alternativa

16 October 2026 at 08:36

I controlli alla frontiera per chi arriva dalla Spagna potrebbero presto essere rimossi e sostituiti da misure alternative. Palazzo Chigi ha annunciato infatti una mini proroga di sette giorni dello stop a Schengen, deciso dopo la crisi migratoria di Ceuta, in modo da allinearsi alla scadenza delle misure imposte da Madrid. Una settimana in cui i rispettivi ministri dell’Interno si confronteranno per concordare misure di cooperazione sostitutive. Lo hanno confermato anche fonti della delegazione spagnola che si trova a Bruxelles per il Consiglio Europeo: “I ministri lavoreranno nei prossimi giorni per procedere all’eliminazione dei controlli Schengen” istituiti reciprocamente dai due Paesi.

Il primo stop a Schengen, con le restrizioni alla libera circolazione in stazioni e aeroporti, era stato imposto dall’Italia il 31 luglio, dopo l’arrivo a Ceuta di decine di migliaia di persone in pochi giorni. Nonostante non esistano confini terrestri diretti tra l’Italia e la Spagna e tantomeno con Ceuta (l’exclave è interamente circondata Marocco), il Viminale aveva deciso di sospendere l’accordo di libera circolazione per un mese. Un blocco rinnovato poi per due settimane e poi di 15 giorni in 15 giorni, aggravando la crisi diplomatica tra Roma e Madrid. Un mese fa il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares aveva accusato Tajani e Meloni di usare il tema a scopi elettorali, per alimentare la propria agenda interna. E in una durissima dichiarazione li aveva definiti “leader europei all’altezza della situazione”.

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Travaglio a La7: “Questo è il primo centrosinistra che fa opposizione, ma per certi circoletti ne fa troppa. Vogliono rifilargli Renzi e Gentiloni”

16 October 2026 at 07:22

“Il problema di questo centrosinistra è che per certi circoletti fa troppa opposizione. Quelli che vogliono rifilargli Renzi, Gentiloni e tutte queste amebe puntano semplicemente a sostituire Meloni con un centrosinistra che sia una brutta copia sbiadita del centrodestra e che sulle questioni importanti faccia la stessa cosa”. Sono le parole pronunciate a Otto e mezzo (La7) dal direttore de Il Fatto Quotidiano Marco Travaglio, che affonda il colpo contro chi, a suo giudizio, lavora per ricondurre l’opposizione nell’alveo delle politiche del centrodestra.
L’occasione è il dibattito sulle comunicazioni di Giorgia Meloni in Parlamento in vista del Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre a Bruxelles, dedicato, tra gli altri temi, all’Ucraina, alla competitività, al Medio Oriente, alla difesa e alla sicurezza europea.
Gruber ricorda che Travaglio ha definito l’intervento della presidente del Consiglio un “comiziaccio” e gli chiede se Meloni faccia bene a sottolineare le divergenze del campo progressista, in particolare quelle sulla politica estera e sulle posizioni del leader del M5s Giuseppe Conte.

La replica del direttore del Fatto Quotidiano parte dalle contraddizioni interne al governo: “Intanto la Meloni non è d’accordo su niente a proposito dell’Ucraina e del riarmo con Salvini, che poi vota tutto perché ha un partito ormai in declino e rischia di essere sfiduciato dai suoi se rinuncia alle poltrone che ha. Il punto è che le divisioni del centrosinistra esistono anche nella maggioranza di governo”.
Travaglio sottolinea che la presidente del Consiglio utilizza le difficoltà degli avversari per nascondere quelle della propria coalizione: “A casa mia l’opposizione non ha nessun dovere di essere coesa. È la maggioranza che deve esserlo. Quindi, Meloni parla degli altri per non parlare di casa sua”.
Circa il ruolo della leader di Fratelli d’Italia negli equilibri europei, il direttore osserva un’altra palese contraddizione: “Continuiamo a ripetere che lei è antieuropeista e sovranista, ma forse dimentichiamo che la Meloni governa nella Commissione von der Leyen non solo dall’esterno, perché ha un vicepresidente importante che si chiama Raffaele Fitto. Lei, quando parla di Europa, sta parlando di se stessa. Se fosse fuori da quella maggioranza, potrebbe parlare. Ma dato che sta dentro a quella maggioranza, tra l’altro insieme a Forza Italia e al Pd, di che stiamo parlando?”.

Sulla guerra in Ucraina, Travaglio non nasconde che le differenze tra le forze di opposizione siano destinate a restare, ma contesta che vengano presentate come una peculiarità del centrosinistra: “Le divisioni nel centrosinistra sono destinate ad andare avanti fino a quando durerà la guerra in Ucraina, perché non c’è niente da fare: riflettono le divisioni che ci sono nel Paese”.
E ricorda che esiste una distanza profonda tra le posizioni rappresentate in Parlamento e quelle dell’opinione pubblica: “In Parlamento la maggioranza dei partiti è a favore di continuare a mandare soldi e armi all’Ucraina finché non morirà l’ultimo ucraino, mentre la stragrande maggioranza degli italiani è per farla finita, in modo da costringere le due parti a mettersi intorno a un tavolo.

Il direttore del Fatto, poi, rivendica una discontinuità rispetto alla storia recente delle opposizioni italiane e chiama in causa gli anni del berlusconismo: “Io fino a sei-sette anni fa non ho mai visto fare opposizione alla destra, questo è il primo centrosinistra che fa opposizione. Io il centrosinistra l’ho sempre visto fare i governi con Berlusconi, i patti del Nazareno con Berlusconi, le bicamerali con Berlusconi, le leggi sulla giustizia con Berlusconi. Di tutte le leggi vergogna che faceva Berlusconi non ne hanno cancellata una sola”.

E aggiunge: “Questa è la prima volta che c’è un centrosinistra che fa opposizione e sento incredibilmente che viene accusato di tutto. L’attacco che c’è ogni giorno alle primarie è perché rischia di vincerle qualcuno che magari, quando va al governo, fa qualcosa di radicalmente diverso. Io credo che l’unico modo per portare a votare i giovani e gli astensionisti che sono andati a votare al referendum – conclude – sia proprio quello di proporre qualcosa di radicalmente diverso perché la brutta copia del governo non funziona, non porta la gente a votare”.

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Un grazie sentito a Giorgia Meloni: ecco tutte le balle che ha sparato al Senato

16 October 2026 at 06:33

Un grazie sentito a Giorgia Meloni: ogni volta che rivolge una prolusione ai parlamentari spara così tante balle che questa rubrica si scrive praticamente da sé (sì, ciao). Dopo quello ironico, il grazie doveroso va invece a Carlo Canepa e a Pagella politica, che non gliene lasciano passare una.

Per esempio l’altro giorno al Senato la bugiardella della Garbatella ha detto, con l’abituale strafottenza, che Giuseppe Conte non sarebbe potuto diventare presidente del Consiglio con questa nuova legge elettorale. È falso: Conte sarebbe potuto diventare capo del governo anche con la nuova legge elettorale; che sì, obbliga i partiti o le coalizioni a indicare il nome del candidato presidente del Consiglio; il quale, però, continuerà a essere nominato dal presidente della Repubblica; e vorrei anche vedere.

“Nel 2018, tra l’altro”, spiega Canepa, “a parità di voti il premio di maggioranza non sarebbe scattato: nessuna lista o coalizione raggiunse il 42%”. La nuova legge, insomma, “non vieta di nominare presidente del Consiglio chi, prima delle elezioni, non è stato indicato come candidato presidente. Come Conte nel 2018”. Su Pagella politica, Leonardo Becchi e Micol Maccario hanno glossato le altre balle di Giorgia.

Meloni: “Lo dicono i dati di Frontex: in due anni gli attraversamenti irregolari delle frontiere esterne dell’Unione si sono più che dimezzati”. Ma Frontex parla di attraversamenti rilevati dalle autorità. Questi dati non rappresentano il conteggio delle persone entrate irregolarmente nell’Ue.

Meloni: “Grazie alla collaborazione con l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni con Algeria, Libia e Tunisia, negli ultimi due anni circa 65 mila migranti sono tornati volontariamente nei loro Paesi di origine prima ancora di tentare di attraversare il Mediterraneo”. Ma quel numero, da solo, non permette di stabilire quanti migranti abbiano effettivamente rinunciato ad attraversare il Mediterraneo, poiché i programmi di rimpatrio assistito riguardano anche migranti che si trovano in Nord Africa per lavorare.

Meloni: “La Banca centrale europea ha messo nero su bianco il fatto che attraverso gli strumenti di sostegno al reddito – dalla riforma dell’Irpef, chiaramente la decontribuzione – che sono stati fatti in questi anni, questo governo ha restituito più di quanto ha preso attraverso il drenaggio fiscale”. Ma senza nuovi correttivi, il drenaggio fiscale (il fenomeno per cui l’aumento nominale dei redditi, dovuto all’inflazione, determina un maggiore prelievo fiscale mentre il potere d’acquisto dei contribuenti resta invariato) potrà ripresentarsi nei prossimi anni. Lo studio della Bce citato da Meloni, peraltro, rileva che le modifiche all’Irpef e i tagli contributivi hanno compensato gli effetti del drenaggio fiscale dal 2019 al 2023: il dato comprende dunque anche interventi dei governi precedenti, visto che il governo Meloni si è insediato nell’ottobre 2022.

Insomma balle, balle, balle, balle, balle. Del resto, a quante cose sbagliate ci hanno fatto credere, da quando siamo al mondo?

Cose sbagliate a cui ci hanno fatto credere

220) Negli anni ’70 fece scalpore la foto nuda di Burt Reynolds nel poster pieghevole all’interno di Cosmopolitan, ma non è vero che anche a Brad Pitt, agli inizi della carriera, proposero di posare nudo; che fu per la rivista Agricoltura e foreste; che volessero un poster di Brad Pitt nudo su una falciatrice; che Pitt accettò perché la cifra era considerevole; e che questo sia il motivo per cui non ha il prepuzio.

221) Non è vero che le ultime parole di Madre Teresa furono: “Vorrei gonfiare di botte i miei piccoli lebbrosi ancora una volta”.

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“Conte vuole discontinuità sull’Ucraina? Sono d’accordo, con il governo progressista invieremo armi per davvero”. Così il senatore Pd Filippo Sensi

15 October 2026 at 20:18

“Ha ragione Giuseppe Conte a volere discontinuità sull’Ucraina. Siccome l’attuale governo non dà armi da più di un anno, come ha detto peraltro in una trasmissione televisiva, vantandosene, Claudio Borghi, quindi certo che c’è bisogno di una discontinuità e un governo di centrosinistra che voglia dirsi tale, che non è il governo della Le Pen, di Vannacci e di tutti quelli che hanno posizioni filorusse, dovrà dare le armi all’Ucraina”. A parlare così è il senatore del Partito Democratico Filippo Sensi.

Dichiarazione che allontana Pd e Movimento 5 Stelle? “Non c’è alcuna divisione. Le armi all’Ucraina continueranno ad essere date. Uno può dire tutto quello che vuole, opinioni tutte rispettabili, quindi Conte può dire quello che gli pare sulle armi all’Ucraina, sicuramente le armi all’Ucraina continueranno ad essere date”.

Sensi è uno dei parlamentari dem che ieri mentre Meloni parlava di Ucraina ha applaudito il presidente del Consiglio. “Ho applaudito le sue parole, non trovo condivisibile che alle parole non seguano i fatti. I decreti armi e di sostegno all’Ucraina ancora latitano. Oggi ho sentito Tajani dire ‘presto il decreto armi’, presto siamo ad ottobre, questo vuol dire che da inizio anno non abbiamo dato nulla se non dei generatori, importanti, ma con i generatori non ci si protegge dalle bombe e dai missili che sparano i russi – e conclude – io dico che il partito Democratico è stato e starà sempre per il sostegno all’Ucraina, sostegno politico, civile, economico e militare”.

Ma le divisioni sul come sostenere l’Ucraina ci sono anche all’interno della maggioranza e del governo guidato da Giorgia Meloni. Proprio ieri mentre il presidente del Consiglio, in Parlamento, ribadiva il sostegno all’Ucraina; il vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini affermava che non si può continuare ad inviare miliardi all’infinito e che serve una svolta diplomatica. Segnale di queste diverse vedute all’interno dei partiti di maggioranza è il decreto armi che, annunciato per lo scorso luglio, ad oggi, ancora non è stato varato. Il Ministro della Difesa Guido Crosetto, alle domande dei cronisti, uscendo da Palazzo Madama affida un laconico: “lo vedrete quando arriverà”.

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L’Italia irrilevante resta fuori dai negoziati sull’Ucraina: ora il dilemma interno al Pd va sciolto

15 October 2026 at 16:55

di Roberto Celante

Giorgia Meloni ha dichiarato in Senato, il 14 ottobre, che l’impegno americano all’acquisto del gasolio russo è un errore, perché finanzia la guerra di Putin e allontana ogni speranza di negoziato. La portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha commentato con un laconico “non sono affari suoi”.

Quindi, qual è la notizia? Che l’Italia è irrilevante sul piano internazionale? No: questo lo sapevamo già, almeno da quando, a fine febbraio, il Ministro Crosetto fu bloccato a Dubai, perché né l’alleato Usa, né il partner commerciale Israele si ricordarono di preavvisarci dell’imminente attacco all’Iran. Non è certo l’unico esempio della marginalità dell’Italia, né l’ultimo, dato che pare ci sia un dialogo tra Stati Uniti e Russia, con delegati ucraini, uditori ammessi Regno Unito, Francia e Germania, ma Italia esclusa, per trattare la fine della guerra.

Ebbene, qual è la notizia? Che Meloni, risentita, speri di far saltare indirettamente il banco con le sue dichiarazioni sul gasolio russo? No; solo Zelensky, che non sa più a che santo votarsi, finge a se stesso che sia un assist per lui: che Meloni sia la portavoce di un immutato ed immutabile impegno europeo a sostenerlo ad oltranza.

Allora, quale può essere la notizia? La notizia è che la premier Meloni, avendo già ottenuto il parere favorevole della Commissione europea allo scostamento del bilancio dello 0,6% del Pil (la cosiddetta “clausola di salvaguardia”) e l’ok del Parlamento al Dpfp sullo stesso tema, non intende presentarsi al Consiglio europeo, dichiarando che lo scenario internazionale sta cambiando rapidamente, al punto che non vi è più necessità per l’Italia di indebitarsi per 14,4 miliardi per il riarmo.

Questa è la notizia: di fronte alla crisi energetica, all’inflazione che erode il potere d’acquisto degli italiani, anche per i beni di prima necessità, di fronte alle necessità della scuola e della sanità, alla crisi climatica e al dissesto idrogeologico, la scelta politica strategica è, da un lato, esentare per un anno il bollo auto (recuperando chissà come dei fondi che alle Regioni servono come il pane, dato che gestiscono sanità e trasporti pubblici); dall’altro indebitarsi oltre il necessario, per un importo pari a mezza manovra finanziaria. Un surplus di deficit inutile, ma che farà crescere la spesa per gli interessi e che porrà sul governo che verrà la spada di Damocle di un dilemma: tagliare i servizi pubblici o inasprire la pressione fiscale?

In questo scenario, nel campo largo si è intanto raggiunta l’unanimità contro l’attivazione della clausola di salvaguardia per il riarmo. Trattasi, naturalmente, di una valutazione di principio, poiché la maggioranza non ha avuto necessità dei voti del Campo largo per l’ok al Dpfp, né l’avrà per la legge di bilancio. Ma è comunque un impegno significativo, nella prospettiva della stesura di un programma comune, in vista delle elezioni.

Coerenza vorrebbe che un analogo impegno venisse quanto prima esteso anche in tema di aiuti militari all’Ucraina. Considerando, infatti, l’attuale contesto di dialogo per porre fine al conflitto, se il Pd tergiversasse, o perseverasse nel sostenere la necessità di continuare ad appoggiare militarmente l’Ucraina, non farebbe l’interesse né del popolo ucraino, in guerra da quasi cinque anni senza nessuna prospettiva di vittoria, né di quello italiano, che sta pagando una quota parte molto salata delle conseguenze economiche del conflitto.

Per il Pd, riconoscere che lo scenario è cambiato e che va favorito il negoziato, interrompendo gli aiuti militari, significherebbe dimostrare la lucidità che in questo momento difetta in maggioranza, compattare stabilmente la coalizione e (serve proprio sottolinearlo?) sarebbe senz’altro più apprezzabile che attendere che sia la firma del trattato di pace a risolvere l’impasse. Schlein capisca che, su certi temi, le dinamiche interne non vanno gestite con equilibrismo: vanno indirizzate.

Il blog Sostenitore ospita i post scritti dai lettori che hanno deciso di contribuire alla crescita de ilfattoquotidiano.it, sottoscrivendo l’offerta Sostenitore e diventando così parte attiva della nostra community. Tra i post inviati, Peter Gomez e la redazione selezioneranno e pubblicheranno quelli più interessanti. Questo blog nasce da un’idea dei lettori, continuate a renderlo il vostro spazio. Diventare Sostenitore significa anche metterci la faccia, la firma o l’impegno: aderisci alle nostre campagne, pensate perché tu abbia un ruolo attivo! Se vuoi partecipare, al prezzo di “un cappuccino alla settimana” potrai anche seguire in diretta streaming la riunione di redazione del giovedì – mandandoci in tempo reale suggerimenti, notizie e idee – e accedere al Forum riservato dove discutere e interagire con la redazione.

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Dietro gli applausi a Meloni le convergenze geopolitiche che servono all’Italia

15 October 2026 at 16:02

Convergenze parallele e, per certi versi, anche fisiologiche. Ieri in Senato si è assistito ad un fenomeno che, in quattro anni, non si era quasi mai visto. Ovvero gli applausi a Meloni di Calenda e mezzo Pd. Come se la geopolitica, prima che politica, avesse avuto il sopravvento su contrapposizioni, insulti, contestazioni. Come se il clima pre-elettorale fosse stato messo da parte sull’altare delle cose giuste da fare e da rivendicare a Bruxelles. Il paniere di temi in questione è noto e riguarda il futuro non solo dell’Italia, ma anche della stessa Europa.

Quando la presidente del Consiglio ha spiegato che alcune dinamiche non hanno molto a che fare con la tutela dell’ambiente, ovvero il prezzo degli Ets che sale e che quindi fa salire anche il costo di produzione per l’acciaieria, la cartiera, il cementificio, la ceramica, ha posto un tema su cui nessuna parte sana può non essere d’accordo, perché riguarda la salvaguardia delle imprese.

Che non hanno colore politico, ma rispondono a logiche semplicissime: se regole sbagliate le strozzano, allora rischiano la chiusura, con conseguente perdita di posti di lavoro.

Quando Meloni ha chiesto una sospensione temporanea di alcuni obblighi sul Regolamento europeo del metano ha posto un altro tema nevralgico: ovvero che se una norma, nel passaggio dalla teoria alla pratica, produce danni o mancati benefici, semplicemente va corretta.

Infine quando ha avvertito che non è più possibile per l’Europa importare cobalto, grafite, terre rare imprescindibili per transizione energetica, transizione digitale e difesa, non fa solo una diagnosi arci nota (su cui però dei “bravi” nessuno ha dato un’accelerata fino ad oggi) ma indica la cura, proponendo Porto Marghera come uno dei primi siti europei di stoccaggio strategico di queste materie, iniziativa che potrebbe diventare un progetto pilota europeo.

“Il filo che lega tutte queste iniziative, insomma, è semplice: l’Europa deve tornare a mettere la capacità di produrre al centro delle proprie scelte”, ha detto la premier. In quel momento gli applausi di democratici e calendiani sono stati la spia che l’interesse nazionale è sentito dalle cosiddette forze responsabili presenti in Parlamento, dove l’epiteto responsabili non è il titolo di una squadra buono per un discorso carico di demagogia.

Ma la pragmatica conseguenza di scelte strutturali e lungimiranti che devono essere fatte per il bene futuro (e presente) della collettività. Che si fanno solo in un modo.

L’Europa forte che ha bisogno di Nazioni forti, parafrasando Meloni in chiusura, fa il paio con l’esigenza di un’Europa più solida e credibile all’interno di un metodo di amministrare il paese che difenda l’interesse italiano (come fanno anche tutti gli altri paesi membri).

Solo una parte delle opposizioni lo ha ben compreso.

“C’è qualcuno che vuole farmi apparire come quella che ha fatto le scarpe a Geppi Cucciari ma io sono leale. Io raccomandata da Giorgia Meloni? Siamo amiche di penna, non ci siamo mai viste”: parla Nancy Brilli

15 October 2026 at 11:06

“La radio mi è congeniale: servono i tempi e la velocità. Con Giorgio Lauro, poi, ci siamo presi subito“, assicura Nancy Brilli. L’attrice è impegnata alla conduzione di “Un giorno da pecora” su Radio 1 al posto di Geppi Cucciari: “Eredità ‘pesante’? Geppi è bravissima, ma siamo diverse. Lei lo faceva da comica, io più da attrice brillante, ma anche da signora del popolo. Mi piace quando mi dicono: ‘Nancy una di noi’. Voglio essere ‘una di noi’, amo fare le domande della gente comune. Portare i politici, che tendono al sofismo e alla ‘supercazzola’, sul terreno della spiegazione chiara”, racconta al settimanale “Oggi“.

Una sostituzione che ha anche generato polemiche, soprattutto sui social: “Geppi non l’ho sentita, i rapporti sono buoni ma piuttosto rarefatti. I commenti non li leggo. Credo siano delle provocazioni, c’è qualcuno – non Geppi, sia chiaro – , che vuole farmi apparire come quella che le ha fatto le scarpe. Ma io sono leale, non faccio le scarpe, anzi: potrei aprirci un negozio, con le scarpe che hanno fatto a me! Quando ho fatto il colloquio per la co-conduzione mi è stato detto che il ruolo era vacante“.

Per l’uscita di scena della comica sarda si è parlato di una epurazione: “Ma un’epurata non fa una trasmissione su Rai 3 (Splendida cornice, ndr), né serie prodotte da Rai Cinema: Geppi è molto apprezzata dall’azienda”, replica Brilli. Accusata di essere amica e indirettamente “raccomandata” da Giorgia Meloni: “Se lo fossi veramente, mi farei intestare un ministero o nominare sottosegretaria. Giorgia la conosco, ci siamo scambiate diversi messaggi molto carini, di stima reciproca: siamo amiche di penna, ma non ci siamo mai viste. Dopo le polemiche, però, alla fine della prima puntata di Un giorno da pecora mi ha spedito un whatsapp: ‘Complimenti, voliamo alto'”, racconta l’attrice nell’intervista rilasciata al settimanale diretto da Andrea Biavardi.

“Io le ho fatto i complimenti una sola volta, parlando della donna, non della politica. E rivendico quel giudizio: mi piace la sua fierezza, questo non sentirsi un passo indietro a nessuno. Ho la percezione che, quando parla agli altri Capi di Stato, lei è un Capo di Stato. E questa fierezza la auguro a tutte le donne. Io ce l’ho nel lavoro, ma nei rapporti personali mi manca. Non so valutare bene le persone, per esempio”, ribadisce Brilli.

In futuro le piacerebbe condurre su Rai1 “Affari Tuoi” (“Io amo i pacchi, credo che farei benissimo Affari tuoi. Mi divertirei da morire”), titolo saldo nelle mani di Stefano De Martino (“E’ stato molto bravo e ha fatto una scelta vincente: si è creato un ‘suo’ gruppo di lavoro. Come pure Paola Cortellesi nel cinema. Farò anch’io così”) mentre boccia l’esperienza da concorrente a “Ballando con le Stelle“: “Mi aspettavo di venir protetta un po’ di più. Milly mi ha corteggiato per 20 anni e io mi sono chiesta: ‘Ma perché ha insistito così a lungo per poi farmi lapidare, coi voti e con le critiche personali, da Mariotto e dalla Lucarelli?’ L’avessi saputo, non ci sarei andata. Anche se lo spettacolo dal vivo è bellissimo. È la piega pettegola che mi infastidiva. Speravano di farmi ‘sbroccare’, mi incitavano a reagire per creare trambusto soprattutto sui social”, conclude l’attrice.

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